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Caos

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attraverso filosofia,letteratura, scienze, cinema e arte

il termine caos trae origine dalle antiche cosmologie greche che lo indicavano come lo stato di completo disordine anteriore alla formazione del mondo e dal quale tale formazione ha avuto inizio. Nella sua “Teogonia” Esiodo così lo definiva: “Prima di tutti gli esseri ci fu il Caos, poi la Terra dal largo seno”. Nella sua accezione contemporanea il termine viene usato genericamente per sottolineare uno stato di disordine, confusione, trambusto. Nell’ambito della matematica e della fisica, invece, il suo significato specifico sta ad indicare nella teoria dei sistemi complessi la condizione a cui tende un sistema allorchè le sue leggi comportano evoluzioni imprevedibili e irregolari.

filosofia:

Se nell’antichità sono stati i mitologi a narrare come dal caos primigenio si sia poi originato il mondo colui che combattette fermamente questa visione è stato Aristotele. Ammettendo egli l’eternità del mondo nella sua opera “De coelo” e nella “Fisica” fa una descrizione precisa della struttura chiusa ed eterna del mondo stesso. Per farti un’idea del “sistema del mondo” aristotelico ti consiglio di dare un’occhiata a questo link. Chi, invece, si servirà della nozione di caos sarà Kant per indicare lo stato originario della materia dal quale si sono poi originati i mondi. Nella diatriba tra i teologi e la nuova scienza egli si schiera dalla parte di quest’ultima, riflettendo sul fatto che non avesse senso disgiungere la natura dalle leggi che la descrivevano, e che non si capiva perchè l’evoluzione dell’universo secondo principi e regole conoscibili da una situazione di caos iniziale all’ordine attuale, non potesse essere considerata anch’essa espressione di una suprema volontà. E’ nella sua “Storia universale della natura e teoria del cielo” che egli affronta il problema cosmogonico giungendo a conclusioni molto avanzate per l’epoca. Come non citare, poi, il celebre aforisma di Nietzsche: “Bisogna avere un caos dentro di sé per generare una stella danzante”. Se la stella danzante è l’arte sono il tumulto interiore, l’impulso alla vita, “lo spirito dionisiaco” che possono dar forma ad essa. Altrimenti un’idea un po’ diversa potrebbe essere quella di fare riferimento ad un filosofo come Edgar Morin. Definito il “filosofo della complessità” egli sostiene la necessità di una riforma del pensiero che al caos del sapere accumulato in maniera disorganizzata contrapponga “un’attitudine generale a porre e a trattare i problemi; principi organizzatori che permettano di collegare i saperi e di dare loro senso”. In proposito ti segnalo questo suo saggio dall’emblematico titolo “La testa ben fatta”. Ne trovi qui una esaustiva recensione.

letteratura:

Nel mondo latino puoi fare riferimento a Lucrezio e al suo “De rerum natura” nel quale, tra le altre cose, egli riprende la teoria epicurea secondo la quale l’universo si è generato dal vuoto, in seguito all’incontro casuale di atomi. Per quanto riguarda la letteratura italiana penso ad un autore come Pirandello che ha definito la sua vita come “l’involontario soggiorno sulla terra di un figlio del caos”. Questo suo sentire ben traspare dalle sue opere. A proposito della produzione letteraria straniera puoi ricollegarti al caotico “flusso di coscienza”, utilizzato per esprimere i monologhi interiori dei personaggi, caratteristico di un autore come James Joyce. Per un primo approccio all’argomento ti consiglio la lettura di questa introduzione. Un altro esempio può essere la divertente rappresentazione del caos nella storia e nella nostra vita quotidiana fatta da Raymond Queneau ne “I fiori blu” del quale ti invito a leggere questa recensione. Da ultimo mi piace venire ai giorni nostri e ricordare un poeta e scrittore italiano scomparso non molto tempo fa: Edoardo Sanguineti. L’ opera “Laborintus” con la sua disgregazione del linguaggio è un esempio di sperimentalismo. Puoi ascoltare qui l’interpretazione musicale che ne dà il grande maestro Luciano Berio.

scienze:

In questo settore disciplinare non può che farla da padrone la cosiddetta “Teoria del Caos”. Essa ha avuto nel tempo molteplici applicazioni ma la sua base teorica forte risiede nel settore della fisica matematica che si occupa dei sistemi caotici. Per avere un quadro d’insieme potresti cominciare col leggere questo articolo. Per quanto riguarda la matematica in particolare potrebbe essere interessante approfondire il concetto apparentemente contraddittorio di caos deterministico. In  questo scritto l’argomento viene trattato in riferimento alla teoria qualitativa dei sistemi dinamici. Un altro tema da prendere in considerazione sono i frattali per i quali ti segnalo questo lavoro ben schematizzato. Guardandoli non si può che restarne affascinati. Ecco qui sotto un esempio tra i più complessi e famosi: “L’insieme di Mandelbrot”.

Un altro modo per affrontare l’argomento potrebbe essere quello di dedicarsi ad una delle sue tante applicazioni, ad esempio in meteorologia. Come non ricordare il celebre titolo di una conferenza tenuta dal matematico Edward Lorenz: “Può il batter d’ali di una farfalla in Brasile provocare un tornado in Texas?”.

cinema e arte:

  • L’invasione degli ultracorpi” di Don Siegel. Vero film di culto incentrato sull’invasione di una cittadina americana da parte degli alieni che prendono il posto degli umani mentre questi dormono uscendo dagli ormai famosissimi baccelli e prendendone le sembianze. Un crescendo di ansia e caos di grande livello e senza avere bisogno di alcun effetto speciale.
  • Kaos” dei fratelli Taviani. Liberamente tratto dalle pirandelliane “Novelle per un anno” contiene anche l’episodio de “La giara” interpretato da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, due caratteristi troppo spesso sottovalutati e dimenticati.
  • The Road”. Tratto dal romanzo “La strada” di Cormac McCarthy è il terrificante viaggio di un padre e un figlio attraverso un mondo post-apocalittico nel quale regna il caos e l’unico scopo che resta è la lotta per la sopravvivenza.
  • Per quanto riguarda l’arte, considerando l’argomento, la prima cosa che mi viene in mente è la cosiddetta arte frattale. In questo articolo oltre a trovare “il manifesto” di questa forma d’arte viene anche illustrato brevemente uno studio che dimostrerebbe che anche il grande pittore Jackson Pollock ha usato schemi frattali nei suoi dipinti.

Esempi di arte frattale:

Opere di Pollock create con la tecnica del dripping (sgocciolamento):