Giano

Tesina realtà e apparenza

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bugia

Milena, mercoledì 25 nov ha scritto:

Ciao Giano! Ho letto che molte persone ti chiedono “aiuto” e tu hai sempre una risposta pronta e interessante per loro! Io a questo punto, vorrei un consiglio da te. Frequento l’ultimo anno di liceo linguistico…e ho due temi (titoli) in particolare: 1) IL POTERE DELLA PAROLA; 2) LA BUGIA. Per entrambi i temi, che collegamenti Con le varie discipline mi consiglieresti? certa di un tuo “prezioso” e veloce responso, ti ringrazio anticipatamente!

Cara Milena,
hai ragione i miei responsi stanno diventando molto popolari, sarà che sono il Dio degli inizi, e tutti, prima o poi, dovranno iniziare a provarsi nell’affascinante terreno del sapere e dell’immaginazione! Dunque, ecco il mio responso per te. I due temi che hai scelto mi sembrano profondamente connessi. La menzogna, per definizione, si confronta sempre con il concetto di verità (che non è semplicemente l’altra faccia della medaglia!), di potere e di libertà della parola e si declina in ogni territorio dell’esistenza e del sapere. Se la filosofia, da Platone e Aristotele a Kant, Kierkegaard, Nietzsche, si è sempre interrogata sul senso della menzogna, importanti riflessioni possiamo ritrovarle anche nell’etica pratica (pensa al tema del mentire a fin di bene), nella politica e nell’economia (l’importanza strategica della dissimulazione, ma anche della demagogia e dell’arte della retorica finalizzata alla persuasione). Né, d’altra parte, da questa complessa riflessione si sono sottratti i campi dell’arte (l’opera d’arte come duplicazione esatta del reale o come finzione) della letteratura (le infinite variazioni del racconto del reale) e perfino del sacro (gli Dei dicono sempre la verità?). La possibilità stessa di mentire, se ci pensi bene, ci porta a scoprire l’infinita potenza della parola, le sue molteplici applicazioni, sfumature, e ci induce a chiederci in base a quale verità definiamo la menzogna. Ti consiglio, per cominciare, di leggere con attenzione due libri ["Filosofia della bugia. Figure della menzogna nella storia del pensiero occidentale", di Andrea Tagliapietra, Edizioni Mondadori, 2008 e "Breve storia della bugia. Da Ulisse a Pinocchio" di Maria Bettetini, Edizioni Raffaello Cortina, 2001] che sono certo troverai molto interessanti e stimolanti. Si tratta di una lettura che ti introdurrà, in modo originale e avvincente, nell’infinito mondo della menzogna, tra bugiardi e dissimulatori, tra verità oracolari e apodittiche verità scentifiche e dove incontrerai personaggi della storia e del mito, della finzione letteraria e delle credenze popolari. Ti accorgerai che la bugia è stata, nel contempo, proibita e lodata; ha scandalizzato, consolato e divertito. Parola di Giano! Non dimenticare di tenermi informato sui futuri sviluppi della tua ricerca.
Giano.

essere e apparire

Benedetta, lunedì 17 mag ha scritto:

La tua domanda: Ciao Giano,
sono una ragazza frequntante il 5° Liceo Scientifico, e il tema della mia tesina verterà sull’ ESSERE O L’APPARIRE! Il perchè è piuttosto semplice : data la società dei nostri giorni, basata inevitabilmente sull’apparenza, piuttosto che sulla realtà, ho scelto di affrontare questo tema. In italiano collegherei Pirandello con La Maschera e il volto, in letteratura latina Petronio, con La Cena Trimalchionis, in Storia dell’arte, Il surrealismo, in Geografia Astronomica opterei tra I pianeti Gassosi o la Caduta delle stelle, in inglese, Il victorian Age, mi resta filosofia,fisica e matematica, sapresti darmi un consiglio?! Te ne sarei grata…Benedetta

Cara Benedetta,
affronti il tema che hai scelto in maniera impeccabile. Gli argomenti che sviluppi sono tutti molto validi. Quindi non ci resta che affrontare ciò che manca: per la filosofia il collegamento è semplice: “Il mondo come volontà e rappresentazione” è uno dei libri più importanti di Arthur Schopenhauer, fa proprio al tuo caso.

Per la matematica: gli asintoti
. Per la fisica: luminosità reale o apparente delle stelle .
E ti lascio con un estratto da “Sei personaggi in cerca d’autore”, dell’autore che hai scelto per italiano, Pirandello:

“Ciascuno di noi si crede “uno” ma non è vero: è “tanti”, signore, “tanti”, secondo tutte le possibilità d’essere che sono in noi: “uno” con questo, “uno” con quello diversissimi! E con l’illusione, intanto, d’esser sempre “uno per tutti”, e sempre “quest’uno” che ci crediamo, in ogni nostro atto. Non è vero!”

Giano

Giulia, martedì 11 mag ha scritto:

Salve,stavo cercando sul web del materiale e degli spunti per la mia tesina,e sono finita qui..allora ho pensato di scriverle per chiederle qualche consiglio. La mia tesina è più o meno già organizzata,ma ho qualche difficoltà perchè mi sembra di fare un discorso poco coerente. Il tema della mia tesina sarebbe la maschera,anche se non volevo fare un discorso incentrato sulla maschera pirandelliana,ma più che altro sul dualismo apparenza-realtà. Volevo insomma parlare di come nella realtà molte cose sono diverse da come appaiono.

Partirei appunto spiegando questo e facendo qualche esempio. Avevo pensato di collegare così la geografia astronomica,facendo l’esempio di come guardando il cielo di notte vediamo molte stelle che in realtà sono esplose forse da milioni di anni e di come questo dipenda dal fatto che la loro luce impiega anni a raggiungerci.Poi passare a spiegare che molti filosofi si sono posti il problema della realtà come apparenza,e qui presentare Shopenhauer(e parlare di come appunto per il filosofo la realtà fosse tutta un’illusione),Nietzsche (la morte di Dio)e magari anche Kant e il binomio fenomeno-noumeno. Da qui parlare di come in realtà il tema dell’apparenza si applica benissimo anche alla società e quindi presentare Pirandello,la società vittoriana e Oscar Wilde,condannato per essersi mostrato per quello che era. Potrei poi passare a parlare di come talvolta si mascheri una realtà nefanda per farla apparire invece legittima e quindi parlare della propaganda nazista contro gli ebrei. In tutto questo non so come introdurre il Latino (mi hanno consigliato Marziale) e la storia dell’arte (l’espressionismo e James Ensor con “l’ingresso di Cristo a Bruxelles”).

Secondo lei va bene l’impostazione?può darmi qualche consiglio? e poi non so proprio che titolo dare.. se potesse darmi qualche suggerimento mi sarebbe molto utile,la ringrazio!

Cara Giulia,
la tua tesina è sostanzialmente già fatta e a mio avviso ben strutturata; complimenti! Mi limiterò quindi a darti qualche consiglio. Innanzitutto il titolo: credo che anche qualcosa di classico come “il rapporto fra apparenza e realtà” possa andare bene, anche perché a essere importante non è tanto il titolo, ma il contenuto e i collegamenti; tieni presente che la tesina non è un’operazione di marketing, per cui a colpire deve essere un messaggio particolarmente originale, ma un lavoro di più ampio respiro in cui ciò che conta è la capacità di articolazione, che nel tuo caso mi sembra ben sviluppata.

Per filosofia ti consiglierei poi di restingere un po’ il campo, anche perché parlerai in tutto al massimo 15 minuti della tesina e devi quindi concentrarti su un argomento e spiegarlo per quanto possibile esaurientemente: per questo pensavo che la tua scelta potrebbe cadere su Schopenhauer e il rapporto Velo di Maya-Volontà di vivere, senza correre il rischio di avventurarsi in collegamenti di difficile controllabilità.

Per latino puoi pensare secondo me a Fedro e alle sue favole, alla loro natura allegorica, poiché in esse l’autore servendosi degli animali rappresenta le virtù e soprattutto i vizi della società e degli uomini, funzionali al pessimismo fedriano sulle possibilità di cambiamento di una società in cui i poveri sono vessati dai potenti.

Per storia dell’arte puoi rifarti al surrealista Magritte e in specie alla sua celebre opera “Ceci n’est pas une pipe”, per cui ti rimando al seguente link: http://www.liceolocarno.ch/Liceo_di_Locarno/materie/storia_arte/magritte/opere/lingannodelleimmaginiANALISI.html.

Un sincero “In bocca al lupo!”

Giano

finzione

Marta, venerdì 18 giu ha scritto:

Buongiorno professore,la mia tesina è strutturata sulla valenza della finzione nell’opera d’arte,opera d’arte intesa tanto come immagine (quadro)tanto quanto rappresentazione scenica.Il titolo mi è ancora difficile trovarlo in quanto tutto il testo si basa sulle forme in cui l’immagine si presenta allo spettatore e sul conseguente rapporto di dialogicità che si instaura.Porto le baccanti e la contradditoria figura di dioniso,nel suo ruolo di regista della rovina di penteo,e penteo spettatore della sua rovina, burattino nelle mani del subdolo regista.Parlo poi dei significati del verbo “vedere”essere visto in questa tragedia;Per italiano porterei Pirandello e il dramma irrappresentabile dei sei personaggi in cerca d’autore,la condanna dell’attore ad essere sempre Altro da se e dover rappresentare un destino già scritto(fatto che si scontra con la vera essenza dell’uomo,il cui destino non è già tracciato).PEr filosofia porto un saggio di fenomenologia della! percezione che userei per “tradurre” i due testi sopracitati,analizzando il rapporto che viene ad instaurarsi fra spettatore dell’opera e opera stessa,in quanto narrazione,riconoscimento di sè e luogo dell’altrove(paragonandola per contrasto allo specchio che viene a crearsi fra il Dioniso che è sia il dio sia lo straniero nella tragedia di cui parlo);infine concluderei con un’opera di Magritte.

Il tema è quello che h sempre voluto fare,le sembra banale?

frequento un liceo classico.!

Cara Marta,
magari questo Paese avesse persone banali come te che affrontano argomenti banali come quelli che suggerisci. Vivremmo tutti sicuramente meglio. E’ una tesina fatta con passione, e si sente. Non temere per il titolo, affiorera’ nel momento in cui meno ci stai pensando, io provo a darti un suggerimento: L’opera d’arte nello svolgimento della sua… finzione, Finzione e funzione dell’opera d’arte, al confine tra immagine e rappresentazione scenica. Scrivimi per farmi sapere che ne pensi e quando avrai trovato il titolo giusto. Grazie per le tue righe,
Giano

fuga dal reale

Eleonora, giovedì 21 gen ha scritto:

Cero Giano,
non avevo pensato che la scelta dell’alrgomento per la tesina potesse essere così difficile, ho riscontrato mille interessi in questo vastissimo programma di quinta liceo linguistico che ho perso la decisione che mi caraterizza. Ma il tempo stringe e la scelta si fà sempre più vicina e necessaria; così ti chiedo un consiglio: due sono i percorsi della top two: il vampiro visto nei suoi diversi ruoli e il significato allegorico che prende nei vari secoli (Apuleio, boudelair, Capuana, Freud, età giolittiana); oppure una piccola idea che mi è balenata in testa nel leggere un libro della fine dell’ottocento “La fuga dal reale” passando dal romanticismo di Baudelaire, Simbolismo in arte, Wilde, D’annunzio. Ma la seconda è piuttosto un abozzo e ti scrivo proprio per sapere se è fattibile o meno. Grazie mille dell’aiuto. Eleonora

Cara Eleonora,
stai tranquilla: dalle tue parole vedo che la decisione non ti è venuta meno. Tra i due percorsi di cui parli vorrei privilegiare il secondo, quello che a te sembra più vago e indistinto, perchè è, credo, il più promettente e fecondo di sviluppi. In italiano la figura di riferimento è senz’altro quella di
Guido Gozzano: la sua letteratura è un continuo cercare di evadere da una realtà insoddisfacente verso il sogno, di prendere una “vacanza” dalla vita borghese (i cui oggetti e i cui canoni morali ed estetici egli così sintetizzava: “le care vecchie cose di pessimo gusto”) verso mondi altri, reali o immaginati, collocati altrove nello spazio (come l’India, che egli visitò nel 1912 per motivi di salute, traendo dalla sua esperienza un volume di prose, “Verso la cuna del mondo”, e una sorta di reportage in forma di epistolario, “Lettere dall’India”), o nel tempo (ad esempio nel passato, in cui potrebbe aver avuto luogo il suo rimpianto amore con la signorina Felicita). In storia ti consiglio di approfondire in generale le problematiche legate al fenomeno del Colonialismo: che fu un aprirsi, per esercitare un predominio economico ed insieme un braccio di ferro politico con altre potenze, dei paesi della “vecchia Europa” verso nuove realtà (che, ovviamente, portarono con sè anche moltissime suggestioni culturali, e quindi psicologiche).
In storia dell’arte il riferimento può essere sì al Simbolismo, ma anche, attenzione, al Surrealismo. Nel primo la fuga dal reale si connota come rappresentazione della psiche dell’artista, delle sue paure e delle sue aspirazioni; nel secondo invece viene messo in scena un superamento figurativo dei limiti della realtà, delle sue leggi fisiche (pensa, ad esempio, alle impossibili immagini di Magritte; o ai paesaggi allucinati di Salvador Dalì, popolati di creature dalle lunghissime, impossibili, zampe, e di orologi liquefatti. Un esempio di artista, poi, che ha davvero messo in atto praticamente una fuga dalla società verso un mondo incontaminato, traendone materia per la sua arte, è quello di Paul Gauguin.
La fuga dal reale come sfogo di una nevrosi e dell’insoddisfazione nei confronti della quotidianità è, in generale, al centro di molta letteratura dell’età del Decadentismo: pensa, per non citare che soli due casi, alla “Madame Bovary” di Gustave Flaubert, e al Des Esseintes di Huysmans, il ricco aristocratico la cui nevrosi si esprime in una esasperata sensibilità estetica, fino a toccare la vera e propria follia. In filosofia ti consiglio di approfondire la corrente dell’irrazionalismo metafisico, ovvero l’insieme di quelle dottrine che insistono sul carattere assurdo della realtà, il cui massimo esponente è probabilmente Schopenhauer, che arriva a teorizzare la fuga dalla tirannia del desiderio e fuga dalla società come liberazione da ogni sofferenza, il cui raggiungimento è possibile attraverso l’arte e l’ascesi. Ad un’altra età di decadenza, appartiene, poi, lo scrittore africano di lingua latino Apuleio (125-180 d. C.), che fin dal titolo della sua opera maggiore (”Le metamorfosi”, ovvero “L’asino d’oro”) mette in chiaro immediatamente quale sia l’orizzonte del suo mondo letterario: quello della trasmutazione del reale, della curiosità verso ciò che è magia e mistero (leggine
qui). L’opera porta in sè, ovviamente, la temperie culturale che la generò: quella dell’inquieta spiritualità, nei primi secoli dell’era cristiana, delle società del bacino mediterraneo di cultura greco-latina, aperte verso nuove esperienze religiose di impronta orientale. In inglese, infine, il richiamo d’obbligo è, come certamente immagini, ad Oscar Wilde e al suo capolavoro “Il ritratto di Dorian Gray”. Ho letto che frequenti il liceo linguistico: quali altre lingue studi oltre l’inglese? Se vorrai riscrivermi sarò contento di aiutarti anche per quelle materie. Attendo tue notizie, dunque.
A presto,
Giano

nicole, sabato 27 mar ha scritto:

Ciao Giano!
I tempi stringono e le idee per la tesina sono tante ! Ultimamente mi stavo orientando sulla “fuga dalla realtà” e mi sarebbe piaciuto analizzare nel corso del tempo i vari metodi (illusione..etc) con cui gli autori chiudono gli occhi di fronte al reale per rifugiarsi in qualcosa di diverso o per mascherarsi. Mi puoi aiutare con i collegamenti? Frequento il liceo classico.
Grazie mille

Cara Nicole,
cercherò di offrirti qualche spunto allargando un pò il campo al tema della “fuga dalla realtà” in generale. Per italiano mi viene in mente Pascoli e il suo pensiero per il quale ti rimando alla lettura di queste
pagine. Per latino potresti rifarti all’elegia nella quale uno dei temi ricorrenti è proprio quello della fuga dalla realtà. In merito ti invito alla lettura di questa introduzione. A proposito di greco potresti parlare della tragedia e in particolare della Medea di Euripide per la quale ti segnalo questa traduzione con la relativa introduzione. Per filosofia penso a Schopenhauer e la sua concezione della vita per la quale ti rimando a questo articolo. Per quanto concerne inglese non posso esimermi dal rammentarti il grande romanzo di Oscar Wilde “Il ritratto di Dorian Gray” che puoi iniziare a leggere o magari rileggere direttamente on line a questo link.
Infine per storia dell’arte potresti fare riferimento al movimento artistico surrealista al quale è interamente dedicato questo
sito.
Spero che i miei suggerimenti possano risultare utili al tuo lavoro.
Riscrivimi e fammelo sapere.
Ciao e a presto, Giano

illusione

Diana, venerdì 18 giu ha scritto:

ciao giano..avrei bisogno di aiuto x la tesina d’esame sull’illusione! ho già fatto qlke collegamento: italiano-foscolo,filosofia-schopenhauer, francese-flaubert con madame bovary,inglese-oscar wilde con”the picture of dorian gray”(visto come l’illusione del trionfo della vita sulla morte),geografia astronomica-la magnitudo apparente e assoluta,arte-magritte,storia-trattato di monaco del’38..x fisica e latino avrei bisogno di un aiuto..considerando ke la luce e le illusioni ottike le abbiamo fatte al 4 anno! qst abbiamo fatto di fisica il campo elettrico e qll magnetico..e quindi nn so cm collegarmi. Di latino pensavo a lucrezio,ma leggendo le altre tesine nn ho capito ke collegamento c’è cn la magia di apuleio..In definitiva volevo sapere cm vanno qsti collegamenti e se puoi darmi una mano cn qste due materie in sospeso..ti prego al più presto..xkè l’esame si avvicina!!! grazieee in anticipo!!

Cara Diana,
i collegamenti da te fatti vanno molto bene, quindi sei più che a buon punto. Per latino, il riferimento ad Apuleio puo’ esser fatto riferendosi al mondo immaginifico del suo pseudo-romanzo, ma l’accostamento con Lucrezio secondo me è ancora più pertinente soprattutto per quanto concerne il tema della Religio come superstizione e la spiegazione delle illusioni ottiche; al proposito ti segnalo questo link: http://www.filosofico.net/lucrezioo.htm. Di qui mi verrebbe in mente il collegamento per fisica con l’ottica, ma mi dici che non vuoi trattarne perché non fa parte del programma di quest’anno.…Vedi allora se puo’ esserti utile dare uno sguardo ulteriore alla voce “illusione” del mio archivio. Tieni comunque presente che non è necessario collegare ogni materia e il percorso da te sin qui strutturato è più che sufficiente in considerazione del tempo previsto per l’esposizione della tesina.In bocca al lupo!
Giano

Imma, lunedì 22 giu ha scritto:

Ciao sono sono una studentessa dell’ultimo anno del liceo classico e ho scelto come percorso d’esame il tema sull’illusione. I collegamenti che ho fatto sono: LATINO: Seneca “De tranquillitate animi”, GRECO: Luciano “Dialoghi dei morti”, FILOSOFIA: Schopenhauer, STORIA DELL’ARTE: Impressionismo, GEOGRAFIA ASTRONOMICA: Le stelle, ITALIANO: avevo pensato a Foscolo o Leopardi ma non so (consigliami tu per favore quale autore è più indicato), e poi FISICA: avevo pensato il miraggio, su storia invece ho molti dubbi mi serve un tuo aiuto. Aspetto una tua risposta…grazie mille…baci imma

Cara Imma,
per Italiano ti consiglio di concentrarti su
Leopardi, in cui il tema delle illusioni è centrale. In particolare questi versi:

O natura, o natura,
perché non rendi poi
quel che prometti allor? perché di tanto
inganni i figli tuoi?

In Storia potresti citare il primo dopoguerra e in particolare la pace di Locarno (1926) quando i paesi europei si illusero di aver posto le basi per un duraturo periodo di pace, che invece fu rotto dall’avvento al potere del nazismo. Sperando di esserti stato utile,
ti mando tanti auguri,
Giano

imitazione

jacky, domenica 21 mar ha scritto:

Buongiorno Giano,
sono favorevolmente colpita dalla sua disponibilà e dall’organizzazione del suo sito, e per questo vorrei chiederle qualche delucidazione.
Ho letto i suoi consigli generali per la tesina, e in particolare mi sono soffermata sul fatto che l’argomento scelto debba rappresentare una propria passione..mi sono trovata spiazzata perchè ciò di cui vorrei parlare è lontano da ciò di cui vorrei occuparmi in futuro (vorrei essere giudice, psicologo criminale o entrare nell’arma).Ho un grande interesse per l’arte e da qui parte, infatti, la mia idea sull’elaborato: un paragone tra “la colazione sull’erba” di Manet e le numerose imitazioni prodotte da Picasso successivamente. Per il sviluppo generale avevo pensato, quindi, di soffermarmi su una serie di “paragoni”, di “copie”, di “imitazioni” in materie differenti: ad esempio, ho scoperto, seguendo un’interessantissima conferenza sull’astronomia, che la realtà attorno Saturno è indicata come “un mini sistema solare”..perchè non fare il paragone tra la nascita del sistema solare e il pianeta stesso?

Il mio intento non è quello di esporre un lavoro che verta su concetto unico, ma di portare una tesina che sia più una ricerca, una serie di notizie, di informazioni particolari esposte in modo semplice in modo che anche i professori di materie diverse si sentano coinvolti (ho come l’impressione che ciò mi aiuti a mantenere più alta l’attenzione).
Darei un taglio sbagliato?
Potrebbe indicarmi qualche strada da seguire per Inglese e Filosofia?
La ringrazio in anticipo del tempo che le farò perdere.

Cara Jacky,
apprezzo molto il taglio che vuoi dare alla tua tesina. Vedo che i tuoi intenti siano ambiziosi. Però sull’argomento che hai scelto è necessario fare un po’ di chiarezza. Innanzitutto distinguere tra le parole copia, imitazione, doppio, rifacimento, reinterpretazione, falso….
Per prima cosa t’invito a consultare un buon dizionario poiché i significati sono molto diversi. Per esempio, quando dici che t’interessa il “paragone tra “la colazione sull’erba” di Manet e le numerose imitazioni prodotte da Picasso successivamente” sarebbe meglio che tu parlassi di reinterpretazioni di uno stesso soggetto e non di imitazioni. La differenza non è di poco conto. A questo riguardo ti indico due siti:
link 1; link 2.
Nel secondo troverai un’altra opera di Picasso ispirata a Velasquez
Las meninas” una delle più importanti opere della storia della pittura.
Imitazioni e copie e falsi sono altra cosa e poiché mi pare che uno dei tuoi intenti sia “più una ricerca, una serie di notizie, di informazioni particolari esposte in modo semplice in modo che anche i professori di materie diverse si sentano coinvolti (ho come l’impressione che ciò mi aiuti a mantenere più alta l’attenzione)” ti segnalo una storia curiosa che riguarda il più grande falsario di opere d’arte di tutti i tempi
Van Meegeren che pur non essendo stato mai smascherato per i suoi meravigliosi Vermeer decise spontaneamente di confessare le sue truffe per non essere incriminato di attività naziste poiché uno dei suoi clienti era Goering. Un bel libro narra di questa vicenda.
Ma di falsi ne è piena la storia. Tra i più clamorosi quelli di alcuni
giovani livornesi che scolpirono delle teste di Modigliani con un black and decker e ingannarono critici famosi.
Per quanto riguarda inglese e filosofia potresti orientare l’oggetto del tuo lavoro verso la tematica del doppio. Per il primo potresti fare riferimento al grande romanzo di Oscar Wilde
Il ritratto di Dorian Gray” e per la seconda potresti occuparti del tema del doppio in Freud, in particolare del cosiddetto perturbante. Dato che mi sembri molto volenterosa ti segnalo questo testo e ti invito alla lettura di questo interessante articolo nel quale il perturbante secondo Freud viene usato come chiave di lettura del romanzo “Il giro di vite” di Henry James.
Torna a scrivermi per farmi sapere se le mie proposte ti sono piaciute e per raccontarmi come procede il lavoro.
Ciao e a presto, Giano.

maschera

Kekka, martedì 23 feb ha scritto:

Ciao Giano,ho finalmente deciso il tema della mia tesina e cioè la MASCHERA inteso come rapporto tra realtà e apparenza. per quanto riguarda il collegamento con letteratura (Pirandello), Filosofia (Kant), non ho problemi! Per storia volevo collegare il fascimo e quello che voleva far credere di essere e quello che in realtà fosse. Puoi aiutarmi a trovare dei collegamenti con altre materie come ad esempio Biologia, Fisica, Matematica, Arte, Inglese,Psicologia e Latino?? Grazie mille!!!!!! Ho una paura!!!!!!! :) a presto!!! Francesca

Cara Francesca,
il tema del rapporto tra apparenza e realtà si presta davvero a molti collegamenti (e sono ottimi quelli che hai scelto). In biologia, credo sia fondamentale approfondire il ruolo del
mimetismo nella vita e nella strategia di sopravvivenza di molti esseri viventi: un consiglio di metodo che mi sento di darti è di collegare le materie meno “umanistiche”, come fisica e matematica, direttamente a biologia, senza cercare per forza una connessione stringente col tema centrale della “maschera”. In letteratura latina, poi, potresti portare una delle commedie degli equivoci di Plauto (l’Anfitrione ad esempio) oppure “Le Metamorfosi” di Apuleio, dove la trasformazione del protagonista può essere considerata una vera e propria maschera. In inglese, invece, potresti pensare (e si ricollegherebbe anche al tuo discorso sul fascismo, e, in generale, sul totalitarismo), al romanzo di George Orwell “1984”, in cui compare la pratica cosiddetta del “bispensiero”, capolavoro di dissimulazione delle proprie idee! In storia dell’arte la rappresentazione della maschera è fondamentale in un pittore come James Ensor. La psicologia, poi, si presta davvero a moltissimi spunti: per non citarne che uno, perchè non approfondire i meccanismi mentali di coloro che, pur di farsi accettare dagli altri, non esitano a “trasformarsi”, cambiando di volta in volta personalità pur di piacere? A questo proposito voglio consigliarti la visione di uno splendido e divertente film di Woody Allen, “Zelig”, che si incentra proprio su un ipotetico caso clinico di questo tipo. Spero di averti dato una mano; fammi sapere, se vuoi, come procede il lavoro,
Giano

Alessia, mercoledì 26 mag ha scritto:

Caro Giano.Ho bisogno di un tuo consiglio per i collegamenti del mio percorso all’esame di maturità.Amando il teatro e la danza, vorrei privilegiare il tema della maschera e quindi della doppia personalità ma non vorrei sfociare in qualcosa di banale e già sentito migliaia di volte….Inoltre vorrei iniziare con le materie scientifiche ma non so come fare…Le materie d’esame sono italiano,latino,matematica,fisica,filosofia,storia,inglese e st.dell’arte.
Grazie per un’eventuale risposta.Alessia

Cara Alessia,
il tema della maschera si presta davvero a moltissimi sviluppi e connessioni; approfondiamoli insieme. In italiano credo che una scelta quasi obbligata sia quella di Pirandello; potresti portare, in questo caso, opere come il romanzo “Il fu Mattia Pascal” o il dramma teatrale “Enrico IV”, tenendo però ben presente che tutta l’opera di questo autore fu fortemente permeata dal tema che ti interessa (pensa che l’edizione integrale del suo teatro reca il titolo “Maschere nude”). In latino, poi, ti invito a portare la commedia latina Amphitruo
(Anfitrione), in cui compare il famoso personaggio di Sosia, che ha dato origine al vocabolo per eccellenza per indicare il “doppio”. In inglese, allo stesso modo, è istintivo pensare a “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” di Robert Louis Stevenson. In filosofia, poi, potresti portare la concezione nietzschiana http://keynes.scuole.bo.it/ipertesti/la_maschera/filonietzsche.htm della maschera, risalente alle sue prime opere di natura filologica come “La nascita della tragedia”. In storia dell’arte, poi, ti consiglio di approfondire la figura del pittore belga, vissuto tra Ottocento e Novecento, James Ensor http://www3.lastampa.it/arte/sezioni/mostra-della-settimana/articolo/lstp/114672/, che ebbe tra i suoi temi prediletti proprio quello della maschera, allegoria della ipocrita e conformista società borghese coeva. Per quanto riguarda storia il mio pensiero corre ai tanti esempi di “voltafaccia” politico o militare che sono rintracciabili nella vicenda umana: per non farti che due esempi, pensa al “trasformismo” della Sinistra storica di Agostino Depretis negli anni Ottanta dell’Ottocento, che connotò un’intera stagione politica del regno d’Italia; o al patto “Molotov-Ribbentrop” tra la Russia di Stalin e la Germania di Hitler alla vigilia della seconda guerra mondiale. Per quanto riguarda, infine, le materie scientifiche, il doppio in matematica mi ricorda la logica binaria e gli operatori boleani, che potresti facilmente approfondire; e in fisica il rapporto fra riflessione e rifrazione, di cui puoi leggere qui http://www.galassiere.it/ottica1.htm. Ti auguro buono studio,

Giano

realtà

Luca, domenica 14 giu ha scritto:

ciao Giano, frequento il liceo scientifico in una classe informatica..sto trovando problemi enormi per fare la tesina..sono molto indeciso e volevo un piccolo suggerimento..ho pensato di iniziare con il principio di indeterminazione di Heisemberb, per poter dire ke la realtà non è un’”ente” conoscibile nella sua oggettività, ma solo neisingoli rapporti con i vari osservatori e nei vari casi specifici. pi volevo continuare analizzando pirandello e la sua crisi d’identità, dovuta al periodo storico ke segue le teorie di heisemberg..pero’ trovo difficoltà nei collegamenti con la st.arte, con la geografia astronomica, latino e soprattutto filosofia..please..aiutatemi ke sn in mezzo a una strada..

Caro Luca,
l’ “Addio alla verità“, inteso proprio come addio alla pretesa di conoscere in senso oggettivo la realtà, è il tema e il titolo dell’ultimo libro di Gianni Vattimo, pubblicato da Meltemi, in cui troverai molti spunti. In filosofia te la puoi giocare con facilità fra Nietzsche (“non esistono fatti ma solo interpretazioni”) e Heidegger. Di quest’ultimo ti consiglio di leggere il breve e illuminante saggio “L’epoca dell’immagine del mondo” che trovi negli Holzwege (letteralmente “Sentieri interrotti”). Se vuoi approfondire, le due “Introduzioni a Nietzsche e Heidegger” di Vattimo (entrambe Laterza) sono ancora oggi utilissime. Spero di aver risolto i tuoi dubbi, che erano soprattutto relativi alla filosofia. Sul resto, ti do qualche rapido spunto. In latino, mi vengono in mente vari “Dialoghi” di Seneca, in cui si insiste sulla relatività delle visioni del mondo umane. In geografia astronomica, potresti fare un discorso sulle distorsioni della realtà causate da strumenti inadeguati. Infine, per la storia dell’arte, sono state soprattutto le avanguardie storiche a fare i conti con la crisi otto-novecentesca del concetto di verità: ti suggerisco di leggere “Le avanguardie storiche” di Mario De Micheli (Feltrinelli).
Saluti e buona fortuna,
Giano

Giorgia, lunedì 28 dic ha scritto:

Caro Giano,
sono Giorgia, studentessa al quinto anno del liceo scientifico. L’idea della tesina mi ha sempre affascinato e mi piacerebbe trovare qualcosa che mi rappresentasse. Sono una persona creativa,estroversa,testarda,estremamente osservatrice e sognatrice. Per quanto riguarda il mio futuro,mi piacerebbe intraprendere la strada del giornalismo.
Ma ora arriviamo al dunque, ho ipotizzato una serie di tesine e mi piacerebbe avere una tua opinione:
-”Considero il mondo per quello che è:un palcoscenico dove ciascuno deve recitare la sua parte” (W.Shakespeare)Mi piacerebbe partire con una riflessione sul fatto che spesso le persone invece di recitare la loro parte recitano “una parte” (recitano la parte di qualcun’altro oppure mostrano solo la parte di sè che sanno che gli altri apprezzerebbero di più)Così vorrei affrontare tre temi in particolare:la scelta di comformarsi alla propria società per sentirsi accettati,il dualismo essere-apparire,il teatro e la sua funzione.
-Fare mondi:la fantasia dietro le quinte.Attraverso la visita della Biennale di venezia e la lettura del libro “Le città invisibili” di Italo Calvino; ho capito che l’artista e lo scrittore hanno una capacità straordinaria di “fare mondi”. Esiste perciò una distinzione tra il creativo e l’uomo comune: il primo crea dal nostro mondo un nuovo mondo, noi troviamo il nostro mondo in un nuovo mondo.Vorrei qui affrontare il tema della genialità e dell’unicità dell’artista e dello scrittore.
-Un mare di sabbia. La mia riflesione parte dall’anologia che intercorre tra il mare e il deserto (infatti si dice che i cammelli siano le navi del deserto) e dal particolare rapporto uomo-natura che si sviluppa in un ambiente dall’equilibrio così precario.I temi che vorrei affrontare sono il deserto e la desertificazione (anche dal punto di vista scientifico),il pensiero umano circa il deserto (anche dal punto di vista metaforico),oltre a quelli già detti.
-”Ci sono persone che sanno tutto e purtroppo è tutto quello che sanno” (O.Wilde)
La mia riflessione parte dalla ricerca del significato della parola “cultura”.
Io credo che l’importante non è il sapere fine a se stesso ma il sapere per poter comprendere,conoscere,capire. Ne è testimone l’opinione di Norberto Bobbio che dice:” Cultura significa misura,ponderatezza,circospezione:valutare tutti gli argomenti prima di pronunciarsi,controllare tutte le testimonianze prima di decidere, e non pronunciarsi e non decidere mai a guisa di oracolo dal quale dipenda, in modo irrevocabile, una scelta perentoria e definitiva”I temi perciò affrontati saranno il significato di sapere e di cultura; il conformismo nel pensiero di alcuni intelletuali (che si traduce spesso in luoghi comuni)soprattutto quando ha prodotto stereotipi e pregiudizi.
-”Americation”:yes we can. Attraverso la visione di un programma televisivo (Il testimone)mi sono interessata agli Stati Uniti e mi sono chiesta:Cos’è il sogno americano?Perchè il mondo U.S.A. influisce così tanto sul resto del mondo?Ma sopratutto, che cosa significa “yes we can”?Io leggo in tale espressione due significati: in senso negativo la centralità che gli U.S.A sentono in se stessi (quel we non è riferito all’intera umanità ma agli americani) e in senso positivo ( e così il sogno americano diviene più semplice da comprendere) la fiducia che gli americani ripongono in se stessi, cosa che manca ad esempio a noi europei.
I temi che vorrei affrontare, che spaziano dalla composizione degli americani fino alla loro “filosofia” di vita, saranno tutti determinati a rispondere a tali domande.
-Raccontare la realtà per non dimenticare:fotogiornalismo (titolo provvisorio).Questa tesina nasce dall’idea dell’importanza di raccontare la realtà.L’impostazione di questa tesina non l’ho ancora completata tuttavia ho realizzato tre ipotesi:
1.Incentrare la tesina sul fotogiornalismo (in un percorso lineare) per poi arrivare a l’importanza di raccontare la realtà. Potrebbe permettermi di fare dei collegamenti con le materie scientifiche
2.Scegliere un’immagine (fotogiornalistica) per ciascuna materia per poter spiegare l’importanza del realismo
3.Incentrare la tesina sul realismo e per ciascuna materia intitolare:
Raccontare la realtà per non dimenticare, raccontare le realtà più semplici,raccontare la realtà per credere nella scienza,raccontare la realtà con le fotografie..etc..
Con quest’ultima potrei parlare di neorealismo,verismo,fotografia,rapporto oggettivo/soggettivo.
Grazie in anticipo

Cara Giorgia,
che lunga e interessante lettera così piena di belle citazioni, e che piacere sentire la tua giovanile vitalità ed esuberanza. Non ho però capito esattamente cosa mi chiedi. Un’approvazione, un giudizio su come vuoi sviluppare l’argomento che penso avrà un titolo che conterrà la parola REALTA’? Se è questo posso dirti che quello che mi hai scritto non solo è molto convincente ma anche ben articolato. Non sarà facile mettere poi su carta il tutto, ma sono sicuro che ci riuscirai nel migliore dei modi. Per il momento posso darti alcune indicazioni. Ad esempio riportarti una breve descrizione di una lezione di una docente della Luiss fatta in diverse scuole nell’ambito del progetto “Luiss per le scuole” sul tema del fotogiornalismo che credo possa esserti utile:

IL FOTOGIORNALISMO TRA OGGETTIVITA’ E MANIPOLAZIONE

Prof.ssa Marica Spalletta*

Quando si parla di fotogiornalismo si fa riferimento a uno specifico genere nel panorama dell’informazione, che si distingue da tutte le altre pratiche giornalistiche per il fatto che la notizia non è contenuta nel testo verbale bensì in un’immagine. Proprio perché sfrutta le caratteristiche dell’immagine (ossia la sua capacità di abbattere qualsiasi barriera spazio-temporale, nonché il suo essere di facile e immediata comprensione), il fotogiornalismo ha una capacità di raggiungere il pubblico e di informarlo che manca a qualsiasi altra forma di giornalismo. Proporzionalmente, tuttavia, immagini che mentono possono provocare molti più danni di un qualsiasi altro testo. Ma, per quali motivi e con quali modalità una immagine può mentire? Per rispondere a questa domanda, si inizierà con l’affrontare la questione dell’oggettività vs soggettività della fotografia, con particolare riferimento al contesto storico, sociale e culturale in cui essa vede la luce. Una volta dimostrato che le fotografie non sono una fedele trascrizione della realtà e che il fotografo non mantiene mai un atteggiamento di totale terzietà rispetto all’evento fotografato, ci si chiederà in che maniera le immagini possono mentire. Partendo da una serie di casi (la guerra di Crimea, la guerra di secessione americana, l’alzabandiera a Iwo Jima e quello a Berlino, Berlusconi, O.J Simpson, ecc.) si cercherà di ricostruire una mappe delle possibili forme di manipolazione e/o falsificazione.

*Docente di Etica della comunicazione, corso di laurea magistrale in Comunicazione politica, economica e istituzionale, facoltà di Scienze politiche, Luiss Guido Carli

Un modo interessante di interpretare la realtà che non dovresti trascurare. . Non ti pare? Per quanto riguarda la professione che intendi intraprendere (hai mai pensato che le prime quattro lettere del tuo nome e di questo mestiere sono le stesse?) forse saprai che alla Luiss esiste una Scuola di giornalismo. Su questo link potrai trovare alcune informazioni utili già ora, come ad esempio una piccola bibliografia. Per il momento mi fermo qui. Ma ti assicuro che se vorrai ancora scrivermi e chiedere consigli ti risponderò molto volentieri.
Ciao Giano.

finzione

Marta, venerdì 18 giu ha scritto:

Buongiorno professore,la mia tesina è strutturata sulla valenza della finzione nell’opera d’arte,opera d’arte intesa tanto come immagine (quadro)tanto quanto rappresentazione scenica.Il titolo mi è ancora difficile trovarlo in quanto tutto il testo si basa sulle forme in cui l’immagine si presenta allo spettatore e sul conseguente rapporto di dialogicità che si instaura.Porto le baccanti e la contradditoria figura di dioniso,nel suo ruolo di regista della rovina di penteo,e penteo spettatore della sua rovina, burattino nelle mani del subdolo regista.Parlo poi dei significati del verbo “vedere”essere visto in questa tragedia;Per italiano porterei Pirandello e il dramma irrappresentabile dei sei personaggi in cerca d’autore,la condanna dell’attore ad essere sempre Altro da se e dover rappresentare un destino già scritto(fatto che si scontra con la vera essenza dell’uomo,il cui destino non è già tracciato).PEr filosofia porto un saggio di fenomenologia della! percezione che userei per “tradurre” i due testi sopracitati,analizzando il rapporto che viene ad instaurarsi fra spettatore dell’opera e opera stessa,in quanto narrazione,riconoscimento di sè e luogo dell’altrove(paragonandola per contrasto allo specchio che viene a crearsi fra il Dioniso che è sia il dio sia lo straniero nella tragedia di cui parlo);infine concluderei con un’opera di Magritte.

Il tema è quello che h sempre voluto fare,le sembra banale?

frequento un liceo classico.!

Cara Marta,
magari questo Paese avesse persone banali come te che affrontano argomenti banali come quelli che suggerisci. Vivremmo tutti sicuramente meglio. E’ una tesina fatta con passione, e si sente. Non temere per il titolo, affiorera’ nel momento in cui meno ci stai pensando, io provo a darti un suggerimento: L’opera d’arte nello svolgimento della sua… finzione, Finzione e funzione dell’opera d’arte, al confine tra immagine e rappresentazione scenica. Scrivimi per farmi sapere che ne pensi e quando avrai trovato il titolo giusto. Grazie per le tue righe,
Giano