Giano

Tesina ballo

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ballerina

Erika, mercoledì 19 maggio

La tua domanda: ciao, io ho scelto di fare la mia tesina sul tema della ballerina, collegandola con baudelaire e la perdita dell’aureola in italiano (lui si paragona a una ballerina), degas e toulouse-lautrec in arte, nietsche in filosofia… mi mancano collegamenti con greco, latino, storia e inglese! e poi non so se mettere al centro della tesina la figura della ballerina o la perdita dell’aureola…mi puoi aiutare?

Cara Erika,

se il tema centrale della tua tesina è “la ballerina”, credo che tu debba mettere questo concetto al centro del tuo lavoro. È molto interessante, comunque, averlo collegato alla “perdite dell’aureola” in Baudelaire, una volta d’accordo su questo punto possiamo provare a piroettare sulle materie che mancano… Nell’antica Roma, anzitutto, la danza trovava spazio in particolare nell’ambiente teatrale. Gli attori che vi recitavano erano anche capaci di ballare e cantare, oltreché recitare. Come avviene nei moderni musical in sostanza. Le forme artistiche più usate, con cui il ballo veniva rappresentato, erano il mimo e il pantomimo :http://it.wikipedia.org/wiki/Mimo http://it.wikipedia.org/wiki/Mimo_latino

Potresti partire da questi argomenti per allargare poi il discorso a uno dei più grandi commediografi: Terenzio. Detto questo potresti partire da “La filosofia della danza” scritto da Stephan Mallarmè e Paul Valery www.balletto.net/giornale.php?articolo=1950 e poi citare Nietzsche che in “Così parlò Zaratustra” cita l’arte e la danza come «giustificazione estetica dell’esistenza».
Poi mi collegherei leggiadramente all’interessante divisione delle danze greche che lo stesso Nietzsche fa ne “La nascita della tragedia”: le suddivide in apollinee e dionisiache: quelle apollinee sono severe, a contenuto etico e rituale. La loro origine è dorica o cretese. Le più famose sono:

  • gèranos, danza degli Ateniesi a Delo, emmèleia, danza usata nella
  • tragedia, peana, danza magica che veniva eseguita dal coro,
  • ipochermatica, danza allegra che, per le sue caratteristiche, si avvicinava moltissimo a quelle dionisiache.

Le danze dionisiache, invece, sono prevalentemente a contenuto satirico e orgiastico. La loro origine è ionio-asiatica. Esse sfociano anche in forme violente.

Le più famose sono:

  • kòrdax, danza tipica della commedia, prevalentemente a contenuto volgare,
  • òklasma, danza persiana con caratteristiche acrobatiche, sikinnis,
  • danza usata nel dramma satiresco, a contenuto scurrile.

Per l’inglese potresti dare un’occhiata a questo film, “Billy Elliot”, e analizzare la crisi mineraria del 1984 in Inghilterra, sullo sfondo le politiche “di ferro” di Margaret Tatcher (http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=33111).

Ci siamo? Danziamo verso le stelle? Fammi sapere cosa ne pensi.
Buono studio,
Giano

sara, martedì 02 feb ha scritto:

ciao ho bisogno di una mano per la mia tesina.io faccio un liceo tecnico chimico biologico. inizialmente volevo portare le mutzioni genetiche ma mi scontravo mlt cn alcuni dei miei compagni.allora ho pensato al tema sulla ballerina. italiano giovanni verga cn Eva e con filosofia:nietsche con la trattazione di un suo libro e storia la belle epoque e biochimica il metabolismo e il problema alimentare delle ballerine e cosa provoca. ma ho paura che nn pox piacere.mi manca da collegare inglese e chimica…..avresti da darmi dei suggerimenti sulla mia tesina o da suggerirmi qualche idea rivoluzionaria?le mie materie di indirizzo sono chimica,biochimica,microbiologia e poi italiano,storia,inglese,economia aziendale,ed fisica,filosofia

Cara Sara,

credo che le tue preoccupazioni siano infondate. Mi sembri già ben avviata per svolgere un ottimo lavoro . Per il tuo lavoro mi viene subito in mente la bellissima serie di Degas (anche se arte non è tra le materie che mi chiedi) sulle “ballerine”, di cui ti mando qualche immagine. Per chimica, una delle materie per cui mi chiedi una mano, potresti parlare del gesso, uno dei materiali con cui sono composte le punte delle scarpe da ballo; in inglese potresti poi fare riferimento all’opera dell’irlandese William YeatsFour plays for dancers”. Da questo sito puoi anche scaricare l’intero volume per leggerlo e trovare una breve recensione. Per il resto ti mando questi due articoli interessanti sul rapporto tra danza e disturbi alimentari e tra danza e immagine corporea. Ti consiglio anche questo bel libro di Mario Pasi intitolato “La danza e il balletto. Guida storica dalle origini a Bejart”. Sono sicuro che ti sarà utile.

Come vedi non ci sono idee “rivoluzionarie”: devi solo continuare a lavorare sul tuo progetto, rafforzando le tue convinzioni. Se vorrai scrivimi ancora,
Giano

danza

Alessandra, domenica 24 gen ha scritto:

Ciao giano,mi chiamo alessandra e frequento un istituto tecnico commerciale gli esami si avvicinano e i prof comonciano a chiedere le tesine,io vorrei fare la tesina sulla mia grande passione “la danza classica” ma non so proprio da dove cominciare.Le materie che devo collegare sono storia italiano economia aziendale geografia diritto scienze delle finanze e francese!!!puoi darmi qualche suggerimento???aspetto tue notizie.ciao e a presto

Cara Alessandra,

per il tuo lavoro ti consiglio di partire da un libretto molto bello: “La filosofia della danza” scritto da Stephan Mallarmè e Paul Valery, di cui puoi quindi parlare in francese. Ti mando anche questa pagina dove troverai altre informazioni sul libro. In arte mi viene in mente anche la bellissima serie di Degas sulle “ballerine”, mentre in storia devi sicuramente contestualizzare l’argomento parlando del periodo in cui è fiorito il balletto: il XIX secolo. Su questo link troverai molti spunti. Per quanto riguarda le altre materie non trovo legami stretti per cui ti consiglierei di trattarle a parte. Ricordati che non devi per forza trovare collegamenti con tutte le materie e forzarli sarebbe controproducente. In ogni caso provo a darti qualche spunto che puoi valutare: potresti, ad esempio, per il diritto fare riferimento al diritto d’autore: gli art. 1-5 della legge n. 633/1941 individuano le opere che devono essere protette. Nella tutela rientrano tutte le opere dell’ingegno aventi carattere creativo e tra queste anche le opere coreografiche. Per le discipline economiche, poi, considerare che una compagnia di balletti è comunque un’azienda con tutte le problematiche che ne derivano e dunque analizzare il concetto di azienda. Puoi anche considerare, più in generale, il settore dello spettacolo, al quale la danza appartiene, e che oggi ha acquisito funzione economica, sociale e politica di grosso conto. Infine per geografia ricordare le nazioni che maggiormente hanno dato i natali ai grandi autori di opere da ballo: Francia e Russia inquadrate nel periodo storico in cui questa forma d’arte ha avuto il suo massimo fulgore cioè a cavallo tra l ‘800 e i Novecento. Ciò detto però ti sconsiglio di invischiarti nelle problematiche che potrebbero crearti difficoltà al momento del colloquio.

Fammi sapere che ne pensi.
Un saluto,
Giano

martina, venerdì 29 gen ha scritto:

vorrei fare una tesina che abbia come tema principale la danza in particolare ho preso in considerazione ballerini che possano collegarsi con materie didattiche. per alcune materie però mi manca il collegamento come per geografia astronomica oppure per latino e per filosofia.

Cara Martina,

Cercherò di trovare dei legami coerenti con le materie di cui mi parli. Nell’antica Roma, anzitutto, la danza trovava spazio in particolare nell’ambiente teatrale. Gli attori che vi recitavano erano anche capaci di ballare e cantare, oltreché recitare. Come avviene nei moderni musical in sostanza. Le forme artistiche più usate, con cui il ballo veniva rappresentato, erano il mimo e il pantomimo. Potresti partire da questi argomenti per allargare poi il discorso a uno dei più grandi commediografi del tempo: Terenzio. In filosofia, poi, mi viene subito in mente questa bella frase di Gibran:

L’anima del filosofo risiede nella sua testa, l’anima del poeta nel suo cuore, l’anima del ballerino pulsa in tutto il suo essere.

Detto questo potresti partire da “La filosofia della danza” scritto da Stephan Mallarmè e Paul Valery ( leggi questa pagina per altre informazioni sul libro). Da citare c’è anche Nietzsche che in “Così parlò Zaratustra” cita l’arte e la danza come “giustificazione estetica dell’esistenza”. Altro punto in tal senso importante è l’interessante divisione delle danze greche che il filosofo tedesco fa ne “La nascita della tragedia”: le suddivide in apollinee e dionisiache: quelle apollinee sono severe, a contenuto etico e rituale. La loro origine è dorica o cretese. Le più famose sono:

  • gèranos, danza degli Ateniesi a Delo,
  • emmèleia, danza usata nella tragedia,
  • peana, danza magica che veniva eseguita dal coro,
  • ipochermatica, danza allegra che, per le sue caratteristiche, si avvicinava moltissimo a quelle dionisiache.

Le danze dionisiache, invece, sono prevalentemente a contenuto satirico e orgiastico. La loro origine è ionio-asiatica. Esse sfociano anche in forme violente.

Le più famose sono:

  • kòrdax, danza tipica della commedia, prevalentemente a contenuto volgare,
  • òklasma, danza persiana con caratteristiche acrobatiche,
  • sikinnis, danza usata nel dramma satiresco, a contenuto scurrile.

Qui trovi maggiori dettagli. Ci sono poi molti altri scritti filosofici che avvicinano il rituale della danza al divino: qui puoi trovare una vasta bibliografia e qui un articolo sull’argomento. Per quanto riguarda geografia astronomica, premettendo che è una disciplina molto distante dal tema della danza, mi vengono in mente i riti che gli uomini in epoca primitiva svolgevano per assicurarsi la fertilità, quella degli uomini come quella degli animali e della terra. Alcune di questi erano delle danze collegate alle stelle o al sole o alla luna, affinché fosse garantita la regolarità dei fenomeni celesti e quindi la continuazione della vita. Attraverso le danze collegate alle stelle si tenta di conservare l’ordinamento del cielo, imitandolo mediante la danza. Qui la danza nasce dalla scoperta stessa dell’astronomia e delle leggi che regolano il movimento dei pianeti, e l’alternarsi dei giorni e delle stagioni.

Ti mando il link che ti può servire. In ogni caso se quest’ultimo legame non ti convince, ti consiglio di escludere la materia dalla mappa concettuale ed, eventualmente, parlarne a parte.
Un caro saluto,
Giano

momix

valeria testa, giovedì 25 feb ha scritto:

Caro Giano,
frequento l’ultimo anno di liceo classico e ovviamente comincio a trovarmi a dover progettare una tesina. Premetto che la mia intenzione è di non cadere nel banale e di trovare un argomento interessante.Avevo pensato di partire da uno spettacolo visto a teatro dei Momix, ballerini illusionisti. La loro arte è creare un gioco di illusioni per cui vedremo un oggetto diventare un fiore,un uccello o un insetto..Lo spettacolo “bothanica” si ispira alla natura viva,rigogliosa. è un inno alla natura creata e trasformata con un gioco di illusioni. potrebbe essere un tema interessante da cui partire? Dato che vorrei rendere la cosa attuale ,sa consigliarmi qualche filosofo moderno che parla di illusione,un vedere la realtà come non è;o forse sono punti di vista. A me viene in mente “uno,nessuno e centomila” . Spero di ricevere un Aiuto. GRAZIE MILLE

Cara Valeria,
mi sembra che l’interesse suscitato in te dallo spettacolo dei Momix potrebbe tradursi in una splendida tesina sul tema della trasfigurazione creativa della realtà operata dall’immaginazione. Tra i filosofi contemporanei che potrebbero darti spunti interessanti ti segnalo Maurizio Ferraris, e in particolare questo suo breve articolo
sull’immaginazione. Prova a farti un’idea dei possibili aspetti del problema, e ricontattami quando vuoi, comunicandomi il tema scelto e la lista delle materie che intendi includere nel percorso, e lavoreremo insieme alla struttura della tua tesina.
A presto,
Giano

valeria testa, mercoledì 24 mar ha scritto:

caro Giano,
avevo scritto qualche tempo fa,quando ancora non avevo ben elaborato la mia tesina; ora vorrei proporti i collegamenti vari sul tema dell’illusione.Innanzitutto ,come già avevo accennato,parto da uno spettacolo teatrale dei Momix per parlare poi dell’illusione come fonte di felicità e infelicità. tra gli argomenti da trattare metterei per francese :baudelaire e il simbolismo poichè vedono nella droga una via di fuga,ovviamente illusoria e momentanea. filosofia:schopenauer e i filosofi veda,orientali. analizzerei l’illusione nel sogno (freud e calderon de la barca) nell’amore (citando umbero galimberti di cui ho alcuni articoli e saffo). in inglese parlerei di Alice nel paese delle meraviglie di Lawrence ma se sai indicarmi qualche altro collegamento non mi dispiacerebbe affatto. Poi analizzerei in breve l’illusione come malattia dandone una definizione psicologica.in italiano :pirandello “uno nessuno e centomila” . in arte :escher. infine mi aggancerei al mondo attuale parlando dell’illusione esasperata rappresentata dalla tv (quindi citando popper)e il film “into the wild” che è un illusione di poter creare un mondo migliore.
in tutto ciò mi servirebbe di agganciare latino e greco. per latino pensavo alle metamorfosi di ovidio.ma greco? concluderei la tesina citando alcuni passi di “avere o essere” di fromm, e se in fondo l’uomo può essere felice tramite le illusioni,ovvero attraverso tutto ciò che è superfluo e che spesso si possiede.
spero di ricevere qualche consiglio! grazie.

Cara Valeria,
ricordo la tua precedente lettera e mi fa piacere vedere come l’elaborazione delle tue idee sia intanto cresciuta e abbia dato vita a un progetto che allora era promettente, e ora è diventato davvero interessante. Devi essere assai soddisfatta dei collegamenti che proponi, poichè sono ben scelti; in inglese, come alternativa ad “Alice nel paese delle meraviglie” (attenta, di Carroll!) potresti occuparti anche delle “
Songs of innocence and experience” di William Blake (che fu anche visionario artista figurativo), in cui da un lato la fiducia illuministica nella razionalità, viene ribaltata in favore di un’esaltazione dell’immaginazione e dall’altro vi è un’amara presa di coscienza della necessaria fine dell’innocenza infantile. In latino va bene Ovidio con le sue “Metamorfosi”, mentre invece in greco potresti pensare all’episodio delle sirene narrato nell’Odissea.
Buono studio,
Giano