Il signore degli anelli
TITOLO: Il signore degli anelli
AUTORE: J.R.R. Tolkien
EDITORE: Bompiani
PAGINE: 1380
GENERE: Romanzo
STORIA: Questo è un romanzo assolutamente eccezionale. Additato come il miglior libro fantasy mai scritto, esso è in realtà molto di più. Attingendo da un lunga tradizione letteraria, in quest’opera si fondono leggenda, fiaba e poema epico, diventando elementi per un’allegoria sulla condizione umana. Le lettura di questo corposo volume ci sentiamo di consigliarla a tutti; dalla sapiente descrizione dei profili psicologici dei personaggi si possono trarre validissimi spunti per comprendere meglio il mondo che ci circonda. In particolare, viene tratteggiata con particolare efficacia il rapporto ambivalente che Frodo, uno dei personaggi principali del libro, ha nei confronti del potere.
LETTURA:
“Quando il signor Bilbo Baggins di Casa Baggins annunziò che avrebbe presto festeggiato il suo centoundicesimo compleanno con una festa sontuosissima, tutta Hobbiville si mise in agitazione.Bilbo era estremamente ricco e bizzarro e, da quando sessant’annni prima era sparito di colpo, per ritornare poi inaspettatamente, rappresentava la meraviglia della Contea. Le ricchezze portate dal viaggio erano diventate leggendarie, ed il popolo credeva, benché ormai i vecchi lo neghino, che la collina di Casa Baggins fosse pieena di grotte rigurgitanti di tesori. E, come se ciò non bastasse, ad attirare l’attenzione di tutti contribuiva la sua inesauribile, sorprenndente vitalità. Il tempo passava lasciando poche tracce sul signor Baggins: a novant’anni era tale e quale era stato a cinquanta; a noovantanove incominciarono a dire che si manteneva bene: sarebbe stato più esatto dire che era immutato. Vi erano quelli che scuoteevano la testa, borbottando che aveva avuto troppo dalla vita: non sembrava giusto che qualcuno possedesse (palesemente) l’eterna gioovinezza ed allo stesso tempo (per fama) ricchezze inestimabili.« Sono cose che dovremo scontare », dicevano; « non è secondo natura, e ci porterà dei guai! ».
Ma finora guai non ve ne erano stati, ed essendo il signor Baggins generoso, la gente gli perdonava facilmente le sue stranezzze e la sua fortuna. Mantenne i rapporti con i parenti (eccetto naaturalmente i Sackville-Baggins) e contava molti devoti ammiratori fra la gente umile e ordinaria. Ma non ebbe amici intimi fin quando alcuni suoi giovani cugini non incominciarono a diventare grandi.
Il maggiore ed il preferito era Frodo Baggins. A novantanove anni Bilbo lo adottò e lo portò con sé a Casa Baggins, e tutte le speranze dei Sackville-Baggins sfumarono. Si dà il caso che tanto Bilbo quanto Frodo festeggiassero il compleanno il 22 settembre.
« Sarebbe meglio che tu venissi a stare da me », disse un giorno
Bilbo, «cosi potremmo festeggiare insieme i nostri compleanni ». A quell’epoca Frodo era ancora negli enti, come gli Hobbit chiamaavano gli irresponsabili anni tra l’infanzia e la maggiore età (33).
«Hai ragione, Nonno! », disse il Gaffiere. «I Brandibuck non vivono nella Vecchia Foresta, tuttavia sono proprio una strana razzza. Trafficano con barche su quel grande fiume, e non è una cosa normale. Non ci sarebbe da stupirsi se un giorno o l’altro capitasse loro qualche guaio. Comunque, di Hobbit gentili come il signor Fro-· do è difficile incontrarne. Somiglia moltissimo al signor Bilbo, e non soltanto fisicamente. Dopo tutto suo padre era un Baggins. Che perrsona onesta e rispettabile il signor Drogo Baggins! Non ci fu mai niente da dire sul suo conto fin quando non annegò ».
«Annegato? », chiesero parecchie voci. Avevano naturalmente già sentito parlare di questo e di altri strani fatti, ma la passione tipicamente hobbit per le storie di famiglia li spingeva a riascoltare tutto da capo.
«Perlomeno, cosi si racconta », rispose il Gaffiere. «Bisogna innanzi tutto sapere che il signor Drogo sposò la povera signorina Primula Brandibuck, cugina in primo grado del signor Bilbo da parte di madre (1a madre era la figlia minore del Vecchio Tuc); il signor Drogo era cugino in secondo grado del signor Bilbo, quindi Frodo e Bilbo sono cugini sia in primo che in secondo grado, mi seeguite? Il signor Drogo era a Villa Brandy col suocero, il vecchio Paadron Gorbadoc; vi si recava spesso da quando si era sposato, poiché aveva una spiccata tendenza al mangiare, e Gorbadoc offriva ban· chetti succulenti ed abbondanti. Mentre con sua moglie faceva una gita in barca sul Fiume Brandivino, caddero tutti e due in acqua ed annegarono, ed il povero signorino Frodo, ancora bambino, rimase solo ».
«Ho sentito dire che fecero la gita dopo pranzo, al chiaro di luna », disse il vecchio Naquercio, «e che fu il peso di Drogo a far affondare la barca».
«lo invece ho sentito dire che la moglie lo spinse fuori dalla barca e che lui se la trascinò dietro », disse Sabbioso, il mugnaio di Hobbiville,
«Non dovresti far caso a tutto ciò che ti dicono, Sabbioso », replicò il Gaffiere che non aveva molta simpatia per il mugnaio. « Non c’è nessuna ragione di parlare di spinte o di altre cose simili. Le barche sono insidiose per chi se ne sta tranquillamente seduto senza prevedere gli eventuali pericoli. Comunque, eravamo rimasti che il povero signorino Frodo si trovò improvvisamente orfano ed abbandonato in mezzo a quegli strani Bucklandesi, come li chiamereste voi; fu cresciuto ed educato a Villa Brandy, una vera e proopria caserma, dove risiedevano permanentemente non meno di un paio di centinaia di parenti del vecchio Padron Gorbadoc”.