Giano

Apartheid

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attraverso letteratura, storia, cinema e arte

L’apartheid, letteralmente “separazione” in lingua afrikaans, è stata la politica di segregazione razziale adottata in Sudafrica dalla minoranza bianca nei confronti della maggioranza nera. Tale regime ha avuto fine nel 1990 con la scarcerazione di Nelson Mandela e la sua elezione a presidente ma affondava le sue radici teoriche all’inizio del Novecento quando si è cercato di farlo passare in maniera tragicamente ironica come il semplice esercizio di “una politica di buon vicinato”. Solo nel 1948, però, le leggi segregazioniste verranno codificate e entreranno a far parte del corpus legislativo del paese. Con colpevole ritardo nel ’73 l’ONU ha votato una convenzione contro l’apartheid che lo qualifica come crimine internazionale ed è successivamente entrata in vigore nel ’76. A questo link si trova il testo della convenzione con traduzione a fronte. Nell’odierno Sudafrica il lascito dell’apartheid riguarda le differenze economiche che sono ancora abnormi. Dai Bantustans siamo passati ai sobborghi-ghetto come Soweto dove la popolazione nera vive in uno stato di indigenza. Alla concessione dei diritti politici non ha fatto seguito quella dei diritti sociali. Continuano a convivere nel paese due Sudafrica che faticano a parlarsi tra loro.

letteratura:

Varie sono le figure di scrittori sudafricani che si sono trovati a scrivere durante l’apartheid e il post-apartheid. La prima che mi viene in mente è quella di J.M.Coetzee. Nel suo romanzo “Vergogna” c’è chi ha voluto vedere una sorta di allegoria della Commissione per la verità e la riconciliazione chiamata a operare nel difficile passaggio dal regime segregazionista a quello democratico. Altra personalità di spicco nel panorama letterario sudafricano è quella di Nadine Gordimer che non solo affronta nelle sue opere le questioni legate alle tensioni sociali e psicologiche dovute alla segregazione razziale ma agirà in prima persona mantenendo i contatti con l’African National Congress, il partito di opposizione di Nelson Mandela. Ad esempio nel suo “La figlia di Burger” narra le vicende di una ragazza figlia di un avvocato attivista anti-apartheid alla morte del quale ella rimarrà per tutti “la figlia di Burger” e dovrà fare i conti con la realtà del suo paese. A proposito del pensiero dell’autrice sul Sudafrica attuale ti rimando a questa intervista rilasciata al Sole24Ore. Un altro scrittore da non dimenticare quando si parla di lotta all’apartheid è André Brink che si è distinto sin dagli anni ’60 per la sua battaglia culturale contro il regime (vedi la sua raccolta di scritti “Ieri è vicino”). Sull’autore ti segnalo questo articolo intitolato “Il Sudafrica di André Brink” corredato anche da un’audio-intervista. Infine per citare un autore non sudafricano viglio ricordare lo scrittore francese Dominique Lapierre che nel 2008 ha pubblicato un romanzo sul Sudafrica e su Mandela intitolato “Un arcobaleno nella notte”.

storia:

Per andare oltre il breve accenno fatto sopra ed approfondire l’argomento ti consiglierei di partire da questa scheda che ripercorre in maniera  concisa le vicende sudafricane a partire dalla nascita del paese. Dal punto di vista bibliografico ti segnalo questa voce del Dizionario di Storiografia ricca di riferimenti. Inoltre per avere un approccio diretto tramite le testimonianze di chi quel regime lo ha vissuto in prima persona da una parte e dall’altra ti invito a leggere questa recensione al libro “La verità non ha colore” che raccoglie gli atti della Commissione per la verità e la riconciliazione. Da ultimo per non tralasciare la situazione del Sudafrica oggi ecco qui un articolo della rivista di geopolitica Limes che tratteggia un quadro politico-economico del paese e del suo ruolo all’interno del contesto africano.

cinema e arte:

  • In My Country”. La storia del doloroso lavoro della Commissione per la verità e la riconciliazione vista dagli occhi di un giornalista e di una poetessa.
  • Catch a fire”. E’ basato sulla vera storia dell’attivista politico sudafricano Patrick Chamusso.
  • Invictus”. Ultimo lavoro del grande regista Clint Eastwood sulla straordinaria figura di quello che per tutti gli africani è Il Grande Madiba ovvero Nelson Mandela.
  • Nel campo musicale come non ricordare Miriam Makeba, la mitica Mama Afrika, che per tutta la vita ha combattuto l’apartheid anche con le sue canzoni più allegre come “Pata pata.
  • Per quanto riguarda l’arte penso ad un autore come Kendell Geers da sempre impegnato in una riflessione profonda e personale sul tema della segregazione razziale.
    Trovi qui sotto alcune sue opere: