Giano

Tesina crisi

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crisi dei valori

chiara, sabato 13 giu ha scritto:

Salve Giano,anche io mi accingo a svolgere l’esame di maturità, e volevo chiederti dei consigli sul mio percorso.
Frequento il liceo classico e come tema volevo portare la crisi dei valori.
Ora non so proprio come collegare Geografia Astronomica ed Economia!
Per le altr materie avrei pensato
italiano:decadentismo (d’annunzio-pascoli)
latino: seneca-petronio-giovenale-tacito
storia:II guerra mondiale
greco: luciano
Però sono un pò titubante perchè sembrano collegamenti troppo banali.
Se mi puoi dare dei consigli ti sarò molto grata..grazie per l’attenzione..

Cara Chiara,
anzitutto in latino ti consiglio di concentrarti su uno solo degli autori, in particolare Petronio col suo “Satyricon”. Per quanto riguarda Economia potresti agganciarti alla Seconda guerra mondiale (argomento già trattato) causata da una profonda crisi sia economica che di valori, che permisero la vittoria in alcuni stati europei di regimi fascisti. Per geografia astronomica il legame puoi trovarlo considerando la crisi di alcuni valori religiosi – a cui facevano riferimento i principi astronomici – con l’affermarsi delle leggi fisiche di cui Galileo Galilei fu il vero campione.
Cara Chiara, è troppo tardi essere titubanti e del resto non è il caso. Uno perchè i tuoi “collegamenti” sono plausibili, due perchè agli esami valgono quasi esclusivamente la conoscenza degli argomenti di cui vuoi discutere e molto meno la capacità di legarli con un unico filo.
Ciao. Fai un buon esame.
Giano

crisi dei valori

Martyna, venerdì 05 mar ha scritto:

Caro Giano,
sono Martina, frequento l’ultimo anno di liceo linguistico.ho pensato al titolo della mia tesina ed è la crisi dei valori, però c’è un problema perchè mi hanno detto di fare una premessa storica, che ho già pronto. d’italiano ho pensato a pirandello, di storia il primo dopo guerra, filosofia Freud, francese o verlaine o rimbaud, inglese woolf, ma di fisica, matematica, arte e scienze non ho idea di che fare. secondo te come collegamente e titolo va bene? prima delle vacanze di pasqua i professori vogliono le tesine pronte e io sono nel pallone totale..grazie mille in anticipo spero mi risponda presto!!

Cara Martina,
i collegamenti scelti mi sembrano quasi tutti molto buoni: Pirandello è stato fondamentale nel mettere in luce la crisi d’identità dell’uomo contemporaneo, mostrando come la personalità di ognuno di noi sia una costruzione sociale operata in larga misura da coloro che ci sono intorno, ben al di là di ciò che spesso noi stessi abbiamo pianificato; bene anche Rimbaud/Verlaine, veri rivoluzionari, ai loro tempi, nelle tematiche trattate e nelle forme espressive messe in atto, e il periodo del primo dopoguerra (soprattutto la crisi economica del ’29) in storia. Per quanto riguarda gli altri collegamenti, credo che la “chiave” potrebbe essere quella di ricordare che in tutti i campi la crisi delle certezze e dei valori produce sempre innovazioni, e viceversa. Ad esempio, devo dire che in inglese non mi è chiara la tua scelta di Virginia Woolf: perchè non pensi, invece, a un breve excursus sul teatro fortemente sperimentale di Samuel Beckett?
Qui potrai trovare al riguardo molti materiali interessanti, tra i quali ti segnalo sopratutto quelli relativi all’opera “Waiting for Godot”. La stessa scelta di Freud in filosofia, inoltre, potrebbe essere giudicata debole da qualche commissario d’esame: credo che tu possa andare invece sul sicuro trattando del tema della “morte di Dio” nel pensiero di Nietzsche. Per quanto riguarda le materie scientifiche, poi, potresti occuparti dell’elaborazione, da parte di Werner Heisenberg, del cosiddetto “principio di indeterminazione”, che mise in crisi il principio di causalità su cui si fondava da secoli la meccanica newtoniana; oppure, spostandoti alla matematica, potresti parlare delle geometrie non euclidee, che posero in discussione l’idea classica delle dimensioni spaziali, o, ancora, approfondire la relatività einsteiniana, che sollevò dei dubbi fondamentali sulla categoria di “tempo” comunemente intesa. In storia dell’arte, infine, ti consiglio di studiare la nuova concezione architettonica, nel corso del XV secolo, di Filippo Brunelleschi.
Spero di esserti stato d’aiuto, auguri di buon lavoro,
Giano

crisi dell’io

anna rosa, domenica 21 giu ha scritto:

ciao giano vorrei chiedere un favore io come tesina preparo la crisi dell’io,ma sono in difficoltà con i collegamenti x latino e greco..lei cosa mi consiglia?grazie mille dell’aiuto

Cara Anna Rosa,
la crisi dell’io è una crisi recente, che data dall’Ottocento. L’individuo, il soggetto cartesiano che si era affermato nel corso della modernità, è stato decostruito e non può più essere considerato un’entità statica, inconcussa, indivisibile, appunto in-dividua. E’ nulla più che un precario e provvisorio punto di equilibrio. Un progetto piuttosto che un ente. La crisi del concetto di individuo ha la sua origine, come spesso accade, nel pensiero, nella storia della filosofia. Nell’Ottocento furono soprattutto tre grandi pensatori, che Paul Ricoeur ha chiamato “maestri del sospetto”, a sferrare contro di esso un attacco serrato e non senza esiti. Essi criticarono l’idea di un soggetto assoluto e razionale (lo stesso del liberalismo classico) mettendo in luce il ruolo svolto da strutture profonde che agivano a monte di esso: i rapporti economico-sociali per Marx; l’istinto di autoconservazione o la corporeità per Nietzsche, l’inconscio per Freud. Già Hegel aveva però individuato il corretto rapporto fra individuo e collettivo: un rapporto dialettico, di interdipendenza, non deterministico, imprevedibile. Ma ci sono anche forze a valle che trasformano oggi l’individuo, per così dire. Come non considerare che egli è sempre più intrecciato ad altri individui in una rete di relazioni (si pensi a Internet e ai network sociali come Facebook) che formano la sua socialità, ma anche in qualche modo lo costituiscono e ne determinano l’identità? Senza contare che gli sviluppi della bioingegneria lasciano intravvedere: modifiche che tendenzialmente potrebbero interessare la stessa “natura umana”. Nel mondo anglosassone c’è un ambito di studio che parla esplicitamente di “post-umano” (il riferimento italiano è il bellissimo libro di Roberto Marchesini, “Post-human”, Bollati Boringhieri).
Vengo però alla tua domanda, che non eludo. La lunga introduzione, oltre che per darti qualche spunto, era per dirti che greci e latini avevano un concetto di uomo che non era né la persona del cristianesimo, né l’individuo della modernità, né il postumano del futuro. L’uomo, per loro, era e si faceva nella società, nella polis. E la loro letteratura riflette questa concezione. Ti consiglio: per il greco di far riferimento alla letteratura della polis, ad esempio alle tragedie di Euripide (casomai leggendo anche, per un discorso più generale, il bellissimo volume a cura di Jean Paul Vernant, L’uomo greco, Laterza); per il latino, all’ideale di uomo come “vir bonus agendi peritus” come viene fuori dalle Orazioni e dalla Retorica di Cicerone.
Saluti e buona fortuna,
Giano

ANTONELLA, martedì 30 giu ha scritto:

ciao giano dopo avere superato gli scritti sto studiando per la prova finale quella dell orale.ho bisogno di un suggerimento.il mio tema è crisi dell uomo:solitudine e incomunicabilita.di storia porto la societa di massa e il primo dopo guerra ma nn so come collegare.il mio prof m ha cinsigliato di fare una distinzione tra la crisi esistenziale delle varie classi sociali.egli afferma che i contadini del sud avevano problemi legati maggiormermte a cose pratiche per sopravvivere e sn aiutati dalla fede mentre gli operai e le altre classi sociali piu elevate culturalmente prendono coscienza del loro peso.il mio libro non mi fa questa distinzione e io non so come svilupparla anche perche mi è poco chiara questa cosa….help me….

Cara Antonella,
tema interessante e complesso quello che hai scelto e che implica una serie di considerazioni in molti campi, da quello storico a quello sociale, culturale, religioso, economico…Tieni conto che il mondo esce dalla prima guerra mondiale completamente trasformato. Sono crollati grandi imperi millenari: quello asburgico e russo. Sulla scena mondiale si affaccia una nuova grande potenza industriale gli USA e una nuova ideologia vincente il Comunismo. All’orizzonte si avverte la Crisi del ‘29 mentre i nuovi assetti e i rapporti di forza tra le Nazioni non sono stati affatto risolti, tant’è che contribuiranno alla nascita di movimenti come il Fascismo e il Nazismo che inesorabilmente porteranno ad una nuova deflagrazione mondiale. Si affermano la società di massa, i nuovi mezzi di comunicazione e di propaganda, le nuove scoperte scientifiche… Questo quadro non può che determinare una crisi di valori in tutti i segmenti della società, in tutti i paesi e all’interno di tutte le classi sociali e, naturalmente, nelle singole persone. I grandi artisti l’avvertono e la rappresentano prima degli altri, basta esaminare le opere letterarie, pittoriche, musicali di quel trentennio che separa il 1918 dal 1939. Solitudine, incomunicabilità, crisi economica, sconvolgimenti politici, razzismo, lotta di classe…., costituiscono una miscela che poi esploderà in maniera tragica. Se ne rendono conto tra l’altro due grandi uomini Einstein e Freud che in un
carteggio ne analizzano le cause e i possibili sviluppi.
Il tuo professore ha ragione quando dice che le risposte date dalla borghesia, dagli operai e dai contadini (classi sociali allora molto separate tra di loro) furono diverse. Le loro condizioni economiche e culturali erano, profondamente diverse e ciascuna tentava di uscirne nella maniera migliore o meno peggiore possibile. In Italia è il periodo della grande emigrazione dei contadini dal Sud, dei Consigli di Fabbrica al Nord, dell’appoggio al Fascismo dei padroni terrieri e degli industriali. E su tutto aleggiava la parola Crisi.
Poche righe che spero possano aiutarti a chiarire un po’ le idee per il tuo colloquio. Fammi sapere poi come è andata. Buona fortuna. Giano

crisi economiche

Gabriella, lunedì 11 mag ha scritto:

Caro Giano,

frequento l’ultimo anno dell’Istituto Tecnico Commerciale per ragionieri. Vorrei incentrare la mia tesina sulla “Crisi del 1929″. Potreste cortesemente suggerirmi quali potrebbero essere i collegamenti con Letteratura, Diritto, Scienza delle finanze, Economia aziendale, Geografia economca e Francese? Grazie,
Gabriella

Cara Gabriella,
in quest’ultimo periodo la crisi economica -iniziata negli Stati Uniti con il crollo del mercato immobiliare e la caduta delle borse, e dalla quale non siamo ancora usciti- ha riproposto all’attenzione del grande pubblico quella del ‘29.Cosa accadde in quel fatidico venerdì nero? Quali ne furono le tragiche conseguenze in tutto il resto del mondo? Perché avvenne? Come se ne uscì? Credo che per la tua tesina dovresti partire proprio da queste domande e approfondire poi il discorso alle diverse discipline che indichi. L’argomento come puoi capire è complesso ed è necessario che sin dall’inizio del tuo lavoro tu ne abbia una conoscenza approfondita.Dunque. Andiamo con ordine. Partiamo dalla Storia, materia che non contempli nel tuo elenco, ma che credo tu debba attentamente considerare: la storia degli Stati Uniti inserita nel quadro della storia della prima metà del secolo scorso. In particolare dovresti analizzare lo sviluppo industriale di questa nazione che conseguentemente alla sua partecipazione vittoriosa alla prima guerra mondiale divenne la prima potenza mondiale. Da qui ha origine il percorso che porterà alla crisi del ‘29. Qualunque buon testo scolastico ti potrà aiutare in questo studio, anche quello che hai in dotazione. In più ti consiglio di guardare questo
Documentario di H.C.il cui sottotitolo è: “Il crash di Wally del 1929, avvenuto in 2 giornate distinte. Affresco sull’America degli anni ‘20, sui suoi sogni e sulle sue debolezze“.Il collegamento con la letteratura è scontato: “Furore” di John Steinbeck, Tascabili Bompiani, 1993 da cui fu tratto un magnifico film di John Ford. Sono “testi” fondamentali per capire l’impatto distruttivo che ebbe la crisi sulla vita della gente e su un’intera nazione.Per quanto riguarda l’economia, il diritto e scienza delle finanze è inutile dire che questo argomento è in pieno economia, diritto e scienza delle finanze. Quando parli della crisi del ‘29 parli di queste discipline. In particolare però dovresti illustrare il funzionamento della borsa in generale e in particolare le norme che la regolano, facendo riferimento alle profonde distorsioni che a volte ne causano la crisi. Cosa che abbiamo visto succedere con quella attuale. Pensa ad esempio ai titoli spazzatura e alla deregulation voluta da Bush.Per quanto riguarda Geografia puoi poi fare riferimento alla geografia economia, alle risorse naturali, al problema del petrolio ecc.Per francese mi sembra che il collegamento possa risultare un pò forzato ma potresti vedere come hanno vissuto il 1929 i francesi oppureSpero che queste indicazioni possano servirti almeno a impostare e a comprendere meglio questo argomento. Se avrai poi ancora bisogno di consigli scrivimi pure.Buon lavoro. Giano

Cara Gabriella,ti segnalo questo evento che può tornarti utile per arricchire la tesina.”Due crisi a confronto: 1929 – 2009 rimedi e prospettive” ore 15:15, ABI – Palazzo Altieri – Piazza del Gesù 49 – Roma

ringo, lunedì 15 feb ha scritto:

caro Giano,

sono uno studente dell’ultimo anno di un liceo scientifico e sono appassionato di economia. Io vorrei portare una tesina che ha come argomento centrale la crisi del 29 collegandola poi a italiano e filosofia. A me viene in mente Marx e in italiano forse Pirandello. Però non vorrei che il collegamento soprattutto x italiano fosse esclusivamente temporale ma seguisse un filo logico. Quindi volevo chiedere un consiglio sul filo rosso che potrebbe seguire il mio discorso, se gli argomenti sono in qualche modo collegabili o magari un’altra idea.

grazie

Caro Enrico,.

il filo logico nel discorso che vuoi affrontare c’è sicuramente. Tu vuoi partire dall’evento “crisi del 29″. Se da esso allarghi la prospettiva al concetto di crisi economica entrambi gli argomenti che mi proponi hanno solide fondamenta. Per quanto riguarda Marx la difficoltà potrebbe essere quella di muoversi nel mare magnum della sua opera. Egli, infatti, tratta delle crisi economiche e delle loro cause in diversi suoi scritti. Per facilitarti il lavoro di ricerca ma non quello di approfondimento ti segnalo la meritoria opera di Vladimiro Giacchè, il quale ha raccolto i contributi più importanti sul tema da parte del filosofo di Treviri in un volume dal significativo titolo “Il capitalismo e la crisi“. Naturalmente nel maneggiare questo materiale devi sempre mantenere la tua capacità critica. Non si tratta di stabilire se Marx avesse ragione o meno ma certamente sull’attualità delle sue riflessioni c’è poco da discutere se anche il conservatore New York Times, in maniera provocatoria, ha pubblicato un articolo nel quale si pone un interrogativo chiaro e netto: aveva ragione Marx? A proposito di Pirandello il nesso con la crisi economica è ben presente in uno dei suoi romanzi nel quale essa fa da sfondo alle vicende narrate. Sto parlando de “I vecchi e i giovani“. E’ ambientato in una Sicilia in crisi con le campagne afflitte dalla miseria e l’industria mineraria in declino. Questo quadro serve all’autore per mettere in evidenza la pochezza della classe dirigente siciliana e, più in generale, italiana, probabilmente influenzato nella stesura dell’opera dal famoso scandalo della Banca Romana. Come vedi puoi tranquillamente seguire il tuo filo rosso a prescindere dal collegamento temporale. Spero di averti aiutato a chiarire le idee. Riscrivimi e raccontami quali altre vie hai preso seguendo il tuo filo.

Ciao e buon lavoro, Giano

ceccalu, mercoledì 14 apr ha scritto:

Caro Giano,
frequento l’ultimo anno di liceo classico e ho appena sostenuto la prova di ammissione alla facoltà di economia in luiss, in attesa del risultato mi sto concentrando sulla mia tesina, il cui argomento portante sono le crisi economiche, data la mia grande passione e curiosità per l’indagine e per l’analisi delle cause strutturali delle crisi stesse.Avevo intenzione di partire con filosofia, da marx e dalle sue crisi cicliche causate da modelli di produzione “viziati” per poi passare all’analisi di alcune crisi nella storia. Quindi passare all’analisi dei modelli di produzione schiavisti nel mondo latino analizzati in un saggio di Antonio La Penna che mi ha consigliato la prof.(poi sfociati nella crisi del 3 secolo d.C.)e nel mondo greco con polibio e il rapporto tra politica ed economia. Avevo pensato di passare poi ad italiano, con Rosso Malpelo di Verga per quanto riguarda la produzione schiavista e associare anche lo “Spaccapietre” di Gustave Courbet . Di storia avevo pensato alla crisi del 1929. MI mancherebbero materie scientifiche quali Fisica ,Scienze e Matematica (se possibile), cosa mi suggerisci di collegare ? Inoltre volevo un’opinione sull’impostazione generale della tesina…. ti ringrazio in anticipo perchè comunque sono sicuro che qualsiasi consiglio mi sarà d’aiuto.

Caro ceccalu,
devo dire che la mappa concettuale che mi proponi è veramente ambiziosa e con essa dimostri di essere molto volenteroso. Non ho particolari appunti da farti e perciò mi limiterò a darti un paio di suggerimenti circa i nessi mancanti.
Per quanto riguarda l’ambito scientifico potresti sottolineare l’importanza della ricerca quale motore dal quale ripartire per fare in modo che le imprese possano acquisire fette di mercato. In questo
articolo viene sottolineata appunto l’importanza di investire in tecnologia contro la crisi economica. A proposito di matematica potresti fare riferimento all’econometria che è una branca della statistica che analizza i fenomeni economici. In questo lavoro dell’Università di Roma troverai i concetti di base per la costruzione di modelli econometrici. Francamente un eventuale nesso con fisica mi sfugge e penso che potresti occupartene “in separata sede”.
Riscrivimi per farmi sapere se i miei spunti sono stati per te stimolanti. E in bocca al lupo per il risultato della prova di ammissione.
Ciao e a presto, Giano

Giorgio, mercoledì 21 ott ha scritto:

Caro Giano,
sono uno studente del liceo scientifico. Quest’anno devo sostenere gli esami di stato, e sto preparando una potenziale tesina. La mia idea era quella di parlare di crisi economiche principalmente. E vorrei fare di storia un confronto tra quella del ‘29 e quella attuale, quindi porre i punti di contatto e di divergenza, e le possibili soluzioni a quella attuale. Per quanto riguarda la filosofia collegherei Marx e l’opera Il capitalismo. E di italiano Verga con la fiumana del progresso. Vorrei anche legare la letteratura latina, ma non trovo nessun autore che abbia parlato di crisi nella storia di Roma. Grazie in anticipo per l’aiuto.

Caro Giorgio,
una tesina che confronti le due crisi economiche ha sicuramente molti spunti di approfondimento. A questo proposito ti rimando intanto ad
ABC finanze e a questo nostro libro che saranno di tuo sicuro interesse. Vanno molto bene i collegamenti che hai rintracciato con filosofia e letteratura. Per quanto riguarda la storia di Roma il periodo di maggiore crisi (non solo economica, ma anche politica e militare) fu nel III secolo d.C.: anche la letteratura non ebbe autori di spicco. Te ne cito alcuni, nelle cui opere si facevano sentire fortemente gli influssi del cristianesimo: Cecilio Tascio Cipriano, Commodiano, Nemesiano e Lattanzio. Se preferisci non soffermarti su una figura in particolare potresti semplicemente trattare l’epoca in cui questi vissero. Come ultima cosa ti suggerisco di guardare le risposte che ho già dato sulla crisi economica.Un saluto,
Giano.

crisi subprime

giovanni91, martedì 13 apr ha scritto:

Buongiorno Giano, sono un ragazzo che frequenta un liceo scientifico tradizionale a Treviso, e ho scelto come tesina per l’esame:”La crisi economica e finanziaria del 2009″.
Nella commissione di quest’anno, sono presenti i commissari esterni di inglese, storia, filosofia, italiano e latino; perciò avrei preferito trattare queste materie nella tesina, per lasciare più spazio poi ai professori che conosco di farmi domande.
Avevo già pensato ad una sorta di scaletta, però non completa perciò volevo chiederle dei consigli.
Pensavo a:
*INTRODUZIONE DI ATTUALITà: cause della crisi
*STORIA: riferimenti e somiglianze con la crisi del ‘29
*FILOSOFIA: la critica al capitalismo di Karl Marx
*INGLESE: per quanto riguarda inglese mi era stato consigliata la lettura di due romanzi: Furore di Steinbeck e Il grande Gatsby di Fitzgerald, però non sono argomenti che ho trattato durante l’anno, quindi qualsiasi proposta è ben accetta.
*ITALIANO e LATINO sinceramente non saprei proprio in che modo collegarli, per lo meno se riuscisse a trovare un collegamento per almeno una delle due materie,le sarei infinitamente grato.
Infine ero propenso ad una conclusione dove poter citare dei possibili rimedi alla crisi.

Se riuscisse a linkarmi anche solo qualche sito dove poter trovare cause e possibili rimedi della crisi attuale le sarei veramente riconoscente.
Spero di non averla disturbata troppo.
Cordiali saluti,
Giovanni

Caro Giovanni,
i riferimenti che ti sono stati consigliati per inglese sono decisamente calzanti e oggettivamente non saprei fare di meglio. Prova a leggere uno dei due romanzi e non vedere ciò solo come una fatica perchè sono entrambi molto belli. Per italiano e latino ti ribadisco ciò che ho già detto a diversi tuoi colleghi. Non ci sono opere che parlino nello specifico della crisi economica
per cui o si cerca di trovare un senso lato del concetto di crisi dal quale partire oppure è meglio trattare queste due materie a parte. Per quanto riguarda i link su cause e possibili rimedi ti segnalo questo
lavoro dell’Università di Padova,
questo
libro intitolato “La crisi. Può la politica salvare il mondo?” dei professori Alesina e Giavazzi e questa intervista al professor Guido Rossi nella quale egli sottolinea l’importanza delle regole.
Come vedi non mi hai arrecato alcun disturbo e se dovessi avere ancora bisogno torna pure a scrivermi o fallo anche solo per aggiornarmi sull’andamento del tuo lavoro.
Un caro saluto, Giano.

Martina, domenica 28 mar ha scritto:

Caro Giano, frequento il liceo scientifico e come materie d’esame avrò Filosofia, Storia, Italiano ed Inglese con professori esterni, Arte, Geografia Astronomica e Matematica con professori interni. Ho deciso di dare un taglio economico alla mia tesina, partendo dal presupposto che ritengo indispensabile trattare all’esame argomenti che appassionano e che riguardano il proprio futuro,infatti la facoltà che ho scelto di frequentare il prossimo anno è proprio economia. A livello storica, vorrei operare un raffronto tra la crisi economica del ‘29 e quella del 2009 in America, analizzando cause e conseguenze, anche attraverso grafici (che risultano difficili da trovare)così da inglobare anche la Matematica. Questo per quanto riguarda Filosofia intendevo portare Marx, in Arte Wright e in Italiano come il monopolio capitalista ha influenzato l’intellettuale del primo novecento, con analisi di “Non chiederci la parola” di Montale. In Inglese, che è un mio punto di forza, però, non sono ancora riuscita a trovare nulla di abbastanza particolare e interessante da portare. Vorrei sapere quindi se gli argomenti scelti risultano pertinenti e affascinanti, se colpiscono insomma e se hai suggerimenti per migliorare il quadro generale. Inoltre vorrei un consiglio per il titolo, che vorrei fosse stupefacente, ma che purtroppo non riesco a trovare. grazie mille e a presto!

Cara Martina,
condivido con te l’idea di occuparti di ciò che ti appassiona e che influenzerà le tue scelte future. Per quanto riguarda la tua difficoltà a reperire grafici per il raffronto tra le due crisi voglio farti sfruttare le tue capacità in inglese e ti segnalo questo
link dove troverai ciò che cerchi. Il tutto curato dai professori di economia Eichengreen e O’Rourke. A proposito di inglese puoi percorrere due strade: o leggere un romanzo in lingua originale (in questo caso ti consiglierei “The Grapes of Wrath” di John Steinbeck) o occuparti della figura del grande economista John Maynard Keynes e di ciò che lui ha scritto sulla crisi del ‘29 e che oggi è tornato di grande attualità. In proposito ti consiglio la lettura di questo articolo di Lorenzo Bini Smaghi, membro del Board della Banca Centrale Europea. Inoltre ti invito a visitare questa pagina dedicata a Keynes dall’Università di Berkeley. Da ultimo puoi leggere la sua opera più importante “General Theory of Employment, Interest and Money” nella quale parte proprio da un’analisi delle variazioni degli indicatori economici durante la Grande Depressione per elaborare la sua teoria. Per quanto concerne il titolo non me ne viene in mente uno stupefacente ma almeno, direi, uno secco e preciso: “Capitalismo: Morte e Resurrezione”. Cosa ne pensi? Ma al momento non me ne farei un cruccio. Vedrai che quando avrai terminato il lavoro ti sarà chiara l’immagine che vuoi dare di esso attraverso il titolo. Nel complesso il lavoro mi sembra molto ben impostato e perciò ti esorto ad andare avanti anche perchè, riprendendo Montale, mi sembra che tu sappia bene chi sei e quello che vuoi.
Torna a scrivermi e fammi sapere come procede il lavoro.
Ciao e a presto, Giano.

decadentismo

federico, martedì 28 apr ha scritto:

caro giano,
ho seguito i tuoi consigli e mi sono costruito “l’impalcatura” o la struttura su cui costruire la mia tesina. L’idea è quella di collegare il fenomeno della crisi del 29 al concetto generale di crisi..tipo quando si manifesta in determinate coordinate geo-sociali. Inoltre vorrei fare un discorso più ampio per poter infilarci dentro Carlo Marx….vorrei in qualche modo presentare la crisi nella prospettiva del fallimento del capitalismo , e presentare quali sono le possibili soluzioni alternative…il comunismo,ecc…e lì ci metto Marx nella critica appunto al capitalismo.Forse potrei allacciare il Decadentismo al concetto generale di crisi, sotto diversi aspetti. In arte non sarebbe poi difficile trovare un artista decadente oppure un contemporaneo alla crisi del 29 , così come in letteratura inglese. Secondo voi,può essere accettabile l’idea oppure sto considerando la questione sotto troppi aspetti, rischiando in questo modo di perdermi?? Help!!

Caro Federico,
sul decadentismo hai ragione: si tratta di una tipica corrente letteraria di un’epoca di crisi. Così come il nichilismo e l’irrazionalismo, che sono il rispettivo filosofico del decadentismo, sono tipiche “filosofie della crisi”. Uso, non a caso, un’espressione di Benedetto Croce: il filosofo napoletano descrive infatti, nella sua storia d’Europa, in modo davvero magistrale, la temperie culturale di crisi morale e civile che colpì il vecchio continente fra fine Ottocento e Novecento fino alla seconda guerra mondiale. Nell’opera di Croce, troverai riferimenti a iosa a pensatori, artisti e letterati del tempo di crisi. Va bene anche la riflessione che proponi sul concetto generale di crisi: considera che crisi è una parola greca che significa “distinguere”, e cioè “giudicare” (è lo stesso etimo di “criterio”). La crisi, diceva già una ventina di anni fa un illustre docente dell’Università di Napoli ora scomparso, Raffaello Franchini, nel libro “Critica della crisi” dell’editore Cadmo, è interna all’atto stresso del pensiero e della vita: ogni crisi è già sempre anche un’opportunità (il grande poeta tedesco Hoelderlin amava dire che “laddove cresce il pericolo cresce anche ciò che salva”). Franchini, in quel suo libro, distingueva due tipi di crisi: la crisi strutturale, intima all’essenza dell’umanità, che è appunto quella che ti ho sommariamente accennato; e la crisi apocalittica o definitiva, quella che con una “catastrofe”, vorrebbe mettere fine al vecchio mondo e al vecchio uomo, e quindi anche alla dialettica fra crisi e risoluzione della stessa che lo contraddistingueva. E’, chiaramente, un’utopia, anche tragica per certi aspetti. Il marxismo si inserisce, a mio avviso, chiaramente in quest’ambito, che in politica si definisce “millenarismo politico” e che è ricostruito molto bene nel libro di Karl Loewith, “Significato e fine della storia”, che ti consiglio di leggere per il capitolo dedicato a Marx.
Penso di averti dato una buona mano ma se hai ancora bisogno di me, fatti vivo.
Saluti,
Giano

paralisi

Matteo, mercoledì 29 apr ha scritto:

Caro Giano,
volevo chiederti se potevi aiutarmi a trovare gli argomenti riguardo la tesina che avevo progettato di fare.
Il tema voleva essere quello della “Paralisi
quindi in inglese Joyce “Dabliners”
L’inettitudine di Svevo
e poi?
mi servono assolutamente Filosofia,Latino/Greco e poi di fisica..il principio di inerzia?
Oppure per filosofia può andare bene Filosofia della atura di Hegel il momento della meccanica in cui la materia è soggetta alla legge di inerzia?(non mi arrampico sugli specchi?)..AIUTO TI PREGO MANCA POCOOOO!!!grazie

Caro Matteo,
in filosofia il primo concetto che mi viene in mente è quello della “paralisi della volontà”, di cui discetta Croce nella Filosofia della pratica. Ci sono degli individui, dice Croce, che sanno affrontare le questioni nelle più riposte pieghe teoriche ma che poi, quando devono passare all’azione, non riescono in quella “sintesi volitiva” che è proprio degli uomini pratici e della classe dirigente. La paralisi della volontà, o inettitudine, può esserci o per troppa capacità analitica, come nel caso analizzato da Croce, o al crontrario per indifferenza e accidia. Vanno perciò bene i riferimenti a Svevo e Joyce. Per quanto concerne le letterature classiche, io considererei i personaggi del “Satyricon” di Petronio, inetti per lascivia e corruttela morale, e la letteratura dionisiaca di cui parla Nietzsche ne La nascita della tragedia. Tutto sommato anche il riferimento al principio di inerzia in fisica va bene. Non avere paura, dimostri di avere le idee chiare. Comincia a lavorare!
Saluti e auguri,
Giano

Morena, sabato 17 apr ha scritto:

Caro Giano,
sono all’ultimo anno del liceo classico e sto pensando agli argomenti per la mia tesina di maturitá. Avevo pensato al tema della “paralisi“, ed ho visto nell’archivio che hai giá affrontato questo argomento ed i collegamenti proposti erano piú o meno gli stessi che avevo pensato io:
Inglese: Joyce “Dubliners”
Italiano: Svevo e l’inettitudine
Latino: Petronio
Filosofia peró io avevo pensato a Kierkegaard e al suo “dibattersi tra le possibilitá” e alla sua “scheggia tra le carni”.. Croce non l’abbiamo fatto quindi non so bene cosa sia la “paralisi di volontá” di cui parlavi!
Soprattuto peró mi servirebbe un collegamento con storia.. Avevo pensato al periodo tra le due guerre mondiali forse..
Fisica pensavo anch’io al principio di inerzia, non é nel programma di quest’anno peró non vedo altri collegamenti!
E mi rimane fuori anche latino e geografia astronomica e davvero non ne ho la piú pallida idea..
Anche se il piú urgente é storia!
Grazie mille per il consiglio
Morena

Cara Morena,
devo dire che anche l’idea di Kierkegaard è molto buona, e ti invito senz’altro ad approfondirla; in storia potresti portare, poi, la “
grande depressione” del 1929, che segnò davvero una drammatica battuta d’arresto nello sviluppo economico dell’epoca, specialmente nel settore edilizio e dell’industria pesante. In latino confermo anche a te il riferimento agli inetti e corrotti personaggi di Petronio, e nelle materie scientifiche potresti portare i buchi neri, entità capaci di assorbire la luce e, nelle loro vicinanze, di causare una sorta di rallentamento e quindi arresto del tempo.
Ti auguro buono studio,

pessimismo

mara, sabato 20 mar ha scritto:

Salve, frequento il liceo classico e per la mia tesina mi affascina molto il legame Leopardi-Schopenhauer e la loro visione pessimistica della realtà, ma mi sembra un argomento piuttosto circoscritto sia per la quantità di informazioni da riportare sia perchè i professori ci hanno consigliato di coinvolgere tre discipline. Forse dovrei allargare il discorso e fare una tesina sul pessimismo, ma altri collegamenti come ad esempio con Tacito o Apollonio Rodio mi sembrerebbero forzati. Inoltre il consiglio di classe ha deciso (purtroppo) di escludere storia dell’arte, forse l’unica materia che avrei potuto accostare, dagli esami. Tuttavia sono ancora convinta che se riuscissi a sviluppare bene l’idea originale il lavoro finale potrebbe risultare pregevole. Saprebbe quindi suggerirmi come dare un taglio particolare e interessante?
grazie per la disponibilità

Cara Mara,
forse la chiave per rendere ancor più interessante ed originale un tema tutt’altro che superfluo o poco stimolante come il pessimismo, potrebbe essere quello di indagare le circostanze storiche che, di volta in volta, andarono a nutrire le posizioni di autori che noi oggi riconosciamo come capisalidi del pessimismo. Pensa, ad esempio, a Machiavelli: il suo lucido trattato di teoria politica “Il principe”, che ancora parla alla nostra sensibilità come opera modernissima, è permeato dall’inizio alla fine dall’amara consapevolezza della sostanziale negatività della natura umana. Non mi sembrano affatto forzati i collegamenti che proponi con Apollonio Rodio e Tacito: in particolare, il Giasone delle “Argonautiche” è tutt’altro che un eroe positivo, è anzi un anti-eroe incapace di agire e di decidere. Egli non è il curioso e coraggioso Ulisse, che è arso dalla continua sete di conoscenza (tanto che Dante lo immaginerà punito proprio per questa), pronto ad uscire con una nuova idea da ogni situazione, per oscura che sia, bensì un uomo coinvolto in un’impresa – la ricerca del vello d’oro – di cui non capisce l’utilità e il senso. Un collegamento valido per latino, poi, potrebbe risultare, assieme a Tacito, il poeta epico Lucano, che si pone a sua volta, in qualche modo, come vero e proprio anti-Virgilio: egli non nutrì alcuna fede, nel comporre la sua opera, nelle “meravigliose sorti e progressive” della storia romana, come invece ebbe l’autore dell’Eneide, organico all’ideologia del neonato potere imperiale di Augusto.
Qui potrai leggere delle interessanti notazioni in questo senso. Cosa unisce Machiavelli, Apollonio Rodio, Lucano? Una possibile lettura è quella politica: essi si trovarono a compiere la loro parabola intellettuale ed artistica in momenti di crisi e restringimento dello spazio politico in cui i loro antenati avevano avuto libero modo di esprimersi: il potere che essi vivevano era un potere assoluto, non partecipato, che lasciava spazio poco o nullo all’azione del singolo. Eccoti dunque una possibile chiave per impostare la tua tesina; se mi riscriverai dandomi la lista delle altre materie che intendi includere nel percorso, sarò felice di continuare ad aiutarti. Aspetto tue notizie,
Giano