Tesina limiti
cecità
gloria, mercoledì 15 dic ha scritto:
io sono una ragazza che sto frequentando l’ultimo anno di superiori, sono non vedente, per tanto legandomi alla mia esperienza di cecità e disabilità vorrei creare una tesina basata sull’unione ciechi o comunque sulla cecità, le materie da collegare sono: italiano, economia, diritto, informatica, storia, forse educazione fisica, per il momento penso siano queste le materie ma non ne ho un’idea di come e cosa fare! ti ringrazio molto se mi saprai aiutare e dare qualche materiale adatto! aspetto una risposta via email se è possibile!
Cara Gloria,
partire da proprie esperienze di vita per strutturare la tesina è cosa raccomandabile e senz’altro lodevole, come nel tuo caso. Cercherò di darti qualche consiglio per le materie di cui mi chiedi. Per italiano il collegamento che mi viene in mente è quello con la raccolta di liriche dannunziana intitolata per l’appunto “Notturno o commentario delle tenebre” , scritta durante un periodo di immobilità in cui il vate era momentaneamente non vedente. Per diritto puoi invece pensare alle norme per l’assunzione dei disabili nel mondo del lavoro, per cui ti segnalo questi link: sito 1 e sito 2. Per informatica puoi occuparti delle modalità d’utilizzo dei computer da parte dei non-vedenti, come esposto in questi articoli: articolo 1 e articolo 2. Per storia come non pensare per l’appunto alla storia dell’unione italiana ciechi , mentre per educazione fisica ti segnalo questo articolo in cui si parla degli sport e della modalità della loro pratica da parte dei non-vedenti. Per economia potresti affontare il grande tema della prevenzione e della cura che ha grande impatto sui bilanci degli stati. Un altro approccio che posso suggerirti è quello di trattare la cecità come metafora e quindi spaziare con il discorso su alcune tematiche oggi urgenti. Mi riferisco all’incapacità di uscire dall’ignoranza e dal pregiudizio e alle tante difficoltà che questa arretratezza genera alla convivenza tra le persone e tra i popoli. Mi sento di consigliarti un bellissimo libro di H. G. Wells “Il paese dei ciechi”, storia di un uomo che frequenta una comunità di non-vedenti, cosa che rende lui il diverso, tanto che innamoratosi di una non-vedente dovrà accettare di procurarsi la medesima minorità per poter alfine vivere con la sua amata. Come pure potresti leggere José Saramago che nel suo libro Cecità denuncia il buio della ragione che prende il sopravvento e condiziona i comportamenti degli umani.
Spero questi consigli ti siano utili. Torna a scrivermi e continuerò volentieri a dialogare con te.
Un saluto
Giano
serfy, giovedì 22 apr ha scritto:
caro giano!
riscrivo perchè ho cambiato tema…=) non mi convincevano i collegamenti..
ora voglio parlare di cecità:
Italiano: notturno d’annunzio
Filosofia: credo kierkegaard (vita etica estetica) e marcel
Spagnolo: borges
Inglese: pinter (The room) oppure John Hull (Il dono oscuro) oppure “The country of the blind” di wells. il problema sta nella scelta e nel come sviluppare l’argomento.
Tedesco: vorrei collegarlo ma non so come
Latino: Sant’Agostino e la fede nelle cose che non si vedono
Arte: fotografi ciechi
introduzione un po’ scientifica sulla cecità
per piacere servono proprio consigli sopratt per le lingue e al più prestoooooo!!!!!!grazie in anticipo!
Cara serfy,
per quanto riguarda inglese fossi in te opterei per il racconto di Wells che è prominente nel panorama della letteratura riguardante i ciechi e la cecità e perciò non dovresti avere problemi a collegarlo. E’ una cosa che viene naturale. Per tedesco la prima cosa che mi viene in mente è un racconto di Friedrich Durrenmatt intitolato “il cieco” che puoi reperire magari facendo un salto in biblioteca. Spero che i miei suggerimenti possano esserti utili.
Torna a scrivermi per farmi sapere come procede il lavoro.
Ciao e a presto, Giano.
disabilità
Federica, lunedì 25 gen ha scritto:
Caro Giano,
frequento l’ultimo anno del liceo delle scienze sociali e ormai è tempo di pensare all’argomento della tesina..pensavo di fare qualcosa sulla disabilità..potresti darmi qualche indicazione?
anticipatamente grazie!Federica
Cara Federica,
complimenti per aver scelto un argomento così importante. Dire disabilità, però, significa parlare di un mondo nel suo insieme, cosa che per chiunque risulterebbe sicuramente non facile. Dovresti, perciò, circoscrivere il raggio di azione nel quale muoverti scegliendo un aspetto della disabilità: magari quello che più ti colpisce o smuove qualcosa dentro di te. Per prima cosa ti rimanderei alla voce Sordità presente nel sito di Giano dove troverai la risposta che ho dato alla bella e-mail inviata da Ilaria, partita dal suo caso personale per affrontare l’argomento. Per quanto mi riguarda, al momento, posso solo offrirti qualche suggestione cinematografica e letteraria che spero possa ispirarti nella tua scelta. La prima che mi viene in mente riguarda forse l’ultimo grande capolavoro del cinema muto: “Luci della città” di Charlie Chaplin. E’ la storia di un vagabondo che cerca di aiutare una fioraia cieca a riacquistare la vista trovando i soldi per permetterle di operarsi. Il film è pieno di gag “alla Charlot” ma il finale è veramente poetico ed emozionante. Più vicina nel tempo è invece la storia che il regista danese Lars Von Trier ci narra nel suo bellissimo film “Le onde del destino“. Storia di un amore tra una ragazza scozzese, semplice e fervente credente, e un uomo straniero ambientata all’interno di una piccola comunità chiusa. La sopravvenutà disabilità dell’uomo porterà Bess, la protagonista, al sacrificio umano e morale. Tutto per amore di Jan, fino alle estreme conseguenze, purchè egli guarisca. Se penso alla letteratura mi viene da ricordare il commovente romanzo di Giuseppe Pontiggia “Nati due volte” nel quale egli racconta la sua esperienza personale con il figlio disabile.
Questo passo condensa magnificamente il significato del titolo:
Questi bambini nascono due volte. Devono imparare a muoversi in un mondo che la prima nascita ha reso più difficile. La seconda dipende da voi.
E bellissima è la dedica:
Ai disabili che lottano non per diventare normali ma se stessi.
Il libro è una lucida riflessione sulla disabilità senza cadere mai nel pietismo. Ad esso si è ispirato Gianni Amelio per il suo film “Le chiavi di casa“. Da ultimo ti voglio menzionare un piccolo racconto di H.G.Wells, grande narratore inglese del genere fantasy, dal titolo:
“Nel paese dei ciechi“. E’ la storia di un uomo che si trova a fare i conti con una comunità composta da soli ciechi nella quale egli costituirà l’eccezione, l’anormalità. Tant’è che quando si innamorerà di una di loro i membri della comunità gli imporranno di elevarsi dalla sua condizione di minorità diventando egli stesso cieco. A lui starà l’ardua scelta… E’ una rappresentazione del mondo alla rovescia che ci invita a riflettere su cosa sia veramente la cosiddetta “normalità”.
Spero di averti dato qualche buono spunto da cui partire. Individua un tema, magari un titolo, e torna a scrivermi indicandomi le materie tramite le quali vuoi strutturare la tua tesina. Così potrò anch’io essere più preciso nei riferimenti da suggerirti.
Ciao e buon lavoro, Giano.
simOlove, martedì 13 apr ha scritto:
ciao Giano…mi chiamo simona e frequento l’ultimo anno di liceo artistico…nella mia tesi voglio parlare del mio percorso di volontariato con i ragazzi disabili….parlare della diversità mentale….avevo pensato x arte van gogh…e poi?!?! e come posso parlare del volontariato ? spero di sentirti presto!
Cara Simona,
il tuo impegno nel volontariato con i ragazzi disabili, e la tua scelta di fare una tesina sul volontariato ti fanno onore.
Mi chiedi come puoi parlare di questo argomento? Chi meglio di te ne può parlare. Parti dalla tua esperienza poi allarga il discorso al volontariato in generale, alle associazioni, alle organizzazioni: Amnesty International, Associazione Luca Coscioni, Emergency, Greenpeace, Legambiente, Lega italiana per la lotta contro l’AIDS, Medici Senza Frontiere… e poi affronta il volontariato in Italia nel settore della sanità di cui ti mando un link dove troverai molti dati.
Per le altre materie potrei consigliarti per italiano un bellissimo racconto, di una storia reale, riportata in un recente libro di Mario Calabresi attuale direttore della Stampa. Il titolo è: “La fortuna non esiste”. Storie di uomini e donne che hanno avuto il coraggio di rialzarsi. La frase significativa di questo libro è: “Non importa quante volte cadi. Quello che conta è la velocità con cui ti rimetti in piedi.” Il racconto che ti segnalo è quello di un ragazzo disabile. Vedrai ti piacerà. Anche gli altri sono belli.
Per arte Munch va bene anche se è un po’ scontato.
Prova a buttare giù una mappa concettuale. E se hai ancora bisogno di me riscrivimi, ma spiegami meglio come vuoi sviluppare il lavoro. Ti aiuterò volentieri.
infinito
Paola Verduni, domenica 26 apr ha scritto:
Caro Giano,
sono una studentessa all’ultimo anno di liceo classico, dopo l’ammissione alla Luiss adesso è arrivato il momento di pensare alla tesina, ho pensato di trattare il tema dell’infinito inteso come ricerca continua di ogni essere umano di qualcosa di assoluto. Per rendere meglio l’idea ho pensato di intitolare la tesina “La strada verso l’infinito” e vista la mia intenzione di presentarla in power point ho scelto di mettere come sfondo un quadro molto fiabesco che si intitola “starway to heaven” con una scalinata verso il cielo. Il problema adesso è collegare le varie materie, hai qualche suggerimento? perchè non vorrei essere banale e allo stesso tempo le mie idee lo sono..ti sembra interessante come tesina?..
Grazie in anticipo
Cara Paola,
mi chiedi se il tema dell’infinito è interessante. E’ difficile trovarne altri più interessanti, basta leggere questa meravigliosa poesia la cui indicazione potrebbe sembrare scontat e che tu ovviamente conosci, ma non sono riuscito a trattenermi dal rileggerla nell’occasione.
“Sempre caro mi fu quest’ermo colle,
e questa siepe, che da tanta parte
dell’ultimo orizzonte il guardo esclude.
Ma sedendo e mirando, interminati
spazi di là da quella, e sovrumani
silenzi, e profondissima quiete
io nel pensier mi fingo, ove per poco
il cor non si spaura. E come il vento
odo stormir tra queste piante, io quello
infinito silenzio a questa voce
vo comparando: e mi sovvien l’eterno,
e le morte stagioni, e la presente
e viva, e il suon di lei. Così tra questa
immensità s’annega il pensier mio:
e il naufragar m’è dolce in questo mare”
(Giacomo Leopardi)
Che emozione! Si potrebbe incentrare tutta la tesina su questa poesia.
Ma questo tema è stato trattato da tanti punti di vista e solleva tante domande e inquietudini a voi umani che vale la pena che tu ne scelga alcuni e li approfondisca.
Per aiutarti in questa ricerca ti segnalo un sito dove sono riportate le domande degli studenti del liceo Giordano Bruno di Torino e le risposte del prof. Odifreddi su questo tema. Potrai trovare tanti spunti per il tuo lavoro.
Cerco di segnalarne alcuni. Non tutti ovviamente.
-> matematica: il concetto di infinito è forse quello che maggiormente ha affascinato i matematici di tutti i tempi da Euclide a Einstein, forse perché così legato alla vostra natura umana, per definizione finita. Tieni presente il simbolo usato in questa disciplina, assunto in alcuni casi a simbolo esoterico;
-> nelle arti: nella pittura, nella grafica …l’elenco sarebbe lungo. Un solo ricordo, Escher con la sua grafica onirica;
-> in filosofia
-> e poi la religione. Ma qui si apre un capitolo cha ha davvero risvolti enormi.
Fammi sapere come procedi in modo che io possa ancora aiutarti se tu vuoi.
Giano
deborah, sabato 30 gen ha scritto:
Ciao Giano..mi chiamo DeboraH e frequento il 5 anno del liceo scientifico, ieri ci sono state comunicate le date relative alla maturità 2010 e mi rendo conto che i tempi stringono sempre di più..Vorrei chiederti un consiglio sullo sviluppo della mia tesina..vorrei impostare qualcosa partendo da una meditazione sull’infinito ..potresti consigliarmi qualcosa ed un Titolo originale da mettere alla tesina. Grazie..
Cara Deborah,
anche se gli esami si avvicinano non preoccuparti, hai tutto il tempo necessario per preparare una buona tesina. Proviamo a riflettere insieme: dal momento che frequenti il liceo scientifico, mi pare d’obbligo il riferimento al concetto di infinito in matematica. Qui potrai trovare moltissimi riferimenti in proposito. Veniamo poi alle materie umanistiche; in latino, per cominciare, dovresti assolutamente includere nel percorso il poeta Lucrezio, vissuto nella prima metà del I sec. a. C. Nel suo poema cosmologico, il “De rerum natura”, impregnato di filosofia epicurea, ha infatti un ruolo centrale proprio la concezione dell’universo come infinito insieme di elementi, in contrasto con la posizione aristotelica che negava all’infinito qualsiasi realtà. In filosofia potresti trattare il concetto di infinito nella pensiero greco e poi latino, appunto, oppure pensare, perchè no, alla figura di Giordano Bruno, sostenitore, in epoca controriformistica, dell’esistenza di infiniti mondi – e proprio per questo condannato a morte dalla Chiesa (eccoti un utile link al proposito). In effetti il periodo a cavallo tra Cinquecento e Seicento è da vari punti di vista toccato da quella che si potrebbe definire una vera e propria “scoperta” dell’infinito: pensa (e potrebbe essere un buon collegamento per la storia) all’improvviso allargarsi degli orizzonti geografici e culturali portato dai viaggi e dalle scoperte geografiche, primo germe di ciò che noi oggi chiamiamo, con termine moderno, “globalizzazione”. Di fronte a questo immenso “spazio” (geografico, culturale, ma anche mentale: è proprio il momento della nascita della scienza moderna con Galileo e Copernico) l’uomo dell’età barocca prova come un senso di vertigine e spaesamento, ciò che viene spesso chiamato horror vacui: il luogo in cui questo “sacro terrore dell’infinito” trova espressione compiuta è quello dell’arte. In tutti i campi, in pittura, in letteratura, in architettura, in musica, vi è un continuo e insistito proliferare di volute, forme, abbellimenti, la cui funzione principale sembra proprio essere quella di colmare lo spazio espressivo (che poi è spazio mentale e dell’artista, e dello spettatore-lettore-ascoltatore) improvvisamente allargato e fattosi come “vuoto”: pensa, per non fare che un solo esempio, alla maestosità e ridondanza del baldacchino bronzeo di Gian Lorenzo Bernini in San Pietro in Vaticano, o al gioco di forme della borrominiana chiesa di S. Ivo alla Sapienza a Roma (e non a caso la lanterna alla sommità della cupola è a forma di spirale, forma “infinita” per eccellenza! Puoi vederla qui) In italiano un collegamento naturale, che segnalavo già in una risposta precedente, è quello con quel capolavoro della nostra poesia romantica che è “l’Infinito” di Giacomo Leopardi (che ti consiglio di ripetere, poichè comunque una domanda della commissione su questo è da aspettarsi): in questo caso esce allo scoperto la differenza fra la concezione barocca dell’infinito e quella romantica. Mentre l’uomo barocco è atterrito dall’infinito e lo fugge, quello romantico ne è attratto, e desidera “naufragarvi”, esserne inglobato, annullarvisi. Ma, ricollegandoti anche all’estetica dell’età barocca, ti consiglierei di non escludere a priori la possibilità di trattare quel singolare autore che fu il napoletano Giovan Battista Marino (1569-1625). Il suo poema “Adone” non è che la trasposizione letteraria della smania barocca per la fioritura e l’abbellimento portata fino all’esasperazione: in esso le vicende dei personaggi sono così lievi e, come gli è stato spesso rimproverato, inconsistenti, da essere quasi un pretesto per dispiegare incredibili e interminabili descrizioni, dando corpo a quella sua dichiarazione d’intenti che fu “è del poeta il fin la meraviglia”, ovvero lo scopo della creazione poetica deve essere quella di suscitare stupore nel lettore. Qui potrai trovare molte informazioni utili su di lui e sulla letteratura della sua epoca. Ah, dimenticavo di dirti il titolo che ho pensato per la tesina, ricollegandosi a Giordano Bruno: “Infiniti mondi”.
Pensaci; e torna a raccontarmi, se ti va, cosa ne pensi. A presto
Giano
limiti della scienza
Andrea, giovedì 16 apr ha scritto:
Caro Giano,
vorrei dei suggerimenti per impostare un percorso con dei collegamenti originali avente come titolo “i limiti della scienza e della conoscenza”. Grazie.Andrea
Caro Andrea,bel tema: complimenti!. Lo puoi affrontare da due punti di vista, a seconda che tu intenda i limiti del pensiero scientifico (che come insegna il concetto di fallibilismo di Popper sono anche la ragione del suo progresso) o i limiti della scienza propriamente intesa. Credo tu pensi a questi ultimi. Potresti perciò far riferimento: in storia all’affermarsi a partire degli anni Sessanta di una consapevolezza e di un movimento ecologista; in filosofia ai temi della bioetica e in particolare alla filosofia di Hans Jonas (ma leggi anche L’uomo è antiquato di Günter Anders); in letteratura al Faust di Goethe che, con la sua tecnica, scatena forze demoniache che non sa più controllare. Non dimenticare poi la vasta filmografia fantascientifica sulla scienza che porta alla distruzione del pianeta (un titolo fra tutti: Il dottor Stranamore di Kubrik) o al film dell’ex vicepresidente americano An Inconvenient truth, vincitore di vari Premi Oscar l’anno scorso.Saluti e buona fortuna,
Giano
chiara, mercoledì 17 giu ha scritto:
ciao,avrei bisogno di un suggerimento per la tesina di maturità l’argomento è :i limiti della scienza e non riesco a collegare arte e francese; inoltre andrebbe bene il carteggio einstein-freud,secondo lei è attinente al tema trattato??? grazie mille
Cara Chiara,
non mi dici come hai impostato la tua tesina, ma immagino che farai riferimento anche alle prospettive più o meno inquietanti dell’ingegneria genetica. A tal proposito, potresti far riferimento a Le particelle elementari, il controverso romanzo di Michel Houellebecqq di qualche anno fa, da cui, fra l’altro, è stato tratto anche un film. In arte, potresti fare un discorso sul cyborg e sul postumano, che immagina un futuro in cui la scienza è senza limiti e trasforma l’umano stesso. Ti consiglio due volumi, a tal proposito: Ai confini del corpo di Franco Rella (Feltrinelli) e Corpi sognanti: l’arte nell’epoca delle tecnologie digitali di Lorenzo Taiuti (Melktemi). la tua scelta mi sembra coerente con l’argomento trattato: con il carteggio i due intellettuali, tra le tante cose, si interrogano proprio sul compito che la scienza deve assumere di fronte alla guerra. Ti riporto due estratti emblematici:
Einstein:
C’è un modo per liberare gli uomini dalla fatalità della guerra? E’: ormai risaputo che, col progredire della scienza moderna, rispondere a questa domanda è divenuto una questione di vita o di morte per la civiltà da noi conosciuta, eppure, nonostante tutta la buona volontà, nessun tentativo di soluzione è purtroppo approdato a qualcosa
Freud:
Da tempi immemorabili l’umanità è soggetta al processo dell’incivilimento (altri, lo so, chiamano più volentieri questo processo: civilizzazione). Dobbiamo ad esso il meglio di ciò che siamo divenuti e buona parte di ciò di cui soffriamo. Le sue cause e origini sono oscure, il suo esito incerto, alcuni dei suoi caratteri facilmente visibili
Buoni esami,
Giano
limiti dell’uomo
antonella, martedì 20 apr ha scritto:
ciao Giano.sono una ragazza che frequenta l’ultimo anno del liceo scientifico e vorrei qualche consiglio circa il percorso d’esame…sinceramente le ho già scritto ma ho apportato alcune modifiche al mio percorso!!! Dunque il mio percorso verterà sui limiti dell’uomo…avevo pensato di partire dal testo di Guccini “Auschwitz” per potermi collegare con un libro di Viktor Frankl “Uno psicologo nei lager”,proseguire con storia e proporre un ritratto di Hitler come unico responsabile del Nazismo…per le altre materie avevo pensato i seguenti collegamenti:
Italiano:Pirandello e le maschere;Inglese: Il ritratto di Dorian Grey;Filosofia:la dialettica servo-padrone o il super uomo di Nietzsche;Storia dell’arte: il Futurismo o nel caso portassi Nietzsche in filosofia potrei portare il ritratto di Nietzsche di Munch;Letteratura latina:Tacito. Purtroppo non so bene cosa portare in matematica (ovviamente i limiti ,ma vorrei qualcosa che si collegasse con Fisica),geografia astronomica e fisica.
le chiedo gentilmente se può darmi qualche consiglio,anche sui collegamenti già fatti e se può darmi qualche indiczione circa italiano…la ringrazio!!!
Cara Antonella,
francamente faccio fatica a trovare un collegamento tra la canzone di Guccini e il tema del limite; il collegamento con Frankl farebbe pensare che tu voglia parlare dei lager come situazione-limite dove l’individuo deve sforzarsi di andare oltre le imposizioni a cui è sottoposto se vuole cercare di sopravvivere e dare un senso alla propria esistenza. Se la tua idea è qualcosa di simile, l’accostamento al tema superomistico in Nietzsche mi sembra appropriato, come assunzione di una responsabilità suprema quale quella di dare senso alla propria vita e al mondo dopo l’avvenuta morte di Dio. Per inglese vedrei forse meglio, come già suggerito altre volte, “Frankenstein” di Shelley, dove il tema dei limiti e del loro superamento è centrale. Di letteratura latina ti limiti a citare Tacito ma non spieghi in che senso; come in altre occasioni ti rimando alla celebre ode II di Orazio sull’aurea mediocritas. Per le restanti materie vale quanto ho già suggerito in situazioni simili e che qui di seguito ripropongo. Per la geografia astronomica puoi approfondire l’argomento “Universo” con le teorie sulla sua originee l’analisi dei corpi celesti che lo compongono. In Fisica puoi trattare il principio di indeterminazionedi Werner Heisenberg come limite e sconvolgimento della fisica classica, che aprì le porte ad una nuova fisica, la fisica quantistica. Per la Storia dell’Arte puoi occuparti del movimento futurista e della sua illimitata ‘fede’ nel progresso e nelle capacità dell’uomo. In particolare puoi analizzare il Manifesto del Futurismo scritto da Marinetti.
Buon lavoro!
Giano
Gaia, martedì 26 mag ha scritto:
Caro Giano, sto cercando aiuto per la tesina d’esame. Frequento un liceo classico e nonostante questo ho pensato di scegliere l’argomento “i limiti della scienza” o altrimenti generalizzarlo a “i limiti dell’uomo“. Pensavo di portare in matematica limiti e derivate (un accenno solo dato che non sono nel programma), in fisica il princiio di indeterminazione, in filosofia pensavo feuerbach ma non son sicura, in italiano son indecisa tra leopardi svevo e pirandello, in storia la tragedia di Hiroshima, in arte non so, in inglese Mary Shelley e Frankestein,in latino non so..geografia astronomica? Come hai visto son un po’ confusa
spero mi aiuterai!
Gaia
Cara Gaia,
credo che il riferimento più adeguato, in letteratura italiana, sia Svevo, con le ultime sue pagine in cui prevede con spirito visionario la costruzione da parte dell’uomo di un ordigno esplosivo di immane potenza (e lo fa senza sapere nulla delle ricerche sulla fusione dell’idrogeno che avrebbero portato alla costruzione della bomba atomica). Ecco le parole di Zeno Cosini, il protagonista:
Forse traverso una catastrofe inaudita prodotta dagli ordigni ritorneremo alla salute. Quando i gas velenosi non basteranno più, un uomo fatto come tutti gli altri, nel segreto di una stanza di questo mondo, inventerà un esplosivo incomparabile, in confronto al quale gli esplosivi attualmente esistenti saranno considerati quali innocui giocattoli. Ed un altro uomo fatto anche lui come tutti gli altri, ma degli altri un po’ più ammalato, ruberà tale esplosivo e s’arrampicherà al centro della terra per porlo nel punto ove il suo effetto potrà essere il massimo. Ci sarà un’esplosione enorme che nessuno udrà e la terra ritornata alla forma di nebulosa errerà nei cieli priva di parassiti e di malattie.
In filosofia, piuttosto che Fuerbach, io considererei un autore contemporaneo: Habermas. Nel suo libro “Il futuro della natura umana” (Einaudi), egli affronta i problemi connessi alla cosiddetta “manipolazione genetica” della vita umana. Un tema attuale su cui Habermas è ritornato in un noto dialogo con l’allora vescovo Ratzinger (lo trovi in “Fede e Ragione“, Reset-Marsilio). Per l’arte, credo che alcuni futuristi, ad esempio Balla, hanno inteso l’arte proprio come un per loro positivo superamento dei limiti umani. Per la geografia astronomica puoi approfondire l’argomento “Universo” con le teorie sulla sua origine e l’analisi dei corpi celesti che lo compongono. In Fisica va bene il principio di indeterminazione di Werner Heisenberg come limite e sconvolgimento della fisica classica, che aprì le porte ad una nuova fisica, la fisica quantistica.Per la Storia dell’Arte puoi occuparti del movimento futurista e della sua illimitata ‘fede’ nel progresso e nelle capacità dell’uomo. In particolare puoi analizzare il Manifesto del Futurismo scritto da Marinetti.Spero di esserti stato utile, buon lavoro e in bocca al lupo!
Saluti e auguri,
Giano
oltrepassare i limiti
elena, venerdì 29 gen ha scritto:
ciao Giano
frequento il 5° anno del liceo classico,e in vista degli esami che si avvicinano inesorabilmente sto cercando di mettere a punto la mia tesina.Fino a qualche giorno fa ero,come si suol dire,in alto mare:mille idee ma nemmeno una che mi si confacesse abbastanza.Poi l’illuminazione durante l’ora di inglese mentre la professoressa ci stava introducendo “Frankenstein” facendo un paragone con Prometeo e il mito dell’uomo che vuole andare al di là dei suoi limiti.Ho trovato subito tantissimi collegamenti interdisciplinari:il problema è come collegarli e soprattutto come non cadere nel banale.Avevo pensato per filosofia:il noumeno e il fenomeno di Kant in contrapposinzione con Hegel e con un riferimento a Shopenauer…Per arte avevo pensato al Romanticismo e in particolare a Friedrich “il viandante sul mare di nebbia”…per italiano:Divina Commedia(il canto di ulisse) ma sono ancora indecisa per il quanto riguarda tutto il resto.Puoi aiutarmi???Anche con collegamenti riferiti a letture che esulano dal normale iter scolastico???Grazie!
Cara Elena,
proprio come l’innocua mela che cadeva da un albero fu per Newton la rivelazione della forza di gravità, e i due tordi, che Darwin notò alle isole delle Galàpagos, accesero in lui la prima idea della teoria che spiega l’evoluzione della vita…. tu hai trovato la tua ‘accidentale’ illuminazione e tutto è diventato chiaro! In effetti chi non ha usato l’indomabile Frankenstein per partire alla volta di suggestivi sogni o di sulfurei incubi? Innanzitutto il tuo moderno Prometeo ti impone di partire dal famosissimo romanzo dell’inglese Mary Shelley che ha reso la ‘creatura’ immortale e facendone il simbolo delle più oscure paure umane. E’ proprio il sottotitolo del romanzo che allude all’aspirazione degli scienziati a potersi spingere fino alle più ardite azioni divine! In effetti la scrittrice ha cercato di tenere insieme due versioni diverse della storia di Prometeo: quello del titano della mitologia greca che ruba il fuoco all’Olimpo per salvare l’umanità e la versione romana della leggenda di Ovidio in cui Prometeo plasma gli esseri umani dalla creta. Potresti analizzare entrambe mettendo in evidenza i temi di fondo su cui poggiano, complementari seppur diverse, alla figura dell’eroe mitico: da un lato la ribellione verso il destino, la sfida, la tenacia nel perseguire i propri progetti di libertà – che si avvicina all’Ulisse di Omero, cantato da Dante, ingegnoso e ardimentoso – e dall’altro la creazione dal nulla, la potenza creatrice. Potresti anche fare riferimento al genere letterario gotico che si è sviluppato nel settecento in area anglosassone e che trova proprio nel romanzo di Mary Shelley uno dei suoi capolavori. E potresti farlo anche mettendo in relazione i temi predominanti delle ambientazioni che caratterizzavano questo genere, i castelli dimessi e tenebrosi, gli interni macabri con l’indimenticabile film di S. Dawley, il primo di una lunga serie, del 1910. Tenendo al centro dell’intera trama del tuo lavoro il romanzo della scrittrice inglese, potrai dare all’insieme coerenza e unità, senza scadere in connessioni forzate.
In filosofia, ad esempio, non mi sembrano particolarmente appropriati i temi e i filosofi a cui fai riferimento. Ti consiglio, invece, di collegare il tema del peccato in Kierkegaard, la colpa di cui si macchia lo scienziato che è in primo luogo rivolto verso la società e i suoi schemi e che consiste non tanto nell’ardire di voler creare la vita, sfidando Dio, ma nell’emularlo e nel voler competere con lui come padrone assoluto della creatura. Vedrai che per Kierkegaard il peccato consiste proprio nel rompere il patto di amicizia e alleanza con Dio, peccando di superbia. Esattamente come accadeva nel mondo della tragedia classica in cui gli uomini, macchiandosi di tracotanza, (yubris), sfidavano le leggi divine. Non so quanto e se leggi in inglese ma questo libro, magari alcuni capitoli che trovi più interessanti, può darti molte suggestioni inedite.
Inoltre, per attualizzare il tuo tema, potresti collegarti alle moderne scoperte biotecnologiche applicate alla vita (dalla clonazione alle tecniche di riproduzione artificiali per arrivare alle questioni dei trapianti di organi) che sollevano molti dibattiti e di cui la figura della creature – agglomerato di organi e tessuti di diversa provenienza – rappresenta una metafora. Questo sito può aiutarti.
Ti lascio al tuo affascinante percorso tra fiction, leggende, mondo classico e urgenti problemi filosofici e di bioetica. Buon ‘divertimento’,
Giano
noemi, mercoledì 13 mag ha scritto:
Salve, nn so se ricarda ma ero la ragazza del liceo scientifico di Napoli che voleva improntare la sue tesina sull’ antoligia di spoon river di Masters, ispirandomi eventualmente anche all’ album di De andrè.Io volevo affrontarlo dal punto di vista quasi della morale,un uomo libero nn rivolto all amore, nè al denaro , nè al cielo, come dice De andè. Il problema sta nel fatto ke è un argomento piuttosto ostico e vasto.ke mi consiglia?e se invece improntaxi la tesina, sempre partendo da master,dal superamento dei limiti dell uomo, qnd dal transumanar dantesco riportato poi anke da Pasolini…in latino potrei trovare il mito di dedalo,in filo Nitzche e il superomo, l opltrepaxamento di se…ma nelle altre materie?amai scusi x il disturbo am sn arrivata a maggio e nacora nn riesco a trovare qlks di adatto e originale…Grazie!
Cara Noemi,
il tema dell’oltrepassamento dei limiti è affascinante. Io mi concentrerei su di esso, anche perché gli esempi che mi fai mi sembrano appropriati. Faccio solo qualche chiosa. Bene, non puoi non cominciare da Dante:
“Trasumanar significar per verba
non si poria; però l’essemplo bastia
cui esperienza grazia serba.”
Giusto anche il riferimento a Pasolini: chiediti in che senso (non del tutto coincidente con quello di Dante) egli parla di “trasumanar” nel titolo di uno dei suoi ultimi libri. Rifletti poi sul fatto, considerato che frequenti lo scientifico, che l’andare oltre i limiti della nostra natura è un processo che sembra oggi alla portata di mano grazie ai processi della biologia molecolare e dell’ingegneria genetica. Un riferimento a questa prospettiva scientifica nuova si impone quasi obbligatoriamente. Un resoconto chiaro e scientificamente attendibile delle posizioni in campo lo trovi in “Bioetica laica e bioetica cattolica” di Giovanni Fornero (Bruno Mondadori). Bene il riferimento al mito di Dedalo, ma anche le figure del figlio Icaro e di Prometeo sono interesanti. In storia potresti parlare dei totalitarismi, dell’idea di ricostruire il mondo dalle fondamenta e di creare un “uomo nuovo”. Un tentativo destinato a fallire miseramente e che puoi ripercorrere nelle recenti pagine (Rubbettino editore) di “Lenin e Hitler” del professore Luiss Luciano Pellicani (sullo stesso argomento puoi leggere il libro di un allievo di pellicani, Luigi Fenizi, non a caso intitolato “Icaro è caduto”, pubblicato dalla casa editrice del Senato). Se la tua lingua è l’inglese, non dimenticare che la prima critica al delirio di onnipotenza dell’uomo che vuole oltrepassare se stesso si trova nel “Frankenstein” di Mary Wollstonecraft Shelley. Procedi pure, serenamente e tienimi informato.
Saluti e auguri,
Giano
perfezione
Elena, sabato 23 gen ha scritto:
Caro Giano,
ciao, sono elena e quest’anno dovrò affrontare la matuità scientifica.
Sto iniziando a preparare la tesina e pensavo di portare, come tema principale, la perfezione. Avevo pensato di portare l’ideologia della razza pura di Hitler e collegarmi con biologia con l’eugenetica;poi affrontare il problema da un punto di vista matematico parlando del nmero aureo che, tra l’altro, è stato utilizzato anche in svariate opere d’arte quindi sceglierne una e analizzarla.
Potrebbe essere un’idea valida? grazie mille in anticipo per i suggerimenti =)
Cara Elena,
il percorso da te delineato non solo ha una sua validità ma ti permette anche di toccare temi molto in voga nel dibattito pubblico contemporaneo: vedi quello dell’eugenetica che si inscrive nel più ampio ambito della biopolitica e della bioetica. Partendo dalla teoria della razza come prima cosa ti invito a dare uno sguardo alla voce Olocausto sul sito di Giano. Potresti fare una panoramica storica sul come tale teoria abbia attecchito e trovato terreno fertile nella Germania del primo dopoguerra. A questo proposito ti consiglierei la consultazione di questo saggio di un eminente storico tedesco quale è stato George Mosse. Scampato all’Olocausto egli ha condotto i suoi studi in maniera lucida e distaccata cercando di andare a fondo per capire le ragioni di una tale adesione di massa alle teorie naziste e rifiutandosi di relegare quel periodo alla logica dell’ “infausta parentesi”. Sarebbe interessante fare anche una analisi socio-economica del perchè una nazione intera fu portata a tali posizioni. In proposito puntuale e calzante risulta essere quella che venne fatta da un grande economista come John Maynard Keynes che nel suo “Le conseguenze economiche della pace” rimarcava come l’aver deciso una politica così fortemente punitiva, soprattutto dal punto di vista economico, nei confronti della Germania dopo la Grande Guerra l’avrebbe inevitabilmente allontanata dal resto del consesso mondiale facendola attestare su posizioni apertamente revansciste. Esemplare, a questo proposito, è la vicenda narrata magistralmente da Luchino Visconti nel suo capolavoro “La caduta degli dei” nella quale una famiglia viene distrutta dalle lotte intestine per il potere mentre il regime nazista sta raggiungendo il suo momento di massimo fulgore. Passando alla biologia potresti partire da Darwin e dalla sua teoria dell’evoluzione per spiegare come essa sia stata indebitamente piegata e distorta da altri, compreso suo cugino Francis Galton, per giustificare tesi apertamente razziste e scientificamente nulle. A tal proposito ti consiglio questo link dove potrai trovare molte informazioni oltre ad una ricca bibliografia. Per non dimenticare un ricordo lo meriterebbe certamente quella vera e propria infamia che fu il progetto Lebensborn, folle tentativo di “germanizzazione” dell’Europa da parte di Heinrich Himmler. Per quanto riguarda il numero aureo potremmo dire che rappresenta una metafora della continua e armonica tensione verso la perfezione. Da esso Fibonacci ne ricavò una sequenza numerica per la quale ciascun termine, a partire dal terzo, è uguale alla somma dei due termini precedenti. Essi trovano una loro interpretazione figurata nei cosiddetti frattali. Per una prima ricognizione riguardo alcuni aspetti del numero aureo ti rimando a questo link. A proposito dell’opera d’arte da collegare ti inviterei a porre attenzione al fatto che spesso troppo frettolosamente è stata attribuita la presenza della
proporzione aurea: ad esempio pensa a tutto il dibattito che ha suscitato e tuttora suscita a questo proposito “La Gioconda” di Leonardo da Vinci. Ci sono stati, però, pittori che certamente ne hanno fatto uso come Gris e Severini. Sicuramente saprai scegliere l’opera adatta da analizzare.
Visto che siamo partiti dalla teoria della razza vorrei lasciarti con una citazione di un grande antropologo che da poco è venuto a mancare: Claude Levi Strauss. Ha detto:
L’unica tara che possa affliggere un gruppo umano e impedirgli di realizzare in pieno la propria natura è quella di essere solo.
Spero di averti fornito qualche utile consiglio. Torna a scrivermi e fammi
sapere come va.
A presto, Giano.
tita92, venerdì 02 apr ha scritto:
Gentilissimo Giano,
sono una studentessa del liceo classico e avevo pensato di incentrare la mia tesina sul tema della perfezione.desidero trovare una citazione appropriata da porre come titoloe inoltre sto cercando di trovare collegamenti coerenti fra tutte le materie.Le materie che devo trattare sono Italiano, latino, greco, filosofia, storia, nglese, geografia astronomica, fisica e matematica.avevo pensato “Il ritratto di Dorian Gray” per l’inglese, l’antisemitismo e la “perfezione” della razza ariana per la storia,per qanto riguarda il greco classico avevo pensato a un passo delle Baccanti di Euripide in cui Penteo descrive i riti bacchici come una pratica perversa che viola la calma e la ranquillità della sua città, come qualcosa che turba lo stato perfetto che penteo vorrebbe creare (lei crede che sia un collegamento forzato?) non ho ancora trovato un collegament per filosofia, italiano, latino, scienze , fisica e matematica.perfavore può darmi qualche suggerimento?
grazie mille!
Cara Tita,
i tuoi collegamenti mi convincono, anche quello su cui hai maggiori dubbi, cioè il greco. Ti consiglio di guardare anche la voce Olocausto nell’archivio Giano per ulteriori materiali sull’antisemitismo. Per la filosofia ti consiglio di trattare dell’idea di perfezione della mente che è un elemento centrale della filosofia di Spinoza. Da un punto di vista della teoria letteraria il concetto di perfezione è legato al classicismo. Ti consiglio però di riprendere qualche autore del neoclassicismo, quel movimento culturale che si sviluppò in America e in Europa tra il XVIII e il XIX secolo, tra i più noti figurano certamente Ludovico Savioli, Giuseppe Parini, Vincenzo Monti e Ugo Foscolo. Questo link ti darà tutte le informazioni che ti servono.
Inoltre, potresti anche riferiti al concetto di perfezione dell’arte antica e per il latino alla produzione poetica dell’età augustea che tendeva ad un modello di perfezione. Questo link audio ti sarà di aiuto.
Lascerei da parte le materie scientifiche per non finire nella banalità della ricerca della perfezione da parte dell’uomo grazie all’utilizzo della tecnica. Non serve e non è indispensabile, come sia, collegare tutte le materie.
Ti auguro un buon lavoro,
sordità
Ilaria, mercoledì 16 dic ha scritto:
Caro Giano,
dopo aver letto i preziosi consigli che hai dato ai maturandi, ho deciso di scriverti anche io, che come tutti ho bisogno di qualche aiuto.
Frequento l’ultimo anno del liceo scientifico e come tesina ho intenzione di portare la “sordità” che fa parte di me, in quanto sono una ragazza sorda e quindi lo considero sicuramente un mio “punto di forza”.
Con scienze e fisica sono a posto, dato che presento la struttura dell’orecchio, le cause della sordità, le onde sonore ecc..
Ero invece un pò indecisa su italiano e filosofia. Per Italiano la mia intenzione era di parlare della lingua dei segni, lingua che conosco benissimo, ma a pensarci bene è un pò difficile, è come tentare di spiegare in poche parole la tutta la lingua inglese e le sue regole. Pensavo di presentare qualche autore che affronta la tematica del silenzio, tu cosa mi consigli? E quali altre materie potrei aggiungere?
Ti ringrazio in anticipo per il tuo prezioso aiuto.
Ilaria
Cara Ilaria,
se fossi un tuo commissario d’esame sarei davvero interessato a capire la lingua dei segni. Tu dici che non è facile spiegarla e lo comprendo. Ma è davvero impossibile? Neanche accennarne alcuni degli aspetti essenziali? Perché non ci provi, sarebbe bello! Quale migliore prova d’esame d’italiano trattare uno dei grandi linguaggi dell’umanità.
Potresti poi parlare di un bellissimo libro di Dacia Maraini, “La lunga vita di Marianna Ucrìa” storia di una bambina sordomuta nata da una ricca e potente famiglia Siciliana che si svolge alla fine del Settecento. E poi il bellissimo (è la seconda volta che uso questo superlativo, ma è necessario) lavoro teatrale “Anna dei miracoli” di cui ti mando un link dove troverai molti materiali.
Quali altri consigli? La Musica di Beethoven. La sordità del compositore, i cui primi sintomi iniziano all’età di 28 anni, non gli impedì di diventare uno dei più grandi, se non il più grande musicista di tutti i tempi. Egli affermò, e l’avrebbero potuto dire anche Anna e Marianna: «Noi, esseri limitati, dallo spirito illimitato, siamo nati soltanto per la gioia e la sofferenza. E si potrebbe quasi dire che i più eminenti afferrano la gioia attraverso la sofferenza».
Credo che sia quello che tu chiami il tuo punto di forza.
Riscrivimi e fammi sapere. Se posso cercherò ancora di darti una mano. Ciao Giano.
Nastassija, sabato 23 gen ha scritto:
Ciao Giano,
frequento la quinta liceo scientifico e vorrei un consiglio per la tesina della maturità.
facendo volontariato ho affrontato un’esperienza ardua e meravigliosa: mi sono occupata per quasi un mese di una bambina sorda di 4 anni… mi ha riempito la vita, con il suo mondo silenzioso. Ora non posso pensare a una vita senza la sua presenza e sento il bisogno di sapere di più riguardo la sordità, in particolare nel campo della psicologia.
vorrei impostare la mia tesina sul tema della sordità e sono un po’ in dubbio per quanto riguarda filosofia, che essendo la mia materia preferita non voglio escludere dalla tesina.
ti ringrazio in anticipo.
ciao
Cara Nastassija,
la tua bella lettera mi ha emozionato, sentimento che provo sempre quando mi trovo di fronte ad una persona che esprime una grande generosità ed umanità. Spesso quando si parla e si criticano i giovani, a volte a ragione, quasi mai si citano i tanti che spendono le loro energie e il loro tempo e il loro amore nel volontariato per aiutare gli altri.
Anche per questo ti risponderò con grande piacere, affrontando le tue domande da due punti di vista.
Il mondo del silenzio e gli aspetti specifici della sordità in campo psicologico.
Cominciamo dal primo.
Moltissimi poeti hanno dedicato i loro versi al tema del silenzio. Mario Luzi, Eugenio Montale – per citarne qualcuno accanto ai francesi Mallarmé, Beaudelaire. Tutti hanno inteso il silenzio rapportandolo alla cautela e alla forza delle parole, perché la poesia è sempre nemica del clamore, del rumore, del frastuono. Il silenzio, spesso, è il vello protettivo della sensibilità e la poesia è necessaria proprio perché suggerisce di abbassare i toni, di trovare un modo diverso per accogliere gli altri, il loro segreto.
I poeti – scriveva Alda Merini, una grandissima poetessa italiana – lavorano di notte quando il tempo non urge su di loro, quando tace il rumore della folla e termina il linciaggio delle ore. I poeti lavorano nel buio come falchi notturni od usignoli dal dolcissimo canto e temono di offendere Iddio. Ma i poeti, nel loro silenzio fanno ben più rumore di una dorata cupola di stelle.
E Paul Eluard ricordava come
Le poesie hanno sempre grandi margini bianchi, grandi margini di silenzio.
Molto spesso il silenzio è stato paragonato all’assenza di colore, al bianco. Nel cerchio cromatico di Newton, infatti, il bianco è il colore a saturazione zero. Eppure tanto il bianco, quanto il silenzio ci riportano a qualcosa che non c’è ma che modifica l’esistente, per certi versi, consente alle cose di apparire, ai colori di comporsi, ai suoni di pronunciarsi. Pensa ad esempio alle pause nel discorso e nelle forme musicali: le note si fermano e poi, dopo qualche attimo riprendono. Quell’attimo non è vuoto è pieno di silenzio. Ti scrivo questo perché penso che abbia una grande attinenza con l’idea che hai avuto per l’italiano. E’ vero quello che scrivi: il linguaggio dei segni è un altro aspetto, tutto speciale, della comunicazione che ha le sue regole e i suoi segreti. Traduce il silenzio senza passare per i suoni, con gesti, occhi, colori. In un certo senso è come la poesia che racconta il mondo e i suoi misteri con parola che solo apparentemente sembrano quelle di tutti. Certo appartengono alla stessa lingua, usano la stessa grammatica. Eppure la poesia dice in silenzio, sussurra, si ferma, prepara pause, annuncia silenti immersioni. In questo senso il silenzio non è affatto il luogo della passività.
Un altro consiglio che mi viene in mente è quello di trattare il tuo tema anche nella cosiddetta ‘arte muta’, la pittura, che ti consente di declinare il tuo tema anche nella storia dell’arte. Questo saggio potrà esserti d’aiuto. Infine, la filosofia. Potresti occuparti della filosofia del suono in Husserl, che presenta il silenzio come analogo auditivo dello spazio vuoto. Ti consiglio questo sito.
Per quanto riguarda lo studio della sordità in campo psicologico esso va trattato come aspetto particolare del tema più generale delle disabilità e della riabilitazione. A questo scopo ti segnalo un utile libro di Mirella Zanobini e Maria Carla Usai: “Psicologia della disabilità e della riabilitazione. I soggetti, le relazioni, i contesti in prospettiva evolutiva”. Se vai su questo link potrai leggerne buona parte, comprese alcune pagine proprio sul tema specifico della sordità.
Per quanto riguarda filosofia non forzerei il collegamento a questo importante argomento che hai scelto credo che peggioreresti il risultato. Questo non significa che devi escludere questa disciplina dal tuo esame: al contrario. Il mio consiglio e di trattarla a parte. Scegli un argomento o un filosofo che ti interessa particolarmente e fanne una breve tesina autonoma.
Fammi sapere. Mi faresti piacere.
Giano
ulisse
silvia1991, mercoledì 14 apr ha scritto:
ciao Giano sono Silvia e sono all’ultimo anno di un liceo scientifico di Verona.
come capita ad ogni studenti il problema “tesina” ha colpito pure me.
mi ha sempre affascinato la figura di Ulisse, l’eroe omerico, ripreso da diversi autori all’interno della letteratura italiana. Pascoli, D’Annunzio, ne parlano e questo sarebbe un buon collegamento per italiano, Joyce scrive l’Ulysses.. due materie però risultano essere troppo poche mi restano fuori storia, filosofia, scienze, fisica e arte. ti viene in mente qualche possibile e sensato collegamento con almeno una di queste materie? grazie mille
Cara Silvia,
la grande figura di Ulisse, l’uomo dal “multiforme ingegno”, ha sempre stimolato vividamente l’immaginazione degli artisti nel corso dei secoli; potresti, dunque, in storia dell’arte, proporre un excursus su opere che rappresentino episodi dell’Odissea. Ti faccio qualche esempio: il pittore seicentesco francese Claude Lorrain dipinse una “Partenza di Ulisse, mentre nell’Ottocento il grande Joseph Turner realizzò un quadro intitolato “Ulisse deride Polifemo”; in generale le vicende del poema omerico furono predilette dagli artisti gravitanti intorno al movimento dei preraffaelliti: qui troverai queste e altre opere che potranno esserti utili. In storia potresti ricollegarti al periodo delle navigazioni e delle scoperte geografiche tra XVI e XVII secolo; e in filosofia sarebbe interessante trattare il tema della conoscenza, centrale in Ulisse (e soprattutto nella versione dantesca di questo immortale personaggio).
Spero di esserti stato d’aiuto, buono studio
Giano
Eleonora, lunedì 14 giu ha scritto:
Caro Giano,
a breve dovrò affrontare l’ esame di stato, ho completatato la tesina da un pò, ma purtroppo non sono molto soddisfatta di un paio di collegamenti: il tema che proporrò sarà “Ulisse e i limiti della conoscenza umana“, è un tema che ho collegato facilmente a tutte le materie, tranne, paradossalmente, a latino e greco, in greco posso portare certamente Omero, ma poichè Omero non rientra in programma di terzo liceo classico dovrò abbinare un altro autore e pensavo ad un confronto tra Omero e Apollonio Rodio sulla questione spazio e tempo; per quanto rigurda il latino avevo pensato a Petronio, anche se mi rendo conto che il collegamento è un pò forzato!Mi piacerebbe tanto un suggerimento, per così vagliare tutte le possibilità. A presto.
Cara Eleonora,
è effettivamente un paradosso quello di non poter “portare” Omero”, ma molto intelligente la scelta di farlo rientrare “dalla finestra”comparandolo ad Apollonio Rodio. Per il latino, invece, se proprio vogliamo distanziarci da Petronio, ti suggerisco lo studio del “De rerum natura” di Lucrezio, inno alla conoscenza: http://it.wikipedia.org/wiki/Tito_Lucrezio_Caro.
Secondo Lucrezio, che riprende in maniera radicale la tesi già di Epicuro, la religione è la causa dei mali dell’uomo e della sua ignoranza. Egli ritiene che la religione offuschi la ragione impedendo all’uomo di realizzarsi degnamente e, soprattutto, di poter accedere alla felicità. Il poema ha tre argomenti principali: la lacerante antinomia fra ratio e religio. La ratio è vista da Lucrezio come quella chiarità folgorante della verità «che squarcia le tenebre dell’oscurità», è il discorso razionale sulla natura del mondo e dell’uomo, quindi la dottrina epicurea, mentre la religio è ottundimento gnoseologico e cieca ignoranza. Indica l’insieme di credenze e dunque di comportamenti umani “superstiziosi” nei confronti degli dei e della loro potenza. Poiché la religio non si basa sulla ratio essa è falsa e pericolosa.
Mi auguro di esserti stato d’aiuto.
Buono studio,
Giano
Volo
Ilaria, lunedì 14 dic ha scritto:
Ciao Giano!! E’ da un pò di tempo che leggo tutti i tuoi fantastici consigli sulle tesine e credo che per tutti sei stato di grande aiuto! Io sto cercando di inziare la mia tesina concentrata su “Il volo come superamento di ogni limite”. Avendo un’areo di progetto, ovvero il mito, pensavo di partire appunto dal mito di Dedalo e Icaro, in inglese pensavo di portare Joyce in quanto si faceva chiamare Stephen Dedalus, in latino le metamorfosi di Ovidio anche se sono fuori tema per quest anno, in arte l’impressionismo in quanto si supera il limite della perfezione. Frequentando un liceo linguistico avrei bisogno di un collegamento con francese e se fosse possibile anche con tedesco. Ovviamente se ti dovessero venire in mente altri collegamenti con altre materie (italiano, storia, filosofia) informami. Grazie in anticipo x il tuo aiuto!!!! Ilaria.
Cara Ilaria,
grazie per i complimenti, sono contento che i miei consigli ti piacciano e spero che anche questi che darò a te siano all’altezza delle tue aspettative, anche se le domande che mi fai non sono facili. Comincerei dal titolo. Non ho ben capito se la tua tesina è sul Mito, che vorresti sviluppare a partire da “Il volo come superamento di ogni limite”, oppure è proprio questo il titolo. Ovviamente impostazione e contenuti nell’uno o nell’altro caso sarebbero affatto diversi. Ma supponiamo di dover affrontare l’argomento volo come tema principale ed esclusivo intendendolo come mito “par excellence”. Per quanto riguarda alcuni dei collegamenti che indichi ho delle perplessità. Ad esempio. Mi sembra che il nome del protagonista del grandioso romanzo di Joyce non basti a giustificare un legame che comunque sarebbe difficile argomentare tenendo conto della complessità e delle difficoltà anche linguistiche che presenta. Fossi in te farei riferimento ad un altro libro: Il mago di Lublino di Isaac Singer B. scrittore ebreo considerato di lingua inglese anche se scrive in yiddish. Il protagonista di questo appassionante libro è uno zingaro funambolo, prestigiatore, illusionista, maestro, come Houdini, nell’aprire serrature e lucchetti anche bendato o ammanettato. Il suo sogno e di volare e per questo si esercita fino al punto di essere convinto di riuscirci. Moderno Icaro ne pagherà le conseguenze. Personaggi come lui se ne incontrano raramente nella narrativa di tutti i tempi. Leggilo è davvero bello! E se ti capita di trovare il CD con l’omonimo film di Menahem Golan guardalo. Anche per arte potresti trovare qualche collegamento migliore de “l’impressionismo, in quanto si supera il limite della perfezione”. E’ vero che l’impressionismo “supera il limite della perfezione?” e anche se fosse, questo giustificherebbe il legame con il volo? Pensaci e pensa anche a un riferimento moderno alla nuova arte del Novecento: il cinema. Mi riferisco ad esempio ad un film americano: Birdy del grande regista Alan Parker di cui ti mando una clip. Infine per storia potresti trovare un collegamento con la storia del volo dalle prime intuizioni e disegni di Leonardo ai fratelli Wright al volo di Lindberg che aprì i collegamenti intercontinentali ai moderni voli low cost fino a quelli nello spazio. E qui non puoi non citare 2001 odissea nello spazio di Kubrik. Infine per filosofia, smaterializzerei il concetto interpretandolo come il volo del pensiero. So che questa per filosofia è la parte più debole ma è l’unica cosa che in questo momento mi viene in mente. Credo che queste indicazioni e suggerimenti possano aiutarti a fare una tesina originale e moderna che potrà interessare i tuoi commissari d’esame. Fammi sapere che te ne pare. Ciao, a presto. Giano
Mattia, lunedì 24 mag ha scritto:
Caro Giano,
ti scrivo perchè mi trovo in difficoltà per quanto riguarda la scelta degli argomenti e il loro sviluppo nella mia tesi per la maturità.L’argomento che ho scelto è il “volo“, prima di tutto perchè ne sono sempre rimasto affascinato, poi perchè quest’anno è il centenario del primo volo effettuato dai fratelli Wright e anche perchè, sempre quest’anno,ho avuto modo di partecipare a un corso di volo con l’Aeronautica in cui ho potuto addirittura pilotare un piccolo aereo, esperienza che mi ha entusiasmato e incoraggiato a scegliere il suddetto argomento.Parlando con i miei prefessori mi è stato consigliato di fare i seguenti collegamenti: in Italiano mettere l’ode di Monti “Al signor di Montgolfier” in quanto l’ode è dedicata a colui che insieme al fratello effettuò il primo volo su un aerostato e contiene temi interessanti da sviluppare quali la novità, l’orgoglio, il realizzamento di un sogno ecc ecc..; in Storia nello scenario della Guerra Fredda parlare dello sviluppo o meglio della corsa allo spazio tra Usa e Urss; in Scienze della Terra trattare dello strato di atmosfera nel quale volano gli aerei; in Fisica le leggi e i teoremi che spiegano le forze che agiscono su un aereo e che gli permettono di volare ad esempio il teorema di Bernoulli, la Portanza , la Resistenza , la forza Aerodinamica ecc… Oltre a queste materie mi mancano da collegare ancora Latino, Matematica, Storia dell’Arte, Filosofia, Inglese e Francese. Quindi vorrei chiederti se puoi consigliarmi un argomento per le materie che mi mancano e se gli argomenti che ho sopra elencato possono andare bene. Grazie in anticipo per l’aiuto!!
Caro Mattia,
fai bene a partire da un’esperienza che ti ha entusiasmato e puoi ritenerti fortunato se alla tua età hai già avuto la possibilità di pilotare un velivolo. Ma veniamo ai collegamenti. In latino un classico sono “le metamorfosi” di Ovidio, dove si parla del celebre mito di Icaro. Dall’argomento scelto per latino puoi ricavare una connessione anche per storia dell’arte, come “la caduta di Icaro” sviluppato da Gowy su bozzetto di Rubens; oppure puoi pensare all’esaltazione della macchina fatta dal movimento futurista italiano. Per letteratura inglese un consiglio che ho già dato in precedenza è il romanzo di Isaac Singer B. “Il mago di Lublino”, il cui protagonista ha il sogno del volo, sogno che realizza pagandone però le conseguenze; per ulteriori informazioni, puoi guardare la voce “volo” del mio archivio. Per francese puoi pensare al romanzo di Jules Verne “Dalla terra alla luna”. Per filosofia la cosa si fa più difficile; ti segnalo comunque un brano di Nietzsche dedicato al tema del volo: http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaN/nietzsche65hg5h03eb.htm. Un saluto
Giano