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Fontamara

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Fontamara

NOME: Lucia
CITTA’: Avezzano
SCUOLA:

TITOLO: Fontamara
AUTORE: Ignazio Silone
EDITORE: Modadori
PAGINE: 208
GENERE: Romanzo

STORIA: Ambientata in un paesino povero della Marsica, in Abruzzo, Fontamara è abitata da poveri contadini, “cafoni”, e da piccoli proprietari terrieri che rappresentano una minima parte della popolazione ma sono gli incontrastati padroni della vita sociale e politica del paese. La storia è incentrata sui continui soprusi operati dalle istituzioni e dai proprietari nei confronti dei cafoni, che data la loro scarsa cultura e il poco intelletto posseduto sono continuamente vittime di ogni sopruso e ne rimangono inerti, precludendo ogni possibile opera di rinnovamento; l’unico soggetto che cerca di modificare l’assetto dominante è Berardo Viola, l’unico che cerca di ragionare in un paese dove le persone sono deviate e soggiogate da ogni tipo di intimidazione.

Anche Berardo alla fine rinuncia alla sua battaglia, decidendo di ammettere una colpa che non ha commesso, finendo così in carcere come a testimoniare un atto di rabbia e ribellione nei confronti del potere e dei suoi paesani, troppo inetti per seguire il suo progetto.

CONSIDERAZIONI: Nelle pagine del libro si scorge una vena triste, sconsolata nei racconti della famiglia del paese che racconta i soprusi del podestà e degli altri “potenti”. Il tema della rassegnazione di fronte alle sopraffazioni dell’impresario e degli altri potenti segue il percorso del romanzo sin dal principio e lo accompagna fino agli atti finali, dove la morte di Berardo è il simbolo della rinuncia alla rivolta, alla richiesta di trattamenti equi tra chi non si deve preoccupare per mangiare e chi invece lotta con la fame ogni giorno. Di Fontamara rimane un sentimento di pietà, quasi di commozione nei confronti di chi non può reagire perchè non i muri che trova di fronte, quali istituzioni e pochezza culturale, sono troppo alti per difendere ciò che ogni uomo deve custodire e che non può essere attaccata da nessun altro individuo: la propria dignità.

VOTO: 8