Il secolo cinese

TITOLO: Il secolo cinese
AUTORE: Federico Rampini
EDITORE: Mondadori
PAGINE: 350
GENERE: Saggio
STORIA: Il saggio presenta una serie di storie ambientate in Cina, il gigante asiatico che sta inevitabilmente cambiando gli equilibri economici mondiali, attraverso massicce opere di investimenti in capitale fisico ed umano. In particolare lo sproporzionato aumento dell’offerta mondiale sta influenzando le economie degli altri paesi, costretti a modificare le proprie attività; le dismissioni e le delocalizzazioni creano numerosi problemi alla politica economica del paese asiatico. Rampini presenta il fenomeno Cina non solo dal punto di vista macroeconomico, ma riesce anche a sottolineare, con visione lucida, la vita dei nuovi ricchi orientali in confronto a quella misera dei dipendenti, costretti a lavorare nelle filiere in condizioni disagiate. Si evidenzia come il processo di ricerca nelle aziende e gli investimenti sulle Università siano molto più incoraggiati rispetto ad alcuni paesi occidentali e soprattutto pone alcuni interrogativi su cui difficilmente possiamo dare una risposta certa: si riuscirà ad instaurare una democrazia in Cina? O, almeno, si rispetteranno mai i diritti sociali dei lavoratori cinesi? La delocalizzazione quanto potrà erodere ancora le grandi industrie occidentali e quanto dovranno temere i nostri lavoratori di fronte allo spettro dei trasferimenti societari?
CONSIDERAZIONI: I racconti di Rampini presentano numerosi spunti di discussione perché l’analisi effettuata evidenzia situazioni molto differenti da quelle nostre occidentali. I temi più interessanti sono di carattere sociale, economico e politico: si passa dai problemi del lavoratore alla nuova “Età dell’oro” dei moderni imprenditori cinesi. È un ottima base per chiunque voglia intraprendere un cammino di confronto tra diverse superpotenze economiche, tenendo in considerazione che la Cina, oggi, per vastità e varietà del tessuto sociale, è ancora difficilmente analizzabile.
LETTURA:
“L’America si arrende al “made in China” anche sui banchi di scuola. Allarmate dai pessimi risultati dei loro liceali in matematica e nelle materie scientifiche, nelle quali i ragazzi asiatici sono molto più avanti, le autorità scolastiche Usa stanno importando dalla Cina i programmi di studio e i metodi di insegnamento. La speranza è quella di arrestare un declino che altrimenti avrà conseguenze sul livello scientifico dell’America e sulla competitività della sua industria.
Lo shock, per gli Stati Uniti, arriva puntualmente ogni anno, all’epoca in cui viene pubblicata la classifica mondiale delle nazioni in base ai risultati dell’istruzione. È compilata con metodi rigorosi dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), che ha sede a Parigi e riunisce i 30 paesi più industrializzati. La classifica si ottiene dopo aver sottoposto decine di migliaia di studenti – un’élite selezionata tra i migliori di ogni paese – a test di lettura, matematica e scienze. Gli esami non premiano l’apprendimento nozionistico, anzi: le prove di matematica misurano la capacità di applicare i concetti in modo creativo, per risolvere nuovi problemi. Da molti anni, ormai, gli studenti americani si piazzano agli ultimi posti tra i paesi sviluppati, mentre al vertice della classifica dominano le nazioni asiatiche.”