Giano

Tesina società

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anticapitalismo

Leonardo, lunedì 01 feb ha scritto:

ciao giano, sono uno studente del V anno di liceo scientifico e volevo chiederti un consiglio per la mia tesina di ambito economico. L’aspetto che più interessa però (e che non ho visto affrontato nelle altre domande) riguarda le critiche al modello capitalista. Ho studiato Marx in filosofia e storia e mi piacerebbe sapere il nome di qualcun altro che si sia cimentato nello stesso esercizio di critica (possibilmente anche con l’indicazione di un’opera da cui partire).
grazie.

Caro Leonardo,
il primo nome che mi viene in mente, rimanendo sempre nella scia marxista, è certamente quello di
Antonio Gramsci. Per diversi aspetti egli è andato oltre la critica marxista. Non si è limitato all’analisi economica del “fenomeno Capitalismo” ma lo ha calato nell’ambito del politico e del sociale. Concetti come quello di egemonia hanno portato la teoria marxista a fare i conti con la realtà spiegando perchè le rivoluzioni comuniste non fossero scoppiate. Da qui Gramsci parte per sottolineare l’importanza dell’associazionismo, del partito, del ruolo dell’intellettuale. Tutto finalizzato alla formazione di un nuovo blocco sociale dominante e di un ordine nuovo. Per quanto riguarda i riferimenti bibliografici in relazione al tuo interesse per l’aspetto economico ti rimanderei più in generale ai Quaderni del carcere ma soprattutto al Quaderno 22 intitolato “Americanismo e Fordismo“. In esso egli critica il modello capitalista americano che ha come fine la deumanizzazione del lavoro e il controllo della vita dell’operaio-massa in una sorta di rivoluzione al contrario. Per una rilettura attuale del Quaderno 22 ti rimando a questo articolo. Se poi tu volessi fare riferimento anche al pensiero critico di un intellettuale non con basi culturali marxiste potresti rivolgere la tua attenzione alla figura di Karl Polanyi, filosofo ed economista ungherese. Egli, non essendo neanche liberista, ha criticato con un “occhio terzo” il sistema capitalistico partendo dalla negazione di uno dei suoi dogmi di fondo: la naturalità della società di mercato. Guardando alle società antiche e ad alcune moderne società semplici egli vede possibili altre forme di economia basate sulla reciprocità o sulla redistribuzione. Per un’analisi critica di come si è formato il sistema economico moderno agli inizi dell’800 devi guardare alla sua opera più importante, “La Grande Trasformazione“, della quale ti allego una esaustiva recensione. Spero di averti offerto spunti interessanti. Torna a scrivermi e fammelo sapere.
A presto, Giano.

capitalismo

Antonio, lunedì 18 mag ha scritto:

Caro giano, per la tesina d’esame vorrei trattare come argomento il capitalismo. Il sopravvento dell’economia capitalista su quella socialista nel corso del xx° secolo. Vorrei da te una mano sui collegamenti interdisciplinari.

Caro Antonio,
ho girato la tua domanda al professor Giovanni Farese, docente di economia qui in Luiss. Appena riceverò risposta, nelle prossime ore, ti girerò i suoi consigli. Saluti e auguri,
Giano

Gentile Antonio,
per i collegamenti interdisciplinari vedo strette connessioni con la storia del pensiero economico. Le consiglio, anzitutto, il classico di Ludwig von Mises del 1922, che spiega i limiti, anche logici, del socialismo: E’ pubblicato in italiano con il titolo, L. von Mises, “Socialismo. Analisi economica e sociologica”, Rusconi, 1990. Più di recente, il premio nobel Douglass Cecil North ha scritto dei limiti della pianificazione sovietica in un capitolo de: D.C. North, “Capire il processo di cambiamento economico”, il Mulino, 2006. Vale la pena di leggere tutto il volume.

Per una visione in parte differente sul capitalismo, svolta anche in una interessante chiave comparativa, consiglio: H. De Soto, “Perchè il capitalismo ha trionfato in Occidente e ha fallito nel resto del mondo”, Garzanti, 2001. Per un inquadramento di carattere storico-economico, consiglio, in ogni caso, la lettura del volume di David Landes: D. Landes, “La ricchezza e la povertà delle nazioni. Perchè alcune sono così ricche e altre così povere”, Garzanti, 2002.

Non si può, infine, scrivere di capitalismo senza leggere il brevissimo paragrafo di Braudel sull’origine del vocabolo: F. Braudel, “Civilità materiale, economia e capitalismo”, Einaudi, 1982 (non ricordo in quale dei tre tomi; vedi gli indici).

In bocca al lupo!

Giovanni Farese
Research Fellow
Docente di Storia economica e
Storia del pensiero economico

mike91, domenica 11 apr ha scritto:

Caro Giano,
frequento l’ultimo anno del liceo scientifico.
Vorrei impostare la mia tesina multidisciplinare sul capitalismo come grande rivoluzione economica e sociale e quindi sui suoi effetti e possibili collegamenti con l’arte, la filosofia l’italiano. Tuttavia facendo il PNI, vorrei poter dare un taglio più scientificoa all’argomento.
Ho visto che hai già risposto a qualcosa del genere.
Sapresti darmi altri suggerimenti?
Consigli di libri per approfondire l’argomento?

Grazie mille,
Michele

Caro Michele,
per quanto riguarda arte ti invito a leggere questo
articolo su quello che dall’estensore viene definito il naturale accostamento tra arte e capitalismo. A proposito di filosofia ti potresti occupare del filosofo ed economista Friedrich von Hayek, figura principe del pensiero liberale e liberista del Novecento. Tra le sue opere ti segnalo una tra le più importanti e cioé “La società libera” e per un approfondimento di questo autore ti consiglio questo saggio del professor Dario Antiseri già docente proprio presso la nostra Università. Per italiano potresti partire da questa recensione di un libro dedicato al pensiero di un intellettuale come Pasolini sul Capitalismo. Ho scelto non a caso von Hayek da una parte e Pasolini dall’altra poichè rappresentano due visioni del Capitalismo molto diverse tra loro. Starà a te dar vita ad una sintesi che rappresenti il tuo pensiero sull’argomento. Un altro suggerimento è quello di occuparti di Max Weber, un importantissimo sociologo e filosofo tedesco. Credo sia d’obbligo analizzare a fondo il suo pensiero proprio a partire da questo importante saggio. Ecco un po’ di materiali che te lo consentiranno: A, B, C, D.
Ti auguro buon lavoro e torna pure a scrivermi se hai nuovi dubbi o anche solo per farmi sapere come va.
A presto, Giano.

globalizzazione

Cristina, lunedì 28 dic ha scritto:

Caro Giano,
anch’io sono alle prese con la tesina, ho scelto l’argomento ma mi piacerebbe ricevere dei suggerimenti e dei documenti da cui prendere spunto.
Vorrei trattare la globalizzazione analizzando gli effeti negativi, povertà ecc.
Storia:origini, imperialismo
Italiano:?? non so proprio che autore portare
economia aziendale: multinazionali, banca etica
diritto e scienze delle finanze: i professori mi hanno suggerito J. Stiglitz
francese:??
grazie mille in anticipo!

Cara Cristina,
ti consiglio innanzitutto di partire da una definizione della globalizzazione che in senso economico si riferisce al processo di integrazione delle economie delle diverse aree del mondo, ma dal punto di vista sociologico, politico ed etico impone di riflettere su quelli che tu stessa definisci ‘effetti negativi’, in primo luogo la crescita della discrepanza tra ricchi e poveri, le trasformazioni ‘antropologiche’ che ha comportato come ad esempio il galoppante conformismo l’omogeneità degli stili di vita e di consumo, l’impatto ambientale che ha avuto, etc. Non solo, la globalizzazione pone problemi giuridici legati alla mobilitazione di vasti flussi migratori, ai processi decisionali in campo economico e politico e agli attori capaci di rispondere a questioni planetarie.

Per la storia ti consiglio di partire da quella del secolo scorso rintracciando gli accordi internazionali che hanno segnato l’avvio al processo di integrazione delle economie, delle rotte commerciali etc. Ti propongo di leggere con attenzione questi saggi (primo; secondo; terzo)

Stiglizt va benissimo per avere una visione critica delle politiche liberiste che supportano il processo di globalizzazione economica. A questo link puoi trovare un interessante intervento del premio nobel per l’economia, che riassume il suo punto di vista sui rischi della globalizzaizone.

Ti consiglio anche di leggere Amartya Sen, Globalizzaizone e libertà, edito Mondadori, che in un’ottica del riequilibrio della distribuzione delle risorse planetarie, riflette sulla necessità di instaurare un rapporto etico tra libertà individuali e sviluppo globale e può, quindi, esserti molto di aiuto. Ti suggerisco anche l’intervista che ha rilasciato al Sole 24 ore su globalizzazione e povertà

Infine ti poni il problema dell’italiano e del francese. Direi che potresti occuparti del filosofo francese Camus che in modo assai lungimirante immaginò la globalizzazione ma nel senso più ottimistico e bello, quello dell’universalismo dell’umanità, pur avvertendo, dopo i disastri della guerra mondiale che non poteva esserci altra strada per il futuro dell’uomo se non quello di costruire in modo collettivo un nuovo ordine mondiale. Ti consiglio di leggere un bell’articolo apparso sulla rivista Left.

Per l’italiano potresti occuparti di Pier Paolo Pasolini che seppe cogliere con grande lucidità il cambiamento antropologico operato dalla produzione di massa, dall’omologazione globalizzante dei consumi, dall’industria dirompente della pubblicità e dei mezzi di comunicazione.
Penso che tu abbia sufficienti materiali su cui lavorare, a questo punto ti auguro di fare davvero un buon lavoro.
A presto,
Giano

Angela, mercoledì 09 dic ha scritto:

Caro Giano,
frequento un’istituto tecnico commerciale, precisamente un indirizzo giuridico-economico.Sono giunta alla fine di un percorso di studi che mi ha fatto crescere in primis come persona e che mi ha fatto apprezzare la scuola per il suo ruolo fondamentale all’interno della società.Vorrei,quindi,concludere questo quinto anno con una tesina originale che affronti delle argomentazioni,anche non presenti nel normale programma, basata su una ricerca tutta personale.
Non ho ancora le idee chiare riguardo il tema centrale d’affrontare, ma ho in particolare alcuni argomenti che mi hanno molto incuriosita. Mi piacerebbe parlare di Muhammad Yunus e dunque sulla banca etica, Amartya Sen,madre Teresa di Calcutta visto che nel 2010 ricorre il centenario della sua nascita.Il problema è che non so se affrontare il concetto di democrazia e di uguaglianza,ricollegandomi alla celebre affermazione di Martin Luther King “I have a dream” e se possibile al razzismo e in diritto ai principi di libertà della nostra Costituzione, o se analizzare gli effetti prodotti dalla globalizzazione e quindi l’accrescere dei divari economici. Inoltre non so ancora come collegare questi argomenti con discipline come storia, letteratura, lingue straniere.

Cara Angela,
sono molto rincuorato dalle tue parole, mi sembra che siano sincere e che traducano una reale esperienza di crescita e di maturazione. Il tuo entusiasmo ti sarà di certo di grande aiuto, ora che si tratta di mettere a frutto, come tu stessa dici, gli anni di studio così belli che descrivi e di concludere questo ciclo della tua vita nel miglior modo possibile. Hai centrato tu da solo la questione: per fare un buon lavoro – non smetterò mai di ripeterlo – occorre decidere con grande chiarezza il tema che si intende trattare. Questa regola imprescindibile, vedrai, ti servirà sempre e in mille occasioni che ti troverai ad affrontare. I tuoi studi, economico-giuridici hanno certamente fatto maturare in te una buona sensibilità che ti permette di interrogarti sulle questioni cruciali che attraversano il nostro presente. Infatti, sono esattamente quelli che poni e i nomi che citi sono certamente tra i più autorevoli e famosi della costellazione internazionale.
Sgombrando un po’ il terreno dalle tue numerose suggestioni, mi pare che il tuo dilemma possa essere riassunto in questo modo: analizzare il concetto di democrazia e di uguaglianza o quello della globalizzazione e delle esclusioni che essa comporta? In realtà io non credo che le due cose siano tanto distanti tra loro, se ci pensi un attimo, e soprattutto non si escludono. Se decidi di trattare il tema della globalizzazione come processo economico, ma anche politico e sociale, ti troverai per forza di cose a doverti chiedere in che modo il concetto di democrazia e di eguaglianza si sia trasformato. Così come il tema del razzismo, delle libertà costituzionali e dei lavori che ispirano gli esperimenti di finanzia etica, sono tanti tasselli di un unico puzzle.
In ogni caso, prima di procedere coni miei suggerimenti, ti consiglio di riflettere bene e di compiere la tua scelta in completa libertà, tenendo presente le implicazioni a cui facevo cenno. Torna a scrivermi presto, sono qui ad aspettarti.
Giano

lotta di classe

Roberta, lunedì 15 giu ha scritto:

Ciao giano ho un disperatissimo bisogno di aiuto! ho quasi finito di scrivere la mia tesina per la amturità di quest’anno e nn ho idee su cm collegare le materie scientifiche. Il titolo della mia tesina è: “il motore della storia dell’umanità è la lotta di classe” questo e qllo ke porto:
Storia: 2^ rivoluzione industriale e socialismo
Filo: Marx e comunismo
Sto dell’arte: Pelliza da volpedo: “4° stato”
Italiano: Verga (ma ho seri dubbi aiutami tu)
Latino: seneca (altri seri dubbi aiutami tu)
Inglese: Orwell animal Farm
e mi manca ancora fisica e geografia astronomica…
frequento lo scientifico t prego dammi una mano…grazie in anticipo aspetto tue risposte..

Cara Roberta,
per prima cosa ti suggerirei di mettere almeno un punto interrogativo al titolo della tua tesina, altrimenti sembra politicamente orientata (il che non è, visto il giusto riferimento alla farm di Orwell). In italiano, potresti forse far riferimento a “Cuore” di de Amicis, che come sai era un socialista umanitario. In latino, va bene Seneca inteso come portatore di un messaggio universalistico e quindi potenzialmente ostile ad ogni lotta di classe. Trovare un collegamento con le materie scientifiche, mi sembra veramente artificioso. Almeno che tu non decida di parlare di come si è sviluppata la scienza in un regime comunista, casomai tratteggiando anche la figura di qualche fisico o astronomo. A tal proposito, troverai sicuramente spunti nel bel libro di Silvano Tagliagambe, “Scienza, filosofia, politica in Unione Sovietica” (Feltrinelli).
Saluti e auguri,
Giano

mass media

andrea.mo, martedì 06 apr ha scritto:

ciao Giano mi chiamo Andrea frequento il liceo scientifico e volevo mettere in tesina italiano filosofia storia inglese, se i collegamenti non fossero forzati introdurrei volentieri anche fisica e scienze. stavo pensando di fare la tesina sui cambiamenti delle società e dei contesti nell’ultimo secolo incentrandola più sui mass media, di come influiscono e hanno influito. Avrei bisogno che tu mi indicasti i possibili collegamenti e le possibili opzioni riguardo gli argomenti. Grazie mille

Caro Andrea,
hai scelto un tema molto attuale, quindi ti suggerisco di cercare di tenere un po’ in considerazione il dibattito che spesso passa per i quotidiani e di non tenere un rigido schema suddiviso per materie. Vorrei consigliarti delle letture che possono aiutarti a inquadrare l’argomento che io restringerei alla questione della comunicazione in rapporto ai nuovi strumenti – come internet e le molteplici forma di aggregazione virtuale – magari facendo un riferimento anche ai mutamenti che ciò comporta in termini di democrazia. Proprio su quest’ultimo aspetto si concentra questo acuto intervento
.
Questo buon libro
di Carlo Grassi, invece, ti fornirà una panoramica esaustiva della sociologia della comunicazione.
Come pure questo saggio
che ha il vantaggio di essere già molto schematico e di concentrarsi sul concetto di società dell’informazione.
A questo link
, invece, trovi notizie sulla cosiddetta democrazia in rete.
Lavorando sui materiali che ti ho suggerito sono certo che riuscirai via via a mettere sempre più a fuoco il tuo argomento.
Buon lavoro,
Giano

Elena, mercoledì 9 giu ha scritto:

salve! Sono Elena e frequento l’ultimo anno di un liceo delle scienze sociali. Ho già impostato la mia tesina che riguarda mass/new-media e gli effetti che hanno nel quotidiano e nella percezione della realtà.La ringrazio tantissimo per la disponibilità soprattutto perchè immagino stia ricevendo tantssime richieste in questi giorni! La mia idea era di utilizzare come titolo “Il mezzo è il messaggio”, celebre opera di McLuhan a cui faccio sicuramente riferimento nella tesina però temo che porti un po’ fuori dal tema centrale. In più mi hanno consigliato di utilizzare anche un sottotitolo descrittivo ed io avevo pensato a “Gli effetti dei media sulla percezione collettiva della realtà”. ma mi sembra molto banale. Questo è il motivo per cui mi sono permessa di disturbarla!

Come autori citati utilizzo, probabilmente, Marcuse e la sua opera “l’uomo a una dimensione” (e il concetto di industria culturale) ed altri come Lippman per quanto riguarda la nascita dell’opinione pubblica, Lazarsfeld per la teoria della “people’s choice” (sono forse troppi?). Una teoria che mi incuriosisce molto è quella della Bullet Theory quindi utilizzare un titolo tipo “UN PROIETTILE MEDIATICO. Mass e New media: potenti mezzi persuasivi” può essere un’idea? magari rielaborato un po’. Per il resto cito ovviamente Josef Goebbels (forse in volata anche Leni Rienfenstahl). Porto inoltre un articolo della Costituzione Italiana e della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che proteggono la libertà di espressione e informazione e parlo dell’attuale situazione in Birmania in cui stanno avendo un ruolo fondamentale i Blogger. La ringrazio tanto per il tempo che mi dedica! Saluti, Elena

Cara Elena,
a me sembra che sviluppi in maniera corposa la tua tesina, non sarà sicuramente un problema l’abbondanza. Per quel che riguarda il titolo: un accorgimento che riporta il tutto alla giusta dimensione potrebbe essere quello di un punto interrogativo alla fine del pensiero di Mc Luhan, e cioè: “Il mezzo è il messaggio? Gli effetti dei mass/new media sulla percezione collettiva della realtà”. Il che potrebbe permetterti di differenziare nel corso delle epoche l’impatto dei media sulle popolazioni. L’altro titolo che suggerivi è d’impatto, però mi sembra troppo legato a un solo elemento del tuo lavoro, mentre dobbiamo provare a tenere dentro tutte (e sono molte) le idee che proponi. Ti auguro ancora buon lavoro e aspetto presto tue notizie. Buono studio,
Giano

masse

Anna Tarantino, domenica 07 giu ha scritto:

Caro Giano sono una studentessa di un liceo classico e sto preparando l’esame di maturità.Ho già individuato l’argomento:mi occuperò delle masse. Ho letto 2 libri:uno di Gustave Le Bon “Psicologia delle folle” e uno di Freud “Psicologia delle masse e analisi dell’io”.Ho già trovato i collegamenti in storia e filosofia e in arte, ma mi trovo in difficoltà per italiano, per greco, per matematica per fisica e francese….Mi potresti dare qualche consiglio?Grazie

Cara Anna,
in italiano, mi viene in mente Gramsci con le considerazioni che si trovano nel suo “Letteratura e vita nazionale”, uno dei Quaderni del carcere: egli contesta alla nostra civiltà letteraria proprio di aver trascurato le masse, di non aver elaborato una letteratura nazional-popolare come egli dice. Per la letteratura greca, il discorso si pone nello stesso modo: le masse o sono assenti, oppure si vedono molto da lontano e non hanno alcun ruolo. In questo secondo caso, penso ai grandi storici e alle battaglie che raccontano e in cui le masse sono mero “materiale umano”: da Polibio a Tucidide. In francese, il riferimento o è direttamente Le Bon o anche il Camus caustico critico dell’alienazione della società di massa di tante sue pagine. In fisica, non avrai troppi problemi: il concetto di massa è uno dei principali e più generali (non dimenticare che la teoria della relatività di Einstein lega la massa all’energia nella celeberrima formula
E = mc²). In matematica, non mi sembra ci siano collegamenti: non preoccupartene, non è necessario “coprire” ogni momento anche a costo di accostamenti azzardati. Saluti e buona fortuna,
Giano

Sveva91, venerdì 19 mar ha scritto:

Salve Giano.
Frequento un Istituto Tecnico Commerciale (di ottima qualificazione) e sono al V anno.
Ho pensato di portare agli esami un argomento che mi affascina parecchio.
Il consenso di massa. Il titolo della mia tesina sarà “Gli strumenti per la massificazione del consenso”.
Potresti consigliarmi qualche citazione circa questo tema e i collegamenti con le seguenti materie:
-Economia aziendale;
-Inglese;
-Matematica;
-Geografia.
Grazie in anticipo, Sveva.

Cara Sveva,
per quanto riguarda la citazione mi sovvengono tristemente le parole del gerarca nazista e dominus della comunicazione Josef Goebbels:

“Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”

A proposito di Economia aziendale potresti rifarti alla figura del linguista Noam Chomsky che ha spesso polemizzato con le multinazionali e con il loro ruolo di governo occulto attraverso il controllo dei consumi di massa. In merito ti segnalo questo suo saggio intitolato “Il golpe silenzioso“. Per inglese potresti fare riferimento al cosiddetto modello “Uses and Gratification” sviluppato dal sociologo americano Elihu Katz. Sinceramente ho provato a trovare dei nessi plausibili con matematica e geografia e sono arrivato alla conclusione che sarebbe meglio che tu le trattassi a parte per evitare inutili forzature.
Spero che i miei consigli ti siano utili. Torna a scrivermi e fammelo sapere.
Ciao e buon lavoro, Giano.

progresso

arianna, giovedì 04 giu ha scritto:

caro giano,
l’indecisione è una brutta bestia!!!!!

come tema per la mia tesina avevo pensato di riallacciarmi alle mie scelte future per quanto riguarda l’università: il progresso economico ( e sociale ) del 900
partendo da storia con la belle epoque e la società di massa!!!
in piu filosofia con Marx e arte con il futurismo!!
il problema?????? il resto degli argomenti perchè frequento il liceo linguistico e ho 4 letterature da coinciliare
avevo pensato a VERga con i malavoglia continuando con: letteratura inglese Dickens e il Victorian Age, lett. francese Zola e Naturalismo e lett. tedesca Thomas Mann con la sua opera Buddenbrooks.
sarebbe tutto perfetto ma queste correnti letterarie appartengono all’ 800…
secondo lei…puo andar bene lo stesso???
in più cercando su internet su un sito ho trovato tra le tesine proposte più voci sull’argomento e non vorrei che fosse scontato e già visto!!!!
help me!!!

Cara Arianna,
anche Marx è un filosofo dell”800! Il fatto è che le periodizzazioni storiche hanno sempre un che di arbitrario (cfr. il capitolo di “Teoria e storia della storiografia” di Croce dedicato all’argomento). L’argomento che tu tratti coincide con il periodo di massimo splendore e affermazione dell’idea di progresso, che si colloca fra Otto e Novecento e non va oltre (dopo la grande Guerra, che Benedetto XV definì “assurda carneficina”, il progresso non è più un tema incontestato (cfr. John Bury, “Storia dell’idea di progresso”, Feltrinelli). La mia proposta di titolo, alla luce degli argomenti trattati, è: “L’ambivalenza del Progresso fra otto e Novecento”.
Saluti e auguri,
Giano

Denise, giovedì 03 dic ha scritto:

Caro Giano, ho in mente una tesina per l’esame di maturità per quanto riguarda il progresso. Non so di preciso che argomenti utilizzare nelle materie di ECONOMIA, DIRITTO e INGLESE. Invece ho già una mezza idea su italiano, ( La belle epoque e il futurismo ) e geografia economica dove ho intenzione di parlare di sviluppo, innovazione e globalizzazione. Mi puoi aiutare? Te ne sarei grata!!

Cara Denise,
il termine progresso implica diverse accezioni: esiste un progresso scientifico, tecnico, sociale o economico. La tua tesina, per come hai impostato le altre materie, mi sembra già ben avviata. Considera che l’idea di progresso ha avuto la sua massima affermazione a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento: ti consiglio di leggere a questo proposito il libro John Bury, “Storia dell’idea di progresso”, edito da Feltrinelli. Tra le tante interpretazione che sono state date su questo argomento puoi fare riferimento anche al pensiero di
Pasolini su “Sviluppo e Progresso” che così distingueva i due concetti:

a volere lo «sviluppo» è chi produce; sono cioè gli industriali […] Chi vuole, invece, il «progresso»? Lo vogliono coloro che non hanno interessi immediati da soddisfare, appunto, attraverso il «progresso»: lo vogliono gli operai, i contadini, gli intellettuali di sinistra

Veniamo ai collegamenti con le materie che tu mi chiedi.
L’autore inglese che meglio ha affrontato in molti dei suoi romanzi le problematiche e le contraddizioni della rivoluzione industriale è Charles Dickens. In “Tempi difficili”, in particolare, egli ambienta il racconto nell’immaginaria città di Cocketown (città del carbone), dove il progresso industriale ha accresciuto le differenze sociali e economiche tra industriali e operai. Leggilo, vedrai che ti sarà utile.
Il progresso economico è poi fondamento dello sviluppo e dell’innovazione di cui tu stessa parli: potresti prendere in esame alcuni momenti chiave del XX secolo che hanno permesso tale cambiamento. Pensa agli accordi di
Bretton Woods o al Piano Marshall che ha permesso una forte crescita dell’economia europea che in Italia si è concretizzata col cosiddetto “boom economico”. Leggi anche questo articolo dove si parla del rapporto tra progresso economico e sviluppo sostenibile: sperò ti sarà utile.
Nel diritto il progresso deve essere inteso in senso sociale, ovvero nell’acquisizione di diritti civili. E qui i collegamenti possono essere numerosi. La
dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (1948). Lo Statuto dei lavoratori (1970). I diritti conquistati dalle donne, poi, argomento molto vasto: diritto al voto, la legge sul divorzio e sull’aborto, la legge contro gli abusi e le violenze ( pensa è solo del 1997) o la recentissima legge contro lo stalking.
Ecco penso che questi suggerimenti siano un buon punto di partenza per il tuo lavoro. Se avrai ancora bisogno di me, scrivimi.
Un saluto,
Giano

relativismo

Marco, sabato 16 mag ha scritto:

salve giano, mi chiamo marco e sono di bagheria e sono all’ulitmo anno del liceo scientifico. ovviamente sono impegnato nella preparazione all’esame e nella tesina; l’argomento che ho scelto è Il Relativismo visto dal punto di vista Etico, Sociale e scientifico. Anche se ho pensato che queste specificazioni possano “legarmi”(e quindi trattare il relativismo in chiave generale). Ho già una buona idea sugli argomenti da assemblare: per quanto riguarda la letteratura italiana Pirandello e l’analisi di uno dei contrasti(vita-forma, persona-personaggio, comicità-ironia); in inglese vorrei proporre William Blake e le opere Songs of Innocence e Songs of Experience per quanto riguarda il lato etico; in arte il Cubismo e Picasso in particolare;in fisica e scienze la relatività di Einstein e le conseguenza astronomiche: a proposito di questo argomento il mio professore di fisica mi ha consigliato di trattare la relatività da un punto di vista diverso, cioè mettendo in evidenza come in realtà non si possa parlare di relativismo con la teoria einsteiniana(cosa ne pensi?); per ciò che concerne la filosofia ho il dubbio se affrontare un paragone fra Kant e Nietzsche(in campo etico), oppure dirigermi verso l’epistemologia(anche se c’è già un mio compagno rivolto in questa direzione); in storia vorrei analizzare il periodo della guerra fredda oppure fare una panoramica sulle cause e sui conflitti del XX secolo; infine per quanto riguarda la letteratura latina, beh…non so proprio cosa inserire. Spero in una tua risposta e ti saluto. Ciao.

Caro Marco,
abbiamo girato la tua domanda ad un esperto del tema: il professor Enzo Di Nuoscio, filosofo allievo di Dario Antiseri, docente in Luiss e all’Università di Campobasso. Mi farò vivo con te presto.
Giano

Caro Marco,
eccomi di nuovo a te. Il tema del relativismo è vecchio quanto il pensiero occidentale, ma è di particolare attualità in questo nostro periodo di integralismi e “lotta fra le civiltà”. In letteratura, io farei riferimento al tema dell’incomunicabilità: della relatività dei mondi vissuti e della molteplicità dei punti di vista. Al limite, la molteplicità persino dell’io individuale e delle “maschere” che di volta in volta si assumono (vedi, ad esempio, “Uno, nessuno, centomila”). Potresti fare poi riferimento, in storia, alla lotta contro il relativismo avviata, dalla Chiesa cattolica, con Giovanni Paolo II e portata alle estreme conseguenze da Ratzinger, sin dal discorso precedente la nomina a Papa:
“De eligendo romano pontifice”. “Il relativismo -dice Benedetto XVI- è un ” lasciarsi portare qua e là da qualsiasi vento di dottrina”: esso “appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie”. Ma non tutti sono d’accordo né con questa definizione di relativismo, né con la sua critica. A tal proposito, ti consiglio di leggere: da un punto di vista laico, l’ “Elogio del relativismo” di Remo Bodei (in “MicroMega”, 1995); in prospettiva cattolica,”Relativismo, nichilismo, individualismo” di Dario Antiseri, Rubbettino (che serve anche a chiarificare il corretto uso dei termini). Per le scienze, il riferimento d’obbligo è la teoria della relatività di Einstein (la migliore esposizione è quella fatta dallo stesso Einstein in “Come io vedo il mondo. Teoria della relatività”, Newton Compton). Per l’arte la relatività dei punti di vista estetici, con la messa in discussione dei canoni estetici tradizionali, è avvenuta soprattutto con le avanguardie artistiche primo novecentesche (in questo caso la migliore esposizione è quella contenuta in Mario De Micheli, “Le avanguardie storiche del Novecento“, Feltrinelli). Infine ti invio tramite mail, come ti avevo promesso, un contributo inviatomi dal professor Di Nuoscio sul tema. Saluti e auguri,
Giano

Roberta, mercoledì 20 gen ha scritto:

Ciao Giano! il 14 gennaio ti ho scritto della mia idea di una tesina sul relativismo o sul tempo.Inanzitutto ti ringrazio moltissimo per la risposta!!..Ora provo a spiegarmi meglio:Il tempo è un tema che mi ha sempre affascinato sia quando se ne parla in termini filosofici, sia quando Einstein, che mi affascina altrettanto, ne parla come quarta dimensione (insieme con le sue teorie di un universo curvo e sulla relatività). Pertanto ha costituito la mia prima idea per una tesina.
Siccome inoltre adoro la poesia di Montale e il relativismo, che dunque avrei potuto collegare sia ad Einstein che alla filosofia, la mia seconda opzione è stata proprio questa: il relativismo; anche se forse è molto più complesso da trattare perchè immagino che trattare il relativismo significhi confrontarlo anche col suo opposto ossia il positivismo.Questo pero non è un problema. Mi piacerebbe unire il tema del tempo col relativismo per amalgamare bene ciò che mi piace ma forse è un po difficile.

Per quanto riguarda Montale..non so se la mia interpretazione sulla sua poesia sia giusta però mi permetto di esprimerla perche mi sento abbastanza sicura. In ogni caso ho bisogno di un tuo parere a riguardo. Per spiegarmi meglio parto dalla definizione di relativismo di Wikipedia: “Il relativismo è una posizione filosofica che nega l’esistenza di verità assolute, o mette criticamente in discussione la possibilità di giungere a una loro definizione assoluta e definitiva. In Europa se ne riconosce la prima comparsa all’interno della sofistica greca; in seguito posizioni relativiste furono espresse dallo scetticismo antico e moderno, dal criticismo, dall’empirismo e dal pragmatismo.”

Montale dice:

“La vita in prosa

Il fatto è che la vita non si spiega
né con la biologia
né con la teologia.
La vita è molto lunga
anche quando è corta
come quella della farfalla -
la vita è sempre prodiga
anche quando la terra non produce nulla.
Furibonda è la lotta che si fa
per renderla inutile e impossibile.
Non resta che il pescaggio nell’inconscio
l’ultima farsa del nostro moribondo teatro.
Manderei ai lavori forzati o alla forca
chi la professa o la subisce. È chiaro che l’ignaro
è più che sufficiente per abbuiare il buio.”

“..Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto SOLO oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo.”

“Ho tanta fede in te..
Ci troveremo allora in non so che punto
SE HA UN SENSO DIRE PUNTO dove non è spazio
a discutere qualche verso controverso
del divino poema..
perché in ogni rottame
della vita di qui è un trabocchetto
DI CUI NULLA SAPPIAMO ed era forse
in attesa di noi spersi e incapaci
di dargli un senso.”

“Nel dubbio

Stavo tenendo un discorso
agli ‘Amici di Cacania’
sul tema ‘La vita è verosimile?’
quando mi ricordai
ch’ero del tutto agnostico,
amore e odio in parti uguali e incerto
il risultato, a dosi alternate.
Poi riflettei ch’erano sufficienti
cinque minuti
due e mezzo alla tesi
altrettanti all’antitesi
e questo era il solo omaggio
possibile a un uomo senza qualità.
Parlai esattamente trentacinque secondi.
E quando dissi
CHE IL SI E IL NO SI SCAMBIANO LE BARBE
urla e fischi interruppero il discorso
e mi svegliai. Fu il sogno più laconico
della mia vita, forse il solo non sprovvisto
‘di qualità’.”

Io da questi versi percepisco una profonda angoscia dovuta all’impossibilità di raggiungere certezze assolute sull’esistenza, un’angoscia frustata ma allo stesso tempo rassegnata perchè consapevole dell’impossibiltà di raggiungere l’oggetto della sua ricerca: il senso dell’esistenza.Certo,Montale ha anche parlato di “miracoli” ma credo che la sua unica certezza sia stata la consapevolezza di non poter raggiungere certezze assolute e quindi di non poter dare un senso alla propria vita. Per questo, riprendendo la citazione di Wikipedia, credo che Montale “nega l’esistenza di verità assolute, o mette criticamente in discussione la possibilità di giungere a una loro definizione assoluta e definitiva.”

Per me è molto importante ricevere un tuo parere sia su “Montale e il relativismo”.. sia sulla tesina.. meglio “il tempo” oppure “il relativismo”? mi scuso per essermi dilungata troppo e ti ringrazio ancora per avermi ascoltato!! grazie mille!!

Cara Roberta,
ricordo perfettamente la conversazione che abbia avuto e sono molto felice di constatare che sia stata per te utile e ti abbia stimolata e spinta a riflettere meglio sull’idea che hai avuto. In effetti, fare uno sforzo per spiegarsi consente anche di chiarirsi le idee. Mi ero a lungo dilungato sulla possibile articolazione del tema del tempo, ma ora capisco che il tema principale è il relativismo e che ad esso vorresti collegare la costruzione relativistica di Einstein. La cosa non mi sembra affatto fuorviante, né troppo forzata, a patto che tu le dedichi lo spazio giusto all’interno del tuo lavoro.
Come saprai, nel 1916 scrisse “I fondamenti della teoria della relatività generale”. In questo scritto confluiscono in maniera più sistematica le geniali intuizioni che il fisico tedesco aveva già avuto qualche anno prima, ossia una concezione relativistica del tempo e dello spazio che troverà espressione matematica nel continuo spazio temporale a quattro dimensioni (cronotopo) elaborato da H. Minkowski. Ti consiglio, per avere un quadro generale, delle teorie di Eistein nelle sue progressive tappe di leggere attentamente le pagine che
wikipedia vi dedica che mi sembrano davvero molto esaustive. Inoltre puoi trovare importanti riflessioni sul rapporto relatività e relativismo, ovvero sulle implicazioni filosofiche delle teorie della relatività, in questo saggio.
Anche questi
materiali, mi sembra, chiariscano bene il tuo tema.
Per quanto riguarda Montale, ora il collegamento mi risulta più chiaro. Io ti confesso che mi sarei concentrato invece sul rapporto tra relativismo filosofico e umorismo poetico a la Pirandello, ma anche Montale può essere un ottimo collegamento. In effetti, le citazioni che riporti possono diventare la base delle tue analisi e dei tuoi commenti. A tal proposito ti consiglio di consultare anche qualche saggio tra la vastissima letteratura critica sul poeta ligure e di dare uno sguardo anche a questi
commenti relativi a poesie che mi sembrano possano essere molto pertinenti al tuo scopo.
Ti auguro un buon lavoro e ti lascio, fiducioso, tra le mani di Montale.
Giano

social network

Stefano, lunedì 04 gen ha scritto:

Giaaaaaaaaaaaaaaaaaaaanooooooooo! da quanto tempo..ho seguito il tuo consiglio dopo la giornata di orientamento di giugno. Mi sono riposato ed ho staccato la spina per un pò. Ad ottobre ,ricaricate le pile, mi sono messo a studiare per arrivare preparato all’appuntamento di Aprile e a quello fondamentale dell’esame di maturià. A tal proposito vorrei sottoporre alla tua attenzione questa mia idea e ricevere da te un consiglio: Sto scrivendo un libro che riprende da varie angolazioni le abitudini dei ragazzi in una fascia di età fra i 14 e i 20 anni. L’uso dei social network, il rapporto controverso con i media e il generale “pensare di massa”. La mia idea è di portare proprio questo mio libro agli esami dato che i collegamenti non mancano. Socità di massa in storia, da marx in poi in filosofia per non parlare della letteratura Italiana dove l’”uno nessuno e centomila” di pirandello sembra fatto apposta e tante altre opere di altri autori. Che ne pensi?

Caro Stefano,
Intanto, i miei più vivi complimenti! Così giovane, stai già scrivendo un libro… Ecco qua la «meglio gioventù»! Nel merito, la trovo un’idea ottima. Qual è la «scaletta» del libro? Se me la mandi sarò in grado di meglio giudicare. Intanto però qualche valutazione e consiglio posso farlo e dartelo da subito.
Anzitutto, ottimo il target che hai scelto. Tieni conto infatti che la fascia 14-20 ha interessi, sia nelle scelte dei social network sia nei contenuti preferiti e postati, completamente differenti da quelli di altre fasce d’età. Non so come tu ti stia regolando, ma mi permetto di farti alcuni esempi. Nella fascia in questione, vanno fortissimi social network come Facebook o YouTube – con risvolti anche molto positivi in termini di condivisione ed acquisizione di conoscenza -, ma anche altri, non sempre ugualmente mirati a tale scopo, bensì centrati su interessi tipicamente adolescenziali: la chat, l’incontro amichevole-sentimentale magari anche solo virtuale, puro divertimento e svago. Netlog, Windows Live, Badoo ne sono esempi lampanti.
Se sali col target, ecco arrivare tutti gli altri: Twitter, Friendfeed, del.ici.ous, Flickr, ecc. Ma, appunto, visto che tu hai scelto giustamente «quel» target, bene che tu ti concentri su quello, nella maniera consapevole che ti suggerivo però, e che almeno a me tale risulta!
Per il resto, ottima davvero l’idea dell’approccio «filosofico» al problema, nonché sociologico. A capire davvero i social network sono e saranno sempre soltanto coloro che non li sottovaluteranno come un «gioco», ma sapranno capire che è da qui, e proprio da qui, che nelle più svariate forme – serie/impegnate o anche appunto semplicemente «facete», di puro divertissement – che passa l’espressione, la modalità espressiva più autentica del nostro esser qui su questa Terra oggi – uomini o donne che siamo, giovani e meno giovani, adolescenti o di mezza età, studenti o manager in carriera. Fossi in te, il passaggio lo farei proprio in questo senso: la «società di massa», un tempo codificata nella forma X da Marx, poi nella forma Y da Pirandello ecc – intendendo ogni forma come la più caratteristica e propria di «quel tempo» per l’uomo, dell’«uomo di quel tempo» – oggi viene codificata nella sua forma più propria e caratteristica nei social network e dai social network, dove la condivisione virtuale di conoscenze ed esperienze – le più diverse – diviene presupposto essenziale per tornare poi, più saldi, forti e vivaci che mai, nella cosiddetta «realtà», nei cosiddetti «rapporti reali» comunemente intesi. Perchè i social network, lungi dall’allontanare e impoverire, arricchiscono e uniscono…

Spero di essere stato chiaro! Per qualsiasi ulteriore informazione non esitare a scrivermi nuovamente. Un caro saluto e… in bocca al lupo!
Giano

società aperta e società chiusa

Enrico, giovedì 20 mag ha scritto:

Caro Giano, intendo impostare la mia tesina sulla dicotomia popperiana tra società aperta e società chiusa. Mi servono dei consigli su alcuni punti:
- l’argomento di letteratura italiana da inserire;
-un testo su interpretazioni della rivoluzione russa e le sue
evoluzioni (Stalin come prosecuzione di Lenin o no?);
- l’argomento da inserire di letteratura latina.
Grazie in anticipo, cordiali saluti.
Enrico

Caro Enrico,
sei fortunato: i temi che ti interessa approfondire sono molto studiati in Luiss, dove abbiamo alcuni dei massimi esperti sul tema della differenza fra società aperta e società chiusa: i professori Antiseri, Infantino, Pellicani. Ti consiglio i seguenti libri: Karl Popper, “La società aperta e i suoi nemici”, traduzione di Dario Antiseri, Armando (è il primo libro in cui compare la definizione “società aperta”); Luciano Pellicani, “Dalla società chiusa alla società aperta”, Rubbettino (ove trovi una ricca bibliografia di riferimento). In letteratura italiana perché non apri il campo ponendoti la domanda su perché fallisce una rivoluzione: ti considero di leggere lo straordinario “Saggio sulla rivoluzione napoletana del 1799″ di Vincenzo Cuoco. In generale ti consiglio il bellissimo volume di Hannah Arendt, “Sulla rivoluzione”, Einaudi . Per quanto concerne il terzo punto, il testo di riferimento è Giuseppe Boffa, “Storia dell’Unione Sovietica”, Mondadori. Per quel che riguarda invece il tema
della rivoluzione nella letteratura latina, mi viene in mente il bellissimo libro del 1973 di un grande latinista come Antonio La Penna: è intitolato “Sallustio e la rivoluzione roman”a ed è pubblicato da Feltrinelli. Spero ti sia sufficiente: in ogni caso, se vuoi, riscrivimi. Saluti e auguri,
Giano

società di massa

Giuseppe, mercoledì 9 giu ha scritto:

ciao Giano, fra 20 giorni avrò l’esame e olevo chiederti qualche consiglio sulla tesina: sono intenzionato a portare l’alienazione dell’uomo nella società di massa..  ma sopratutto quella causata dai mezzi di comunicazione di massa, dai social network ecc che generano steriotipi da seguire circa comportamenti e gusti…avresti qualche consiglio da darmi ??magari qualche filosofo che dp MArcuse ne ha parlato? In storia avrei pensato di parllare dell’URSS come paradosso dell’alienazione( inteso come il fatto che proprio lo stato che si ergeva a difesa dei diritti umani e dell’emancipazione sia giunto poi a generare degli atomi impedendo ogni possibilità di pensiero)che ne pensi?Hai qualche suggerimento? hai qualche consiglio in generale sul tema??

Caro Giuseppe,

il tema che hai scelto è sicuramente di grande attualità. A proposito di filosofi che si sono occupati dell’argomento ti segnalo questo classicohttp://www.laterza.it/schedalibro.asp?isbn=9788842076278 di Jurgen Habermas sul concetto di opinione pubblica e di come esso si sia evoluto a causa dell’influenza dei media che hanno reso il dibattito pubblico meno libero o comunque orientato. Sulla stessa falsariga potresti dare un’occhiata al saggio di Noam Chomsky dal pregnante titolo “La fabbrica del consenso” per il quale ti invito a leggere questa recensione http://www.liberamentemagazine.org/fabbrica%20del%20consenso.htm. Per quanto riguarda storia potresti partire dall’Urss per arrivare fino alla Russia di Putin che non è esente da critiche in quanto a libertà di raccontare la realtà da parte dei mass media e conseguente libertà di formazione del pensiero da parte della pubblica opinione. A tal riguardo mi sembra molto attinente questo dialogo http://temi.repubblica.it/micromega-online/i-nuovi-dissidenti-dialogo-tra-paolo-flores-darcais-e-anna-politkovskaja/?printpage=undefined tra Paolo Flores d’Arcais e la compianta giornalista russa Anna Politkovskaya tragicamente scomparsa in circostanze che è un eufemismo definire poco chiare. Penso che potrebbe essere interessante impostare il discorso in tale maniera. Torna a scrivermi e fammi sapere che ne pensi dei miei suggerimenti.
Ciao e buon lavoro, Giano

rocco, giovedì 14 mag ha scritto:

caro giano mi serve un aiuto x la tesina d’esame.mi manca solo educazione fisica,i miei argomenti sono: argomento principale le società di massa, inglese sos earth, letteratura Salvatore Quasimodo, tecnologia la centrale eolica, musica 900, geografia l’America, scienze le stelle.mi protesti dire cosa fare di educazione fisica??

Caro Rocco,
se fossi in te non mi preoccuperei più di tanto: non necessariamente bisogna “coprire” tutte le discipline e trovare “collegamenti” anche là dove non ce ne sono. Detto questo, visto che comunque per la tesina si richiedono connessioni logicamente coerenti, devo anche dirti che non mi sono ben chiari i “collegamenti” fra la società di massa e Quasimodo, le stelle, ecc. Tuttavia, forse, hai scritto la mail in fretta e non hai avuto il tempo per spiegarmi… .
Fammi sapere. Un caro saluto e auguri,
Giano

Caro Rocco,
io tratterei l’educazione fisica da due diversi punti di vista. Come disciplina scolastica, (la vecchia ginnastica) analizzando la formazione degli insegnanti. Esaminerei cosa imparano nelle scuole che li abilitano e conseguentemente come gli studenti “studiano” questa materia che,
spesso si dimentica, può essere materia d’esame. L’altro, molto più vasto, come cura del proprio corpo, ovvero tutte le diverse tecniche e praatiche per il benessere e la salute: aerobica, ginnastica dolce, a corpo libero, ginnastica posturale, body building, jogging … Analizzerei il significato per cui queste pratiche sono oggi così di moda e praticate da milioni di persone in tutto il mondo.
Un’ulteriore consiglio. Leggi e cita il bel
libro di De Amicis “Amore e ginnastica”. La ginnastica è lo spunto del racconto la cui protagonista è una bella insegnante di ginnastica in una scuola di Torino agli inizi del Novecento. Da esso hanno tratto un film.
Ciao e buon lavoro.
Giano