I Malavoglia

TITOLO: I Malavoglia
AUTORE: Giovanni Verga
EDITORE: Einaudi
PAGINE: 320
GENERE: Romanzo
STORIA: La vicenda è ambientata ad Aci Trezza, paesino siciliano, dove è protagonista la famiglia Toscano, rinominata dai compaesani come la famiglia “Malavoglia”; in particolare ci sono due importanti personaggi, padron ‘Ntonì e il nipote,’Ntonì anche lui, che sono protagonisti di due vite parallele: entrambe piene di ostacoli, sciagure e malasorte che li accompagnano per tutta la storia. Matrimoni combinati, morti improvvise e difficoltà varie portano la famiglia ad una lenta disgregazione, impotente di fronte a situazioni impossibili da contrastare, nonostante la buona volontà dei vari Malavoglia.
CONSIDERAZIONI: Questo romanzo traccia un preciso quadro della realtà siciliana di fine Ottocento. È molto interessante sviluppare la psicologia di ogni personaggio, in particolare dei due ‘Ntoni, di ideali diversi ma figli della stessa sventura. Anche il concetto di sfortuna viene sottolineato continuamente nel romanzo, a partire dalla distruzione della “Provvidenza”, la barca che portava il carico di lupini appartenente alla famiglia. “I Malavoglia” rappresenta sicuramente un punto fermo della letteratura italiana e si può inserire perfettamente in moltissimi percorsi che riguardano il periodo storico in cui si svolge la vicenda.
LETTURA:
“La Provvidenza partì il sabato verso sera, e doveva esser suonata l’avemaria, sebbene la campana non si fosse udita, perché mastro Cirino il sagrestano era andato a portare un paio di stivaletti nuovi a don Silvestro il segretario; in quell’ora le ragazze facevano come uno stormo di passere attorno alla fontana, e la stella della sera era già bella e lucente, che pareva una lanterna appesa all’antenna della Provvidenza. Maruzza colla bambina in collo se ne stava sulla riva, senza dir nulla, intanto che suo marito sbrogliava la vela, e la Provvidenza si dondolava sulle onde rotte dai faraglioni come un’anitroccola. –“Scirocco chiaro e tramontana scura, mettiti in mare senza paura”, diceva padron ‘Ntoni dalla riva, guardando verso la montagna tutta nera di nubi. Menico della Locca, il quale era nella Provvidenza con Bastianazzo, gridava qualche cosa che il mare si mangiò. – Dice che i denari potete mandarli a sua madre, la Locca, perché suo fratello è senza lavoro; aggiunse Bastianazzo, e questa fu l’ultima sua parola che si udì.”