Tesina rivoluzione
cambiamento
clio, venerdì 12 giu ha scritto:
caro Giano, spero di disturbarti per l’ultima volta, visto che vedo che qua l’ansia avanza!
Riguardo alla mia idea di parlare del cambiamento della mentalità, dall’antica Grecia all’Europa moderna, ho trovato dei cambiamenti. Partirei dal ‘Nulla di Troppo’ citato nell’Ippolito di Euripide parlando dell’importanza dell’influenza apollinea nelle sue tragedie, magari già inserendo la Nascita Della Tragedia di Nietzsche, però i successivi collegamenti non saprei in che ordine discorsivo riportarli:
Arrivare subito alla morte di Dio mi sembra precipitoso, così anche il successivi attacchi a Italiano con il Manifesto del Futurismo che dichiara il rifiuto della Nike di Samotracia e a Storia, per la quale ho avuto il consiglio da un docente di collegare l’imposizione di nuovi valori tramite il Realismo Socialista e la nozione di Arte Degenerata nei due totalitarismi.Per il primo, non saprei su che testo, oltre al manifesto, soffermarmi; ho un vago pensiero riguardante il confronto dell’Alexandros di Pascoli dove si insegue il sole e l’Automobile di Marinetti dove è il sole quello che insegue; ma non è un’idea che mi fa impazzire! Concettualmente però, il Futurismo sarebbe il movimento più azzeccato…Per quanto riguarda Storia, ho paura di cadere nella decrizione più artistica che storica dei due fenomeni, dandomi la zappa sui piedi dal momento che Arte non è neanche materia d’esame!Ultima cosa: di Latino, mi hanno consigliato la questione sull’Altare della Vittoria, sempre visto come momento di scontro tra valori, ma trovo ben poco in giro.
Ti prego di illuminarmi ![]()
Grazie mille davvero..
Cara Clio,
le tue considerazioni mi sembrano sensate. Per la storia, io affronterei il cambio di mentalità da un punto di vista delle idee e non solo dell’arte. In particolare, farei un discorso più ampio sul cambio di mentalità imposto dall’alto e sul perché non può funzionare: considererei, ad esempio, il fallimento della Repubblica Napoletana, con la plebe che, alleata alla Chiesa, manda a morte i patrioti che volevano “liberarla” (e imporre a Napoli senza mediazioni la nuova mentalità parigina maturata con la Rivoluzione francese). Se ti leggi il classico “Saggio sulla rivoluzione napoletana” di Cuoco, avrai un’idea di tutto ciò. In italiano concentrati sul futurismo lasciando da parte Pascoli: il libro dello storico torinese Angelo d’Orsi, “Il Futurismo tra cultura e politica. Reazione o rivoluzione?”,(Salerno), ti sarà sicuramente di aiuto. Ottimo il riferimento alla storia dell’Altare della Vittoria, fra paganesimo e cristianesimo: i luoghi classici sono la Relazione sull’altare della Vittoria di Simmaco e le Lettere di Sant’Ambrogio. Un libro che ricostruisce bene la vicenda è: “Potere e cristianesimo nella tarda antichità“, di Brown (Laterza).
Saluti e buona fortna,
Giano
ideali
Nicola, giovedì 10 giu ha scritto:
vorrei proporre una tesina sulla forza degli ideali, puoi darmi alcuni consigli per eventuali collegamenti?
Caro Nicola,
credo che un percorso sull’ “ideale”, in un paese come l’Italia, non possa prescindere da ciò che è stato, nel bene e nel male, il ’68:partirei proprio da questo. Credo che questo sito (http://temi.repubblica.it/espresso-il68/) sia il migliore disponibile sull’argomento, per la ricchezza dei materiali sia testuali che fotografici. In filosofia, a questo punto, la scelta va su Marcuse, http://www.filosofico.net/marcuse.htm e in italiano sulla Neoavanguardia: http://it.wikipedia.org/wiki/Neoavanguardia, http://www.italialibri.net/contributi/0305-1.html.
Questa in particolare mi sembra davvero degna d’interesse: il Gruppo 63 e l’“azione culturale” che esso creò dentro e intorno a sè meriterebbero un’attenzione decisamente maggiore a quella di cui in genere sono oggetto.
Ecco un testo molto interessante di Nanni Balestrini, che di quel movimento fu uno dei primi animatori. In latino si accorda molto bene, a questo punto, il collegamento con sant’Agostino: http://www.nannibalestrini.it/gruppo63/prefazione.htm vero continuatore, da teorico e organizzatore di prim’ordine quale fu, di san Paolo. Per le materie scientifiche non è semplice avere lo stesso tipo di “relazione”, ti ricordo che non è necessario collegare tutte le materie, ma se proprio vuoi potresti giocare con il titolo, “La forza degli ideali”:
- http://it.wikipedia.org/wiki/Forza
- http://ulisse.sissa.it/chiediAUlisse/domanda/2003/Ucau030502d003/.
- http://www.studiomiletto.com/index.php/allenamento/178-definizione-di-forza-muscolare
Mi auguro di essere stato d’aiuto.
Buon lavoro,
Giano
lotta
Lalla, martedì 16 mar ha scritto:
Ciao Giano,
Io frequento l’ultimo anno del liceo linguistico e sono in alto mare..Infatti sto cercando di creare la mia tesina già da un pò,ma non ho le idee proprio chiare.Come tema volevo portare quello della “Lotta“,non in senso fisico però!!Volevo trattare questo aspetto della vita con diverse sfumature,ad esempio
-la lotta per la sopravvivenza,collegandolo con “I Malavoglia” di Verga
-la lotta per l’emancipazione delle donne per Inglese collegandolo con Virginia Woolf “Una stanza tutta per sè”
-per storia volevo portare la lotta vista attraverso gli occhi dei soldati al fronte.
Detto questo ti informo che volevo collegarci anche francese e tedesco ma non riesco a trovare nessun autore che tratti questo argomento.Ti volevo chiedere cosa ne pensi perchè io comincio ad avere seri dubbi su questo tema..mi sembra che tutti i collegamenti siano forzati o banali..ti prego di darmi qualche consiglio/suggerimento/aiuto/calmante perchè ci sto andando fuori di testa!!!!ti ringrazio un mondo!!!!!
Cara Lalla,
ti inviterei alla calma visto che il lavoro che hai fin qui svolto non mi sembra affatto da buttare. Per quanto riguarda tedesco ti segnalo un autore, Heinrich Boll, la cui narrativa
è tutta incentrata sui temi civili della denuncia e della lotta contro un sistema tedesco-occidentale che sotto la facciata liberale nasconde, secondo l’autore, una vocazione autoritaria. Potresti scegliere di leggere e commentare uno dei suoi libri. A proposito di francese mi viene da pensare allo scrittore Emile Zolà che nel 1897 cominciò a interessarsi al caso Dreyfus: il suo talento polemico, la vocazione di giornalista pronto a battersi per la giustizia si espressero appieno nel celebre articolo J’accuse (Io accuso), pubblicato sull’”Aurore” il 13 gennaio 1898. Lo scrittore, condannato a un anno di carcere, fece in tempo a fuggire in Inghilterra, da dove rientrò l’anno successivo. Potresti fare un commento su ciò che egli scrisse nell’articolo che trovi tradotto nell’ultimo link che ti ho indicato.
Come vedi le possibili strade da percorrere ci sono. Sta a te farlo solo con un pizzico di serenità in più.
Riscrivimi e fammi sapere come va il lavoro.
Ciao e a presto, Giano
Roberta, lunedì 15 giu ha scritto:
Ciao giano ho un disperatissimo bisogno di aiuto! ho quasi finito di scrivere la mia tesina per la amturità di quest’anno e nn ho idee su cm collegare le materie scientifiche. Il titolo della mia tesina è: “il motore della storia dell’umanità è la lotta di classe” questo e qllo ke porto:
Storia: 2^ rivoluzione industriale e socialismo
Filo: Marx e comunismo
Sto dell’arte: Pelliza da volpedo: “4° stato”
Italiano: Verga (ma ho seri dubbi aiutami tu)
Latino: seneca (altri seri dubbi aiutami tu)
Inglese: Orwell animal Farm
e mi manca ancora fisica e geografia astronomica…
frequento lo scientifico t prego dammi una mano…grazie in anticipo aspetto tue risposte..
Cara Roberta, per prima cosa ti suggerirei di mettere almeno un punto interrogativo al titolo della tua tesina, altrimenti sembra politicamente orientata (il che non è, visto il giusto riferimento alla farm di Orwell). In italiano, potresti forse far riferimento a “Cuore” di de Amicis, che come sai era un socialista umanitario. In latino, va bene Seneca inteso come portatore di un messaggio universalistico e quindi potenzialmente ostile ad ogni lotta di classe. Trovare un collegamento con le materie scientifiche, mi sembra veramente artificioso. Almeno che tu non decida di parlare di come si è sviluppata la scienza in un regime comunista, casomai tratteggiando anche la figura di qualche fisico o astronomo. A tal proposito, troverai sicuramente spunti nel bel librodi Silvano Tagliagambe, “Scienza, filosofia, politica in Unione Sovietica” (Feltrinelli).
Saluti e auguri,
Giano
clio, venerdì 12 giu ha scritto:
caro Giano, spero di disturbarti per l’ultima volta, visto che vedo che qua l’ansia avanza!
Riguardo alla mia idea di parlare del cambiamento della mentalità, dall’antica Grecia all’Europa moderna, ho trovato dei cambiamenti. Partirei dal ‘Nulla di Troppo’ citato nell’Ippolito di Euripide parlando dell’importanza dell’influenza apollinea nelle sue tragedie, magari già inserendo la Nascita Della Tragedia di Nietzsche, però i successivi collegamenti non saprei in che ordine discorsivo riportarli: Arrivare subito alla morte di Dio mi sembra precipitoso, così anche il successivi attacchi a Italiano con il Manifesto del Futurismo che dichiara il rifiuto della Nike di Samotracia e a Storia, per la quale ho avuto il consiglio da un docente di collegare l’imposizione di nuovi valori tramite il Realismo Socialista e la nozione di Arte Degenerata nei due totalitarismi. Per il primo, non saprei su che testo, oltre al manifesto, soffermarmi; ho un vago pensiero riguardante il confronto dell’Alexandros di Pascoli dove si insegue il sole e l’Automobile di Marinetti dove è il sole quello che insegue; ma non è un’idea che mi fa impazzire! Concettualmente però, il Futurismo sarebbe il movimento più azzeccato..
Per quanto riguarda Storia, ho paura di cadere nella decrizione più artistica che storica dei due fenomeni, dandomi la zappa sui piedi dal momento che Arte non è neanche materia d’esame!
Ultima cosa: di Latino, mi hanno consigliato la questione sull’Altare della Vittoria, sempre visto come momento di scontro tra valori, ma trovo ben poco in giro.
Ti prego di illuminarmi ![]()
Grazie mille davvero..
Cara Clio,
le tue considerazioni mi sembrano sensate. Per la storia, io affronterei il cambio di mentalità da un punto di vista delle idee e non solo dell’arte. In particolare, farei un discorso più ampio sul cambio di mentalità imposto dall’alto e sul perché non può funzionare: considererei, ad esempio, il fallimento della Repubblica Napoletana, con la plebe che, alleata alla Chiesa, manda a morte i patrioti che volevano “liberarla” (e imporre a Napoli senza mediazioni la nuova mentalità parigina maturata con la Rivoluzione francese). Se ti leggi il classico “Saggio sulla rivoluzione napoletana” di Cuoco, avrai un’idea di tutto ciò. In italiano concentrati sul futurismo lasciando da parte Pascoli: il libro dello storico torinese Angelo d’Orsi, “Il Futurismo tra cultura e politica. Reazione o rivoluzione?”,(Salerno), ti sarà sicuramente di aiuto. Ottimo il riferimento alla storia dell’Altare della Vittoria, fra paganesimo e cristianesimo: i luoghi classici sono la Relazione sull’altare della Vittoria di Simmaco e le Lettere di Sant’Ambrogio. Un libro che ricostruisce bene la vicenda è: “Potere e cristianesimo nella tarda antichità“, di Brown (Laterza).
Saluti e buona fortna,
Giano
rivoluzione
Francesca, mercoledì 29 apr ha scritto:
Caro Giano,
sono completamente confusa per quanto riguarda la scelta della mia tesina.
Avevo pensato alla “Rivoluzione“ (von titolo preciso da definire)il problema è che anche un altro ragazzo della mia classe voleva svolgere lo stesso tema,perciò volevo chiederti una mano magari a trovare piu argomenti da dividerci.
Avevamo pensato:
Filosofia:Kant la Rivoluzione Copernicana
Fisica:le leggi di keplero (legate alla riv copernicana e quindi alle orbite)
Storia:Rivoluzione Russa
Italiano:la professoressa consigliava Baudelaire..ma non mi fido molto.
Inglese?
Per favore aiutami!!!!
Cara Francesca,
l’argomento è interessante e le ipotesi di lavoro che fai mi sembrano ben ponderate. Io comincerei il discorso proprio dalla definizione del concetto di rivoluzione, che nato in ambito astronomico nel tardo Cinquecento è stato poi trasposto in politica nel Seicento. Va bene iniziare da Keplero (ma vanno anche bene -dillo pure al tuo amico- Tycho Brahe, Galileo, Copernico …). Potresti poi leggerti la voce “rivoluzione” sul Dizionario di politica della Utet, a cura di Bobbio, Matteucci e Pasquino. La lettura che poi ti consiglio vivamente è “Sulla rivoluzione” di Hannah Arendt (edizioni Comunità): lì scoprirai come il termine abbia all’inizio avuto un significato diverso, anzi opposto, rispetto a quello consolidatosi con le rivoluzioni liberali, tipo quella americana e quella russa del 1905, con quelle giacobine e tendenzialmente totalitarie, tipo la francese e la sovietica. Nel libro, troverai davvero tanti riferimenti e suggestioni. Su Baudelaire, anche io avrei qualche perplessità: anche lui, come un pò tutti i grandi presenti nella storia della letteratura, ha rappresentato una “rivoluzione” (se così non fosse non lo ricorderemmo), ma credo che i collegamenti non vadano trovati sul concetto lato e formale di rivoluzione ma sul contenuto. Mi viene in mente una cosa, che ti propongo: perché non consideri, visto che domani è il 5 maggio, la poesia omonima che Manzoni dedicò a Napoleone, che della rivoluzione francese fu il figlio maggiore (Hegel diceva di lui che era “lo spirito del mondo a cavallo”? In letteratura inglese, mi viene in mente invece il bel libro (apologetico in verità) di John Reed su “I dieci giorni che sconvolsero il mondo”, ma un discorso generale sul rapporto simpatetico verso la rivoluzione sovietica di intellettuali pure importanti (ad esempio Shaw) secondo me non ci starebbe male. Potresti anche considerare, in cinematografia, la “Corazzata Potiomkin” di Eizenstein, che, nonostante Fantozzi, tutto è fuorché una “boiata pazzesca”.
Tienimi aggiornato, anche sul tuo amico.
Saluti e auguri, Giano
Reload, giovedì 04 feb ha scritto:
Ciao Giano,
sono uno dei tanti studenti che sono stati condannati alla maturità! Fino a pochi giorni fa vivevo tranquillamente la mia condizione di maturando, ma da quando i professori hanno cominciato a chiedere titoli di tesine e mappe concettuali, la mia vita è cambiata!
Vorrei incentrare la mia tesina sul tema (molto vasto) della rivoluzione. Mi potresti consigliare un film, un’opera teatrale, un’opera d’arte o un libro da cui partire? Vorrei trovare qualcosa di originale vista la frequenza di tesine sulle rivoluzioni (i prof ne avranno sentite centinaia) e possibilmente di attuale. Per quanto riguarda la storia avevo pensato a un’analisi del carattere rivoluzionario del fascismo, partendo dal libro “Fascismo” di Gentile; nell’ambito scientifico ancora non so a cosa legarlo: entropia, caos e disordine li tratterà già un mio compagno di classe; per filosofia credo di avere a disposizione molti filosofi di cui parlare; letteratura greca e/o latina saranno un po’ più difficili da collegare ma proverò; per italiano/inglese/storia dell’arte avevo pensato proprio a un libro/film/spettacolo teatrale da cui partire.
Giano, aiutami tu!
Caro Reload,
il tuo mi sembra un appello ‘rassegnato’ di un condannato che lentamente percorre lo spazio che lo separa dalla ghigliottina, passo dopo passo. Innanzitutto, non temere: questa esperienza si dimostrerà più entusiasmante e fertile di quanto in questo momento immagini e il patibolo sarà invece il tuo trampolino di lancio per un luogo nuovo, pieno di altre sorprese.
Il tuo tema, d’altra parte, (quasi per ironia della sorte!) ti richiede tenacia, determinazione, fantasia e anche un pizzico di produttiva inquietudine. La rivoluzione è davvero un enorme tema, ma tu dovrai operare come un vero artista che dal marmo informe farà venir fuori un bel corpo scrupolosamente scolpito in tutti i suoi dettagli. Partire da un film è un’ottima idea, anzi ricorrere al cinema anche più volte nel tuo lavoro potrebbe renderlo più accattivante e originale. Ti consiglio di partire da un ‘vecchio’ film di Paul Williams, Il rivoluzionario, che ha il vantaggio di descrivere la storia eterna del desiderio di rivoluzione da un punto di vista soggettivo (un giovanissimo figlio della borghesia che si ribella al mondo da cui proviene in nome di un sogno rivoluzionario, di cambiamento e di trasformazione delle relazioni sociali, della vita in generale). Il protagonista si scontrerà presto con un mondo incapace di accogliere le sue idee e le sue passioni. Come noterai non esiste un vero e proprio piano storico a cui si intreccia la trama del film. La narrazione sembra in un certo senso sospesa e fuori dal tempo storico ma, proprio per questo, potrebbe diventare un esempio paradigmatico delle pulsioni e degli slanci che possono spingere alla rivoluzione, qui intesa, come contestazione dell’ordine istituito.
Per la storia lascerei perdere la questione del fascismo che andrebbe trattato con molta accortezza per non cadere in facili errori di revisionismo storico. Potresti, invece, scegliere o un argomento ‘classico’ come la rivoluzione francese, oppure, se desideri analizzare il fenomeno in un contesto più contemporaneo ti consiglio di pensare alla rivoluzione afroamericana scoppiata negli Stati Uniti alla fine degli anni sessanta. Mi riferisco al movimento delle Black Panthers Party for Self-Defence. Questo è il miglior video-documentario che è stato realizzato sulla storia del movimento e sull’incredibile forza delle rivendicazioni che ha fatto emergere.
Gli anni sessanta furono anni davvero ‘esplosivi’ che imposero un importante ripensamento dei costumi, dei valori e degli schemi tradizionali. Pensa alla rivoluzione sessuale e, più in generale alla rivoluzione culturale che investì la moda, il cinema, l’arte. Potresti approfondire in storia dell’arte le immense innovazioni introdotte da Andy Warhol con la pop art. Un altro collegamento, al confine tra storia e letteratura latina, puo’ esser quello rivolte popolari nella Roma Antica contro il sistema schiavistico.
Per il momento ti saluto e ti auguro un avvincente percorso!
Giano
rottura delle regole
Jacopo, venerdì 21 mag ha scritto:
Caro Giano,
la mia tesi ha come argomento principale la rottura delle regole e delle convenzioni morali sociali letterarie e artistiche nel ‘900. Che argomenti posso trattare riguardo a questo tema?
Jacopo
Caro Jacopo,
io mi soffermerei sul periodo a cavallo fra Ottocento e Novecento, quando veramente un vecchio mondo è morto ed è iniziata la destrutturazione delle categorie vigenti fino allora nella cultura occidentale.
Potresti far riferimento
- in filosofia, a quelli che Paul Ricoeur chiama i maestri del sospetto, che hanno scardinato le vecchie certezze del soggetto e della ragione, richiamandosi ai fattori sociali (Marx), psichici (Freud) e irrazionali (Nietzsche) che sono alla base del nostro agire;
- in letteratura, al futurismo e anche ad autori critici delle convenzioni borghesi come Joyce, Svevo o Pirandello;
- in ambito artistico al vasto arcipelago delle avanguardie storiche (in questo aso il testo di riferimento è Mario de Micheli, Le avanguardie artistiche del Novecento, Feltrinelli).
Spero di esserti stato di aiuto. Contattami pure se ritieni di avere ancora bisogno di me. Saluti e auguri,
Giano
seconda rivoluzione industriale
Giacomo, domenica 07 giu ha scritto:
Caro Giano,
volevo una mano per la mia tesina. Frequento il liceo scientifico e la sto sviluppando sulla “seconda rivoluzione industriale“.
Per quanto riguarda i collegamenti avrei pensato:
letteratura italiana: Verga e Pirandello
letteratura inglese: Victorian Age e Dickens
fisica: elettromagnetismo
storia: contesto storico e imperialismo
filosofia: Marx
storia dell’arte: futurismo e Boccioni
cosa ne pensi? per latino e geografia astronomica puoi suggerirmi qualche idea?
Grazie anticipatamente,
Marco
Caro Marco,
mi pare che la tua mappa concettuale possa funzionare. Per quanto riguarda il latino potresti collegare l’imperialismo e la spartizione dell’Africa (colonialismo) -argomento già inserito nel tuo lavoro- con le guerre di conquista dei romani. Ad esempio riportare alcuni brani del “De bello Gallico” e commentarli. Per geografia astronomica non mi viene in mente nulla legato alla seconda rivoluzione industriale tranne che commentare l’evoluzione di questa disciplina in quel periodo all’interno di una generale rivoluzione della scienza. Ti segnalo un film di Mario Monicelli, il cui tema è il lavoro in fabbrica alla fine dell’Ottocento. Penso potrebbe esserti utile.
Ciao. Giano
elena, lunedì 08 giu ha scritto:
salve scusa se la disturbo pero io lunedi 15 cio gli esami e mi serve subito una cosa cio gia i collegamenti allora:
storia:risorgimento
letteratura:alessandro manzoni
musica:romanticismo poi mi serve da scrivere qualcosa sulla riviluzione industriale peero la devo collegare al risorgimento e nn so che dire,cosi poi la prima rivoluzione industriale posso fa le invenzioni in
tecnica/scienze:la macchina a vaporepoi nn so che fare il geografia pensavo di fare l’africa (la libia) e in arte portare l’arte africana ti sarei grata se mi aiutassi perfavore ho molto bisognoo del suo aiuto apresto
Cara Elena,
lo so che gli esami sono tra pochi giorni però non è il caso di agitarsi. Innanzitutto considera che l’ansia di fronte ad una prova impegnativa è normale e quindi vivila positivamente come una energia che ti può aiutare a superare gli ostacoli.
E ora veniamo a noi. La Rivoluzione industriale è di qualche anno successiva al Risorgimento Italiano che gettò la base (costruzione dello stato nazionale) per il successivo sviluppo industriale del paese, generando un cambiamento, molto più lento e di minori dimensioni di quanto avvenne in altre nazioni: Inghilterra, Francia, Germania.
Per quanto riguarda l’altra domanda potresti collegare geografia al tema dell’Imperialismo, ovvero alla spartizione dell’Africa (colonialismo) da parte delle nazioni Europee per accaparrarsi le materie prime necessarie alle loro industrie. Questo ti permetterebbe l’aggancio con l’arte africana così come mi hai detto.
Comincia a lavorare su questo e vedrai che le cose andranno bene. E comunque io sono qua e se avrai ancora bisogno di me scrivimi. Ti rispondero prestissimo.
Ciao e in gamba. Giano
sessantotto
andrea.grippo, sabato 13 feb ha scritto:
ciao Giano,
sto pensando alla tesina per gli esami di stato(sono purtroppo uno studente dell’istituto tecnico per geometri,purtoppo perchè mi sono reso conto della scelta errata).
tema trattante è il ‘68, vorrei collegarmi in italiano o con la scuola di francoforte,per la sua forte critica della società industrial avanzata ed essendo stata proprio per la sinistra di allora un punto cardine della critica,o con la beat generation di kerouac,essendo le opere dell’autore impregnate di un rilevante spirito di libertà; in disegno ho pensato ad un architetto socialista(ne è l’esempio il teatro da lui progettato in cui i posti avevano eguale importanza);in estimo e di nuovo in storia Marx;in diritto potrei portare l’espoprio e quindi la propietà. Che ne pensi?credi abbia un filo logico???
spero in una tua illuminazione
Grazia
Caro Andrea,
il filo logico c’è eccome: basta andare con ordine e ragionare. Prima di tutto, la Scuola di Francoforte mi sembra un ottimo collegamento, non in italiano, ovviamente, ma in filosofia. In italiano ti consiglierei di ricollegarti invece a Pier Paolo Pasolini, che in vari scritti giornalistici e polemici, e in una poesia intitolata “Il PCI ai giovani!” , analizzò dal proprio punto di vista di intellettuale coinvolto e insieme lucidamente critico il movimento studentesco della fine degli anni Sessanta, in modo, in un certo senso, “scomodo”. Il collegamento con la “beat generation” in generale e con Jack Kerouac in particolare è perfetto per l’inglese (ma ricorda che il movimento “beat” propriamente detto si situa più che altro negli anni Cinquanta, anche se fu di fondamentale ispirazione per il ‘68). A questo proposito, poi, non posso fare a meno di segnalarti una figura poco conosciuta ma fondamentale del nostro Novecento, la traduttrice e saggista Fernanda Pivano, che fece conoscere per prima all’Italia la cultura “beat”. Buono, poi, il collegamento in diritto, meno quello in storia, per il quale ti consiglierei di approfondire, invece, le radici del famoso “Maggio francese” del 1968, che fu la miccia che accese le proteste operaie e studentesche in varie parti d’Europa, tra cui in italia. Ti invito, fra l’altro, ad ascoltare uno splendido “concept album”, uscito nel 1973, del cantautore Fabrizio De Andrè intitolato “Storia di un impiegato”. Esso, che proprio al ’68 è interamente dedicato, narra della presa di coscienza di un uomo (l’impiegato del titolo) che, vedendo i giovani intorno a lui scendere per strada, si interroga su cosa stia succedendo e sulle ragioni di quella rivolta. Per quanto riguarda l’architetto socialista, a chi ti riferisci? Su questo sito, da cui è tratto il testo di Pasolini che ti segnalavo prima, troverai moltissimi altri materiali e fotografie che potranno senz’altro tornarti utili.
Un caro saluto,
Giano
Pia, mercoledì 10 mar ha scritto:
Buonasera!
Sono una studentessa frequentante l’ultimo anno Liceo Scientifico bilingue (spagnolo e inglese). Sono abbastanza confusa riguardo il percorso da esporre agli esami..
Sono molto interessata a portare qualcosa che si basi sulla musica o sui colori, e che abbia come periodo storico il ‘68 e il mitico avvenimento di Woodstock (argomento che la maggior parte dei prof. mi ha sconsigliato poichè ,se basassi una tesina solo quello, dovrei studiare tutto autonomamente)!
A contribuire alla mia confusione,vi è il mio profondo senso di giustizia.Mi viene rabbia quando sento parlare di schiavitù,maltrattamenti ecc. Aspiro alla pace..
Ovviamente avevo pensato a una tesina o sulle ingiustizie o sulla pace (magari la bandiera della pace da collegare alla teoria dei colori?)ma la mia professoressa di italiano continua a pressarmi, dicendomi di fare un percorso sulle metamorfosi.Ho notato il suo grande amore per quest’ultimo e quindi le chiedo di avere un giudizio imparziale.
Ho un serio bisogno di un consiglio di una persona che se ne intende davvero…e penso che lei sia la persona adatta!
Grazie per la disponibilità!
Cara Pia,
dalla passione delle tue parole vedo che sei una ragazza ansiosa di esprimerti e di farlo con qualità; credo che il percorso della maturità sia la prima vera occasione (prima di una lunga serie, ne sono certo) per dimostrare ciò che si sa fare. I tuoi interessi ruotano soprattutto intorno al tema del ’68: mi sembra un tema del tutto legittimo, e anzi passibile di molti sviluppi molto interessanti, come potrai vedere qui. Perchè dunque rinunciarvi? Forse scegliere come tema “Woodstock” potrebbe essere un po’ limitante, è vero: ma includere quel grande evento della cultura giovanile del secolo XX in un percorso più ampio non avrebbe alcuna controindicazione. Il tema della metamorfosi è certo più “classico”, e non meno interessante del ’68, ma forse risponderebbe meno alle tue esigenze. Ciò che ti consiglio di fare è di sondare, per ora, l’atteggiamento della tua professoressa, magari prospettandole, dando uno sguardo alle risposte che ti segnalavo sopra, l’indubbio impegno che potresti mettere trattando dei movimenti della fine degli anni ’60; e ti aspetto, quando avrai l’ok della professoressa, per strutturare un percorso che faccia al caso tuo, in base alle materie che intendi portare all’esame.
A presto,
Giano