Tesina politica
democrazia
Pietro Viti, venerdì 11 dic ha scritto:
Ciao Giano,
stavo pensando di portare come argomento della tesina d’esame la “Democrazia”, però so bene quanto il suo percorso sia enormemente vasto. E’ chiaro che non posso trattare dall’origine di essa nella realtà della grecia antica fino ad oggi, quindi mi vorrei incentrare più su una tesi pessimistica, ovvero il declino della democrazia nel nostro paese, testi alquanto discutibile ma a cui si possono addurre numerose prove, penso in primis alla attuale legge elettorale.Sto leggendo un saggio di Canfora (intitolato appunto “La Democrazia”) però sono ancora all’inizio (e quindi all’antica grecia), che probabilmente mi darà qualche spunto nelle parti che trattano la democrazia ai nostri giorni. Quali potrebbero essere alcuni collegamenti con le altre discipline d’esame ?
Caro Pietro,
credo che tu abbia scelto un tema classico ma molto forte e attuale. Inoltre hai già deciso il taglio da dare al tuo lavoro che dovrebbe concentrarsi sui rischi della democrazia di scivolare in forme illiberali, di non riuscire a realizzare nel concreto i programmi che si prefigge, di rimanere in un certo senso incompiuta. Canfora va benissimo. Ti consiglio anche di leggere questa breve relazione che potrebbe darti degli elementi di analisi. Potresti partire dalla crisi della democrazia che investì l’Europa tra le due guerre, per evitare di addentrarti in una ricostruzione del concetto nell’epoca classica. Questo sito può fare al tuo caso.
Inoltre ti sarà utile leggere le memorabili pagine di Bobbio sulla democrazia. Per quanto riguarda le altre materie, dovresti dirmi quali sono, che istituto frequenti, altrimenti non posso aiutarti.Buon lavoro, hai molto da pensare.
Giano
Pietro Viti, lunedì 18 gen ha scritto:
Ciao Giano,
ho già scritto qualche tempo fa per ricevere delle informazioni. Frequento il Liceo Classico e per questo mi servirebbero dei collegamenti con il Latino e il Greco, nonchè l’Italiano, mentre per Storia e Filosofia penso di essere a posto. Per Italiano, in uno dei siti segnalati ho trovato un interessante pensiero di D’Annunzio, appunto sulla democrazia, e sarei felice di portare questo autore nel mio percorso d’esami, anche se devo ancora studiarlo ma qualche reminiscenza dalle scuole medie ce l’ho, e non so quindi se potrò effettivamente collegarlo.
grazie,Pietro
Caro Pietro,
ricordo la conversazione che abbiamo avuto. Da allora avrai sicuramente fatto molti passi avanti nel tuo lavoro e questa nuova lettera che mi indirizzi me lo conferma. Già allora avevamo bisogno di compiere delle scelte per non naufragare in un argomento la cui vastità è fuori dubbio. Come ti sarai accorto portando avanti le tue ricerche, è molto difficile restringere il concetto di democrazia ad un ambito rigorosamente limitato. Democratico, in senso lato, è quel corpo politico che prevede un tipo si sistema rappresentativo. Uno sguardo più ristretto imporrebbe, però, che i sistemi rappresentativi siano eletti e basati sul suffragio universale. Ma neppure questo ci consente di definire fino in fondo il significato della parola democrazia. Montesquieu, che potresti trattare in filosofia, indicava alcune importanti condizioni formali a cui un Governo democratico deve sottostare: la divisione dei poteri (legislativo, esecutivo, giudiziario) che consente di garantire il pieno rispetto dei principi democratici. Ti consiglio di leggere qualche brano de “Lo spirito delle leggi”. Il capitolo a lui dedicato nella Storia delle dottrine politiche di Carlo Galli, potrà aiutarti nella lettura.
Ma da quanto mi scrivi, il tuo problema con la filosofia lo hai già risolto. Ho voluto, in ogni caso suggerirti un ulteriore ‘spunto’ di riflessione. Passiamo invece alle tue richieste specifiche. Sotto ogni punto di vista la vera patria del concetto di Democrazia è l’Atene democratica del VI e V secolo a. C. e, in generale, tutti i filosofi antichi hanno posto al centro delle proprie riflessioni, la democrazia come modello di Governo giusto. Se scorriamo brevemente la storia del pensiero antico ci accorgiamo che questo tema ricorre sempre. Dalle definizioni più o meno neutrali di Aristotele a quelle più polemiche di Platone, del sofista Trasimaco e dell’oligarca noto come Pseudo-Senofonte emerge che la democrazia ateniese era caratterizzata dal pieno coinvolgimento nella gestione del potere politico dei demoi, ovvero ogni distretto urbano e rurale in cui la città era suddivisa. Ma è con la riforma attuata da Clistene che il termine cominciò a designare, in opposizione al modello oligarchico, la partecipazione congiunta di tutti i cittadini alle deliberazioni dell’assemblea ateniese e alle funzioni esecutive. Benché dalla democrazia restassero esclusi gli schiavi e le donne, la partecipazione alla vita politica smise di essere un privilegio legato al censo. Ti suggerisco di inquadrare dal punto di vista storico la democrazia nella grecia antica e di occuparti, più nello specifico, di Platone che nell’ottavo libro della Repubblica prende in esame le diverse forme di potere politico esistenti e le possibili cause della loro degenerazione. Si tratta di un tipico esempio di dialogo platonico il cui interlocutore è, in questo caso, Adimanto. Queste sono le pagine che si occupano esplicitamente della democrazia.
Tieni conto, quando tratti della democrazia antica, che – come ha fatto notare lo storico B. Virgilio, in Atene le radici della democrazia – essa non può essere confrontata con quella dei moderni, perché la democrazia ateniese agiva nel contesto di una città etnicamente omogenea e di limitate dimensioni, mentre le democrazie moderne agiscono nell’ambito di stati molto estesi territorialmente e spesso anche molto compositi etnicamente, e in cui un ruolo centrale è attribuito ai mezzi di comunicazione di massa.
Per il latino ti consiglio di leggere di occuparti di Marco Tullio Cicerone che nel primo libro del De Re publica tratta delle tre forme di Governo, monarchico, aristocratico e democratico, mostrando come potessero degenerare in tirannide, oligarchia e oclocrazia. Come vedrai ci sono molte affinità tra Platone e Cicerone, e potresti fare una buona lettura incrociata e comparata delle due opere. Questi sono i brani che ti occorrono: http://www.latinovivo.com/testintegrali/derepublica.htm. Stai facendo un ottimo lavoro, continua così e, se vuoi, continua ad aggiornarmi sui tuoi progressi.
Un saluto,
Giano
destra e sinistra
Saverio, martedì 05 mag ha scritto:
Ciao ,
sono un ragazzo che frequenta l’ ultimo anno del liceo scientifico. Volevo chiederti un parere sul tema centrale della mia tesina d’ esame :il pensiero politico di destra e di sinistra in Italia a partire dall’Unità .La mia domanda è se ancora esiste questa distinzione ideologica al giorno d ‘oggi .Vorrei qualche consiglio per collegare questo tema alle altre materie(ad esempio in filosofia marx.nietzsche,il quarto stao in arte)
Caro Saverio,
forse sarebbe meglio che tu parlassi di destra e sinistra in generale. Per due motivi: 1) perché la Destra e Sinistra dell’Italia postunitaria non sono equiparabili alla Destra e Sinistra degli anni dell’età repubblicana; 2) perché anche gli autori che tu citi hanno poco a vedere con il pensiero politico degli anni immediatamente seguenti il Risorgimento (Marx arriva in Italia, grazie a Labriola, intorno al 1986). Io comincerei col chiedermi cosa distingue la destra dalla sinistra in tema di cultura politica. Leggerei perciò due classici, che affrontano il problema da due prospettive diverse: “Destra e sinistra” di Bobbio e “Il manifesto dei conservatori” di Prezzolini. Chiediti chi è di destra e chi di sinistra e poi prendi come oggetto della tua ricerca esempi nelle varie discipline: qual è la cultura di sinistra e quella di destra e quali sono i rappresentanti paradigmatici di entrambe in filosofia, in storia dell’arte, nella cinematografia, ecc. Credo che difficoltà non dovresti averne. Se tuttavia hai qualche dubbio, fatti pure vivo con me. Intanto, ti mando, tramite mail, una serie di articoli sul tema, che credo possano esserti d’aiuto.
Saluti e auguri,
Giano
dittatura
Federica, giovedì 13 mag ha scritto:
Caro Giano,
in realtà io per la prova orale sto preparando una presentazione power point. Adesso, il tema portante della mia tesi è la dittatura. Sto proponendo come : inglese= George Orwell 1984, storia= lenin, filosofia= Marx, italiano= Pasolini,latino = Seneca, fisica= corrente elettrica, arte= Tatlin… Le scienze sono il mio grande problema, potreste aiutarmi a risolverlo?
Vi ringrazio
Cordiali saluti
Federica
Cara Federica,
ovviamente il fatto che la tesina debba essere multidisciplinare non significa che bisogna necessariamente “coprire” tutte le materie del curriculum scolastico. Dittatura e scienza mi fa ricordare però l’eugenetica nazista e la paura che possa ripresentarsi, in forme ancora più radicali, in futuro. Sul primo aspetto, ti consiglio di leggere S. Kuhl, “The Nazi Connection: Eugenics, American Racism, and German National Socialism”, Oxford University Press; sul secondo Francis Fukuyama, “L’uomo oltre l’uomo. Le conseguenze della rivoluzione biologica e l’ultimo uomo”, Rizzoli.
Ti consiglio poi di leggere anche il bellissimo romanzo di fantascienza “The Brave New World” di Aldous Huxley (lo trovi in traduzione italiana in edizione Mondadori).
Saluti e auguri,
Giano
giovani e politica
Clarissa, giovedì 25 feb ha scritto:
Caro Giano,
frequento l’ultimo anno di liceo classico. Come ogni studente della mia età, anche io mi trovo in fase di preparazione della tesina. Ho pensato ad un tema da affrontare che mi sta molto a cuore, “La gioventù militante“, da intendere come “giovani in politica, attivismo giovanile”. Avevo intenzione di concentrarmi sul periodo del Fascismo,dunque, sulla Gioventù del Littorio, sulle associazioni giovanili di destra in sostanza, dato che in Italia hanno lunga tradizione storica. Ho qualche problemino però con il latino e la filosofia; per quanto riguarda il greco, il mio prof. mi ha consigliato di inserire la VII Lettera di Platone, nella quale il filosofo parla del proprio impegno politico in età giovanile; di inglese ho pensato al futurismo; di italiano potrebbe andare bene D’Annunzio? Ti ringrazio anticipatamente.
Cara Clarissa,
credo che le difficoltà che stai incontrando nel completare il quadro del tuo lavoro nascano dalla specificità del tema da te scelto. Contiene sicuramente elementi di originalità ma allo stesso tempo limita il tuo raggio d’azione.
Alla base c’è il rapporto tra giovani e politica. Cercherò di declinarlo in maniera tale da fornirti i tasselli mancanti. Per quanto riguarda letteratura latina potresti spiegare come avveniva, in epoca romana, l’incontro tra il giovane e la politica. Il percorso formativo prevedeva il cosiddetto tirocinium fori, anno durante il quale si facevano le prime esperienze di vita pubblica affiancati da un amico di famiglia e non più dal padre. Per un approfondimento sull’educazione nell’antica Roma ti rimando a questo link. Come autore potresti rifarti a Quintiliano, oratore e maestro di retorica, e alla sua “Institutio Oratoria”, opera che delinea un percorso culturale e morale nella formazione non solo di un buon cittadino ma soprattutto di un buon politico. Pensando al trittico filosofia-giovani-politica la prima figura che mi è venuta in mente è quella di Herbert Marcuse e la sua idea de “L’immaginazione al potere”. Egli contava molto sulla possibilità che il cambiamento partisse dalle nuove generazioni. “La speranza è nei giovani!” afferma ne “L’uomo a una dimensione“, opera che costituì uno dei cardini ideologici del movimento del ‘68. Ti invito anche alla lettura di questa recensione di “Oltre l’uomo a una dimensione” nella quale ci si chiede cosa direbbe Marcuse della società contemporanea e della fine che ha fatto la sua “idea di immaginazione”. In merito all’associazione che tu fai tra Futurismo e inglese devo dire che sono rimasto un pò interdetto essendo tale movimento prevalentemente italiano e trovandosi in Inghiterra poche figure, vedi Nevinson e Wadsworth, e non di primo piano, che hanno riprodotto i concetti della velocità e del modernismo. Non so se tu ti riferissi a loro oppure ad un altro nesso che non ho colto. Con D’Annunzio penso all’impresa di Fiume della quale egli disse:
« Gioventù fu la parola d’ordine nella bella battaglia ellenica, a Micale, Gioventù è la parola d’ordine nella più bella impresa italica, a Fiume. »
Mi sembra che sia una buona citazione dalla quale partire, non credi?
Spero di averti dato degli spunti interessanti. Torna a scrivermi e fammelo sapere.
Ciao e buon lavoro, Giano.
mani pulite
Flavia, mercoledì 06 gen ha scritto:
Caro Giano,
quest anno ho l’esame di maturità,frequento l’ultimo anno di ragioneria. Avevo pensato di incentrare la mia tesina sul processo giudiziario “mani pulite”, collegandolo in storia con il trasformismo della sinistra storica, pero vorrei chiederti un aiuto per gli altri collegamenti. grazie
Cara Flavia,
il processo “mani pulite” ha segnato un momento molto importante del nostro Paese. Dal collegamento che vuoi fare con storia mi sembra di capire che vuoi mettere in luce gli aspetti di corruzione e di opportunismo presenti in politica. Ricorda che il trasformismo è nato, come dici tu giustamente, con la sinistra storica ma è poi proseguito anche durante i governi Giolitti. Fanne cenno.
Nella spiegazione del processo (di cui trovi molte clip su internet) ti dovresti soffermare innanzitutto sui ruoli e le caratteristiche della magistratura. Potresti poi parlare di quanto incidano le tangenti nel sistema economico: ti segnalo questo libro che credo ti possa essere utile.
Anche la letteratura è piena di riferimenti; la collusione tra denaro e potere è al centro del bel romanzo di Leonardo Sciascia “Il giorno della civetta”, che ti consiglio di leggere. Anche Orwell in “Animal Farm” descrive fantasticamente un mondo in cui i maiali sono corrotti dall’avidità del potere. Ti segnalo anche un poemetto del ‘700 di Mendeville “La favola delle api”, leggendo il quale, puoi ben comprendere come ogni sistema (economico, sociale, politico) sia imperfetto.
Sono solo dei primi suggerimenti. Fammi sapere che ne pensi e come procedi. Un saluto, Giano
masse
irene, mercoledì 23 dic ha scritto:
Caro Giano,
sono una studentessa del Liceo classico Michelangiolo di Firenze. Ho ancora le idee molto confuse riguardo alla tesina, pero’ un argomento che mi potrebbe interessare e’ la manipolazione delle masse. L’unico problema e’ che ho paura che mi venga una tesina abbastanza “banale”, quindi vorrei delle dritte per dei collegamenti in modo da renderla originale.
La ringrazio anticipatamente
Irene
Cara Irene,
il tema che hai in mente non mi sembra affatto banale. Al contrario la manipolazione delle masse e dell’opinione pubblica, in generale, è un argomento complesso che hanno studiato sociologi, antropologi, storici e anche letterati. Devi tenere presente che l’utilizzo della propaganda, per come la intendiamo oggi e per come la intendi anche tu, è un fenomeno recente del XX secolo. I regimi totalitari (fascismo, nazismo, comunismo), durante gli anni ‘30, si sono serviti dei mass media (giornali e radio) per coinvolgere e unifomare le persone al loro volere, asservendole ai loro progetti e ideali, annientando, poi, ogni forma di opposizione politica, sociale e intellettuale. Ci sono dei bei libri che puoi leggere su questo argomento: “La fabbrica del consenso: Fascismo e mass media”, oppure il classico libro di George Mosse, “La nazionalizzazione delle masse”, entrambi editi da Laterza. Il tema del consenso è molto ampio e ti permette di citare diversi episodi che si intrecciano con personaggi di spicco di quel periodo. In Filosofia potresti, ad esempio, parlare di Croce e Gentile: il primo firmò il “Manifesto degli intellettuali antifascisti” il secondo il “Manifesto degli intellettuali fascisti”.
In letteratura inglese sicuramente devi parlare del romanzo di Orwell “1984”, un classico su questo tema. Significativi devono essere i rimandi al mondo attuale che dopo la nascita della Tv e di Internet ha vissuto una nuova rivoluzione dei mezzi di comunicazione. Non è il “Big Brother” di Orwell un avvertimento a non farsi “manipolare”?
Ecco, per ora prova a vedere questi spunti e cerca di ragionare non solo sulla manipolazione delle masse ma anche sulle altre parole chiave che ti ho suggerito (propaganda, opinione pubblica, consenso, Grande fratello). Pensa poi che nel mondo classico le masse, o meglio, il popolo, veniva condizionato in altri modi: con i grandi discorsi (la retorica, quindi) e con il cosiddetto “panem et circensem”. Credo ci sia molto da leggere e approfondire, se avrai ancora dubbi, riscrivimi, sarò lieto di scoprire come procede il tuo lavoro. Giano
lilli, lunedì 12 apr ha scritto:
ciao Giano sono lidia e frequento la quinta liceo scientifico per la mia tesina volevo affrontare l’argomento della manipolazione delle masse nei regimi totalitare specialmente in quello sovietico. vorrei portare in storia la rivoluzione russa da lenin fino a stalin, in inglese animal farm, in filosofia marx(mettendo in evidenza le differenze del marxismo cn il comunismo di lenin-stalin) in italiano la mia professoressa mi ha suggerito la seconda parte della vita di d’annunzio (ma su questo punto non sono molto sicura) mi mancherebbe qualche collegamento scientifico tipo fisica o scienze, uno artistico e magari anche di latino. ti sarei davvero grata se mi aiutassi!!
Cara Lilli,
per quanto riguarda l’ambito scientifico potresti fare riferimento alla cosiddetta “corsa allo spazio” della quale l’Unione sovietica fu uno dei due soggetti protagonisti e che fu un’enorme veicolo di propaganda sia agli occhi del mondo esterno che in funzione autocelebrativa all’interno. Per fare solo un esempio penso al lancio dello Sputnik e alla vicenda della cagnolina Laika.
Sull’argomento ti invito a leggere questo articolo. Per quanto riguarda storia dell’arte ti segnalo questo libro
sulla cultura visuale sovietica nell’era staliniana del quale troverai qui una recensione di Vittorio Emanuele Parsi. Ti consiglierei di trattare latino in un ambito a sè dato che qualsiasi collegamento risulterebbe quantomeno “stiracchiato”. Del resto la definizione di Totalitarismo viene formulata solo nel Novecento.
Riscrivimi in caso di bisogno o anche solo per aggiornarmi sul tuo lavoro.
A presto, Giano.
moro
michi, venerdì 02 apr ha scritto:
caro giano,
frequeto il 5^ anno del liceo scientifico e per quanto riguarda la tesina per l’esame di stato avevo pensato di improntarla sul caso moro, i segreti che ancora oggi si celano dietro questo omicidio e i legami tra organizzazioni malavitose e Stato Italiano.Il problema è che dovrei fare diversi collegamenti, per italiano avevo pensato all’affaire moro di sciascia ma per le altre materie come filosofia francese latino matematica etc non ho la più pallida idea.Hai qualche consiglio da darmi?
Ti ringrazio anticipatamente.
Caro Michi,
tesina interessante quella che hai scelto. Una tragedia tutta italiana che ancora pesa sulle nostre coscienze e che si aggiunge ai tanti misteri della politica che ci portiamo sulle spalle.
Innanzitutto oltre a “L’affaire Moro” di Sciascia ti consiglio di vedere il bel film di Bellocchio “Buongiorno notte” dove potrai trovare molti spunti e suggestioni anche di carattere emotivo. Il rapimento Moro e l’uccisione degli uomini della sua scorta però dovresti inquadrarlo in una tematica che ha per oggetto il potere e il tentativo di sovvertire l’ordine costituito attraverso atti violenti come i colpi di stato o le congiure.
In questa ottica per filosofia potresti trattare proprio il tema del potere, della logica del potere, cosa sia il potere attraverso le concezioni di diversi filosofi Platone, Aristotele, Hobbes, Rosseau, Marx, Weber, senza dimenticare Hanna Arendt: Le origini del totalitarismo. Sempre su questa scia fare riferimento a qualche opera latina come la “Congiura di Catilina” e per francese alla “Congiura degli Eguali” ( Conjuration des Égaux) una cospirazione organizzata in Francia nel maggio del 1796 dalla società degli Eguali contro il Direttorio ma fallita completamente. Per inglese è d’obbligo il “Giulio Cesare” di Shakespeare. La tragedia racconta la cospirazione e l’assassinio del dittatore della Repubblica Romana. L’opera è la prima delle cinque grandi tragedie del bardo.
Matematica lasciala da parte.
poltica
Tania, mercoledì 06 gen ha scritto:
Caro Giano,
sono al quinto anno di un liceo classico, e come argomento per la tesina avevo in mente la politica, anche se mi sembra un po’ troppo generico (e vorrei una sua opinione a riguardo =) ). La mia idea era: filosofia – un filosofo “di destra”, ad es. Gentiloni, e un filosofo “di sinistra”; greco – le polis; storia – ancora non ho scelto l’argomento ma si accettano consigli..
Secondo lei è un argomento valido? Io non ne sono così sicura, forse perchè non ci sono poi così tanti collegamenti con le varie discipine. Ho idee confuse e spero mi possa aiutare!
Un saluto.
Cara Tania,
il tuo è un tema classico e molto interessante. Chiaramente se lo consideri in astratto ti può sembrare generico e infinito, infatti, il tuo lavoro dovrà essere proprio quello di circoscriverlo e di inquadrarlo secondo un preciso metodo di indagine. Per i collegamenti con le diverse discipline non mi pare che ci siano enormi difficoltà. Va bene l’idea di analizzare due filosofi che si iscrivono in due aree di pensiero molto diverse. Per la Storia potrebbe essere interessante analizzare nel particolare le tappe più significative del processo di costituzione dell’Unione Europea evidenziando i momenti in cui dalle strategie economiche si è passati a più chiari obiettivi politici. Puoi navigare su questo sito e scegliere i materiali che più ti sembrano utili. Fammi sapere se la cosa ti convince e se riscontri altri problemi nel tuo lavoro.
Ciao,
Giano
potere e masse
GIOVANNI FELE, domenica 19 apr ha scritto:
salve, sono alle prese con la preparazione della tesina per l’esame di maturità.
L’argomento è il potere e il suo rapporto con la massa. Parto dall’analisi del testo di Canetti, passando per Marx e l’esperienza del nazionalsocialismo.
Se possibile, vorrei mi indicaste possibili collegamenti al tema (ad esempio in storia dell’arte e in ambito scientifico o delle neuroscienze).
Ogni suggerimento o indicazione bibliografica sarà certamente utile.
Grazie
Caro Giovanni,
il libro che io sempre consiglio, in questi casi, è “La ribellione della masse” di José Ortega y Gasset. Se poi vuoi un classico che affronti l’argomento non dal lato filosofico, ma da quello dei meccanismi psichici ed esistenziali, il riferimento fondamentale è la “Psicologia delle folle” di Gustave Le Bon, a cui, d’altronde si sono ispirati sia Mussolini sia Hitler (che l’avevano letto). Per inquadrare il problema da un punto di vista storico, il classico è invece “La nazionalizzazione delle masse” di George L. Mosse. Venendo ai totalitarismi novecenteschi, ti consiglio un piccolo, prezioso, libro sull’argomento: si intitola “Lenin e Hitler” ed è stato pubblicato dall’editore Rubbettino; ne è autore un professore della Luiss, Luciano Pellicani. Sull’irrigimentazione della masse, il riferimento, secondo me, è più ai comunismi novecenteschi che non al pensiero di Marx. In Marx, infatti, la massa non è mai anonima e amorfa, ma anzi deve essere portatrice di una “coscienza di classe”: il proletariato è una classe rivoluzionaria, non passiva. In storia dell’arte, io approfondirei un movimento artistico che voleva proprio adeguare l’arte alle masse, il realismo socialista: farei riferimento al suo teorico, Odano, e alle opere che il movimento produsse nel periodo d’oro staliniano. Per il nazismo, fai pure riferimento alla perfezione formale delle opere, soprattutto cinematografiche, di Leni Riefenstahl. In ambito neuroscientifico, potresti parlare del comportamento imitativo così come si manifesta nei primati superiori e nell’homo sapiens.
Spero di esserti stato d’aiuto.
Saluti e buona fortuna, Giano
PAOLO, sabato 09 gen ha scritto:
ciao Giano,
mi è capitato per caso di leggere una tua risposta d un ragazzo che tiponeva un quesito a proposito della sue tesina sulla massa e il rapporto con il potere…ecco sono molto interessato anche io all’argomento per la mia tesina di maturità….premetto che faccio il liceo scientifico e dal momento che la mia professoressa di matematica e fisica è moootlo esigente….volevo chiederti se sai aiutarmi a trovare qualche collegamento con le due materie…in fisica gli argomenti dell’anno sono elettricità ed elettromagnetismo….
GRAZIE IN ANTICIPO by Paolo
Caro Paolo,
il legame con le materie scientifiche non è così immediato. Tanto meno con elettricità e elettromagnetismo. Potresti, metaforicamente, spiegare il potere magnetico del leader di fronte alle masse.
Un’idea potrebbe essere il riferimento a un testo fondamentale sull’argomento (oltre a quelli che ho già segnalato e che tu hai visto): “Massa e potere” di Elias Canetti. In questo saggio l’autore spiega il rapporto massa-potere secondo le leggi della fisica. Le forze centrifughe e centripete spingono la massa ad allontanarsi o avvicinarsi al centro del potere. Ti mando questo link dove potrai capirlo meglio e in ogni caso, se ti interessa, cerca di leggere il libro. In alternativa se parli, ad esempio, degli anni ’20 e ’30 del Novecento potresti prendere in considerazione le figure di fisici importanti che vi operarono (Borg, Heisenberg, Einstein, Max Plank).
Tuttavia, se giudichi il legame troppo forzato, ti consiglio di parlare delle due materie a parte, vedrai che la tua prof , pur esigente, apprezzerà il tuo lavoro.
Buono studio,
Giano
Regalità
Filiberto Brozzetti, domenica 31 mag ha scritto:
Caro Giano,
frequento il liceo classico e agli sgoccioli, prima di questo grande salto, che dovrebbe accorciare ulteriormente la distanza che mi separa dalla vostra magnifica università, alla quale ho avuto l’immenso onore di essere ammesso, desideravo anch’io un parere riguardo la mia tesina.
Il titolo del modulo interdisciplinare è “La Regalità”
e si sviluppa nel modo seguente:
-Letteratura greca: “Manifestazioni e suggestioni della regalità ellenistica e sua ricezione poetica”
-Letteratura latina: “Espressioni della regalità neroniana: unicità e originalità rispetto al passato e alle aspettative del De Clementia e opposizione alla regalità di Traiano come delineata dal Panegirico di Plinio. Riflessioni tacitiane.”
-Letteratura italiana: “La regalità dei gloriosi sovrani del Paradiso dantesco e singolarità della ‘regalità’ di San Francesco”
-Storia: “Vittorio Emanuele III e Umberto II: la regalità del re soldato e del re gentiluomo”
-Letteratura inglese: “La regalità menomata del Re Pescatore nella Terra desolata di Eliot”
Sono ancora indeciso per quanto riguarda il profilo di filosofia, ho trovato due suggestivi percorsi in Hegel e Leopardi, ma chiedo il Tuo aiuto.
Oltre ad un giudizio riguardo i percorsi delle altre materie, avresti suggerimenti per ciò che concerne l’area filosofica?
Essendo un grandissimo estimatore e ammiratore del prof. Antiseri, Ti chiederei sfrontatamente, solo se possibile, di raccogliere un suo consiglio.
Grazie infinite dell’aiuto.
Un cordialissimo saluto,
Filiberto E. Brozzetti
Caro Filiberto,
prima di tutto: complimenti! Ottima la scelta dell’argomento, bene l’impostazione generale del lavoro. Ti rispondo con un po’ di ritardo e anche un po’ in imbarazzo: il professor Antiseri, che tanto ha dato all’università di cui sono il dio protettore, da qualche settimana è in pensione. L’ho raggiunto telefonicamente: mi ha delegato a darti io una prima risposta, dicendomi che se vuoi approfondire il tema puoi sempre scrivergli privatamente mandando la missiva al mio indirizzo. Sarà ben lieto di colloquiare con te. Non so quali sono i percorsi filosofici che hai individuato in Hegel e Leopardi, ma mi piacerebbe conoscerli. In ogni caso, credo che il discorso hegeliano sulle forme del potere nella dialettica servo-padrone c’entri molto. Così come, ti do altri due spunti fra i tanti. Elementi al tuo tema potrai trovare ne “Le categorie del politico” di Carl Scmitt e, da un altro punto di vista, ne “La filosofia delle forme simboliche”. Fammi sapere qualcosa presto e, soprattutto, se ti iscrivi alla Luiss, chiedi di me e passa a salutarmi. Saluti e auguri, Giano
rivoluzione
Francesca, mercoledì 29 apr ha scritto:
Caro Giano,
sono completamente confusa per quanto riguarda la scelta della mia tesina.
Avevo pensato alla “Rivoluzione“(von titolo preciso da definire)il problema è che anche un altro ragazzo della mia classe voleva svolgere lo stesso tema,perciò volevo chiederti una mano magari a trovare piu argomenti da dividerci.
Avevamo pensato:
Filosofia:Kant la Rivoluzione Copernicana
Fisica:le leggi di keplero (legate alla riv copernicana e quindi alle orbite)
Storia:Rivoluzione Russa
Italiano:la professoressa consigliava Baudelaire..ma non mi fido molto.
Inglese?Storia dell’arte???
Per favore aiutami!!!!
Cara Francesca, l’argomento è interessante e le ipotesi di lavoro che fai mi sembrano ben ponderate. Io comincerei il discorso proprio dalla definizione del concetto di rivoluzione, che nato in ambito astronomico nel tardo Cinquecento è stato poi trasposto in politica nel Seicento. Va bene iniziare da Keplero (ma vanno anche bene -dillo pure al tuo amico- Tycho Brahe, Galileo, Copernico …). Potresti poi leggerti la voce “rivoluzione” sul Dizionario di politica della Utet, a cura di Bobbio, Matteucci e Pasquino. La lettura che poi ti consiglio vivamente è “Sulla rivoluzione” di Hannah Arendt (edizioni Comunità): lì scoprirai come il termine abbia all’inizio avuto un significato diverso, anzi opposto, rispetto a quello consolidatosi con le rivoluzioni liberali, tipo quella americana e quella russa del 1905, con quelle giacobine e tendenzialmente totalitarie, tipo la francese e la sovietica. Nel libro, troverai davvero tanti riferimenti e suggestioni. Su Baudelaire, anche io avrei qualche perplessità: anche lui, come un pò tutti i grandi presenti nella storia della letteratura, ha rappresentato una “rivoluzione” (se così non fosse non lo ricorderemmo), ma credo che i collegamenti non vadano trovati sul concetto lato e formale di rivoluzione ma sul contenuto. Mi viene in mente una cosa, che ti propongo: perché non consideri, visto che domani è il 5 maggio, la poesia omonima che Manzoni dedicò a Napoleone, che della rivoluzione francese fu il figlio maggiore (Hegel diceva di lui che era “lo spirito del mondo a cavallo”? In letteratura inglese, mi viene in mente invece il bel libro (apologetico in verità) di John Reed su “I dieci giorni che sconvolsero il mondo”, ma un discorso generale sul rapporto simpatetico verso la rivoluzione sovietica di intellettuali pure importanti (ad esempio Shaw) secondo me non ci starebbe male. Potresti anche considerare, in cinematografia, la “Corazzata Potiomkin” di Eizenstein, che, nonostante Fantozzi, tutto è fuorché una “boiata pazzesca”. E qui veniamo a storia dell’arte. Porterei, senza ombra di dubbio, il surrealismo che con le rivoluzioni tanto ha avuto a che fare(http://www.surrealismo.it/).
Tienimi aggiornato, anche sul tuo amico.
Saluti e auguri, Giano
Nicola, domenica 07 feb ha scritto:
Ciao Giano,sono Nicola e frequento l’ultimo anno di liceo classico.Ti scrivo perchè avrei bisogno di un tuo prezioso consiglio riguardo il percorso che intendo portare agli esami.Avevo pensato di incentrarlo sulla rivoluzione come utopia e,a volte,come distopia.Ho in mente già la maggior parte dei collegamenti,ma non riesco proprio a trovarli in letteratura latina e greca(che devo necessariamente inserire nel mio discorso).Avevo pensato di partire dalla fattoria degli animali di Orwell in inglese,per poi concentrarmi sulla novella “Libertà” di Verga in italiano(in cui appare chiaro come spesso le rivoluzioni vengono represse per chiari intenti politici),il trattato filosofico “Sulle rivoluzioni” di H. Arendt in filosofia appunto,”Il quarto stato” in storia dell’arte e in storia partire dalla comune parigina,per poi passare ad analizzare la rivoluzione russa,o meglio la sua involuzione totalitaria, e concludere con la resistenza italiana,tema a me particolarmente caro.Accetterei molto volentieri un tuo consiglio,soprattutto perchè alcuni collegamenti tra materie mi appaiono un po’ forzati,sia per migliorare la mia tesina sia per riuscire a trovare collegamenti in letteratura latina e greca.”Ianus pater” aspetto con ansia e trepidazione un tuo intervento divino affinchè tu possa illuminare la via a un tuo devoto figlio.Grazie mille in anticipo…
Nicola
Caro Nicola,
per quanto riguarda il tuo programma io non vedo forzature ma piuttosto propositi alquanto ambiziosi. Se penso solo al percorso storico che vuoi intraprendere… Ti vorrei però consigliare di non esagerare con i collegamenti. Potresti rischiare di non avere abbastanza tempo per farli tutti o al contrario di non riuscire ad approfondire dando l’impressione di una certa superficialità. Ma voglio rilanciare visti i tuoi buoni propositi e consigliarti una lettura per l’argomento a te particolarmente caro: la Resistenza. C’è un ponderoso saggio sul tema, probabilmente il più esaustivo, dal titolo “Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità della Resistenza” dello storico Claudio Pavone. E’ una lettura lunga e articolata ma può essere anche una sfida molto stimolante. A proposito di letteratura latina e greca devo purtroppo dirti che il collegamento con il concetto di rivoluzione nell’accezione che tu gli dai, cioè politica, non è possibile perchè il concetto di rivoluzione politica ha la sua genesi nel Seicento. Certo potresti parlare delle rivolte popolari nella Roma Antica contro il sistema schiavistico. Inoltre per greco vorrei segnalarti questo testo che mi sembra molto pertinente dal titolo “Mundus Alter. Utopie e distopie nella commedia greca antica.” della grecista Marcella Farioli.
Spero di aver acceso nella tua mente almeno una piccola fiamma. Torna a scrivermi per farmi sapere come procede il lavoro.
A presto, Giano
totalitarismi
miki, lunedì 12 apr ha scritto:
salve prof,
io sono una studentessa del liceo classico. Frequento il terzo liceo e tra circa tre mesi(anche meno) dovrò sostenere l’esame di maturità. Navigando in internet in cerca di consigli per preparare un percorso ,ho trovato questo sito molto ricco di consigli. Ciò nonostante ho pensato di scriverle perchè ho le idee molto confuse e ho bisogno di qualcuno che mi aiuti!!! Prima di chiedere aiuto alla mia professoressa, vorrei avere qualche idea più chiara sul percorso da preparare.
Non so da che partire, ma ci tengo molto a preparare una tesina che sia diversa dalle altre e poco noiosa!! le materie che dovrò portare sono : GRECO-LATINO-ITALIANO-STORIA-FILOSOFIA-ARTE-GEOGRAFIA-MATEMATICA-FISICA.
L’ unica idea che ho è quella di non portare in storia le guerre mondiali, in quanto saranno argomento scelto da tutti.
Mi piacerebbe portare in storia i TOTALITARISMI E IL TEMA DELLA MANIPOLAZIONE DELLE COSCIENZE…la prego mi dia qualche idea sui possibili collegamenti…
la ringrazio in anticipo…
Michela!
Cara Michela,
una tesina sul modo in cui il potere può arrivare a manipolare la coscienza individuale mi sembra un modo davvero splendido di portare a termine l’esame di maturità. In inglese ti consiglio di portare il romanzo “1984” di George Orwell; in greco la tragedia “Antigone” di Sofocle è incentrata sul tema della libertà del cittadino, in nome delle “leggi non scritte”, nei confronti delle imposizioni del potere. In latino, poi, potresti occuparti della figura di Catone Uticense, così come è rappresentata nel “Bellum civile” di Lucano, che scelse la morte piuttosto che assistere alla distruzione delle libere istituzioni repubblicane. In italiano, inoltre, ti consiglio di portare un grande classico: “Se questo è un uomo” di Primo Levi. In storia è da rispettare la tua decisione di non portare un argomento in qualche modo “inflazionato”; potresti, dunque, occuparti del tema delle guerre di religione e della libertà di coscienza nell’età moderna: leggi, al riguardo, lo splendido saggio dello storico Adriano Prosperi “Tribunali della coscienza. Inquisitori, confessori, missionari”, cui potresti affiancare, in filosofia, il “Trattato sulla tolleranza” di Voltaire, opera in cui il tema della libertà religiosa ha un ruolo fondamentale. In storia dell’arte ti invito ad occuparti della “Mostra dell’arte degenerata” allestita a Monaco nel 1937, che lascia bene intendere quale fu l’atteggiamento del regime nazista nei confronti dell’arte non allineata ai suoi atroci diktat. Nelle materie scientifiche ti consiglio, infine, di trattare la vicenda e le teorie di Albert Einstein, costretto a fuggire dall’Europa in quanto ebreo. Ti consiglio su questo la lettura di questo interessante articolo.
Ti auguro buono studio,
Giano