Giano

Tesina evasione

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alice nel paese delle meraviglie

Margherita, mercoledì 19 mag ha scritto:

Eccomi di nuovo, un po’ perplessa dalla mia stessa tesina. L’argomento è “attraverso lo specchio“, prendo spunto da Carroll per parlare dell’altra dimensione, che è uno spazio (-tempo) che noi creiamo, come fa Alice. Vorrei trattare della dimensione fantastica: quando Alice guarda lo specchio vede inizialmente una stanza speculare alla propria, dove tutto è uguale ma alla rovescia, come del resto è il fenomeno della riflessione in fisica. Quando attraversa lo specchio libera la fantasia. Oltrepassa un limite e va al fantastico; mi sembra di ricordare che Luciano in Una Stora Vera oltrepassi le Colonne d’Ercole… Va sulla Luna, e qui vede un pozzo coperto da uno specchio: se ci si cala nello specchio si sente e tutto ciò che accade sulla terra, come fosse un passaggio in un’altra dimensione. In latino non ho trovato nulla di simile però. Ma questo è riconducibile all’astronomia: universi paralleli, ovvero universo a bolle. In italiano Calvino mi pare l! ‘unico che si è interessato di mondi fantastici, ma non so cosa portare: mi hanno consigliato Palomar, che sembra viva in un’altra dimensione – sua mentale – e ha molto a che fare con il cielo e le stelle. Infine, filosofia: Freud parla delle favole, della fantasia come strumento di difesa, ma non abbiamo trattato questo a scuola. E poi c’è la schizofrenia, ma si va sulla psicologia e non so se sia accettabile come filosofia. Non so se ora si capisce il mio percorso di viaggio in un’altra dimensione, credo si notino le mie perplessità. ah, un’altra perplessità è arte, anche se non c’è all’esame… mi puoi aiutare? grazie!

Cara Margherita,
le tue concitate – ma nello stesso tempo estremamente lucide! parole sono il segno della tua ricchezza di idee e della passione che profondi nella tua tesina. Non temere, lungi dall’essere confuso, il concetto di fondo del tuo percorso mi sembra invece piuttosto chiaro: il viaggio in un’altra dimensione, come tu stessa dici alla fine della tua lettera. In latino, prima di tutto, direi che non puoi non pensare a “L’asino d’oro”, di Apuleio, in cui il protagonista Lucio si trova catapultato in una condizione fisica e in avventure assolutamente inusuali; in questo caso la “porta d’ingresso” verso la dimensione “altra”, verso la trasformazione, sono i riti misterici di matrice orientale, che tanta importanza ebbero nella cultura e nel mondo antico e tardoantico. In filosofia potresti pensare, piuttosto che a Freud, agli “infiniti mondi”di cui parlava (e per cui fu arso sul rogo) Giordano Bruno http://www.murzim.net/notiziario/000307.htm ; in italiano, poi, oltre che “Palomar”, ti consiglio vivamente di leggere, sempre di Calvino, soprattutto le “Città invisibili” http://www.italialibri.net/opere/cittainvisibili.html : sono certo che saranno utilissime per il tuo percorso. In storia dell’arte, infine, darei un’occhiata alle visioni oniriche di un grande pittore romantico come William Blake. Ti auguro buono studio,
Giano

anne, martedì 13 apr ha scritto:

Ciao Giano, frequento il liceo linguistico internazione ad opzione spagnola e mi servirebbe un piccolo aiuto per la tesina. Le materie d’esame sono ITALIANO,INGLESE,FRANCESE,SPAGNOLO,FILOSOFIA, MATEMATICA e volendo anche alcuni collegamenti con arte e storia. Il titolo della tesina non l’ho ancora ben identificato, ma sarei orientata sul ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE (ovviamente dovrei trovare un titolo più “azzeccato”).
Con inglese ho collegato Lewis Carrol e il periodo vittoriano; con filosofia l’interpretazione dei sogni di Freud; con arte la fotografia e Lewis Carrol come fotografo. Per quanto riguarda le altre materie sono ancora un po’ incerta. Ho pensato di collegare al tema del tempo di Alice l’autore francese Proust, ma magari è possibile trovare qualche altro collegamento più adeguato. Grazie in anticipo per l’aiuto!

Cara Anne,
i collegamenti che hai individuato mi sembrano molto interessanti. Per quanto riguarda italiano potresti fare un collegamento con un altro classico della letteratura fantastica, che condivide più di un’affinità col libro di Carroll: il Pinocchio di Carlo Collodi. In francese, poi, potresti parlare di un’altra figura di giovane donna coinvolta in avventure movimentate e inattese con “Zazie nel metrò” di Raymond Queneau, mentre in spagnolo potrebbe essere suggestivo approfondire le vicende di un altro inguaribile sognatore: don Chisciotte della Mancia. In storia è chiaramente, come osservi tu, l’età vittoriana che devi analizzare; in matematica, infine, ti invito ad indagare uno degli aspetti meno conosciuti della personalità di Carroll: egli fu un matematico e insegnò matematica per tutta la vita, occupandosi soprattutto di logica (cosa che traspare, tra l’altro, dalle sue opere).
Qui puoi leggere un interessante saggio sull’argomento. Ti auguro buono studio,
Giano

esotismo

Ilaria, giovedì 01 apr ha scritto:

Salve Giano, sono Ilaria e frequento l’ultimo anno di liceo classico. Le scrivo a proposito della tesina d’esame… Il tema a cui ho pensato è L’Esotismo. Per quanto riguarda Arte mi sono venuti in mente Gauguin e Delacroix, e so che sono molti gli artisti che potrei considerare. Per storia ho pensato all’imperialismo o al colonialismo italiano, a cui potrei collegare letteratura. Di filosofia potrei parlare del Romanticismo e della volontà di evasione… Che dice,potrebbe andare bene? Vorrei da lei qualche consiglio sui collegamenti da fare..in particolare di filosofia, latino e greco, letteratura italiana e inglese.. Con le materie scientifiche come geografia astronomica, mineralogia e fisica non saprei come collegare.. Attendo una sua risposta. La ringrazio Ilaria

Cara Ilaria,
mi sembra che i collegamenti che mi proponi possano andare bene. Per filosofia potresti fare riferimento anche a Rousseau e “
al mito del buon selvaggio“. In proposito ti invito alla lettura di questo articolo. Per quanto concerne latino penso ad Apuleio e ti propongo questo articolo dal calzante titolo “Esotismo e magia in Apuleio”. A proposito di greco potresti rifarti alla poesia ellenistica per un primo approfondimento della quale potresti partire da qui. Non eccederei con i collegamenti per evitare rischi di superficialità e, fossi in te, tratterei le materie scientifiche a parte. L’ansia da collegamento è una malattia diffusa e con essa lo è anche la possibilità di andare a finire fuori tema.
Riflettici su e torna a scrivermi per farmi sapere che ne pensi.
Ciao e buon lavoro, Giano

fare mondi

gent, domenica 17 gen ha scritto:

Caro Giano,

salve sono michele, anch’ io quest’ anno dovrò affrontare l’ esame di maturità. come argomento della tesina avevo pensato all ‘ ultima biennale di venezia, che mi ha colpito molto, e al suo titolo “fare mondi“. tuttavia frquentando un liceo classico non so quanto può essere attinente la tematica e inoltre non riesco a trovare dei collgamenti centrati con altre materie. aspetto consigli utili e ringrazio in anticipo. saluti michele.

Caro Michele,
hai scelto certamente uno spunto di grande suggestione e che può essere declinato nei modi più vari. Mi chiedo e ti chiedo chi è che fa il mondo, e come? Potremmo riferirci alle grandi personalità che hanno fatto e che fanno la storia. Oppure riferirci agli scrittori che con la loro fantasia, complice la penna, creano i loro mondi. Per non parlare dei filosofi che “speculando”
sul mondo delle idee danno vita a veri e propri sistemi per cui gli esempi potrebbero essere innumerevoli. Io, però, ti inviterei a partire da una riflessione più concreta facendo riferimento all’analisi storica. C’è uno storico francese,
Fernand Braudel, che insieme ad un altro studioso americano, Immanuel Wallerstein, hanno dato vita ad un concetto di grande interesse: quello dell’Economia – Mondo. Nei loro studi essi hanno trovato elementi che porterebbero ad affermare che il capitalismo sarebbe nato tra il XV e il XVI secolo in maniera quasi naturale in un’area non definita dai confini statuali ma da intensi rapporti commerciali per cui questa economia – mondo si sarebbe come fatta da sè estrinsecandosi in rapporti tra centro, periferie e semiperiferie. Il capitalismo come una sorta di parto naturale.
Wallerstein compie, in questo modo, una revisione critica delle teorie marxiste sull’origine del capitalismo (e qui potresti toccare la filosofia). Marx, infatti, si concentrava sul rapporto tra proprietà e mezzi di produzione indicando nella concentrazione di questi ultimi nelle mani di pochi e nella conseguente necessità per gli altri di vendere il loro lavoro ad essi il peccato originale che aveva dato vita al sistema capitalistico. Egli diceva che la nascita del capitalismo “
grondava sangue“. Per italiano facendo un salto nel mare della fantasia, mi verrebbe da suggerirti uno dei più grandi scrittori italiani della seconda metà del Novecento: Italo Calvino. Della sua trilogia fantastica ti consiglierei la lettura, se non l’hai già fatta, de “Il Barone Rampante” perchè in esso l’autore dà davvero vita ad un mondo che non esiste: Ombrosa, infatti, è un paese immaginario della riviera ligure. Ma la cosa bella è che il protagonista stesso del racconto, Cosimo, si crea un suo mondo. Si autoesilia sugli alberi per non scenderne più. L’autore e il protagonista creano due mondi che sono una sorta di scatola nella scatola frutto della fantasia dello scrittore. Per quanto riguarda Latino e Greco non si può non pensare all’epica: all’”Eneide” e all’”Odissea”, il mito dell’origine e della rinascita e il mito del viaggio e della scoperta. Enea, lo sconfitto, fonderà un nuovo mondo: quello di Roma. Ulisse, il viaggiatore per antonomasia, andrà alla scoperta del mondo. Pensare, viaggiare, scoprire sono sempre un pò un modo per “fare un mondo”. Torna a scrivermi e fammi sapere come tu avrai deciso di fare il tuo.
A presto e buona ricerca.
Giano

gent, lunedì 01 feb ha scritto:

caro giano,
Grazie per aver risposto già una volta al mio quesito, i tuo consigli mi hanno chiarito molti dubbi su come “strutturare il mio mondo”. Nella domanda precedente non mi spiegavo bene su chi fosse a fare i mondi e come, ma la tematica su cui volevo basarmi era proprio incentrata su artisti che con la loro fantasia generano mondi. Ho trovato molto interessanti i collegamenti con Italo Calvino in italiano (ho anche iniziato a leggere il barone rampante, libro molto affascinante) e con l’ epica in latino e greco. Tuttavia ho ancora dei dubbi sul periodo storico e come collegare le materie scientifiche come fisica, matematica. Per qanto riguarda filosofia avevo pensato a Freud perchè mi ha sempre affascinato e perchè penso che abbia scoperto nuovi mondi dentro ognuno di noi. Aspetto ancora una volta i tuoi consigli e ti ringrazio anticipatamente.

Caro Gent,
mi fa molto piacere che tu abbia tratto ispirazione da alcuni dei miei suggerimenti. Per quanto riguarda i tuoi dubbi circa il periodo storico fossi in te punterei a scegliere uno dei momenti che possono essere definiti di “svolta storica” perchè ad essi sono seguiti rivolgimenti tali che hanno cambiato il mondo creando un equilibrio nuovo. Potresti rimanere nell’ambito del Novecento e a tal proposito ti segnalo un ponderoso saggio che è diventato un must: “
Il Secolo breve” dello storico britannico Eric J. Hobsbawm. Egli analizza le svolte storiche del Ventesimo secolo che racchiude nel periodo 1914-1991. Da qui la definizione di secolo breve. Potresti consultare il saggio un pò a volo d’uccello per poi decidere tu stesso quale degli eventi analizzati da Hobsbawm meriti di essere preso in considerazione per la sua portata epocale. Per quanto riguarda matematica e fisica potresti mantenere la logica che ti ho prospettato per quanto riguarda storia e cioè fare una panoramica sulle svolte storiche che hanno riguardato le due discipline oppure prendere ad esempio figure emblematiche che con i loro studi hanno cambiato il corso delle discipline stesse. A proposito di matematica ti rimando a questo articolo del professor Giorgio Israel dal pregnante titolo “Le svolte nella matematica del Novecento”. Per fisica il suggerimento è sin troppo banale: Albert Einstein. Pensando a lui tutti ci ricordiamo della teoria della relatività ma forse non abbiamo piena contezza del fatto che con la sua produzione scientifica ha rivoluzionato il modello di interpretazione del mondo fisico. A riguardo ti segnalo questo incontro con gli studenti delle scuole superiori che si è tenuto all’università di Bologna. Concordo con la scelta di Freud: il nostro inconscio è davvero un mondo tutto da scoprire. Spero di essere riuscito a fornirti un ulteriore aiuto. Torna a scrivermi e fammelo sapere.
Ciao e buon lavoro,
Giano.

fuga dal reale

Giulia, lunedì 18 gen ha scritto:

Ciao Giano,
sono Giulia! frequento ragioneria e quest’anno mi attendono gli esami di maturità!ho deciso di presentare la mia tesina sui metodi di fuga che usavano per evadere il muro di Berlino!
Collegandoci per quanto riguarda italiano, poeti che utilizzavano ad esempio la poesia x “evadere” dalla realtà!
Insomma come avrai capito la mia tesina è centrata sui “metodi di fuga” in particolare tenendo conto del Muro di Berlino. Il mio problema però è che non so da dove poter prendere del materiale, ne ho trovato veramente poco..e se mi potevi suggerire argomenti sulle materie da poter collegare.
Sicuramente dovrò usare ec.aziendale, diritto, storia, italiano, inglese, geografia e se troverò come inserirla anche matematica!
Grazie in anticipo per il tuo tempo!^_^ Giulia!

Cara Giulia,
il tema da te scelto è sicuramente originale. Per alcune materie, però, dovrai certamente compiere la stessa operazione che sei intenzionata a fare per italiano: andare oltre il significato letterale dell’argomento. In merito ai materiali come prima cosa ti consiglierei di dare un’occhiata all’incipit di
questo recente reportage che puoi trovare in esteso in forma scritta a questo link . Narra la vicenda di una donna, Inge Albrecht, e di come sia riuscita a superare il Muro. Partire dal caso particolare può essere un utile inizio. In merito ai metodi di fuga più in generale ti reinvierei a questo sito nel quale vengono ben illustrate tutte le modalità di fuga escogitate anche con alcune foto.

Inoltre ti segnalerei questa ampia bibliografia sul Muro di Berlino dalla quale potrai sicuramente trarre qualche spunto interessante. Da ultimo ti consiglio la lettura di questo editoriale dal suggestivo titolo “Dal Muro di Berlino ai muri mentali” che ci fa da sprone ad andare oltre questi ultimi. Per quanto riguarda il tuo proposito per italiano mi pare che la tua idea di guardare alla poesia offra un ottimo bacino nel quale pescare. Basti pensare, un esempio tra i vari, a Giovanni Pascoli e alla sua poetica del fanciullino nella quale ci conduce passo per passo alla definizione di cosa sia la poesia e di chi sia il poeta.

Scegliere l’argomento di Storia non dovrebbe essere una questione: lapalissianamente il Muro di Berlino. Magari potresti anzichè parlare più scontatamente della sua caduta tracciare le tappe della sua erezione oppure della sua evoluzione. Immediato il collegamento anche per geografia: la Germania. Sarebbe interessante se tu declinassi l’argomento verso la geografia economica e parlassi delle conseguenze della riunificazione tedesca ( a tal proposito vedi il recente articolo ).

Per diritto ti rimanderei a questa frase di Mielke, Ministro per la Sicurezza dell’allora DDR: « Se dovete sparare, fate in modo che la persona in questione non vada via ma rimanga con noi ». Potresti chiederti se per caso un ordine del genere non violi i diritti umani rifacendoti alla Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

Se penso all’inglese mi viene in mente, paradossalmente, una frase in tedesco “Ich bin ein Berliner” pronunciata dal Presidente americano Kennedy durante la sua visita ufficiale del 1963. Sarebbe affascinante riprendere quelle parole e quel discorso. Dal punto di vista dell’Economia si potrebbe sottolineare “l’anomalia Berlino”: l’unica città al mondo che abbia vissuto contemporaneamente, anche se in maniera separata, sistema capitalistico e sistema pianificato. Se ne potrebbe fare una descrizione e un confronto. Per matematica, al momento, non mi soggiungono nessi ma non credo sia un obbligo per te inserirla. Abbiamo messo già molta carne al fuoco.Sta a te ora cucinarla…
Ciao e buon lavoro,
Giano.

Eleonora, giovedì 21 gen ha scritto:

Cero Giano,
non avevo pensato che la scelta dell’alrgomento per la tesina potesse essere così difficile, ho riscontrato mille interessi in questo vastissimo programma di quinta liceo linguistico che ho perso la decisione che mi caraterizza. Ma il tempo stringe e la scelta si fà sempre più vicina e necessaria; così ti chiedo un consiglio: due sono i percorsi della top two: il vampiro visto nei suoi diversi ruoli e il significato allegorico che prende nei vari secoli (Apuleio, boudelair, Capuana, Freud, età giolittiana); oppure una piccola idea che mi è balenata in testa nel leggere un libro della fine dell’ottocento “La fuga dal reale” passando dal romanticismo di Baudelaire, Simbolismo in arte, Wilde, D’annunzio. Ma la seconda è piuttosto un abozzo e ti scrivo proprio per sapere se è fattibile o meno. Grazie mille dell’aiuto. Eleonora

Cara Eleonora,
stai tranquilla: dalle tue parole vedo che la decisione non ti è venuta meno. Tra i due percorsi di cui parli vorrei privilegiare il secondo, quello che a te sembra più vago e indistinto, perchè è, credo, il più promettente e fecondo di sviluppi. In italiano la figura di riferimento è senz’altro quella di
Guido Gozzano: la sua letteratura è un continuo cercare di evadere da una realtà insoddisfacente verso il sogno, di prendere una “vacanza” dalla vita borghese (i cui oggetti e i cui canoni morali ed estetici egli così sintetizzava: “le care vecchie cose di pessimo gusto”) verso mondi altri, reali o immaginati, collocati altrove nello spazio (come l’India, che egli visitò nel 1912 per motivi di salute, traendo dalla sua esperienza un volume di prose, “Verso la cuna del mondo”, e una sorta di reportage in forma di epistolario, “Lettere dall’India”), o nel tempo (ad esempio nel passato, in cui potrebbe aver avuto luogo il suo rimpianto amore con la signorina Felicita). In storia ti consiglio di approfondire in generale le problematiche legate al fenomeno del Colonialismo: che fu un aprirsi, per esercitare un predominio economico ed insieme un braccio di ferro politico con altre potenze, dei paesi della “vecchia Europa” verso nuove realtà (che, ovviamente, portarono con sè anche moltissime suggestioni culturali, e quindi psicologiche).
In storia dell’arte il riferimento può essere sì al Simbolismo, ma anche, attenzione, al Surrealismo. Nel primo la fuga dal reale si connota come rappresentazione della psiche dell’artista, delle sue paure e delle sue aspirazioni; nel secondo invece viene messo in scena un superamento figurativo dei limiti della realtà, delle sue leggi fisiche (pensa, ad esempio, alle impossibili immagini di Magritte; o ai paesaggi allucinati di Salvador Dalì, popolati di creature dalle lunghissime, impossibili, zampe, e di orologi liquefatti. Un esempio di artista, poi, che ha davvero messo in atto praticamente una fuga dalla società verso un mondo incontaminato, traendone materia per la sua arte, è quello di Paul Gauguin.
La fuga dal reale come sfogo di una nevrosi e dell’insoddisfazione nei confronti della quotidianità è, in generale, al centro di molta letteratura dell’età del Decadentismo: pensa, per non citare che soli due casi, alla “Madame Bovary” di Gustave Flaubert, e al Des Esseintes di Huysmans, il ricco aristocratico la cui nevrosi si esprime in una esasperata sensibilità estetica, fino a toccare la vera e propria follia. In filosofia ti consiglio di approfondire la corrente dell’irrazionalismo metafisico, ovvero l’insieme di quelle dottrine che insistono sul carattere assurdo della realtà, il cui massimo esponente è probabilmente Schopenhauer, che arriva a teorizzare la fuga dalla tirannia del desiderio e fuga dalla società come liberazione da ogni sofferenza, il cui raggiungimento è possibile attraverso l’arte e l’ascesi. Ad un’altra età di decadenza, appartiene, poi, lo scrittore africano di lingua latino Apuleio (125-180 d. C.), che fin dal titolo della sua opera maggiore (”Le metamorfosi”, ovvero “L’asino d’oro”) mette in chiaro immediatamente quale sia l’orizzonte del suo mondo letterario: quello della trasmutazione del reale, della curiosità verso ciò che è magia e mistero (leggine
qui). L’opera porta in sè, ovviamente, la temperie culturale che la generò: quella dell’inquieta spiritualità, nei primi secoli dell’era cristiana, delle società del bacino mediterraneo di cultura greco-latina, aperte verso nuove esperienze religiose di impronta orientale. In inglese, infine, il richiamo d’obbligo è, come certamente immagini, ad Oscar Wilde e al suo capolavoro “Il ritratto di Dorian Gray”. Ho letto che frequenti il liceo linguistico: quali altre lingue studi oltre l’inglese? Se vorrai riscrivermi sarò contento di aiutarti anche per quelle materie. Attendo tue notizie, dunque.
A presto,
Giano

Valeria, giovedì 3 giu ha scritto:

Ciao! Mi chiamo Valeria ^^ Mi piacerebbe chiederti un parere riguardo la mia tesina.. L’argomento che più mi affascina e che mi interesserebbe trattare è l’insofferenza dell’uomo nei confronti nella realtà, la quale si concretizza nella fuga in un proprio mondo appunto irreale, fantastico, immaginario.. Per farti capire esattamente ciò che intendo trattare credo che non possa esserci esempio migliore di Marcovaldo, protagonista dell’omonimo romanzo di Italo Calvino (argomento che appunto tratterei per quanto riguarda la letteratura italiana), oppure per prendere in considerazione il cinema, ancor meglio è “Il favoloso mondo di Amelie”, dove la protagonista è proprio l’emblema del tema di cui vorrei discutere..Infatti come titolo della tesina avevo pensato a qualcosa tipo :”Le fabuleux destin d’Valerié”, e come sottotitolo ad esempio “Fuga dell’uomo dalla realtà in un mondo immaginario.”(per spiegare meglio il titolo), o qualcsa di simile..
Mentre invece a livello di immagini per lo sfondo avevo pensato o stesso ad alcune tratte dal film di Amelie, o al film “Alice nel paese delle meraviglie”, o perchè no, combinarli entrambi.. magari con qualche citazione, non solo sulla pagina principale, ma anche all’interno.. (per rendere la tesina un po’ più personale, anche se a mio parere il tema, lo sfondo, il titolo.. probabilmente già lo sono..) Per quanto riguarda le materie scolastiche ho un po’ di dubbi, vorrei qualche consiglio:

- LETTERATURA ITALIANA, avevo pensato ad ITALO CALVINO, con “Marcovaldo” innanzitutto, ma anche “Il barone rampante”.. mi sembra sia una scelta azzeccata per il tema, anche se non l’unica, ma sicuramente quella che mi piace di più..

- LETTERATURA LATINA, mi è stato consigliato APULEIO, ma non avendolo ancora studiato approfonditamente non saprei perchè.. non conosco a fondo il suo pensiero e la sua poetica.. sapresti dirmi se è adatto? se si, perchè? se no, cosa sarebbe adatto?- STORIA DELL’ARTE, riconosco che VAN GOGH sarebbe una scelta giusta proprio perchè lui reincarna perfettamente la figura dell’uomo alienato volutamente dalla società, a causa di questa profonda insofferenza nei confronti della realtà, insofferenza che indiscutibilmente proiettava anche nei suoi dipinti.. ma io sarei più propensa a portare il SURREALISMO, in particolare DALì, artista che amo profondamente.. ma devo ancora trovare un nesso concreto.. sicuramente l’immaginazione, il surreale, il fantastico.. vanno bene, ma mi piacerebbe trovare un collegamento più approfondito per quanto riguarda il mio tema.. magari anche un dipinto nello specifico.. sapresti consigliarmi??

- FILOSOFIA e STORIA, purtroppo non ho una buona insegnante, sono quasi a zero… sapresti consigliarmi degli argomenti annessi all’argomento ??

- INGLESE, personalmente avevo pensato a ORWELL, non solo alla sua figura di ribelle e alienato, ma anche nello specifico all’opera “1984″, dove il personaggio di Winston Smith forse potrebbe rispecchiare colui che si distacca dalla realtà..

inoltre mi hanno consigliato anche COLERIDGE, ma apparte il discorso dell’immaginazione, non so quanto potrebbe essere coerente con il tema dell’insofferenza e della fuga dalla realtà.. mi servirebbe un consiglio anche per questo..

- GEOGRAFIA ASTRONOMICA, mi piacerebbe portare la LUNA , ma non saprei esattamente con che nesso..

io avevo pensato alla luna vista come un mondo diverso dalla terra, quasi surreale, fantastico.. io personalmente, pensando alla luna, penso a questo.. e mi piacerebbe rifugiarmi lì.. magari anche se per una considerazione personale, potrei collegarlo.. non so..

- FISICA, totalmente a zero, non so proprio cosa portare..

Spero non ti abbia annoiato con il mio discorso infinito ^^ riconosco di essere un po’ prolissa.. (me lo rimprovera sempre anche la mia prof. di italiano!).

Ti ringrazio in anticipo per i consigli, a presto! :)

Cara Valeria,
non preoccuparti per la prolissità, è bene che tu mi esponga cosa vuoi fare e i collegamenti già trovati, in questo modo posso aiutarti in maniera più pertinente e adeguata. Andiamo per ordine. Apuleio puo’andar bene per letteratura latina, nella sua opera “L’asino d’oro” è rappresentato infatti un mondo magico, misterioso, dove come nel film che tu citi molte situazioni inverosimili si verificano; in tal senso l’intera opera la puoi presentare come un’evasione dalla realtà comune e quotidiana. Anche per storia dell’arte approvo la tua scelta per Dalì, che nelle sue opere mette in scena un superamento figurativo dei limiti della realtà, rappresentando ad esempio animali dalle zampe inverosimilmente lunghe. Per filosofia il pensiero va a Schopenhauer e alle tre fughe dalla Volontà di vivere come sofferenza che egli prospetta, ovvero arte, pietà e ascesi: ti segnalo al proposito un link che puo’ esserti utile http://www.filosofico.net/schope105.htm. In storia puoi pensare alla “Belle epoque”, un’epoca appunto ingenuamente ottimistica e immersa nell’illusione, tanto da non accorgersi sino all’ultimo dei pericoli che di lì a poco sarebbero sfociati nella catastrofe della “Grande guerra”; ti segnalo questo link: http://www.unarosadoro.com/labelleepoque.html.
In inglese appoggio appieno la tua scelta di Orwell e di Winston Smith, personaggio che tenta in senso letterale la fuga da una realtà davvero opprimente, mentre per quanto concerne geografia astronomica e fisica direi che si tratta di scienze fortemente empiriche, dove il reale ha il peso decisivo…. Ricorda comunque che devi parlare per circa 15 minuti e quanto hai fin qui proposto è più che sufficiente a coprire questo lasso di tempo.
In bocca al lupo!

Giano

isola che non c’è

myriam, lunedì 29 mar ha scritto:

caro giano, ti prego di aiutarmi!
gli esami si avvicinano sempre di piu e io sto approfittando di queste vacanze per preparare la mia tesina..
una mia professoressa m ha detto che per portare un lavoro originale e sentito potevamo partire dall analisi di un opera qualsiasi come un romanzo,un film,un quadro,una canzone ecc ecc..
l illuminazione mi è venuta proprio il giorno del pranzo con i professori al festeggiamento dei 100giorni agli esami quando tutti insieme , alunni e professori, ci siamo messi a cantare vecchie canzoni.
in particolare avevo pensato a “l’isola che non c è ” di Edoardo Bennato, una canzone che sicuramente i professori ricorderanno bene,molto cara anche a me per il significato del testo:

Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
poi la strada la trovi da te,
porta all’isola che non c’è.

Forse questo ti sembrerà un strano,
ma la ragione ti ha un po’ preso la mano.
Ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un’isola che non c’è.

E a pensarci, che pazzia,
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa:
non può esistere nella realtà!

Son d’accordo con voi,
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri,
e se non c’è mai la guerra,
forse è proprio l’isola che non c’è
… che non c’è.

E non è un’invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te.

Son d’accordo con voi,
niente ladri e gendarmi,
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza,
né soldati, né armi,
forse è proprio l’isola che non c’è
… che non c’è.

Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
non ti puoi sbagliare perché
quella è l’isola che non c’è!
E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!

partendo dal fatto che frequento un liceo scientifico, le materie da collegare sono:
italiano, latino, storia dell’arte, geografia astronomica, inglese, matematica, fisica, storia e filosofia…
i collegamenti di cui sono piu convinta sono con i surrealisti in arte,le stelle(citate nel primo verso) (come punti di riferimento o simbolo dei desideri) in geografia astronomica e in filosofia schopenhauer.
per quanto riguarda le altre materie sono indecisa.
ho letto gia i suggerimenti che hai dato su una tesina concentrata sul tema della fuga dal reale in cui davi per italiano il decadentismo o giudo gozzano,in latino le metamorfosi di apuleio e in inglese oscar wilde..pero sono collegamenti che non mi convincono tanto….avresti qualche idea su dei collegamenti da darmi sul concetto di “isola” o “fantasia”???
infine per storia mi era venuta in mente una lettura fatta in terzo di Thomas More intitolata “utopia”..una citta immaginaria che si presterebbe bene alla mia tesina se non fosse per il fatto che risale al 1516 circa: c è qualcosa di simile di piu recente????????

grazie in anticipo dell’aiuto!
cordiali saluti,
Myriam

Cara Myriam,
pensando alla fantasia e agli scrittori italiani che ne hanno fatto miglior uso non posso non fare riferimento a Italo Calvino e alla sua trilogia di romanzi fantastici e allegorici costituita da “
Il visconte dimezzato“, “Il barone rampante” e “Il cavaliere inesistente“. Per latino mi viene in mente Ovidio e perciò ti invito a compiere questo viaggio interattivo nelle sue “Metamorfosi“. A proposito di inglese l’associazione immediata con “l’isola che non c’è” è legata a Peter Pan che proprio su di essa vive. Come saprai ad inventare il personaggio di Peter Pan è stato lo scrittore scozzese James Matthew Barrie. In merito alla tua suggestione per “Utopia” di More non capisco come avresti legato l’argomento a storia dato che si tratta più che altro di una riflessione filosofico-politica. Se posso suggerirti un tema alternativo potresti prendere in considerazione l’utopia pacifista partendo dalla lettura di questo articolo. Non so. Vedi tu.
Magari torna a scrivermi e fammi sapere che ne pensi.
A presto, Giano.