Giano

Tesina religione

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ascesi

Rossana, venerdì 26 giu ha scritto:

Ciao Giano,
sono Rossana,volevo chiederti un parere sul percorso d’esame.Il titolo è “L’Ascesi“;come collegamenti ho fatto:

Italiano: Rapporto Dante-Montale;
Latino: Apuleio “Le Metamorfosi di Lucio”;
Inglese: The Beat Generation;
Storia dell’arte: Gaudì e “Sagrada Familia”;
Filosofia: Shopenauer
Storia:….(???)
Scienze:…(???)
Fisica:….(???)
Matematica….(???)

Ti prego aiutami…sopratutto dove sono i punti interrogativi…e se hai altre idee sono bene accette!!!Grazie mille!!!Ps: sono a due giorni dalla data della consegna!!!

Cara Rossana,
il tema della tua tesina è molto interessante e i collegamenti che hai trovato mi sembrano che possano funzionare anche se forse su questo argomento la storia dei santi non ci sarebbe stata male. Per quanto riguarda le materie scientifiche io lascerei perdere i collegamenti. L’ascesi e le equazioni differenziali mal si conciliano. Scusa la battuta ma credo che tu mi abbia capito. Il consiglio che ti do è di trattare a parte queste discipline. Trova per ogni disciplina del colloquio un argomento che conosci bene e lavoraci su come se fossero tante piccole tesine. Credo che ti troverai meglio e più a tuo agio agli esami. Ricorda che: non è obbligatorio portare una tesina che comprenda in sè tutte le discipline e che i commissari non lo pretendono.
Buona fortuna.
Giano

Rossana, venerdì 26 giu ha scritto:

ciao Giano sono sempre Rossana quella della tesina sull’ascesi a due giorni dalla consegna….il problema è che frequentando un liceo scientifico almeno 2 su 3 materie scientifiche le devo toccare….ti prego qualche altro consiglio? che dici? scusa se continuo a scocciarti ma leggendo i tuoi commenti sulle tesine di altri ragazzi li ho trovati particolarmente adatti e quindi spero in un tuo aiuto…

Cara Rossana,
se proprio devi fare collegamenti al tema dell’ascesi con le materie scientifiche e non pensi, come ti ho consigliato, di trattarle a parte, potresti agganciarti a Blaise Pascal: filosofo, matematico, fisico. Le sue scoperte in questi campi furono straordinarie. In particolare la sua scommessa (matematica) sull’esistenza di Dio e il teorema che porta il suo nome. Fervente credente alla fine della sua tormentata vita si rifugiò nell’abbazia di Port Royale dove abbandonò gli studi per dedicarsi ad una vita di preghiera e contemplazione.
Spero che queste indicazioni possano servirti almeno per il colloquio orale.
Giano

ateismo

Simona, domenica 20 dic ha scritto:

Caro Giano,
frequento l’ultimo anno di liceo classico, sto pensando alla mia tesina per l’esame e mi servirebbe un consiglio su alcuni collegamenti con alcune materie.L’argomento è l’ateismo senza alcun dubbio. Avevo pensato a feuerbach e nietzsche con la morte di dio per filosofia, la madonna di munch per arte e per storia i rapporti con la chiesa durante il periodo fascista ma non sono sicura. Avevo pensato anche di inserire le riflessioni su Dio che Dan Brown propone nel suo ultimo libro, che ho trovato molto interessanti (e che rispecchiano il mio pensiero in proposito). Mi mancano italiano, latino, greco, fisica (se è possibile collegarla)e inglese. Grazie in anticipo.

Cara Simona,
mi piace molto questa espressione che hai usato : “l’ateismo senza alcun dubbio”. Certo, l’ateo non ha alcun dubbio rispetto alla non esistenza di Dio, a differenza dello gnostico che sospende il giudizio sulla sua possibile o presunta esistenza perché ritiene di non avere nessuna plausibile risposta a tal riguardo. Eppure, se ci pensi bene l’ateismo è un universo teorico molto vasto entro il quale è possibile differenziare molte posizioni. Ma non è di questo che mi preme parlarti e, d’altra parte, sono certa che tu abbia già fatto le tue accurate ricerche su questa questione. Passiamo alle materie su cui hai qualche difficoltà. Per letteratura inglese potresti trattare il Modernismo e in particolare James Joyce. Nella sua opera puoi trovare importanti collegamenti con il pensiero di Nietzsche che tratti in filosofia. In latino puoi trattare l’idea di Dio in Lucrezio. Puoi guardare questa interessante
video- intervista al professor Gennaro Sasso e leggere anche questo interessante saggio sul concetto di condizione umana in Lucrezio. Per la letteratura greca potresti occuparti di Teodoro di Cirene che è stato un filosofo greco antico (IV-III secolo a.C.), esponente della Scuola cirenaica, noto come ‘l’Ateo’ che, per il suo atteggiamento antireligioso, fu bandito da Atene. In letteratura italiana potresti occuparti del rapporto di Pirandello con la fede, magari analizzando alcune delle sue novelle. Questo sito potrà aiutarti. Il dibattito sul suo ateismo è ancora molto vivo… Infine, per le materie scientifiche potresti occuparti dell’idea di ‘origine del mondo’ di contro al concetto di creazione del mondo che implica la presenza di un essere sovrannaturale da cui ogni cosa dipenderebbe. In particolare, la teoria del Big Ben. Spero che le mie indicazioni ti siano di aiuto, Simona. Ma prima di salutarti e augurarti un Buon ateo Natale “senza alcun dubbio”…ti allego questo link dove potrai fare un viaggio tra gli atei più noti della storia del pensiero e le loro dichiarazioni più famose. Questo video, inoltre, ha il vantaggio di avere una bellissima colonna sonora!
Ciao Giano.

ceccio91, venerdì 12 mar ha scritto:

Ciao giano, sono Francesco e frequento l’ultimo anno del liceo scientifico. Dopo un lungo periodo in cui non riuscivo a trovare niente che potesse piacermi da poter inserire nella mia tesina, adesso la mia scelta è caduta sul tema dell’Ateismo. E’ un tema che sento molto, in quanto ateo io stesso ma dalle conoscenze limitate; son molto sicuro della mia scelta però necessito del tuo aiuto. Sicuramente ho intenzione di trattare Feuerbach che credo sia argomento migliore rispetto anche a Marx, in letteratura italiana pensavo di affronatre Leopardi però quest’anno ho visto due opere di Pirandello e seguito un approfondimento e devo riconoscere che potrebbe rientrare nel campo. Per letteratura inglese avevo pensato a Shelley(qui non sono molto sicuro però), avrei pensato di inserire storia parlando dei rapporti con la chiesa nel periodo fascista e magari inserire anche qualcosda riguardo al libro di Dan Brown(l’ulitmo per la preicisone)di cui sono appassionato.

Spero che tu possa essermi di aiuto – ad esempio per storia dell’arte – o almeno di chiarimento o precisazione.Mi scuso per il disturbo.

Caro Francesco,
prima di tutto nessun disturbo: leggere degli interessi di voi studenti è per me sempre un piacere. Devo dire che mi ha colpito da un lato la tua sicura professione di ateismo (e dire che sono un dio!), e dall’altro la tua giusta ammissione di “non sapere”, di avere conoscenze limitate e di aver bisogno di ampliarle: è la posizione metodologica migliore per trattare un argomento in modo il meno possibile preconcetto. Molto buona, com’è ovvio l’idea di Feuerbach in filosofia; il collegamento con Leopardi italiano è quasi d’obbligo, ma potrebbe essere davvero interessante approfondire la “questione religiosa” in Pirandello:
qui puoi leggere una pagina molto interessante del filosofo Adriano Tilgher (importante intellettuale antifascista morto nel 1941, da non confondere con l’omonimo politico tutt’ora vivente) sul “misticismo ateo” di Pirandello (parte di una trattazione più ampia su questo autore, che ti consiglio comunque di leggere). In inglese il riferimento forse più interessante, a parte Shelley, potrebbe essere il teatro di Samuel Beckett. Ti riporto a questo proposito parte di un articolo di Elena Guicciardi apparso su Repubblica nel 1986, in occasione dell’ottantesimo compleanno del drammaturgo irlandese

“Da anni si discute intorno all’ eredità giudeo-cristiana di Beckett, invocando i modelli di Pascal o di San Francesco, o, al contrario, lo si addita come l’ araldo di un nichilismo ateo. Certi suoi personaggi martoriati possono identificarsi con l’ immagine del Crocefisso? La vana attesa di Godot è forse una metafora della “morte di Dio”? Inutilmente Beckett ha cercato di metter fine al dibattito, affermando che Godot non ha nulla a che vedere con “God”, Dio; che il nome gli era stato suggerito dal termine popolaresco godillot, cioè “scarpone” o “scarpaccia”; che semmai può esserci un rapporto col mal di piedi di cui soffre Estragon, uno dei protagonisti del dramma.”

Anche in Beckett la “questione religiosa”, come vedi, può rivestire un interesse molto elevato. In storia potresti trattare, a parte il discorso sui rapporti tra Stato e Chiesa nel periodo fascista, che potrebbe essere senz’altro stimolante, anche del tentativo di sostituire, durante gli anni che seguirono la Rivoluzione francese, alla religione tradizionale il culto della “Dea Ragione”, creando una sorta di “razionalismo di Stato” che voleva quasi essere ateismo, e che tuttavia aveva riti e festività molto simili alle credenze che intendeva scalzare. Per storia dell’arte potresti prendere spunto da un caso molto particolare che ha scosso l’opinone pubblica recentemente e cioè quello dell’opera dell’artista tedesco Martin Kippenberger che ha esposto al nuovissimo Museion d’arte moderna di Bolzano una rana crocefissa che ha prodotto un interessante didattito sull’ateismo, l’arte, la blasfemia e la reazione della Chiesa Cattolica. Potrebbe essere un’idea. Per quanto riguarda Dan Brown, infine, ti invito ad andarci cauto, poichè egli, da autore di best-seller non sempre di livello letterario e artistico elevato (a prescindere, s’intende, dalla loro capacità di intrattenere, che può essere anche alta), potrebbe non essere visto di buon occhio da qualche membro della commissione. Inoltre nel suo caso più che di “ateismo” sarebbe forse corretto parlare di “anticlericalismo” (a fini, per di più, di fiction), cosa ben diversa. Torna a raccontarmi cosa ne pensi,
Giano

dimensione spirituale

giulia farina, martedì 21 apr ha scritto:

Salve,
attualmente sto leggendo un libro di Kandinskij “lo spirituale nell’arte” e mi sta appassionando molto. pensavo quindi di incentrare la mia tesina sullo spirito, un titolo probabile potrebbe essere “la dimensione spirituale“. pensavo di collegarci l’idealismo tedesco in filosofia,ma non so a che testo posso fare riferimento per questo. mi piacerebbe anche fare un collegamento con latino, ma non ho idee. potete aiutarmi?

Cara Giulia,
il tema della tua tesina e il libro da cui hai deciso di partire è stimolante. Oltre che ad una analisi del libro e del ruolo di Kandinskij nell’astrattismo e nella storia dell’arte, io mi soffermerei su un libro davvero affascinante sul pittore russo appena pubblicato in traduzione italiana dalle raffinate edizioni maceratesi della Quodlibet. Si intitola semplicemente “Kandinskij” e ne è autore il grande filosofo russo-francese Alexandre Kojève, nipote di Kandiskij, uno dei massimi studiosi e interpreti di Hegel del Novecento (sui rapporti fra i due puoi leggere la prima parte della bellissima biografia di Kojève di Marco Filoni, intitolata “Il filosofo della domenica”, uscita l’anno scorso per Bollati Boringhieri).
Vengo ora alle tue domande. Come potrai vedere dalla lettura del libro di Kojève, l’ottica idealistica o neoidealistica è spesso molto critica dello spiritualismo: il fatto è che, in filosofia, spiritualismo e idealismo non sono concetti assimilabili perché lo Spirito di cui parlava Kandinskij e di cui in qualche modo parlano gli spiritualisti è l’opposto di materia e non è pertanto assimilabile al Geist di Hegel e degli idealisti, tedeschi e non, che volevano invece porsi oltre la distinzione empirica di spirito e materia. Il mio consiglio, pertanto, se vuoi creare un collegamento diretto, è perciò di far riferimento al movimento spiritualistico, soprattutto francese, di Otto e Novecento: da Victor Cousin, che parlò per la prima volta di spiritualismo, a Fèlix Ravaisson; da Charles Renouvier a Emile Boutroux; da Henri Bergson a Maurice Blondel, fondatore di una prestigiosa rivista chiamata proprio Esprit (esiste ancora e su di essa ha transitato molta filosofia novecentesca). Interessante sarebbe pure un riferimento al cattolicesimo orientale, che rispetto al nostro è più marcatamente spiritualista, e al massimo suo esponente novecentesco: Nikolai Berdaiev. Per trovare invece, come poi mi chiedi, un collegamento con la letteratura latina, devi necessariamente far riferimento a quella cristiana dei primi secoli dopo Cristo, cioè alla cosiddetta patristica: da Ilario di Poitiers, che introdusse in Occidente lo spiritualismo platonico, a Sant’Ambrogio; da Prudenzio fino a San Girolamo; fino a quel capolavoro dello spiritualismo cristiano latino che sono le “Confessioni di Agostino”.
Spero di esserti stato di aiuto. Saluti e buona fortuna. Io comunque sono qui se avrai ancora bisogno.

dio

Stefania, venerdì 13 nov ha scritto:

Caro Giano, sono una studentessa all’ultimo anno del liceo classico e mi sarebbe davvero utile un suo aiuto per sviluppare la tesina di maturità, che ho pensato di incentrare sul tema di “Dio”. Le spiego: non intendo parlare di questo o quel dio, del dibattito che riguarda la sua esistenza, della storia delle religioni, bensì del rapporto che gli uomini hanno con Il Trascendente e del loro bisogno di dargli un nome e un volto (spesso con tanto di barba e capelli). Per farle capire il modo in cui mi piacerebbe sviluppare questo tema le cito personaggi come William Blake o John Donne (che io amo molto), ma soprattutto la Yourcenar con “I trentatrè nomi di dio” esprime esattamente il Senso del lavoro che voglio fare (nonchè della mia visione del Mondo/Dio, quindi estremamente poetica e “reale” allo stesso tempo).Mi perdoni se non sono molto chiara, ma non so esattamente come spiegare questa mia idea, che mi appassiona e riguarda molto ma che non riesco a “portare fuori di me”. La ringrazio moltissimo per la sua disponibilità e per qualsiasi aiuto potrà dare!
In fede, stefania.

Cara Stefania,
capita di rado di imbattersi in una sensibilità così aperta alla poesia come quella che traspare dalle tue parole. Non solo perché nel panteon delle tue letture campeggiano nomi immortali come Blake o John Donne, ma soprattutto perché hai deciso di interrogare la poesia portando a galla i suoi interrogativi più profondi. Sono certo che tua tesina sarà molto originale e che alla fine del tuo percorso quello che ti sembra oggi difficile da comunicare, comincerà a splendere di luce propria.

Per togliere di mezzo tutto quello che non vuoi fare e i dibattiti in cui non vuoi imbatterti, uso le parole di un altro grandissimo poeta, questa volta italiano, Giorgio Caproni, sul quale ritornerò tra poco. “Se Dio c’è o non c’è é questione secondaria. Il difficile è stabilire, ammessane l’esistenza, il suo rapporto con l’uomo” (Res Amissa). Di questo rapporto che può avere svariate connotazioni, mi pare di capire che ti interessi la cifra più profonda e che tu cogli perfettamente: la rappresentabilità e dicibilità del divino oltre che la sua ricerca. Come sottolinei, si tratta di un desiderio che cova in ogni animo. Come si può rappresentare ciò che per eccellenza si sottrae alla nostra percezione? Quale legittimità possono avere le immagini che ci facciamo di Dio? E la poesia, che scava nelle regioni più segrete dell’esistenza umana, arriva a chiedersi: come ci si avvicina ad un mistero? Con quali parole posso spiegare “un’idea reale eppure impalpabile”, che interpella l’unicità della mia vita ma riguarda qualcosa che mi trascende e, nello stesso tempo, mi accumuna a tutti gli altri uomini?

Io mi concentrerei sui poeti mistici e i poeti metafisici, di cui il tuo amato John Donne fa parte, per dare al lavoro una struttura più solida e ordinata. Il misticismo è una parola che viene dal greco mystes e mystikos e significa letteralmente “iniziato ai misteri”. Si tratta di una corrente teologica che predica come principio autentico dell’esperienza religiosa il contatto irrazionale e sentimentale con la propria interiorità, nella quale si specchia e si riscontra il divino. Ma a te interessa soprattutto la poesia mistica che è una miscela di filosofia, poesia e arte e la sua storia si perde nella notte dei tempi. Tutte le religioni hanno avuto i loro poeti mistici. Per non disperderti troppo, ti consiglio di leggere il poeta spagnolo, San Giovanni della Croce (1542-1591)[la pubblicazione più recente e reperibile è Salita del Monte Carmelo, (trad. Enrico Bistazzoni), Fazi editore, Roma, 2006]. Per quanto riguarda la poesia metafisica che si sviluppa nell’Inghilterra del seicento e di cui John Donne è uno dei più significativi rappresentanti, ti consiglio di cercare di soffermarti sul significato che Donne attribuisce all’esperienza dell’amore che, nella sua poesia, rappresenta una ricerca capace di abbattere qualunque confine tra divino e pagano, libertà e dipendenza. Purtroppo la letteratura critica sulla sua produzione in lingua italiana è molto scarna. Per approfondire, ti è essenziale il saggio di Mario Praz, “La poesia metafisica del seicento: John Donne”, Edizioni Italiane, 1945, che puoi consultare presso la Biblioteca nazionale di Roma.

Questi sono i primissimi suggeriementi che mi vengono in mente, ma se mi scrivi nel dettaglio a che stadio è il tuo lavoro, se hai già in mente un percorso, quali libri stai leggendo e, soprattutto se hai già pensato a quali altre materie vorresti toccare, sarò felice di procedere con te nel tuo viaggio. Aspetto tue notizie,
Giano

Romina, domenica 28 mar ha scritto:

Caro “Giano”,
frequento il liceo linguistico e,per il momento, mi reputo un’agnostica…visione che vorrei sviluppare nella mia tesina di maturità. Il problema è che ho una gran confusione in testa e mi vengono in mente 20000 diversi titoli al secondo(ad esempio “Dio“,messo appositamente tra virgolette o <>..)e comunque,(apparte Kant),neanke mezzo collegamento.. ..!…
Mi piacerebbe,inoltre,fare in modo che questa mia tesina non diventi”infinita”,quindi magari che si focalizzi su un periodo di tempo definito…
Se non si è capito,sono disperata e avrei veramente bisogno di una mano!!!Spero di essere capitata nel posto giusto..=).

Cara Romina,
innanzitutto occorre mettere a fuoco che cosa si intende per agnosticismo perché credo che il tuo blocco dipenda da questo. Prima di pensare a quale titolo dare al tuo lavoro, dovresti tracciare un percorso chiaro da seguire! In termini generici il termine agnosticismo (dal greco a-gnothein let. non sapere) indica un atteggiamento concettuale con cui si sospende il
giudizio rispetto a un problema, poiché non se ne ha (o non se ne può avere) sufficiente conoscenza. Quindi, definirsi agnostici non significa disconoscere l’esistenza di Dio, ma affermare di non avere una risposta sulla sua effettiva esistenza. Ovviamente questo atteggiamento può essere applicato anche a contesti non religiosi, come l’etica o la politica. La prima cosa che ti consiglio è di dedicare le pagine iniziali del tuo lavoro ad una analisi dell’agnosticismo, le differenze con l’ateismo e le derivazioni dallo scetticismo: A e B.
Puoi attualizzare il tuo argomento facendo riferimento a ciò che ha detto il
Papa rispetto alle posizioni agnostiche.
Poi puoi scegliere figure di rilievo che hanno abbracciato questa posizione, tra cui, per sempio, l’economista
Bauer. Ma puoi trovarne molti altri nell’antichità.
Per la filosofia puoi occuparti di
Simone Weil che rappresenta senza dubbio un esempio incredibilmente forte all’interno della spiritualità del novecento e per cui esperienza filosofica ed esperienza di vita si intrecciano profondamente.
Spero di esserti stato di aiuto. Buon lavoro e a presto,
Giano

fine del mondo

Jessy, domenica 03 gen ha scritto:

Caro Giano,
faccio il liceo delle scienze sociali ed ho appena cominciato a pensare l’argomento della tesina ma ancora non ho le idee chiare..vorrei trovare un argomento attuale e l’unico che mi è venuto in mente è la fine del mondo..mi sembra molto interessante e poi è un argomento di cui si parla molto attualmente ma non sò se è una buona idea dal momento che sicuramente dovrò fare molti collegamenti scientifici e non sono molto competente dato che nel mio indirizzo hanno introdotto chimica solo quest’anno e di conseguenza stiamo studiando solo la base..non sò volevo avere una sua opinione..è una buona idea?ci sono collegamenti con il mio indirizzo di studio?se sì quali?oppure conosce altri argomenti attuali interessanti?
grazie, le auguro un buon anno!

Cara Jessy,
credo che il tema che hai scelto non solo sia molto attuale, ma ti consenta di muoverti con facilità tra le diverse materie che il tuo percorso di studio prevede. E’ necessario, però, capire bene che cosa si intende con questa formula un po’ terrificante per evitare il rischio di scadere nella tante banalità che il dialogo su questo tema ha suscitato. La fine della storia è argomento religioso e scientifico insieme. In generale esso indica una serie di cambiamenti drastici di tipo sociologico, ecologico, economico e politico che inducono a credere nell’avvento di una nuova epoca, al chiusura di un ciclo storico e l’inizio di una diversa consapevolezza per l’intera umanità. In campo religioso e filosofico il tema si collega al
pensiero escatologico che riflette sul destino dell’umanità e sul senso da attribuire ad un possibile al di là dopo la sua scomparsa. Nel campo delle scienze potresti cercare di chiarire tutti quei fenomeni legati all’emergenza ambientale (dall’effetto serra, ai rischi nucleari, al surriscaldamento globale per arrivare alle teorie del collasso gravitazionale). Sul piano filosofico potresti collegarti, per restare su un terreno più contemporaneo, alla teoria della fine della storia di A. Kojève, un filosofo russo ma che ha vissuto in Francia tra le due guerre influenzando molta parte della scena culturale del suo tempo. L’idea di fondo è riconducibile al fatto che l’uomo propriamente storico, capace di trasformare il mondo con la sua azione a partire dal desiderio di compiersi come essere distinto dalla natura e da tutte le necessità a cui la vita biologica degli esseri viventi è sottoposta, giunge a soddisfare pienamente i suoi desideri e a realizzare un mondo omogeneo in cui tutti possono sentirsi appagati e dove non esistono più guerre o conflitti tra gli uomini. Puoi approfondire questi brevi cenni su questo link. La sua idea è stata ripresa da F. Fukuyama in diverse occasioni negli anni che seguirono la caduta del muro. Le sue valutazioni sono di ordine politico ed economico e riguardano in primo luogo la vittoria del modello capitalistico e la sua capacità di omogeneizzare l’intero Pianeta in un clima di risorse diffuse. In realtà, le sue riflessioni contengono molte contraddizioni che, oltre ad essere state evidenziate dal dibattito che la sua tesi ha fatto sorgere, anche dai suoi stessi continui ripensamenti. Puoi farti un’idea qui. Infine, dal momento che il tuo tema è al centro di tanta letteratura e ha da sempre stimolato la produzione cinematografica, ti consiglio di dare rilevanza anche a questi due aspetti. Per la letteratura puoi spaziare da “La fine del mondo” di Camille Flammarion a “Il morbo scarlatto” di Jack London, il romanzo considerato capostipite del genere catastrofico, in cui si narra di un contagio che annienta la civiltà umana. Per il cinema ti consiglio, tanto per stare alle recenti programmazioni, l’ultimo film di Roland Emmerich, un vero maestro del genere catastrofico, 2012, ma puoi anche risalire ai film precedenti come Indipendente Day. E se proprio vuoi non tralasciare niente, allora, potresti accennare alle diverse profezie che si sono succedute sull’ultimo giorno del mondo, da quelle religiose del Vecchio testamento, a quelle di popoli scomparsi, come i Maya!

Quanto a noi: buon INIZIO di un nuovo anno!
Giano

gesù

gress, mercoledì 17 mar ha scritto:

Caro Giano,
sono Elena e frequento l’ultimo anno del liceo linguistico. Volevo chiederti qualche consiglio per la mia tesina. Il titolo non l’ho ancora definito precisamente ma vorrei parlare della differenza tra il Cristo della fede rivelata e il Joshua storico. Ho iniziato ad interessarmi a questo argomento dopo aver letto il libro di Mauro Pesce e Corrado Augias “Inchiesta su Gesù”. Le materie che devo collegare sono: filosofia,storia,italiano,francese,inglese e tedesco; ho già trovato alcuni collegamenti, vorrei avere il tuo parere e qualche aiuto per italiano e storia.
Per filosofia ho letto l”Esercizio del cristianesimo” di Soren Kierkegaard, il quale contenva anche un’interessante introduzione sul pensiero di Kant e Hegel a proposito di Cristo, che mi ha dato lo spunto per leggere “Hegel e il cristianesimo” di Karl Lowith. Per quanto riguarda filsofia, nella concezzione storica di Gesù, dovrei parlare della sinistra hegeliana e in particolare di Strauss,che fu il primo a ridurre la figura di Gesù a semplice mito. Per tedesco pensavo di utilizzare sempre Hegel e Bultmann con “Gesù”. Per francese il testo “Getsemani” di Charles Peguy mi sembra il più adatto, ma non l’ho ancora letto. Per inglese ho trovato interessante Clives Staples Lewis con o “il cristianesimo così com’è” o “diario di un dolore”, non gli ho ancora letti, ho trovato solo qualche informazione sulla rete e gradirei un tuoi giudizio a proposito.Per quanto riguarda la storia pensavo di collegare il mio tema con la nascita dell’antisemitismo; ho letto “i papi contro gli ebrei” di David I. Kertzer che parla del rapporto della Chesa ufficiale con gli ebrei e racconta le origini dell’antisemitismo dall’accusa dell’”omicidio rituale”.
Come puoi vedere ho molte idee, ma ben confuse…Srero che tu abbia qualche consiglio per me. Ti ringrazio del tempo che mi vorrai dedicare.
Elena

Cara Elena,
devo dire che la tua lettera mi ha davvero colpito, per lo spessore dei tuoi riferimenti e la correttezza delle tue argomentazioni: ai collegamenti che hai fatto in filosofia non ho davvero niente da aggiungere, sono calzanti e interessanti. Lo stesso vale per quelli nelle lingue straniere; per inglese ti suggerirei di dare un’occhiata anche alle opere del giornalista e polemista ottocentesco
Gilbert Keith Chesterton, autore umoristico che ebbe spesso al centro della propria acuta riflessione i temi della teologia e della religione cristiana. Per ciò che riguarda la storia, la connessione che fai fra il tuo tema e la nascita dell’antisemitismo, per quanto senz’altro interessante, rischia di ridurre il problema dell’olocausto all’antisemitismo cattolico: in realtà la persecuzione degli ebrei fu un progetto politico fondato anche e soprattutto sul biologismo razzista del nazismo. Perchè non sondare, invece, la questione della storicità di Gesù di Nazareth? Problema, questo, caro soprattutto alla storiografia positivistica ottocentesca (penso al pionieristico libro di Renan “Vita di Gesù”), e che ha trovato in anni recenti nuova centralità nell’ambito del pensiero cattolico: in tal senso ti consiglio assolutamente la lettura del famoso e controverso libro di Vittorio MessoriIpotesi su Gesù”, opera in cui, proprio a partire dai dati storici sull’uomo Gesù l’autore perviene ad affermarne la divinità. In italiano, infine, potresti approfondire “Storia di Cristo” di Giovanni Papini, opera che segnò la conversione dell’autore alla religione cristiana.
Spero di averti dato dei buoni spunti, e sono certo che realizzerai un ottimo lavoro.

Lorenzo, martedì 18 mag ha scritto:

Salve Giano,
sono Lorenzo e frequento l’ultimo anno del liceo Classico; avrei bisogno di qualche consiglio con la tesina. Ispirato dalla recente pubblicazione di Augias “Inchiesta su Gesù” e dato che sono anni ormai che mi interesso – seppur superficialmente – di questioni attinenti la religione Cristiana, avevo pensato di basare la mia trattazione sulla figura di Gesù (o meglio Yehoshua), sui dati storici che lo riguardano e su i miti sorti intorno la sua figura.Ho trovato nel vostro archivio una lettera di una mia coetanea, Elena, che proponeva un argomento molto simile, tuttavia mentre lei optava per un taglio filosofico, io avrei pensato di svolgere una trattazione più “storica”, utilizzando come fonti i Vangeli e i frammenti lasciatici da personalità quali Tacito, Svetonio, Plinio e Giuseppe Flavio.Passerei poi a trattare gli aspetti più “mitologici” con riferimenti al culto Mitraico e a Zeus Ammone. L’obbiettivo sarebbe portare alla luce la figura del Gesù ebreo, che predicava per gli ebrei, il cui pensiero rivoluzionario ottenne grande successo anche grazie ad altre personalità importanti, come quella di Paolo di Tarso, esponente – per quello che so – di una corrente più “moderata” del pensiero Cristiano, adatta appunto ad essere divulgata ai “gentili” e a formare la base per un nuovo culto. Per quanto riguarda il Greco ed il Latino penso ci sia già abbastanza materiale, considerando le fonti ed il periodo storico, per Filosofia pensavo di collegare il pensiero di Feuerbach (Gesù diventa la proiezione delle Virtù), le tesi sulla religione come mito della sinistra Hegeliana e, prendendo spunto dal tuo commento alla lettera di Elena, il pensiero Positivista di Renan.
Non sono certo su cosa inserire di Italiano (forse un canto del Paradiso?) ed ho paura che ci sarà comunque molto da tagliare, visto il poco tempo a disposizione (10-15 min.), cosa ne pensi?Grazie in anticipo.

Caro Lorenzo,
non posso che farti i complimenti per la vastità dei tuoi orizzonti e la profondità del tuo sguardo. I tuoi collegamenti sono ottimi e mi sembra tu abbia le idee chiare in merito allo scopo della tua breve ricerca. La parte che forse potresti, per guadagnare tempo, tagliare, è quella relativa agli aspetti del culto mitraico e di Zeus Ammone; e in italiano, poi, potresti approfondire la “Storia di Cristo” di Giovanni Papini
http://raivaticano.blog.rai.it/2009/05/06/giovanni-papini-la-conversione-di-uno-scrittore-dimenticato/.
Ti auguro buono studio,
Giano

papa

Diletta, venerdì 20 mag ha scritto:

Caro Giano,
per la mia tesina scritta avevo pensato di partire da un fatto d’ attualità (in modo da renderla originale), ovvero dall’ avvenimento che ha visto protagonista il Papa all’università “La Sapienza “. Avevo pensato di collegarlo, a filosofia, con il positivismo. Potrebbe consigliarmi collegamenti interessanti di storia, latino e letteratura italiana?
Grazie.
Diletta

Cara Diletta,
l’idea è veramente interessante e originale, ma non capisco il collegamento con il positivismo (almeno che tu non intenda che una prospettiva trascendente come quella cattolica si oppone ad una tutta orientata sull’immanenza come la positivista). Ti chiedo: non sarebbe più pertinente collegare l’avvenimento ai temi del relativismo e del nichilismo. Sono termini molto importanti in filosofia, anche se spesso fraintesi e distorti: forse per cominciare a chiarirti le idee potresti leggere il piccolo ma prezioso volumetto di Dario Antiseri intitolato “Relativismo, nichilismo, individualismo. Fisiologia o patologia dell’Europa?” (Rubbettino, 2005). In storia ti consiglio di leggere il volume di Carlo Arturo Jemolo, “Stato e Chiesa negli ultimi cento anni”, Einaudi). In letteratura italiana potresti far riferimento all’anticlericalismo di Giosuè Carducci (cfr. la poesia “Voce dei preti” nella raccolta Juvenilia del 1860 e “l’Inno a Satana” del 1863). In latino non vedo invece collegamenti
(se non il fatto del tutto estrinseco che il latino continua ad essere la lingua ufficiale della Chiesa cattolica, tanto che il Papa scrive in essa molti documenti fra cui le encicliche) Sappi comunque che non è necessario “coprire” tutte la materie: se un collegamento non è evidente, inutile cercarne uno debole. Per intanto, ti saluto e ti faccio tanti auguri,
Giano

pellegrinaggio

Flavia, venerdì 6 mag ha scritto:

Caro Giano,
mi chiamo Flavia e fra pochi giorni inizierò l’ultimo anno presso il liceo Giulio Cesare ( Roma) avrei già in mente il percorso della mia tesina d’esame, che vorrei vertesse sul tema del “pellegrinaggio” (reale e metaforico)prendendo spunto dall’esperienza fatta negli ultimi 2 anni: il Cammino di Santiago.
Per la letteratura straniera avrei pensato a Joyce ( Ulisse ), per storia ed educazione civica il ruolo che il pellegrinaggio ( soprattutto a Santiago ) ha costituito un elemento essenziale nella formazione di una identità europea ( al punto che il Cammino viene riconosciuto come Primo Itinerario culturale europeo) per la geografia astonomica il riferimento d’obbligo è la Via Lattea ecc. Il guaio è che non riesco a trovare dei collegamenti con la filosofia ( avevo pensato a Freud come appunto pellegrinaggio dell’anima ma non so se c’è congruità), con la storia dell’arte e con l’italiano( Dante ? ma Ulisse rientra nel programma di I Liceo….Leopardi?) potrebbe suggerirmi qualche idea “brillante” ? e, soprattutto, ritiene che un percorso così articolato abbia una sua validità? Infine, un prezioso suggerimento!! Io vorrei iscrivermi alla Facoltà universitaria che più di ogni altra mi prepari per diventare un manager!! ( troppo ambiziosa??!!) Economia e Commercio o Ingegneria gestionale?
Grazie e perdoni la mia logorroica invadenza…..!
Flavia

Cara Flavia,
il tuo tema mi sembra interessante oltre che originale. E anche le tue scelte mi sembrano pertinenti. Prima di tutto alcune osservazioni metodologiche: la tesina deve dimostrare capacità e competenze acquisite nel corso degli anni e quindi non è affatto necessario che essa si limiti ad autori e argomenti dell’ultimo anno. Così, così come non è necessario che siano “coperte” tutte le materie di studio. Premesso ciò, non mi sottraggo alle tue domande e ti suggerisco i collegamenti che mi vengono in mente. In filosofia, se proprio ritieni che Bonaventura da Bagnoregio con il suo
“Itinerarium mentis in Deum” sia cronologicamente lontano dall’arco temporale che ti interessa, puoi sicuramente far riferimento alla “Fenomenologia dello Spirito” di Hegel che è sia un itinerario della coscienza individuale verso il sapere assoluto (“scienza dell’esperienza della coscienza” la chiama il filosofo di Stoccarda che presto studierai) sia un abbrivio per grandi tappe della storia dell’umanità. Per la letteratura italiana, mi viene in mente “Dagli Appennini alle Ande” che è uno dei racconti raccolti nel “Cuore” di De Amicis. Le suggestioni sul tuo tema sono veramente tante:un itinerario del nostro tempo è anche l’emigrazione. E anche il concetto di Progresso,che ha avuto una certa fortuna tra Otto e Novecento, voleva intendere un itinerario verso il meglio. A questo proposito, ed ecco la mia risposta alla tua domanda sulla storia dell’arte, potresti fermare l’attenzione sul noto quadro di Paul Klee “Angelus Novus”, (che raffigura, come forse sai, un angelo che va avanti guardando indietro), casomai facendo riferimento alle illuminanti considerazioni di Walter Benjamin contenute in un piccolo libro con lo stesso titolo del quadro uscito in Italia da Einaudi. Ti segnalo infine un interessante articolo (che ti allego) uscito sul “Sole 24 ore” di domenica scorsa: parla di un libro sulla via francigena del sud che se vuoi puoi anche scaricare da Internet (roma_gerusalemme_lungo_le_vie_francigene_del_sud). Sono sicuro che vi troverai spunti utili per il tuo lavoro. Tienimi aggiornato e mettiti pure in contatto con me per ogni ulteriore problema.
Buona fortuna,
Giano

religione

sarah, venerdì 29 gen ha scritto:

ciao giano! tra qualche mese avrò la maturità e vorrei un consiglio per la tesina: io avevo pensato di trattare il tema della religione naturale ma a parte filosofia non so come collegare altre materie come greco latino e italiano mi puoi dare qualche consiglio? grazie in anticipo!

Cara Sarah,
l’argomento che hai scelto mi sembra davvero molto originale, anche se complesso. Come saprai, furono gli intellettuali britannici del XVII secolo, in particolare John Locke, John Toland e David Hume, che elaborarono in maniera sistematica questo concetto, in reazione alle guerre di religione che avevano sconvolto l’Europa. La religione naturale si basa sull’ipotesi di un accordo generale fra tutti gli uomini su pochi precetti etico-religiosi di senso comune, definiti grazie a un processo logico e razionale. Il termine religione, di per sé, indica proprio il mettere insieme, in relazione due cose, dal latono res ligare. La differenza sostanziale che distingue la religione naturale da quella rivelata consiste nelle modalità attraverso cui si stabilisce questa relazione. La religione naturale è un percorso che parte dall’uomo e si rivolge verso Dio. La religione rivelata è una religione che l’uomo da solo non avrebbe mai creato, ma gli è stata trasmessa. La religione naturale è una religione politeista. Nella religione rivelata è Dio spirituale che chiama l’uomo, gli parla, comunica con lui rivelando se stesso, facendosi conoscere. La religione rivelata,a differenza di quella naturale, è una religione monoteista (cristianesimo, islamismo ed ebraismo). Per i tuoi approfondimenti in filosofia ti consiglio di leggere questo
saggio che ti darà una panoramica generale molto ben fatta.
Per il latino potresti trattare di Tito Livio le cui opere sono pervase da una profonda visione religiosa. Tutta la storia è governata dagli dei. Inoltre, la legge superiore, il Fatum o Necessitas, che domina anche gli stessi dei, dirige il mondo e fissa l’ordine degli eventi umani. Da essa dipendono vita e morte, prosperità e miseria, vittoria e sconfitta, pace e disordine. Ogni personaggio descritto incarna un valore etico del mos maiorum: la pudicizia, la constantia, la modestia, la gravitas, la moderatio, l’abstinentia, etc.
Per la letteratura italiana potresti trattare di Montale e dell’immagine panica e spirituale di una natura che ha in sé la propria specifica sacralità. Ti consiglio di leggere questo capitolo di un libro che, nel suo complesso, potrebbe tornarti utile. Si tratta di “
Letteratura italiana e religione negli ultimi due secoli”, di Enzo Noè Girardi, pubblicato da Jaca Book e che è quasi interamente consultabile in rete.
Ti auguro un buon lavoro,
Giano

sette peccati capitali

Pamela, domenica 08 nov ha scritto:

ciao Giano,
sto pensando di affrontare la maturità con la tesina sui 7 peccati capitali…però purtroppo non ho molte idee. Le materie che dovrei collegare sono italiano, storia, arte, filosofia, inglese, geografia astronomica. Avevo pensato per l’avarizia la roba di verga, per la superbia Hitler, per l’invidia il ritratto di dorian gray in inglese anke se non so centra molto con l’invidia, per la gola i bambini del 3° mondo e poi bho…tu hai qualche consiglio da darmi? Se hai altre idee diverse dalle mie le accetto volentieri…grazie mille!

Cara Pamela,
vedrai che approfondendo i vari argomenti della tua tesina le idee si chiariranno man mano. Andiamo con ordine. Per letteratura italiana va benissimo Verga: oltre alla novella che tu citi, per il peccato di Avarizia guarda anche il più noto “Mastro don Gesualdo” e lo straordinario ritratto di ziu Crocefisso, descritto nei “Malavoglia”. Ci sono altri peccati celebri narrati nella letteratura: pensa alla figura di Ciacco nell’Inferno di Dante (Gola) e a quella di Andrea Sperelli ne “Il Piacere” di D’Annunzio (Lussuria).
In Inglese
Il ritratto di Dorian Gray” forse potrebbe rappresentare la superbia più che l’invidia: il protagonista, infatti, viene a patti col diavolo per non invecchiare e di questo accordo rimane vittima. Potresti leggere anche il “Re Lear “o l’“Otello” di Shakespeare, dove l’Ira nasce dal desiderio di vendetta dei protagonisti.
Per storia l’associazione tra Hitler e la Superbia mi sembra azzardata: più che superbo, il dittatore era prepotente, esaltato e, allo stesso tempo, agiva sempre con cognizione. Alle sue spalle c’erano solide convinzioni politiche e ideologiche. Diversamente potresti associare un altro peccato capitale, quello dell’invidia, a un particolare evento storico: il
colonialismo, ad esempio. All’inizio del 1900 tutti i paesi europei corsero alla conquista di terre in Africa, Asia e America per l’affermazione del proprio prestigio internazionale.

Per arte ti segnalo che c’è un quadro del fiammingo Bruegel chiamato proprio “I sette peccati capitali”. In geografia l’ira potrebbe essere associata alla violenza di alcuni fenomeni naturali come i terremoti, le eruzioni vulcaniche o gli tsunami. Non capisco bene il collegamento tra la gola e i bambini del terzo mondo: loro non sono certo peccatori! a meno che tu non voglia formulare un paradosso. Per filosofia un suggerimento che posso darti è quello di occuparti dell’invidia del pene così come la tratta Freud nel contesto della fase genitale, quinta e ultima nel processo di sviluppo del bambino; in tal senso sarebbe utile il testo di Freud “Tre saggi sulla teoria sessuale”.
Ti rimando infine ad un film intitolato proprio i
sette peccati capitali
Un saluto,

Giano

Martina91, giovedì 22 apr ha scritto:

Caro Giano, gli esami sono vicini e l’idee per la mia tesina sono troppo lontane dalla mia mente!!!! Frequento Ragioneria corso ERICA. Avevo pensato come tema per la mia tesina i 7 peccati capitali e assegnare ad ognuno di essi una materia… il problema è che non sono capace a fare i collegamenti, o meglio non sò quale argomento assegnare ad ogni vizio. Le materie che devo portare sono Italiano, Spagnolo (letteratura), Inglese (Letteratura), Francese (Letteratura), Storia dell’arte, Economia (ho fatto il sistema bancario ed il turismo, quindi la vedo dura trovare dei collegamenti) e Geografia (programma fatto: globalizzazione, america latina, africa, asia occidentale). Ti prego cortesemente di aiutarmi. Ti ringrazio in anticipo.

Cara Martina,
Ti propongo di procedere così. Comincerei con il collegare l’italiano al vizio della gola: Dante Alighieri, nel VI canto dell’ Inferno, dipinge in maniera nitida il ritratto del goloso Ciacco: puoi leggere l’intero canto
qui. In inglese, potrai affrontare il vizio della superbia addentrandoti nel personaggio di Oscar Wilde Dorian Gray, protagonista del famoso Ritratto. Per ciò che concerne il francese, collegalo senza dubbio alla lussuria con il romanzo di Huysman “A Rebours”. In spagnolo, ti consiglio di leggere qui la poesia poco nota di Garcia Lorca “Gli incontri di una lumaca avventurosa”, in cui l’animaletto, nelle sue peregrinazioni, si imbatterà in personaggi (le rane) il cui carattere risulta senza dubbio afflitto dal vizio della accidia. L’invidia è stata dipinta in modo icastico ed impressionante dal grande Giotto, in un affresco che si trova nella bellissima Cappella degli Scrovegni, e che potrai ammirare qui. In geografia, avendo tu studiato l’Africa, ti suggerisco di occuparti dell’ira trattando delle esplosioni di violenza dell’apartheid in Sudafrica (se vorrai, potrai anche leggere in proposito l’avvincente romanzo di Wilbur Smith” I fuochi dell’ira”, che potrai collegare alla letteratura inglese, sebbene non si tratti di un classico). Resta l’economia: perché – essendoti tu occupata del sistema bancario – non creare un polemico collegamento con l’avarizia? Leggi qui quali perversi effetti può creare il sistema del ricalcolo degli interessi sugli interessi, e approfondisci anche gli aspetti negativi che può avere sull’economia di un paese la riluttanza delle banche ad erogare il credito.
Fammi sapere dei tuoi studi.
Giano