Giano

Tesina sensi

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cecità

serfy, giovedì 22 apr ha scritto:

caro giano!
riscrivo perchè ho cambiato tema…=) non mi convincevano i collegamenti..ora voglio parlare di cecità:Italiano: notturno d’annunzioFilosofia: credo kierkegaard (vita etica estetica) e marcelSpagnolo: borgesInglese: pinter (The room) oppure John Hull (Il dono oscuro) oppure “The country of the blind” di wells. il problema sta nella scelta e nel come sviluppare l’argomento.Tedesco: vorrei collegarlo ma non so comeLatino: Sant’Agostino e la fede nelle cose che non si vedonoArte: fotografi ciechiintroduzione un po’ scientifica sulla cecitàper piacere servono proprio consigli sopratt per le lingue e al più prestoooooo!!!!!!grazie in anticipo!

Cara serfy,
per quanto riguarda inglese fossi in te opterei per il racconto di Wells che è prominente nel panorama della letteratura riguardante i ciechi e la cecità e perciò non dovresti avere problemi a collegarlo. E’ una cosa che viene naturale. Per tedesco la prima cosa che mi viene in mente è un racconto di Friedrich Durrenmatt intitolato “
il cieco” che puoi reperire magari facendo un salto in biblioteca. Spero che i miei suggerimenti possano esserti utili.
Torna a scrivermi per farmi sapere come procede il lavoro.
Ciao e a presto, Giano

cinque sensi

paponzo, venerdì 18 dic ha scritto:

Caro Giano, innanzi tutto volevo complimentarmi per la serietà e la professionalità della vostra università, dimostrata oggi durante la giornata di orientamento.Poi volevo un aiuto per la mia tesina di maturità…ho intenzione di portare i cinque sensi,ma non so con quali materie e argomenti legarla…spero tanto che tu possa aiutarmi. A presto…

Caro Paponzo,
grazie per i complimenti prima di tutto. Sono felice che ti sia piaciuta la nostra Università. Per quanto riguarda la tesina cercherò di darti delle indicazioni generali, perché non mi hai detto che scuola frequenti e quali materie vorresti collegare. Potresti inizialmente fare un’introduzione su cosa intendiamo per cinque sensi e quindi dare loro una definizione. Ti suggerisco, poi, nel tuo caso, di scegliere solo 5 materie e di associarne ognuna a un senso diverso, così che potrai rendere il lavoro più agile e avvincente. Ad esempio nella storia dell’arte potresti giocare sul rapporto vista/illusione (pensa ai quadri di Escher); in fisica potresti approfondire il fenomeno del suono e dunque della musica, legandolo quindi all’udito; nella letteratura poi sono numerose le descrizioni di banchetti famosi (la “Cena Trimalchionis” di Petronio) e in molti romanzi puoi trovare uno stretto rapporto tra narrativa e gusto (leggi uno dei libri di Andrea Camilleri con protagonista Montalbano), senza dimenticare il canto dell’inferno di Dante sui golosi. Il tatto ha a che fare con la percezione e quindi con la ricerca filosofica. A questo proposito ti suggerisco il libro intitolato “Le tattiche dei sensi”, Manifestolibri, dove troverai altre idee. Per l’olfatto ti segnalo il romanzo
“Il profumo” del tedesco Patrick Süskind che avuto un notevole successo mondiale che tratta di un profumiere francese che uccide le donne per carpirne il profumo. Ne è stato tratto anche un film. Sempre per la cinematografia puoi guardare “I cinque sensi” di Jeremy Podeswa, credo ti piacerà.
Fammi sapere che ne pensi e riscrivimi, se vuoi, per spiegarmi meglio come vuoi procedere.
Un caro saluto,
Giano

Annina, martedì 02 mar ha scritto:

Ciao Giano!
eccomi all’ultimo anno, alle prese con l’impegno di fare la tesina. Di idee ce ne sn molte, il desiderio di fare qualcosa di originale è fortissimo. il tema che vorrei tratta riguarda i CINQUE SENSI, le materie da collegare sono: Biologia, Filosofia, Pedagogia,storia, italiano, storia dell’ arte, Inglese e latino. Mi potresti dare dei suggerimenti? Ti ringrazio comunque in anticipo!
Anna!

Cara Anna,
cercherò di assecondare il tuo desiderio e di fornirti alcuni spunti che spero possano esserti utili. Per italiano la prima cosa che mi viene in mente e che potrebbe essere un punto di partenza originale è l’ultima opera di Italo Calvino, uscita postuma e incompleta, intitolata “
Sotto il sole giaguaro“. Sono tre dei cinque racconti che egli avrebbe voluto scrivere per ognuno dei cinque sensi e che motivò con queste parole:

“parla dei cinque sensi, per dimostrare che l’uomo contemporaneo ne ha perso l’uso. Il mio problema scrivendo questo libro è che il mio olfatto non è molto sviluppato, manco d’attenzione auditiva, non sono un buongustaio, la mia sensibilità tattile è approssimativa, e sono miope”

Per un primo approccio con il testo ti invito alla lettura di questa recensione. Per pedagogia ti segnalo questo interessante documento, “Antropologia dei cinque sensi” , inserito nel Progetto Pedagogia della realtà promosso dall’Associazione Pedagogica Italiana. A proposito di latino potresti occuparti del “De rerum natura” di Lucrezio. Il IV libro è interamente dedicato ai cinque sensi ed alle sensazioni.
Per quanto riguarda filosofia potresti rifarti a John Locke e al suo “
Saggio sull’intelletto umano“. Nel libro II egli spiega che ogni idea è derivata dall’esperienza andando così contro l’innatismo cartesiano. Volendo potresti anche collegarti con inglese partendo dal testo in lingua originale. Da ultimo mi fa piacere lasciarti con questa intervista al professor Remo Bodei su “I sensi e la filosofia” che penso possa offrirti ulteriori motivi di riflessione sul tema.
Torna a scrivermi per eventuali altri dubbi o anche solo per farmi sapere come procede il lavoro.
Ciao e a presto, Giano.

percezione

Azzurra91, martedì 09 mar ha scritto:

Caro Giano!
complimenti per gli aiuti che offri ogni giorno grazie a questo portale. Volevo parlarti un pò dell’idea che ho sul tema da trattare nella mia tesina. il titolo non è ancora ben definito, avevo pensato alla “Percezione“. potevo rifarmi ai cinque sensi mezzo di strumento per percepire il mondo ma sono davvero in difficoltà nel collegare le materie.a parte la biologia in cui potrei parlare appunto dei cinque sensi dell’uomo, non riesco a collegare italiano, storia, inglese, pedagogia, arte, matematica, e filosofia. spero tu possa darmi una mano! grazie!
Azzurra

Cara Azzurra,
innanzitutto grazie per i complimenti. E’ un piacere offrire il mio aiuto a voi studenti. Ma venendo subito a noi. Trovo che il tema dei cinque sensi da collegare alle canoniche cinque materie sia un pò inflazionato. Perciò lancerei a te e anche a me stesso questa sfida: proviamo a tessere una trama partendo semplicemente dal concetto di “Percezione del mondo”. Cercherò di offrirti uno spunto per tutte le materie che mi hai elencato. Partendo da italiano ti riporto queste citazioni del grande poeta Eugenio Montale:

« mi pareva di vivere sotto a una campana di vetro…» ,
«avevo sentito fin dalla nascita una totale disarmonia con la realtà che mi circondava»
e ancora
«pensai presto, e ancora penso, che l’arte sia la forma di vita di chi veramente non vive: un compenso o un surrogato. Ciò peraltro non giustifica alcuna deliberata turris eburnea: un poeta non deve rinunciare alla vita. È la vita che s’incarica di sfuggirgli».

Come ben si capisce da queste parole per il poeta la realtà è segnata da una insanabile frattura fra l’individuo e il mondo, che provoca un senso di frustrazione e di estraneità, un malessere esistenziale.
Questa tematica è ben visibile già nel primo Montale: quello di
“Ossi di Seppia”.
Passando a storia ti potresti occupare di quello che, secondo me, è stato uno degli errori di percezione più devastanti della storia del Novecento rispetto al mondo che si andava prospettando. Mi riferisco a quello compiuto dalle potenze occidentali nei confronti di Hitler con l’accordo di
Monaco. La politica dell’appeasement aprì la strada al delirio espansionista della Germania nazista. Solo Churchill ne avrà sentore affermando: « Regno Unito e Francia dovevano scegliere tra la guerra ed il disonore. Hanno scelto il disonore. Avranno la guerra. »
Per inglese ti invito alla lettura de “La terra desolata” di Thomas Stearns Eliot. Il poemetto è una metafora del mondo moderno a soli quattro anni dalle devastazioni della Prima Guerra Mondiale. Insieme
all’opera ti allego anche questa recensione.
A proposito di pedagogia potresti rifarti al lavoro dello studioso
Jerome Bruner e in particolare al periodo del New Look on Perception nel quale egli condusse diversi esperimenti con gruppi di giovani studenti a sostegno della sua teoria sulla continuità tra l’attività percettiva e quella concettuale.
Per quanto riguarda storia dell’arte mi viene in mente la figura di
Salvador Dalì e la sua percezione dello spazio e del tempo che mi pare ben esemplificata dalle sue opere. In merito a filosofia vorrei darti la possibilità di una doppia chance: o dedicarti a un classico come “Il mondo come volontà e rappresentazione” di Schopenhauer del quale ti segnalo questa introduzione o accostarti alla figura di una filosofa francese meno conosciuta, Simone Weil, sulla cui opera ti segnalo questo interessante articolo dall’esemplificativo titolo: “Simone Weil e la percezione perfetta del mondo” .
Infine matematica. Non è proprio una materia facile da collegare ma voglio comunque offrirti una suggestione e invitarti alla lettura di questo
articolo sull’insieme vuoto cui è sotteso il dibattito sul dualismo tra intuizione matematica e percezione fisica.
Spero di essere riuscito nel mio intento e che insieme possiamo vincere la sfida. La palla ora passa a te.
Torna a scrivermi e fammi sapere come procede il lavoro.
Ciao e a presto, Giano

profumo

Valentina, venerdì 29 gen ha scritto:

Ciao Giano!
Sono al 5°anno del liceo classico e per la tesina dell’esame ho scelto “profumo e sensualità
Ho trovato già i collegamenti per italiano,inglese,arte.
Il problema si pone per storia,per la quale avevo pensato i movimenti femministi,filosofia,greco e latino.
Ti ringrazio,a presto! :)

Cara Valentina,
l’accostamento che fai tra profumo e sensualità è molto intrigante e a me ha fatto venire in mente romanzo: “Il profumo” del tedesco Patrick Süskind che avuto un notevole successo mondiale che racconta di un profumiere francese che seduce le donne e le uccide per carpirne il profumo. Ne è stato tratto anche un
film. Per quanto poi riguarda i collegamenti la tua idea di trattare i movimenti femministi per la liberazione sessuale mi sembra appropriata.
Questi movimenti si sono affermati a partire dal secondo dopoguerra in tutti i paesi occidentali. Le rivendicazioni non inneggiavano solo ad un cambiamento della morale dominante in materia sessuale, al riconoscimento delle differenze di genere e contestazione del modello del matrimonio e più in generale alla messa indiscussione del modello autoritario, ma si collegarono anche a importanti scoperte in ambito medico e scientifico e alle trasformazioni economiche e politiche che in quegli anni si susseguivano con grande velocità. Questo
saggio ti consentirà di inquadrare la questione nei suoi elementi più importanti.
Per le altre materie che chiedi farei un accostamento profumo-seduzione-piacere. I riferimenti potrebbero essere Oscar Wilde “Salomè”, che credo tu abbia già individuato, “Ars amatoria” Ovidio e “L’etica epicurea”.
Infine ti segnalo il famoso “Trattato degli odori ” di Teofrasto, testo base della profumeria antica e il Satyricon nel quale Petronio racconta che i banchetti dei romani erano spesso vere e proprie ” orge olfattive” oltre che sessuali. Durante i convivii nella Domus Aurea di Nerone, per esempio, da un soffitto d’avorio traforato cadevano sugli ospiti petali di rosa impregnati di essenze preziose.
Spero che con questi suggerimenti riuscirai a completare la tua mappa concettuale e fare un buon lavoro.
Ciao. Giano

elenaf11, venerdì 05 feb ha scritto:

ciao giano sono elena ti avevo già scritto il tema della mia tesina:coco chanel,però ho cambiato e stavolta la mia decisione è quella definitiva.guardando su internet ho visto tesine che trattavano come tema il profumo ed è quello che vorrei fare io,però vorrei che ci fosse una tematica dietro,non vorrei limitarmi a trattare il tema profumo.il mio problema è che non ho idea di come trattarlo e a quali materie collegarlo.grazie in anticipo!!!!

Cara Elena,
la tua idea di voler trovare una tematica significativa alla tua tesina sul profumo è molto interessante. Credo che per fare questo il discorso vada non solo allargato agli odori (argomento più generale), ma in particolare alle puzze, poiché una delle principali ragioni per cui i profumi sono stati inventati e adoperati dagli uomini e dalle donne è coprire i cattivi odori. L’umanità è vissuta fino a poco più di un secolo, un secolo e mezzo fa, tra cattivi odori permanenti e liquami nelle case e nelle città. Il progresso della civiltà è andato di pari passo con la eliminazione di essi attraverso il miglioramento dell’igiene personale e dei servizi igienici. Diceva un grande e intelligentissimo scrittore italiano:

Temo che qualunque decorosa proposta di miglioria del cosmo debba cominciare con una carezza sulla repulsiva testolina del malodore, e un brindisi al liquame.
Giorgio Manganelli

Tutto questo per dirti che la tematica che cerchi potrebbe essere una storia degli odori. Il testo di base che ti consiglio è: Alain Corbin, “Storia sociale degli odori”. Questo autore racconta questa storia tra Settecento e Ottocento, con molte e preziose notizie attorno alla lunga carriera degli aromi, dei profumi, dei tanfi, delle puzze, degli incensi, delle mofete e delle acque di rosa. Notizie interessanti, per il bene e per il male, per noi che viviamo in un’epoca postodorosa, a cui quel che ci resta di odorato ci serve essenzialmente a metterci in guardia contro cibi deteriorati, acque inquinate, aria tossica.
La lettura di questa dotta, un po’ elegante, storia degli odori ci suggerisce quel che pare ovvio, ma può venir trascurato: cioè, che l’igiene è un prodotto del tutto artificiale e tecnologico, ed esige una organizzazione centralizzata, scientifica, aggiornata. È una tecnica, una ideologia artificiale, ignara della puzza collettiva, e intesa a punire i tanfi individuali e che ha in sé qualcosa di maniacale, come la ginnastica e la dietetica.
Ecco questo è un po’ il sunto del libro che spero ti invogli a leggerlo. A questo scopo ti invio anche
il link di una recensione apparsa sul Corriere della sera.
Per quanto riguarda le discipline a cui collegarlo per letteratura avrai già preso nota dall’archivio di “Il Profumo”, romanzo di Suskind e il relativo film e per arte i contenitori di questo, in alcuni casi, preziosissimo liquido. Per il resto non sapendo quali materie porti agli esami non posso darti altri consigli.
Ciao. Giano

sensismo

Gabriella, domenica 17 mag ha scritto:

Caro Giano, sono una studentessa del liceo classico e come molti altri ragazzi mi accingo ad ultimare la mia tesina. La mia scelta è ricaduta sulla visone sensistica della vita, e quindi come argomenti ho deciso di trattare in letteratura italiana Leopardi (la visione sensistica della natura), in arte l’impressionismo, in letteratura latina la poesia elegiaca, in letteratura greca Saffo e Teocrito. Volevo conoscere il tuo parere e ricevere , quindi, delle critiche o dei consigli e un suggerimento per la letteratura inglese che vorrei includere. Grazie anticipatamente, ti prego di rispondere il più presto possibile. Cordiali saluti

Cara Gabriella,
gli argomenti che hai scelto mi sembrano quelli giusti. Io partirei definendo correttamente il termine sensismo, che ha diverse accezioni e che può facilmente confondersi con termini simili. In filosofia, con il termine di sensismo si indica anche una corrente specifica che ha avuto la sua massima fortuna nel Settecento con Condillac e che riduceva la conoscenza al semplice assembramento dei dati sensoriali. In letteratura inglese il principale esponente del sensismo, come scrive Mario Praz nella sua bellissima “Storia della letteratura inglese”, a cui ti rimando, è senza dubbio Laurence Stern, che scardinò la poetica del realismo fino a lui dominante (e di cui ho sempre ammirato, sia permesso anche a un Dio esprimere un gusto personale, lo stupendo ritratto di sir Joshua Reynolds che si ammira alla London National Galery di Londra). Abbimi con te,
il tuo Dio Giano

Gabriella, martedì 19 mag ha scritto:

Caro Giano, ho letto la tua risposta (che ho molto apprezzato)e i tuoi consigli che ritengo davvero validi;in particolar modo credo che la tua idea di definire immediatamente la parola “sensismo” sia ottima proprio per le diverse accezioni che, soprattutto in campo filosofico,essa possiede. Poichè il mio intento non è quello di parlare dell’esperienza dei sensi relativamente a risvolti legati alla conoscenza o alla speculazione filosofica, ma sottolineare come un profumo, un paesaggio, un sentimento amoroso possano influenzare tanto un autore fino a “costringerlo” a scrivere un’opera per esacerbare le proprie emozioni, ho pensato che forse in letteratura inglese potrei trattare l’opera di V. Woolf, Mrs Dalloway, e dimostrare come la protagonista del romanzo ritorni ad apprezzare la vita e decida di lasciare il marito solo dopo essersi ricordata dell’intensità dell’amore che un tempo provò per un suo giovane amante; questi ricordi scaturiscono dalla passaggiata che ella fa e dalle voci, i profumi che ella percepisce camminando e che la inducono a pensare alla sua giovinezza.. Non voglio sembrare insolente, però forse questa scelta rispetto allo scrittore che mi hai consigliato è più calzante.Parlandone con la professoressa d’inglese, quest’ultima mia ha detto che le sembra una buona idea, ma io desidero conoscere anche il tuo parere. Cosa ne pensi? ritieni che la mia scelta sia meno esplicativa o adatta alla mia tesina?
Un’altra richiesta: nella mappa concettuale che consegnerò a tutti i professori della commissione vorrei collocare come sfondo un’opera esemplificativa dell’impressionismo e che ovviamente sia coerente con ciò di cui parlo. Cosa pensi di “Impressione, Sole Nascente?” Hai in mente un altro quadro che ritieni più inerente al mio percorso?
Scusa se ti disturbo ancora, ma sono molto agitata per questa tesina, anzi per l’esame in generale e le aspettative che molti hanno su di me! Essere candidati al 100 mette un misto di angoscia e felicità difficili da dominare!
Grazie anticipatamente,cordiali saluti!

Cara Gabriella,
non ho nulla da obiettare alla interpretazione che vuoi dare a questo argomento e alla scelta del romanzo di V. Woolf, “Mrs Dalloway” che mi sembra appropriato. Quando ho letto la tua lettera a me è venuto in mente un famoso brano della Recherche (“La Ricerca del tempo perduto” di Proust) contenuto nel primo volume, “La strada di Swann” quando il sapore e l’odore di una madelein, che mangia con il the, gli suscita un ondata di ricordi. Non so se può esserti utile.
Per quanto riguarda il dipinto che vuoi metter sullo sfondo mi sembra che ci stia bene. Ce ne sarebbero moltissimi altri, ma questo piace molto anche a me.
Un po’ di ansia è naturale e anche positiva per raggiungere buoni risultati. Non ti preoccupare. E buona fortuna.
Giano.

sensualità

Silvia, venerdì 15 mag ha scritto:

caro Giano vorrei un aiuto per la tesina visto che anch’io ho l’esame di maturità quest’anno..pensavo d partire dal tema della sensualità..premetto io frequento un liceo linguistico e le lingue che studio sono inglese,francese e tedesco…che collegamenti potrei fare tra le varie materie?oppure che altre tematiche interessanti potrei utilizzare x la tesina?perchè sono un po’ in crisi..grazie x la tua disponibilità

Cara Silvia,
la sensualità è un tema piuttosto originale. Io, prima di tutto, definirei il termine, differenziandolo dall’erotismo e dalla sessualità. La sensualità è un modo di conoscere le cose che coinvolge, oltre alla ragione, tutti e cinque i sensi. Esso, al contrario del logos, è legato alla particolarità e alla contingenza. Secondo Benedetto Croce la sensualità ha reclamato i suoi diritti soprattutto nell’età moderna: ti consiglio di leggere “Il carattere della filosofia moderna” e “Estetica ed economica”: due scienze mondane, in cui il filosofo mette a fuoco questo tema e dà molti spunti che potresti fare propri. In letteratura francese, il massimo della sensualità lo si ritrova, a mio modo di vedere, nel “Roman de la rose”; mentre per la letteratura in lingua inglese una sensualità che si annulla nei colori della natura e nella gioia del vivere la si ritrova nella bellissima raccolta di poesie “Foglie d’erbe” di Walt Whitman. Quanta differenza con la sensualità decadente e morbosa che traspare nella poesia del nostro d’Annunzio (che potresti trattare in italiano). Per la storia dell’arte, potresti invece recuperare i “tuoi 2 impressionisti”, in particolar modo, a mio avviso, il più sensuale di tutti: Renoir. Comincia pure a lavorare con tranquillità. Tienimi informato.
Saluti e auguri,
Giano

Rosalinda, domenica 17 gen ha scritto:

Caro Giano,
Anch’io quest’anno devo affrontare l’esame!comincio già a pensare a ipotetici argomenti per la tesina,mi piacerebbe incentrarla sulla sensualità,evitando di cadere nel banale e di fare riferimenti alla sessualità spinta!io frequento un linguistico,ho pensato a d’annunzio per italiano,goethe per tedesco,amore e psiche o monet e vetrriani per arte,per il resto non so a cosa ricollegarmi!hai qualche idea per me?grazie in anticipo!

Cara Rosalinda,
dai collegamenti che proponi credo che sia necessario ricalibrare un momento il tiro e riflettere sul tuo argomento in modo più specifico. Mi spiego: il rischio di un argomento come la sessualità non è tanto quello di scivolare in terreni ‘troppo spinti’, ma piuttosto di fare confusione e chiamare le cose con un nome sbagliato, finendo col trattare genericamente dell’Amore senza riuscire ad enucleare fino in fondo la specificità del tuo argomento. Volendo trattare della sessualità dovresti in primo luogo partire dalle Teorie freudiane sul tema che, come saprai, hanno rivoluzionato l’idea comune secondo la quale la sessualità è una dimensione della vita che si manifesta solo a partire da una certa età, di solito quella dell’adolescenza. Introducendo la Teoria del complesso edipico, quale dinamica fondativa delle identificazioni di genere (maschile e femminile), Freud mostrò come anche nell’infanzia e addirittura nelle primissime fasi del neonato, esistono energie pulsionali – che nel linguaggio freudiano sono definite con il termine ‘libido’ – che non devono essere represse anche se si strutturano e si articolano sulla base di alcuni divieti inaggirabili. La principale opera di riferimento è “Tre saggi sulla teoria sessuale” del 1905:
A,B.
In età più contemporanea e secondo una prospettiva del tutto diversa, il filosofo francese Michel Foucault si è a lungo occupato della sessualità come di un ‘discorso’ socialmente costruito e regolato nelle quali si è irrimediabilmente iscritti e che consente al potere di fare presa sui corpi degli esseri umani. Ciò che il discorso sulla sessualità ci indica è il confine tra il normale e il patologico, cioè tra una sessualità corretta, inquadrata nei canoni socialmente accettati e le cosiddette ‘perversioni’ che marcano l’esistenza di sessualità ‘altre’ come ad esempio l’omosessaulità. Foucault ha dedicato una lunga ricerca storica al tema della sessualità nella quale ha indicato le maggiori trasformazioni che si sono succedute dall’età classica ad oggi nella sfera della sessualità. Sarebbe davvero troppo chiederti di leggere i tre volumi, ma potresti farti un’idea leggendo questo sintetico ma utilissimo
saggio.
Da qui, potresti collegarti, in Storia ai movimenti per la liberazione sessuale che si sono affermati a partire dal secondo dopoguerra in tutti i paesi occidentali. Le rivendicazioni dei movimenti di protesta non inneggiavano solo ad un cambiamento della morale dominante in materia sessuale, al riconoscimento delle differenze di genere e alla contestazione del modello del matrimonio, ma si collegarono anche a importanti scoperte in ambito medico e scientifico e alle trasformazioni economiche e politiche che in quegli anni si susseguivano con grande velocità. Questo
saggio ti consentirà di inquadrare la questione nei suoi elementi più importanti.
Come vedi, in questi modo, puoi riuscire a non perdere la bussola e confondere il tema dell’amore con quello più specifico, ma altrettanto complesso, della sessualità.
Se hai ancora bisogno di aiuto, torna a scrivermi.
Buon lavoro,
Giano

sordità

Ilaria, mercoledì 16 dic ha scritto:

Caro Giano,
dopo aver letto i preziosi consigli che hai dato ai maturandi, ho deciso di scriverti anche io, che come tutti ho bisogno di qualche aiuto.
Frequento l’ultimo anno del liceo scientifico e come tesina ho intenzione di portare la “sordità” che fa parte di me, in quanto sono una ragazza sorda e quindi lo considero sicuramente un mio “punto di forza”.
Con scienze e fisica sono a posto, dato che presento la struttura dell’orecchio, le cause della sordità, le onde sonore ecc..
Ero invece un pò indecisa su italiano e filosofia. Per Italiano la mia intenzione era di parlare della lingua dei segni, lingua che conosco benissimo, ma a pensarci bene è un pò difficile, è come tentare di spiegare in poche parole la tutta la lingua inglese e le sue regole. Pensavo di presentare qualche autore che affronta la tematica del silenzio, tu cosa mi consigli? E quali altre materie potrei aggiungere?
Ti ringrazio in anticipo per il tuo prezioso aiuto.
Ilaria

Cara Ilaria,
se fossi un tuo commissario d’esame sarei davvero interessato a capire la lingua dei segni. Tu dici che non è facile spiegarla e lo comprendo. Ma è davvero impossibile? Neanche accennarne alcuni degli aspetti essenziali? Perché non ci provi, sarebbe bello! Quale migliore prova d’esame d’italiano trattare uno dei grandi linguaggi dell’umanità.
Potresti poi parlare di un bellissimo libro di Dacia Maraini, “La lunga vita di Marianna Ucrìa” storia di una bambina sordomuta nata da una ricca e potente famiglia Siciliana che si svolge alla fine del Settecento. E poi il bellissimo (è la seconda volta che uso questo superlativo, ma è necessario) lavoro teatrale Anna dei miracoli di cui ti mando un link dove troverai molti materiali.
Quali altri consigli? La Musica di
Beethoven. La sordità del compositore, i cui primi sintomi iniziano all’età di 28 anni, non gli impedì di diventare uno dei più grandi, se non il più grande musicista di tutti i tempi. Egli affermò, e l’avrebbero potuto dire anche Anna e Marianna: «Noi, esseri limitati, dallo spirito illimitato, siamo nati soltanto per la gioia e la sofferenza. E si potrebbe quasi dire che i più eminenti afferrano la gioia attraverso la sofferenza».
Credo che sia quello che tu chiami il tuo punto di forza.
Riscrivimi e fammi sapere. Se posso cercherò ancora di darti una mano. Ciao Giano

Nastassija, sabato 23 gen ha scritto:

Ciao Giano,
frequento la quinta liceo scientifico e vorrei un consiglio per la tesina della maturità.facendo volontariato ho affrontato un’esperienza ardua e meravigliosa: mi sono occupata per quasi un mesedi una bambina sorda di 4 anni… mi ha riempito la vita, con il suo mondo silenzioso. ora non posso pensare a una vita senza la sua presenza e sento il bisogno di sapere di più riguardo la sordità, in particolare nel campo della psicologia.vorrei impostare la mia tesina sul tema della sordità e sono un po’ in dubbio per quanto riguarda filosofia, che essendo la mia materia preferita non voglio escludere dalla tesina.ti ringrazio in anticipo.
ciao

Cara Nastassija,
la tua bella lettera mi ha emozionato, sentimento che provo sempre quando mi trovo di fronte ad una persona che esprime una grande generosità ed umanità. Spesso quando si parla e si criticano i giovani, a volte a ragione, quasi mai si citano i tanti che spendono le loro energie e il loro tempo e il loro amore nel volontariato per aiutare gli altri.
Anche per questo ti risponderò con grande piacere, affrontando le tue domande da due punti di vista.
Il mondo del silenzio e gli aspetti specifici della sordità in campo psicologico.
Cominciamo dal primo.
Moltissimi poeti hanno dedicato i loro versi al tema del silenzio. Mario Luzi, Eugenio Montale – per citarne qualcuno accanto ai francesi Mallarmé, Beaudelaire. Tutti hanno inteso il silenzio rapportandolo alla cautela e alla forza delle parole, perché la poesia è sempre nemica del clamore, del rumore, del frastuono. Il silenzio, spesso, è il vello protettivo della sensibilità e la poesia è necessaria proprio perché suggerisce di abbassare i toni, di trovare un modo diverso per accogliere gli altri, il loro segreto.

I poeti – scriveva Alda Merini, una grandissima poetessa italiana – lavorano di notte
quando il tempo non urge su di loro,
quando tace il rumore della folla
e termina il linciaggio delle ore. I poeti lavorano nel buio
come falchi notturni od usignoli
dal dolcissimo canto
e temono di offendere Iddio. Ma i poeti, nel loro silenzio
fanno ben più rumore
di una dorata cupola di stelle.

E Paul Eluard ricordava come

Le poesie hanno sempre grandi margini bianchi, grandi margini di silenzio.

Molto spesso il silenzio è stato paragonato all’assenza di colore, al bianco. Nel cerchio cromatico di Newton, infatti, il bianco è il colore a saturazione zero. Eppure tanto il bianco, quanto il silenzio ci riportano a qualcosa che non c’è ma che modifica l’esistente, per certi versi, consente alle cose di apparire, ai colori di comporsi, ai suoni di pronunciarsi. Pensa ad esempio alle pause nel discorso e nelle forme musicali: le note si fermano e poi, dopo qualche attimo riprendono. Quell’attimo non è vuoto è pieno di silenzio. Ti scrivo questo perché penso che abbia una grande attinenza con l’idea che hai avuto per l’italiano. E’ vero quello che scrivi: il linguaggio dei segni è un altro aspetto, tutto speciale, della comunicazione che ha le sue regole e i suoi segreti. Traduce il silenzio senza passare per i suoni, con gesti, occhi, colori. In un certo senso è come la poesia che racconta il mondo e i suoi misteri con parola che solo apparentemente sembrano quelle di tutti. Certo appartengono alla stessa lingua, usano la stessa grammatica. Eppure la poesia dice in silenzio, sussurra, si ferma, prepara pause, annuncia silenti immersioni. In questo senso il silenzio non è affatto il luogo della passività.
Un altro consiglio che mi viene in mente è quello di trattare il tuo tema anche nella cosiddetta ‘arte muta’, la pittura, che ti consente di declinare il tuo tema anche nella storia dell’arte. Questo
saggio potrà esserti d’aiuto. Infine, la filosofia. Potresti occuparti della filosofia del suono in Husserl, che presenta il silenzio come analogo auditivo dello spazio vuoto. Ti consiglio questo sito.
Per quanto riguarda lo studio della sordità in campo psicologico esso va trattato come aspetto particolare del tema più generale delle disabilità e della riabilitazione. A questo scopo ti segnalo un utile libro di Mirella Zanobini e Maria Carla Usai: “Psicologia della disabilità e della riabilitazione. I soggetti, le relazioni, i contesti in prospettiva evolutiva”. Se vai su questo
link potrai leggerne buona parte, comprese alcune pagine proprio sul tema specifico della sordità. Per quanto riguarda filosofia non forzerei il collegamento a questo importante argomento che hai scelto credo che peggioreresti il risultato. Questo non significa che devi escludere questa disciplina dal tuo esame: al contrario. Il mio consiglio e di trattarla a parte. Scegli un argomento o un filosofo che ti interessa particolarmente e fanne una breve tesina autonoma. La mia idea.
Un caro saluto,
Giano