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Bioetica

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attraverso filosofia, letteratura e storia, scienze, cinema e arte

Il termine bioetica, coniato in epoca relativamente recente, nel 1971, dal medico statunitense V.R.Potter, sta ad indicare lo studio sistematico della condotta umana nell’ambito delle scienze della vita e della cura della salute alla luce dei valori e dei principi morali. I temi più importanti che essa affronta nella forma di una riflessione normativa sono la fecondazione artificiale, la cosiddetta morte biologica, l’eutanasia. La natura di queste questioni ha fatto sì che si sviluppasse un dibattito a carattere interdisciplinare che coinvolge medici, filosofi, giuristi, teologi. Due soli, però, sono gli orientamenti principali sui quali si è polarizzato il discorso. Da una parte c’è chi aderisce al principio della sacralità della vita umana e afferma l’assoluta necessità di rispettare il processo naturale della vita. Dall’altra c’è chi afferma l’esigenza di soddisfare le aspirazioni e i desideri dell’uomo sulla base dell’etica della qualità della vita. Per un primo approccio all’argomento puoi cominciare col leggere questo articolo sull’attualità del dibattito sulla bioetica.

filosofia:

Ad alimentare il rapporto tra la bioetica e la filosofia concorrono sia la riabilitazione della filosofia pratica con un riaccendersi dell’interesse per l’etica di Aristotele e Kant sia gli sviluppi della riflessione filosofica sull’etica in ambito anglosassone. Lo scopo dell’etica aristotelica è la realizzazione di ciò che è il bene per il singolo individuo. Egli non pensa che il fine dell’etica sia il raggiungimento del bene assoluto come lo intendeva Platone ma si propone la fondazione della stessa come sapere pratico autonomo. E’ un cognitivista etico come lo è, appunto, Kant. Sull’etica aristotelica ti segnalo questa interessante intervista al filosofo Paul Ricoeur e questo articolo per un primo approfondimento. Per quanto riguarda Kant mi fa piacere ricordare queste sue parole:

Nessuno mi può costringere ad essere felice a suo modo (come cioè egli si immagina il benessere degli altri uomini), ma ognuno può ricercare la sua felicità per la via che a lui sembra buona, purché non rechi pregiudizio alla libertà degli altri di tendere allo stesso scopo, in guisa che la sua libertà possa coesistere con la libertà di ogni altro secondo una possibile legge universale (cioè non leda questo diritto degli altri).”

La felicità si ricollega direttamente al problema della libertà in quanto ogni cittadino rappresenta un soggetto vivente in una determinata società civile. Per Kant il problema della felicità non può mai essere scisso da quello della libertà sia a livello politico che a livello etico. Da qui si capisce l’interesse nei confronti di questa visione da parte di coloro che sui temi bioetici sono per lasciare una più ampia libertà di scelta al singolo, ad esempio per quanto riguarda la disponibilità del proprio corpo. A proposito dell’etica di Aristotele e Kant ti consiglio la lettura di questo breve saggio che ne offre una visione in parallelo. Venendo all’oggi nel dibattito si confrontano posizioni spesso inconciliabili. Ad esempio sul tema degli embrioni il filosofo australiano Peter Singer sostiene il loro utilizzo nella ricerca almeno fino al momento in cui possono provare dolore. Di opposto avviso alti prelati come mons.Sgreccia che vedono nell’embrione già una forma di vita in essere. Vi sono poi tutta una serie di posizioni intermedie come quella della filosofa Luisella Battaglia che parlando della bioetica come “filosofia del ragionevole” propugna “l’idea di una razionalità aperta, che non data una volta per tutte, in via definitiva, ma che si costituisce attraverso il confronto con tutti gli interlocutori possibili, in un dialogo senza fine”. Per avere un quadro d’insieme del confronto tra bioetica cattolica e bioetica laica ti rimando a questo libro del professor Giovanni Fornero del quale ti allego qui una recensione.

letteratura e storia:

Prendendo, nello specifico, un tema come l’eutanasia, parola che deriva dal greco e significa letteralmente “buona morte”, bisogna dire che nel mondo classico il suicidio era considerato un atto eticamente accettabile e degno di rispetto. Prova ne sia quello che ci narra Platone nella sua “Apologia di Socrate” a proposito del suicidio di quest’ultimo o ciò che racconta Tacito in merito a Petronio e alla sua decisione e al modo di darsi la morte.

Nell’ambito della letteratura moderna merita una menzione lo scenario immaginato dal celebre scrittore Isaac Asimov che nel suo romanzo “Paria dei cieli” ci mostra un pianeta Terra ridotto a periferia di un impero dove le risorse sono scarse e la popolazione è costretta a subire la regola del sessagesimo secondo la quale arrivati al sessantesimo anno di età gli uomini sono costretti ad un’eutanasia forzata per impedire il loro incremento e rimanere stabilmente 20 milioni. Uno scenario fantascientifico ma che desta motivo di riflessione. A questo link puoi leggere una recensione del libro. Un altro romanzo di fantascienza da ricordare è “L’isola del dottor Moreau” di H.G.Wells che narra la storia di uno scienziato pazzo dedito alla creazione di una serie di mostri da incubo. Tale opera ci pone davanti il grande dilemma di quali debbano essere i limiti da porre alla ricerca scientifica e denuncia il fatto che la civiltà moderna abbia fatto assurgere il progresso al rango di una divinità.

Anche per quanto riguarda storia può essere utile prendere spunto da una tematica in particolare. Sempre riguardo all’eutanasia puoi fare riferimento al progetto denominato dai nazisti “T4”, altrimenti noto come “programma eutanasia”, con il quale nel loro delirio pensavano di migliorare l’igiene razziale. In realtà non fu altro che un tentativo di eutanasia sociale a danno dei più deboli e dei “diversi”. Questo sito è ricco di informazioni sull’argomento.

Altro momento storico interessante da ripercorrere potrebbe essere quello riguardante il tormentato percorso della legge sull’aborto con le donne a rivendicare il loro diritto all’autodeterminazione. In proposito ti segnalo questo libro intitolato “L’aborto in Italia” di Giambattista Scirè.

scienze:

Tanti sono i programmi scientifici e le pratiche ad essi connesse che sono messi in discussione nell’ambito della bioetica:

  • La fecondazione assistita. E’ in particolare oggetto di dibattito quella “in vitro” perchè legata all’uso degli embrioni. Il problema è quello di stabilire se essi siano già da considerarsi “vita” o meno. Trovare criteri univoci e universalmente accettati per stabilirlo sembra un’impresa assai ardua.
  • Il Progetto Genoma Umano. La sua mappatura, a detta della maggior parte della comunità scientifica, sarà fondamentale nella cura di molte patologie attraverso la correzione dei difetti genetici. D’altra parte c’è chi vede in questo il pericolo di pratiche eugenetiche miranti alla creazione di una razza perfetta.
  • Il coma e il concetto di morte celebrale. Criterio universalmente accettato per la diagnosi di morte resta al centro del dibattito etico e scientifico in relazione a questioni importanti come la dichiarazione di coma irreversibile e la possibile conseguente decisione in merito alla donazione degli organi.

Queste sono solo alcune delle tematiche che interessano discipline come la medicina, la biologia, le biotecnologie che col loro progredire pongono sempre nuovi interrogativi di carattere etico.

cinema e arte:

  • Mare dentro” di Alejandro Amenabar. Lotta per il diritto all’eutanasia di un uomo rimasto tetraplegico dopo un incidente. Un percorso di riflessione e confronto impreziosito dalla grande interpretazione di Javier Bardem.
  • Million Dollar Baby” di Clint Eastwood. Toccante storia di una ragazza ad un passo dalla gloria che le circostanze tramuteranno in un percorso di dolore cui solo un gesto di estrema, umana pietà potrà porre fine.
  • Parla con lei” di Pedro Almodovar. Storia di due donne che si ritrovano in coma nello stesso ospedale dove ci sarà chi continuerà a parlare con loro. Film carico di una forte umanità e dell’amore per il vivere anche quando il vivere è disperato.
  • Per quanto riguarda l’arte, pensando al Nazismo, mi viene in mente lo studio sul corpo perfetto condotto dalla regista e fotografa del Reich Leni Riefenstahl.
  • L’isola del dottor Moreau”. Tratto dal romanzo sopra citato di Wells il filmato si riferisce alla pellicola del ’33 ma le versioni cinematografiche ad esso ispirate sono state varie. L’ultima è del 1995.

Qui sotto alcune sue foto: