Dedalus
TITOLO: Dedalus
AUTORE: James Joyce
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 266
GENERE: Romanzo
STORIA: Questo romanzo di James Joyce si può considerare l’autobiografia della sua adolescenza trascorsa in Irlanda con la sua famiglia molto religiosa; l’opera non è di facile lettura, ma rappresenta uno dei capolavori indiscussi della sua produzione letteraria, insieme all’Ulisse e al Finnengans Wake. Giano consiglia, dunque, di affrontare questa lettura, importante per la formazione individuale.
LETTURA:
“La domenica venne dedicata al mistero della Santa Trinità, il lunedì allo Spirito Santo, il martedì agli Angeli Custodi, il mercoledì a san Giuseppe, il giovedì al Santissimo Sacramento dell’Altare, il venerdì alla Passione, il sabato alla Beata Vergine Maria.Ogni mattina rinnovava la sua santità alla presenza di qualche immagine o mistero sacro. La sua giornata cominciava con un’eroica offerta, secondo le intenzioni del sovrano pontefice, di ciascun suo istante di pensiero o di azione e con una messa di buon’ora. L’aria aspra del mattino stimolava la sua risoluta pietà; e sovente quando s’inginocchiava tra altri pochi fedeli a un altare, seguendo sul suo libro tutto intercalato di segni il mormorio del sacerdote, gettava un rapido sguardo alla figura addobbata dritta nell’ombra tra le due candele, che rappresentavano l’Antico e il Nuovo Testamento, e immaginava di assistere in ginocchio a una messa nelle catacombe.La sua vita giornaliera era disposta in settori di devozione. Per mezzo di giaculatorie e di preghiere accumulava generosamente per le anime del purgatorio centinaia di giorni, di quarantine e di annate; pure il trionfo spirituale che provava a compiere con facilità tanti secoli favolosi di penitenze canoniche, non compensava interamente il suo zelo di preghiere, poiché non poteva mai sapere quanto castigo temporale fosse riuscito a rimettere coi suffragi alle anime in pena: e temendo che in mezzo al fuoco del purgatorio, che differiva da quello dell’inferno soltanto nel fatto che non era eterno, la sua penitenza non potesse giovare più di una goccia d’acqua, trascinava quotidianamente la Sua anima attraverso un cerchio crescente di opere di supererogazione.
Ogni parte della giornata, divisa in quelli che Stephen ora considerava come i doveri del suo stato nella vita, gravitava intorno a un suo proprio cerchio di energia spirituale. Pareva che la sua vita si fosse accostata all’eternità: Stephen poteva sentire in cielo la vibrazione raggiante di ogni suo pensiero, parola o azione, di ogni manifestazione della sua coscienza: e a volte il suo senso di una ripercussione tanto immediata era così vivido che gli pareva di sentir l’anima nelle Sue devozioni premere come con dita la tastiera di una grande cassa automatica e di vedere l’importo del suo acquisto apparire immediatamente in cielo, non come un numero, ma sotto forma di una leggera colonna d’incenso o di un esile fiore”.