Giano

Tesina teatro

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antigone

Federico, sabato 16 gen ha scritto:

caro giano, ho letto i consigli che dai sulla tesina che ha per argomento antigone.
sarei anch’io intenzionato a sviluppare questo tema (la tragedia in generale e antigone).
1.ITALIANO: le tragedie di manzoni
2.FILOSOFIA: antigone, collegata a Hegel; la tragedia in Schopenhauer (una via per liberarsi della volontà), tragedia in Nietzsche
3.STORIA: il caso Moro
4.INGLESE: la tragicomedy “waiting for Godot”
5.GEOLOGIA: eruzione vulcanica
6.LATINO: eruzione del Vesuvio narrata da Plinio il Giovane

è vero che ci sono già collegamenti ma le mie domande sono:
1. dato che faccio il Liceo Scientifico, mi hanno consigliato di trovare collegamenti con 2 materie scientifiche; esiste un collegamento con il programma di fisica di quinta? che comprende: carica elettrica, campo elettrico, potenziale elettrico, corrente elettrica, campo magnetico, Maxwell
2. mi potresti segnalare altri possibili collegamenti con le materie citate e il tema della tragedia? soprattutto italiano, latino, inglese

ti ringrazio per l’aiuto, caro di giano!
a risentirci!

Caro Federico,
mi fa davvero piacere che il tema di Antigone riscuota tanto successo. Essa tratta, come già accennavo nell’altra risposta, di un argomento importantissimo. Stai attento, però: leggendo i collegamenti che proponevi mi è sembrato che tu stia spostando l’attenzione dal nucleo dell’Antigone (ovvero il problema del rapporto tra legge etica e legge giuridica) al tema della tragedia in sè (in Manzoni, in Beckett, etc.). Non che ciò sia un male, è chiaro; ma rischi di banalizzare un po’ un’opera davvero fondamentale della letteratura di tutti i tempi. Provo a segnalarti qualche collegamento alternativo, allora. Ti raccomando, ovviamente, le letture che segnalavo nell’altra risposta, e ti segnalo anche quest’altro
breve saggio di introduzione ad Antigone. Ti consiglio di approfondire questo tema in filosofia (oltre che, come dicevo, in Hegel), studiando il giusnaturalismo, cioè quella teoria giuridica che sostiene l’esistenza e la superiorità di una legge naturale universale, che si imporrebbe alla ragione e al comportamento di tutti gli esseri umani per la sua innata e palese giustezza. Il punto migliore da cui iniziare è uno dei suoi massimi teorici, il filosofo olandese Ugo Grozio (1583-1645) su cui puoi leggere qualcosa a questo indirizzo. In italiano, poi, potresti istituire un interessante confronto con l’omonima tragedia scritta da Vittorio Alfieri (1749-1803); e in inglese potresti dedicarti a due autori statunitensi che trattarono in poesia il tema dei rapporti tra uomo e natura e tra uomo e regole sociali: penso a Henry David Thoreau (1817-1862, a questo link puoi leggere anche una sua poesia), che condensò le sue teorie in un libro a metà tra saggio e narrativa, intitolato “Walden, ovvero vita nei boschi”: la cronaca di un anno di vita trascorso in volontaria auto-esclusione dalla società nella zona di Walden, nel Massachusetts, a mettere in atto una sorta di disobbedienza nei confronti delle costrizioni imposte all’essere umano dal vivere sociale; e da Thoreau fu fortemente influenzato uno dei più grandi poeti della letteratura statunitense, il suo contemporaneo Walt Whitman (1819-1892), che nella raccolta poetica Foglie d’erba condensò il movimento artistico e di idee che fu detto della “wilderness” (selvaticità), che aveva il suo punto di forza in un’adesione entusiastica dell’uomo alla natura. Entrambi sono citati nel film, che forse conoscerai, “L’attimo fuggente”, uscito nel 1989. Qui puoi vedere alcune scene in cui sono citati proprio Thoreau e Whitman. E perchè non toccare, in latino, anche la tragedia di Seneca in cui compare (anche se non è centrale come in quella di Sofocle) la figura di Antigone, ovvero “Le Fenicie”?
Il tema dell’Antigone si ricollega più in generale a una problematica giustamente molto discussa al giorno d’oggi, quella dell’umanità del trattamento dei detenuti in carcere (avrai certamente sentito parlare dei dibattiti a proposito della necessità di costruire nuove carceri, e purtroppo del numero crescente di suicidi che avvengono dietro le sbarre). C’è un’associazone, che non a caso si richiama ad Antigone, che si occupa di queste importanti questioni. Ti consiglio di visitare il suo
sito.
Spero di esserti stato d’aiuto: torna a raccontarmi, se ti va, come hai elaborato gli spunti che ti ho dato.
A presto,
Giano

fedra

sbrixxx, sabato 13 mar ha scritto:

Salve sono claudia,una ragazza che frequenta l’ultimo anno di liceo scientifico.Ho scelto di trattare nella mia tesina “il mito di fedra” perchè mi ha affascinato molto l’argomento sull’amore incestuoso di fedra verso euripide.come collegamenti ho fatto una sorta di confronto delle varie variazioni nel corso dei secoli della fedra da euripide a seneca ,d’annunzio per poi finire a sarah kane..e affrontando questo tema mi sono dibattuta in sole due materie quali italiano e latino..per il resto brancolo nel buio..nemmeno i miei prof sanno consigliarmi.la prego mi aiuti! :-(
Storia:?
Filosofia:?
Fisica:?
Geografia astronomica:?
Inglese:?
spero mia dia una mano caro giano…l’argomento mi affascina molto..ma so ke sola nn ce la farò..spero di ricevere sue notizie presto..

Cara Claudia,
ti esorto a non disperare, poichè la figura di Fedra si presta davvero a molti collegamenti ed approfondimenti stimolanti: leggi prima di tutto questo breve e interessante
saggio che ne delinea gli aspetti più importanti in riferimento al tema antropologico e psicologico dell’incesto. E’ giusto l’excursus “teatrale” su Fedra che tu proponi, da Euripide fino alla controversa figura di Sarah Kane, passando per Seneca e D’Annunzio (ma non dimenticare che nel secolo XVII ebbe questo titolo un’opera del francese Racine). In filosofia la cosa migliore potrebbe essere fare il punto della situazione sulla tragedia in generale, da Aristotele a Nietzsche, passando in particolare per un’analisi del concetto di Hybris, ovvero l’insolenza e l’insubordinazione, da parte del protagonista, di fronte al giusto limite imposto dagli dei agli uomini, che provoca una terribile punizione divina. Nel caso di Fedra, la colpa di cui Ippolito (che dà il nome alla tragedia euripidea) si macchia agli occhi della dea Artemide è quello di non essere sensibile al fascino femminile: per punizione la dea della caccia fa dunque innamorare di lui la matrigna Fedra, dando origine alla catena di sventurati eventi che conducono all’epilogo. In fisica e geografia astronomica potresti ricollegarti al fatto che esiste un asteroide che porta il nome di Phaedra 174 (porteresti dunque gli asteroidi e la teoria della gravitazione universale). In storia, poi, ciò che consiglio sempre è di illustrare il periodo storico di uno degli autori trattati nelle altre materie: pensa, ad esempio, alla Grecia del V secolo a. C. (Euripide), o all’Europa decadente tra Ottocento e Novecento (D’Annunzio). In inglese, infine, potresti occuparti proprio della drammaturga Sarah Kane, morta suicida giovanissima alla fine del XX secolo: ma trattandosi di un’autrice molto delicata e nella sua biografia, e nelle tematiche trattate nelle sue opere, ti consiglio di collaborare strettamente, in questo, con il docente d’inglese.
Torna a raccontarmi se vuoi come procede il lavoro,
Giano

finzione

silvia c91, martedì 16 feb ha scritto:

ciao..faccio l’ultimo anno del liceo linguistico..non so ancora l’argomento preciso della tesina..pensavo di trattare il tema della finzione..ma ho le idee molto confuse..i commissari esterni sono di fisica,matematica e storia,filosofia..volevo collegarmi a storia,filosofia,e anche ad una materia scientifica..oltre a letteratura inglese e italiana..avevo pensato rousseau per filosofia..pirandello per italiano..per inglese la nascita del teatro..per piacere aiutami con qualche suggerimento..grazie

Cara Silvia,
il collegamento con Pirandello mi sembra davvero ottimo: e penso, in particolare, al dramma teatrale “Enrico IV”; ma il tema della finzione, specialmente nei confronti delle convenzioni sociali, attraversa praticamente tutta l’opera di questo autore. A questo proposito potresti accostare, poi, l’ “Amleto” di William Shakespeare, in cui il tema della finzione della pazzia è, così come nell’ “Enrico IV” pirandelliano, di nuovo centrale. In storia, poi, il momento che meglio si presta ad evidenziare il ruolo che la “simulazione” ebbe in campo politico è quello a cavallo tra il Rinascimento e il Barocco.
Qui troverai moltissimi riferimenti ad autori del periodo che si occuparono di questo tema, concentrando la loro riflessione sulla condotta che l’uomo di Stato deve tenere per conquistare e conservare il proprio potere; tra i quali ti invito ad approfondire specialmente, nel campo della filosofia, Niccolò Machiavelli (mentre il collegamento con Rousseau, che proponevi, mi sembra meno efficace). Nell’ambito delle materie scientifiche, infine, potresti occuparti di quelle che sono state definite “finzioni matematiche”.
Spero di averti dato dei buoni spunti. Buon lavoro,

Marta, martedì 1 giu ha scritto:

Buongiorno professore,la mia tesina è strutturata sulla valenza della finzione nell’opera d’arte,opera d’arte intesa tanto come immagine (quadro)tanto quanto rappresentazione scenica.Il titolo mi è ancora difficile trovarlo in quanto tutto il testo si basa sulle forme in cui l’immagine si presenta allo spettatore e sul conseguente rapporto di dialogicità che si instaura.Porto le baccanti e la contradditoria figura di dioniso,nel suo ruolo di regista della rovina di penteo,e penteo spettatore della sua rovina, burattino nelle mani del subdolo regista.Parlo poi dei significati del verbo “vedere”essere visto in questa tragedia;Per italiano porterei Pirandello e il dramma irrappresentabile dei sei personaggi in cerca d’autore,la condanna dell’attore ad essere sempre Altro da se e dover rappresentare un destino già scritto(fatto che si scontra con la vera essenza dell’uomo,il cui destino non è già tracciato).PEr filosofia porto un saggio di fenomenologia della! percezione che userei per “tradurre” i due testi sopracitati,analizzando il rapporto che viene ad instaurarsi fra spettatore dell’opera e opera stessa,in quanto narrazione,riconoscimento di sè e luogo dell’altrove(paragonandola per contrasto allo specchio che viene a crearsi fra il Dioniso che è sia il dio sia lo straniero nella tragedia di cui parlo);infine concluderei con un’opera di Magritte. Il tema è quello che h sempre voluto fare,le sembra banale? frequento un liceo classico!

Cara Marta,
magari questo Paese avesse persone banali come te che affrontano argomenti banali come quelli che suggerisci. Vivremmo tutti sicuramente meglio.E’ una tesina fatta con passione, e si sente. Non temere per il titolo, affiorera’ nel momento in cui meno ci stai pensando, io provo a darti un suggerimento: L’opera d’arte nello svolgimento della sua… finzione, Finzione e funzione dell’opera d’arte, al confine tra immagine e rappresentazione scenica. Scrivimi per farmi sapere che ne pensi e quando avrai trovato il titolo giusto.
Grazie per le tue righe,
Giano

maschera

roxy, mercoledì 10 feb ha scritto:

caro Giano, spero tu possa aiutarmi, faccio il liceo classico e come tema per la mia tesina avevo pensato alla Maschera…collegandomi in italiano con pirandello in geografia astronomica con l’eclissi, in inglese con oscr wilde, in storia dell’arte con gaudi, in storia co giolitti, in filosofia con nietsche…ma non trovo collegamenti con la letteratura latina e greca. Potresti darmi qualche suggerimento… ringraziandoti anticipatamente.
Roxy

Cara Roxy,
complimenti per tutti i collegamenti trovati. Cercherò di darti qualche consiglio per quanto riguarda le materie che mi chiedi: in letteratura greca potresti approfondire la commedia nuova di Menandro, in cui la maschera oltre ad essere utilizzata come oggetto di scena diventò un vero e proprio stereotipo per indicare i diversi atteggiamenti dell’uomo. Con Menandro nacquero infatti le figure tipiche del teatro (del giovane innamorato, del vecchio scorbutico, dello schiavo astuto, ecc.) che verranno poi riprese dal teatro romano e quello successivo.
In letteratura latina, poi, potresti portare una delle commedie degli equivoci di Plauto (l’Anfitrione ad esempio) oppure “Le Metamorfosi” di Apuleio, dove la trasformazione del protagonista può essere considerata una vera e propria maschera.
Spero che queste poche righe ti siano state utili. Un caro saluto,
Giano

Alessia, mercoledì 26 maggio ha scritto:

Caro Giano,
Ho bisogno di un tuo consiglio per i collegamenti del mio percorso all’esame di maturità.Amando il teatro e la danza, vorrei privilegiare il tema della maschera e quindi della doppia personalità ma non vorrei sfociare in qualcosa di banale e già sentito migliaia di volte….Inoltre vorrei iniziare con le materie scientifiche ma non so come fare…Le materie d’esame sono italiano,latino,matematica,fisica,filosofia,storia,inglese e st.dell’arte.
Grazie per un’eventuale risposta.
Alessia

Cara Alessia,
il tema della maschera si presta davvero a moltissimi sviluppi e connessioni; approfondiamoli insieme. In italiano credo che una scelta quasi obbligata sia quella di Pirandello; potresti portare, in questo caso, opere come il romanzo “Il fu Mattia Pascal” o il dramma teatrale “Enrico IV”, tenendo però ben presente che tutta l’opera di questo autore fu fortemente permeata dal tema che ti interessa (pensa che l’edizione integrale del suo teatro reca il titolo “Maschere nude”). In latino, poi, ti invito a portare la commedia latina “Amphitruo” (Anfitrione), in cui compare il famoso personaggio di Sosia, che ha dato origine al vocabolo per eccellenza per indicare il “doppio”. In inglese, allo stesso modo, è istintivo pensare a “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” di Robert Louis Stevenson. In filosofia, poi, potresti portare la concezione nietzschiana della maschera, risalente alle sue prime opere di natura filologica come “La nascita della tragedia”. In storia dell’arte, poi, ti consiglio di approfondire la figura del pittore belga, vissuto tra Ottocento e Novecento, James Ensor, che ebbe tra i suoi temi prediletti proprio quello della maschera, allegoria della ipocrita e conformista società borghese coeva. Per quanto riguarda storia il mio pensiero corre ai tanti esempi di “voltafaccia” politico o militare che sono rintracciabili nella vicenda umana: per non farti che due esempi, pensa al “trasformismo” della Sinistra storica di Agostino Depretis negli anni Ottanta dell’Ottocento, che connotò un’intera stagione politica del regno d’Italia; o al patto “Molotov-Ribbentrop” tra la Russia di Stalin e la Germania di Hitler alla vigilia della seconda guerra mondiale. Per quanto riguarda, infine, le materie scientifiche, il doppio in matematica mi ricorda la logica binaria e gli operatori boleani, che potresti facilmente approfondire; e in fisica il rapporto fra riflessione e rifrazione, di cui puoi leggere qui http://www.galassiere.it/ottica1.htm. Ti auguro buono studio,
Giano

shakespeare

Giulia, mercoledì 12 aprile ha scritto:

ciao Giano,
salve sono una studentessa dell’istituto tecnico G.Saffi di forlì indirizzo abbigliamento le volevo chiedere se poteva essere fattibile fare una tesina sul teatro, in particolare il teatro shakespeariano. Per italiano avevo pensato di parlare della vita di shakespeare e di una delle sue opere più importanti cioè l’amleto. In storia l’800,in inglese il globe che è il teatro ancora esistente di shakespeare, per modellistica e storia del costume creo un abito teatrale, e qui sorge il problema per economia volevo fare una differenza tra una attività sartoriale e una grande azienda. come grande azienda ho pensato a quella di jhon richmond…su economia mi potrebbe dire cosa ne pensa e mi potrebbe aiutare…grazie mille!!!

Cara Giulia,
tesina impegnativa e di grande fascino. Shakespeare è uno dei più grandi autori di tutti i tempi le cui opere, sempre attuali, non moriranno mai come quelle di Omero, Dante, Tolstoj, Cervantes e pochi altri. Ciò detto però non capisco perché lo collochi all’interno di italiano; mi piacerebbe sapere qual è il tuo ragionamento, che sicuramente ha una sua logica.
Ma andiamo avanti. Per storia indichi l ’800, può andare ma perché non il ‘500 -‘600 che ti aiuterebbe a inquadrare il contesto storico culturale in cui è vissuto Shakespeare? Su l’Amleto niente da dire. Capisco facilmente che ti piaccia. Il principe di Danimarca è uno dei personaggi più amati, in particolare dai giovani per la sua tragica storia e per la profondità dei sentimenti che esprime. Ti segnalo questa clip
dal film di Kennet BranaghAmlet” in versione originale perché penso che così tu possa apprezzare a pieno anche la musicalità delle parole del Bardo. Andiamo avanti. Per il Globe troverai facilmente materiali su internet. Io ti segnalo una curiosità. A Roma esiste un Globe Theater. E’ il Teatro Elisabettiano di Roma all’interno del “parco dei musei” di Villa Borghese. Il Teatro, riproduce la caratteristica “grande O di legno” dell’originale. Non so dove abiti, ma se ti capita vacci. E’ una bella esperienza. Mi dici che creerai un abito teatrale e allora nella tesina non puoi fare a meno di citare uno dei più grandi talenti in questo campo Tirelli. Infine su economia il discorso dovrà riguardare l’industria tessile e delle confezioni e qui potresti studiare, ad esempio, il Made in Italy e la sua importanza per la nostra economia.
E’ tutto. Buon lavoro e fammi sapere come procedi
Giano

teatro

Chiara, martedì 08 dic ha scritto:

ciao giano,sono chiara e frequento il liceo scientifico.
stavo pensando alla mia tesina e avevo in mente di parlare del teatro, essendone io appassionata.in particolare avevo trovato un po’ di collegamenti su shakespeare, per latino le tragedie di seneca e italiano quelle di manzoni.
però mi sembrano dei collegamenti un po’ astratti.che ne pensi?
cosa altro potrei collegarci,anche di materie scientifiche o di arte?
grazie

Cara Chiara,
da quello che mi scrivi mi sembra che i tuoi collegamenti non siano astratti, anzi piuttosto concreti: devi solo metterli meglio a fuoco. Più che sul teatro in generale mi pare che tu voglia parlare della tragedia, è così?
A questo scopo potresti sceglierne una per ogni autore che citi e mettere in luce un filo che le lega. Ad esempio l’”Amleto” di Shakespeare, il “Tieste” di Seneca e l’”Adelchi” di Manzoni hanno un elemento che si ripete e le accomuna, ovvero il sentimento della vendetta prevalente di uno dei personaggi. Su questa falsariga potresti trovarne altre e lavorarci su.
In Storia dell’Arte perchè non parlare dell’architettura di alcuni teatri famosi: come il Globe di Londra (che associ facilmente a Shakespeare), la Scala di Milano, il San Carlo di Napoli, il Gran Teatro la Fenice di Venezia o il Teatro Argentina di Roma?  Più in generale puoi occuparti
del teatro nell’architettura contemporanea.  Per avere informazioni tecnico- artistiche e cioè considerare la loro struttura in funzione delle cultura e delle esigenze teatrali nelle diverse epoche ti rimando a questo sito e in particolare alla voce di wikipedia dove potrai trovare informazioni utili. Se poi vuoi approfondire maggiormente scegline uno in particolare e trattalo diffusamente.

Ad esempio l’Auditorium di Renzo Piano a Roma. Il collegamento con le materie scientifiche è meno semplice, ma un suggerimento ce l’ho: è un’opera treatale il cui tema è il ruolo morale degli scienziati di fronte all’utilizzo bellico delle conoscenze fisiche. “Copenaghen”, questo è il titolo dell’opera, del drammaturgo inglese Michael Frayn che, nel 1998, mette in scena il dibattito tra i fisici Bohr e Heisenberg, colleghi e amici prima della guerra e poi impegnati nella scoperta della bomba atomica, il primo per gli alleati e il secondo nel campo nazista. Si riveduno successivamente e confrontano le loro idee in un dialogo drammatico.
Un altro classico è “Vita di Galileo” di Bertold Brecht: sul
web ne puoi trovare diverse scene.
Spero che queste indicazioni possano aiutarti.
Se avrai ancora bisogno di me, scrivimi,
un caro saluto,
Giano

Mirmo, martedì 09 mar ha scritto:

ciao Giano,
mi servirebbe un consiglio per la tesina di maturità. Frequento il liceo scientifico e pensavo di portare una tesina sul teatro. Ma poichè l’argomento è effettivamente troppo vasto, anche su consiglio della prof, ho deciso di parlare in particolare del tormento e dell’inquietudine nelle opere teatrali.
I collegamenti sarebbero: Seneca con la Fedra in latino
Pirandello e i sei personaggi in cerca d’autore in italiano
Beckett e il teatro dell’assurdo in inglese con magari anche qualche cenno a Shakespeare
Sartre in filosofia
Vorrei poter collegare in qualche modo anche storia dell’arte ma non riesco a trovare nulla. Per le materie scientifiche poi credo che non ci sia nulla da fare…
grazieeee

Cara Mirmo,
i collegamenti che hai scelto mi sembrano assolutamente calzanti rispetto al tema di fondo della tua tesina. In storia dell’arte un buon modo per trovare un collegamento potrebbe essere quello di approfondire la resa della figura dell’attore da parte dei pittori o scultori: non è raro, infatti, scoprire che la dimensione della recitazione, del dover “divertire per lavoro” un pubblico, a prescindere dalle proprie emozioni o sentimenti, abbia suscitato negli artisti una meditazione profonda e accorata. Voglio farti un esempio emblematico: Pablo Picasso realizzò, nel 1904-05, un dipinto intitolato, appunto, “L’attore”, attualmente conservato presso il Metropolitan Museum di New York; puoi vederlo
qui. Come noterai, il tono della composizione figurativa è pervaso da una profonda inquietudine. Altre volte, invece, i pittori hanno rappresentato scene tratte da celebri opere teatrali, utilizzandole per esprimere il loro disagio interiore: eccoti il dipinto “Amleto e Orazio al cimitero”, di Delacroix, conservato al Louvre. Un suggerimento anche per “Fedra”: eccoti un quadro del pittore francese Alexandre Cabanel, realizzato nel 1880, conservato presso il Musée Fabre a MontpellierSpero di aver suscitato il tuo interesse e la tua curiosità; buona ricerca,
Giano

tragedia e commedia

Claudia, martedì 26 mag ha scritto:

Caro Giano,
mi chiamo Claudia,frequento il liceo classico,è da molto tempo che penso all argomento di tesina.
Ho scelto “La vita è bella al confine tra tragedicità e comicità“.
Cosa ne pensa?Potrebbe interessare la commissione?ho pensato di inserire per il greco Menandro e la tragedia del Prometeo di Eschilo,per il latino Petronio,per italiano Pirandello e infine per la filosofia Nietzche.Potrebbe darmi dei consigli su come impostare gli argomenti?grazie.

Cara Claudia,
complimenti per la tua scelta, veramente interessante. Io affronterei dapprima il tema da un punto di vista generale. In questo
sito troverai molti spunti anche per come impostare i singoli argomenti. Leggiti poi come classico “Il riso: saggio sul significato del comico” (1900) di Bergson e come agile introduzione al tema il recente volume di Giancristiano Desiderio, “Della barzelletta” (vedi pure la recensione di Maurizio Ferraris al libro uscita su “Il Sole”).
Per la letteratura greca Menandro va bene ma fai riferimento anche alla “Batracomiomachia£ (”battaglia tra rane”), un testo umoristico attribuito addirittura a Omero; per la letteratura latina, a Petronio. Aggiungerei almeno uno di questi autori: Lucilio, Orazio, Persio, Giovenale, Ennio, Varrone, Seneca. Per l’italiano ti segnalo di Pirandello il suo saggio su “L’umorismo” (1908). Infine Nietzche mi sembra appropriato.
La cinematografia ha spesso trattato questo argomento. Ti segnalo solo due film: al primo avrai già pensato: “La vita è bella” di Benigni, l’altro meno conosciuto “Train de vie” di Radu Mihaileanu: La situazione più tragica dell’umanità vista con un sguardo lieve e comico.
Ciao e buon lavoro.
Giano

Sara, venerdì 26 mar ha scritto:

Caro Giano,
Mi chiamo Sara e frequento il liceo delle scienze sociali. Quest’anno avrò la maturità da sostenere e da un po’ ho pensato alla tesina…
Come titolo ho scelto “l’aspetto tragico della vita
Secondo lei è interessante?
Per gli argomenti ho pensato:
Storia: Bomba atomica
Italiano: Pascoli con il “X Agosto”
Inglese: The Profundis di Wilde
Filosofia: Nietsche “la nascita della tragedia”
Scienze sociali: Come è vista la malattia nel contesto sociale
Ecologia: Come ha inciso il nucleare nell’ambiente (e mi collego a Chernobyl)
Diritto: Crisi del 1929
…secondo lei può andare?
Aspetto sue risposte al più presto.
La ringrazio in anticipo
Sara

Cara Sara,
il tuo percorso può andare eccome, ti faccio i miei complimenti. In generale, per approfondire i temi che tratti, può tornarti utile questo
sito. In diritto, forse, potresti, più che trattare la crisi del 1929 (argomento più tagliato, forse, per economia), occuparti della formalizzazione giuridica, presente in alcune civiltà, della pena di morte. In effetti mi sembra che nella sanzione “legale” di un omicidio sia contenuta un’altissima carica di tragicità.
Ti auguro buon lavoro,
Giano