Giano

Tesina poesia

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creatività

alexdj22, martedì 02 mar ha scritto:

Ciao Giano.Sono Alessandro.
Vorrei trattare il tema della CREATIVITA’ come argomento della tesina. Il concetto di creatività mi affascina moltissimo: riesco a trovare creatività in ogni cosa che l’uomo compie?!
Frequento l’ultimo anno di liceo scientifico. Le materie sono: italiano, storia dell’arte, filosofia, inglese, geografia astronomica, latino, storia. Per storia dell’arte ho pensato a Dalì (e Mirò)…sai sono stato in gita a Barcellona quest’anno!! Per italiano pensavo a Pirandello, Inglese (O. Wilde??),Filosofia (freud o fromm??), geografia astronomica (sole), storia, latino mi mancano.
Sono indeciso su inglese. Mi consigli un buon collegamento tra le materie?
Grazie mille in anticipo :-) :-)

Caro Alessandro,
complimenti per il bel tema scelto; dunque, tra le connessioni che mi segnali, apprezzo molto quella di storia dell’arte (ma non dimenticare, a questo punto, Gaudì); proviamo a ragionare insieme, invece, sulle altre, partendo dalla definizione stessa di creatività: potremmo definirla come la capacità di ognuno di cogliere i rapporti fra le cose e le idee in modo nuovo, in qualsiasi campo, dando vita a un’idea o a un manufatto che prima non esisteva. Nell’atto del creare, dunque, è insito il concetto del plasmare un materiale preesistente; perchè non pensare, a questo proposito, in filosofia, alla figura del demiurgo platonico, il cui mito è espresso nel “Timeo”? In italiano, poi, potresti pensare, oltre che a Pirandello, anche a Italo Calvino, che in “
Se una notte d’inverno un viaggiatore” ha voluto, in qualche modo, con un esperimento riuscitissimo, rendere il lettore stesso partecipe del processo creativo dello scrittore. In latino è Quintiliano che ha dedicato la sua riflessione alla composizione letteraria e dunque anche alla creatività: prova ad approfondire la sua “Institutio oratoria”, che allo stesso tempo esamina la formazione del perfetto oratore e le tecniche compositive che gli sono proprie. In inglese, poi, il pensiero corre a “Ode on a Grecian urn” di John Keats, vero e proprio inno al modo in cui la sensibilità artistica degli antichi può ancora parlare alla nostra creatività. In storia, infine, potresti dedicarti all’esame dI alcune importanti esperienze “creative” dal punto di vista politico e istituzionale che sono alla base del mondo attuale: pensa a quell’incredibile “laboratorio” sociale e politico che furono, alla loro nascita, gli Stati Uniti d’America: qui potrai trovare una interessante cronistoria di quegli eventi; oppure, per venire a fatti più vicini a noi nel tempo e nel dibattito quotidiano, pensa ai lavori dell’Assemblea Costituente che all’indomani della seconda guerra mondiale diede alla luce la nostra Costituzione. A questo proposito ti consiglio di leggere il bel libro del giornalista Gianni Corbi “L’avventurosa nascita della Repubblica”. Torna a raccontarmi come procede il lavoro,
un caro saluto,
Giano

genio

elena, giovedì 14 gen ha scritto:

salve sono elena, studio al liceo scientifico e quest anno dovrò affrontare la maturità…avevo pensato inizialmente di portare il tema “genio e follia“, trattato però in maniera un pò innovativa…a dire il vero il titolo più adatto sarebbe forse “esercizio dell’arte e psiche umana”, ma a quello penserò poi =) la mia idea era quella di concentrarmi sulla mia personale idea di genio, di artista quale una persona che sa distinguersi nella massa e “elevarsi”, secondo l’ideale romantico, in una dimensione sconosciuta alle persone più comuni…e di analizzare poi la malattia psichica, come causa o conseguenza di questo privilegio, utilizzando vari esempi come argomentazioni…pensavo di portare in inglese Edgar Allan Poe, in letteratura Alda Merini(oppure Thomas Mann-la morte a Venezia…) e l’albatros di baudelaire, in arte gli alienati di Gericault e Carlo Zinelli (si tratta di un pittore contemporaneo che si avvicinò all’arte solo dopo essersi ammalato di schizofrenia)…il mio problema è filosofia,pensavo a Freud ma visto che non l’ho ancora affrontato non so se si leghi perfettamente a questo argomento….
potrebbe essere una tesina coinvolgente? per quanto mi riguarda unisce le mie due grandi passioni, la psicologia e l’arte…attendo un suggerimento, grazie in anticipo!!

Cara Elena,
il tuo argomento è molto affascinante e mi pare che tu sia stata ispirata da un vero interesse se non addirittura una passione. Questo è un ottimo inizio. Fai bene anche a interrogarti sul titolo che è il ‘bigliettino da visita’ di un lavoro fatto bene e la seconda ipotesi mi sembra molto più ‘personale’ e capace di indicare in modo puntuale e preciso di cosa tratterà la tua tesina. Come diceva Diderot: “genio e follia si toccano da vicino” e questo non è solo un modo per ammiccare ai segreti che l’arte non svela di sé e che spesso ci inducono a reputare anomali molti dei comportamenti degli artisti. La letteratura in merito è vastissima ma mi sento di consigliarti la lettura di un libro apparso nel 2000 e ancora in commercio di Antonello Fiorino, “Geni da legare”, Edizioni Piemme. Nel libro è tracciato un interessantissimo percorso che intercetta scrittori come Rilke, Kafka, Goethe, Proust, Rousseau, Van Gogh, Schumann, Pavese, Virginia Woolf e molti altri. Tutti i collegamenti che hai pensato vanno benissimo. Un unico suggerimento è rivolto alla figura di Van Gogh che potresti analizzare per la storia dell’arte. Oltre ad essere un interessantissimo esempio di come la sensibilità artistica possa facilmente scivolare in forme di sofferenza psichica, Van Gogh ti può consentire di elaborare un’analisi critica di ciò che si intende comunemente normale e folle e di come queste categorie siano frutto di costruzioni sociali e nascondano l’ombra di un potere a volte autoritario. Come ricorderai il pittore olandese si tolse la vita. Questo gesto fu accolto – non solo dai suoi contemporanei ma anche, molti anni dopo, da alcuni critici che si sono occupati di lui – come la prova della sua follia. Il grande scrittore francese Antonin Artaud scrisse nel 1947 un incredibile libro dal titolo “
Il suicidato della società” (lo trovi nell’edizione Adelphi) in cui ‘accusava’ la società per il triste destino a cui spesso sono destinati gli artisti e gli uomini di genio. Si attardò molto a mostrare come il suo gesto non fu frutto di un suo particolare delirio ma una lenta ‘istigazione’ da parte di un contesto sociale incapace di comprendere e avvicinarsi alla sua sensibilità. In questa prospettiva potresti anche ricordare gli incredibili racconti biografici di Alda Merini relativi alla sua esperienza in manicomio. Su Van Gogh ti consiglio di leggere anche questo saggio.
Per passare alla filosofia potresti trattare il concetto di filosofi come Kant o Schopenhauer, che credo tu abbia già incontrato sul tuo cammino intellettuale. Questi
materiali possono esserti utili.
Infine, mi occuperei anche del rapporto tra psicoanalisi e un movimento artistico, il surrealismo. Psicoanalisi e surrealismo hanno avuto molti punti in comune tanto che molte opere surrealiste possono essere interpretate come veri e propri esperimenti di applicazione artistica delle teorie appena diffuse da Jung e Freud, come ad esempio l’inconscio. questi
materiali potranno esserti di aiuto.
Ti auguro un buon lavoro, allora.
A presto,
Giano

Valentina, lunedì 19 ott ha scritto:

Salve,
sono Valentina, frequento il 5° liceo linguistico e ho già le idee chiare su cosa incentrare la tesina di maturità. Nonostante ciò mancano dei collegamenti e ho alcuni dubbi sull’impostazione che spero vorrà chiarirmi. Il tema principale (tratto da “Le voci del mondo” di R.Schneider) è il GENIO, nella sua concezione ‘romantica’, dove la persona geniale è il classico eroe del vittimismo tipico del romanticismo. I collegamenti che mancano sono letteratura latina e arte, di cui mi starebbe anche avere anche un qualche autore che abbia una concezione particolare dell’artista che possa collegarsi al resto. Per inglese sono indecisa tra William Blake e Oscar Wilde, ma sono più portata al secondo visto che è nel programma di quest’anno. Riguardo filosofia sarebbero adatti Schelling, Schopenhauer e Nieztche, ma essendo la tesina più incentrata sul romanticismo o neoromanticismo, credo che Schelling sia il più indicato. E questi sono i dubbi che riguadano i collegamenti, ma non è indispensabile che trovi tutto. Essendo la tesina basato su un libro (tra l’altro, poco conosciuto), non so quale impostazione darle: devo semplicemente collegare le materie, o seguire modelli come il saggio o altro?
Spero che potrà rispondermi e spero che tutte queste richieste non rechino troppo disturbo.
Grazie in anticipo per i cosigli che vorrà darmi,
Valentina

Cara Valentina,
chi è un genio? E’una cosa innata in alcuni uomini che possiedono una particolarità fisiologica (gli umori dicevano gli antichi), oppure è una caratteristica dell’anima, della psiche, inconoscibile come lo definisce Marcel Proust?

Il genio artistico agisce come quelle temperature estremamente elevate che hanno il potere di dissociare le combinazioni di atomi e di raggrupparli in un ordine assolutamente contrario, rispondente a tutt’altro tipo.

E poi esistono tanti tipi di genio: quello matematico, artistico, commerciale… e addirittura come si sente dire quello del male, quello criminale.
Se ne discute da più di duemila anni. Platone, ad esempio,

fu il primo a rilevare la maniacalità del temperamento artistico, distinguendo lo squilibrio psichico di origine patologica dall’entusiasmo creativo, il ‘divino furore’ che ispira i poeti e i veggenti. Poi Aristotele, sulla base della dottrina degli umori che istituiva un collegamento tra prevalenza di bile nera nel corpo e temperamento melanconico, affermò che tutti gli uomini straordinari, eccellenti nella filosofia, nella politica, nella poesia e nelle arti sono palesemente melanconici, postulando una connessione tra genio e melanconia che collocava l’homo melancholicus in una zona prossima all’alterazione: di qui il celebre detto di Seneca nessun ingegno grande fu mai senza mistura di pazzia

Ti riporto questo brano che potrai continuare a leggere arrivandoci con questo link perché penso che il tuo lavoro dovrebbe partire da un analisi del concetto di “genialità” così come si è sviluppata nei secoli fino ai nostri contemporanei, alcuni dei quali misurano, letteralmente, il genio in modo quantitativo attraverso il coefficiente intellettuale o il peso e la conformazione del cervello. Dopodichè potresti approfondire tutta la parte relativa al tema del genio romantico (parte centrale della tesina) facendo riferimento, analizzando e riportando i brani più significativi, al libro di Schneider. Questo libro mi fu regalato anni fa con molto entusiasmo da una mia amica però, devo dirti sinceramente, a me non è piaciuto; ma ovviamente è una questione di gusti.
Per quanto riguarda i collegamenti mi sembra che vada bene Schelling e Oscar Wilde: il più romantico e il più trasgressivo degli artisti geniali, come tu hai pensato. Per Latino Seneca potrebbe essere adatto e infine per “un autore che abbia una concezione particolare dell’artista” ti consiglio
Thomas Mann,in particolare “La montagna incantata”, forse il suo migliore romanzo. Quando avrai impostato definitivamente la tua ricerca se vorrai, potrò ancora darti qualche consiglio e/o indicarti alcuni documenti utili.
Ciao e buon lavoro. Giano

hikmet nazim

m., giovedì 18 mar ha scritto:

Ciao Giano.volevo qualche spunto sulla tesina inerente a Nazim Hikmet. Mi ha colpito molto la poesia “In questa notte d’autunno”. Faccio la psicopedagogico, e le materie da portare principalmente sono Diritto, Psicologia, Italiano, Storia, Inglese e Biologia. Come potrei fare? grazie^^

Cara Monica,
la poesia che hai scelto è carica di significato, e ruota senz’altro intorno al tema della potenza della parola. “Le parole sono uomini” mi sembra il fulcro di tutto il componimento: deve dunque essere questo il tema del tuo percorso, l’importanza che la parola riveste nella vita, nell’arte, nella società. Il diritto, se ci pensi, si sostanzia e prende vita nell’uso della parola (il processo è un confronto fatto anche di parole contrapposte), e la
libertà di parola è uno dei cardini delle libertà costituzionali. Anche in latino il collegamento viene quasi naturale: pensa al ruolo assolutamente centrale, nella formazione del perfetto cittadino nella società classica, assegnato all’oratoria, arte del parlare in pubblico, dote che ognuno, per essere davvero uomo, deve possedere. E’ Quintiliano a parlarne, diffusamente, nella sua “Institutio oratoria”, assieme a Cicerone, che ne fece l’oggetto centrale del suo “De oratore”. In inglese il pensiero corre immediatamente al monologo di Antonio nel “Giulio Cesare” di Shakespeare (qui puoi ascoltarlo nell’interpretazione del grande Vittorio Gassmann), esempio di come la immaginifica potenza della prosa barocca del più grande autore inglese riesce a reinventare l’impostazione e i valori dell’oratoria antica. In italiano ti consiglio di istituire un collegamento con Gabriele D’Annunzio, da un lato, ed Eugenio Montale, dall’altro. Essi, in qualche modo, rivestono, rispetto al tema della parola, due posizioni radicalmente antitetiche: per D’Annunzio, il “Poeta”era l’unico a poter indicare, con la parola, i valori e gli obbiettivi da raggiungere, il solo capace di penetrare, conoscere ed esprimere i segreti moti dell’animo umano (è la concezione detta del “poeta-vate”); Montale, invece, arriva a dire, parlando a nome di tutta una generazione di scrittori, nella splendida poesia “Non chiederci la parola”:

Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l’animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l’uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l’ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti:
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.

Qui il poeta non è più colui che rivela con la parola ineffabili segreti: è soltanto colui che può tentare, con parole incerte e tutt’altro che profetiche, a dare voce al malessere dell’uomo. In psicologia, poi, la parola è oggetto di quella particolare disciplina, che analizza e risolve i disturbi della parola, detta logopedia: potresti analizzare, in questo senso, il problema dalla balbuzie, e i metodi usati per curarla. In storia potresti dedicare la tua attenzione, poi, al ruolo rivestito dai discorsi alla folla nell’ambito dei totalitarismi del Novecento (ricorda le “adunate oceaniche” in piazza Venezia in occasione dei discorsi di Mussolini, durante il ventennio fascista). In biologia, infine, potresti brevemente analizzare il funzionamento della laringe e delle corde vocali, gli organi alla base del nostro apparato fonatorio. Spero di averti dato degli spunti interessanti, buon lavoro,

leonida di taranto

Annalisa, domenica 17 gen ha scritto:

URGENTE URGENTE URGENTE
Caro giano sto lavorando su una presentazione compito richiesto dalla professoressa per cominciare a muoverci in prospettiva degi esami..la materia principale è il greco..ho scelto per il programma fino ad ora svolto Leonida..mi servirebbero degli spunti interessanti, una critica letteraria su questo autore collegamenti con il mondo latino e attuale..qualcuno lì in facoltà sono sicuro che ne saprà qualcosa..ad esempio quasimodo ha tradotto molti sui epigrammi, purtroppo non ho trovato nulla su internet..
nella mia mente volevo creare un video.. ad esempio introducenzo alcuni spezzoni del film “Into the wilde” e centrando sulla finitezza dell’essere umano sul ritratto del barbone e sul condurre una vita semplice in cui bisogna accontentarsi…pensi sia appropriato?
p.s. gli epigrammi principali su cui vorrei basarmi sono:
(24) VII, 472.

Infinito, uomo, fu il tempo
trascorso prima che tu venissi all’aurora,
ed infinito è il tempo che t’attende nell’Ade.
Che parte di esistenza ti resta
se non per il valore d’un punto
e meno ancora?
La tua breve vita ne è come schiacciata,
ed essa poi, lungi dall’essere piacevole,
è più affliggente dell’odiosa morte.
Ecco di quale radunanza d’ossa
sono fatti i mortali, e con essa si elevano
verso l’aria e le nubi!
Uomo, vedi come ogni sforzo è inutile,
poichè la parte estrema della trama
dalla quale si vorrebbe ottenere il tessuto,
neanche tocca la spola! (16)
Simile è tutto a un cranio dissepolto:
inutile e molto più schifoso
della mummia rinsecchita d’un ragno.
Giorno dopo giorno vivi con le tue forze, (17)
attieniti a vita semplice
e rammenta a te stesso,
finchè bazzichi i viventi,
di quale paglia sei fatto.

(26) VII, 715.

Riposo molto lontano dalla terra d’Italia
e da Taranto, mia patria,
e ciò m’è più amaro della morte.
Tale sorte hanno i nomadi
a conclusione della loro inutile vita!
Le muse, però, m’hanno caro,
ed a compenso delle mie afflizioni
m’hanno offerto una dolcezza di miele.
Il nome di Leonida non tramonta per esse:
i loro nomi lo testimoniano
sino all’ultimo sole.

Nostalgia della vita (A.P. VII 657)

- Le spoglie di Socari (A.P. VI 298)
ecco a te altri riferimenti…

TI RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE!!aiutamiiiiii Annalisa

Cara Annalisa,
la tua ricerca è molto bella e insolita. In effetti, del grande poeta esule in Oriente dopo la conquista romana molte cose restano ancora oscure. Quasimodo, come giustamente suggerisci, si è interessato a lui per la prima volta nel 1957, traducendo otto dei suoi epigrammi nel “Fiore dell’Antologia palatina”. E’ rimasta memorabile la serata di aprile del 1967, quando Quasimodo – in occasione di una conferenza dal titolo assai eloquente: “Il nome di Leonida non è morto” – lesse altri quindici epigrammi tradotti per l’occasione. I ventitre “Epigrammi di Leonida” furono poi raccolti per la casa editrice Lacaita, nel 1969. Questo libro, in effetti, lo puoi trovare in biblioteca, insieme ad un saggio critico di Maffia Dante dal titolo “Quasimodo interprete della poesia di Leonida da Taranto” sempre edito Lacaita del 1990. Sarebbe davvero utile se riuscissi a leggerlo, perché come hai tu stessa notato, in rete c’è davvero poco. Di recente pubblicazione (2009) è, invece, il volume “In terra e in mare” edito per i tipi di Medusa, che puoi trovare in commercio facilmente.
Ti consiglio di soffermarti molto sugli aspetti innovativi che il poeta ha veicolato nella cultura greca del suo tempo.
In primo luogo, la grande novità che il poeta introduce nella poesia greca è quella di cantare l’esistenza di gente umile e operosa che portano con sé nei versi del poeta un vero e proprio mondo, fatto di oggetti di uso comune, di memorie semplici, di oggetti d’infanzia. Tralasciò completamente i temi dell’amore e del piacere per far posto agli umili, a figure antieroiche, avvinghiate alla fugacità della vita, pensose e spesso inconsolabili. D’altra parte, la sua stessa vita fu segnata da ritmi umili, dalla povertà e da un’eterna erranza che lo portò a vagabondare per tutte le corti del Mediterraneo. Tra tutti i poeti di periodo ellenistico che si sono espressi con il componimento lirico dell’epigramma – Anite, Nosside, Asclepiade, per citarne alcuni – si distinse per la carica biografica che densamente abita i suoi versi e per il grande interesse per la vita reale.
Un altro importante tema che ti consente di tracciare un filo che congiunge Leonida a molti poeti anche contemporanei è il tema della ‘patria’ del poeta, che è insieme nostalgico ricordo e profondo radicamento. In questo
saggio puoi trovare molti spunti.
Nel mondo latino il più importante omaggio a Leonida ci giunge da Properzio a cui potresti collegarti. Anche se la sua influenza si sentì soprattutto nel mondo degli artisti dove acquisì una grande popolarità. E’ stata la scoperta di Dilthey del 1876 di un’incisione sul muro di una casa di Pompei dell’ep. 46 G.-P a porlo in evidenza.
L’idea di confezionare un video è molto originale, ma anche molto difficile da realizzare. Non conosco la tua personale abilità in queste operazioni e sono dubbioso sulla possibilità di reperire in breve tempo materiali utilizzabili per la tua impresa che non risentano di forzature. Forse un’esposizione limpida e brillante degli stimoli che sono venuti fuori dalla nostra conversazione è la cosa più pratica e che potrà darti molte soddisfazioni e riscontrare un sicuro successo.
Fammi sapere come proseguono i lavori.
Un saluto, Giano

merini

isabella91, martedì 23 mar ha scritto:

Buonasera Giano!!! sono isabella e frequento il quinto anno del liceo scientifico.Ti volevo chiedere un aiutino riguardo la mia tesina… voglio incentrarla sulla figura della poetessa Alda Merini che trovo molto interessante. I professori a proposito mi hanno detto di trattarla nel contesto della follia, e cosi ho pensato ad alcuni collegamenti inglese: Edgar Allan Poe Filosofia nietzsche però mi mancano le altre storia e storia dell’arte perchè vorrei trovare un alternativa a Van Gogh non mi convince. Grazie mille spero in una sua risposta!

Cara Isabella,
trovo meritorio che tu voglia ricordare una figura come quella di Alda Merini.
Venendo ai tuoi dubbi per storia ti proporrei di approfondire quello che fu un vero e proprio caso di follia collettiva. Mi riferisco al regime dei Khmer Rossi nella Cambogia di Pol Pot del quale fecero le spese 2 milioni di persone.
In merito ti segnalo questo
articolo che analizza anche i presupposti storici dai quali ebbe inizio un tale orrore. E per un approfondimento maggiore puoi rifarti a questo libro intitolato “Pol Pot. Anatomia di uno sterminio” del giornalista e scrittore Philip Short. Per quanto riguarda invece storia dell’arte ti invito alla lettura di questo articolo sull’”arte nella malattia” all’interno del quale troverai vari esempi di artisti di diverse epoche. A lettura finita non ti resterà che scegliere a quale autore dedicarti. Come vedrai non c’è solo Van Gogh a cui poter guardare.
Spero che il mio piccolo aiuto possa esserti utile. Torna a scrivermi e fammelo sapere.
A presto, Giano.

parola

Luigi91, lunedì 22 mar ha scritto:

Ciao Giano, sono uno studente frequentante il Liceo Classico e avrei bisogno del tuo aiuto per il mio percorso per gli esami di stato.. Il titolo del percorso che ho scelto è “Il mistero della parola“, un tema che per i collegamenti mi sta portando via un bel pò di tempo, e per questo chiedo il tuo aiuto. Ciò che avevo pensato di collegare è innanzitutto Dante, con la sua retorica dell’oblio e quindi significativi collegamenti ovviamente alla Commedia ma non solo, anche al Convivio. Poi, sempre di italiano, ho pensato a Pascoli ma anche D’Annunzio, due autori molto particolari che hanno caricato la parola di significati che vanno al di là del semplice termine, ma in questo caso non so su cosa soffermarmi di preciso. Per quanto riguarda storia dell’arte, ho pensato a Guernica, un dipinto che mi affascina ed esprime l’urlo della guerra e la volontà di libertà; per storia, credo di collegarmi con la parola come strumento di propaganda prima dei due conflitti mondiali. In latino vorrei collegarmi a sant’agostino e le sue confessiones oppure a seneca, interpretando la parola come forma di guida per il sovrano; in greco proprio non so, e non ho spunti di riguardo per collegarmi. Mancano poi geografia astronomica e fisica, due materie che non riesco proprio a collegare. Spero di ricevere un tuo aiuto e ti ringrazio anticipatamente.

Caro Luigi,
buoni i collegamenti che proponi, specialmente quello con Seneca e quelli con Pascoli e D’Annunzio e Dante. Per quanto riguarda greco, la parola ha senz’altro un ruolo di primo piano nell’opera di oratori come Lisia (maestro nell’oratoria giudiziaria), Demostene (maestro nell’oratoria deliberativa), Isocrate (maestro nell’oratoria d’apparato). Potresti dunque realizzare un breve profilo dell’oratoria greca, soffermandoti sui maggiori autori e sulle correnti più importanti; il che ti consentirebbe, se il tuo interesse si rivolge in questa direzione, anche di operare un analogo excursus nella letteratura latina (a prescindere dal tuo collegamento con Seneca). A questo proposito in storia dell’arte ti consiglierei, poi, più che approfondire Guernica, il cui tema è, in verità, la guerra, di guardare ad opere in cui sia rappresentato l’uomo nell’atto stesso di parlare, ovvero scene in cui prenda corpo ciò che chiami “il mistero della parola”. Potrebbe trattarsi, ad esempio, di quadri che abbiano come tema l’oratoria stessa, la politica, la recitazione, l’insegnamento. Nelle materie scientifiche, infine, potresti soffermarti sul suono e sulle sue caratteristiche fisiche, sul modo in cui esso si propaga nei vari elementi, etc., e sulle onde in generale.
Spero di esserti stato d’aiuto, buono studio
Giano

poesia

Bella, giovedì 14 gen ha scritto:

Caro Giano frequento il quinto anno del liceo scientifico, quest’anno ho la maturità e non sono sicura sul tema da affrontare.Avevo pensato al ritatto di Dorian gray di Wilde..il problema è che non saprei come collegarlo alle materie scientifiche e quindi a geografia, matematica, fisica. Un’altra idea mi è venuta leggendo il libro “POESIA DELL’UNIVERSO” di Robert Osserman dove si discute del fatto che la matematica ha molto in comune con la poesia..il problema è che non so che collegamenti fare con storia, italiano e filosofia???grazie

Cara Bella,
mi pare che l’input per lo svolgimento della tua tesina sia quello di partire da un libro. Per quanto riguarda il romanzo capolavoro di Wilde ho già risposto
ai quesiti di alcuni tuoi colleghi. Ti invito, comunque, ad allargare il campo perchè mentre potrebbe essere facile suggerirti eventuali collegamenti per quanto riguarda la geografia, vedi la geografia dell’Impero britannico nell’Ottocento, più difficile potrebbe risultare trovare nessi specifici con la matematica e la fisica. Meglio allargare il campo alle scienze più in generale facendo riferimento a Darwin in Inghilterra e a Pasteur, Kock e Mendel, non tralasciando, magari, un accenno alle scoperte che hanno fatto seguito alla Rivoluzione Industriale. Per quanto riguarda il saggio scientifico di Osserman mi viene in mente una citazione di Gianni Rodari:

Le fiabe servono alla matematica come la matematica serve alle fiabe. Servono alla poesia, alla musica, all’utopia, all’impegno politico:
insomma all’uomo intero, e non solo al fantasticatore. Servono proprio perchè in apparenza non servono a niente…

Gianni Rodari lo rammentiamo tutti per i nostri ricordi legati all’infanzia, alle elementari, ma è stato un grande poeta oltrechè un grande divulgatore. Pensando alla filosofia non posso non rammentare Paul Valéry, poeta, filosofo e matematico. E mi vengono da ricordare i suoi cahiers: “La matematica insegna l’accanimento contro le conseguenze, e il rigore nel seguire la via che abbiamo arbitrariamente scelto”. In queste parole traspare il desiderio di “solidità”, perfetta ed immutabile che Valéry riconosceva nelle verità matematiche. Ma il rapporto più diretto tra Matematica e Poesia è da ricercarsi nell’Estetica: una bellezza particolare che, in modi diversi, affascina e conquista. Come nella poesia ritroviamo la musicalità e il potere evocativo delle parole, così in una dimostrazione ritroviamo ritmo ed eleganza, tanto più semplici e sintetici risultano i suoi passaggi. Questi sono solo alcuni degli spunti che mi soggiungono al momento. Scrivimi ancora e dimmi se ti sono stati utili.
Ciao, Giano.

simbolismo

Alice, lunedì 28 set ha scritto:

Ciao Giano,
prima di tutto mi volevo complimentare per il grande aiuto che offri a noi studenti.
Frequento l’ultimo anno del liceo classico e sto già iniziando a pensare a qualche argomento per la mia tesina. Lo so forse parto un po’ troppo d’anticipo ma vorrei fare tutto con calma e con il minor stress possibile!

Ho un’idea ma ho paura che sia difficilmente realizzabile: mi piacerebbe fare una tesina sul simbolismo, ma non di quelle classiche che partono da Pascoli per arrivare ad Apuleio e via dicendo..mi piacerebbe prendere alcune figure, alcuni simboli (ad esempio il cerchio, il quadrato o il simbolo dell’infinito) ed analizzarli dal punto di vista matematico, letterario, filosofico e sopratutto artistico magari facendo anche qualche collegamento con la religione e la storia delle religioni.
Non saprei però assolutamente da dove partire, quali testi o siti consultare..
Ti sembra un’idea valida? Avresti del materiale da suggerirmi o dei consigli da darmi?

Grazie infinite

Alice

Cara Alice,
la tua idea mi piace molto e non è più difficile da realizzare di un’altra, a condizione che ci si lavori con impegno e passione, come mi sembra che tu voglia fare. Per prima cosa posso indicarti alcuni link che potranno esserti utili a chiarirti un po’ le idee:
dizionario; cerchio; quadrato; infinito.
Per quest’ultimo contempla questo bellissimo disegno di un grande grafico Cornelis
Escher.
Di materiali su questi tre affascinanti simboli, e su come studiarli, collegandoli alle materie che indichi, ce ne sono una “infinità”. Comincia a fare una riflessione su come vuoi strutturare la tua tesina e poi ne riparliamo. In altre parole butta giù una mappa concettuale e mandamela.
Ciao e buon lavoro. Giano

P.S. grazie per i complimenti, fanno sempre piacere soprattutto se arrivano da persone come te.

giorgia91, domenica 07 mar ha scritto:

ciaooo…m sn appena iscritta e vedo ke sei una persona molto disponibile e preparata e ho pensato: xke nn kiedere aiutooo?si tratta della tesina…vorrei fare qualcosa sul simbolismo…xò vorrei fare qualcosa d interessante…le materie ke dovrei tenere in considerazione sono inglese francese storia filosofia e italiano…sono al liceo linguistico!ho bisogno d idee!!!!grazie in anticipo:)

Cara Giorgia,
innanzitutto questo
sito ti illustrerà la storia del movimento letterario e artistico del simbolismo. Per la letteratura inglese puoi trattare di John Donne. Per la letteratura francese ti puoi occupare della poetica di Baudelaire che è stato più di ogni altro l’espressione di questa nuova corrente e che influenzò l’opera di Paul Verlaine, Arthur Rimbaud e Stéphane Mallarmé. Mentre per la letteratura italiana puoi analizzare il simbolismo decadente di Pascoli e D’Annunzio. Per Storia fare una buona ricostruzione del periodo storico in cui il simbolismo si è manifestato nel secondo dopo guerra in Francia e in Belgio.
Infine per la filosofia potresti occuparti di un filosofo francese Beaudrillard che si è occupato molto della funzione del simbolo nelle nostre società attuali. Questo
saggio può esserti utile.
Buon lavoro e a presto,
Giano