Tesina diversità
altro
Barbara Di Giacinto, martedì 29 dic ha scritto:
Caro Giano,
frequento l’ ultimo anno del liceo classico di Roseto degli Abruzzi e voglio iscrivermi alla facoltà di giurisprudenza della Luiss.Per la mia tesina pensavo di partire da una frase che mi ha estremamente colpito: l’ imperativo categorico kantiano “agisci in modo da trattare l’ umanità…sempre anche come fine e mai semplicemente come mezzo”.A questo ho pensato di legare “l’ importanza dell’ altro” e filosofi come Derrida, Levinas, Todorov e anche la Zambrano e la Harent….Vorrei tanto un tuo parere su questo primo “nucleo” della mia tesina e magari un tuo aiuto. Grazie
Cara Barbara,
le connessioni che ti sono venute in mente e i nomi che citi sono più che corretti ma credo che tu abbia bisogno di enucleare meglio il tema del tuo lavoro. Proviamo a farlo insieme. Prima di affermare l’importanza dell’altro, è necessario chiedersi che cosa sia l’alterità. Platone nel “Sofista” la definisce come il contrario dell’identità. In questa prima definizione si può subito dedurre che la relazione all’altro è parte costitutiva di ogni essere o anche che l’essere non si identifica mai con l’identità. Da queste premesse scaturiscono una serie di implicazioni etiche. Non a caso il punto di partenza del tuo viaggio è il principio categorico kantiano. Per Kant non è possibile attribuire una volontà pura e incondizionata all’uomo perché essa è sempre con battuta tra inclinazioni e virtù, ma si può affermare che la sua volontà sia buona perché si basa sulla rappresentazione del dovere. La legge morale, in altri termini, non è un’esigenza che l’uomo segue per necessità di natura. Per questa ragione essa deve necessariamente essere espressa in un comando, un imperativo. Ora, per capire il senso dell’aggettivo categorico che Kant attribuisce alla legge morale, è necessario sapere che per il filosofo tedesco esiste una legge morale con valore universale e che tale affermazione non ha bisogno di essere dimostrata perché è immediatamente evidente: è un fatto della ragione. Quindi imperativo significa prima di tutto che si tratta di un principio pratico, che deve regolare le azioni di tutti, e categorico significa che ciò che determina la tendenza ad un fine è la sola legge morale. A differenza dell’imperativo ipotetico che subordina il comando dell’azione da compiere al raggiungimento di un determinato scopo, l’imperativo categorico ha il proprio fine in sé solo. Per rendere più chiara questa importante distinzione Kant ci porta degli esempio: imperativo ipotetico si esprime secondo la formula “se vuoi…(essere promosso) allora devi (studiare)”, mentre l’imperativo categorico afferma: “devi perché devi”: il suo valore non dipende dal suo contenuto ma dalla sua ‘forma’ di legge. E la legge che impone è l’universalità. Eccoci giunti alla tua citazione. Quello che tu cogli è che nell’universalità della legge morale di kant è possibile cogliere una grande attenzione all’alterità e soprattutto alla relazione con essa nella vita pratica e comunitaria. Gli altri non devono diventare mezzo per le nostre azioni, strumenti per i nostri fini!
Da qui puoi con facilità collegarti a Lévinas per cui la responsabilità verso l’altro, il suo volto, la sua voce è il principio che regola la vita etica. Si tratta di una relazione che deve rimanere tale, che non deve cioè far sì che l’altro sia assorbito, costretto al ‘proprio’. Su responsabilità e alterità di Lévinas, di cui ti consiglio di leggere il terzo capitolo.In realtà, in Levinas si pone un problema dal momento che l’Altro con la A maiuscola è per Levinas la voce di Dio che resta sempre celata e irraggiungibile, nonostante lasci in noi una traccia di estraneità mai riassorbibile. Non a caso il punto di raccordo tra Derrida e Levinas si gioca proprio sul senso di questa ‘traccia’ di alterità in noi. Può esserti utile leggere questo breve saggio.
Todorov, invece, avvicina la questione dell’altro a terreni, per così dire, più concreti anche se sullo sfondo resta questa idea di responsabilità per chi è altro da noi, che appartiene ad altre culture e a cui è necessario avvicinarsi attraverso il dialogo. Questa intervista può esserti utile, come questo video.
Va benissimo anche il riferimento alla Arendt per la quale la politica dovrebbe sempre conservare il carattere delle antiche polis greche in cui i cittadini partecipavano alla vita attiva della comunità entrando pubblicamente in dialogo con gli altri, confrontandosi. Per finire, citi la Zambrano: un mio grande amore! “L’essere – dice la poetessa – è vario non uno”, radicale eterogeneità, commistione e “affermare l’uno come alterità è come unire due parole per la prima volta”. Con questi bellissimi versi ti lascio immergere nel tuo lavoro, sperando di averti reso la strada un po’ più percorribile!
Ciao, Giano
Giulia, martedì 09 mar ha scritto:
Ciao Giano, sono Giulia e frequento l’ultimo anno al liceo linguistico. Ti scrivo perché ho dei problemi ad impostare la mia tesina. Il tema che ho scelto è il rapporto io/altro,ma non ho ancora le idee ben chiare su come procedere. Leggendo un’introduzione alla filosofia di Lévinas sono partita dall’importanza del volto dell’altro che ci impone un dovere morale. Quindi vorrei incentrare la mia tesina prevalentemente sulla resposabilità dell’uomo nei confronti dell’altro, del diverso. La mia riflessione segue constatando che appunto spesso si cerca di cambiare il volto dell’altro rendendolo diverso, alieno da me,per sottrarsi a questa responsabilità etica, che invece sussiste in quanto anche colui che categorizziamo come diverso è un essere umano tale a me.Per filosofia avevo pensato a Lévinas e all’importanza del volto, per latino a Seneca “Schiavi sunt, immo homines” e per storia(anche se non sono ancora certa) il processo di de-umanizzazione che avveniva all’interno dei campi di concentramento-appunto perchè è più facile uccidere un numero piuttosto che un volto che mi ordina “tu non ucciderai”. Le altre materie con cui devo fare collegamenti sono italiano, inglese, francese, tedesco…inoltre pensavo ad un collegamento con l’attualità, per quanto riguarda i clandestini, verso i quali si ritiene di svincolarsi dal dovere morale in quanto “irregolari”, ovvero si pensa che i diritti nascano nello Stato e che non siano insiti nell’essere umano in quanto tale (ben dimenticandosi, purtroppo, dei droits naturels de l’homme!)Spero di essere stata abbastanza chiara, cosa che mi riesce difficile visto che la mia testa è confusione! Ti ringrazio in anticipo dell’aiuto!!!=)
Cara Giulia,
hai scelto di trattare un argomento serio e delicato che dovremmo tenere tutti bene a mente nel nostro vissuto quotidiano. Mi sento di fugare i tuoi dubbi per storia e dato che mi sei sembrata volenterosa nelle tue richieste mi viene da indicarti la lettura di questo libro, appena uscito, del professor Mario Patricelli intitolato “Il volontario“. E’ la straordinaria storia del tenente Witold Pilecki che
si fece internare volontariamente ad Auschwitz per organizzare una prima forma di resistenza dall’interno fornendo per quasi tre anni informazioni agli alleati su cosa stesse accadendo e riuscendo poi a fuggire nel ‘43 per poi prendere parte all’insurrezione di Varsavia e finire giustiziato dai suoi stessi fratelli polacchi, divenuti comunisti, con l’accusa di essere una spia.
Lui non ebreo, nè filo-americano, nè filo-comunista ha combattuto per i
diritti, per la libertà, per la vita degli altri con unico fine la
giustizia. Una figura esemplare. Ti allego anche questa intervista all’autore. Mi piace anche l’idea di fare riferimento all’attualità. E’ un quid in più che dai al tuo lavoro. Per quanto riguarda le materie mancanti per italiano potresti fare riferimento a Primo Levi e al suo “Se questo è un uomo” .
Otterresti così un ulteriore nesso anche con storia e contribuiresti a
mantenere vive parole come queste che mai dovranno essere dimenticate:
Voi che vivete sicuri
nelle vostre tiepide case,
voi che trovate tornando a sera
il cibo caldo e visi amici:
Considerate se questo è un uomo
che lavora nel fango
che non conosce pace
che lotta per mezzo pane
che muore per un si o per un no.
Considerate se questa è una donna,
senza capelli e senza nome
senza più forza di ricordare
vuoti gli occhi e freddo il grembo
come una rana d’inverno.
Meditate che questo è stato:
vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
stando in casa andando per via,
coricandovi, alzandovi.
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
la malattia vi impedisca,
i vostri nati torcano il viso da voi.
A proposito di letteratura inglese mi viene in mente il romanzo di Edward Morgan Forster “Passaggio in india“. La trama si gioca tutta sul rapporto con l’altro. Il protagonista, il dottor Aziz, si conforma alla cultura britannica accettando la sua “inferiorità” e quando sembrerà prospettarglisi la possibilità di instaurare rapporti umani su una base paritaria calerà su di lui la scure di un’accusa infamante. Amaramente nel momento in cui verrà assolto prenderà coscienza della sua ineludibile diversità. Se fossi interessata a leggerlo ti segnalo questa possibilità alternativa ed altrettanto piacevole: ascoltarlo letto ad alta voce all’interno del programma Il Terzo Anello di Radio3. In merito a letteratura francese ti consiglio un classico come “Lo straniero” di Albert Camus. Il protagonista tende sempre a essere in armonia con sè e con gli altri, tutt’altro che straniero, fino a quando non commetterà un delitto assurdo, inspiegabile per lui stesso, che lo renderà agli occhi dell’opinione pubblica un mostro. A quel punto l’armonia sarà persa e sentirà un rigurgito di felicità solo in prossimità della morte. Per un primo approccio al testo ecco qui una sua recensione. Per tedesco ti esorto a fare un salto in biblioteca alla ricerca di questo saggio “Ritratti dell’altro. Figure di ebrei in esilio nella cultura occidentale” curato dalla germanista Maria Sechi che ti permetterà di avere un ulteriore aggancio con l’argomento di storia oltre ad offrirti una carrellata di grandi intellettuali ebrei tedeschi purtroppo costretti all’esilio e paradossalmente, direi, perchè è proprio la Germania il luogo di nascita dell’ebraismo moderno.
Spero anch’io di essere stato abbastanza chiaro ed esauriente. Riscrivimi se hai nuovi dubbi o anche solo per raccontarmi come stai proseguendo.
Ciao e buon lavoro, Giano
disabilità
Federica, lunedì 25 gen ha scritto:
Caro Giano,
frequento l’ultimo anno del liceo delle scienze sociali e ormai è tempo di pensare all’argomento della tesina..pensavo di fare qualcosa sulla disabilità..potresti darmi qualche indicazione?anticipatamente grazie!
Federica
Cara Federica,
complimenti per aver scelto un argomento così importante. Dire disabilità, però, significa parlare di un mondo nel suo insieme, cosa che per chiunque risulterebbe sicuramente non facile. Dovresti, perciò, circoscrivere il raggio di azione nel quale muoverti scegliendo un aspetto della disabilità: magari quello che più ti colpisce o smuove qualcosa dentro di te. Per prima cosa ti rimanderei alla voce Sordità presente nel sito di Giano dove troverai la risposta che ho dato alla bella e-mail inviata da Ilaria, partita dal suo caso personale per affrontare l’argomento. Per quanto mi riguarda, al momento, posso solo offrirti qualche suggestione cinematografica e letteraria che spero possa ispirarti nella tua scelta. La prima che mi viene in mente riguarda forse l’ultimo grande capolavoro del cinema muto: “Luci della città” di Charlie Chaplin. E’ la storia di un vagabondo che cerca di aiutare una fioraia cieca a riacquistare la vista trovando i soldi per permetterle di operarsi. Il film è pieno di gag “alla Charlot” ma il finale è veramente poetico ed emozionante. Più vicina nel tempo è invece la storia che il regista danese Lars Von Trier ci narra nel suo bellissimo film “Le onde del destino“. Storia di un amore tra una ragazza scozzese, semplice e fervente credente, e un uomo straniero ambientata all’interno di una piccola comunità chiusa. La sopravvenutà disabilità dell’uomo porterà Bess, la protagonista, al sacrificio umano e morale. Tutto per amore di Jan, fino alle estreme conseguenze, purchè egli guarisca. Se penso alla letteratura mi viene da ricordare il commovente romanzo di Giuseppe Pontiggia “Nati due volte” nel quale egli racconta la sua esperienza personale con il figlio disabile.
Questo passo condensa magnificamente il significato del titolo:
Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende da voi.
E bellissima è la dedica:
Ai disabili che lottano non per diventare normali ma se stessi.
Il libro è una lucida riflessione sulla disabilità senza cadere mai nel pietismo. Ad esso si è ispirato Gianni Amelio per il suo film “Le chiavi di casa“. Da ultimo ti voglio menzionare un piccolo racconto di H.G.Wells, grande narratore inglese del genere fantasy, dal titolo:
“Nel paese dei ciechi“. E’ la storia di un uomo che si trova a fare i conti con una comunità composta da soli ciechi nella quale egli costituirà l’eccezione, l’anormalità. Tant’è che quando si innamorerà di una di loro i membri della comunità gli imporranno di elevarsi dalla sua condizione di minorità diventando egli stesso cieco. A lui starà l’ardua scelta… E’ una rappresentazione del mondo alla rovescia che ci invita a riflettere su cosa sia veramente la cosiddetta “normalità”.
Spero di averti dato qualche buono spunto da cui partire. Individua un tema, magari un titolo, e torna a scrivermi indicandomi le materie tramite le quali vuoi strutturare la tua tesina. Così potrò anch’io essere più preciso nei riferimenti da suggerirti.
Ciao e buon lavoro, Giano.
simOlove, martedì 13 apr ha scritto:
ciao Giano…mi chiamo simona e frequento l’ultimo anno di liceo artistico…nella mia tesi voglio parlare del mio percorso di volontariato con i ragazzi disabili….parlare della diversità mentale….avevo pensato x arte van gogh…e poi?!?! e come posso parlare del volontariato ? spero di sentirti presto!
Cara Simona,
il tuo impegno nel volontariato con i ragazzi disabili, e la tua scelta di fare una tesina sul volontariato ti fanno onore.
Mi chiedi come puoi parlare di questo argomento? Chi meglio di te ne può parlare. Parti dalla tua esperienza poi allarga il discorso al volontariato in generale, alle associazioni, alle organizzazioni: Amnesty International, Associazione Luca Coscioni, Emergency, Greenpeace, Legambiente, Lega italiana per la lotta contro l’AIDS, Medici Senza Frontiere… e poi affronta il volontariato in Italia nel settore della sanità di cui ti mando un link dove troverai molti dati.
Per le altre materie potrei consigliarti per italiano un bellissimo racconto, di una storia reale, riportata in un recente libro di Mario Calabresi attuale direttore della Stampa. Il titolo è: “La fortuna non esiste. Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi”. La frase significativa di questo libro è: “Non importa quante volte cadi. Quello che conta è la velocità con cui ti rimetti in piedi.” Il racconto che ti segnalo è quello di un ragazzo disabile. Vedrai ti piacerà. Anche gli altri sono belli.
Per arte Munch va bene anche se è un po’ scontato.
Prova a buttare giù una mappa concettuale. E se hai ancora bisogno di me riscrivimi, ma spiegami meglio come vuoi sviluppare il lavoro. Ti aiuterò volentieri.
Ciao. Giano.
diversità
Lucia, mercoledì 10 mar ha scritto:
Salve Giano,
mi chiamo Lucia e frequento l’ultimo anno del liceo linguistico. Mi servirebbe un aiutino per la mia tesina. Per le nostre tesine quest’anno partiamo tutti da un area di progetto comune, il mito, dal quale poi si svilupperà l’argomento della nostra tesina. Io voglio parlare della diversità intesa come malattia, vale a dire che spesso coloro che appaiono “diversi” spesso vengono considerati malati in quanto il più delle volte diversità è intesa appunto come malattia. Sono partita da tre miti: Il prometeo di eschilio, La Medea di Euripide e il Filottete di Sofocle. Questi sono considereti diversi e da questi miti ho ricollegato italiano parlando della poetessa Alda Merini, inserendo il suo libro “diario di una diversa” il quale parla della sua vita. Ho trovato anche il collegamento con biologia inserendo le abberrazioni cromosomiche e le varie sindromi (come ad esempio la sindrome di dawn). Adesso mi manca la cosa più importante: le lingue. Non riesco a trovare collegamenti soddisfacenti con inglese e francese..Ho chiesto parecchi consigli ai miei insegnanti ma tutto ciò che mi propongono non mi sembra che c’entri molto col taglio che ho dato alla mia tesina.. Mi potresti dare una mano?? Secondo te dovrei inserire altre materie?? come ad esempio filosofia o storia dell’arte?? Sarebbe interessante ma ho paura che poi venga troppo lunga visto che per esporla ho solo dieci minuti..aspetto la tua risposta…grazie
ciao!
Cara Lucia,
devo dire che la vostra idea di partire da un’area di progetto comune mi sembra molto interessante. In questo modo da un filo conduttore unificante per la classe potranno poi emergere le vostre individualità e le vostre capacità.
Capisco la tua necessità di trovare argomenti pregnanti e calzanti per quanto riguarda le lingue dato la scuola che frequenti. Cercherò di rispondere alla tua richiesta di aiuto. Visto che per quanto riguarda italiano sei partita da un’autrice che ha vissuto il disagio della malattia potresti usare questo criterio anche per inglese e francese. Ciò darebbe ancor più coerenza al tuo lavoro. In merito a letteratura inglese non posso esimermi dal ricordare la figura di Virginia Woolf. Comincia col leggere questa sua biografia per avere un quadro d’insieme della sua vita. Poi per andare più nello specifico ti segnalo questo breve saggio tratto dal libro “Storia psichiatrica di Virginia Woolf”. Inoltre ecco qui la recensione di un interessante libro dal titolo “La mia follia mi ha salvato. La follia e il matrimonio di Virginia Woolf” dell’analista e scrittore Thomas Szasz. L’autore fa un’analisi critica dei luoghi comuni della psichiatria prendendo a idealtipo la vita della scrittrice britannica smitizzando le etichette a lei affibbiate in maniera un pò semplicistica di “donna maritata” e “genio folle”. Come hai detto bene tu a volte la diversità viene troppo facilmente ricondotta nell’alveo della malattia. Se non lo avessi ancora visto mi piace farti presente il bellissimo film “The Hours” con una bravissima Nicole Kidman nei panni della Woolf. Nel caso tu invece volessi partire da un romanzo nel quale è presente la tematica della malattia potresti rifarti a “Jane Eyre” di Charlotte Bronte nel quale la moglie di Mr. Rochester viene tenuta imprigionata perchè pazza. E’ un possibile percorso alternativo che puoi esplorare. A proposito di letteratura francese mi viene in mente il grande scrittore Guy de Maupassant. Dalla sua biografia emerge il travaglio fisico dovuto alla sifilide contratta probabilmente dal padre o da una prostituta in giovane età.
Per un primo approfondimento ti rimando a questo saggio “La pazzia di Guy de Maupassant” che delinea in parallelo il quadro clinico dell’autore e il suo percorso creativo.
In merito alla sua opera ti consiglio la lettura dei “Racconti dell’incubo” che sono pervasi e alimentati dalle sue ossessioni personali. Per quanto riguarda le altre materie da collegare mi sembra un discorso di buon senso quello di non mettere troppa carne al fuoco. Considera che già dovrai essere brava a esporre i tre miti dai quali vuoi partire e le altre quattro materie in appena dieci minuti. Meglio non andare a complicarsi la vita ulteriormente.
Spero con i miei suggerimenti di essere riuscito a interpretare il taglio che vuoi dare alla tua tesina. Riscrivimi per farmelo sapere e per aggiornarmi sullo stato dei lavori.
Ciao e a presto, Giano.
Giulia_91, lunedì 22 mar ha scritto:
Ciao Giano,
Sono Giulia, una ragazza che frequenta l’ultimo anno di liceo socio psico-pedagogico, e tra pochi mesi avrò l’esame di maturità. Le materie d’esame saranno: italiano, latino, matematica e inglese (con prof esterni) e pedagogia, arte, storia, filosofia e geografia astronomica (con prof interni).
Avevo bisogno di qualche consiglio per la tesina (che non coinvolgerà tutte queste materie, ma un massimo di 4-5 per volere dei prof).
Il titolo scelto è DIVERSA-MENTE:
volevo parlare dell’esclusione sociale (immigrati, anziani, handicappati..) partendo da una mia esperienza personale con queste persone (avendo avuto esperienze con persone diversamente abili, avendo servito alla mensa della caritas, entrando in contatto con i poveri del nostro paese, o avendo trascorso giornate all’interno di case famiglia, con bambini disagiati, stranieri ecc..). Volevo porre al centro della mia tesina il concetto dell’esclusione sociale, spesso fondato sulla paura del diverso o sul disconoscimento del valore dell altro, nella sua diversità.
Mi piaceva anche l’idea di parlare della biodiversità in campo biologico (che permette alle diverse specie di vivere sulla terra), del pluralismo (come riconoscimento del diritto di esprimere e sostenere idee diverse, che sta alla base della democrazia), dell interocultura (come dialogo fra le culture, scambio di idee, scoperte, invenzioni ecc..). Ma non sono riuscita a selezionare ancora argomenti specifici per ciascuna delle discipline che mi piacerebbe inserire all’ interno della mia tesina. L’unico argomento forse deciso è la seconda guerra mondiale in storia, in quanto Hitler fondò la sua visione di una società perfetta, in cui tutti fossero uguali, puri, non contaminati dai “diversi” (ebrei, nomadi, omosessuali, i dissidenti politici, gli apolidi, gli handicappati). Mi piacerebbe però collegare anche filosofia, italiano, inglese, e la materia di indirizzo pedagogia. Lei che collegamenti mi consiglia? La ringrazio, spero di ricevere una sua risposta.
Saluti Giulia
Cara Giulia,
è lodevole il tuo intento di incentrare la tua tesina sul tema della diversità e della contaminazione, e insieme sulla sua esclusione e sul suo rifiuto: e si sente che la questione ti sta particolarmente a cuore, dato che ne hai esperienza diretta grazie alla tua attività di volontariato. Veniamo ai collegamenti che mi chiedi: in storia è buono il tuo collegamento con Hitler. In effetti il tragico progetto bio-politico del nazismo passò per il sistematico sterminio, pianificato scientificamente, del “diverso”, come tu osservi, in ogni sua possibile accezione. In filosofia il punto di riferimento imprescindibile della riflessione sull’atteggiamento nei confronti dell’alterità è sicuramente il “Trattato sulla tolleranza” di Voltaire, pensatore al quale si attribuisce la nota frase “non sono d’accordo con te, ma darei la mia vita per consentirti di esprimere le tue idee”. Per quanto riguarda la letteratura italiana, è certamente da approfondire la personalità di Italo Svevo, nell’interessante ottica di questo saggio. In storia dell’arte ti consiglio di prendere le mosse dalla poesia di Baudelaire “L’albatro”, in cui l’autore si interroga sulla condizione sociale del poeta, “diverso dagli altri”, spesso non integrato nella società, ma capace di vedere più lontano: un pittore suo contemporaneo che sicuramente condivise questa sorte fu Paul Gauguin, che, non a caso, cercò scampo e ossigeno per la propria personalità creativa, in una cultura “altra” e diversa rispetto a quella europea, quella polinesiana. In geografia astronomica, infine, potresti approfondire il fenomeno della precessione degli equinozi moto “atipico” che fa cambiare, lentamente ma inesorabilmente, la posizione dell’asse terrestre. In inglese, poi, credo che potrebbe essere molto stimolante una lettura nell’ottica del “diverso” del classico “Frankenstein” di Mary Shelley. In pedagogia, infine, hai a disposizione delle problematiche delicatissime e della massima importanza, specialmente in una società sempre più marcatamente multiculturale come la nostra: come insegnare l’accettazione del diverso? e, allo stesso tempo, come portare avanti percorsi formativi che, pur tenendo conto della diversità delle capacità individuali, delle culture, delle credenze, non risultino al tempo stesso discriminatori o ghettizzanti? Qui potrai trovare alcuni punti di vista su tali cruciali questioni. Spero di esserti stato d’aiuto, buono studio
Giano
omosessualità
Chiara, martedì 26 gen ha scritto:
ciao giano! anche io quest’anno dovrò affrontare la maturità. Io frequento il liceo socio psico pedagogico ed ho deciso di affrontare nella mia tesina il tema dell’omosessualità. le volevo chiedere se i collegamenti che ho fatto sono giusti: -italiano: Pasolini con amado mio;
-latino: catullo e petronio;
-storia:la persecuzione degli omosessuali della 2° guerra mondiale;
-pedagogia: freud( lo sviluppo psico sessuale) e l’omosessualità negli adolescenti;
-matematica:Alan Turing;
-inglese: il ritratto di Dorian Gray.
le sembra interessante? Ha dei consigli da dirmi?
grazie mille!
Cara Chiara,
hai scelto certamente un tema delicato e serio sul quale ho già avuto modo di esprimermi in un’ altra risposta che ti invito preliminarmente a leggere. Complimenti per la scelta di Pier Paolo Pasolini. E’ un bene tener viva la memoria di questo intellettuale sì controverso ma che ha senza dubbio offerto un punto di vista alternativo nel commentare e scrivere degli italiani e dell’Italia più in generale. A posteriori si potrebbe dire che non avesse tutti i torti…Scegli ,con “Amado Mio” di parlare di un Pasolini giovane scrittore, meno conosciuto rispetto a quello più maturo degli Scritti corsari o di Petrolio. A tale proposito ti segnalerei il suo primo romanzo dato alle stampe, essendo Amado Mio stato pubblicato postumo nel 1982, e cioè Ragazzi di vita, che poichè parlava anche di prostituzione giovanile maschile gli costò, oltre alla ferocia della Critica, un processo che terminò con un’assoluzione piena. Per quanto riguarda Catullo ci sono vari carmi che parlano dell’amore omosessuale: ti segnalerei in particolare quelli in cui l’ autore prende in giro Cesare sulla sua presunta omosessualità. Riguardo Petronio
immagino tu ti riferisca al Satyricon. E allora mi piace ricordare che da esso venne ispirato il grande Federico Fellini che ne fece un film di cui ti lascio questo gustoso estratto nel quale viene narrata la “Storia della Matrona di Efeso”. Sulla persecuzione nazista degli omosessuali ti rimando a questo sito e a questa ricca bibliografia sull’argomento. Per quanto riguarda Freud e l’omosessualità negli adolescenti ti invito a dare un’occhiata a questo link e a fare riferimento al carteggio con lo studioso berlinese e amico fraterno Wilhelm Fliess nel quale egli tratta la nozione di “omoerotismo”. Meritorio da parte tua il fatto di voler ricordare la figura dell’antesignano dell’informatica Alan Turing. E, direi, oltremodo attuale visto che solo nel settembre scorso il governo britannico ha pensato bene di chiedere scusa ufficialmente a Turing, morto suicida, per il trattamento gravemente persecutorio che gli venne riservato in quanto omosessuale. A oltre 50 anni di distanza verrebbe da dire meglio tardi che mai. Devo dire che trovo la tua trama veramente interessante. Sta a te ora svilupparla…
Torna a scrivermi e fammi sapere come procede la tessitura. Buon lavoro!
Ciao, Giano
carlo, martedì 12 gen ha scritto:
Caro Giano sono uno studente che quest’anno è alle prese con la maturità e con la tesina ho visto che nel suo spazio in questo sito lei da molti consigli utili a noi studenti.
il mio argomento di tesina ,se non cambio idea ma non credo, è l’omossessualità e l’omofobia lei sarebbe così gentile da aiutarmi a creare dei collegamenti non troppo banali con le materie che studio ,io faccio il liceo classico quindi mi interesserebbe arte latino greco filosofia italiano storia .
In questo periodo poi sono stato affascinato dal dandysmo secondo lei potrebbe starci ?
aspetto una sua risposta e la ringrazio
carlo
Caro Carlo.
il tema dell’omosessualità, a cui giustamente colleghi quello dell’omofobia, è complesso, delicato e difficile da trattare. Anche molto doloroso per le tante ingiustizie e violenze che nel corso dei secoli sono state compiute e che ancora si compiono nel mondo nei confronti del terzo sesso. Non è difficile trovare collegamenti con diverse discipline “non troppo banali”; la difficoltà sarebbe trovarne di banali essendo la materia così sensibile.
Cominciamo da Arte. La storia dell’arte è piena di opere che trattano questo tema, pensa solo alla rappresentazione del San Sebastiano, il martirio del soldato romano, i cui quadri sono presenti in centinaia di edifici religiosi e civili. Ancora oggi si discute della legittimità dell’appartenenza degli Omosessuali alle forze armate e che io sappia solo gli Stati Uniti hanno legiferato in maniera positiva. Per arte potrei continuare per molte pagine. Ad esempio, nell’anno appena finito è stato prodotto un bellissimo film che tratta dell’omofobia e della discriminazione: “MILK” di Gus van Sant, con Sean Penn e James Franco, a cui puoi aggiungere tante altre opere cinematografiche di grandi registi. Per letteratura non hai che l’imbarazzo della scelta. Saffo, “Frammenti” (non dimenticare che l’omosessualità è anche femminile); Seneca, “Lettere a Lucilio”; lo splendido “Memorie di Adriano” di Marguerite Yourcenar. E anche qui si potrebbe continuare con le citazioni.
Per storia potresti trattare della persecuzione nell’antichità (e purtroppo ancora ai giorni nostri) e di come la diversità sessuale è stata considerata e, come è ancora considerata, (nel migliore dei casi malattia) nelle religioni, compresa quella cattolica attuale. Nel medioevo gli omosessuali venivano condannati alla pena della griglia.
Come vedi mi sono mantenuto su indicazioni molto generali poiché non so che taglio vorrai dare alla tua tesina poiché dovrai necessariamente restringere il campo della tua ricerca, nel tempo, nello spazio, o nei singoli argomenti. Ma un’ultima indicazione di attualità voglio dartela: l’ignobile aggressione a Roma di due gay da parte di “Svastichella” balordo fascista condannato ieri a sette anni di reclusione. Notizia a cui puoi collegare la cultura nazista su questo argomento.
Fammi sapere che scelte farai. Se vuoi poi ne parliamo di nuovo.
Ciao e buon lavoro.
razzismo
maryxx96, domenica 11 apr ha scritto:
io sono mary ciao giano frequento la terza media dell’istituto G.Mameli vorrei chiederti se la mia mappa concettuale è corretta
argomento: razzismo
francese:una poesia contro il razzismo
inglese:Nelson Mandela
geografia:marocco e province
antologia:Martin Luther King
scenze:le leggi di Mendel
Musica:Louis Armstrong
artistica:i principi dell’arte islamica
storia:mussolini
poi non so cosa fare riguardo ed.fisica e letteratura cioè qualche scrittore non so se mi può dare consigli riguardo a questo comunque grazie lo stesso.
Cara Mary,
sono sempre contento quando un ragazzo o una ragazza afrontano un tema così importante come il razzismo e perciò ti rispondo con particolare piacre.
Allora la tua mappa concettuale mi convince però al posto delle leggi di Mendel io trattereri le aberranti teorie naziste sulla razza che a quel tempo venivano considerate scientifiche non solo in Germania. Poi per quanto riguarda educazione fisica ti consiglio di riprendere le Olimpiadi del 36 che si svolsero in Germania nelle quali trionfò Jesse Owens a cui Hitler non volle stringere la mano. Guarda questo video.
Infine per letteratura italiana un libro tra i tanti che trattano questo tema è Il giardino dei Finzi Contini. Storia di una famiglia ebrea ferrarese mandata ai lager.
Ciao. Ti auguro sinceramente di fare una buona tesina.
Giano
straniero
ali91, domenica 18 apr ha scritto:
Salve prof…
sono Alice e frequento il quinto anno del liceo scientifico… volevo trattare come tema per la mia tesina la diversità, e ho trovato molto interessanti le risposte che ha già dato ad altri studenti. Ma più che la diversità in generale volevo parlare della paura del diverso inteso come razzismo o xenofobia. é un argomento che mi vede coinvolta per diversi motivi e che trovo molto attuale. I collegamenti che avevo già pensato sono i seguenti:
-storia: nazismo; Hitler e lo sterminio degli ebrei
-latino: giovenale o tacito
Tra le altre materie vorrei chiederle se ha suggerimenti per quanto riguarda filosofia, storia dell’arte. La mia preoccupazione principale è italiano, non volevo trattare Primo Levi. Avevo pensato a Hugo, di cui sto leggendo Notre Dame de Paris in cui emerge l’argomento dei clandestini, ma non è in programma e non vorrei fosse un collegamento troppo forzato. Aspetto consigli grazie mille…
Cara Alice,
devo dire che hai scelto un argomento importante ed impegnativo. Per quanto riguarda filosofia ti segnalo questo saggio intitolato “Intellettuali dittatura razzismo di Stato” dal quale potrai trarre spunti interessanti. A proposito di storia dell’arte ti invito a leggere questo articolo sulla figura di Arno Breker, artista simbolo del Nazismo. Per italiano l’idea di rifarti a Hugo mi sembra fuori luogo dato che è un autore francese. In alternativa potresti parlare, ad esempio, di un romanzo come “Il giardino dei Finzi Contini” di Giorgio Bassani che è ambientato all’epoca delle leggi razziali e narra le vicende di un gruppo di giovani ebrei benestanti esclusi dalla vita pubblica. Non so se sia nel programma ma credo che sarebbe una lettura interessante e che ti arricchirebbe personalmente.
Spero di averti dato dei buoni consigli. Riscrivimi e fammelo sapere.
Ciao e buon lavoro, Giano.
Antonio, domenica 14 giu ha scritto:
Caro Giano, io sto preparando una tesina sul concetto di “xenos” ma ho ancora dei problemi con alcune materie.
In particolare il problema si pone con filosofia.
Per quanto riguarda la letteratura italiana avevo intenzione di portare La coscienza di Zeno, in letteratura francese invece “L’etranger” di Camus.
In storia per fortuna c’è tanta roba che bisogna soltanto scegliere un pò.
Stessa cosa per storia dell’arte.
Per filosofia invece ho ancora dei problemi.
Hai qualche consiglio?
P.s.: in realtà anche in greco non sono molto convinto, perchè volevo portare lo statuto dello straniero nell’antica grecia.
Te cosa ne pensi?
Caro Antonio,
la tua tesina mi sembra ben articolata. Anzitutto per Camus ti suggerisco anche il film “Lo straniero”, di L.Visconti. In Filosofia potresti citare Kant e in particolare “Per la pace perpetua”, che ti consiglio di leggere, dove, tra le tante proposte teorizza una società multiculturale fondata sul “diritto cosmopolitico”, ovvero un diritto di accoglienza: lo straniero, dice, non deve essere trattato “in modo ostile quando arriva sul suolo di un altro Stato” (questione di grande attualità oggi nel nostro paese). In Greco, oltre allo statuto dello straniero a cui tu accenni, potresti prendere in esame il rapporto tra Greci e Persiani. In particolare un episodio raccontato da Erodoto nella sua “Historia”, in cui il Re Persiano Serse si rivolge in modo violento e arrogante allo Spartano Demarato, che difende i propri valori di democrazia contro lo straniero conquistatore.
Spero che questo ti aiuti a completare la tua tesina.
Fai buoni esami,
Giano
michela, venerdì 05 feb ha scritto:
Caro Giano,
Frequento il liceo classico e sto preparando la tesina per la maturità. Ho letto il libro di Alessandro Barbero “Il giorno dei barbari” che racconta della battaglia di Adrianopoli e del ruolo che ebbero i Goti e gli altri barbari provenienti dal Nord Europa. Mi è venuto in mente allora di sviluppare l’argomento del “barbaro” e dello “straniero”.
In storia ho molto materiale perchè penso di considerare l’antica grecia(democrazia ateniese e metecci)e Roma ( il concetto di “barbaros” e l’integrazione) per poi collegarmi all’oggi. Per quanto riguarda italiano sono incerta: pensavo di leggere “lo Straniero” di Camus e sto leggendo un saggio di Remo Ceserani( “Lo straniero”) che da diversi suggerimento sulla linea dello straniamento letterario e dell’alienazione. Dall’altra parte avevo pensato a “I barbari” di Baricco con cui però la parte “letteraria” della tesina prenderebbe un accezione completamente diversa da quella dello straniamento. Per filosofia non ho ancora idee (se hai qualche consiglio )e nemmeno per inglese.
Grazie,
Michela
Cara Michela,
complimenti, mi sembra che tu abbia già le idee molto chiare. I collegamenti che proponi mi sembrano davvero buoni; per quanto riguarda i tuoi dubbi, credo che, come dici tu, includere “I barbari” di Baricco (anche se si tratta di una lettura molto interessante), farebbe in effetti cambiare un po’ il senso al tuo percorso: te lo sconsiglio, poichè perderesti in unità e in coesione. Per quanto riguarda la lettura de “Lo straniero” di Camus stai attenta, per due motivi: primo, non è un’opera della letteratura italiana, ma francese! e secondo, lo “straniero” non è inteso in una accezione etnica o identitaria, ma esistenziale: in questo caso lo straniero di cui l’autore parla è, insomma, l’uomo, ogni uomo, nei confronti della realtà in cui vive. Per filosofia credo che una buona idea potrebbe essere ricollegarsi, attraverso l’antropologia e l’etnologia, al modo in cui i gruppi umani tendono a strutturarsi e a regire nei confronti di un tentativo di intrusione esterna: ti lascio qui due ottimi articoli in cui potrai trovare molte suggestioni: 1 e 2. In inglese voglio segnalarti un interessante saggio sull’”Otello” di Shakespeare, a proposito della condizione di “straniero” del protagonista nei confronti della società veneziana che lo ospita. Eccone un brano significativo:
Le due colonne sulle quali poggia la struttura del testo sono il sesso e la razza, due argomenti variamente trattati nella storia della critica dell’opera, ma troppo poco messi in interrelazione. Tali argomenti prendono le mosse dall’ambiente in cui il testo teatrale viene pensato, redatto e rappresentato: l’Inghilterra del Seicento, una società in cui l’ideologia protoborghese si alimenta del Puritanesimo per accrescersi e giustificarsi, e dove il represso sessuale (ma non solo) premeva sulle menti e sulle coscienze degli spettatori dell’epoca. Su chi riversare, quindi, tali elementi disturbanti? Sull’Altro, lo Straniero, che proprio in quegli anni cominciava ad affluire per la prima volta in maniera davvero consistente nelle loro terre.
Te ne consiglio vivamente la lettura completa. C’è anche, infine, un film di Orson Welles che porta questo titolo, che potrebbe ricollegarsi proficuamente al tuo argomento.
Spero di esserti stato d’aiuto,
a presto, Giano