Tesina esistenza
Dolore
Veronica, giovedì 13 mag ha scritto:
Caro Giano,
Avrei scelto per la mia tesina il tema “Il dolore” ma non vorrei presentare autori ed opere ….”banali”. Mi piacerebbe qualcosa di non usuale e che possa catturare l’attenzione della commissione.
Grazie per l’aiuto
Veronica
Cara Veronica,
il dolore, come certamente sai, anche se oggi è per lo più esorcizzato, ha svolto un ruolo molto importante nella nostra civiltà. Il Cristianesimo ha dato al dolore umano un ruolo di primo piano e lo ha legato alla conoscenza e alla vita stessa come mai prima era avvenuto. Pensa solo alle pagine della “Vita di Gesù” di Hegel, in cui questi concetti sono esposti con precisione, o a rappresentazioni cinematografiche come la “Passione di Cristo” di Mel Gibson. Non a caso, nella sua lunga storia, martiri, flagellanti e penitenti hanno svolto un ruolo di primissimo piano. E non a caso il dolore ha ispirato poeti e artisti vari (leggi: “Il dolore nell’arte” di Fogazzaro, Baldini e Castoldi) per non parlare della rappresentazione nella pittura di tutti i tempi. Perché non prendi un’opera rappresentativa e l’analizzi? Penso, ad esempio, al “San Sebastiano” di Caravaggio. In letteratura hai invece solo l’imbarazzo della scelta. Non puoi dimenticare comunque, con il titolo “Il dolore“, la raccolta di versi di Giuseppe Ungaretti e il romanzo di Marguerite Duras (Feltrinelli, 1999). Un’ultima indicazione: lo “Stabat Mater” di Pergolesi. Saluti e auguri.
Giano
Stella, giovedì 13 maggio
ciao giano frequento il liceo socio psico pedagogico.io avrei elaborato un abbozzo della mia tesina che tratterà del dolore e della sofferenza.di letteratura italiana farò un confronto tra le ultime lettere di jacopo ortis scritte da foscolo, e i dolori del giovane werter, collegandomi alla situazione di insofferenza e delusione dell’intellettuale. di storia tratterò l’epoca di napoleone che è il responsabile della crisi in foscolo. di filosofia invece lo stato di sofferenza evidenziato da schopenhauer riguaro la vita.di latino seneca con il de consolatione. però sinceramente avrei difficoltà a ritrovare collegamenti con biologia pedagogia e psicologia…attendo risposta…grazie….
Cara Stella,
in biologia credo che una buona idea potrebbe essere quella di analizzare, dal punto di vista puramente fisiologico, i meccanismi che regolano la sensazione del dolore, ed ovviamente tutti i rimedi messi in atto per limitare o eliminare il dolore stesso. Qui
http://www.pforster.ch/Tutoria/Dolor/Dolore/DoloreIndice.html#toc3 puoi trovare dei materiali utili al caso tuo. Esiste poi una branca della psicologia chiamata, appunto, “psicologia del dolore”: eccoti un esempio http://www.timeoutintensiva.it/tecne_data/aspetti%20psicologici%20del%20dolore%20cronico.pdf
del tipo di questioni di cui si occupa; in generale il tuo tema è stato anche affrontato anche dal punto di vista etno-antropologico, come puoi vedere qui http://www.vertici.com/servizi/psicofinder/template.asp?cod=9144. In pedagogia, infine, è un tema non secondario quello dell’insegnare, fin dove possibile, i più piccoli ad avere con il dolore un rapporto il più possibile sereno o comunque lucido. Su questo tema potrebbe darti molti spunti utili il libro “Diamo parole al dolore. La percezione del disagio e della difficoltà nella vita quotidiana delle bambine e dei bambini”, edito da Franco Angeli nel 2006. Ti auguro buono studio, Giano
esistenza
eleonora, domenica 16 maggio ha scritto:
Caro Giano,
avrei bisogno di un consiglio sui riferimenti da fare per la mia tesina,l’argomento è l’esistenza. Per filosofia pensavo a Sartre e la Nausea; per francese Camus e il mito di Sisifo; per italiano e per storia ho qualche dubbio, in quanto alcuni collegamenti mi sembrano forzati, potresti darmi dei suggerimenti? E per storia dell’arte?
Grazie anticipatamente!
Eleonora
Cara Eleonora,
l’esistenzialismo è una classica filosofia di un tempo di crisi e quindi l’aggancio alla storia non ti dovrebbe essere difficile: il periodo che devi considerare è il decennio che va dalla crisi del ‘29 all’inizio della seconda guerra mondiale, passando per la fine della repubblica di Weimar all’avvento del nazismo. Essendo temi dell’esistenzialismo il “quotidiano” e la condizione di solitudine dell’uomo, in letteratura italiana potresti fare riferimento alla coscienza di Zeno di Svevo. Potresti inoltre dedicarti a un excursus generale su questo movimento: gli elementi prevalenti di questa corrente di pensiero che interessò la letteratura, le arti, ma anche i costumi, la musica, il teatro, possono essere ricondotti all’inutilità, alla precarietà e alla finitudine dell’esistenza umana che è costantemente esposta all’assurdo dell’esistere e attraversata da un sentimento di angoscia e di fallimento. L’esistenzialismo rifletteva sulla problematicità del senso della vita, sui confini della libertà individuale e poneva domande radicali quali “che cosa vuol dire esistere?”, “che cos’è l’essere?”, “che cosa determina la nostra esistenza?” Sulla scorta di qeusto, potresti pensare in filosofia, oltre a Sartre, anche al cosiddetto padre della corrente, Kierkegaard. In storia dell’arte la figura di riferimento è il norvegese Edvard Munch, di cui ti invito ad approfondire in particolare i dipinti L’urlo (1893) e Ansietà (1894), in cui sono rappresentati i temi kierkegaardiani dell’angoscia e della disperazione. Su Albert Camus, ti raccomando in particolare il suo romanzo “Lo straniero”; su questo autore, ti segnalo questo interessante saggio.
Spero di esserti stato utile
Un saluto
Giano
filosofia
roberta, giovedì 12 aprile ha scritto:
Hey Giano! Sono Roberta e frequento l’ultimo anno del liceo delle scienze sociali… Sono in seria difficoltà con la tesina e avrei urgente bisogno di un aiuto… Volevo incentrare la tesina Sul fatto che la vita NON ha un senso. I miei prof hanno detto che è buono come argomento ma devo ben muovermi senza farlo diventare troppo vasto e ovviamente saper bene argomentare tutti gli argomenti collegati;Ho pensato a Pirandello appunto per il suo non senso della vita,Nietzche,il 68 per storia. Mi sa che però mi vado a perdere così e dovrei trovare collegamenti in diritto e inglese… Puoi aiutarmi??Ci tengo a portare questo tema!Te ne sarei infinitamente grata!
Cara Roberta,
devo dire che i collegamenti che mi proponi mi convincono, buona la tua idea per una tesina incentrata sulla crisi esistenziale dell’uomo contemporaneo. Ma procediamo con calma: i collegamenti con Pirandello (pensa alla frammentazione dell’io che caratterizza quasi tutti i protagonisti delle sue opere) e Nietzsche (pensa al suo concetto di “morte di Dio”) sono molto buoni; gli altri invece sono decisamente meno pertinenti. Proviamo a ragionarci. In storia credo che il periodo di crisi che intercorse fra le due guerre mondiali potrebbe adattarsi molto bene al tema che hai scelto, soprattutto per quanto riguarda la devastante crisi economica del 1929; in diritto, poi, potresti provare a trattare il concetto di “Stato” come risposta razionale ad uno stato di natura privo di ordine (”senso”), e quindi foriero di soprusi e prevaricazioni incontrollabili. Importante, in quest’ottica, soprattutto la figura di Thomas Hobbes, che potrai approfondire qui. In inglese, infine, potresti occuparti di quel particolare “clima” letterario (non si può parlare, probababilmente, di “genere” compiuto) che è il “nonsense”, che trova, ad esempio, un’espressione eccezionale nelle opere di Lewis Carroll, ora di grande attualità, tra l’altro, grazie al recente film di Tim Burton. Torna a raccontarmi, se ti va, come procede il lavoro,
Giano
gioventù
chiara, martedì 1 giugno ha scritto:
Ciao Giano!
avrei pensato al tema dell eterna giovinezza (per il libro il ritratto di dorian gray) ora però dovrei collegarlo con le varie materie…per inglese ho pensato wilde.. ma mi mancano italiano latino storia e filosofia.. non vorrei fare dei collegamenti banali…se puoi essermi di aiuto…ti ringrazio a presto!
Cara Chiara,
bene la scelta.
-> Anzitutto in latino leggi il XIV libro delle Metamorfosi di Ovidio, dove si parla di Febo innamorato della sibilla Cumana: alla sua figura è anche legata una leggenda:
“Apollo innamorato di lei le offrì qualsiasi cosa purché ella diventasse la sua sacerdotessa, ed essa gli chiese l’immortalità. Ma si dimenticò di chiedere la giovinezza e, quindi, invecchiò sempre più finché, addirittura, il corpo divenne piccolo e consumato come quello di una cicala. Così decisero di metterla in una gabbietta nel tempio di Apollo, finché il corpo non scomparve e rimase solo la voce. Apollo comunque le diede una possibilità: se lei fosse diventata completamente sua, egli le avrebbe dato la giovinezza. Però ella, per non rinunciare alla sua castità, decise di rifiutare” (Wikipedia);
Ancora per quanto riguarda le discipline classiche ti suggerisco di studiare come la gioventù era considerata al tempo e quale erano i principi educativi usati. In greco soffermati sulla paideia; mentre in latino pensa a tutti gli autori che hanno parlato del mos maiorum e del valore dell’educazione dei giovani nella familia romana (da Cicerone, a Catone il Censore fino a Giovenale).
->per italiano potresti pensare alla tematica del fanciullino, espressa da Giovanni Pascoli;
->in filosofia riferisciti al “puer aeternus” saggio scritto da Hillman e poi concezione teorizzata da Jung. Qui trovi un documento utile;
->per storia non avrei dubbi: parlerei del sessantotto e della centralità che ebbe il movimento giovanile nelle manifestazioni di protesta e nel cambiamento dei costumi e della mentalità. Qui un link utile.
Ti mando infine tre citazioni molto belle che puoi utilizzare come meglio credi:
La giovinezza è felice perché ha la capacità di vedere la bellezza. Chiunque sia in grado di mantenere la capacità di vedere la bellezza non diventerà mai vecchio. (Franz Kafka)
La giovinezza è un’orribile età che apprezziamo soltanto nel momento in cui la rimpiangiamo. (Antonio Amurri)
La giovinezza non ha età. (Pablo Picasso)
Spero di averti aiutato, un saluto
Giano
immortalità
sara, martedì 12 gen ha scritto:
caro Giano,
li esami di maturità si stanno avvicinando e i prof ci hanno detto di pensare già da ora all’argomento che sarà tesi d’esame.Io avrei pensato di portare un percorso sull’infelicità dell’uomo o sull’immortalità dell’anima ma non so bene a cosa collegarmi e a quale autore posso fare riferimento.Sarei molto grata se potessi darmi un aiuto..grazie mille anticipatamente..
Cara Sara,
fai bene a cominciare con anticipo, vedrai che le cose non fatte in fretta hanno maggiori possibilità di riuscire bene. Da una tua prima riflessione sono emersi due temi molto interessati ma anche molto diversi tra loro. Ti confesso che quando ricevo richieste di questo tipo – un po’ generiche e non ancora ben definite – temo sempre che i miei suggerimenti condizionino la scelta. Proverò a darti qualche input per entrambi gli argomenti, sperando che di chiarirti un po’ le idee. Il tema dell’infelicità dell’uomo ti impone di far riferimento all’esistenzialismo, quel particolare movimento del pensiero, non solo filosofico, che si è diffuso tra gli anni venti e cinquanta del novecento. Dovrai, quindi, trattare di Kierkegaard, ma anche di filosofi francesi come Sartre e Camus. Non avrai grandi difficoltà a declinare il tuo tema in letteratura: pensa a Leopardi e anche per l’arte hai molti riferimenti, da Munch all’euforica infelicità di Van Gogh. Puoi leggere anche altre mie riflessioni su questo argomento alle voci esistenza ed esistenzialismo nell’archivio del mio sito.
Per quanto riguarda, invece, il tema dell’immortalità dell’anima non puoi non occuparti della filosofia antica e medievale. L’immortalità, infatti, è stata intesa secondo due prospettive principali: la prima, che fa capo alla tradizione platonica, la intende in un senso strettamente personale, per cui l’anima individuale sopravvive al corpo conservando specifici attributi; la seconda, che si riferisce ad Aristotele, dà per certa solo la sopravvivenza dell’intelletto e non dell’anima nel suo complesso. Per Platone l’anima è dotata di vita e di movimento e non è destinata a sparire e dissolversi con la materia corporea. Già un confronto approfondito di queste due prospettive potrebbe fungere da fulcro del tuo lavoro. Questi materiali possono aiutarti: sito 1; sito 2; sito 3. Da qui potresti spingerti nella filosofia medievale e occuparti di San Agostino, che segue la linea platonica. In arte potresti parlare di Botticelli e in letteratura italiana di Dante che – seguendo la tradizione cattolica che affina al concetto di immortalità dell’anima quello della risurrezione – colloca nel cerchio degli eretici i negatori dell’eternità dell’anima. Come forse ricorderai, usando la legge del contrappasso, questi ‘maledetti’ sono puniti all’interno di tombe infuocate, costretti in luoghi angusti proprio come in vita non hanno saputo andare al di là della più contingente realtà senza guardare all’infinitezza dell’anima. Spero di averti aiutato ma se hai ancora dubbi scrivimi e soprattutto, valuta bene e decidi quale argomento trattare!
Ciao, Giano
eleftheria, mercoledì 10 feb ha scritto:
Carissimo Giano,
è da un pò che giro sul tuo sito e ne approfitto per farti i complimenti per i contenuti e per il grande aiuto che ci dai.Finalmente oggi mi sono decisa a iscrivermi,poichè anch’io ho bisogno di qualche consiglio per la mia tesina! Frequento il liceo classico e l’argomento verso il quale sono più orientata è l’immortalità.Ho letto il post già presente nel sito ma l’immortalità io non vorrei intenderla come immortalità dell’anima,bensì come immortalità del ricordo.In particolare,in fulcro della mia tesina sarà l’immortalità delle idee e per questo vorrei parlare di uno dei miei personaggi letterari preferiti,Alessandro Panagulis,l’ “uomo” di Oriana Fallaci,al cui funerale la folla gridava “zi,zi,zi” “vive,vive,vive”. Da qui parte il mio discorso. In inglese avevo pensato di parlare dell’immortalità della bellezza con Keats e la sua Ode on a Grecian Urn,cosa mi suggerisci di alternativo che non sia il già sentito Dorian Grey?In latino volevo parlare di Orazio che in un suo passo dice “più immortale del bronzo resteranno i miei versi”,non ricordo esattamente ma insomma introduco il tema dell’immortalità della poesia.In filosofia mi viene in mente Nietzsche,che è il mio preferito e che dice che “l’immortalità si paga cara:bisogna morire diverse volte mentre si è ancora in vita”,ma avendo letto solo alcuni suoi libri e non avendo ancora trattato di lui a scuola non so fino a che punto si occupi di immortalità.Avevo addirittura pensato di introdurre a questo punto qualcosa sull’immortalità dell’anima e collegare Nietzsche a Platone.Cosa ne pensi?A questo punto con una manovra che spero non sia troppo azzardata mi collego alla Shoah,immortalità della sofferenza e del ricordo e pensavo di collegare ancora Primo Levi,anche se in realtà non è che straveda per questo autore.Greco?Qui mi trovo proprio in difficoltà e vorrei inserirlo,perchè ho una professoressa molto esigente.Arte?Quando penso all’immortalità dell’arte penso alle antiche statue greche ma io in realtà preferisco l’arte moderna e volevo trovare qualche collegamento un pò più recente.Geografia astronomica?Avevo pensato di parlare delle origini e della fine dell’Universo,sottolineando la sua effimera immortalità.Troppo forzato?E poi ci sono matematica e fisica..Non c’è proprio nessun collegamento da fare?In ultimo..cosa ne pensi del mio progetto?E’il più completo fino ad ora perchè all’inizio cercavo qualcosa sul dionisiaco,ma non ho trovato molti collegamenti,e ancora pensavo di parlare della ribellione del singolo alla massa (sempre parlando di Panagulis),ma anche qui trovavo difficoltosi alcuni collegamenti.In ogni caso grazie dell’aiuto e buon lavoro!
Eleftheria
Cara Eleftheria,
grazie per i tuoi complimenti: fanno venir voglia di continuare il lavoro intrapreso, e sempre meglio. L’immortalità è già di per sè un tema decisamente impegnativo e passibile di molti sviluppi; l’immortalità del ricordo e della memoria è, poi, un bellissimo modo per trattare l’argomento. Prima di tutto guarda, per avere altre idee, su questo stesso sito, oltre al post sull’immortalità che già conosci, anche quello sul ricordo. I collegamenti che proponi mi sembrano tutt’altro che forzati. Ottimo quello al libro della Fallaci, ma tieni bene a mente (non posso fare a meno di metterti in guardia) anche i “Sepolcri” di Foscolo: meno attuali e stimolanti, forse, ma è assai probabile che una domanda della commissione in tal senso possa esserci. In inglese fai bene ad escludere Wilde col suo “Ritratto di Dorian Gray”, che sarebbe fuori luogo; buono invece il riferimento a Keats, assieme al quale ti invito ad approfondire per bene anche Edgar Lee Masters e la sua “Antologia di Spoon River”, che col tema del ricordo ha davvero molto a che fare. Benissimo l’excursus filosofico sull’immortalità (specialmente Platone; bella comunque la citazione da Nietzsche, che ti consiglio di mantenere) e quello storico sulla Shoah, per niente pindarico nè improbabile, anzi. Primo Levi, da parte sua, è una figura centrale, in effetti, soprattutto per il modo in cui egli interpretò la propria condizione di sopravvissuto quasi come colui che è investito del “dovere sociale” di ricordare e raccontare, affinchè gli altri, i distratti o i più giovani, sappiano e non dimentichino ciò che è stato. In arte un riferimento moderno che potrebbe essere buono è quello del ruolo della memoria nell’ambito della pittura simbolista nell’Ottocento. Ti consiglio, infine, la lettura di un libro di Milan Kundera, “L’immortalità”, romanzo che tocca, con la levità che è propria di questo autore, alcuni temi, tra cui quello del ricordo, che potrebbero interessarti. Vai avanti così: la tua tesina promette davvero bene.
Buono studio,
Giano
indifferenza
Lara, mercoledì 03 feb ha scritto:
Caro Giano, sono una studentessa dell’ultimo anno di liceo linguistico e per quanto riguarda il tema da affrontare nella tesina multidisciplinare della maturità avevo pensato all’ indifferenza. E’ un tema che mi affascina molto e che ho cominciato a prendere in considerazione dopo aver letto L’Etranger di Albert Camus. Infatti i collegamenti che ho pensato e che mi erano stati consigliati sono:
-francese: L’Etranger (Camus)
-storia dell’arte: Hopper
-italiano: Gli Indifferenti (Moravia) e magari un confronto tra i due personaggi, il protagonista dell’ Etranger e il protagonista del libro di Moravia
-storia: l’indifferenza, e le sue varie interpretazioni, del poolo tedesco, nei confronti dell’Olocausto (facendo riferimento a libri come ”Le parole della rosa bianca”, ”Se questo è un uomo” e ”Negare la storia”)
Volevo un commento sincero e disinteressato, così ho deciso di rivolgermia te. Spero in una risposta al più presto e, in caso, in una serie di correzioni o suggerimenti riguardo alle mie idee. Grazie mille!
Cara Lara,
complimenti: i collegamenti che hai scelto sono davvero ottimi. I libri che nomini (Lo straniero e Gli indifferenti) mi sembrano assolutamente calzanti, e il parallelo potrebbe essere molto produttivo; anche il riferimento per storia mi sembra decisamente buono; Hopper poi, è uno dei miei artisti preferiti del XX secolo. Le sue stanze silenziose e invase dal sole, i suoi ritratti femminili, come sospesi nella quiete di un attimo, mi fanno venire in mente con impressionante immediatezza una delle poesie più belle del nostro Novecento, “Spesso il male di vivere ho incontrato” di Eugenio Montale. In questo componimento l’indifferenza è vista come una sorta di miracoloso luogo di ristoro, irraggiungibile e ultraterreno antidoto nei confronti della sofferenza:
Bene non seppi, fuor del prodigio che schiude la divina indifferenza: era la statua nella sonnolenza del meriggio, era la nuvola, e il falco alto levato.
Puoi ascoltarla qui letta da Montale stesso. Cosa dire inoltre? Soltanto buon lavoro.
Giano
inettitudine
martina, domenica 11 aprile ha scritto:
ciao Giano sono martina, una studentessa del liceo socio-psico-pedagogico, allora come molti sono un po in crisi con la tesina, il mio tema è “l’inettitudine, incapacità di adeguarsi alla realtà” allora per Italiano volevo portare D’Annunzio con il trionfo della morte perchè non volevo mettere svevo perchè mi sembra scontato, però allo stesso tempo non voglio fare collegamenti forzati. poi per storia porto “la visione di Hitler nei confronti delle razze” ( secondo te questo va bene???) poi metodologia marginalità e barbonismo, pedagogia avevo pensato la montessori con il libro “la scoperta del bambino” su latino e filosofia ho dei seri dubbi allora latino pensavo il De ira di seneca mentreper filosofia buio totale! potresti aiutarmi???? grazie mille in antipico
Cara Martina,
ti voglio premettere che l’incapacità di adeguarsi ad una realtà malata alle volte può anche essere un segno di salute, cioè di rifiuto e non di inettitudine, altrimenti un carattere apertamente conformista sarebbe sempre espressione di salute mentale! Quindi per filosofia può andare bene Freud con il concetto di nevrosi come compromesso tra realtà e desiderio, vedi qui. Nel romanzo di D’Annunzio il tema dell’inetto mi sembra ben centrato perché viene inteso nel senso del fallimento da parte del personaggio nel dare un significato forte alla propria vita; anche se per lui gli inetti restano gli altri dai quali vuole differenziarsi. Vedi. Per storia il razzismo nazista mi sembra un collegamento forzato e ti suggerisco, se credi, di collegarti al tema della disoccupazione nel sistema economico capitalistico che è un fatto strutturale, ma che viene concepita dal punto di vista delle teorie liberiste come una incapacità soggettiva di riproporsi, come una inettitudine individuale, vedi.Per pedagogia Montessori va certamente bene (vedi il profilo di questa scienziata sezione nella mia sezione Maestri per ogni tempo. Anche per latino Seneca mi sembra un autore pertinente in quanto ci invita ad adeguarci al destino che ci è toccato in sorte attraverso il dominio interiore sulle passioni, vedi. Per Metodologia, dato che si tratta di una materia di sintesi interdisciplinare, puoi collegare facilmente il tema della marginalità, del barbonismo, con Freud e con la disoccupazione, sottoccupazione, ecc.., di oggi, intese come nuove forme di esclusione e povertà. Ti segnalo a questo proposito un bellissimo libro di un autore francese: Il sole dei morenti di Jean-Claude Izzo. Romanzo malinconico e tragico. Di persone perdute, sconfitte dalla vita e da se stesse. Persone che vivono in un mondo estremo e parallelo, ma che a fatica mantengono una certa dignità.
A presto e buona ricerca
Giano
cristina, martedì 16 maggio ha scritto:
La tua domanda: ciao,sono nuova su questo sito..e sn abbastanza disperata!! volevo portare l’inettitudine come incapacità di vivere..ma non so cosa portare. Di ita svevo e d’annunzio( i personaggi delle sue poesie sn incapaci d vivere nel reale ) latino seneca il de tranquillitate animi e ho pensato petronio perkè nel satyricon i personaggi sn insoddisfatti( però poi andrei a finire nell’insoddisfazione?) e greco nn so cosa mettere a parte la medea in classico Help ME!! se no dovrei farla sull’insoddisfazione.. mi piacerebbe mi dai 1 mano?
Cara Cristina,
l’incapacità di vivere in una realtà difficile può anche essere un segno positivo, non di inettitudine, Per filosofia può andare bene Freud con il concetto di nevrosi come compromesso tra realtà e desiderio, vedi http://www.filosofico.net/freud45.htm. Per italiano i romanzi di Svevo, con i suoi personaggi di uomini inetti alla vita, “malati” di una malattia morale che spegne ogni impulso all’azione e qualsiasi slancio vitale o ideale. Zeno Cosini è un uomo che vive in un’indifferenza totale, e invece di vivere la sua vita e scegliere fa decidere al destino.Per storia il razzismo nazista, la repressione delle minoranze considerate inferiori, “imperfette”.
Per greco inserisci Apollonio Rodio con le “Argonautiche” e il personaggio di Giasone che è privo di quella violenza vitale che contraddistingueva il mondo omerico; teso all’ isolamento più che all’auto-affermazione, senza nessuna ambizione di gloria personale. Giasone è l’uomo comune che ci richiama alla conoscenza di noi stessi come semplici esseri umani carichi di debolezze e miserie.Per latino Seneca mi sembra un autore pertinente in quanto ci invita ad adeguarci al destino che ci è toccato in sorte attraverso il dominio interiore sulle passioni, vedi http://www.filosofico.net/seneca.htm.
Ti saluto e buon lavoro,
Giano
infelicità
Marco, giovedì 07 gen ha scritto:
Caro Giano,
frequento l’ultimo anno di liceo scientifico e sto per iniziare la stesura della tesina. Ho pensato di incentrarla sulla ‘CONDIZIONE DI INFELICITà DELL’UOMO’. Ho in mente un paio di materie, quali:
ITALIANO: pascoli
TEDESCO:kafka
STORIA:antisemitismo
ed eventualmente ED.FISICA:stupefacenti e alcolismo
Tuttavia, non so esattamente cosa trattare di inglese? filosofia? arte? latino? e magari scienze della terra.
Ti prego di darmi una mano…e qualche consiglio.
Grazie Mille
Marco
Caro Marco,
hai scelto un tema molto interessante e i collegamenti che hai trovato mi sembrano molto appropriati, ma vorrei comunque darti qualche nuovo suggerimento. Sul piano filosofico devi far riferimento all’esistenzialismo, un vasto movimento di pensiero che si è espresso anche in altri campi come l’arte e la letteratura e che si è affermato tra gli anni venti e cinquanta del novecento. Nel vastissimo panorama che lo caratterizza io mi concentrerei sull’esperienza francese e in particolare su Jean Paul Sartre. Soprattutto ne “La nausea” il filosofo francese riflette sulla contingenza dell’esistenza umana, sospesa sull’assurdità della sua finitezza e l’irrealizzabilità del suo progetto di perfezione. Il protagonista del romanzo, pubblicato nel 1931, è Antoine Roquentin che dopo diverse esperienze e ricerche giunge alla conclusione che la vita umana non può che produrre disgusto e nausea e che è solo la disperata necessità dell’uomo a cercare di attribuirle un significato nobile. Possono esserti utili questi commenti all’opera, anche se ti consiglio davvero di leggerla. Restando su questo io in Italiano tratterei più di Moravia che di Pascoli che nel 1929 con il suo romanzo “Gli indifferenti” si lega meglio alla corrente esistenzialista. Così come un riferimento che può esserti utile è il Teatro dell’assurdo di Samuel Beckett il cui celebre aforisma: “non c’è niente di più comico dell’infelicità”, tratta da “Finale di partita”, ti consente di analizzare il tuo tema da un’altra angolazione. Il suo “Waiting for Godot” è una pietra miliare del teatro dell’assurdo e i temi principali sono l’incomunicabilità, l’attesa vana, l’assenza, l’impossibilità di afferrare la verità. Per il latino puoi occuparti di Seneca che, per molti versi rappresenta il padre di tutti i temi affrontati dall’esistenzialismo. Ti consiglio di leggere questo interessantissimo saggio. In arte mi occuperei dell’espressionismo di Munch che nei suoi dipinti impasta tutti i colori dell’angoscia. La sua opera più conosciuta, come saprai, è L’Urlo. Puoi recuperare molte informazioni su questo link.. Spero di esserti stato di aiuto e, in ogni caso, guarda anche nel mio archivio alla voce esistenza o esistenziale, forse alcuni miei precedenti ‘responsi’ potranno esserti utili.
Un saluto e buon lavoro,
Giano
morte
lorena, giovedì 12 marzo ha scritto:
Caro Giano,
quest’anno ho la maturità classica. Nella tesina vorrei affrontare il tema della Morte. Che ne pensi? Puoi darmi qualche suggerimento? Grazie e complimenti per ciò che fai.
Lorena
Cara Lorena,
grazie a te per la tua gentilezza. Il tema della morte è assai impegnativo e vasto, davvero ricchissimo di spunti. Ti faccio un esempio di come potresti trattarlo. La morte è sempre stata fonte di ispirazione per scrittori e artisti: pensa ad uno dei massimi capolavori della nostra letteratura, il Decameron di Giovanni Boccaccio. Come ricorderai, la “cornice” delle novelle che compongono la raccolta è costituita dalla fuga di alcuni giovani dalla Firenze della metà del ‘300 (in cui infuriava la peste) verso uno splendido giardino fuori città, dove essi decidono di trascorrere il tempo raccontandosi storie ed esorcizzando così il pensiero della morte incombente.
Nell’arte medievale il tema della morte, in accordo con la sensibilità dell’epoca volta a sottolineare la brevità e caducità della vita umana nei confronti della vita eterna, ha generato il genere figurativo della “danza macabra” (la morte che trascina con sè i peccatori in un lugubre festino), come pure quello del “trionfo della morte”, di cui si può ammirare una splendida e agghiacciante versione affrescata su una parete del camposanto monumentale di Pisa, a un passo dalla torre pendente. Più di recente, il tema è stato affrontato su un versante più specifico da Otto Dix, pittore tedesco che ha raffigurato come pochi altri la morte al fronte.
La morte fu l’argomento fondamentale dell’opera del poeta francese François Villon (vissuto nel Quattrocento), le cui opere maggiori furono per l’appunto due “testamenti” in versi, a metà tra lo sgomento dell’ignoto che attende l’uomo e una carnalissima e divertita esaltazione della vita terrena. Ti consiglio di ascoltare, poi, una bella canzone di Angelo Branduardi, Ballo in fa diesis minore (puoi farlo qui). Ti invito poi a vedere un vecchio film del regista svedese Ingmar Bergman, “Il settimo sigillo” (eccone qui un breve spezzone): è la storia di un cavaliere crociato che, al ritorno in patria, trova, su una spiaggia, la morte ad attenderlo, e prova a rimandare il momento di seguirla ingaggiando con lei una memorabile partita a scacchi.
In spagnolo, invece, è l’idea di morte in un altro grande poeta, Federico Garcìa Lorca, a meritare attenzione e approfondimento.
In filosofia, è assai interessante il modo in cui un pensatore francese, all’inizio dell’età moderna, Michel de Montaigne (1533-1592), ha guardato alla morte, con una pacatezza ed una serenità quasi stoiche. Egli diceva che bisogna portare con sè il pensiero della morte come i signori della sua epoca portavano il falcone sulla spalla, per abituarsi a vivere insieme a lei e prender dimestichezza l’uno dell’altra; ti consiglio vivamente di approfondire la sua figura, lontana da noi nel tempo eppure modernissima. E sempre per restare nell’ambito dello stoicismo, ti segnalo la figura di Seneca, che può costituire un buon aggancio col latino. Per quanto riguarda la letteratura greca, invece, la tragedia costituisice una vera e propria miniera di suggestioni: pensa all’Alcesti di Euripide, in cui la moglie di Admeto arriva al punto di morire al posto suo, per amore. Nella letteratura di lingua inglese, poi, ci sono casi di grandissimi poeti che hanno trattato il tema della morte: pensa a Thomas Gray (1716-1771), autore dell’ “Elegia scritta in un cimitero campestre”, che avrebbe ispirato molti successivi autori romantici con la sua decadente esaltazione della pace che si prova nei camposanti (e pensa ai “Sepolcri” di Ugo Foscolo, ovviamente!), o a Edgar Lee Masters (1868-1950), autore dell’”Antologia di Spoon River” (in cui egli immagina che le lapidi di un cimitero di una cittadina americana di fine Ottocento raccontino le storie dei personaggi che vi sono sepolti), da cui il cantautore Fabrizio De Andrè ha poi tratto spunto per il suo album “Non al denaro, nè all’amore, nè al cielo”…
Come vedi i collegamenti possibili sono tantissimi. Spero di aver suscitato in te idee e stimoli: riscrivimi quando vuoi per farmi sapere come va la preparazione.
Buono studio, e su con la vita.
federico, venerdì 15 giugno ha scritto:
Caro Giano,
sono Federico e frequento l’ultimo anno di Liceo Classico. Per la tesina avrei scelto come argomento “La Morte come metro di conoscenza“, avendo come focus del mio lavoro l’idea che in ogni nostra attività conoscitiva siamo comunque, in un modo o nell’altro, influenzati dal pensiero della Morte (che può essere anche intesa come Termine, Fine, Punto ultimo delle cose).
Mi hanno consigliato come collegamenti per filosofia Heidegger e l’esistenza come essere per la morte (e anche qualche accenno a Montaigne e ai suoi saggi).
Per latino e greco, l’analisi di Epicuro, Seneca, Marco Aurelio, ma anche il libro 2° del Satyricon di Petronio.
Di arte tutto il filone trecentesco che si ricollega al concetto di memento mori.
Volevo chiederti un parere su questi miei collegamenti, e se potevi darmi qualche dritta su Italiano. Il filone in letteratura è certamente ricchissimo, ma volevo trovare qualcosa di non scontato. Sulle materie scientifiche avresti qualche consiglio da darmi? Putroppo il titolo appare prettamente umanistico-letterario, anche se mi piacerebbe metterci dentro qualcosa di scientifico. Anche storia è un grattacapo, in quanto così permeata dalla morte (guerre, catastrofi, etc) che non so proprio dove mettere mano. Forse i processi di Norimberga e di Tokyio, pensando al fatto che ebbero come obiettivo il punire e fare da esempio in seguito alle atrocità dello sterminio?
Ultima cosa: hai consigli su come impostare lo sviluppo della trattazione? E’ un lavoro, questo della tesina, piuttosto nuovo per me come per gli altri, e a parte dallo svolgere ricerche e trattazioni separate per ogni collegamento, non so bene come accorpare il tutto per ricavarne uno sviluppo trattatistico unitario.
Ti ringrazio anticipatamente per l’aiuto, e complimenti per il lavoro svolto finora!
Grazie!
Caro Federico,
grazie a te per le tue incoraggianti parole. In italiano il mio pensiero corre subito ad uno splendido e breve romanzo dello scrittore siciliano Gesualdo Bufalino, “Diceria dell’untore”
http://www.italialibri.net/opere/diceriadelluntore.html : storia della permanenza di un giovane in un sanatorio per tubercolotici, è al tempo stesso una avvincente e mai disperata riflessione sul concetto della morte, con cui gli ospiti dell’ospedale dovevano avere, per forza di cose, dimestichezza praticamente quotidiana. Devo dire che, su un altro versante, non trascurerei, ricollegandoti magari ad arte, un’analisi dell’atteggiamento di Giovanni Boccaccio nei confronti della morte (se ci pensi, il pretesto e la cornice narrativa del Decameron sono la peste del 1348 a Firenze e la voglia di raccontarsi storie “per tenersi vivi”
e allontanare la paura della fine. Varie novelle, poi, hanno per argomento proprio la morte, alcune in chiave tragica, altre in chiave decisamente burlesca: tra le prime è il caso di ricordare quella di Lisabetta (giornata IV, novella V), il cui giovane amante viene ucciso dai fratelli della ragazza perchè colpevole di averla sedotta; la fanciulla, cui il giovane appare in sogno e rivela il luogo della sua sepoltura, pur di averlo vicino decide di tenere la sua testa nascosta in un vaso di basilico. Tra le seconde, di tema più lieve, ti ricordo quella di ser Ciappelletto, inguaribile peccatore che non perde l’occasione di farsi gioco di un prete anche sul letto di morte, fingendo di aver vissuto una vita virtuosa e riuscendo addirittura ad essere venerato come santo (giornata I, novella I), o quella di due cognati che fanno un patto: il primo che morrà visiterà in sogno l’altro per rivelargli se dopo il trapasso siano puniti o meno i peccati di lussuria (giornata VII, novella X). Su questo tema puoi leggere un interessante saggio di uno dei più grandi medievisti italiani, Franco Cardini, intitolato “Le cento novelle contro la morte: Giovanni Boccaccio e la rifondazione cavalleresca del mondo”, pubblicato nel 2007. Credo che una figura in qualche modo unificante, per il tuo percorso, possa essere il primo (e già grandissimo) pensatore “moderno”, Michel de Montaigne: nella sua ottica, “filosofare è imparare a morire”.
Nelle materie scientifiche, potresti occuparti in qualche modo del concetto, in generale, di fine: pensa, ad esempio, al fenomeno astronomico dei buchi neri http://www.pd.astro.it/pianetav/L23_04S.html,
in cui tutto converge, finisce e si blocca, la luce, la velocità, le normali leggi fisiche che regolano il cosmo. In storia, infine, hai effettivamente l’imbarazzo della scelta; in generale, analizzare uno dei tanti atroci stermini di massa (dalle popolazioni precolombiane, ai pellerossa, fino ai genocidi novecenteschi) potrebbe essere un buon modo per analizzare come la morte sia spesso stata, purtroppo, categoria connotante e totalizzante dell’agire umano. Ti auguro buono studio, Giano
noia
luly, venerdì 01 mag ha scritto:
Salve,sto cercando di sviluppare la mia tesina il cui argomento principale è la noia…cm potrei sviluppare questo argomento nelle diverse materie anche se ho un idea,vorrei qualche suggerimento.Inoltre per rendere piu avvincente la mia tesina vorrei affiancare un’ altra tematica al tema della noia…saprebbe consigliarmi???
Cara July,
credo che sulla noia il riferimento centrale possa essere il romanzo omonimo del 1960 di Alberto Moravia (a cui puoi collegare “Gli indifferenti” dello stesso autore). In esso viene descritta la crisi del mondo borghese, cioè la prevalenza in esso di una sorta di edonismo nichilistico: il vuoto esistenziale che si cerca vanamente di colmare con la ricerca sfrenata del sesso e del denaro. Potresti far riferimento, per antitesi, al concetto classico di borghesia: leggi “Il borghese” del grande sociologo tedesco Werner Sombart (è edito da Guanda) e il saggio “Di un equivoco concetto storico: la borghesia” di Croce (lo trovi in “Etica e politica”, Laterza). Non dimenticare poi il romanzo “Il mondo di ieri” di Stefan Zweig. Altri spunti per sviluppare il tuo tema li troverai anche nel film del 1963 di Damiano Damiani, tratto dal libro di Moravia. Quello della noia e della corruttela morale che può derivarne è comunque un tema molto presente nella letteratura, nel cinema, nell’arte. Faccio solo qualche esempio: il “Satyricon” di Petronio nella letteratura latina, i dissoluti borghesi presenti in certi quadri di Grosz, film sulla violenza nichilistica giovanile come “Arancia Meccanica” di Kubrick.
Il libro però che fa veramente per te è “Accidia” di Sergio Benvenuto, appena pubblicato da Il Mulino in una graziosa collana dedicata ai vizi capitali. Spero che ciò ti sia sufficiente: fammi comunque sapere come sviluppi la tua ricerca. Intanto, saluti e auguri da Giano.
Pessimismo
mara, sabato 20 mar ha scritto:
Salve, frequento il liceo classico e per la mia tesina mi affascina molto il legame Leopardi-Schopenhauer e la loro visione pessimistica della realtà, ma mi sembra un argomento piuttosto circoscritto sia per la quantità di informazioni da riportare sia perchè i professori ci hanno consigliato di coinvolgere tre discipline. Forse dovrei allargare il discorso e fare una tesina sul pessimismo, ma altri collegamenti come ad esempio con Tacito o Apollonio Rodio mi sembrerebbero forzati. Inoltre il consiglio di classe ha deciso (purtroppo) di escludere storia dell’arte, forse l’unica materia che avrei potuto accostare, dagli esami. Tuttavia sono ancora convinta che se riuscissi a sviluppare bene l’idea originale il lavoro finale potrebbe risultare pregevole. Saprebbe quindi suggerirmi come dare un taglio particolare e interessante?
grazie per la disponibilità
Cara Mara,
forse la chiave per rendere ancor più interessante ed originale un tema tutt’altro che superfluo o poco stimolante come il pessimismo, potrebbe essere quello di indagare le circostanze storiche che, di volta in volta, andarono a nutrire le posizioni di autori che noi oggi riconosciamo come capisalidi del pessimismo. Pensa, ad esempio, a Machiavelli: il suo lucido trattato di teoria politica “Il principe”, che ancora parla alla nostra sensibilità come opera modernissima, è permeato dall’inizio alla fine dall’amara consapevolezza della sostanziale negatività della natura umana. Non mi sembrano affatto forzati i collegamenti che proponi con Apollonio Rodio e Tacito: in particolare, il Giasone delle Argonautiche è tutt’altro che un eroe positivo, è anzi un anti-eroe incapace di agire e di decidere. Egli non è il curioso e coraggioso Ulisse, che è arso dalla continua sete di conoscenza (tanto che Dante lo immaginerà punito proprio per questa), pronto ad uscire con una nuova idea da ogni situazione, per oscura che sia, bensì un uomo coinvolto in un’impresa – la ricerca del vello d’oro – di cui non capisce l’utilità e il senso. Un collegamento valido per latino, poi, potrebbe risultare, assieme a Tacito, il poeta epico Lucano, che si pone a sua volta, in qualche modo, come vero e proprio anti-Virgilio: egli non nutrì alcuna fede, nel comporre la sua opera, nelle “meravigliose sorti e progressive” della storia romana, come invece ebbe l’autore dell’Eneide, organico all’ideologia del neonato potere imperiale di Augusto. Qui potrai leggere delle interessanti notazioni in questo senso. Cosa unisce Machiavelli, Apollonio Rodio, Lucano? Una possibile lettura è quella politica: essi si trovarono a compiere la loro parabola intellettuale ed artistica in momenti di crisi e restringimento dello spazio politico in cui i loro antenati avevano avuto libero modo di esprimersi: il potere che essi vivevano era un potere assoluto, non partecipato, che lasciava spazio poco o nullo all’azione del singolo. Eccoti dunque una possibile chiave per impostare la tua tesina; se mi riscriverai dandomi la lista delle altre materie che intendi includere nel percorso, sarò felice di continuare ad aiutarti. Aspetto tue notizie,
Giano
ricerca della felicità
Elena, giovedì 07 gen ha scritto:
Caro Giano,
frequento l’ultimo anno all’istituto turistico sperimentale (che comprende quindi anche filosofia) e sto iniziando a pensare alla mia tesina così da non ritrovarmi all’ultimo secondo senza un’idea! quella che più mi piace finora è “la ricerca della felicità”, idea venutami dopo aver visto il film di Muccino.ora il problema è trovare i collegamenti.avrei pensato al diritto in america alla ricerca della felicità, Leopardi per italiano… ma per storia? forse il dopoguerra?grazie in anticipo per aver letto! e sono sicura che qualsiasi consiglio sarà ottimo viste le altre risposte!Elena
Cara Elena,
il tuo tema è molto interessante ma anche se il film di Muccino è stato per te fonte d’ispirazione credo che sia necessario trovare insieme qualcosa di più solido per fare un buon lavoro. Il tema della ricerca della felicità è al centro della riflessione filosofica e del pensiero antico. In generale, i greci ponevano l’ Eudaimonìa, la felicità, al centro della loro riflessione morale e la facevano coincidere con il sommo bene. Chiaramente è possibile rintracciare moltissime interpretazioni del termine. Ricorderai sicuramente le bellissime parole rivolte da Epicuro a Meneceo: “Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità”. Ti consiglio di partire dalla sua Lettera sulla felicità per dare fondamento alla tua ricerca. Questi siti possono esserti utili: sito1; sito2.
Per la storia potresti trattare del boom economico degli anni ottanta che ti permette di cogliere ancora un’altra possibile interpretazione della felicità come ricerca del benessere, individuale e collettivo, e tesa al raggiungimento di bisogni e desideri spesso indotti. A questo link trovi molte informazioni storiche e sociologiche. Per l’italiano va benissimo Leopardi ‘giocando’ la sua produzione letteraria al contrario: l’impossibilità di raggiungere davvero la felicità come condizione ultima dell’uomo. D’altra parte una ricerca è un percorso tortuoso che non sempre conduce là dove si è diretti! Ti consiglio anche di leggere questa interessante intervista ad uno scrittore francese contemporaneo che è stato molto spesso attaccato dalla critica ma che io amo molto, Michel Houellebecq. Credo che la sua Ricerca della felicità (Bompiani) sia un bellissimo affresco dei nostri tempi. Per riferimenti cinematografici guarda alla voce Felicità del mio archivio, ti sarà utile.
A questo punto non posso che augurarti un felice lavoro, ma soprattutto una felice ricerca!
Giano
alessia91, sabato 27 mar ha scritto:
ciao giano!devo fare la tesina di maturità…l’argomento che gli vorrei dare è la ricerca della felicità…ho pensato a vari collegamenti:in italiano leopardi,in latino lucrezio e epicuro,in filosofia shopenauer,in inglese blake,in fisica stavo pensando a albert einstein(se vuoi una vita felice devi dedicarla ad un obbiettivo non a delle persone o cose),in storia dell’arte pensavo al post impressionismo(gaugain:come esempio di ricerca leale della felicità tra bellezze dei mari del sud),poi purtroppo non so cosa metterci per quanto riguarda le materie storia e matematica…siccome il titolo è ispirato al film di Muccino e c’è una scena dove il protagonista risolve il cubo volevo collegare la materia matematica a questa scena..frequento il liceo scientifico..grazie mille in anticipo per l’aiuto giano!!
Cara Alessia,
vediamo se riesco ad esserti di aiuto seguendo le tue suggestioni. Per quanto riguarda matematica e il cubo di Rubik devi sapere che la maggior parte dei metodi per risolverlo hanno alla base un numero variabile di algoritmi. Una idea potrebbe essere quella di illustrare il concetto di algoritmo magari facendo anche qualche esempio. In alternativa potresti parlare della teoria dei gruppi utilizzata anch’essa per risolvere il celebre rompicapo. Ti segnalo questo link dove troverai un intero ciclo di lezioni relative a questa branca della matematica. A proposito di storia non è facile individuare nessi diretti dato che il film è ambientato negli anni ‘80.
Una possibile soluzione potrebbe essere quella di prendere spunto da un’altra scena del film nella quale in un graffito si fa riferimento alla ricerca della felicità come diritto inalienabile presente nella Dichiarazione di Indipendenza così come scritta da Jefferson. Potresti occuparti della Dichiarazione stessa e più in generale anche della nascita degli Stati Uniti d’America. Il mio è solo un suggerimento. Altrimenti ti consiglierei di trattare storia a parte.
Spero di essere riuscito nel mio intento iniziale. Riscrivimi per aggiornamenti.
Ciao e buon lavoro, Giano.
ritmo della vita
arianna, giovedì 8 maggio ha scritto:
Caro Giano,
mi chiamo Arianna e frequento il liceo scientifico. Mi ha colpito molto questo servizio: è difficile trovare docenti così pazienti e preparati. Per questo avrei bisogno anche io di un suo consiglio: sono alle prese con la tesina di maturità e il tema che vorrei affontare è “Il ritmo della vita“.
La prof mi ha detto che è originale come tema e che, se affrontato bene, potrebbe piacere molto. Ma sono ancora molto incerta, anche perchè non è semplice trovare dei collegamenti. Avevo pensato megari in latino Seneca: la differenza tra occupati, occupati oziosi e oziosi che fa nel de brevitate vitae. Il loro diverso “ritmo di vita” introducendo quindi il concetto di tempo per Seneca. In matematica, invece, il ritmo non è altro che crescenza e decrescenza di una funzione, con relativi teoremi. Per le altre materie, però, sono in difficoltà! Mancano italiano, storia dell’arte, filosofia, storia, geografia astonomica, inglese e fisica. Sto leggendo la biografia di Einstain di Isaacson Walter: Einstein. La sua vita, il suo universo. Lo trovo davvero interessante ma non so se è possibile collegarlo.
Casomai questo argomento risulterebbe difficile da collegare stavo pensando ad un’alternativa. Dato che amo molto la matematica e che mi ha colpito il video della home : Will Hunting, genio ribelle, potrei avventurarmi anche in un altro tipo di tematica: La matematica in rapporto alla realtà. Mi affascina molto il tema e magari potrei prendere spunto anche dal libro Ian Stewart, L’eleganza della verità. Però anche in questo caso ci sarebbe da strutturare bene il percorso e da collegarlo. Che ne pensa? Attendo con ansia una sua risposta. Grazie mille.
Cara Arianna,
il tuo primo argomento mi sembra più interessante e aperto ai possibili collegamenti. In effetti, se vai a fondo del senso della frase “il ritmo della vita” ti accorgi che il vero argomento è il rapporto dell’esistenza e il tempo. Bene, quindi, il collegamento a Seneca. Per la letteratura potresti collegare un romanzo che ha come tema il ricordo, un’altra forma del rapporto al tempo che condiziona determinate fasi della vita e che spesso consente di rivedere il corso delle cose sotto un’altra luce. Mi viene in mente “La forza del passato “ di Veronesi. In filosofia puoi occuparti di Heidegger e del concetto di “essere per la morte” che si iscrive nella teoria della finitezza della vita umana.
Per la storia potresti usare la via indiretta del cinema e descrivere il corso degli eventi, il loro ritmo, attraverso il capolavoro di Bertolucci “Novecento” che ripercorre le tappe cruciali del secolo passato. Procedendo per analogia potresti occuparti del movimento degli astri.
Per la letteratura inglese potresti rivolgerti ad un grande lassico di Shakeaspeare “Antonio e Cleopatra” e cercare di mostrare come l’amore rappresenti una vera e propria fuoriuscita dal tempo reale e dal suo corso nonostante sia profondamente intrecciato ad esso.
Ti consiglio di cominciare ad approfondire i collegamenti trovati e a tracciare un percorso, vedrai che lungo la strada ti verranno in mente molte altre possibili connessioni. Concentrati su un solo argomento e non disperdere forza e concentrazione su altre possibilità, altrimenti ti confondi solo le idee.
Buon lavoro,
Giano
solitudine
miriam, giovedì 17 aprile ha scritto:
Ciao, sono Miriam e frequento l’ultimo anno del liceo linguistico. Quest’anno dovrò affrontare la maturità e quindi pensare all’argomento della tesina da portare. L’argomento a cui ho pensato è la solitudine (l’idea mi è venuta dopo aver letto il libro: “la solitudine dei numeri primi”), solo che non so con che argomenti collegare. Come materie avevo pensato a inglese,(e so che Emily Dickinson ci su potrebbe collegare) francese, latino e forse filosofia, ma non so proprio cosa.. Avresti qualche suggerimento? Grazie, Miriam
Cara Miriam,
credo che Emily Dickinson sia una delle poetesse più suggestive e intense del panorama statunitense. Fu definita anche Queen recluse, per la sua ossessiva vita solitaria. Mi sembra davvero un’ottima idea. Ti starai sicuramente riferendo alla sua bellissima poesia: Solitudine
Ha una sua solitudine lo spazio,
solitudine il mare
e solitudine la morte – eppure
tutte queste son folla
in confronto a quel punto più profondo,
segretezza polare,
che è un’anima al cospetto di se stessa:
infinità finita.
Queste pagine ti aiuteranno a leggerla in profondità.
Per la letteratura latina potresti occuparti di Ovidio e in particolare del ciclo della poesia dell’esilio, i canti della solitudine, della noia e della disperazione in cui è compresa la composizione Tristia.
Per filosofia ti consiglierei un pensatore smaccatamente esistenzialista come Sartre, che della solitudine e della difficoltà nei rapporti con gli altri ha fatto un suo tema d’indagine – pensa alla celebre frase “L’inferno sono gli altri” – come puoi cominciare a vedere al seguente link: http://www.filosofico.net/sartre.htm.
Penserei poi anche a un collegamento con letteratura italiana, ad esempio Montale. A me è venuto in mente un componimento un po’ tardo che qui ti riporto:
Siamo alla solitudine di gruppo,
un fatto nuovo nella storia e certo
non il migliore a detta di qualche Zebedeo che sta da solo.
Non sarà poi gran male. Ho qui sul tavolo
Un individuo collettivo, un marmo
Di coralli più duro di un macigno.
Sembra che abbia una forma definitiva,
resistente al martello. Si avvantaggia
sul banco degli umani perché non parla
Sempre per Montale puoi inoltre pensare alla raccolta “Xenia”, brevi poesie scritte in linguaggio colloquiale dedicate alla defunta moglie del poeta. Ti consiglierei comunque di affrontare il tema della solitudine nell’ermetismo, senza fossilizzarti troppo su una poesia.
Inoltre ti consiglio qualche lettura che potrà appassionarti. Innanzitutto Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez, ma anche Una solitudine troppo rumorosa, di un grande poeta e romanziere cecoslovacco, Bohumil Hrabal. In questo video potrai ascoltare la storia di Hant’a il personaggio principale, e capire se ti incuriosisce.
Per la letteratura francese, ti consiglio invece di leggere un autore importante, di origine marocchina Tahar Ben Jelloun e in particolare Le pareti della solitudine o anche L’estrema solitudine. Ti auguro buon lavoro.
A presto
Giano
edoardo, giovedì 29 marzo ha scritto:
Salve, la ringrazio in anticipo per l’aiuto che mi sta per fornire. Io frequento il liceo scientifico Galileo Galilei di Terni, sezione ordinaria, e le mie materie d’esame sono:
Italiano, Latino, Storia dell’arte, Filosofia, Storia, Inglese, Fisica e Geografia astronomica.
Allora, ho scelto come argomento della mia tesina il libro di Dostoevskij intitolato “Le notti bianche“, prendendo spunto proprio da uno dei post nell’archivio delle tesine contenute in questo sito. Il libro mi è saputo interessante e ricco di spunti, e ho deciso di sviluppare questi seguenti temi: la solitudine dell’uomo, l’utopia e il pessimismo. Al tema della solitudine ho collegato il quadro “L’urlo” di Munch in storia dell’arte e l’opera “Waiting for Godot” in inglese; al tema dell’utopia ho invece collegato l’utopia di ottenere una monarchia illuminata per quanto riguarda latino, con Seneca (ho sviluppato un percorso intitolato “Le delusioni di un intellettuale”, partendo dal De Clementia fino ad arrivare alle Lettere a Lucilio), e l’utopia della società comunista per quanto riguarda storia (rivoluzione russa, stato leninista); infine per quanto riguarda il tema del pessimismo l’ho trattato in italiano e in filosofia, rispettivamente con Leopardi e Schopenhauer. Seppur abbia sviluppato notevolmente, come avrà intuito, temi umanistici, mi trovo in notevole difficoltà per quanto riguarda i collegamenti scientifici. In geografia astronomica avevo pensato di trattare il fenomeno delle notti bianche, in quanto si può considerare come una delle tante conseguenze del movimento di rivoluzione terrestre, ma per quanto riguarda fisica sono veramente in difficoltà. Vorrei che lei mi consigliasse qualche argomento scientifico da trattare e se secondo lei sono validi i collegamenti di cui già le ho parlato.
La ringrazio ancora.
Caro Edoardo,
non posso che farti i miei complimenti per gli ampi orizzonti della tua tesina e per la pertinenza dei tuoi collegamenti. Credo che anche l’argomento di fisica possa essere ricollegato alle “notti bianche”; in questo fenomeno atmosferico, infatti, ha un ruolo importantissimo la rifrazione della luce, che può essere studiata a livello fisico. Ti segnalo due link in cui potrai trovare abbondanti materiali a riguardo,
- http://galileo.cincom.unical.it/pubblicazioni/editoria/libri/Fisica/fisica2/MFM9L3.htm
- http://www.funsci.com/fun3_it/sini/eo/o1-rifraz.pdf.
Ti auguro buono studio,
Giano
vecchiaia
cristiana, lunedì 25 aprile ha scritto:
Salve Giano…frequento l’ultimo anno del liceo linguistico penso che sia venuto il momento il momento di pensare ad una tesina..sul sito ho visto moltissimi spunti su cui riflettere ma nulla che potesse servirmi alla mia idea..volevo seguire un percorso diciamo che allamia età non è così consueto..però magari è originale…La Vecchiaia…non la paura di invecchiare proprio la vecchiaia come momento della vita…mi servono dei collegamenti collegamenti con letteratura inglese,francese,spagnola,arte e italiano chiedo troppo? =)
Grazie in anticipo
Cara Cristiana,
non chiedi troppo. Da parte tua è naturale voler trovare subito i collegamenti con tutte le materie. Cercherò di darti qualche spunto sull’idea di cui mi parli in modo tale che tu possa lavorarci su. Venendo alle materie che mi chiedi, anzitutto mi viene in mente il grande romanzo di Italo Svevo “Senilità”, nel quale l’autore descrive, da un punto di vista prettamente psicologico, personaggi avviati ad una precoce vecchiaia. Ti mando il link di una interessante lettura del libro fatta da Montale. In letteratura inglese non puoi non citare Ernest Hemingway e il suo “Il vecchio e il Mare”, uno dei miei libri preferiti.
Anche Marcel Proust in “La ricerca del tempo perduto. Il tempo ritrovato” ci ha lasciato delle bellissime parole sull’argomento:
E ora capivo che cos’è la vecchiaia – la vecchiaia che, di tutti i fatti reali, è forse quello di cui conserviamo più a lungo, nel corso della nostra vita, un concetto puramente astratto, guardando i calendari, mettendo la data alle nostre lettere, vedendo sposarsi i nostri amici, i figli dei nostri amici, senza capire, sia per paura sia per pigrizia, che cosa significhi ciò, fino al giorno in cui scorgiamo un profilo sconosciuto, come quello del signor d’Argencourt, da cui apprendiamo che la nostra vita si svolge ormai in un mondo nuovo; fino al giorno in cui il nipote di una delle nostre amiche, giovinotto che istintivamente tratteremmo da compagno, sorride come se ci prendessimo gioco di lui, noi che gli siamo apparsi nonni; comprendevo che cosa significassero la morte, l’amore, i godimenti dello spirito, l’utilità del dolore, la vocazione. Perché se i nomi avevano per me perduto qualcosa della loro individualità, le parole mi rivelavano intero il loro senso. La bellezza delle immagini è situata dietro agli oggetti, quella delle idee davanti. Dimodoché la prima cessa di farci meravigliare appena li abbiamo raggiunti, ma la seconda possiamo comprenderla solo quando li abbiamo sorpassati.
Non dimenticare poi l’aforsima di Gabriel Garcia Marquez, nelle cui opere puoi trovare altre ispirazioni, che diceva:
Ai vecchi insegnerei che la morte non arriva con la vecchiaia, ma con la dimenticanza
In storia dell’arte potresti poi citare Klimt e il suo “Le tre età della donna”, di cui ti mando una bella immagine.
Infine ti mando un interessante articolo di Umberto Galimberti e ti invito ad ascoltare queste belle parole di Dino Risi e Pier Paolo Pasolini che possono aiutarti a pensare ancora meglio all’argomento.
Fammi sapere che come procedi e quando avrai preparato meglio la mappa della tua tesina, scrivimi di nuovo.
Un saluto,
Giano