Giano

Tesina natura

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animali

heamar91, lunedì 22 mar ha scritto:

Buonasera Giano,
Mi chiamo Marta e sono all’ultimo anno del Liceo Scientifico.
Le mie materie d’esame saranno fisica, geografia astronomica, italiano, latino, filosofia, storia, arte, inglese ed il titolo che vorrei dare alla mia tesina è Gli animali nella società tecnologica, arte inclusa.
L’idea era quella di analizzare il ruolo che hanno avuto e tuttora hanno gli animali nel progresso della nostra società inclusi lati positivi e negativi(vivisezione), il loro impiego nei vari settori (polizia, vigili del fuoco, pet-therapy) e nell’arte!
Collegamenti “sicuri”:
-geografia astronomica: la scoperta dello spazio e la storia di Laika
Collegamenti “ipotetici”:
-fisica: esperimenti sulle rane(elettricità)
-italiano: analisi delle poesie e dei testi che fanno riferimento agli animali
-latino: Fedro
-inglese: Animal Farm
-filosofia: Darwin
-storia: Guerra Fredda che si collega ad inglese e a geografie astronomica
-arte: analisi di alcune opere in cui sono raffigurati animali
Credo però che questi collegamenti non siano abbastanza forti e quindi avrei bisogno del suo aiuto per capire come strutturare meglio la tesina, se devo tralasciare alcune materie e se è possibile trovare collegamenti più forti.
Infine avendo studiato un anno in Inghilterra pensavo di fare una tesina bilingue.

Grazie della sua disponibilità,
Marta.

Cara Marta,
sono ben felice di offrirti il mio aiuto. Per fisica ti segnalo questo
lavoro ben schematizzato dal calzante titolo “La rana elettrica. La disputa Galvani-Volta e l’invenzione della pila”. A proposito di italiano mi viene da chiederti a quali autori avevi pensato in particolare. Trovo buona la scelta di Fedro, il quale utilizza spesso gli animali nelle sue favole, e buone anche quelle di parlare di Animal Farm di Orwell e della Guerra Fredda. Devo dire che mi ha lasciato un pò interdetto il fatto che tu qualifichi Darwin come filosofo dato che era un biologo. Comunque ti consiglio la lettura di questa introduzione del libro “Animali e filosofi” di Giuseppe Pulina e di questa recensione che credo saranno per te fonti di ispirazione. Per storia dell’arte il primo dipinto che mi viene in mente è il celeberrimo “Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci.
Sinceramente non ti saprei dire se sia più bella la dama o l’ermellino.
Sulla questione del numero delle materie devi essere tu a decidere perchè sarai tu a doverle gestire anche tenendo conto del fatto che hai l’ottimo proposito di fare una tesina bilingue.
Torna a scrivermi e fammi sapere come stai andando avanti.
Ciao e buon lavoro, Giano.

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Adele, giovedì 04 feb ha scritto:

Ciao Giano.. frequento il liceo scientifico e stavo pensando a 2 ipotetici argomenti sui quali sviluppare la mia tesina: l’ effetto farfalla oppure la superiorità dell’uomo nei confronti della natura ispirandomi al film “Avatar” (ovviamente analizzando il tema in termini problematici) . Per quanto riguarda la prima alternativa ho delle difficoltà a cercare argomenti di matematica e fisica semplici da spiegare e invece per quanto riguarda la seconda sinceramente non so proprio cosa collegare delle varie materie(matematica,fisica,letteratura italiana,storia dell’arte,storia e filosofia).. insomma… mi serve un grande aiuto… idee?
grazie in anticipo, Adele

Cara Adele,
ho già risposto alla tua domanda sull’effetto farfalla, per cui ti rimando alla voce omonima. Per quanto riguarda la seconda tesina su “Avatar”, se realmente ti interessa, e non è soltanto una fascinazione del momento dovuta al film di Cameron, potresti considerare più in generale il rapporto uomo natura e all’interno di questo l’aspetto dell’atteggiamento di arroganza dell’uomo nei confronti dell’ambiente che ci circonda e anche di altri esseri che lui considera inferiori, uomini compresi. Questa impostazione ti aprirebbe un campo di ricerca vasto con molte possibilità di collegamenti ad altre materie. Ad esempio per storia il colonialismo e lo schiavismo e/o lo sfruttamento intensivo e distruttivo delle risorse naturali compiute, soprattutto negli ultimi decenni in diverse parti del mondo. Basta pensare alla progressiva distruzione delle foreste in Brasile, per dirne solo una.
Per matematica e fisica il riferimento potrebbe essere la costruzione della bomba atomica con la tragedia di Nagasaki e Hiroshima. “Costringere la natura per la distruzione di massa”. Non so se gli americani l’avrebbero lanciata sopra Berlino distruggendo centinai di migliaia di tedeschi.
In filosofia il riferimento obbligatorio è Rousseau che sviluppa il mito del buon selvaggio secondo il quale originariamente l’uomo era un “animale” buono e pacifico che in seguito è stato corrotto dalla società e dallo sviluppo. In questo senso è significativa la prima frase del suo più famoso libro: “Emilio “(1762), che ha come sottotitolo “de l’Éducation” (”dell’Educazione”):

« Tutto ciò che esce dalle mani del Creatore è bene; ogni cosa degenera nelle mani dell’uomo ».

Per arte mi riferirei a un grande film che tratta della manipolazione dell’uomo, “Metropolis” di Friz Lang, o ad alcuni film catastrofistici soprattutto della cinematografia americana degli anni cinquanta. Per letteratura niente di meglio, dato che il riferimento è Avatar, dei romanzi di fantascienza.
Detto tutto questo, ora hai tutti gli elementi per decidere e cominciare a lavorare su una delle due, senza più ripensamenti o dubbi. Vedrai che farai una buona tesina.
Ciao. Giano

mario91, domenica 18 apr ha scritto:

Ciao Giano,
sono un ragazzo che frequenta il quinto anno del liceo classico e avrei bisogno di una mano per la tesina.Avevo pensato come tema centrale ad Avatar(in particolare al rapporto che intercorre tra luomo e la natura);le materie d’esame sono:italiano,greco,latino,matematica,fisica,storia,filosofia,geografia astronomica ed educazione fisica.Avevo pensato di collegarmi in italiano alla natura matrigna di Leopardi,poi in grec avevo pensato di portare il locus amoenus di Teocrito,latino non ne ho idea ma qualche autore inerente al programma di quest’anno,per matematica non ne ho proprio idea,per fisica avevo pensato di portare il campo magnetico(che permette alle montagne di Pandora di fluttuare),storia non nè ho idea,filosofia avevo pensato a schelling però non sò quale aspetto della sua filosofia,geografia astronomica pensavo ti portare Venere(definito il pianeta gemello della Terra,com Pandora del film più o meno) oppue Pandora come satellite di Saturno…ed infine educazione fisica che non sò proprio come collegarla…ti prego di aiutarmi perchè sono “leggermente” in alto mare…aspetto tue notizie

Caro Mario,
non essendo obbligatorio collegare tutte le materie mi limiterò a darti qualche spunto per quanto riguarda quelle “caratterizzanti” all’interno del tuo percorso di studi. Per latino puoi fare riferimento a Lucrezio e al suo “De rerum natura” per il quale ti segnalo questo
lavoro dell’Università di Bologna. A proposito di Schelling è immediato il rivolgersi alla sua “Filosofia della natura” magari soffermandosi sul concetto di “anima del mondo” che per lui è la forza unitaria che muove la natura in quanto organismo vivente. Per storia pensando al film ti potresti occupare di una delle tante guerre per le risorse naturali che sono state fatte in passato. Per offrirti un quadro di quelle attuali ti consiglio la lettura di questo articolo.
Spero di esserti stato di aiuto. Riscrivimi e fammelo sapere.
Un caro saluto, Giano

bestialità

Crystal, sabato 20 mar ha scritto:

Ciao, frequento il liceo classico e avevo pensato di fare una tesina sulla Bestialità, l’uomo come bestia dunque (non sono certa neanche del titolo, in realtà. Forse dovrei incentrarlo sull’alienazione?).
Pensavo di collegare in filosofia Marx e il lavoro alienante e Nietzsche e la sua citazione “l’uomo è un cavo teso fra il superuomo e la bestia”, in storia i campi di concentramento, in latino Fedro.
Cosa ne pensi?
Mi servirebbe anche qualche consiglio su cosa collegare in italiano, greco, scienze della terra e qualche altro autore di filosofia (Darwin? Bergson?).
Grazie in anticipo

Caro Crystal,
credo che prima di tutto andrebbero ben distinti i due temi della bestialità e dell’alienazione. La bestialità è la componente puramente animale che probabilmente alberga in ognuno di noi; e può essere vista anche dal punto di vista della forzata riduzione dell’essere umano alle sue funzioni biologiche di base. Alienazione, invece, significa isolamento totale dell’uomo, suo completo svincolamento da qualsiasi contesto umano, culturale o sociale. Volendo trattare il tema della bestialità nel suo specifico, dunque, bisogna fare qualche aggiustamento rispetto ai collegamenti che proponi. Vanno bene senz’altro quelli di latino e di storia; meno efficace, a questo punto, quello di filosofia. Perchè non pensare, in questo caso, ai riferimenti che Cartesio fa alla differenza fra intelletto umano e intelletto animale nel “Discorso sul metodo”? Eccoti un’ interessante
citazione a questo proposito. In italiano, poi, potresti pensare al racconto di Giovanni Verga “La lupa”. In scienze della terra, inoltre, potresti studiare il modo in cui i vari habitat naturali determinati dalla latitudine e dal clima influenzino la fauna che li popola (e i vari modelli di interazione fra uomini e animali). In greco, poi, facendo un parallelo con Fedro, credo che non potresti trovare niente di meglio di Esopo e delle sue celebri favole.
Spero di esserti stato utile, buono studio,
Giano

catastrofi naturali

valentina, venerdì 22 mag ha scritto:

ciao Giano sono valentina devo preparare la tesina (liceo scientifico tecnologico)e sono in crisi non so come collegare alla mia tesina (sulle catastrofi naturali) la fisica e la storia. d’italiano porto la ginestra di leopardi, di scienze i fenomeni ke provocano catastrofe filosofia non ne sono convinta cmq schopenauer. ti prego dammi una mano………………

Cara Valentina,
bene “la Ginestra” di Leopardi e, anche se non mi dai molti ragguagli, credo che tu non abbia nemmeno problemi con le scienze. Il collegamento in filosofia con Schopenhauer in effetti non convince neanche me: potresti, è un suggerimento che ti do, affrontare il tema focalizzando la tua attenzione sul concetto strutturalista di “frattura epistemologica”, una sorta di catastrofe che, ad esempio per Foucault, caratterizzerebbe i periodi storici in cui cambiano i paradigmi, i modi di pensare, in una parola le strutture mentali e di azione degli individui (cfr. l’ “Introduzione a Foucaultdi Stefano Catucci, Laterza). Un riferimento obbligato per la fisica e per tutte le scienze è poi la cosiddetta “teoria delle catastrofi”, iniziata dal matematico René Thom negli anni Cinquanta e proseguita e estesa successivamente da filosofi e scienziati (fra di essi anche e soprattutto il Nobel per la chimica Ilya Prigogine). Ti suggerisco la bella antologia “Parabole e catastrofi“, pubblicata dal Saggiatore a cura di Giulio Giorello e Simona Morini. Per la storia potresti parlare invece di rivoluzioni, le “catastrofi” politiche della modernità, scegliendone una (la francese, l’americana, la russa…) e cercando anche di capire filosoficamente il concetto stesso di “rivoluzione” (ti consiglio di leggere “Sulla rivoluzione” di Hannah Arendt, edizioni di Comunità). Ti segnalo, infine, questo testo “
La catastrofe e il problema del Male” che potrà esserti utile e questo libro “Sulla catasfrofe, l’Illuminismo e la filosofia del disastro” che tratta il pensiero dei tre filosofi e dal quale puoi trarre degli ottimi spunti. Leggiti il saggio di Paola Giacomoni che è contenuto in Appendice.
Saluti e buona fortuna

Gianluca, venerdì 12 giu ha scritto:

Ciao Giano sono Gianluca.Il tuo consiglio sul titolo(“La catastrofe fra natura e storia“) è stato ottimo ma me ne servirebbe un altro:mi dovresti indicare dei collegamenti appositi fra i vari argomenti trattati dalla tesina e l’ordine con cui esporli magari motivando il consiglio:
Terremoti(scienze),
Plinio il Giovane (eruzione del Vesuvio,latino),
Kant(il sublime,filosofia),
William Turner(il sublime,arte),
S.T.Coleridge(the rime of the Ancient Mariner,inglese),
Leopardi(il giardino sofferente,italiano),
I bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki(storia).
Grazie per l’aiuto e per l’attenzione.

Caro Gianluca,
credo che nessuno meglio di te possa spiegare i collegamenti tra i diversi argomenti. Sei tu che li hai scelti e quindi sono sicuro che saprai illustrarli bene.
Io posso solo darti un consiglio proprio per il filo che può legarli: come l’uomo nelle diverse epoche e popoli ha vissuto le catastrofi. Fai riferimento alla religione, al senso di pietà, di solidarietà, di smarrimento, alla forza di ricominciare. Per quanto riguarda l’ordine vedrai che questo emergerà “naturalmente” nel momento del colloquio nel rapporto tra te e i commissari.Aggiungo in ultimo un altro concetto. E’ molto semplice: la natura precede concettualmente la storia. In una parola, mi sembra che l’ordine che mi prospetti (casuale?) sia quello giusto. Prima definisci scientificamente i terremoti naturali e poi parli delle eruzioni e dei terremoti storici. Va bene anche introdurre subito dopo il tema del sublime: che è una categoria dell’arte e più in generale dell’espressione umana, ma anche, per definizione di Kant stesso, un’adeguarsi dello spirito umano alla trascendenza della natura. Giusto anche parlare in ultimo delle catastrofi determinate dalla tecnica, cioè dal massimo sviluppo della cultura, messa nel caso dei bombardamenti giapponesi al servizio di fini disumani.
Sii tranquillo e tutto procederà per il meglio.
Giano

cavallo

Gi, domenica 07 feb ha scritto:

ciao giano! ascolta io sto iniziando a pensare alla tesina di maturità in vista dell’esame. Ho due grandi passioni che sono l’equitazione e il pianoforte e visto che la tesina deve appassionare, dev’essere impostata su argomento che ti interessa, vorrei farla su uno di questi due elementi. Facendo il liceo scientifico è molto difficile riuscire a collegarsi. Non devo collegare proprio tutto però sarebbe meglio riuscire ad avere un collegamento almeno in fisica o matematica e geografia astronomica. Per quanto riguarda i collegamenti con il cavallo non sapei che taglio darle, perchè avrei trovato
geografia: testa di cavallo costellazione di orione
matematica:la mossa del cavallo negli scacchi (teoria dei giochi)
arte: guernica
storia: guerra civile spagnola
inglese: orwell e il cavallo in animal farm
ma alcuni prof me l’hanno bocciata perchè i collegamenti sono troppo forzati.
Oppure partendo dal film seabiscuit il collegamento con le corse..

Mentre se abbandono l’idea del cavallo e punto su quella del pianoforte, non ho proprio idee.. Insomma sono proprio confusa!!!
Potresti darmi qualche consiglio?
grazie

Cara Giuli,
capisco il desiderio di partire da una piacevole suggestione ma credo sia il caso di fare un pò di chiarezza. E’ evidente che da concetti generici come il cavallo e il pianoforte è difficile estrapolare una serie di argomenti pertinenti ma è una sfida che si può anche decidere di affrontare. Prima di tutto devi prendere una decisione definitiva su quale dei due temi ti interessa di più e questo io non posso saperlo. Se opti per il cavallo ti inviterei a parlare con i tuoi professori e farti dire quali sono i collegamenti forzati perchè a me non lo sembrano tutti. A quel punto puoi tornare a scrivermi cosicchè io possa consigliarti. Non capisco se il collegamento con le corse si riferisca ad una materia in particolare o se intendi la corsa come tema per la tesina. Se così fosse ti consiglierei di leggere la
risposta che ho già dato in merito per poi tornare a parlarne. Se poi invece decidi di accantonare l’idea del cavallo e buttarti su quella del pianoforte pensa a qualche collegamento possibile o magari ad un titolo che sia preciso e racchiuda il tuo intendimento sul lavoro
che vuoi fare e potremo tornare a discuterne insieme.
Spero di aver contribuito a diradare le nubi. Se così è, come mi auguro, sono qui pronto a darti una mano.
Ciao e a presto, Giano.

Gi, venerdì 12 feb ha scritto:

Io desidererei farla sul cavallo! :) L’unico mio dubbio è..ci sono argomenti con cui collegarlo? Potrebbe essere un buon lavoro? Devo decidere che taglio darle perchè nelle materie che ti dicevo l’altra volta, Secondo la prof d’inglese è un pò fuori luogo orwell e il cavallo in animal farm.
Mentre un’altra idea per collegare il cavallo era partire dal film Seabiscuit e quindi collegare le corse ippiche e inserire la crisi del 29′ dato che il film è ambientato in quell’epoca…
Che cosa ne pensi?
grazie per l’aiuto.. giulia

Cara Giulia
d’accordo vuoi fare la tua tesina sul tema Il Cavallo, ma i collegamenti che hai trovato sembrano anche a me, come ai tuoi professori, oggettivamente deboli. Voglio premiare la tua tenacia per l’amore che porti a questo animale dandoti dei consigli che spero tu possa trovare interessanti.
Potresti partire dalla
storia del cavallo come premessa e introduzione al lavoro. Poi scegliere l’uso che l’uomo ha fatto di questo animale in guerra e soprattutto come mezzo di trasporto e forza motrice per tutti i lavori. Una estensione dei suoi muscoli. A questo proposito esiste un libro di uno dei più grandi storici moderni Marc Bloch (ucciso dalla Gestapo durante la seconda guerra mondiale) che spiega come l’umanità fece un notevole passo avanti quando al cavallo furono sostituiti i finimenti a collare che lo strozzavano, diminuendone la resa, con quelli dorsali: “Lavoro e tecnica nel Medioevo”, Laterza. Il capitolo da leggere è – Le “invenzioni del Medioevo”. E per storia sei a posto.
Per inglese mi viene in mente un bel film americano d’avventura: “La carica dei seicento”. Il film racconta l’ultima travolgente epopea della cavalleria ormai inadeguata rispetto alle nuove tecnologie belliche e raggiunge il suo momento più avvincente nella ricostruzione della Carica dei 600, dove i Lancieri della 27ª Brigata a Balaklava in Crimea andarono al galoppo e al macello sotto i cannoni russi. Di questa opera cinematografica ti invio una
clip in inglese che potresti tradurre. Durante le riprese (lo so che ti dispiacerà) morirono più di 200 cavalli, cosa che impose al Congresso degli Stati Uniti di emanare una legge che salvaguardasse gli animali sui set cinematografici. Per simulare la caduta dei cavalli vennero tesi dei fili al suolo che facevano inciampare gli animali in corsa. Durante le riprese una delle comparse morì cadendo da cavallo. A seguito di simili incidenti l’American Society for the Prevention of Cruelty to Animals (ASPCA) si batté per mettere al bando dai set cinematografici l’uso di simili espedienti.
Per letteratura non hai che l’imbarazzo della scelta. Io personalmente farei una piccola antologia di brani in cui compare o è protagonista il nobile animale. E prima di tutto Ronzinante, il cavallo di Don Chisciotte della Mancia; il cavallo del Barone di Munchenhausen che perdeva l’acqua che beveva poichè una bomba gli aveva mozzato tutta la parte posteriore; Ombromanto (Shadowfax), il cavallo di Gandalf, nel Signore degli anelli e il Cavallo di Troia. E poi se vuoi spunti da una letteratura minore Dinamite di Tex Willer Tornado, di Zorro, Buck, il cavallo dello sceriffo Sam nel film Mucche alla riscossa, Hidalgo in Oceano di fuoco… .
Per arte le scelte non si contano. Te ne indico alcune. Il cavallo di
Leonardo i cavalli di Mimmo Palladino, l’ultimo l’ha messo su una piattaforma in mezzo al lago D’Orta. E poi il cavallo di Picasso per Guernica, le opere di Marino Marini e tutte quelle che compaiono nella pittura e nella scultura di tutti i secoli. Non hai che l’imbarazzo della scelta.
Che altro. L’ippoterapia, il circo, e l’utilizzo dei cavalli nella corrida. E se vuoi fare poi un salto considera i cavalli vapore, i cavalli motore. Per la forza e per la velocità comunque l’uomo pensa e ha pensato all’equus caballus.
Per il momento credo che queste indicazioni e il materiale che ti invio possano servirti per iniziare a scrivere la tua tesina. Fammi sapere cosa ne pensi.
Ciao Giano

fiori

.miry, domenica 04 apr ha scritto:

Ciao Giano,
Frequento l’ ultimo anno del liceo linguistico, e stavo pensando di farla su “Il fiore e i vari significati che può assumere” e come materie avevo pensato di collegare in Italiano Pascoli con il gelsomino notturno e la digitale purpurea, in francese i fiori del male di baudelaire, i inglese wordsworth con il sonetto ” I wondered lonely as a cloud” che parla dei daffodils..e latino avevo pensato di collegarmi con la parte di botanica della Naturalis Historia di plinio il vecchio. Per latino secondo te è troppo forzata come cosa?! E poi.. ci sono altre materie collegabili con questo argomento?! Grazie mille.
Miriam

Cara Miriam,
è un piacere leggere lettere come la tua, da cui emanano idee originali e frutto, credo di poter arguire, di una passione personale. Complimenti per i collegamenti che hai trovato, anche per quello di latino, che mi sembra tutt’altro che forzato. A proposito delle altre materie che potresti collegare, c’è ovviamente biologia… ma anche
storia dell’arte , in cui sarebbe interessante approfondire figure di pittori “floreali” frequenti soprattutto nel periodo a cavallo fra Rinascimento e Barocco, come l’olandese Jacques de Gheyn o l’italiano Jacopo Ligozzi. Torna a raccontarmi come va il lavoro,
Giano

Claudia, lunedì 17 mag ha scritto:

La tua domanda: Buonasera, sono una studentessa di liceo classico e vorrei avere dei documenti per arricchire la mia tesina. L’argomento è il simbolismo del fiore e le materie sono: storia dell’arte, lo stile liberty; italiano, Pascoli “gelsomino notturno” e Baudelaire “I fiori del male; inglese “the waste land” di T.S. Eliot. Grazie

Cara Claudia,
proverò a suggerirti dei link dove poter sviluppare l’argomento che hai scelto. Mi sembri, comunque, molto sicura, brava.Sarebbe interessante approfondire figure di pittori “floreali” frequenti soprattutto nel periodo a cavallo fra Rinascimento e Barocco, come l’olandese Jacques de Gheyn o l’italiano Jacopo Ligozzi
http://it.wikipedia.org/wiki/Jacopo_Ligozzi.Per la poetica di Pascoli, in riferimento, alla poesia da te scelta:

  1. http://www.homolaicus.com/letteratura/pascoli2.htm.
  2. www.severi.org/pages/didattica/morelli/gelsomino_notturno.pdf
  3. Per “La terra desolata”: http://it.wikipedia.org/wiki/La_terra_desolata

Inoltre sarebbe opportuno fare una piccola digressione sul simbolismo http://it.wikipedia.org/wiki/Simbolismo movimento artistico sviluppatosi in Francia nel XIX secolo che si manifestò nella letteratura, nelle arti figurative e di riflesso nella musica in modo da rendere più succosa la tesina.

E per dare un tocco internazionale ti segnalo questo link: http://it.wikipedia.org/wiki/Ikebana, sull’arte giapponese della disposizione dei fiori recisi, anticamente conosciuta come Kadō Non mi resta che augurarti buono studio, Giano

into the wild

Davide, venerdì 29 mag ha scritto:

caro giano,gli esami si avvicinano e i problemi aumentano…tra questi c’è la tesina della maturità!avevo pensato di collegarla ad un film,”into the wild“,diretto da sean penn.Volevo qualche tuo consiglio su come creare collegamenti interdisciplinali,forse collegarmi al tema dell’anticonformismo o della natura,alla ricerca della felicità o al viaggio”on the road”..
aspetto tuoi consigli sui collegamenti

Saluti

Caro Davide,
tutti i collegamenti a cui hai pensato sono significativi. Non faccio fatica a capire come il tema della libertà, della natura e dell’anticonformismo siano così interessanti per te e per tanti tuoi coetanei. Purtroppo questi valori, molto spesso, si attenuano o si perdono con l’andare degli anni. E invece mai come ora ci dovrebbero appassionare e impegnare, per “puro egoismo”.
Ho già risposto ad una domanda su “Into the wild”: Te ne mando un aggiornamento.
“Anch’io ho trovato affascinante il film di Sean Penn, che affronta un argomento, o per meglio dire più argomenti su cui hanno scritto romanzieri, filosofi, poeti: il rapporto tra uomo e natura selvaggia; la fuga dalla civiltà; il desiderio di libertà. La filmografia su questi temi è vastissima.
Tra i tanti film ti segnalo “
Balla coi lupi”, dal romanzo di Michael Blake.
I romanzi a cui fare riferimenti, a parte quello di Jon Krakauer (“Nelle terre estreme“, traduzione di L. Ferrari, S. Zung, Rizzoli, 1999) da cui è stato tratto il film a cui ti riferisci sono: “Il richiamo della foresta” di Jack London, “Walden, ovvero la vita nei boschi”, Rizzoli, 1988, per citarne solo due.
Per l’arte ti segnalo questo articolo apparso su Republica da cui potrai ricavare molti spunti: “Klee, Gauguin e gli altri:
diario dell’artista viaggiatore”.
In filosofia il riferimento obbligatorio è Rousseau che sviluppa il mito del buon selvaggio secondo il quale originariamente l’uomo era un “animale” buono e pacifico che in seguito è stato corrotto dalla società e dallo sviluppo. In questo senso è significativa la prima frase del suo più famoso libro: “Emilio” (1762), che ha come sottotitolo “de l’Éducation” (”dell’Educazione”): « Tutto ciò che esce dalle mani del Creatore è bene; ogni cosa degenera nelle mani dell’uomo ».
Per quanto riguarda il viaggio ti segnalo questo dialogo:

“… dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.”
” per andare dove, amico?”
” non lo so, ma dobbiamo andare …”
J.Kerouac – Sulla strada

E collegato a questo, il film “Easy rider”: trama e video
Un’ultima segnalazione, forse la più suggestiva : “Paesaggi sublimi” di Remo Bodei: gli uomini davanti alla natura selvaggia. Un libro di grande fascino. Vedi la
recensione su la Repubblica e una video intervista
Buon lavoro. Ciao.
Giano

Valeria, venerdì 08 gen ha scritto:

Caro Giano..
mi è piaciuto moltissimo il filminto the wild,so che ci sono moolti spunti da cui poter trarre una futura tesina ma quel che non vorrei assolutamente è entrare nella banalità. Cosa potrebbe collegarsi a questo film?quale tema interessante? oltre all’immediato collegamento con Seneca e l’idea dell’otium conemplativo..Grazie in anticipo!

Cara Valeria,
come tu dici, sono molte le tematiche che puoi approfondire da “Into the wild”. Il rapporto tra uomo/natura, solitudine e vita contemplativa, il viaggio, la fuga dalla civiltà. In senso più metaforico anche la ricerca della felicità (che il protagonista trova appunto rifugiandosi nella natura selvaggia) e la crescita personale. Alcuni primi collegamenti a cui penso sono il romanzo di Kerouac “Sulla strada” e “Viaggio nelle terre estreme” di Jon Krakauer da cui è stato tratto il film. Per ulteriori approfondimenti ti invito a leggere
le risposte già date sull’argomento. Pensa bene a quale sfumatura dare alla tua tesina e se vuoi riscrivimi così ci lavoriamo insieme. Buono studio,
Giano

terremoto

Giuseppe, giovedì 30 apr ha scritto:

Credo di aver finalmente scelto l’argomento della mia tesina, “l’altra faccia del terremoto: il relazionarsi con gli altri”. Inanzitutto vorrei sapere se come argomento è abbastanza appropriato per una tesina che si rispetti. Se così fosse, sarebbe un per me un vantaggio, in quanto così potrei affrontare sia materie scientifiche (il terremoto, cause e conseguenze) che di materie umanistiche (grazie al terromoto o comunque alle catastrofi naturali la gente si avvicina e si relaziona maggiormente con gli altri). E SOPRATTUTTO VORREI DEI CONSIGLI SU QUALI ARGOMENTI AFFRONTARE PER QUANTO RIGUARDA lett. latina, lett. italiana, filosofia, storia e storia dell’arte affrontare nella parte umanistica della tesina. Grazie
Giuseppe VF B.Croce

Caro Giuseppe,
argomento doloroso e purtroppo di grande attualità questo scelto da te. Mi pare che tu voglia affrontarlo soprattutto da un punto di vista psicologico, sociale e istituzionale “l’altra faccia del terremoto: il relazionarsi con gli altri” scrivi. Per quanto riguarda l’aspetto psicologico -relativo alle conseguenze anche dei traumi da terremoto- ho inviato la tua domanda allo psicologo che lavora per me che con maggiore competenza potrà darti consigli e suggerimenti. Dovrai però avere pazienza per la risposta poiché so che i suoi impegni sono molti. Per conto mio ti suggerisco di fare una ricerca sulla grande solidarietà che si è messa in movimento sul terremoto di l’Aquila, senza trascurare però gli episodi di “sciacallaggio” che si sono verificati anche in quest’ultima tragedia. Non dimenticare poi il ruolo che ha svolto la tecnologia, nel male e nel bene: dalla speculazione edilizia che ne ha aggravato le conseguenze alle offerte arrivate grazie (qui questa parola va bene) ai messaggi telefonici. Per storia potresti affrontare gli altri grandi terremoti avvenuti nel nostro paese dalla grande catastrofe di Messina proprio cento anni fa
(1908) con migliaia di morti, a quello di Avezzano del 1915 a quelli più vicini a noi del Friuli (1976) e dell’Irpinia (1981). In letteratura ci sono alcuni lavori degni di menzione tra cui un racconto di H. von Kleist, “Terremoto in Cile”. Se vai su questo link potrai leggerlo senza dover comprare il libro. Ti consiglio di leggere anche gli altri. Vedrai che farai una bella scoperta.
E’ molto interessante anche il racconto fatto dal protagonista della tragedia di Messina
Gaetano Salvemini, storico e politico, che si salvò appeso al balcone di casa sua sotto la quale morirono i suoi cinque figli e la moglie o il ricordo di Benedetto Croce che perse i genitori a Casamicciola contenuto nel: “Contributo alla critica di me stesso” (ho scelto questo riferimento in onore della tua scuola). Per la letteratura latina potresti fare riferimento a Plinio il Vecchio che in una lettera mandata a Tacito descrive l’eruzione del Vesuvio, una catastrofe che si vive con le stesse emozioni del terremoto. Per quanto riguarda storia dell’arte potresti scegliere un’angolazione particolare. Le opere d’arte perdute o salvate in questo ultimo terremoto. Non trovi che sarebbe una ricerca interessante?
Buon lavoro. Giano

Caro Giuseppe,
da un punto di vista strettamente psicologico, il tema di come cambino le realzioni umane a seguito di un cataclisma è vastissimo: si va dal cinismo al sacrificio altruistico di sè stessi, dallo sciacallaggio all’altruismo estremo. Di fatto esistono però delle modificazioni tipiche, almeno per quanto riguarda l’impoverimento delle relazioni. Le reazioni interpersonali negative tipiche dei superstiti sono soprattutto: ritiro sociale; alienazione sociale; aumento dei conflitti interpersonali.
Ovviamente quanto più la persona possiede delle caratteristiche positive a livello di personalità e capacità relazionali, tanto più la tendenza a cambiare negativamente sarà mitigata.
Secondo me, un unico libro dove si può trovare tanto materiale specifico è: B.H. Young e altri, “L’assistenza psicologica nelle emergenze“, Edizioni ERICKSON, Trento (reperibile facilmente perchè Erickson è ben distribuita). Si tratta di un testo un pò tecnico, ma ricchissimo di spunti interessanti. In particolare a pag. 24-28 vengono illustrate le caratteristiche relazionali e psicologiche necessarie ai volontari dell’assistenza. Per estensione sono le stesse caratteristiche che permettono ai terromotati di reagire in modo più sano, senza registrare un deterioramento troppo spinto delle proprie relazioni. Inoltre vengono illustrate le fasi temporali del cambiamento psicologico nelle reazioni dei superstiti (pag. 34 e sgg.), un tema molto interessante. Infine non dimenticare che da un punto di vista psicologico una delle capacità fondamentali per superare un’avversità è la
resilienza (anche su Giano trovi del materiale): chi è molto resiliente riesce a salvaguardare anche le sue modalità di rapporto con gli altri, evitando che degenerino troppo.
Ciao.

Caro Giuseppe,
a proposito del tuo tema viene bene anche
l’articolo a firma di Bernard-Henri Levy apparso sul Corriere della Sera, mercoledì 13 maggio.
Buona lettura,
Giano

alessandra, mercoledì 21 apr ha scritto:

ciao giano! sto preparando la tesina per l’esame di maturità del liceo scientifico, ho scelto come argomento il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009.per quanto riguarda la letteratura italiana avevo pensato di parlare della ginestra di leopardi e quindi della debolezza dell’uomo di fronte alle forza della natura, il problema è che non riesco a collegare la filosofia ,la storia e la letteratura inglese.potresti darmi un consiglio per favore? distinti saluti

Cara Alessandra,
per filosofia ti segnalo questo libro intitolato “Sulla
catastrofe. L’Illuminismo e la filosofia del disastro.” con scritti di Voltaire, Rousseau, Kant. Inoltre ti invito a visitare questo sito nel quale troverai varie recensioni al testo. In merito a storia potresti rimanere in argomento occupandoti del Terremoto di Lisbona del 1755 dal quale scaturì il dibattito filosofico di cui sopra. Per quanto riguarda letteratura inglese il primo autore che mi viene in mente è James Ballard con il suo cosiddetto “ciclo delle catastrofi naturali“. Penso a “Vento dal nulla” e “Deserto d’acqua”.
Riscrivimi e fammi sapere se i miei consigli ti sono stati utili.

Ciao e buon lavoro, Giano.

uomo e natura

claudia, martedì 12 mag ha scritto:

Caro Giano,
mi piacerebbe impostare la mia tesina sul rapporto uomo-natura a partire dal film “Into the wild”…. Aspetto tuoi suggerimenti!!!
Claudia

Cara Claudia,
anch’io ho trovato affascinante il film di Sean Penn, che affronta un argomento, o per meglio dire più argomenti su cui hanno scritto romanzieri, filosofi, poeti: il rapporto tra uomo e natura selvaggia; la fuga dalla civiltà; il desiderio di libertà. Puoi partire benissimo dai temi che citi nella tua lettera che mi sembrano di grande spessore e di attualità.
Per quanto me posso darti, e lo faccio ben volentieri, alcune indicazioni a partire dal cinema. La filmografia su questi temi è vastissima.
Trai tanti film ti segnalo il bellissimo
Balla coi lupi, dal romanzo di Michael Blake.
I romanzi a cui fare riferimenti, a parte quello di Jon Krakauer (“Nelle terre estreme”, traduzione di L. Ferrari, S. Zung, Rizzoli, 1999) da cui è stato tratto il film a cui ti riferisci sono: “Il richiamo della foresta” di Jack London, “Walden, ovvero la vita nei boschi”, Rizzoli, 1988..
Per l’arte ti segnalo questo
articolo apparso su Republica da cui potrai ricavare molti spunti: “Klee, Gauguin e gli altri: diario dell’artista viaggiatore”.
In filosofia il riferimento obbligatorio è Rousseau che sviluppa il mito del buon selvaggio secondo il quale originariamente l’uomo era un “animale” buono e pacifico che in seguito è stato corrotto dalla società e dallo sviluppo. In questo senso è significativa la prima frase del suo più famoso libro Emilio di Rousseau (1762), che ha come sottotitolo “de l’Éducation” (”dell’Educazione”): « Tutto ciò che esce dalle mani del Creatore è bene; ogni cosa degenera nelle mani dell’uomo ».
Un’ultima segnalazione: Paesaggi sublimi di Remo Bodei: gli uomini davanti alla natura selvaggia. Un libro di grande fascino. Vedi la
recensione.
Credo che con queste prime indicazioni potrai cominciare ad impostare il tuo lavoro.
Fammi sapere se hai ancora bisogno del mio aiuto.
Giano

Lav91, domenica 11 apr ha scritto:

Salve Giano, sono Lavinia ed è inutile dire che mi trovo ad un punto “morto” con la tesina ed i giorni passano. Frequento l’ultimo anno di liceo classico e data la scarsa disponibilità dei miei professori riguardo a consigli e spunti, perciò mi rivolgo a te, che già mi hai dato alcune dritte leggendo le risposte che hai dato. Il tema che vorrei trattare è quello dell’uomo che, allontanandosi dalla sua natura, cerca di dominare e sfruttare la natura che lo circonda. Ovviamente la mia dovrebbe essere una critica verso l’uomo, visto che sono un’amante della natura e degli animali. Avevo pensato così di fare un collegamento, e quindi un paragone con Avatar, un film che ha affascinato molti di noi e che tratta principalmente di questo rapporto conflittuale dell’uomo. In filosofia avevo pensato di parlare di Rousseau e della su teoria dell’uomo animale corrotto via via dalla società. Il problema è come e con cosa collegare questo tema a greco, latino, storia, arte, inglese. Sembrerebbe tutto ovvio, però non vorrei rischiare di fare dei collegamenti forzati. Grazie in anticipo!:)

Cara Lavinia,
per facilitarti un pò il lavoro potresti allargare il campo e occuparti più in generale del rapporto uomo-natura. A proposito di greco e latino ti invito a leggere questo
articolo intitolato “Uomo e ambiente nel mondo antico” dal quale potrai trarre qualche spunto. Per storia potresti occuparti della Rivoluzione Industriale e delle sue conseguenze sull’ambiente. Sempre su questa falsariga per inglese potresti parlare del romanzo di DickensTempi difficili“. Infine per storia dell’arte la prima cosa che mi viene in mente sono gli impressionisti e il loro rapporto con la natura.
Spero di non essere stato troppo banale nei miei suggerimenti. Riscrivimi e fammi sapere che ne pensi.
Ciao e a presto, Giano.

vesuvio

Simona, martedì 23 giu ha scritto:

ciao Giano, avrei bisogno di un tuo consiglio per quanto riguarda la mia tesina sul Vesuvio: (frequento il liceo scientifico linguistico)
italiano: Leopardi, con La Ginestra
latino: plinio il giovane racconta la morte dello zio in 2 lettere a Tacito
scienze: il vulcanesimo
arte: turner e il dipinto ‘il vesuvio’
Ora il mio problema nasce con filosofia.. avevo pensato ad hans jonas, ma mi rendo conto che sarebbe un collegamento forzato.. cosa ne pensi? eventualmente conosci qualche scrittore inglese o francese che abbia scritto sul Vesuvio? Grazie infinite

Cara Simona,
la tua tesina è molto originale: il Vesuvio ha da sempre impressionato i più grandi pensatori, che spesso lo hanno citato. Mi riferisco per esempio a Nietzsche, il quale, nella “Gaia Scienza” usa l’espressione di “costruire la città sul Vesuvio” parlando della conoscenza scientifica. C’è un libro di A.Negri, “Nietzsche. La scienza sul Vesuvio” (1994) che potrebbe esserti utile. Ti riporto anche un estratto dal libro:

Costruire la casa della scienza su un terreno vulcanico significa non esser sicuri che sia robusta, forte, stabile, ma pensare che sia destinata, prima o poi, a franare. Da qui deriva – sostiene Negri – lo scardinamento totale della fisica classica o matematica, che pretendeva di esprimersi con proposizioni universali ed oggettive […] se la casa della scienza, di qualsiasi scienza, anche della scienza naturale, è costruita su un terreno vulcanico, sempre pronto a farla saltare in aria, questo vuol dire che le proposizioni scientifiche, anche di quelle scienze che si ritenevano esatte, perché matematizzate, non possono più pretendersi esatte, cioè perfette, fuori del divenire storico. Non abbiamo più una immagine del mondo, ma infinite immagini del mondo.

Inoltre ti ricordo che le eruzioni del Vesuvio sono state simbolo di alcuni pensieri sul sublime e quindi potresti anche citare gli scritti di Kant e Burke a tale proposito. Il sublime è “l’orrendo che affascina” e quindi anche la natura negli aspetti più terrificanti (mare in burrasca, cime innevate, eruzioni vulcaniche, ecc.). All’inizio dell’’Ottocento, invece, il Vesuvio e i vulcani in genere sono divenuti termine di paragone con le nuove metropoli. Così scriveva Balzac nel 1834:

Là tutto fuma, tutto brucia, tutto balena, tutto ribolle, tutto arde, evàpora, si spegne, si riaccende, scintilla, crepita e si consuma […]. Come la natura […] anch’essa getta fuoco e fiamme dall’eterno cratere.

Dal link che ti ho mandato noterai che anche Baudelaire e Whitman si sono espressi in maniera simile. C’è anche un libro di M. Costa che si intitola “Sentimento del sublime e strategie del simbolico. Il Vesuvio nella letteratura francese” (1996) dove potrai trovare tanti riferimenti in più.
Ti auguro buoni esami,
Giano

vivisezione

Margherita, lunedì 27 apr ha scritto:

Ciao Giano, io frequento il liceo scientifico con indirizzo biologico; avrei bisogno di una mano per la tesina dell’esame… avevo pensato a qualcosa di originale e soprattutto qualcosa che riguardi gli animali! Mi incuriosiva il tema della vivisezione, perchè non è banale e anche perchè penso non se ne parli abbastanza, o almeno non a livello scolastico! Il problema è che non riesco a collegare l’argomento con materie come biochimica e microbiologia, che oltre tutto sono materie di indirizzo! per italiano pensavo di leggere il libro,”A muso duro” di Chris DeRose e parlare di quello anche se ovviamente non l’abbiamo studiato a scuola; invece per filosofia proverei ad approfondire i problemi etici della vivisezione. Spero tu riesca ad aiutarmi!
grazie mille

Cara Margherita,
se volevi essere originale, hai colpito nel segno. E’ un tema, quello della vivisezione e in genere del rapporto uomo-animali, di cui in Italia si parla poco e si razzola male. Ho inviato la tua richiesta al professor Alessandro Arrigoni, che è uno dei massimi esperti italiani in materia, studioso e docente di filosofia e zooantropologia. E’ felice di darti una mano: appena l’avrà fatta, ti girerò la sua risposta. A presto, allora.
Giano

Cara Margherita,
prima di addentrarsi nell’argomento specifico “vivisezione” ti suggerirei delle letture più generali.
Qui ne trova parecchi: (con i relativi sottomenu in basso)
tra cui :
Il no moderno alla vivisezione è stato acceso nel 1976 da “Imperatrice Nuda” di Hans Ruesch. E’ stato poi rafforzato da “Vivisezione o scienza”, una scelta di Pietro Croce -questa è l’ultima edizione disponibile- e cementato da “Gli animali e la ricerca” di Stefano Cagno.
Le realtà delle nuove frontiere e dei nuovi pericoli delle modificazioni genetiche sono state esaminate da Gianni Tamino con Il bivio geneticoSalute e biotecnologie tra ricerca e mercato.
Qui puoi trovare altre info sulla vivisezione sempre della
LAV:
e puoi scrivere anche una Email alla responsabile Vivisezione della stessa associazione (per le info relative a biologia e biochimica specialmente): Michela Kuan, email: m.kuan@lav.it
Poi, per approfondire ulteriormente potresti seguire le letture di questo corso universitario
dell’Università di Siena:
Il libro di Chris de Rose può andare bene ma non è un testo scientifico, ovviamente. Per altri testi scientifici pui consultare il sito delle Edizioni Cosmopolis con relative sottosezioni, specialmente quella Scienza e Animali.
Spero di esserti stato utile.
A presto e perdona il ritardo.
Alessandro

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Natura

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Animali

heamar91 lunedì 22 mar ha scritto:

Buonasera Giano,
Mi chiamo Marta e sono all’ultimo anno del Liceo Scientifico.
Le mie materie d’esame saranno fisica, geografia astronomica, italiano, latino, filosofia, storia, arte, inglese ed il titolo che vorrei dare alla mia tesina è Gli animali nella società tecnologica, arte inclusa.
L’idea era quella di analizzare il ruolo che hanno avuto e tuttora hanno gli animali nel progresso della nostra società inclusi lati positivi e negativi(vivisezione), il loro impiego nei vari settori (polizia, vigili del fuoco, pet-therapy) e nell’arte!
Collegamenti “sicuri”:
-geografia astronomica: la scoperta dello spazio e la storia di Laika
Collegamenti “ipotetici”:
-fisica: esperimenti sulle rane(elettricità)
-italiano: analisi delle poesie e dei testi che fanno riferimento agli animali
-latino: Fedro
-inglese: Animal Farm
-filosofia: Darwin
-storia: Guerra Fredda che si collega ad inglese e a geografie astronomica
-arte: analisi di alcune opere in cui sono raffigurati animali
Credo però che questi collegamenti non siano abbastanza forti e quindi avrei bisogno del suo aiuto per capire come strutturare meglio la tesina, se devo tralasciare alcune materie e se è possibile trovare collegamenti più forti.
Infine avendo studiato un anno in Inghilterra pensavo di fare una tesina bilingue.

Grazie della sua disponibilità,
Marta.

Cara Marta,
sono ben felice di offrirti il mio aiuto. Per fisica ti segnalo questo
lavoro ben schematizzato dal calzante titolo “La rana elettrica. La disputa Galvani-Volta e l’invenzione della pila”. A proposito di italiano mi viene da chiederti a quali autori avevi pensato in particolare. Trovo buona la scelta di Fedro, il quale utilizza spesso gli animali nelle sue favole, e buone anche quelle di parlare di Animal Farm di Orwell e della Guerra Fredda. Devo dire che mi ha lasciato un pò interdetto il fatto che tu qualifichi Darwin come filosofo dato che era un biologo. Comunque ti consiglio la lettura di questa introduzione del libro “Animali e filosofi” di Giuseppe Pulina e di questa recensione che credo saranno per te fonti di ispirazione. Per storia dell’arte il primo dipinto che mi viene in mente è il celeberrimo “Dama con l’ermellino” di Leonardo da Vinci.
Sinceramente non ti saprei dire se sia più bella la dama o l’ermellino.
Sulla questione del numero delle materie devi essere tu a decidere perchè sarai tu a doverle gestire anche tenendo conto del fatto che hai l’ottimo proposito di fare una tesina bilingue.
Torna a scrivermi e fammi sapere come stai andando avanti.
Ciao e buon lavoro, Giano.

Catastrofi naturali

valentina, venerdì 22 mag ha scritto:

ciao Giano sono valentina devo preparare la tesina (liceo scientifico tecnologico)e sono in crisi non so come collegare alla mia tesina (sulle catastrofi naturali) la fisica e la storia. d’italiano porto la ginestra di leopardi, di scienze i fenomeni ke provocano catastrofe filosofia non ne sono convinta cmq schopenauer. ti prego dammi una mano…………………….

Cara Valentina,
bene la Ginestra di Leopardi e, anche se non mi dai molti ragguagli, credo che tu non abbia nemmeno problemi con le scienze. Il collegamento in filosofia con Schopenhauer in effetti non convince neanche me: potresti, è un suggerimento che ti do, affrontare il tema focalizzando la tua attenzione sul concetto strutturalista di “frattura epistemologica”, una sorta di catastrofe che, ad esempio per Foucault, caratterizzerebbe i periodi storici in cui cambiano i paradigmi, i modi di pensare, in una parola le strutture mentali e di azione degli individui (cfr. l’ Introduzione a Foucault di Stefano Catucci, Laterza). Un riferimento obbligato per la fisica e per tutte le scienze è poi la cosiddetta “teoria delle catastrofi”, iniziata dal matematico René Thom negli anni Cinquanta e proseguita e estesa successivamente da filosofi e scienziati (fra di essi anche e soprattutto il Nobel per la chimica Ilya Prigogine). Ti suggerisco la bella antologia Parabole e catastrofi, pubblicata dal Saggiatore a cura di Giulio Giorello e Simona Morini. Per la storia potresti parlare invece di rivoluzioni, le “catastrofi” politiche della modernità, scegliendone una (la francese, l’americana, la russa…) e cercando anche di capire filosoficamente il concetto stesso di “rivoluzione” (ti consiglio di leggere Sulla rivoluzione di Hannah Arendt, edizioni di Comunità). Ti segnalo, infine, questo testo
La catastrofe e il problema del Male che potrà esserti utile e questo libro Sulla catasfrofe, l’Illuminismo e la filosofia del disastro che tratta il pensiero dei tre filosofi e dal quale puoi trarre degli ottimi spunti. Leggiti il saggio di Paola Giacomoni che è contenuto in Appendice.
Saluti e buona fortuna

Gianluca, venerdì 12 giu ha scritto:

Ciao Giano sono Gianluca.Il tuo consiglio sul titolo(“La catastrofe fra natura e storia“) è stato ottimo ma me ne servirebbe un altro:mi dovresti indicare dei collegamenti appositi fra i vari argomenti trattati dalla tesina e l’ordine con cui esporli magari motivando il consiglio:
Terremoti(scienze),
Plinio il Giovane (eruzione del Vesuvio,latino),
Kant(il sublime,filosofia),
William Turner(il sublime,arte),
S.T.Coleridge(the rime of the Ancient Mariner,inglese),
Leopardi(il giardino sofferente,italiano),
I bombardamenti di Hiroshima e Nagasaki(storia).
Grazie per l’aiuto e per l’attenzione.

Caro Gianluca,
credo che nessuno meglio di te possa spiegare i collegamenti tra i diversi argomenti. Sei tu che li hai scelti e quindi sono sicuro che saprai illustrarli bene.
Io posso solo darti un consiglio proprio per il filo che può legarli: come l’uomo nelle diverse epoche e popoli ha vissuto le catastrofi. Fai riferimento alla religione, al senso di pietà, di solidarietà, di smarrimento, alla forza di ricominciare. Per quanto riguarda l’ordine vedrai che questo emergerà “naturalmente” nel momento del colloquio nel rapporto tra te e i commissari.Aggiungo in ultimo un altro concetto. E’ molto semplice: la natura precede concettualmente la storia. In una parola, mi sembra che l’ordine che mi prospetti (casuale?) sia quello giusto. Prima definisci scientificamente i terremoti naturali e poi parli delle eruzioni e dei terremoti storici. Va bene anche introdurre subito dopo il tema del sublime: che è una categoria dell’arte e più in generale dell’espressione umana, ma anche, per definizione di Kant stesso, un’adeguarsi dello spirito umano alla trascendenza della natura. Giusto anche parlare in ultimo delle catastrofi determinate dalla tecnica, cioè dal massimo sviluppo della cultura, messa nel caso dei bombardamenti giapponesi al servizio di fini disumani.
Sii tranquillo e tutto procederà per il meglio.
Giano

Cavallo

Gi, domenica 07 feb ha scritto:

ciao giano! ascolta io sto iniziando a pensare alla tesina di maturità in vista dell’esame. Ho due grandi passioni che sono l’equitazione e il pianoforte e visto che la tesina deve appassionare, dev’essere impostata su argomento che ti interessa, vorrei farla su uno di questi due elementi. Facendo il liceo scientifico è molto difficile riuscire a collegarsi. Non devo collegare proprio tutto però sarebbe meglio riuscire ad avere un collegamento almeno in fisica o matematica e geografia astronomica. Per quanto riguarda i collegamenti con il cavallo non sapei che taglio darle, perchè avrei trovato
geografia: testa di cavallo costellazione di orione
matematica:la mossa del cavallo negli scacchi (teoria dei giochi)
arte: guernica
storia: guerra civile spagnola
inglese: orwell e il cavallo in animal farm
ma alcuni prof me l’hanno bocciata perchè i collegamenti sono troppo forzati.
Oppure partendo dal film seabiscuit il collegamento con le corse..

Mentre se abbandono l’idea del cavallo e punto su quella del pianoforte, non ho proprio idee.. Insomma sono proprio confusa!!!
Potresti darmi qualche consiglio?
grazie

Cara Giuli,
capisco il desiderio di partire da una piacevole suggestione ma credo sia il caso di fare un pò di chiarezza. E’ evidente che da concetti generici come il cavallo e il pianoforte è difficile estrapolare una serie di argomenti pertinenti ma è una sfida che si può anche decidere di affrontare. Prima di tutto devi prendere una decisione definitiva su quale dei due temi ti interessa di più e questo io non posso saperlo. Se opti per il cavallo ti inviterei a parlare con i tuoi professori e farti dire quali sono i collegamenti forzati perchè a me non lo sembrano tutti. A quel punto puoi tornare a scrivermi cosicchè io possa consigliarti. Non capisco se il collegamento con le corse si riferisca ad una materia in particolare o se intendi la corsa come tema per la tesina. Se così fosse ti consiglierei di leggere la
risposta che ho già dato in merito per poi tornare a parlarne. Se poi invece decidi di accantonare l’idea del cavallo e buttarti su quella del pianoforte pensa a qualche collegamento possibile o magari ad un titolo che sia preciso e racchiuda il tuo intendimento sul lavoro
che vuoi fare e potremo tornare a discuterne insieme.
Spero di aver contribuito a diradare le nubi. Se così è, come mi auguro, sono qui pronto a darti una mano.
Ciao e a presto, Giano.

Gi, venerdì 12 feb ha scritto:

Io desidererei farla sul cavallo! :) L’unico mio dubbio è..ci sono argomenti con cui collegarlo? Potrebbe essere un buon lavoro? Devo decidere che taglio darle perchè nelle materie che ti dicevo l’altra volta, Secondo la prof d’inglese è un pò fuori luogo orwell e il cavallo in animal farm.
Mentre un’altra idea per collegare il cavallo era partire dal film Seabiscuit e quindi collegare le corse ippiche e inserire la crisi del 29′ dato che il film è ambientato in quell’epoca…
Che cosa ne pensi?
grazie per l’aiuto.. giulia

Cara Giulia
d’accordo vuoi fare la tua tesina sul tema Il Cavallo, ma i collegamenti che hai trovato sembrano anche a me, come ai tuoi professori, oggettivamente deboli. Voglio premiare la tua tenacia per l’amore che porti a questo animale dandoti dei consigli che spero tu possa trovare interessanti.
Potresti partire dalla
storia del cavallo come premessa e introduzione al lavoro. Poi scegliere l’uso che l’uomo ha fatto di questo animale in guerra e soprattutto come mezzo di trasporto e forza motrice per tutti i lavori. Una estensione dei suoi muscoli. A questo proposito esiste un libro di uno dei più grandi storici moderni Marc Bloch (ucciso dalla Gestapo durante la seconda guerra mondiale) che spiega come l’umanità fece un notevole passo avanti quando al cavallo furono sostituiti i finimenti a collare che lo strozzavano, diminuendone la resa, con quelli dorsali: Lavoro e tecnica nel Medioevo Laterza. Il capitolo da leggere è – Le “invenzioni del Medioevo”. E per storia sei a posto.
Per inglese mi viene in mente un bel film americano d’avventura: La carica dei seicento. Il film racconta l’ultima travolgente epopea della cavalleria ormai inadeguata rispetto alle nuove tecnologie belliche e raggiunge il suo momento più avvincente nella ricostruzione della Carica dei 600, dove i Lancieri della 27ª Brigata a Balaklava in Crimea andarono al galoppo e al macello sotto i cannoni russi. Di questa opera cinematografica ti invio una
clip in inglese che potresti tradurre. Durante le riprese (lo so che ti dispiacerà) morirono più di 200 cavalli, cosa che impose al Congresso degli Stati Uniti di emanare una legge che salvaguardasse gli animali sui set cinematografici. Per simulare la caduta dei cavalli vennero tesi dei fili al suolo che facevano inciampare gli animali in corsa. Durante le riprese una delle comparse morì cadendo da cavallo. A seguito di simili incidenti l’American Society for the Prevention of Cruelty to Animals (ASPCA) si batté per mettere al bando dai set cinematografici l’uso di simili espedienti.
Per letteratura non hai che l’imbarazzo della scelta. Io personalmente farei una piccola antologia di brani in cui compare o è protagonista il nobile animale. E prima di tutto Ronzinante, il cavallo di Don Chisciotte della Mancia; il cavallo del Barone di Munchenhausen che perdeva l’acqua che beveva poichè una bomba gli aveva mozzato tutta la parte posteriore; Ombromanto (Shadowfax), il cavallo di Gandalf, nel Signore degli anelli e il Cavallo di Troia. E poi se vuoi spunti da una letteratura minore Dinamite di Tex Willer Tornado, di Zorro, Buck, il cavallo dello sceriffo Sam nel film Mucche alla riscossa, Hidalgo in Oceano di fuoco… .
Per arte le scelte non si contano. Te ne indico alcune. Il cavallo di
Leonardo i cavalli di Mimmo Palladino, l’ultimo l’ha messo su una piattaforma in mezzo al lago D’Orta. E poi il cavallo di Picasso per Guernica, le opere di Marino Marini e tutte quelle che compaiono nella pittura e nella scultura di tutti i secoli. Non hai che l’imbarazzo della scelta.
Che altro. L’ippoterapia, il circo, e l’utilizzo dei cavalli nella corrida. E se vuoi fare poi un salto considera i cavalli vapore, i cavalli motore. Per la forza e per la velocità comunque l’uomo pensa e ha pensato all’equus caballus.
Per il momento credo che queste indicazioni e il materiale che ti invio possano servirti per iniziare a scrivere la tua tesina. Fammi sapere cosa ne pensi.
Ciao Giano

Fiori

.miry. domenica 04 apr ha scritto:

Ciao Giano,
Frequento l’ ultimo anno del liceo linguistico, e stavo pensando di farla su “Il fiore e i vari significati che può assumere” e come materie avevo pensato di collegare in Italiano Pascoli con il gelsomino notturno e la digitale purpurea, in francese i fiori del male di baudelaire, i inglese wordsworth con il sonetto ” I wondered lonely as a cloud” che parla dei daffodils..e latino avevo pensato di collegarmi con la parte di botanica della Naturalis Historia di plinio il vecchio. Per latino secondo te è troppo forzata come cosa?! E poi.. ci sono altre materie collegabili con questo argomento?! Grazie mille.
Miriam

Cara Miriam,
è un piacere leggere lettere come la tua, da cui emanano idee originali e frutto, credo di poter arguire, di una passione personale. Complimenti per i collegamenti che hai trovato, anche per quello di latino, che mi sembra tutt’altro che forzato. A proposito delle altre materie che potresti collegare, c’è ovviamente biologia… ma anche
storia dell’arte , in cui sarebbe interessante approfondire figure di pittori “floreali” frequenti soprattutto nel periodo a cavallo fra Rinascimento e Barocco, come l’olandese Jacques de Gheyn o l’italiano Jacopo Ligozzi. Torna a raccontarmi come va il lavoro,
Giano

Claudia, lunedì 17 maggio

La tua domanda: Buonasera, sono una studentessa di liceo classico e vorrei avere dei documenti per arricchire la mia tesina. L’argomento è il simbolismo del fiore e le materie sono: storia dell’arte, lo stile liberty; italiano, Pascoli “gelsomino notturno” e Baudelaire “I fiori del male; inglese “the waste land” di T.S. Eliot. Grazie

Cara Claudia,

proverò a suggerirti dei link dove poter sviluppare l’argomento che hai scelto. Mi sembri, comunque, molto sicura, brava.

Sarebbe interessante approfondire figure di pittori “floreali” frequenti soprattutto nel periodo a cavallo fra Rinascimento e Barocco, come l’olandese Jacques de Gheyn o l’italiano Jacopo Ligozzi http://it.wikipedia.org/wiki/Jacopo_Ligozzi.

Per la poetica di Pascoli, in riferimento, alla poesia da te scelta:

http://www.homolaicus.com/letteratura/pascoli2.htm.

www.severi.org/pages/didattica/morelli/gelsomino_notturno.pdf

Per “La terra desolata”:http://it.wikipedia.org/wiki/La_terra_desolata

Inoltre sarebbe opportuno fare una piccola digressione sul simbolismo http://it.wikipedia.org/wiki/Simbolismo movimento artistico sviluppatosi in Francia nel XIX secolo che si manifestò nella letteratura, nelle arti figurative e di riflesso nella musica in modo da rendere più succosa la tesina.

E per dare un tocco internazionale ti segnalo questo link:

http://it.wikipedia.org/wiki/Ikebana, sull’arte giapponese della disposizione dei fiori recisi, anticamente conosciuta come Kadō Non mi resta che augurarti buono studio, Giano

Into the Wild

Davide, venerdì 29 mag ha scritto:

caro giano,gli esami si avvicinano e i problemi aumentano…tra questi c’è la tesina della maturità!avevo pensato di collegarla ad un film,”into the wild“,diretto da sean penn.Volevo qualche tuo consiglio su come creare collegamenti interdisciplinali,forse collegarmi al tema dell’anticonformismo o della natura,alla ricerca della felicità o al viaggio”on the road”..
aspetto tuoi consigli sui collegamenti

Saluti

Caro Davide,
tutti i collegamenti a cui hai pensato sono significativi. Non faccio fatica a capire come il tema della libertà, della natura e dell’anticonformismo siano così interessanti per te e per tanti tuoi coetanei. Purtroppo questi valori, molto spesso, si attenuano o si perdono con l’andare degli anni. E invece mai come ora ci dovrebbero appassionare e impegnare, per “puro egoismo”.
Ho già risposto ad una domanda su Into the wild: Te ne mando un aggiornamento.
“Anch’io ho trovato affascinante il film di Sean Penn, che affronta un argomento, o per meglio dire più argomenti su cui hanno scritto romanzieri, filosofi, poeti: il rapporto tra uomo e natura selvaggia; la fuga dalla civiltà; il desiderio di libertà. La filmografia su questi temi è vastissima.
Tra i tanti film ti segnalo
Balla coi lupi, dal romanzo di Michael Blake.
I romanzi a cui fare riferimenti, a parte quello di Jon Krakauer (Nelle terre estreme, traduzione di L. Ferrari, S. Zung, Rizzoli, 1999) da cui è stato tratto il film a cui ti riferisci sono: Il richiamo della foresta di Jack London, Walden, ovvero la vita nei boschi, Rizzoli, 1988, per citarne solo due.
Per l’arte ti segnalo questo articolo apparso su Republica da cui potrai ricavare molti spunti: Klee, Gauguin e gli altri:
diario dell’artista viaggiatore.
In filosofia il riferimento obbligatorio è Rousseau che sviluppa il mito del buon selvaggio secondo il quale originariamente l’uomo era un “animale” buono e pacifico che in seguito è stato corrotto dalla società e dallo sviluppo. In questo senso è significativa la prima frase del suo più famoso libro: Emilio (1762), che ha come sottotitolo “de l’Éducation” (”dell’Educazione”): « Tutto ciò che esce dalle mani del Creatore è bene; ogni cosa degenera nelle mani dell’uomo ».
Per quanto riguarda il viaggio ti segnalo questo dialogo:

“… dobbiamo andare e non fermarci mai finché non arriviamo.”
” per andare dove, amico?”
” non lo so, ma dobbiamo andare …”
J.Kerouac – Sulla strada

E collegato a questo, il film Easy rider: trama e video
Un’ultima segnalazione, forse la più suggestiva : Paesaggi sublimi di Remo Bodei: gli uomini davanti alla natura selvaggia. Un libro di grande fascino. Vedi la
recensione su la Repubblica e una video intervista
Buon lavoro. Ciao.
Giano

Valeria, venerdì 08 gen ha scritto:

Caro Giano..
mi è piaciuto moltissimo il film “into the wild” ,so che ci sono moolti spunti da cui poter trarre una futura tesina ma quel che non vorrei assolutamente è entrare nella banalità. Cosa potrebbe collegarsi a questo film?quale tema interessante? oltre all’immediato collegamento con Seneca e l’idea dell’otium conemplativo..Grazie in anticipo!

Cara Valeria,
come tu dici, sono molte le tematiche che puoi approfondire da “Into the wild”. Il rapporto tra uomo/natura, solitudine e vita contemplativa, il viaggio, la fuga dalla civiltà. In senso più metaforico anche la ricerca della felicità (che il protagonista trova appunto rifugiandosi nella natura selvaggia) e la crescita personale. Alcuni primi collegamenti a cui penso sono il romanzo di Kerouac “Sulla strada” e “Viaggio nelle terre estreme” di Jon Krakauer da cui è stato tratto il film. Per ulteriori approfondimenti ti invito a leggere
le risposte già date sull’argomento. Pensa bene a quale sfumatura dare alla tua tesina e se vuoi riscrivimi così ci lavoriamo insieme. Buono studio,
Giano

Terremoto

Giuseppe, giovedì 30 apr ha scritto:

Credo di aver finalmente scelto l’argomento della mia tesina, “l’altra faccia del terremoto: il relazionarsi con gli altri”. Inanzitutto vorrei sapere se come argomento è abbastanza appropriato per una tesina che si rispetti. Se così fosse, sarebbe un per me un vantaggio, in quanto così potrei affrontare sia materie scientifiche (il terremoto, cause e conseguenze) che di materie umanistiche (grazie al terromoto o comunque alle catastrofi naturali la gente si avvicina e si relaziona maggiormente con gli altri). E SOPRATTUTTO VORREI DEI CONSIGLI SU QUALI ARGOMENTI AFFRONTARE PER QUANTO RIGUARDA lett. latina, lett. italiana, filosofia, storia e storia dell’arte affrontare nella parte umanistica della tesina. Grazie
Giuseppe VF B.Croce

Caro Giuseppe,
argomento doloroso e purtroppo di grande attualità questo scelto da te. Mi pare che tu voglia affrontarlo soprattutto da un punto di vista psicologico, sociale e istituzionale “l’altra faccia del terremoto: il relazionarsi con gli altri” scrivi. Per quanto riguarda l’aspetto psicologico -relativo alle conseguenze anche dei traumi da terremoto- ho inviato la tua domanda allo psicologo che lavora per me che con maggiore competenza potrà darti consigli e suggerimenti. Dovrai però avere pazienza per la risposta poiché so che i suoi impegni sono molti. Per conto mio ti suggerisco di fare una ricerca sulla grande solidarietà che si è messa in movimento sul terremoto di l’Aquila, senza trascurare però gli episodi di “sciacallaggio” che si sono verificati anche in quest’ultima tragedia. Non dimenticare poi il ruolo che ha svolto la tecnologia, nel male e nel bene: dalla speculazione edilizia che ne ha aggravato le conseguenze alle offerte arrivate grazie (qui questa parola va bene) ai messaggi telefonici. Per storia potresti affrontare gli altri grandi terremoti avvenuti nel nostro paese dalla grande catastrofe di Messina proprio cento anni fa
(1908) con migliaia di morti, a quello di Avezzano del 1915 a quelli più vicini a noi del Friuli (1976) e dell’Irpinia (1981). In letteratura ci sono alcuni lavori degni di menzione tra cui un racconto di H. von Kleist, Terremoto in Cile. Se vai su questo link potrai leggerlo senza dover comprare il libro. Ti consiglio di leggere anche gli altri. Vedrai che farai una bella scoperta.
E’ molto interessante anche il racconto fatto dal protagonista della tragedia di Messina
Gaetano Salvemini, storico e politico, che si salvò appeso al balcone di casa sua sotto la quale morirono i suoi cinque figli e la moglie o il ricordo di Benedetto Croce che perse i genitori a Casamicciola contenuto nel: Contributo alla critica di me stesso (ho scelto questo riferimento in onore della tua scuola). Per la letteratura latina potresti fare riferimento a Plinio il Vecchio che in una lettera mandata a Tacito descrive l’eruzione del Vesuvio, una catastrofe che si vive con le stesse emozioni del terremoto. Per quanto riguarda storia dell’arte potresti scegliere un’angolazione particolare. Le opere d’arte perdute o salvate in questo ultimo terremoto. Non trovi che sarebbe una ricerca interessante?
Buon lavoro. Giano

Caro Giuseppe,
da un punto di vista strettamente psicologico, il tema di come cambino le realzioni umane a seguito di un cataclisma è vastissimo: si va dal cinismo al sacrificio altruistico di sè stessi, dallo sciacallaggio all’altruismo estremo. Di fatto esistono però delle modificazioni tipiche, almeno per quanto riguarda l’impoverimento delle relazioni. Le reazioni interpersonali negative tipiche dei superstiti sono soprattutto: ritiro sociale; alienazione sociale; aumento dei conflitti interpersonali.
Ovviamente quanto più la persona possiede delle caratteristiche positive a livello di personalità e capacità relazionali, tanto più la tendenza a cambiare negativamente sarà mitigata.
Secondo me, un unico libro dove si può trovare tanto materiale specifico è: B.H. Young e altri, L’assistenza psicologica nelle emergenze, Edizioni ERICKSON, Trento (reperibile facilmente perchè Erickson è ben distribuita). Si tratta di un testo un pò tecnico, ma ricchissimo di spunti interessanti. In particolare a pag. 24-28 vengono illustrate le caratteristiche relazionali e psicologiche necessarie ai volontari dell’assistenza. Per estensione sono le stesse caratteristiche che permettono ai terromotati di reagire in modo più sano, senza registrare un deterioramento troppo spinto delle proprie relazioni. Inoltre vengono illustrate le fasi temporali del cambiamento psicologico nelle reazioni dei superstiti (pag. 34 e sgg.), un tema molto interessante. Infine non dimenticare che da un punto di vista psicologico una delle capacità fondamentali per superare un’avversità è la
resilienza (anche su Giano trovi del materiale): chi è molto resiliente riesce a salvaguardare anche le sue modalità di rapporto con gli altri, evitando che degenerino troppo.
Ciao.
Pietro

Caro Giuseppe,
a proposito del tuo tema viene bene anche
l’articolo a firma di Bernard-Henri Levy apparso sul Corriere della Sera, mercoledì 13 maggio.
Buona lettura,
Giano

alessandra mercoledì 21 apr ha scritto:

ciao giano! sto preparando la tesina per l’esame di maturità del liceo scientifico, ho scelto come argomento il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009.per quanto riguarda la letteratura italiana avevo pensato di parlare della ginestra di leopardi e quindi della debolezza dell’uomo di fronte alle forza della natura, il problema è che non riesco a collegare la filosofia ,la storia e la letteratura inglese.potresti darmi un consiglio per favore? distinti saluti

Cara Alessandra,
per filosofia ti segnalo questo libro intitolato “Sulla
catastrofe. L’Illuminismo e la filosofia del disastro.” con scritti di Voltaire, Rousseau, Kant. Inoltre ti invito a visitare questo sito nel quale troverai varie recensioni al testo.
In merito a storia potresti rimanere in argomento occupandoti del
Terremoto di Lisbona del 1755 dal quale scaturì il dibattito filosofico di cui sopra. Per quanto riguarda letteratura inglese il primo autore che mi viene in mente è James Ballard con il suo cosiddetto “ciclo delle catastrofi naturali“. Penso a “Vento dal nulla” e “Deserto d’acqua”.
Riscrivimi e fammi sapere se i miei consigli ti sono stati utili.
Ciao e buon lavoro, Giano.

Uomo e natura

claudia, martedì 12 mag ha scritto:

Caro Giano,
mi piacerebbe impostare la mia tesina sul rapporto uomo-natura a partire dal film “Into the wild”…. Aspetto tuoi suggerimenti!!!
Claudia

Cara Claudia,
anch’io ho trovato affascinante il film di Sean Penn, che affronta un argomento, o per meglio dire più argomenti su cui hanno scritto romanzieri, filosofi, poeti: il rapporto tra uomo e natura selvaggia; la fuga dalla civiltà; il desiderio di libertà. Puoi partire benissimo dai temi che citi nella tua lettera che mi sembrano di grande spessore e di attualità.
Per quanto me posso darti, e lo faccio ben volentieri, alcune indicazioni a partire dal cinema. La filmografia su questi temi è vastissima.
Trai tanti film ti segnalo il bellissimo
Balla coi lupi, dal romanzo di Michael Blake.
I romanzi a cui fare riferimenti, a parte quello di Jon Krakauer (Nelle terre estreme, traduzione di L. Ferrari, S. Zung, Rizzoli, 1999) da cui è stato tratto il film a cui ti riferisci sono: Il richiamo della foresta di Jack London, Walden, ovvero la vita nei boschi, Rizzoli, 1988..
Per l’arte ti segnalo questo
articolo apparso su Republica da cui potrai ricavare molti spunti: Klee, Gauguin e gli altri: diario dell’artista viaggiatore.
In filosofia il riferimento obbligatorio è Rousseau che sviluppa il mito del buon selvaggio secondo il quale originariamente l’uomo era un “animale” buono e pacifico che in seguito è stato corrotto dalla società e dallo sviluppo. In questo senso è significativa la prima frase del suo più famoso libro Emilio di Rousseau (1762), che ha come sottotitolo “de l’Éducation” (”dell’Educazione”): « Tutto ciò che esce dalle mani del Creatore è bene; ogni cosa degenera nelle mani dell’uomo ».
Un’ultima segnalazione: Paesaggi sublimi di Remo Bodei: gli uomini davanti alla natura selvaggia. Un libro di grande fascino. Vedi la
recensione.
Credo che con queste prime indicazioni potrai cominciare ad impostare il tuo lavoro.
Fammi sapere se hai ancora bisogno del mio aiuto.
Giano

Lav91 domenica 11 apr ha scritto:

Salve Giano, sono Lavinia ed è inutile dire che mi trovo ad un punto “morto” con la tesina ed i giorni passano. Frequento l’ultimo anno di liceo classico e data la scarsa disponibilità dei miei professori riguardo a consigli e spunti, perciò mi rivolgo a te, che già mi hai dato alcune dritte leggendo le risposte che hai dato. Il tema che vorrei trattare è quello dell’uomo che, allontanandosi dalla sua natura, cerca di dominare e sfruttare la natura che lo circonda. Ovviamente la mia dovrebbe essere una critica verso l’uomo, visto che sono un’amante della natura e degli animali. Avevo pensato così di fare un collegamento, e quindi un paragone con Avatar, un film che ha affascinato molti di noi e che tratta principalmente di questo rapporto conflittuale dell’uomo. In filosofia avevo pensato di parlare di Rousseau e della su teoria dell’uomo animale corrotto via via dalla società. Il problema è come e con cosa collegare questo tema a greco, latino, storia, arte, inglese. Sembrerebbe tutto ovvio, però non vorrei rischiare di fare dei collegamenti forzati. Grazie in anticipo!:)

Cara Lavinia,
per facilitarti un pò il lavoro potresti allargare il campo e occuparti più in generale del rapporto uomo-natura. A proposito di greco e latino ti invito a leggere questo
articolo intitolato “Uomo e ambiente nel mondo antico” dal quale potrai trarre qualche spunto. Per storia potresti occuparti della Rivoluzione Industriale e delle sue conseguenze sull’ambiente. Sempre su questa falsariga per inglese potresti parlare del romanzo di DickensTempi difficili“. Infine per storia dell’arte la prima cosa che mi viene in mente sono gli impressionisti e il loro rapporto con la natura.
Spero di non essere stato troppo banale nei miei suggerimenti. Riscrivimi e fammi sapere che ne pensi.
Ciao e a presto, Giano.

Vesuvio

Simona, martedì 23 giu ha scritto:

ciao Giano, avrei bisogno di un tuo consiglio per quanto riguarda la mia tesina sul Vesuvio :( frequento il liceo scientifico linguistico)
italiano: Leopardi, con La Ginestra
latino: plinio il giovane racconta la morte dello zio in 2 lettere a Tacito
scienze: il vulcanesimo
arte: turner e il dipinto ‘il vesuvio’
Ora il mio problema nasce con filosofia.. avevo pensato ad hans jonas, ma mi rendo conto che sarebbe un collegamento forzato.. cosa ne pensi? eventualmente conosci qualche scrittore inglese o francese che abbia scritto sul Vesuvio? Grazie infinite

Cara Simona,
la tua tesina è molto originale: il Vesuvio ha da sempre impressionato i più grandi pensatori, che spesso lo hanno citato. Mi riferisco per esempio a Nietzsche, il quale, nella “Gaia Scienza” usa l’espressione di “costruire la città sul Vesuvio” parlando della conoscenza scientifica. C’è un libro di A.Negri, “Nietzsche. La scienza sul Vesuvio” (1994) che potrebbe esserti utile. Ti riporto anche un estratto dal libro:

Costruire la casa della scienza su un terreno vulcanico significa non esser sicuri che sia robusta, forte, stabile, ma pensare che sia destinata, prima o poi, a franare. Da qui deriva – sostiene Negri – lo scardinamento totale della fisica classica o matematica, che pretendeva di esprimersi con proposizioni universali ed oggettive […] se la casa della scienza, di qualsiasi scienza, anche della scienza naturale, è costruita su un terreno vulcanico, sempre pronto a farla saltare in aria, questo vuol dire che le proposizioni scientifiche, anche di quelle scienze che si ritenevano esatte, perché matematizzate, non possono più pretendersi esatte, cioè perfette, fuori del divenire storico. Non abbiamo più una immagine del mondo, ma infinite immagini del mondo.

Inoltre ti ricordo che le eruzioni del Vesuvio sono state simbolo di alcuni pensieri sul sublime e quindi potresti anche citare gli scritti di Kant e Burke a tale proposito. Il sublime è “l’orrendo che affascina” e quindi anche la natura negli aspetti più terrificanti (mare in burrasca, cime innevate, eruzioni vulcaniche, ecc.). All’inizio dell’’Ottocento, invece, il Vesuvio e i vulcani in genere sono divenuti termine di paragone con le nuove metropoli. Così scriveva Balzac nel 1834:

Là tutto fuma, tutto brucia, tutto balena, tutto ribolle, tutto arde, evàpora, si spegne, si riaccende, scintilla, crepita e si consuma […]. Come la natura […] anch’essa getta fuoco e fiamme dall’eterno cratere.

Dal link che ti ho mandato noterai che anche Baudelaire e Whitman si sono espressi in maniera simile. C’è anche un libro di M. Costa che si intitola “Sentimento del sublime e strategie del simbolico. Il Vesuvio nella letteratura francese” (1996) dove potrai trovare tanti riferimenti in più.
Ti auguro buoni esami,
Giano