Tesina vinti
darwinismo
livia, lunedì 15 giu ha scritto:
Caro Giano,ho bisogno di un aiuto per la mia tesina.L’argomento principale che ho deciso di trattare è il Darwinismo e darwinismo sociale: a storia ho collegato “la superiorità della razza ariana”,geografia astronomica”l’universo in espansione”,italiano”Verga e i malavoglia”,francese”naturalismo e zola”,inglese”1984,orwell”…ma ho difficoltà a collegare storia dell’arte,latino,fisica..soprattutto storia dell’arte e latino…fisica se nn lo collego nn è un problema…ti ringrazio anticipatamente
Cara Livia,
il concetto di evoluzione mi ha fatto venire in mente l’inizio del celebre film di Stanley Kubrick “2001:Odissea nello spazio”, di cui ti mando una clip che tratta questo argomento. In Storia dell’arte cita senz’altro il quadro di Pellizza da Volpedo “Il quarto Stato”, da sempre simbolo del protagonismo della classe operaia; il Realismo Russo, che mette al centro di molti suoi quadri il ruolo dell’operaio nella società socialista. In latino parla della struttura delle classi sociali in epoca romana, segnalando le lotte per il superamento dello schiavismo. Anche qui ti segnalo l’altro film di Kubrick “Spartacus” e questo sito , dove troverai utili informazioni.
In bocca al lupo,
Giano
Cara Livia,
aggiungo un ulteriore contributo. Il darwinismo nell’arte è il titolo di un bel saggio di Francesco de Sanctis, il nostro grande critico, che trovi nei nuovi saggi critici. Pur essendo del 1869, è ancora utile, in quanto fa vedere con chiarezza come nella fase della prima fortuna del darwinismo (la seconda è quella odierna), il naturalismo evoluzionistico divenne un paradigma di comprensione della vita onnicomprensivo, che interessò la letteratura e anche l’arte propriamente detta (lo stesso naturalismo verghiano po’ essere ricondotto a questa temperie culturale). In fisica, potresti parlare della diatriba fra il grande inglese e il fisico a lui contemporaneo Kelvin sull’origine della Terra e della vita su di essa. In latino, infine, ti consiglio di mettere a tema l’immagine della natura presente in Lucrezio (“De Rerum Natura”) con quella che emerge da “L’origine delle specie” e dalle altre opere darwiniane.
Saluti e auguri,
Giano
fabrizio de andrè
Annarita, mercoledì 30 giu ha scritto:
Salve,
mi chiamo Annarita e frequento ( o meglio frequentavo, visto che l’anno scolastico è terminato)il liceo classico.Vorrei presentare all’esame di stato, ormai prossimo,come tema del mio percorso “gli ultimi/emarginati” partendo da alcuni testi del cantautore italiano Fabrizio de andrè.Ho voluto, in un certo senso, unire diversi miei interessi quali la mia passione per la musica del cantautore e quella per “l’altro”, “il diverso” avendo vissuto diverse esperienze di volontariato e partecipato a vari corsi di formazione sulla multiculturalità e l’integrazione.Per prima cosa la grafica del percorso avrà sullo sfondo un quadro o del “periodo blu” di Picasso o il quadro “i saltimbanchi” sempre dello stesso artista.Poi mi dovrei collegare per la letteratura italiana con Verga, il ciclo dei vinti;in latino affronterò Seneca portando come classico “lettera sugli schiavi,47″;in greco il professore mi ha consigliato un autore della letteratura cristiana a scelta;per quanto riguarda!inglese porterò Dickens, Oliver Twist.Dovrei collegare filosofia, storia e le materie scientifiche.Per storia avevo pensato agli Ebrei, ma mi sembra un pò scontato.La ringrazio anticipatamente e attendo una sua riposta.Annarita
Cara Annarita,
l’impostazione generale i collegamenti della tua tesina sono molto buoni; in filosofia credo potrebbe essere interessante analizzare il rapporto fra la globalizzazione e la visione dell’Altro, e il modo in cui questa sta cambiando nella società contemporanea. A tal proposito, ti invito alla lettura di un recente e breve saggio di Vittorio Cotesta, “Lo straniero. Pluralismo culturale e immagini dell’Altro nella società globale”, edito da Laterza. In storia è interessante, nell’ottica del tuo percorso, analizzare uno dei non meno atroci aspetti della vicenda nazista novecentesca, quello dell’eugenetica, che ha anche il pregio di collegarsi alle materie scientifiche, e specialmente, com’è ovvio, a biologia. Qui http://www.atuttascuola.it/tecno/lanticina/eugenetica_nazista.htm puoi trovare varie informazioni a riguardo e indicazioni bibliografiche. Ti auguro buono studio,
Giano
Serena, martedì 15 giu ha scritto:
ciao giano,
sto rivedendo il percorso d’esame incentrato sulla figura di de andrè e la sua multidisciplinarietà..le mie materie sono latino, greco,italiano, storia, filosofia, inglese e le materie scientifiche..avevo pensato per storia ovviamente il ’68, per filosofia nietsche (per quanto riguarda la concezione del filosofo circa la figura di Cristo e circa la chiesa)..de andrè vedeva Cristo come il più grande rivoluzionario della storia e invece vedeva la chiesa come sola autorità che non badava alla singolarità del soggetto.. per inglese edgar lee masters con l’antologia di spoon river, per lett italiana umberto saba con città vecchia..il dubbio ora è su latino e greco e le materie scientifiche (geo.astronomica fisica e matematica)..avevo pensato a petronio, per latino, e in greco magari qualche brano tratto dall’antologia palatina(asclepiade o leonida) dove personaggi sono esponenti delle classi sociali meno abbienti..cosa mi consigli?
Cara Serena,
devo dire che i tuoi collegamenti mi sembrano molto efficaci, e ti faccio i complimenti per la chiarezza e la qualità delle tue idee. Molto bene Petronio in latino; per quanto riguarda greco, potresti pensare anche a un autore come Ipponatte, geniale parodista e sferzante autore di componimenti giambici in cui mette in scena, ad arte, un povero e violento demi-monde che ricorda da vicino certi scenari deandreiani. In generale sul tema della marginalità sociale nel mondo antico, che tanto si richiama alle tematiche care a De Andrè, ti consiglio vivamente la lettura del bel libro di Catherine Salles “I bassifondi dell’antichità. Prostitute, ladri, schiavi, gladiatori: dietro lo scenario eroico del mondo classico”, edito da Rizzoli. Per quanto riguarda le materie scientifiche, poi, in geografia astronomica mi dedicherei al nostro satellite, la luna (ricorda questo pezzo http://www.youtube.com/watch?v=1GLaeUEKB6c di De Andrè) e in fisica potresti richiamarti alle canzoni “Un chimico” e “Un ottico” presenti nell’album tratto da Lee Masters.Ti auguro buono studio,
Giano
naturalismo e verismo
Annamaria, venerdì 30 apr ha scritto:
Caro Giano,
per il colloquio orale preparerò un percorso sul Naturalismo e il Verismo in letteratura italiana e inglese, in storia e filosofia, greco e latino. Avrei bisogno di tematiche da affrontare in storia, filosofia ed inglese. Attendo con ansia una risposta. Distinti saluti.
Anna Maria
Cara Anna Maria,
di seguito troverai la risposta della prof. Linda Lombardo ordinaria di inglese della Luiss.
Per filosofia ti suggerisco di consultare l’opera di Darwin, per storia troverai facilmente materiali su qualsiasi manuale anche scolastico. Non hai pensato ad un riferimento all’arte per questo argomento? Potrebbe essere interessante.
“Caro Giano, in riferimento a quanto richiestomi telefonicamente ieri per lo svolgimento di un tema sul verismo e sul naturalismo nella letteratura inglese, invio le seguenti possibili indicazioni metodologiche (molto schematiche):
- definizione di quello che si intende per verismo (realism) e naturalismo (naturalism), inseriti nel relativo contesto storico;
- identificazione di 1 o 2 autori rappresentativi;
- descrizione di 1 o 2 opere a titolo esemplificativo, per la letteratura in inglese, p.e. Charles Dickens (“David Copperfield”, “Oliver Twist”); Theodore Drieser (“An American Tragedy”), Stephan Crane (“The Red Badge of Courage”), James Joyce (“The Dubliners”). (Se unicamente per la letteratura britannica, escludere Drieser e Crane.)
Spero che possa essere utile al fine richiesto.
Cordiali saluti,
Linda Lombardo.”
Spero di esserti stato utile.
Saluti e buona fortuna.Giano
pasolini
Francesca, giovedì 04 feb ha scritto:
Caro Giano,
frequento l’ultimo anno del liceo scientifico ed avevo pensato, come argomento centrale, di portare Pasolini. Mi interessa soprattutto il Pasolini giornalista, ma avrei bisogno di sapere come poterlo collegare (non devo toccare necessariamente tutte le materie) e mi servirebbe anche un pò di bibliografia.
Spero che potrai aiutarmi, grazie mille.
Cara Francesca,
mi fa piacere vedere che un autore centrale del nostro Novecento come Pier Paolo Pasolini non sia del tutto dimenticato. Certamente le letture centrali che ti invito a compiere attengono da un lato al Pasolini narratore (il romanzo “Ragazzi di vita”) e una al Pasolini giornalista-polemista (le due raccolte di articoli “Scritti corsari” e “Lettere luterane”). Ti consiglierei di partire da qui. Ovviamente la sua personalità multiforme ti consente di spaziare nel campo della poesia (per non citare che una sola delle sue raccolte, poetiche, “Le ceneri di Gramsci”), fino al cinema. Ti consiglio di guardare questo ricchissimo sito su di lui, in cui potrai trovare immagini e informazioni utili. Egli fu, per la sinistra, un intellettuale sempre prezioso, mai accomodante, e voce critica importantissima, autore di riflessioni “corsare” e “luterane” (ovvero, in qualche modo, eretiche rispetto a una ortodossia comunista che egli voleva in qualche modo avversare, in nome di una “riforma” che trovasse di nuovo i valori originari e genuini del movimento). In storia, a questo proposito, potresti provare a occuparti del modo in cui Pasolini guardò a quel movimento ideologico, politico e culturale che fu il ’68: eccoti parte di una poesia che egli compose dopo i famosi disordini di Valle Giulia, rivolta agli studenti che ne furono protagonisti.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti.
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da subtopie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di essere stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo
anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
Credo, inoltre, che un modo ottimo per “conoscere” Pasolini sia quello di sentire le sue vive parole. Per esempio, ascolta cosa egli aveva da dire a proposito della televisione e della massificazione della cultura. Per quanto riguarda un possibile collegamento con la storia dell’arte, ti consiglio di guardare questa pagina; senza contare che fu egli stesso anche disegnatore, inoltre, ti offre molteplici spunti attraverso i testi che egli filmò da regista: pensa al “Decameron” di Boccaccio, alla “Medea” di Euripide…
Spero di averti dato, in modo forzatamente rapido, più che altro qualche suggestione. Ora la palla passa a te: hai un bel po’ di capolavori da assaporare. Buon lavoro,
Giano
riscatto
cal.alex, giovedì 11 mar ha scritto:
Ciao Giano, vorrei un consiglio per la mia tesina. Ho deciso di incentrarla sul tema del riscatto e dell’American dream dato che è un argomento a me molto caro. Frequento il liceo classico e ho trovato poche materie con cui collegare il discorso:
INGLESE=The American Dream
STORIA= La crisi economica del 1929 e del 2009(volevo parlare dell’impatto che tali crisi hanno avuto sul concetto di American Dream)
LETTERATURA LATINA= pensavo all’esperienza personale che ebbe Orazio, in realtà ho molta difficoltà a trovare un argomento affine al riscatto, come anche per la LETTERATURA GRECA
ITALIANO= purtroppo non ho la più pallida idea…
Non contavo di collegare anche MATEMATICA, FISICA e SCIENZE però se tu hai qualche idea…
Grazie mille,
Alex
Caro Alex,
credo che le tue difficoltà nel collegare le varie materie nascano dal fatto che hai scelto un tema interessante ma molto circoscritto. Forse dovresti prendere in considerazione più in generale il concetto di riscatto sociale allargando così un pò il campo. Detto questo cercherò di offrirti alcune indicazioni che spero possano esserti utili. Se penso a italiano e ad un tentativo di riscatto sociale non posso che fare riferimento a “I Malavoglia” di Giovanni Verga. Egli, in un certo senso, narra l’altra faccia dell’american dream. Parla di coloro che non ce l’hanno fatta e non ce la faranno mai. In merito ti invito alla lettura di questa recensione. Per letteratura latina non scarterei la tua idea di parlare della vita di Orazio anzi ti invito a fare un salto in biblioteca alla ricerca di questo libro “Disagio sociale e riscatto della memoria di Orazio” che, come capisci già dal titolo, tratta proprio l’argomento di tuo interesse. Per quanto riguarda letteratura greca potresti rifarti alle “Baccanti” di Euripide . In proposito ti segnalo questo articolo, “La rivincita degli esclusi“, nel quale vengono analizzate le implicazioni ideologiche e sociali dell’opera che preludono agli sviluppi ellenistici della civiltà greca. Sul fatto di collegare anche le materie scientifiche eviterei inutili forzature. Meglio trattare un numero circoscritto di argomenti in maniera più approfondita considerando anche il limitato tempo a tua disposizione per esporli. Magari potresti fare un accenno all’attualità parlando, ad esempio, di come oggi gli Stati Uniti rappresentino un luogo di riscatto per i ricercatori italiani che lì trovano terreno fertile, soprattutto risorse, per il loro lavoro. In merito ti segnalo questo articolo del giornalista Federico Rampini che sottolinea come gli studiosi italiani siano spesso protagonisti della scienza americana.
Spero di essere riuscito a darti qualche spunto interessante sul quale lavorare. Riscrivimi e fammi sapere come vanno le cose.
Ciao e a presto, Giano.
cal.alex, sabato 03 apr ha scritto:
Ciao Giano, grazie mille per i tuoi preziosi consigli. In effetti non avevo pensato ai Malavoglia di Verga ma ora che ci penso potrebbe essere un collegamento azzecato. Credi che possa essere interessannte citare anche La Luna e i Falò di Pavese come american dream “riuscito”? Per quanto riguarda letteratura latina sta cercando di procurarmi il libro di Patrizia Montefusco che, se non delude le mie aspettative, dovrebbe essere perfetto per la tesina. Anche secondo me è meglio lasciare perdere le materie scientifiche se non con qualche accenno a come la ricerca per molti ricercatori soprattutto italiani rappresenti una forma di riscatto possibile purtroppo solo all’estero. Sono invece un po’ spaesato per storia ed inglese. Per storia non so se fare un discorso sull’emigrazione (in quanto erano soprattutto gli emigranti a desiderare una forma di riscatto non solo sociale ma proprio personale anche sul piano della giustizia sinora loro negata…) oppure sulla crisi economica e su come essa abbia inciso -negativamente- sul concetto di american dream, tanto quella del 1929 quanto quella dell’anno scorso (discorso che sinceramente mi affascina di più ma per il quale non so da dove attingere). Riguardo a inglese vorrei che fosse la materia con cui esordire proprio l’esposizione della mia tesina (ovviamente dopo un breve cenno all’argomento in generale): credi che sia un buona idea partire dal concetto nudo e crudo di American Dream e spiegare poi come si sia evoluto nel corso degli anni? è forse il caso di citare anche qualche autore? Ti ringrazio ancora molto e spero di sentirti presto, nel frattempo comincio a buttare giù qualcosa
Alex
Caro Alex,
non so quanto possa essere attinente citare il romanzo di Pavese come esempio, come lo definisci tu, di american dream “riuscito”. Devo dire che nutro qualche perplessità in proposito. Per quanto riguarda il tuo dubbio per storia condivido con te l’idea che incontreresti non poche difficoltà nel reperire contenuti circa l’impatto delle due crisi sul concetto di american dream. Mi pare un argomento un pò fumoso e di difficile definizione. Meglio affrontare il tema dell’emigrazione come tentativo di riscatto. Lo trovo anche di grande attualità dato che oggi ci vede protagonisti sull’altra “sponda” e cioè quella dell’accoglienza. A proposito di inglese direi che potresti partire dall’illustrare l’american dream per poi portare ad esempio “Furore” di Steinbeck, il romanzo della Grande Depressione. Questo ti permetterebbe, poi, di condurre un parallello con “I Malavoglia” e di collegarti, quindi, con italiano. Non ti sembra che ci possano essere dei nessi tra le vicende della famiglia Toscano e quelle della famiglia Joad? Penso che potrebbe essere qualcosa di meno scontato. Non trovi?
Torna a scrivermi per farmi sapere che ne pensi e per aggiornarmi su come stai andando avanti.
sopraffazione
carmen, domenica 17 mag ha scritto:
caro giano,gli esami si avvicinano e ho davvero bisogno di un aiuto per la tesina..il tema è la sopraffazione e la lotta per la vita!avevo pensato di portare la favola di fedro:il lupo e l’agnello,di letteratura italiana Verga e il ciclo dei vinti!non ho idea per filosofia e soprattutto per le materie scientifiche che dovrei necessariamente inserire,dato che frequento un liceo scientifico!lei pensa che possa essere un argomento interessante e originale?vorrei evitare di incorrere nelle solite banalità!grazie!
Cara Carmen,
credo che possa venire una buona tesi, che, considerato gli esempi che fai, mi sembrerebbe già bene impostata. In filosofia il riferimento potrebbe essere Nietzsche, che in tutte le sue opere ha molto insistito sul concetto che la storia è basata sulla sopravvivenza del più forte. Secondo lui, tuttavia, nella storia dell’Occidente, paradossalmente, i più deboli erano stati i più forti: trincerandosi dietro la morale, la religione, ecc. (”la morale dei vinti”), essi avevano imposto la loro supremazia agli spiriti più creativi e vitali. La “trasvalutazione di tutti i valori” avrebbe dovuto rimettere, a suo dire, le cose a posto. Leggi comunque l’impareggiabile “Introduzione a Nietzsche” di Vattimo (editori Laterza) per saperne di più. Nell’ambito scientifico, il pendant di Nietzsche è stato senza dubbio Darwin, con la sua teoria dell’evoluzionismo. Per sapere parecchie cose sull’argomento ti consiglio due libri di Orlando Franceschelli, che è uno dei massimi esperti italiani del tempo, entrambi pubblicati da Donzelli: “Dio e Darwin”, uscito due anni fa, e “L’anima e Dio”, pubblicato quest’anno. L’evoluzione però è non solo dell’uomo, ma anche del cosmo (l’universo è in continua espansione): è un paradigma vincente in tutte le scienze, come puoi vedere leggendo il godibilissimo libro di Fernando de Felice, “Gli incerti confini del cosmo. Dai buchi neri alla macchina del tempo”. Non ho molto altro da proporti, tranne un film sul processo di Norimberga: “Vincitori e vinti” di Stanley Cramer. Il giudice, interpretato da Spencer Tracy, nel corso dell’udienza pronunzia questa frase:
Lei doveva capirlo la prima volta in cui condannò a morte un uomo pur sapendolo innocente.
A volte ma non sempre si riesce a fare giustizia,
Saluti e auguri,
Giano
Michela, giovedì 13 mag ha scritto:
ciao giano!! mi chiamo michela e frequento il 5^ anno del liceo delle scienze sociali..per la tesina avevo pensato di basarmi sul tema dell’aggressività..inteso però come “istinto” degli uomini a sopraffare i suoi simili più deboli….per i collegamenti avei pensato: in scienze sociali a freud, a come spiega l’aggressività ( istinto di vita/ istinto di morte e pulsioni sessuali), in scienze alla componente genetica dell’aggressività con la sindrome dell’extra y; in filosofia al darwinismo sociale che poi avrei collegato in italiano al ciclo dei vinti di verga, anche se il darwinismo sociale mi sembra un collegamento un pò debole; in storia al neocolonialismo e arte pensavo futurismo. sono però ancora confusa su alcuni punti e sui collegamenti, soprattutto in filosofia…cosa ne pensi? vorrei fosse originale..grazie mille….
Cara Michela,
il tuo percorso mi sembra ben strutturato e articolato. Il collegamento in filosofia di cui lamenti la scarsa pertinenza potrebbe anche andare bene, anche se io ti consiglio la concezione che ha Hobbes dello stato di natura, con la celebre frase “Bellum omnium contra omnes”, per cui ti sia utile la lettura al seguente link . Per italiano Verga puo’ comunque andare bene, in specie la celebre novella “Rosso Malpelo”, dove non mancano episodi di violenza e aggressività; leggi quindi questa novella e come primo approccio ti segnalo, come altre volte in contesti simili, il seguente link: Sul resto dei collegamenti non ho da dire nulla, se non esprimere la mia approvazione. Non mi rimane allora che augurarti un sincero “In bocca al lupo!”
Giano
vinti
Maria, lunedì 14 giu ha scritto:
Ciao Giano,
mi chiamo Maria e frequento il liceo classico. come tema per la mia tesina ho scelto i “vinti“. Le materie d’esame sono: italiano, latino, storia, filosofia, geografia astronomica, matematica, fisica, inglese e greco. Mi servirebbe un consglio su come collegare la storia, avevo pensato alla situazione della Germania alla fine della prima e seconda guerra mondiale, ma non mi piace tanto, tu che ne dici? Se puoi suggeriscimi qualche idea.
Grazie.
Cara Maria,
in filosofia il riferimento potrebbe essere Nietzsche, che in tutte le sue opere ha molto insistito sul concetto che la storia è basata sulla sopravvivenza del più forte.Secondo lui, tuttavia, nella storia dell’Occidente, paradossalmente, i più deboli erano stati i più forti: trincerandosi dietro la morale, la religione, ecc. (”la morale dei vinti”), essi avevano imposto la loro supremazia agli spiriti più creativi e vitali. La “trasvalutazione di tutti i valori” avrebbe dovuto rimettere, a suo dire, le cose a posto.
Se Nietzsche è il riferimento in filosofia direi che è d’obbligo analizzare la situazione della Germania. Un bel film del quale ti suggerisco la visione è “Vincitori e vinti” sul processo di Norimberga. Anche l’analisi del processo potrebbe essere uno spunto, che ne dici?Un saluto e buono studio,
Giano
Anna, lunedì 31 mag ha scritto:
Caro Giano gli esami di maturità sono sempre più vicini e ancora sono in alto mare con il mio percorso…come tematica avrei deciso di fare: i vinti nella società e quindi di italiano portare verga,ma non so se sia meglio rosso malpelo o i malavoglia…Storia:gli ebrei come i vinti della guerra…Filosofia non so se marx o nietzsche…Francese: emile zola..geografia astronomica :l’uomo come vinto dalla natura e quindi i terremoti…Però mi mancano latino,graco,matematica e fisica!!!! Help me please…
Cara Anna,
il tema dei vinti è ancora attuale in un paese come l’Italia. Dall’Unità ad oggi il problema di integrare le masse nello Stato non è stato ancora pienamente risolto. Potresti, per storia. collegarti alla Costituzione repubblicana e democratica, come un testo che accoglie anche le ragioni del popolo (dei vinti di sempre), perché lo Stato viene fondato sul diritto al lavoro; l’art. 1 recita: “L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Verga, con il suo pessimismo fatalistico va benissimo. Con il romanzo “I Malavoglia” e la visione tragica della vita (ogni vincitore è destinato a trasformarsi in vinto) puoi collegare facilmente Schopenhauer: la Volontà di vivere che usa gli uomini inconsapevoli di essere suoi strumenti. Forzando un pò, puoi contrapporre al pessimismo di Verga il positivismo e collegare così un argomento di fisica. Per greco la commedia satirica “Lisistrata” di Aristofane e la battaglia vinta grazie allo sciopero del sesso dalle donne, affronta in maniera comica il problema dell’emarginazione femminile. Per latino, Seneca con il “De Brevitate Vitae”, con il concetto stoico di accettare i propri limiti. Per matematica credo che nemmeno un genio come me possa trovare un collegamento serio.
Ti saluto e buon lavoro,
Giano