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La lettera scarlatta

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La lettera scarlatta

TITOLO: La lettera scarlatta
AUTORE: Nathaniel Hawthorne
EDITORE: Rizzoli
PAGINE: 253
GENERE: Romanzo

STORIA: Pubblicato nella metà dell’Ottocento, il romanzo è ambientato nelle Colonie giunte dall’Inghilterra intorno al 1650. La protagonista è Hester Prynne, una giovane donna accusata di adulterio che dovrà portare per tutta la vita ricamata sul petto la lettera A di colore scarlatto quale punizione per il suo peccato. Oltre ad essere particolarmente ben scritto, il racconto mette ben in luce la psicologia della protagonista, colpevole di aver commesso adulterio, ma molto coraggiosa nel non rivelare il nome del proprio seduttore (dal quale avrà una bellissima bambina di nome Pearl) e nel resistere all’ostilità che tutti i concittadini nutrono nei suoi confronti.

LETTURA:

“La prigionia di Ester era ormai giunta alla fine. La porta del carcere si aprì davanti a lei ed ella uscì di nuovo alla luce del sole, che illumina tutto, ma al suo cuore malato parve illluminare soltanto la lettera scarlatta che era costretta ad ostentare. E la tortura dei suoi primi passi fuori dal carcere le fu quasi più aspra di quella sopportata il giorno del castigo, in quanto allora la sua stessa tensione di nervi la sorreggeva, l’energia combattiva del suo carattere la esaltava al punto da farle apparire la seena come una sorta di obbrobrioso trionfo, e la stessa legge infine che l’aveva eondannata – simile ad un gigante le cui ferree braccia possono annientare ma sono anche un appoggio – l’ avevano sostenuta durante la terribile prova, mentre ora ella era sola di fronte alla normale vita quotidiana: sola con le sue povere forze fiaccate. Nè Ester poteva sperare sorte migliore dall’avvenire. Ogni giorno le avrebbe imposto una nuova prova, simile a quella della vigilia e del giorno seguente; e i giorni aggiunti ai giorni, gli anni alli anni, non avrebbero fatto altro che moltiplicare il peso di quella vergogna per lo squallore della loro desolazione ininterrotta, finché ella, che pure era figlia di gente onesta, madre di una creatura destinata a diventare donna, e un tempo era stata anche lei immune da macchia, non fosse diventata il simbolo della passione peccaminosa: quale l’avrebbero dipinta predicatori e moralisti dopo la morte di lei additando come segno del peccato la lettera scarlatta, scolpita anche sulla tomba!”