Giano

Tesina psicologia

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complesso di edipo

Nadia, mercoledì 01 lug ha scritto:

Salve Sig.Giano!! Ormai i miei collegamenti li ho fatti, la tesina è pronta, ma mi servirebbe il suo aiuto per sapere quali domande i professori potrebbero farmi all’orale.
Faccio il liceo linguistico e il titolo della mia tesina è: ” Il complesso di Edipo“.
Filosofia: Complesso edipico
Italiano: Umbeto Saba- Eros
Inglese: Sons and Lovers di Lawrence
Tedesco: Das Lied “Mignon”- Goethe
Come sfondo alla mia mappa ho messo l’opera di Max Ernst “Oedipus Rex” nella speranzan che poi mi facciano qualche domanda sul surrealismo.
Ma…cos’altro potrebbero chiedermi i professori analizzando questo tema?
Possbile che in spagnolo mi chiedano “La regenta” di Clarin? Aiuto la prego! Aspetto una sua risposta in breve tempo.
Grazie.

Cara Nadia,
è difficile ipotizzare cosa potranno chiederti agli orali e anche io che sono un dio non ho la facoltà di prevedere il futuro avendo donato agli umani il libero arbitrio. Posso però dirti quello che ti chiederei se fossi uno dei tuoi commissari. Niente o quasi niente di diverso da quello che penso tu avrai già trattato nel tuo lavoro. Ad esempio qual è stata per Freud l’importanza della scoperta della sessualità infantile nella costruzione della Psicoanalisi. A questo proposito ti nvito a vedere questa
clip che potrà esserti utile. Oppure di spiegare qual è stato il percorso culturale che ti ha portato a scegliere questo tema e i collegamenti con gli argomenti delle altre discipline. E infine ti farei qualche domanda sul surrealismo, come tu speri, agganciandomi al tema del sogno, così importante nella “filosofia” di Freud.
Per quanto riguarda “La regenta” non ho capito se lo speri o lo temi. Comunque non credo e non so perchè tu lo possa ipotizzare. Forse perchè per spagnolo non hai inserito nulla? In questo caso, se hai voglia di discuterne citalo tu espressamente, in caso contrario scegli un altro argomento e invoglia i commissari a farti domande su questo. Del tipo: “….per spagnolo poi ho scelto….”
Ciao. Fammi saper e buona fortuna. Non ti preoccupare, andrà bene.
Giano

doppio

Syria, lunedì 25 mag ha scritto:

Caro Giano,
avrei bisogno di qualche consiglio per la tesina che intendo svolgere.Il tema che ho scelto è l’alter ego,la doppia pesonalità.Di italiano ho pensato a Pirandello, di inglese Stevenson e Wilde,di storia Il doppio volto di Giolitti,di greco Medea.Il mio problema è il latino.La mia professoressa mi ha consigliato Plauto con l Anfitrione,ma sebbene parli del doppio,a mio parere,non è inerente con il punto di vista che ho scelto,vale a dire la doppia personalità.Sapresti consigliarmi?Ti ringrazio in anticipo per la tua disponibilità.

Cara Syria,
la mappa concettuale della tua tesina, così come me la descrivi, mi pare possa funzionare. Credo però che dovresti necessariamente inserire una parte dedicata alla psichiatria e a
Freud i cui studi sulla doppia personalità sono ancora oggi fondamentali, anche se sono stati fatti passi avanti significativi anche in questo campo. Per quanto riguarda il latino il consiglio della tua professoressa mi sembra appropriato. Se non ti convince potresti pensare a “Le Metamorfosi” di Apuleio che darebbero un tono più leggero al tuo colloquio e l’occasione di discutere del romanzo antico in lingua latina e più in generale della “trasformazione”. Potresti fare riferimento anche ad Omero e ad altri autori dell’antichità per i quali la trasformazione è fisica ed è opera divina o magica, contrapposta a quella moderna dovuta a cause chimiche, tecnologiche, psicologiche, psichiatriche. Tra l’altro penso che il tuo riferimento a Stevenson (“Lo strano caso del dott. Jekyll e Mr. Hide”, di cui ti consiglio di vedere il film) vada in questa direzione. Pensa però anche ad altre opere, romanzi o film. Consulta di Mary Wollstonecraft Shelley: “Romanzi e opere cinematografiche”. Per i film ti consiglio: “Frankenstein” sia quello di Frank Coppola che quello del 1931 di James Whale. Infine “Psyco” di Alfred Hitchock. incentrato sullo sdoppiamento della personalità del protagonista Norman Bates, interpretato da un bravissimo Antony Perkins, che è, come si dice, un cult movie. Spero di esserti stato di aiuto. Ciao e buon lavoro.
Giano

Teresa, giovedì 18 giu ha scritto:

Caro Giano, per la tesina della maturità ho intenzione di trattare “La doppia personalità“. I vari collegamenti che ho fatto con le materie sono le seguenti:

italiano: Pirandello- “Uno nessuno e centomila” e “Il fu Mattia Pascal”

storia: il doppio volto di Giolitti

inglese: Oscar Wilde- Dorian Gray’s double life

scienze: il sistema biplanetario Terra-luna

Ora sono in difficoltà su latino, filosofia e arte visto che in latino siamo arrivati a sant Agostino, in filosofia a Heidegger e quindi non posso rattare Fred e in arte al cubismo(non posso trattare argomenti che non ho fatto perchè i prof non li accettano). Potresti consigliarmi qualcosa? Grazie per l’attenzione….

Cara Teresa,
per la tua tematica il riferimento è senz’altro Freud e la sua concezione della doppia personalità. In letteratura latina parla di Apuleio e della sua opera più famosa “Le metamorfosi“, il cui protagonista Lucio alterna la condizione di uomo a quella di animale. In Storia dell’Arte, nonostante non ne abbiate trattato in classe, ti consiglio di approfondire il surrealismo e in particolare la figura di Magritte, che usa molto spesso lo specchio nelle sue opere. In filosofia, l’individuo non è considerato più un dato di fatto, un in-dividuo (essere compatto, indivisibile, in pieno possesso di sé). Esso è piuttosto il risultato di azioni che sono a monte di lui e che lo determinano: i rapporti sociali (Marx), l’inconscio (Freud), la volontà di autoconservazione (Nietzsche). Ce lo hanno insegnato i “Maestri del sospetto” (Marx, Nietzsche, Freud) come li chiama Paul Ricoeur ne “Il conflitto delle interpretazioni”. L’io non ha semplicemento un doppio, ma è il risultato non di una ma di mille forze: è un io molteplice.Poi parla di me. Chi più doppio di me?

Per ulteriori spunti ti allego una risposta sullo stesso tema che ho dato qualche tempo fa….Fai buoni esami,
Giano

Cara Giulia,
ovviamente su questo tema, essendo io stesso doppio per natura divina, sono particolarmente sensibile. Ed ecco i miei consigli. Per per prima cosa ti invito a consultare l’antologia Io e l’altro: Racconti fantastici sul doppio, a cura di Guido Davico Bonino (Einaudi, 2004). Per quanto riguarda l’aspetto psicoanalitico, puoi far riferimento al tema della doppia personalità in Freud. Il film più famoso su questo tema è invece “Dottor Jekill e Mister Hyde” del 1941, diretto da Victor Fleming (i tre protagonisti sono Spencer Tracy, Ingrid Bergman e Lina Turner): Il film è tratto dall’omonimo romanzo di Stevenson. E infine, per la storia dell’arte, fai riferimento a Magritte.

equilibrio mentale

Debora, giovedì 10 dic ha scritto:

caro Giano,
frequento la quinta del liceo delle scienze della formazione, sto pensando alla tesina da fare. come titolo pensavo alla ricerca dell’equilibrio mentale, sostenendo che l’equilibrio mentale è difficile da trovare. sono in crisi per gli argomenti da trattare; so solo psicologia che tratto la resilienza facendo anche l’esempio di “a beautiful mind”, filosofia schopenhauer parlando di esistenza intesa come sofferenza.
il problema sono le altre materie: italiano, storia, inglese non so cosa fare; devo trovare degli argomenti che sostengono la mia tesi, poichè già in psico è presente l’antitesi di quello che sostengo.cosa ne pensa del tema che tratto? può andare?
la ringrazio anticipamente!

Cara Debora,
io partirei dal tema che mi sembra tu abbia messo più a fuoco e ti senta più sicura, inquadrato nell’ambito della psicologia: la resilienza. A partire da questo fulcro possiamo provare a trovare possibili connessioni con tutte le altre materie e anche senza grosse forzature, come vedrai.
Partiamo da una definizione, seppur breve, del concetto di resilienza. Con questo termine, come certamente saprai, si intende la capacità (in termini più tecnici una funzione psichica) di non soccombere alle sofferenze, di far fronte alle avversità della vita, ai traumi, a un lutto. Ovviamente questa attitudine psichica può essere riferita sia ai singoli individui, sia a intere popolazioni che si trovano a vivere in modo collettivo, importanti traumi (politici, naturali, etc.). In questo senso possiamo dire di entrare in una particolare area di ricerca che si chiama psicologia dell’emergenza e che si occupa proprio di intervenire in situazioni di disastri, distruzioni e che si avvale di specifiche tecniche di intervento. Ovviamente il riferimento al film di Ron Howard può esserti utile, anzi io lo userei proprio ad esempio non solo della capacità di non cedere e resistere alle difficoltà, ma della forza emotiva che, se messa in campo con determinazione, riesce a rovesciare una situazione difficile in un successo, proprio come accade al protagonista.
A partire da questo io mi occuperei in filosofia dell’esistenzialismo: una corrente filosofica che si concentra sul concetto di solitudine e di problematicità e sofferenza della vita a partire da domande come “cosa vuol dire esistere?”. Ti consiglio di concentrarti in particolare su un grande filosofo e letterato francese, Albert Camus, e due opere “L’uomo in rivolta” e il “mito di Sisifo” che descrivono la condizione umana come rapporto tra slanci di liberazione e costrizione esterna. Questo
sito può aiutarti. Per la Storia mi occuperei di un momento particolarmente drammatico che ha investito un intero popolo e ha provocato un senso generale di dolore e perdita. Mi sto riferendo alla persecuzione, alla shoa, al genocidio nazista. Come sai, questo popolo ha sempre cercato di tenere insieme la propria identità attraverso un forte investimento collettivo sulla memoria comune. L’unico modo per affrontare sofferenze così grandi e un senso di perdita ineluttabile, è stato quello di raccordare le singole biografie in una narrazione più ampia, di trovare risposte comuni. E’ un grande e drammatico esempio di resistenza e di forza, di sopravvivenza e coraggio. Questo sito può darti importanti elementi di analisi. Per la geografia farei riferimento ad un’esperienza devastante che riguarda, in certe regioni del mondo come ad esempio in Uguanda, in Palestina, in Cambogia, in Congo, i bambini, immersi – fin da piccolissimi – nell’orrore della guerra e strappati al normale contesto dell’infanzia per essere assoldati alla morte e alla violenza. I bambini guerrieri sono una realtà che grida vergogna e molti si sono farti portavoce di questo incredibile segno di barbarie. In questo sito puoi leggere direttamente in rete uno dei libri più interessanti sull’argomento.
Per la letteratura tedesca mi occuperei di Kafka che nel suo bellissimo romanzo breve, “Il castello”, racconta l’esperienza di assoluta e radicale estraneità al mondo di un personaggio che non riesce a risolvere il proprio conflitto interiore perché tutti i collegamenti sociali gli sono preclusi. Puoi trovare una dettagliata analisi dell’opera in questo
sito.
Spero di averti dato sufficienti suggerimenti.
A questo punto buon lavoro.
Giano

Barby, domenica 17 gen ha scritto:

ciao, frequento il quinto anno del liceo scientifico..e vorrei avere da te un consiglio per quanto riguarda la tesina di maturità.L’argomento che ho scelto è piuttosto particolare, ossia la ricerca dell’equilibrio interiore da parte degli uomini nelle diverse culture e in particolare in quella orientale. In tale senso avrei pensato di avviare il discorso esponendo il colonialismo (in storia) e l’interesse degli europei per la cultura orientale. Poi proseguire presentando la filosofia di vita Zen, e la sua diffusione (ai giorni nostri) in Occidente. In italiano, o Svevo (con la coscienza di zeno) o Pirandello. Mi manca un ulteriore collegamento in latino, ed eventualmente in qualche materia scientifica (anche se la vedo dura). Apprezzerei un tuo aiuto, distinti saluti..Barby.

Cara Barby,
non partire scoraggiata: complimenti prima di tutto per il tema che hai scelto. Se rifletti la tua tesina si presta ad un collegamento ottimo con la fisica. Pensa al concetto di equilibrio entropico: il massimo di entropia corrisponde allo stato di
equilibrio di un sistema, che non è più capace di produrre energia. A ben vedere, l’entropia ha più di qualcosa in comune con la dimensione psicologica dell’atarassia, della raggiunta imperturbabilità e pace tra la sfera interiore dell’uomo e il mondo esterno. Prova ad approfondire, dunque, il concetto di atarassia in filosofia (chiave dell’etica epicurea e stoica), magari legandolo, perchè no, allo Zen. Credo che l’autore della letteratura latina che più si addica al percorso che hai scelto sia senz’altro Seneca (21-65 d. C.), filosofo stoico e autore, tra le altre cose, di un trattato “De tranquillitate animi”, di cui puoi leggere qui. Un altra figura di cui tenere conto, anche se scrisse in greco i suoi “Colloqui con sè stesso”, è Marco Aurelio (121-180 d. C.), l’ “imperatore filosofo” per eccellenza, che fu molto influenzato dalla filosofia greca. E Marco Aurelio mi ricorda un po’ l’illustre protagonista di uno splendido libro, che ti consiglio di leggere: “Memorie di Adriano” della scrittrice belga Marguerite Yourcenar (1903-1987). Si tratta di una sorta di autobiografia immaginaria (ma con salde basi storiche) di un altro imperatore filosofo, Adriano, appunto (76-138 d. C.), ovvero del racconto, a metà tra diario e cronaca interiore, della inquieta ricerca di un possibile equilibrio esistenziale da parte di un uomo di immenso potere consapevole, però, al tempo stesso, della sua dimensione umana e limitata. Prima di salutarti voglio segnalarti ancora una lettura, un’operetta di un filosofo tedesco, Eugen Herrigel (1884-1955), intitolata “Lo zen e il tiro con l’arco”, pubblicata da Adelphi. Herrigel è stato uno dei primi divulgatori della filosofia zen in Europa: e il libretto di cui ti parlo espone quella che è stata la sua personale via allo zen, cioè la pratica del tiro con l’arco. Un’esperienza, questa, che ha influito molto sulla sua vita, traducendosi nella lunga e paziente ricerca (raccontata magistralmente) di quell’attimo preciso e perfetto, che per l’arciere segna il raggiungimento del perfetto equilibrio, in cui la freccia, finalmente, “si scocca da sè”.
Un caro saluto, e in bocca al lupo,
Giano

fisiognomica

alet, giovedì 15 apr ha scritto:

caro Giano, frequento l’ultimo anno di liceo classico e sto pensando ad una tesina sul tema della FISIOGNOMICA, declinato in arte (gericault, i ritratti degli alienati), greco (kalos kai agathos->iliade, tersite) e filosofia (pensavo di collegare Lombroso al positivismo). Le materie da coinvolgere sono appunto tre, al massimo quattro (non di più) e io pensavo a questi collegamenti: vorrei un tuo parere sul tema in generale e qualche consiglio specifico per le singole sezioni! grazie mille in anticipo!

Cara/o alet,
per quanto riguarda il tema che hai scelto è sicuramente un pò diverso rispetto alla maggioranza di quelli triti e ritriti scelti per le tesine di maturità e mi sembra che anche i collegamenti che mi proponi siano meno scontati del solito, in particolare la scelta di Gericault per arte. Apprezzo il fatto che per greco tu voglia occuparti dell’”Iliade”, opera dalla quale molto spesso si cerca di sviare. Di Lombroso che dire. Parlando di fisiognomica era inevitabile fare riferimento ad un autore che tanto ne fu influenzato. Aggiungo che trovo un’ottima cosa il limitare il numero delle materie da trattare. Ne otterrai come risultato nessi più forti e argomenti meglio approfonditi. Non mi resta che esortarti ad andare avanti e, se vorrai, a riscrivermi per aggiornarmi su come stai procedendo.
Buon lavoro, Giano.

follia

fede, mercoledì 22 apr ha scritto:

ciao giano, ho trovato il mio titolo alla tesina, o almeno credo, la Follia, non è molto ‘diversa’ da quella che volevo ma è molto bella, a storia parlo della follia di Hitler, poi NIetzsche a filosofia, i terremoti a scienze e sono insicura su italiano e fisica fammi sapere se hai qualche idea….grazie mille….

Cara Fede,
la follia è uno degli argomenti più affascinanti che esistano, per molti aspetti misterioso e di cui gli uomini e le donne ne hanno una gran paura. Ai tempi miei erano le divinità che per massima punizione facevano impazzire gli umani. Ancora oggi nessuno sa cosa sia veramente la follia se non per alcuni aspetti e per alcune malattie. Per il resto ci sono solo interpretazioni. Detto questo veniamo alla tua tesina. Non ho però capito bene come vuoi affrontare questo tema. Mi informi di alcune tue idee: follia di Hitler, poi Nietzsche, i terremoti (quest’ultimo proprio mi stupisce). Forse la prossima volta che mi scriverai potrai essere più chiara. Per il momento provo a darti qualche suggerimento per il percorso.
Potresti iniziare dalla storia della follia, ad esempio, dal medioevo quando in accordo con la cultura mistica di quei secoli la follia fu concepita come “possessione” da parte del demonio e il rimedio l’esorcismo o la distruzione del “posseduto” per eliminare il maligno dal corpo nel quale si era insinuato per compiere i malefizi. Pensa alle streghe che venivano bruciate. Per passare poi al Settecento l’epoca dei lumi quando la follia fu interpretata come disturbo della ragione. Le cure: pratiche fisiche per ripristinare una sana volontà. Nacquero allora i manicomi e i letti di contenzione. Per arrivare all’Ottocento che concepì – per la prima volta, in accordo con la filosofia positivistica – la follia come malattia, morbosità, disturbo mentale di origine organica. Fu poi Freud a scoprire che molte forme avevano natura psicologia dando così origine alla psicanalisi. A questo proposito ti consiglio di leggere “La scoperta dell’inconscio. Storia della psichiatria dinamica” di Ellenberger Henri F.
Subito dopo però devi capire e scegliere come continuare. Ti indico alcune possibili strade. Approfondire una di queste diverse interpretazioni inquadrandola nella storia politica e del pensiero della sua epoca. Ad esempio l’Ottocento e il positivismo, ovvero la nascita del capitalismo e della scienza moderna. Potresti allora fare riferimento a libri che trattano o si riferiscono al tuo tema. Ne troverai tanti. Oppure come mi pare che tu voglia fare, trattare la follia non tanto da un punto di vista clinico, ma sociale, politico, filosofico ovvero come metafora di comportamenti abnormi dell’umanità. Di materiale su cui lavorare ce n’è una infinità: saggi, romanzi, film, opere artistiche …
Spero che queste prime indicazioni ti possano servire. Quando avrai precisato la mappa concettuale potrò darti consigli più specifici e indicarti materiali appropriati. Per il momento ti invio un solo riferimento bibliografico che penso troverai molto utile: Giovanni Jervis, “Manuale critico di Psichiatria”, Feltrinelli, 1975.
Fatti sentire presto.
Giano

Giovanna Benegiamo, venerdì 29 gen ha scritto:

salve, sono in ansia… dovrei consegnare in questi giorni l’introduzione per la mia tesi per la laurea triennale e non so da dove incominciare. L’argomento trattato è la follia e l’apertura dei manicomi e gli opg. il titolo è custodia e cura nel trattamento delle malattie mentali. nel primo capitolo ho parlato della storia della follia, poi denominata ritardo mentale dal medio evo ai giorni nostri, nel secondo parlo dei manicomi e legge 180 e nel terzo degli opg… spero in suo aiuto..la ringrazio

Cara Giovanna,
francamente mi sentirei sin da subito di rassicurarti poichè non mi sembra che tu non sappia da dove cominciare. Da quello che scrivi mi pare che tu abbia già cominciato. Hai un argomento, un titolo, un primo capitolo ultimato nel quale hai dato un inquadramento storico al tema, il che è sempre una buona cosa, e hai ben chiaro cosa scrivere negli altri due. Sono sicuro che è solo colpa dell’ansia che per un momento ti ha fatto un brutto scherzo facendoti perdere lucidità. Si tratta di reperire del materiale per scrivere gli altri due capitoli. Cercherò di darti una mano pur non sapendo cosa sia già in tuo possesso. Potresti iniziare facendo un breve excursus sulla storia dell’istituzione manicomio in italia per il quale ti segnalo
questo articolo. Poi si potrebbe illustrare il passaggio dai manicomi ai cosiddetti Centri di Igiene Mentale, del quale fu protagonista il professor Giovanni Jervis, da poco defunto, per giungere alla legge 180 e conseguente chiusura dei manicomi stessi. Ti consiglierei di vedere tutti i video presenti in rete riguardanti la figura di Franco Basaglia, nonché la sezione contenuta nella voce del mio archivio “Maestri per ogni tempo”.Infine farei un’analisi completa sul dettato della legge 180 e anche sui progetti di riforma presenti in Parlamento. Puoi trovare entrambe le cose facendo riferimento a questo link. Così chiuderai il secondo capitolo volgendo lo sguardo anche all’attualità. Per quanto riguarda gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari ti segnalo questo articolo che offre un quadro in cifre dal quale partire per poi, magari, fare una breve storia degli Opg in Italia, vedi link, e chiudere con un’analisi dell’articolo di legge che regola il ricovero in Opg: il 222 del Codice Penale.
Spero di esserti stato di aiuto e che tu possa continuare il tuo lavoro con maggiore serenità.
Torna pure a scrivermi se ne avessi bisogno o anche solo per dirmi come va.
A presto, Giano.

introversione

Delia, sabato 02 gen ha scritto:

Caro Giano,
frequento il Liceo Classico e quest’anno chiudo un percorso che almeno nominalmente dovrebbe avermi reso matura.
L’esame per cui mi preparo esige, come sai, oltre ad un ripasso generale di tutti i programmi di tutte le materie, l’elaborazione di un percorso monografico interdisciplinare.
Avevo riflettuto principalmente su due argomenti, uno più intellettualistico ed astratto ed un altro più materiale, ma curioso.
Il primo voleva trattare dell’Introversione, non della timidezza, ma di quella particolare disposizione dell’animo che riguarda proprio tutti in determinati momenti della vita, ponendoci a confronto col nostro Io più intimo escludendo le contingenze ed il mondo esterno. Purtroppo ho ritenuto di dover rinunciare avendo riscontrato difficoltà da parte degli altri nell’intendere il mio argomento che forse è un po’ troppo cervellotico ed indirizzarmi sul secondo, “veleno”.
Veleno inteso di per se’, ma anche come avvelenamento dello spirito, dell’anima.
Non voglio dirti nulla dei collegamenti e delle argomentazioni che ho autonomamente ipotizzato, così da non precluderti alcuna possibilità ed ottenere da te un aiuto assolutamente libero ed a 360 gradi.
Ho ovviamente necessità di trarre in ballo quante più materie possibili fra quelle del mio curriculum classico (letterature greca, latina, italiana, inglese; storia; storia della filosofia) con qualche eventuale riferimento anche alle materie scientifiche.
Mi fido, grazie dell’aiuto,
D.

Cara Delia,
entrambi i temi che hai scelto sono molto interessanti e non credo si possano distinguere semplicemente tra ‘intellettualistico’ e ‘materialista’, come suggerisci tu. Mi pare che gli aggettivi che usi in maniera oppositiva riducano di molto il campo delle possibilità che entrambi ti offrono. Credo, inoltre, che tu abbia, da quanto lasci intravedere nella tua lettera, anche già elaborato un percorso tuo che hai deciso di tenere gelosamente per te. A questo punto non mi resta che ‘svelarti’ un po’ di cose che mi sono venute in mente in riferimento alla tua ‘impresa’ e mi riservo di confrontarle con le tue, quando e se deciderai di espormele. Tra i due, mi concentrerò sul primo. L’introversione, come espressione dell’orientamento della personalità ricco di un corredo emozionale sulfureo e intimista, può essere accostato, senza alcuna forzatura, alla malinconia. Da sempre, infatti, la malinconia è stata interpretata come una patologia del singolo proprio per il ‘distacco’ dal mondo e dalle relazioni che essa sembra produrre. Non solo, come la malinconia, l’introversione sembra essere anche espressione di una personalità ‘geniale’ dotata di una sensibilità spiccatamente artistica. Entrambe queste visioni insistono sull’opposizione tra esterno e interno, vita psichica e vita sociale, individuo e mondo e mettono a fuoco il movimento recessivo, di allentamento dalle cose di fuori. Il soggetto introverso è un soggetto malinconico proprio perché l’introversione allude ad una sorta di ripiegamento su se steso dell’Io, di un’attenzione al mondo ‘intimo’ della propria identità e di dipartita dai legami sociali. Pensa alle riflessioni di Freud in “Lutto e malinconia”, per il quale la tendenza a rintanarsi in sé e a vivere dei fantasmi della psiche tipica della malinconia, designa un’interruzione del lavoro luttuoso che segue la perdita di un oggetto investito d’amore e che, se condotto fino in fondo, cioè fino al distacco da ciò che si è perduto e ad un nuovo attaccamento pulsione ad un altro oggetto d’amore, ci consente una salvifica sopravvivenza psichica. Oppure pensa a
Jung che è stato il primo a coniare il termine su cui stai riflettendo e per il quale esso rappresenta una tipologia psichica negativa, un disagio della personalità, che designa una figura misantropica e insicura.

Queste importanti riflessioni possono essere per molti versi relativizzate e lette in modo critico, se si pensa che nessun mondo interiore, nessuna identità, può formarsi, emergere e costituirsi a prescindere da un’implicazione radicale con il mondo, le regole sociale e una stringente relazione con gli altri. In altri termini l’introversione malinconica può essere considerata come un sentimento utile a dimostrare al mondo l’esistenza di un mondo interiore “unico e originale” da contrapporre alla ‘volgarità e alla banalità’ del mondo esterno o, comunque, alla sua incapacità di entrare nella scena interiore. Ma è davvero così? A questa immagine – che sul piano filosofico può essere ricondotta all’idea cartesiana del soggetto auto-fondato e trasparente a se stesso, capace, quindi, di conoscersi e di esprimere senza vincoli la propria volontà sovrana – risponde una tradizione filosofica che legge il soggetto come un piano d’iscrizione del mondo che lo circonda, un ‘luogo’ marcato da una continua trasformazione sinergica con ciò che è diverso da sé. Puoi fare riferimento a importanti filosofi francesi come Michel Foucault e in tal senso possono esserti utile queste pagine di Bodei. Anche il pensiero ha insistito su questo aspetto, basandosi su un’idea di soggettività decentrata, sempre esposta al di fuori di sé, tipico del pensiero francese. Tra le tante voci, ti consiglio Judith Butler. Puoi leggere un capitolo de “La Vita psichica” del potere in cui la filosofa americana riflette proprio su questo aspetto dell’introversione malinconica.

Come vedi, queste mie indicazioni, più che offrirti una semplice strada su cui far avanzare la tua analisi in modo lineare, intendono suggerirti una visione più complessa e contraddittoria di temi a prima vista univoci. Credo che questo ti sia molto utile per dare spessore alla tua ricerca e, in generale, per apprendere un metodo che la filosofia ci ricorda da millenni: interrogarsi, scomporre e ricomporre le idee per coglierne tutte le implicazioni, anche quelle più nascoste. L’esercizio a cui ti invito, allora, puoi tentarlo da sola, magari con il tuo secondo, probabile tema, oppure concentrarti su questo e continuare su questa strada.

Buon lavoro,
Giano

malattia

Antonella, martedì 30 giu ha scritto:

ciao, vorrei un introduzione al mio percorso multidiscplinare dal titolo: La malattia come malessere interiore” e quindi la malattia intesa nn solo come malessere fisico ma anche e, soprattutto morale…. mi daresti una mano… ho l’orale tra pochissimi giorni… grazie.

Cara Antonella,
non esiste una scissione tra psiche e soma, ovvero tra mente e corpo. L’una influenza l’altro. L’uomo è un’entità unica indivisibile. Ma questa è una concezione riacquisita in tempi relativamente recenti e ancora non sempre condivisa. Potresti partire da qui e andare un po’ a ritroso nel tempo, analizzare come le diverse culture, filosofie, religioni hanno concepito l’uomo riguardo a questo aspetto. Se vuoi puoi limitarti all’ultimo secolo e alla rivoluzione freudiana con la scoperta dell’inconscio in contrapposizione alla concezione meccanicistica del Positivismo. A questo riguardo ti mando una clip di un film che fa proprio al caso tuo:
“Freud, passioni segrete” di John Houston.
Ciao e buoni esami.
Giano

Gilda, lunedì 19 apr ha scritto:

Caro Giano…voglio realizzare il mio percorso su “Sanità e Malattia nel Primo Novecento“…In italiano ho già le idee chiare,in filosofia? Porterei Freud e il complesso di Edipo, ma non sono tanto convinta su quest’ultimo. Ma in letteratura greca e latina? Il mio professore per la prima mi ha consigliato Aiace, anche se del programma dell’anno scorso…tu cosa mi consigli per entrambe? Grazie mille :-)

Cara Gilda,
dall’esposizione piuttosto sintetica della tua domanda non è chiaro in che senso tu voglia declinare il discorso su malattia e sanità (psichico? fisico? entrambi pariteticamente?); dalla scelta di Freud posso verosimilmente dedurre che tu intenda concentrarti soprattutto sul versante psichico del binomio sanità-malattia. Al riguardo posso dirti che la scelta dell’autore è calzante – vista anche la limitazione periodica al primo novecento – ma non quella dell’argomento, dacchè il complesso di Edipo non puo’ esser considerato in senso rigoroso una patologia. Più precisamente: esso è una fase attraversata da ciascun individuo che solo qualora non venga superata degenera poi in una patologia. Puoi dedicarti invece allo studio del metodo psicanalitico di Freud, volto alla cura di patologie > psichiche quali ad esempio l’isteria come documentato dal celebre esempio di Anna O: tutto questo lo puoi trovare, oltre che sui manuali di storia della filosofia alla voce “Freud” (e qui ti consiglio oprattutto “Il testo filosofico” di Cioffi, Luppi, Vigorelli, Zanette, edizioni Mondadori, volume 3/2), nel testo freudiano “Cinque conferenze sulla psicanalisi”. Puoi anche vedere con questo
link come ha rappresentato la nascita della psicoanalisi John Huston nel film Freud passioni segrete.
Inoltre ti suggerisco di considerare proprio in questo periodo la nascita della medicina moderna. Per intenderci – 1906 Frederick Gowland Hopkins scopre le vitamine e propone che la loro carenza siano la causa dello scorbuto e del rachitismo. 1910 – Thomas Hunt Morgan dimostra che i geni risiedono nei cromosomi. 1929 – Alexander Fleming pubblica la scoperta della Penicillina nel British Journal of Experimental Pathology dando origine all’ era antibiotica. Come dire: non tutto è mente. Questo
link potrà esserti utile.
Per quanto riguarda il greco, penso tu ti riferisca alla tragedia “Aiace” di Sofocle e al tema lì rappresentato della follia. Un collegamento che sottoscrivo, ma tieni presente che in quell’opera la follia non è il tema centrale; consiglio allora anche la “Medea” e “Le baccanti” di Euripide. Per finire con la letteratura latina, qui l’autore da prendere in considerazione è Seneca e la sua filosofia stoica che prevedeva la fuga dalle passioni, spesso degenaranti in follia, come via verso la saggezza, esempio sommo di cosa sia sanità. L’opera da considerare è il “De ira”. Un’ultimissima considerazione: se il tema da trattare è limitato al primo novecento, devi aver cura di chiarire in che senso gli autori greci e latini dell’antichità siano funzionali al tuo discorso!
Auguri di buon lavoro
Giano

normalità

Ambra, giovedì 08 apr ha scritto:

ciao Giano, sono Ambra, faccio il liceo classico, volevo chiederti un aiuto per la tesina. Avevo pensato al tema:”limite tra normalita’ ed arte“, intendendo con normalita’ il seguire delle norme prestabilite, mentre arte quel che trascende queste regole. Come materie posso fare liberi riferimenti a mio piacere, non ho ancora le idee molto chiare pero’..pensavo per latino al Satyricon di Petronio, per storia dell’arte all’impressionismo..filosofia,il prof mi ha detto Nietzsche ma senza specificare..hai suggerimenti per inglese, italiano, e le materie scientifiche?! altrimenti penso optero’ per un tema piu’ semplice.
grazie!

Cara Ambra,
i tuoi collegamenti mi sembrano appropriati e non credo che tu debba rinunciare alla tua scelta. Per la filosofia ti suggerisco “Il normale e il patologico” di Canguilhem Georges a cui si riferisce anche un altro importante filosofo francese Michel Foucault. Questo
link ti darà utili suggerimenti. Per l’italiano ti consiglio Pirandello che ha messo al centro della sua produzione il rapporto tra normalità e follia, soprattutto in Uno, nessuno e centomila. Ecco qualche link utile: A e B. Per le materie scintifiche non mi sforzerei a trovare collegamenti forzati. Ti consiglio inoltre di esplorare l’archivio Giano alla voce Follia, dove troverai molti altri aiuti.
Ti auguro buon lavoro,
Giano

ossessioni

Martinga, sabato 17 apr ha scritto:

Salve Giano,sono Martina e mi serviva un aiuto per la tesina di maturità. Le volevo chiedere se avesse in mente dei collegamenti con l’argomento “manie”, viste come ossessioni… Come per esempio il gesto di far fare la carriola del protagonista nell’omonima novella di Pirandello o come la mania dello zio Toby nel libro “the life and opinions of Tristram Shandy, gentleman” di Laurence Sterne. Devo ancora ben sviluppare l’argomento, poichè l’ho cambiato in questi giorni (prima era sull’umorismo, ma per mancanza di collegamenti ho preferito cambiare), ma pensavo alle ossessioni come per esempio il controllare varie volte se è stata chiusa l’auto, oppure il lavarsi le mani ogni 5 minuti… A! faccio il liceo scientifico sperimentale e vorrei collegare soprattutto matematica, inglese, italiano, storia o filosofia ed arte. Grazie mille in anticipo! Martina…

Cara Martina,
i collegamenti che hai trovato in italiano e in inglese mi sembrano decisamente buoni; sempre a proposito di Pirandello, un altro caso di vera e propria mania è riscontrabile nella novella “Vittoria delle formiche” (senza contare, poi, per passare ad altro scrittore, “La roba” di Giovanni Verga). E, nel “Tristram Shandy” di Sterne, a ben vedere, quasi tutti i personaggi hanno qualche forma di piccola mania (pensa alle convinzioni del padre di Tristram a proposito dei nomi e dei nasi!). In storia potresti occuparti del fenomeno manicomiale in Italia e in particolare della figura di
Franco Basaglia. In matematica, poi, ti invito a prendere spunto dal modo in cui le persone affette da sindrome di Asperger (meglio nota come autismo) siano in grado di effettuare operazioni matematiche di altissima complessità: il protagonista del bel romanzo di Mark Haddon, “Lo stano caso del cane ucciso a mezzanotte”, è un esempio del genere. Puoi leggerne qui (e d’altra parte alcuni sostengono che lo stesso Einstein soffrisse di una lieve forma di autismo). In storia dell’arte, infine, il pensiero corre subito a Van Gogh; ma potresti anche approfondire la figura di Alberto Savinio, scrittore e pittore, fratello minore di Giorgio De Chirico, anch’egli affetto da manie che secondo alcuni si riflettono nella sua opera.
Ti auguro buono studio,
Giano

paura

Sara, mercoledì 21 ott ha scritto:

Caro Giano,
sono in quinta liceo scientifico e sto iniziando a pensare ai possibili argomenti per la tesina.Mi piacciono molto la filosofia e la psicanalisi infatti mi piacerebbe entrare in medicina per poi specializzarmi in psichiatria..stavo pensando di portare all’esame il tema della paura. So che è un argomento molto vasto però mi affascina molto. Più che altro non saprei da dove iniziare, vorrei trattarla dal punmto di vista psicanalitico, parlare della paura come complesso esistenziale però non so prorpio dove cercare mi potresti aiutare?
grazie mille in anticipo…

Cara Sara,
la paura è sicuramente un tema affascinante e oggi è anche diventata un “prodotto” di largo consumo, basta pensare alla gran quantità di film che riempiono le sale cinematografiche soprattutto di giovani. Perché la paura ha questo impatto sugli uomini? Forse perché è la più antica e potente emozione umana, e la paura più antica e potente è la paura dell’ignoto. Se vuoi affrontare questo tema dal punto di vista della psicoanalisi devi necessariamente fare riferimento alla Introduzione alla psicoanalisi di
Sigmund Freud (1915-17 e 1932). In questo lavoro il medico viennese affronta il problema delle fobie facendo una netta distinzione tra queste e la paura. Per Freud è fondamentale distinguere le paure reali, giustificate da un pericolo oggettivo, e quelle semi-reali, comprensibili ma esagerate rispetto al pericolo rappresentato dallo stimolo: un verme, uno scarafaggio, dalle paure nevrotiche, o fobie, che non sono provocate da un pericolo effettivo e reale. Si parla di fobia, infatti, quando oggetti o situazioni “neutri”, incapaci cioè di costituire un pericolo per qualcuno, riescono a provocare panico e angoscia.
Da qui potresti partire per sviluppare la tua tesina inquadrandola però nel contesto più generale della psicoanalisi. A questo proposito oltre al titolo che già ti ho indicato sopra ti segnalo un breve scritto del prof.
Antiseri che sicuramente potrà essere utile e un link dove potrai vedere alcune scene di un film di John Houston “Passioni segrete”: una biografia di Freud. Spero che queste righe possano aiutarti a impostare il tuo lavoro. Fammi sapere e se avrai ancora bisogno di me scrivimi.
Ciao. Giano

psicologia

monalisa, martedì 16 mar ha scritto:

ciao Giano!Eccomi di nuovo qui a disturbarti..e di nuovo confusa per la tesina!Ho consultato la sezione “psicologia del tuo sito..ed ho notato che in merito a questo argomento ci sono dei collegamenti bellissimi!Tuttavia,sono ancora molto dubbiosa circa l’argomento stesso..è tanto bello quanto vasto..e ho paura di non riuscire a creare un discorso organico!Sotto quale punto di vista potrei affrontarlo?Potresti aiutarmi anche questa volta??Le materie che dovrei collegare sono italiano,latino,storia,filosofia,inglese,francese e spagnolo!Inoltre..mi aiuteresti anche a trovare un titolo alla tesina?Grazie anticipatamente e scusa di nuovo per il disturbo!

Cara Monalisa,
non deve spaventarti la vastità dell’argomento che hai scelto. Non ti è richiesto di esaurire tutte le possibilità di analisi che offre (cosa che sarebbe, d’altra parte, un’impresa impossibile!) ma di tracciare un percorso personale, frutto delle tue idee e dei tuoi interessi, all’interno dei suoi confini. Così come il titolo di una tesina è una delle ultime cose a cui occorre pensare visto che è necessario prima avere dinanzi a sé, completo, la struttura e lo sviluppo dell’argomento trattato per poter individuare un titolo che sappia sintetizzarlo e presentarlo. Quindi, procediamo con ordine. Potresti innanzitutto fare un ampio excursus sulla storia della psicologia, intesa come scienza che studia le condotte umane, i comportamenti, includendo anche i processi e le funzioni psichiche e mentali, passando per le sue tappe fondamentali. Occuparti, quindi, di
W. Wundt e della fine dell’ottocento, quando la psicologia acquista uno statuto nuovo assumendo criteri metodologici di sperimentazione e qualificazione propri. Ma anche presentare le diverse correnti antagoniste di questa scienza che si manifestarono soprattutto negli anni trenta: in primo luogo i comportamentisti e la gestaltpsycologie. E, infine, per arrivare sul terreno anche filosofico, puoi analizzare i cambiamenti introdotti da Gustav Jung con la psicologia analitica .
Per quanto riguarda letteratura inglese sicuramente dovrai parlare di James Joyce e del suo stile di scrittura. Il flusso di coscienza (“stream of consciousness”) serve all’autore per riprodurre nel testo i pensieri dei personaggi senza un ordine logico. Poi collegare Joyce a Svevo e alla “coscienza di Zeno”. In latino puoi scegliere una favola di Fedro e analizzare uno dei possibili comportamenti psicologici che vi sono descritti. In letteratura spagnola puoi occuparti di uno dei suoi grandi autori, Cervantes, e del modo in cui indaga la profondità dell’anima umana.
Credo che non devi far altro che cominciare! Buon lavoro. Torna a trovarmi per farmi sapere come procedi e se hai ancora bisogno di me.
Ciao Giano

psicoanalisi

yaya, mercoledì 04 nov ha scritto:

ciao Giano come mi è capitato di leggere, molte persone ti contattano per avere consigli su ciò che riguarda il loro esame di stato;io faccio l ultimo anno del liceo scentifico e quest’anno devo affrontare la maturità.Io avrei un punto di partenza come inzio della mia tesina, freud e la psicoanalisi dato che mi piace molto questo argomento,volevo cortesemente sapere da te come poter collegare le altre materie e se ci sono dei collegamenti; le materie sono le seguenti:italiano,inglese,latino,scienze,storia dell’arte,matematica,fisica,inglese,storia.Ti ringrazio in anticipo del tuo aiuto,spero di ricevere una tua risposta.Ilaria

Cara Ilaria,
il tuo è un ottimo punto di partenza:
Freud, padre della psicoanalisi, ti apre una notevole possibilità di spaziare tra le varie materie. Spero che tu l’abbia già fatto, ma lo studio, del resto semplice di Cinque conferenze sulla Psicoanalisi mi sembra fondamentale per il tuo lavoro
Alcuni collegamenti sono evidenti e credo che i tuoi professori li hanno già accennati o li accenneranno in classe: in letteratura italiana
“La coscienza di Zeno” di Italo Svevo, che ti consiglio ovviamente di leggere. In Inglese James Joyce, in particolare in “Ulisse“, si esprime con uno stile molto influenzato dalla scuola psicoanalitica. Per storia potresti considerare la Grande Vienna e la sua cultura, nella quale visse e si formò Freud e/o un evento particolare che ha segnato la sua vita: l’Anschluss (1938), che lo costrinse a fuggire dal suo paese. Venendo a latino e storia dell’arte ti posso suggerire da una parte Seneca, che per primo analizzò le malattie dello spirito umano (pensa al “De ira” o al “De tranquillitate animi” per esempio), dall’altra la scuola del surrealismo nelle cui opere l’inconscio ricopre un ruolo fondamentale.
Per trattare le materie scientifiche, che purtroppo mal si conciliano alla psicoanalisi, potresti citare il
carteggio tra Freud e Einstein per introdurre la teoria della relatività. Come ultimo consiglio ti rimando alle risposte che ho già dato su questo tema e ti segnalo questo film su Sigmund Freud, Passioni segrete.
Fai buono studio,
Giano

resilienza

Debora, martedì 26 gen ha scritto:

caro Giano, sono Debora ti avevo già scritto il tema della mia tesina: la resilienza, partendo dall’esempio del film a beautiful mind.. poi lo collego a primo levi in letteratura italiana, con la shoa in storia, in filosofia shopenauer. cosa ne pensi?
poi vorrei mettere anche inglese ma con chi? e poi vorrei portare arte, chi ha affrontato dei suoi traumi con la pittura? oppure ed. fisica con sport collettivi per disabili (basket in carrozzina), sarebbe un esempio per affrontare le avversità della vita.. come ti sembrano i collegamenti sono forzati?
aspetto con ansia un tuo giudizio! grazie mille..
Debora

Cara Debora,
i tuoi collegamenti sono appropriati e credo che tu sia sulla buona strada. Il mondo dello sport può essere un buon esempio di come sia possibile ‘rilanciare’ a partire da situazioni di difficoltà oggettive ed emotive e come l’aiuto degli altri sia indispensabile in questa esperienza. Ti consiglio un libro di
Pietro Trabucchi, “Resisto dunque sono”, che descrive le storie di famosi campioni dello sport, i loro segreti e le loro sfide.
Per Arte ti propongo di leggere questo
saggio che sviluppa il legame tra resilienza, arte come terapia e sviluppo psico-mentale.
In questa prospettiva questa copiosa
rassegna potrà darti molti utili suggerimenti per il tuo lavoro, e molti stimoli nelle diverse discipline, anche nella letteratura inglese.
Ti auguro buon lavoro.
Ciao, Giano

sogno

Chiara, lunedì 17 mag ha scritto:

caro giano,

prima di tutto vorrei farti i complimenti per il sito, che è davvero d’aiuto per chi come me è alle prese con gli esami di stato…mi chiamo Chiara e frequento l’ultimo anno del liceo classico, ho pensato di fare la tesina sul tema del sogno, in particolare mi aveva molto colpito un libro “Doppio Sogno” di A.Schnitzler, a cui potrei collegare “L’interpretazione dei sogni” di Freud…secondo te è una buona idea?inoltre vorrei trovare altri collegamenti con italiano e latino se fosse possibile in attesa di risposta intanto ti ringrazio

Cara Chiara,
il libro da su cui vuoi fare la tesina è molto appassionante e ha ispirato Stanley Kubrik, che nel 1999 realizza il film “Eyes Wide Shut”, con Tom Cruise e Nicole Kidman, vedi qui
. Il filo conduttore potrebbe essere una riflessione sulla coppia e la sessualità, espressione di una nostra dimensione di desiderio più autentica alla quale possiamo accedere con difficoltà. Per Freud puoi collegare molte cose, anche il libro “L’interpretazione dei sogni ”ovviamente. Il sogno come “strada maestra dell’inconscio” è secondo Freud il più importante strumento di comprensione dell’inconscio, delle forze che ci dominano e del desiderio ( fu proprio Freud a scrivere nel  ’22 ad A.Schnitzler , complimentandosi per la sua elevata capacità di autopercezione che lo aveva portato là dove egli, Freud, era arrivato con grande fatica e lavoro) vedi http://www.encanta.it/rileggiamoli.html. Per italiano puoi inserire lo scrittore Alberto Moravia, che ha il sesso come uno dei temi preferiti, e come dice il suo biografo francese “Si serviva del sesso per capire il mondo”. Potresti percorre questo tema attraverso qualche suo romanzo. Per latino, Petronio. Spero di esserti stato utile. Scrivimi ancora se hai qualche dubbio,
Giano

Benedetta, giovedì 3 giu ha scritto:

Ciao Giano,il nome della mia tesina sarà ASSOCIAZIONI DI PENSIERO,il Sogno. Porterò Svevo in italiano,Joyce in inglese,Dalì in arte, Freud (nonostante non lo abbia studiato a scuola)e Bergson in filosofia. In storia potresti aiutarmi? e credi ci possa essere qualche collegamento con scienze???Grazie in anticipo!=D

Cara Benedetta,
sei vicina alla meta e non è un sogno. I collegamenti che fai sono ottimi, funzionano. Per quel che riguarda la storia due strade: la prima opzione sarebbe quella di analizzare il periodo e il luogo in cui la psicanalisi nacque, ovvero la Vienna di fine secolo. Dopo Freud, quindi, passaggio obbligato a Vienna. Eccoti due link:

  1. http://www.luiss.it/giano/temi/la-grande-vienna/
  2. http://www.rodoni.ch/zemlinski/VIENNA.html

Altra ipotesi: Martin Luther King con il suo celeberrimo discorso “I have a dream”, un classico. Sta a te decidere quale opzione scegliere. Per le scienze: lo studio delle fasi del sonno e della fase REM: http://it.wikipedia.org/wiki/Sogno. Oppure la relazione tra il sogno e la fisica quantisitica: http://www.focus.it/Community/cs/forums/thread/333499.aspx. Sta sempre a te decidere. E nel frattempo ti consiglio di vedere anche il film di Hitchcock “Io ti salverò” del 1945, nel quale il sospetto assassino viene scagionato sulla base dell’interpretazione di un sogno (http://www.mymovies.it/dizionario/recensione.asp?id=12324).
Non mi resta che augurarti buono studio,
Giano

stato di coscienza

Alice, domenica 31 gen ha scritto:

Salve, sono Alice e frequento l’ultimo anno del Liceo Classico.
Avev intenzione di incentrare la mia tesina sullo “Stato di Coscienza: abbandono e sue alterazioni“.
Per ora sono riuscita a collegare Filosofia (Freud, ovviamente), Italiano (pensavo ad Italo Svevo, con la “Coscienza di Zeno”), Inglese (lo Stream of Consciousness di Joyce, in particolar modo in “The Dubliners”) ed Arte (Salvador Dalì e il Surrealismo). Non riesco a trovare però collegamenti con altro.
Potrei ricevere qualche (sicuramente prezioso) consiglio?
Grazie mille in anticipo.

Cara Alice,
il tuo tema mi sembra molto interessante e i tuoi collegamenti appropriati. Aggiungerei solo due altre importanti connessioni: l’orfismo di Dino Campana. Queste
pagine sono davvero illuminanti.
Non mi dici, nello specifico, in quali materie stai trovando difficoltà, ma dal momento che frequenti il Liceo Classico, immagino che ti servirebbe qualche riferimento alle materie classiche. Per la letteratura greca potresti collegarti ai riti dionisiaci che, in età classica, si intrecciano con i riti orfici a cui Campana dedica bellissime pagine. Durante i riti, che seguirono sviluppi molto diversi nel corso dei secoli, accadeva una collettiva trasfigurazioni dei normali comportamenti, erano permesse pratiche e condotte che si avvicinavano molto al mondo animale e vegetale, trasfigurando, così, la normale immagine dell’umano. Questo
saggio ne descrive in modo particolareggiato, la storia e le pratiche; mentre queste pagine dell’atlante filosofico ti guideranno in un percorso tra pratiche religiose e letteratura antica e ti daranno molti insoliti suggerimenti.
Dal momento che l’alterazione degli stati di coscienza implica un movimento di trasformazione radicale, seppur spesso temporanea, ti consiglio di collegarti alle “Metamorfosi” di Ovidio, per la letteratura latina.
Spero di esserti stato di aiuto. Ti auguro buon lavoro.
A presto, Giano