Tesina mitologia
dedalo e icaro
Carmen, lunedì 7 giu ha scritto:
La tua domanda: vorrei portare dedalo e icaro come tesina per la maturità ma nn so cm collegarla
Cara Carmen,
Icaro rappresenta la seduzione dell’impossibile e Dedalo la pratica del ragionevole. Puoi far riferimento alla filosofia, distinguendo utopia e realismo o alla storia, contrapponendo i rivoluzionari ai riformisti. In poche parole puoi giocare su questo tipo di dualismo. Eccoti alcuni link che ti possono aiutare:
- http://it.wikipedia.org/wiki/Utopia
- http://web.tiscali.it/icaria/concetto/concetto.htm.
- http://it.wikipedia.org/wiki/Realismo_(arte).
- http://www.riflessioni.it/enciclopedia/realismo.htm.
- http://it.wikipedia.org/wiki/Realismo
Così ti dovrebbe essere più facile organizzare la tesina. Scrivimi ancora per farmi sapere come procede l’elaborazione della tesina.
Ti aspetto,
Giano
Francesca, sabato 15 mag ha scritto:
Caro Giano, manca poco agli esami e io sono in totale confusione per quel che concerne la tanto temuta “tesina”! Inizialmente avevo pensato di trattare il tema della frammentarietà dell’io, poiché adoro Pirandello. Purtroppo ho dovuto lasciar perdere, perché molti nella mia classe affrontano lo stesso tema..io vorrei distinguermi! Sono un’idealista, mi lascio spesso andare all’immaginazione ascoltando musica, mi reputo diversa da chi mi circonda e molti mi dicono che io sia speciale, anche se non ci credo. Vorrei trovare un tema che mi rispecchi e ho pensato di proporre una tesina sul mito di Icaro (conosciuto grazie ad una canzone dei Gemelli Diversi)!Ho già qualche collegamento: in filosofia porterei Freud, in matematica il concetto di derivata, in inglese James Joyce con Stephen Dedalus in Ulysses, in letteratura italiana naturalmente Pirandello. Per quanto riguarda le altre materie non ho molte idee, potrebbe aiutarmi? Sono disperata e in cerca di una risposta.
Grazie in anticipo.
Cara Francesca,
fa piacere constatare come tu mostri umiltà di fronte a giudizi positivi così importanti e impegnativi sulla tua persona, è un segno di maturità e intelligenza. Nella tua richiesta però non mi espliciti né le materie del tuo piano di studi, né soprattutto il taglio che vuoi dare il tuo lavoro, ovvero: qual è il significato che ricavi dal mito di Icaro? Anche perché mi risulta difficile capire così su due piedi alcuni dei tuoi collegamenti, come ad esempio quello con Freud o con Pirandello. Ti consiglio quindi e iinanzitutto di leggere qualcosa in proposito, ad esempio la storia di Icaro così come è narrata nelle “Metamorfosi” di Ovidio e magari per storia dell’arte di rifarti a un celebre quadro sul tema come “La caduta di Icaro” di Gowy su bozzetto di Rubens. Un tema che si collega al mito è quello del oltrepassamento del limite e delle sue conseguenze. Se avrai bisogno di consigli una volta calibrato il tema non esitare a scrivermi, ricordandoti però di indicarmi le materie!
A presto!
Giano
eroe
benedetta, lunedì 01 feb ha scritto:
salve!sono una studentesa di liceo classico…in alto mare!!!!non ho delle idee ben chiare su una possibile tesina da portare all’esame,soprattutto dopo aver scoperto che ci saranno come docenti esterni matematica e scienze…materie che mi piacciano ,ma delle quali non ho avuto professori molto preparati. navigando un po’ su internet mi era piaciuta particolarmente l’idea di fare la tesina sulla figura dell’ eroe. le sembra un buon tema? avrebbe qualche suggerimento da darmi? grazie in anticipo!!!
Cara Benedetta,
il tema che proponi mi sembra molto interessante. Vediamo come svilupparlo. Dunque, prima di tutto pensiamo al latino e al greco: credo che potrebbe essere interessante condurre un parallelo tra la tipologia dell’eroe così come compare nell’Iliade, da un lato, e nell’Eneide, dall’altro. Secoli intercorrono fra le due opere, ed esse sono espressione di mondi letterari ed ideali molto diversi. L’Iliade, poema epico “collettivo”, di composizione probabilmente orale, e posto per iscritto tra l’VIII e il VII secolo a. C., è espressione di una società ancora largamente “tribale”, in cui la rilevanza sociale del capo passava attraverso il valore guerresco e la capacità di guadagnarsi il rispetto e il comando sul campo. L’Eneide, scritta alla fine del I sec. a. C., opera di una ben precisa personalità di autore, Virgilio, è espressione invece di valori diversi, funzionali al programma di governo dell’imperatore Augusto, portatore di una rinnovata pace sociale dopo i lunghi decenni di guerre civili che avevano dilaniato la repubblica. In essa la figura dell’eroe è quella dell’uomo pio, rispettoso degli antenati e dei valori condivisi su cui l’imperatore voleva si fondasse la società della nuova Roma. In italiano si può pensare, invece, alla tipologia tragica dell’eroe romantico così come essa è tratteggiata da Ugo Foscolo nelle “Ultime lettere di Iacopo Ortis”, capace, in un supremo gesto di riaffermazione del proprio “eroismo” di fronte a una realtà avversa, di giungere fino al suicidio: in generale ti consiglio di leggere, su tutti questi temi, i molti spunti che troverai in questo articolo. Altrimenti, una buona idea potrebbe essere quella di trattare la figura dell’eroe nei romanzi dannunziani, cui si ricollega strettamente, in filosofia, Nietzsche e la sua teorizzazione-profezia del “superuomo”, ovvero l’uomo dotato di caratteristiche assolutamente fuori dal comune, che lo rendono capace di superare i valori tradizionali della vecchia società europea giunti, secondo il filosofo, ormai al capolinea. Ti consiglio di leggere, su questo argomento, il seguente saggio.
Ti invito, infine, ad ascoltare una bella canzone del cantautore Fabrizio De Andrè, “La ballata dell’eroe”, in cui, con la corrosiva (ma mai, però, priva di poesia) critica sociale che lo contraddistingueva il cantante mette in discussione un’etica patriottica falsamente intesa, che spinge gli uomini a morire condannando, chi resta, a piangere per tutta la vita il caro scomparso: come sempre, De Andrè non perde anche qui occasione per sferrare un attacco ad ogni forma di guerra e di militarismo. Puoi ascoltarla qui.
Spero di averti dato dei buoni spunti. Fammi sapere come va la preparazione, un saluto
Giano
fedra
sbrixxx, sabato 13 mar ha scritto:
Salve sono claudia,una ragazza che frequenta l’ultimo anno di liceo scientifico.Ho scelto di trattare nella mia tesina “il mito di fedra” perchè mi ha affascinato molto l’argomento sull’amore incestuoso di fedra verso euripide.come collegamenti ho fatto una sorta di confronto delle varie variazioni nel corso dei secoli della fedra da euripide a seneca ,d’annunzio per poi finire a sarah kane..e affrontando questo tema mi sono dibattuta in sole due materie quali italiano e latino..per il resto brancolo nel buio..nemmeno i miei prof sanno consigliarmi.la prego mi aiuti! ![]()
Storia:?
Filosofia:?
Fisica:?
Geografia astronomica:?
Inglese:?
spero mia dia una mano caro giano…l’argomento mi affascina molto..ma so ke sola nn ce la farò..spero di ricevere sue notizie presto..
Cara Claudia,
ti esorto a non disperare, poichè la figura di Fedra si presta davvero a molti collegamenti ed approfondimenti stimolanti: leggi prima di tutto questo breve e interessante saggio che ne delinea gli aspetti più importanti in riferimento al tema antropologico e psicologico dell’incesto. E’ giusto l’excursus “teatrale” su Fedra che tu proponi, da Euripide fino alla controversa figura di Sarah Kane, passando per Seneca e D’Annunzio (ma non dimenticare che nel secolo XVII ebbe questo titolo un’opera del francese Racine). In filosofia la cosa migliore potrebbe essere fare il punto della situazione sulla tragedia in generale, da Aristotele a Nietzsche, passando in particolare per un’analisi del concetto di Hybris, ovvero l’insolenza e l’insubordinazione, da parte del protagonista, di fronte al giusto limite imposto dagli dei agli uomini, che provoca una terribile punizione divina. Nel caso di Fedra, la colpa di cui Ippolito (che dà il nome alla tragedia euripidea) si macchia agli occhi della dea Artemide è quello di non essere sensibile al fascino femminile: per punizione la dea della caccia fa dunque innamorare di lui la matrigna Fedra, dando origine alla catena di sventurati eventi che conducono all’epilogo. In fisica e geografia astronomica potresti ricollegarti al fatto che esiste un asteroide che porta il nome di Phaedra 174 (porteresti dunque gli asteroidi e la teoria della gravitazione universale). In storia, poi, ciò che consiglio sempre è di illustrare il periodo storico di uno degli autori trattati nelle altre materie: pensa, ad esempio, alla Grecia del V secolo a. C. (Euripide), o all’Europa decadente tra Ottocento e Novecento (D’Annunzio). In inglese, infine, potresti occuparti proprio della drammaturga Sarah Kane, morta suicida giovanissima alla fine del XX secolo: ma trattandosi di un’autrice molto delicata e nella sua biografia, e nelle tematiche trattate nelle sue opere, ti consiglio di collaborare strettamente, in questo, con il docente d’inglese.
Torna a raccontarmi se vuoi come procede il lavoro,
Giano
giuditta
Giuditta, mercoledì 17 giu ha scritto:
ciao Giano!!
ho bisogno d’aiuto… ecco gli esami sn quasi arrivati ed ho qualche problemino. Frequento il liceo scientifico del mio paese. La mia tesina è incentrata sul mio nome. Giuditta. Partirò con la storia dell’eroina, poi essendo ebrea parlerò dell’olocausto in storia e in filosofia di annah arendt. storia dell’arte, giuditta e oleferne e in italiano vorrei portare Primo Levi.. come potrei collegare italiano a latino e inglese?? grazie in anticipo..
Cara Giuditta,
anzitutto complimenti per aver scelto il tuo nome come argomento della tua tesina! È già ben impostata. Innanzitutto ti segnalo che sulla storia di Giuditta e Oloferne esiste una versione cinematografica e che il famoso compositore di operette Franz Lehàr ha scritto un’opera teatrale in un atto del titolo Giuditta. Per l’arte ricorda oltre a Caravaggio, Klimt e Donatello.
Per latino ti consiglio di citare Tacito e il V libro delle “historiae” in cui si parla di una vera e propria “archeologia ebraica”. Ti mando un link che spero ti sia utile. Per inglese ho cercato tanto nella mia memoria senza risultato. Poi improvvisamente uno spiraglio. Non so se ti convince, ma è l’unico nesso che ho trovato . Giuditta, una parafrasi biblica in versi scritta in antico inglese che rinarra la storia della decapitazione di Oloferne condottiero dell’esercito Assiro da parte dell’eroina eponima.
Una sola copia del poema è giunta fino ai giorni nostri, contenuta nel manoscritto Cotton Vitellius A. XV a seguito del poema Beowuflf. Il testo è danneggiato, e sono leggibili soltanto 348 versi; la parte iniziale del libro è certamente andata perduta, e secondo alcuni studiosi manca del materiale anche dalla parte finale. Lo stile utilizzato è quello del metro allitterativo. Come gran parte della poesia anglosassone, l’opera è anonima e di datazione incerta. Normalmente viene collocata tra la fine del X secolo e l’inizio dell’XI secolo.
Spero ti possa essere utile.
Ciao e buoni esami
Giano
Antonella, domenica 20 dic ha scritto:
Ciao Giano, gentilmente potresti mandarmi il link su Giuditta?( il testo che fa parte insieme al Beowulf del codice Nowell). Ho bisogno di più informazioni possibili, la mia tesi di laurea si basa su questo argomento. Grazie
Cara Antonella,
ho già avuto una domanda molto simile alla tua l’anno scorso, forse una tua collega con gli stessi tuoi interessi a cui ho risposto. Proverò a dirti alcune cose sperando che siano quelle che ti interessano poichè non ho capito cosa intendi quando mi chiedi di mandarti il link su Giudittà? il testo o cos’altro? E poi: che facoltà fai? qual è il titolo della tua tesi?
Giuditta, come tu saprai, è una parafrasi biblica in versi scritta in antico inglese, che rinarra la storia della decapitazione di Oloferne, condottiero dell’esercito Assiro, da parte dell’eroina eponima, come descritto nel libro deuterocanonico di Giuditta.
Una sola copia del poema è giunta fino ai giorni nostri, contenuta nel manoscritto Cotton Vitellius A. xv a seguito del poema Beowulf. Il testo è danneggiato, e sono leggibili soltanto 348 versi; la parte iniziale del libro è certamente andata perduta, e secondo alcuni studiosi manca del materiale anche dalla parte finale. Lo stile utilizzato è quello del metro allitterativo.
Come gran parte della poesia anglosassone, l’opera è anonima e di datazione incerta. Normalmente viene collocata tra la fine del X secolo e l’inizio dell’XI secolo: da link wikipedia
Ecco un altro link su cui puoi trovare molte informazioni.
La storia di questa donna ha affascinato scrittori e artisti: Donatello, Caravaggio, Artemisia Gentileschi… che ne hanno fatto oggetto di opere immortali. A questo punto però la mia domanda è la seguente: hai già impostato la tua tesi e buttato giù un possibile indice? Poichè a partire da questo personaggio si può pensare a moltissimi sviluppi di un lavoro, anche molto diversi tra di loro.
Fammi saper e se potrò cercherò di darti ancora qualche consiglio.
Saluti e buon Natale. Giano.
mito
Lucia, lunedì 31 maggio
Buongiorno, sto finendo la iv liceo scientifico e inizio a pensare alla tesina.
Mi interessa la storia (soprattutto antica), ho una passione per i miti e l’archeogia, adoro Omero e Ulisse ma non disdegno la geografia e le scienze politiche. All’universita penso di orientarmi verso facoltà umanistiche (beni culturali, storia) oppure scienze polioche cooperazione internazionale e vorrei fare una tesina che rispecchi i miei interessi. Avevo pensato a due titoli:
1) Il mito nella storia (anche se il tema del mito è un poco abusato) 2)Archeologia, riscoprire il passato per leggere il presente. Un viaggio nel tempo e nello spazio.
Mi piacerebbe anche partire dal verso di Dante “fatti non foste per viver come bruti….. e parlare di curiosità, movimento e conoscenza contrapposte a stasi, conformismo e paura ma forse potrebbe essere la scelta per una terza tesina. Come vedi ho tante idee ma confuse. Puoi aiutarmi a chiarirmi un poco?
Grazie
Cara Lucia,
ti suggerisco un’ipotesi di lavoro: “fatti non foste a viver come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza”: è Ulisse che parla. Mi viene in mente il libro “Dialettica dell’Illuminismo” di Horkheimer e Adorno che critica la tradizione della cultura occidentale, quella dell’illuminismo, che riteneva che il male fosse sempre redimibile e che, alla fine, esso sarebbe stato schiacciato dal bene. La critica di questi autori afferma che il sapere della scienza moderna, a partire da Bacone, che tutto calcola e riduce a numero (virtute e conoscenza), attraverso la tecnica e il pensiero calcolante, abbiano portato ad una logica perversa di dominio dell’uomo sull’uomo. E’ un processo che ha condotto a creare nuovi miti come il progresso, la scienza, la tecnologia. E’ una società che ha perso di vista i fini e si occupa solo dei mezzi, pertanto tutto quello che la tecnica “può” fare si “deve” fare. E’ una società che usa la tecnologia per condizionare, con “l’industria culturale”, la vita degli individui, mediante una cultura di massa che priva il soggetto della sua capacità critica. Questi autori vedono il prototipo di questo atteggiamento in Ulisse, astuto e calcolatore, voglioso di conoscere. Vedi questi siti:
- http://www.gianfrancobertagni.it/materiali/filosofiacritica/bedeschi2.htm
- http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=885
- http://www.filosofico.net/auschwitz/ausch9.htm
Questa analisi include tutti i concetti che ti stanno a cuore (mito, Ulisse, conoscenza, conformismo). Dimmi cosa ne pensi e torna a scrivermi,
Giano
viola, lunedì 15 giu ha scritto:
sono una studentessa del liceo classico e vorrei degli aiuti x la mia tesina.
Pensavo di incentrarla sul fenomeno del divismo e collegarla al concetto di mito e di eroe. Per non impostarla solo su argomenti mai trattati, vorrei sapere alcuni possibili collegamenti. Pensavo comunque per inglese di collegarlo a Fitzgerald; di italiano forse a D’annunzio, però nn sono sicura. Di greco invece pensavo alla figura di elena.Confido nel suo aiuto presto. saluti. viola
Cara Viola,
mi convince la tua idea di collegare il fenomeno del divismo al concetto di mito e di eroe. In effetti cosa sono i divi se non moderni eroi chiamati “mitici” dai loro fan. Per Fitzgerald, che è stato anche sceneggiatore cinematografico, sarebbe bello se il tuo libro di riferimento fosse Il Grande Gatsby estendendo così il discorso ad Holliwood, il tempio dove è nato il divismo, dato che di questo romanzo sono state fatte due versioni cinematografiche, la più recente di Jack Clayton con Robert Redford, Sam Waterston, Karen Black, Mia Farrow. . (a proposito di divi!) e l’altra che io preferisco con Alain Ladd del 49. Per d’Annunzio ricorda il suo legame con la Divina Duse. Esiste un interessante carteggio della loro relazione. Per Greco puoi fare riferimento sì ad Elena, ma anche ad alcuni grandi eroi delle opere di Omero: Achille, Ettore. Io sceglierei Ulisse il più moderno degli eroi antichi.
Spero che questi miei consigli possano aiutarti. Fammi sapere.
Giano
per aspera ad astra
Nicola, mercoledì 13 gen ha scritto:
Caro Giano,
frequento l’ultimo anno del Liceo Scientifico e avevo in mente come argomento per la mia tesina l’espressione Per Aspera ad Astra. Mi piacerebbe avere qualche per quanto riguarda i collegamenti con italiano e inglese. Grazie
Caro Nicola,
Per aspera sic itur ad astra (Seneca, Hercules furens, atto II, v. 437)
è indubbiamente una frase molto fascinosa.
La sua origine deriva probabilmente dalla mitologia greca, in cui gli eroi – Ercole in primis – alla loro morte venivano portati sull’Olimpo; ma essere eroi implicava appunto avere compiuto una serie di imprese faticose. Utilizzata nel corso dei secoli ed ancora oggi, da chi si accingeva o si accinge a compiere imprese pericolose votate all’eroismo: dalla RAF (Royal Air Force) britannica, fino alla casa produttrice delle sigarette Pall Mall i cui clienti rischiano più di Ercole.
Detto questo non ho però capito se la vuoi utilizzare come titolo della tua tesina a cui vuoi collegare in modo interdisciplinare altre materie o se essa è all’interno di un argomento più vasto che la contiene. Ti chiedo questo poiché mi sembra difficile impostare un lavoro per gli esami a partire da una singola frase. Ha più significato utilizzarla come motivo conduttore, fil rouge di un tema più vasto. Cerco di spiegarmi. Se il titolo fosse Miti ed eroi (ovviamente è solo un esempio) avresti una grande possibilità di spaziare non solo all’interno di esso, ma avresti molti riferimenti utili a legarlo ad altre materie: storia, italiano, inglese, scienze, latino ecc…
Mi fermo qui sperando di averti dato un’idea sulla quale riflettere. Decidi il titolo, compila la mappa concettuale, anche se una prima bozza, e poi se hai ancora bisogno di me per i collegamenti riscrivimi.
Ciao, Giano
Nicola, martedì 19 gen ha scritto:
Caro Giano,
mi ha fatto molto piacere avere una tua risposta. Devo ammettere che questo servizio offerto dalla LUISS è davvero efficiente. Faccio i miei complimenti. E’ un motivo in più per credere che l’Italia sia in grado di offrire servizi davvero utili ai propri studenti.
Mi scuso per non essermi spiegato meglio, in effeti PER ASPERA AD ASTRA è il solo il titolo alla mia tesina. Il mio intento è quello di incentrarmi su un tema più specifico, ossia sull’aspetto secondo cui la natura umana, e in generale quella dell’universo, non sia solo frutto di fortuna e sfortuna, e quindi di casualità, ma che in tutto ciò abbia dato in contributo non indifferente la forza di volontà di sopportarè le fatiche, quello che PER ASPERA permettere l’uomo di giungere AD ASTRA. Per quanto riguarda Italiano non riesco a trovare molto, pensavo al massimo di far riferimento ai Promessi Sposi. Per Storia la battaglia d’Inghilterra, per latino le Metamorfosi di Apuleio, per Filosofia o Kierkegaard o Schopenhauer. Per inglese pensavo all’Ulysses, o di Tennyson o di Joyce (quest’ultimo però lo devo ancora trattare, quindi non sono sicuro). Vorrei sapere la tua opionione.
P.S. Sarebbe folle fare un riferimento a scienze per quanto riguarda il significato letterale della frase PER ASPERA AD ASTRA, ossia descrivere il processo di formazione delle stelle?
Grazie infinite per la tua disponibilità.
Caro Nicola,
grazie per i complimenti che fanno sempre piacere. Il mio lavoro, anche se divino, non è altro che un normale aiuto agli studenti che spesso non trovano sostegno. A volte si scoraggiano, quando invece basterebbe un po’ di attenzione e di cura per incoraggiarli a studiare, a migliorarare la loro formazione per il bene personale ma anche di tutti voi italiani. Siete voi la speranza del vostro paese e dunque è su di voi che bisogna puntare e investire. Questo sito è poca cosa, ma credo che sia una testimonianza di un’idea positiva di futuro.
Ma veniamo a noi. La tua mappa concettuale, così come me l’hai illustrata, mi pare che funzioni, anche se per italiano mi sembra un po’ debole. A me è venuto in mente Primo Levi che ha preso forza dalle sue sofferenze del lager, e ha scritto un capolavoro: Se questo è un uomo.
Non mi sembra folle la tua idea di descrivere il processo di formazione delle stelle, ma mi sembra fuori linea poiché il filo che lega il tuo discorso mi sembra che sia la fatica e la sofferenza umana per raggiungere un risultato eccezionale. Allora perché per scienze non scegli alcuni grandi scienziati le cui fatiche e rischi sono valsi a raggiungere grandi scoperte per l’umanità? Penso ad esempio a Madame Curie vincitrice di due premi nobel per la fisica e per la chimica.
Nobel per la fisica nel 1903: « in riconoscimento dei servizi straordinari che essi hanno reso nella loro ricerca sui fenomeni radioattivi ». Otto anni dopo, nel 1911, fu insignita di un altro premio Nobel; questa volta per la chimica:
« in riconoscimento dei suoi servizi all’avanzamento della chimica tramite la scoperta del radio e del polonio, dall’isolamento del radio e dallo studio della natura e dei componenti di questo notevole elemento ».
Le sue ricerche le costarono la vita. Come lei ne troverai tanti, di grandi donne e uomini, generosi e caparbi: eroi che ora sono qui con me in mezzo alle stelle.
Ciao Giano.