Tesina etica
bene e male
francesca, giovedì 07 mag ha scritto:
caro giano… sono una studentessa del quinto anno .. frequento il liceo scientifico.. sono un pò preoccupata per la mia tesina… avrei voluto iniziare con l ‘ interrogativo unde malum? di sant agostino.. solo che i collegamenti cn le altre materie… sopratutto scientifiche mi sembrano parecchie forzate.. potresti consigliarmi come affrontare qst tesina incentrata sul bene e sul male…? ho tanto bisogno di un consiglio..:)
francesca, venerdì 08 mag ha scritto:
grazie giano lo stesso..
Cara Francesca,
non ti ho dimenticata. Aspettavo di aver completata la risposta prima di mandartela. Visto che stai perdendo la fiducia comincio con inviarti un primo suggerimento che vorrò completare con opportune integrazioni in una seconda lettera. Dunque. Non sempre è possibile trovare collegamenti completamente aderenti. Non c’è però da preoccuparsene più di tanto: una tesina si giudica per i contenuti e per il filo logico che li connette e non secondo il modello astratto della “completezza”. Il problema del bene e del male in rapporto, come sicuramente saprai, viene studiato in filosofia e teologia da una disciplina che si chiama teodicea. Sulla teodicea (letteralmente “giustizia” o “giustificazione di Dio”) c’è stata un’ampia discussione soprattutto nel Settecento, il secolo dei Lumi o della Ragione. “Il Candide “di Voltaire fu scritto in seguito ad un violento terremoto che colpì Lisbona e che fece per un certo tempo vacillare l’idea allora trionfante della spiegazione mediante cause razionali di ogni evento. Si fronteggiavano soprattutto due opposti partiti: i deisti, i quali affermavano che anche il male aveva un senso nell’economia generale del mondo e che tutto si spiegava a partire dalla prospettiva di dio, e quello di coloro che dicevano che il mondo è un semplice e irrazionale agglomerato di atomi e che anche l’uomo vive in un’illusione prospettica credendo che esistano valori come il bene o il male. Erano soprattutto gli scienziati di ispirazione meccanicistica ad aver questa visione materialistica. Forse potresti mettere a oggetto i progressi della fisica newtoniana fra Sei e Settecento e l’affermarsi connesso ad essi del paradigma delle scienze che imponeva anche ai credenti di riconsiderare su nuove basi il rapporto col mondo e con Dio. Focalizzando l’attenzione su un periodo storico ben preciso, voglio dire, potresti includere la scienza nel tuo discorso come esempio diverso di spiegazione del problema della teodicea. Spero di esserti stato di aiuto, almeno per focalizzare il tema. Ci risentiamo presto,
Giano
Cara Francesca,
ho ancora pensato alla tua tesina ed ecco che cosa mi è venuto di dirti.
La presenza del male nel mondo, il problema cioè di come esso si concilia con la presenza di dio, è da sempre oggetto di discussioni teologiche, filosofiche, morali. In termini tecnici, si parla propriamente di teodicea: una delle più raffinate risposte in filosofia sono, per fare due soli esempi, quelle di Leibniz e Kant (che per primo ha parlato di “male radicale”); mentre in ambito cattolico il riferimento principale è alla “Teodicea” in tre volumi di Antonio Rosmini. Puoi ripercorrere tutta la riflessione seguendo le tracce presenti nel libro di Stefano Brogi “I filosofi e il male. Il problema della teodicea da Platone a Auschwitz”, edito da Franco Angeli. Interessante è anche però il dopo Auschwitz. Adorno affermò che “dopo Auschwitz era impossibile pensare”. Un commento a questa tesi, a prima vista paradossale, la trovi nel bel volume di Franco Rella, “Figure del male”, edito da Feltrinelli.
Fammi sapere come hai impostato la tua tesina e se hai ancora bisogno di aiuto.
Buon lavoro.
Giano
bioetica
gianluca, sabato 20 giu ha scritto:
ciao giano
avrei bisogno di un parere.
frequento il liceo scientifico e quest anno per l esame di maturita vorrei portare il tema della bioetica. per quanto riguarda i collegamenti ho pensato:
FILOSOFIA: bioetica laica e cattolica
STORIA: sperimantazioni dei nazisti nei campi sterminio e aktion T4
ITALIANO: la sessualita di d’annunzio oltre i limiti della natura
LATINO: seneca favorevole al suicidio perche è come una liberazione dal dolore
ATRE: munch, morter e malattia sono temi presenti nelle sue opere
INGLESE: il caso di Eluana Englaro in english
scienze qualche consiglio?
socondo te sono azzeccati i collegamenti??
grazie in anticipo
Caro Gianluca,
bella scelta: un tema stimolante e di attualità. Vedo anche tu, dopo l’uso che ne ha fatto un noto politico, hai sdoganato il verbo “azzeccare”. Scherzi a parte, non è elegantissimo e mi permetterei di consigliarti di non utilizzarlo. I tre temi caldi della bioetica sono, come sai la cosiddetta “fecondazione assistita”, la cosiddetta “morte biologica” e l’eutanasia: concernono cioè la vita e la morte, l’inizio e la fine. Quando avvengono? Come avvengono? In scienze io parlerei del concepimento e della riproduzione da una parte, della definizione di morte dall’altro. Fra l’altro, ultimamente la legge ha recepito le ultime acquisizioni scientifiche in materia, che, come dice con molta chiarezza l’articolo de “Il Sole 24 ore” a cui ti rimando, spostano dall’attività del cuore a quella del cervello il luogo ove appurare l’avvenuto decesso.
Ottimi tutti i riferimenti: per la filosofia mi permetto di rimandarti al chiaro ed esaustivo volume di Giovanni Fornero, l’allievo di Abbagnano, intitolato “Bioetica laica e bioetica cattolica” (Bruno Mondadori), che con 100.000 copie vendute è stato due anni fa un vero successo editoriale. Fra i tuoi collegamenti, quello che mi convince meno è quello con la storia dell’arte. Sarà forse banale, ma ti chiedo: perché non metti a tema lo studio sul corpo umano “perfetto” di una Leni Refenstahl, prima e dopo il nazismo?
Saluti e buona fortuna,
Giano
colpa
francesca, domenica 07 giu ha scritto:
ciao Giano sono francesca una esaminanda del liceo scientifico che vorrebbe fare la tesi di maturità sulla questione della colpa alla fine della seconda guerra mondiale e su come l’utilizzo della conoscenze scientifiche a scopi non umanitari possa essere considerata una “colpa”, in quanto si è in parte responsabili verso le vittime che queste armi portano (vedi bomba atomica)… ma oltre a filosofia, storia, e fisica con l’ evoluzione della tecnologia nulcleare cosa posso mettere di letteratura inglese,storia dell’arte,letteratura italiana e matematica?
sono molto in difficoltà, potresti darmi un consiglio?
Cara Francesca,
in letteratura inglese puoi far riferimento al buon vecchio Orwell, con la sua implacabile critica al totalitarismo, che in ultima istanza era stata la causa dell’escalation della seconda guerra mondiale (leggi il bel ritratto di Orwell come maestro che trovi in Filippo La Porta, “Maestri irregolari”, Bollati Boringhieri). In storia dell’arte il riferimento, anche questo ovvio, è a “Guernica” di Pablo Picasso (ne saprai tutto leggendo “Guernica 1937” dello storico Angelo d’Orsi, Donzelli). In letteratura italiana, credo che la vetta più alta nella riflessione sul secondo conflitto mondiale sia stata raggiunta da Primo Levi (leggi Marco Belpoliti, “Primo Levi”, Marcos & Marcos). In matematica, credo che tu possa sviluppare una riflessione su John von Neumann, uno dei più grandi matematici del secolo scorso, dalle cui ricerche e dalla cui azione nacque la spinta decisiva per lo sviluppo della tecnologia che portò alla costruzione della bomba atomica (ti consiglio il libro di Giorgio Israel e Ana Millan Gasca, “Il mondo come gioco matematico: John von Neumann, scienziato del novecento“, La Nuova Italia). Un ultimo consiglio, anche se credo che si tratti di un libro che già conosci e che imposta l’intero tuo discorso: Karl Jaspers, “La questione della colpa. Sulla responsabilità politica della Germania”, Raffaello Cortina.
Saluti e auguri,
Giano
Riccardo, martedì 11 mag ha scritto:
ciao giano,
vorrei un’opinione e qualche consiglio sull’argomento della tesina che ho deciso di fare(sono in quinta ad un liceo scientifico): il senso del dovere e il senso di colpa nel non adempire ad esso. la mia preoccupazione è che riesco a collegarmi solo a filosofia(imperativi kantiani,stadio etico di Kierkegaard, la “non morale ed il non dovere” in Nietzsche ed infine il perchè ci sentiamo sentiamo in colpa nel non rispettare le regole in Freaud ), mentre a stento riesco a farlo con altre materie e non sono sicuro siano collegamenti azzeccati anche perchè non rientrano nel programma di quest’anno: mi sono documentato,ma ho trovato un libro di Mazzini ed uno di Cicerone sul dovere,ma speravo in un collegamento più vicino agli argomenti trattati quest’anno. qualche dritta da dami ? grazie in anticipo,
riccardo
Caro Riccardo,
intanto ti rimando al mio sito www.luiss.it/giano/parla-con-giano/tesina-colpa/ dove troverai qualche stimolo utile. Puoi iniziare a leggere questa bella intervista allo psicoanalista G. Jervis “Colpa e responsabilità individuale” http://www.emsf.rai.it/grillo/trasmissioni.asp?d=175 . Non so come vuoi impostare il rapporto colpa-dovere. Provo a fare qualche ipotesi. Il collegamento con storia può essere l’8 settembre del 1943, con la scelta che tra combattere contro il nazismo oppure nascondersi e aspettare la fine della guerra; in molti, per senso del dovere e della fedeltà alla parola data, hanno ritenuto combattere con i fascisti e i nazisti della Repubblica di Salò; oppure anche le leggi razziali, obbedire ad una legge sentita dalla maggioranza come ingiusta; anche il giuramento di fedeltà al fascismo al quale solo pochi docenti si rifiutarono di sottostare. In italiano Primo Levi con il libro “I sommersi e i salvati”, con il senso di colpa che viene vissuto, al contrario, da parte delle vittime. Letteratura inglese Oscar Wilde con il “Il ritratto di Dorian Gray” e l’illusione che possiamo fare tutto senza provare sensi di colpa. Per letteratura latina forse Cicerone e l’idea di dovere esposta nel “De officiis”, cioè l’idea che il dovere deve essere una sorta di buon senso e che pertanto esso cambia a seconda delle circostanze, vedi http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaC/cicero2.htmTi saluto e ti auguro buon lavoro,
Giano
male
giuseppe, sabato 23 gen ha scritto:
Salve Giano! Frequento l’ultimo anno del liceo classico e sto cercando idee per la mia tesina! Vorrei qualche idea per svolgere una tesina sul tema del male, e in particolare sulla violenza! Grazie!
Caro Giuseppe,
per affrontare un tema così impegnativo e insieme così centrale nella riflessione sul mondo attuale, non puoi che partire da una figura fondamentale del Novecento, la filosofa tedesca Hannah Arendt (1906-1975). Centrale nella sua riflessione è stato il ruolo del potere, dell’autorità e della violenza nella dimensione politica del mondo contemporaneo; tra le altre cose, un suo saggio si intitola proprio “Sulla violenza” (puoi leggerne qui). In storia un collegamento quasi naturale è quello con l’evento, da poco ricordato anche sulle nostre pagine, della Shoah: la vicenda del nazismo può a ragione essere considerata come il verificarsi, nella storia umana, del male per antonomasia. Celebre è, a questo proposito, il reportage, sempre della Arendt, intitolato “La banalità del male”: in esso la scrittrice, da corrispondente del New Yorker, raccontò nel 1963 la cronaca del processo, celebrato a Gerusalemme, al gerarca nazista Adolf Eichmann. La tesi del libro è diventata famosa: molti dei peggiori criminali nazisti perpetrarono il male agendo da funzionari di una burocrazia, illudendosi di non esserne responsabili poichè “eseguivano gli ordini”, e diventando così delle agghiaccianti personificazioni della disumanizzazione elevata a sistema.
In letteratura voglio segnalarti due opere che potresti trattare in italiano e in inglese: “Il visconte dimezzato” di Italo Calvino e “Lo strano caso del dottor Jekyll e del signor Hyde” di Robert Louis Stevenson: storie che pongono al centro, in sorprendente analogia, la dualità che permea ogni essere umano, la compresenza, in ognuno, di bene e di male; e di come questo male possa, in determinate circostanze, prendere il sopravvento.
In greco ti consiglio di prendere in considerazione la trilogia di tragedie di Sofocle imperniate sulla figura di Edipo: la riflessione, in esse contenuta, sul male che cova nell’animo di ognuno, la colpa che esso può generale e la successiva espiazione può essere un altro validissmo tassello del tuo percorso. In latino, infine, è un altro tragediografo che ti segnalo, ovvero Seneca. Le sue tragedie, come leggerai qui costituiscono l’espressione letteraria di una vera e propria “esperienza totale del male”.
Spero di averti fornito dei validi spunti di approfondimento; buono studio e a presto
Giano
daniel, martedì 02 mar ha scritto:
Ciao Giano, ho bisogno di un aiuto per la tesina. Io devo dare l’esame di maturità come privatista in Grafico Pubblicitario, ed ho pensato di fare una tesi sul Male, partendo dalla definizione del concetto di male e dei giorni nostri. toccando storia con Hitler, letteratura Montale – Leopardi (cmq poeti maledetti) , storia dell’arte caravaggio o bacon, e foto e grafica sono ancora incerto sulle tematiche. Le materie che posso collegare sono italiano,storia,arte e psicologia. Non credo di avere altre possibilità. Ho questa idea, ma non so bene come gestirmi gli argomenti, soprattutto come partire. Se hai qualsiasi consiglio ti ringrazio molto.Ciao.
Caro Daniel,
devo dire che, a dispetto dei tuoi dubbi, le idee che mi hai esposto mi sembrano davvero valide. Vediamo come articolarle nel modo migliore: il punto di partenza, in particolare, di cui sei alla ricerca, potrebbe essere costituito da una definizione, come suggerisci tu, del concetto di male (su cui ti consiglio, in generale, questo breve saggio). Prendiamo, ad esempio, quella che Hannah Arendt dà di Auschwitz, identificato come il “male assoluto” nel suo “Le origini del totalitarismo”:
il male assoluto, impunibile e imperdonabile, che non poteva più essere compreso e spiegato, coi malvagi motivi dell’interesse egoistico, dell’avidità, dell’invidia, del risentimento e che quindi la collera non poteva vendicare, la carità sopportare, l’amicizia perdonare, la legge punire.
Da qui, dunque, il collegamento con storia (Hitler e l’Olocausto); e, a seguire, quelli di italiano e storia dell’arte, per cui hai trovato degli ottimi argomenti, in cui il male di esistere si esprime e insieme si sublima attraverso l’arte. Attenzione solo a quando dici “poeti maledetti”: è una definizione che si adatta non ad autori che abbiano trattato della crudeltà dell’esistere, come Leopardi o Montale, ma a scrittori che hanno rigettato i valori della società a loro contemporanea, conducendo uno stile di vita provocatorio, pericoloso, asociale o autodistruttivo (in particolare consumando alcol e droghe), e componendo testi di una difficile lettura, morendo spesso ancor prima che al loro genio venisse riconosciuto il giusto valore: il pensiero corre, ad esempio, a personaggi come Verlaine, Rimbaud, Mallarmè.
Spero di averti dato l’aiuto che cercavi; torna a raccontarmi il procedere dello studio,
Giano
morale
Giorgia, sabato 16 mag ha scritto:
caro Giano,
avevo pensato alla legalità rapportata al concetto di morale come argomento per la mia tesina.la domanda che mi sono posta per motivare la scelta della tematicha è il perchè nel corso del 900 ci siano state tante decisioni politiche attuate conformi a canoni di legalità ma non sicuramente di eticità e moralità( si pensi all’esempio emblematico dell’ascesa di Hitler al potere, che è stata decretata per comune volere dei cittadini, i quali erano consapevoli dei suoi programmi antisemiti).
partendo dal concetto di legalità come osservanza delle leggi dovrei inquadrare i collegamenti con le varie materie:in storia l’ascesa di Hitler e le leggi di Norimberga, che sono un esempio di leggi altamente immorali; in filosofia il rapporto tra giustizia e moralità con riferimentiallo spirito oggettivo di Hegel;in Italiano mi hanno consigliato Manzoni e i “Promessi Sposi”(romanzo in bilico fra legalità ed illegalità);in latino Seneca e l’Apocolocintosis (considerazioni sull’immoralità di un principe); in inglese Orwell(1984). il problema riguarda le materie scientifiche: dovrei collegare con questa tematica, quindi la legalità immorale, geografia astronomica e fisica, anche se mi rendo conto che è difficile. in geografia astronomica mi è stato consigliato Einstein , perchè abbiamo studiato la teoria della relatività ed egli fu vittima del regime nazista. volevo sapere se è possibile qualche suggerimento per collegare fisica e magari anche come impostare una presentazione interessante del lavoro, considerato il fatto che avrei a disposizione solo circa un quarto d’ora durante il colloquio , per presentare la mia tesina. Grazie, Giorgia
Cara Giorgia,
credo di poterti dire che è meglio non “coprire” discipline pure importanti quali geografia astronomica e fisica piuttosto che presentare un collegamento forzato. Sicuramente il riferimento a Einstein mi sembra azzardato e non di merito. D’altronde moralità e legalità sono concetti pertinenti al mondo umano e per principio hanno poco a che fare con il mondo di cose che è proprio della fisica. C’è una legalità anche nell’universo fisico, ed è espressa dalle leggi scientifiche: ma essa è un dato di fatto e come tale né morale né immorale.
Le tue scelte sono molto pertinenti e, a mio avviso, puoi tranquillamente fermarti. Per presentare l’argomento, invece, mi è venuta un’idea, che ti sottopongo: perché non selezioni uno spezzone di un vecchio film italiano, che io vidi tempo fa in un passaggio televisivo (anche noi Dei non disdegniamo per principio il mezzo) e che mi colpì particolarmente? Sto parlando di “Processo e morte di Socrate”, del 1939, di Corrado d’Errico, con Rossano Brazzi e Ermete Zacconi. Potresti iniziare la discussione mostrando lo spezzone in cui l’Ateniese si pone la domanda se, nel frangente che sta vivendo, sia più giusto obbedire allo Stato o alla coscienza morale, alla legge positiva o quella interiore? Il film, come tu sai, fa riferimento ai dialoghi platonici e in particolare alla “Apologia di Socrate”.
Che ne pensi? Fammi sapere. Un caro saluto e auguri,
Giano
federicuccia, martedì 23 mar ha scritto:
salve!vorrei chiedervi aiuto per il mio esame di maturita!ho in mentre di svolgere una tesina con il tema TOTEM E TABU (IMPOSIZIONE E MORALE) ma mi servirebbe qualche dritta su come impostare l’argomento e magari i collegamenti da effettuare.
in relazione alle varie materie avevo pensato di collegare l’argomento alla filosofia con freud in quanto autore del libro da cui parte la mia riflessione e in generale un discorso sulla concezione filosofica di morale.
la storia potrebbe essere inserita in relazione ai totalitarismi del 900.
per il latino e greco il concetto di tabu degli dei,mentre per la fisica la discussione sulla struttura del totem presso le civilta primitive e riferimento alla statica(baricentro). le scienze della terra potrebbero essere inserite per il concetto di antropocentrismo e eliocentrismo(teorie di copernico) o per il ricorso a pratiche magiche.
tuttavia mi risulta difficoltoso trovare adeguati riferimenti all’arte, all’italiano.confido nel vostro prezioso aiuto.
cordiali saluti.
federica
Cara Federica,
i tuoi collegamenti vanno benissimo e mi sembra che tu abbia le idee molto chiare: questo ti aiuterà moltissimo. Per la storia dell’arte ti consiglio di occuparti del rapporto con la psicoanalisi che lo stesso Freud mise in evidenzia analizzando un grande artista come Michelangelo e in particolare la sua opera “Mose”. Questo è il link dove puoi trovare informazioni di questa importante opera di Freud.
Per la letteratura italiana, invece, ti suggerisco di leggere queste pagine, la cosa migliore è cercare di far emergere il rapporto tra psicoanalisi e letteratura. Spero di esserti stato utile. Buon lavoro e a presto.
Giano
non violenza
gaia, sabato 09 mag ha scritto:
caro giano mi sono resa conto delle dificoltà sulla mappa che avevo intenzione di fare partendo dalla lettura di un romanzo ” la solitudine dei numeri primi” per cui ho deciso di cambiare ma con qualcosa di particolare e non comunque con i soliti argomenti. Avrei pensato di partire da Ghandi anche se ancora non ho trovato un possibile titolo ma vorrei un aiuto riguardo i collegamenti con l’italiano, filosofia, storia, storia dell’arte, latino, fisica, matematica e geografia astronomica. Grazie ancora
Cara Gaia,
volentieri rispondo alla tua nuova domanda per aiutarti ma anche in questo caso semplicemente un titolo non mi basta per darti consigli mirati. Spetta a te pensare e produrre una mappa concettuale sull’argomento da te scelto poiché a seconda del taglio o dell’angolazione che ad essa vuoi dare puoi, conseguentemente, trovare i collegamenti più adatti. Posso semplicemente darti delle indicazioni, questo si, poi però devi lavorarci su. In seguito sulla base delle tue scelte potrò ancora aiutarti.
Allora. Ghandi è stato l’artefice, ispiratore, leader del movimento per l’indipendenza dell’India. In lui confluivano il politico, il giurista, il capo spirituale, l’agitatore di popolo…. Lui, le sue idee, il suo esempio, i suoi valori profondamente condivisi dal suo popolo alla fine hanno costretto l’Inghilterra alla decolonizzazione. L’arma principale della sua battaglia è stata la non violenza che ha poi ispirato moltissimi movimenti di liberazione. Questo è il punto di partenza. Da qui i collegamenti sono scontati per alcune discipline filosofia, storia dell’arte, storia, più difficili o impossibili a meno di forzature con matematica, fisica e geografia che comunque nessuno, meno che mai la commissione pretende. Il consiglio che ti posso dare è di partire da un titolo diverso: L’arma della non violenza. Potrai muoverti con più libertà e disinvoltura, rimanendo più nel nostro continente e nella nostra cultura. Pensa solo a S. Francesco, per poi allargare il discorso a Ghandi e a filosofie, culture e politiche diverse.
Spero di esserti stato utile.
Ciao e buon lavoro.
Giano
anna b, lunedì 19 apr ha scritto:
ciao Giano,
frequento il liceo delle scienze sociali, per la tesina ho scelto il tema della non violenza partendo con storia, gandhi. ma non riesco a trovare nessun altro collegamento. le materie che vorrei inserire sono diritto, scienze sociali , biologia. grazie per l’aiuto.
Cara Anna,
sicuramente bisogna un pò approfondire il concetto di non violenza e la figura di Gandhi per poter poi sviluppare la tesina in maniera armonica e non forzata.
In tal senso posso consigliarti sicuramente la lettura del libro di Giuseppe Barone “La forza della non violenza”, incentrato sulla figura di Danilo Dolci, massimo esponente italiano sul concetto di non violenza.
Ti consiglio anche la visione di “Gandhi”, un film britannico-indiano diretto da Richard Attenborough, sulla vita del Mahatma Gandhi, che tanto ispirò movimenti di liberazione in tutto il mondo e “migliorare” la sua conoscenza attraverso questo link. Così facendo penso che non avrai problemi a collegare diritto e scienze sociali (ad ogni modo sono sempre a tua disposizione). Per biologia mi sovviene solo lo studio del corpo umano quando è a digiuno, un’altra delle forme di lotta di alcuni movimenti. In Italia famosi sono diventati gli scioperi della fame e della sete di Marco Pannella.
Mi auguro di risentirti presto,
Giano
scandalo
Laura De Matteis, giovedì 14 mag ha scritto:
Caro Giano,
vorrei incentrare il mio percorso da presentare al colloquio sullo scandalo inteso come sconvolgimento. Avrei pensato di collegare quindi la società presentata da Orwell in 1984 oppure Frankenstein e Dott. Jekill e Mr. Hyde per letteratura inglese, la società dell’antica Roma dopo la Res Publica e il Satyricon di Petronio per letteratura latina, lapsicanalisi freudiana per filosofia e i terremoti con riferimenti all’attualità per scienze della Terra. E’ una tematica interessante? Potresti suggerirmi qualche collegamento con la letteratura italiana e un romanzo attinente da leggere? Vorrei anche avere qualche suggerimento sui collegtamenti che ho pensato di fare.
Grazie per l’attenzione e l’aiuto,
Laura
Cara Laura,
la tematica è sicuramente molto interessante per cui ti consiglio di andare avanti con il tuo lavoro. Per quanto riguarda un romanzo italiano (è questo che mi chiedi, no? Perchè di bellissimi ne hai individuati già tre) ti consiglierei “Il caso Murri” che tratta di un grosso scandalo avvenuto in Italia all’inizio del secolo scorso. Per la storia, materia che hai trascurato ti consiglio di trattare il caso della Banca Romana che provoco il crollo del governo Giolitti.
Spero di esserti stato di aiuto.
Ciao Giano
Serena, mercoledì 9 giu ha scritto:
Ciao giano..scusa sto preparendo una tesina sullo scandalo e trasgressione..ho colleg x italiano il romanzo scandaloso di Saba, x lati Petronio, inglese Oscar Wilde, arte edouard Manet, stori la crisi de 29 e collego poi marx x filosof..poi x qnt riguarda geo astrnom volev portare galileo e lo scandalo cn la teoria eliocentrica e colegare poi dante cn la teoria tolemaica e fisica cn le trasformaz galiliane. xo x fisica e geo astronom nn sn argomenti k abbiam fatt qst anno e me l dvo cercare da sola..m daresti una mano?che ne dici di qst sito x qnt riguarda geo astronom? http://cronologia.leonardo.it/storia/biografie/galilei4.htm
Cara Serena,a proposito del sito che mi segnali penso che possa andare bene per un primo approccio al tema. Per un maggiore approfondimento ti invito a leggere questi due articoli, 1 e 2, presenti sul sito della Treccani che credo potranno esserti utili. In merito a fisica puoi dare un’occhiata a questo lavoro http://www.fmboschetto.it/tde/0_1.htm sulla relatività galileiana che mi sembra un buon punto di partenza per avvicinarti all’argomento. Spero di esserti stato di aiuto. Riscrivimi per aggiornamenti.
Un caro saluto, Giano.
tradimento
Rebecca, domenica 26 apr ha scritto:
Caro Giano,frequento il liceo scientifico e vorrei una mano per impostare la mia tesina…Mi piacerebbe trattare il tema del “tradimento“, ma nn so proprio da che parte iniziare….Potresti aiutarmi? Te ne sarei davvero grata…
Saluti Rebecca
Cara Rebecca,
mi intriga sapere perché hai scelto il tema del tradimento, fra l’altro molto suggestivo: non è che hai vissuto qualche esperienza recente? Se così fosse, non fartene un cruccio, è la vita: analizzala però, l’esperienza, e trova spunti per impostare la tesina. Si tradisce un coniuge, un amico, un gruppo a cui si appartiene (ad esempio un partito), una comunità, un maestro, un’idea. Stai però attenta: non fermarti al dato materiale. Non sempre la fedeltà, che presuppone affiliazione, è un valore positivo: l’uomo non è un cane e manifesta lealtà rispondendo alla propria coscienza morale. Se ci pensi bene, la maturità si conquista attraverso numerosi “tradimenti”: senza “tradimento”, in questo senso, non c’è progresso né per il singolo né per i gruppi. L’importante è superare le situazioni, conservando il positivo che pure era in ognuna di esse e che ci ha comunque arricchito. Analizza, in filosofia, la fenomenologia dello Spirito di Hegel, ove questo travaglio dell’umanità per raggiungere consapevolezza è descritto in maniera superba. Poi concentrati sulla figura di Giuda Iscariota, così come è stata descritta nei vangeli e così come è stata interpretata nella letteratura (leggi a tal proposito l’antologia su “La figura di Giuda e la letteratura del XX secolo”, pubblicata dall’editrice Claudiana). Nella storia antico, uno dei tradimenti per eccellenza è quello noto come congiura di Catilina. Se ne sono occupati, forse in modo non del tutto obiettivo essendo (soprattutto il primo) parte in causa, sia Cicerone nelle “Catilinarie” sia Sallustio nel “De Catilina coniuratione“. In letteratura inglese, io andrei direttamente al grande bardo: le tragedie di Shakespeare sono piene di tradimenti umani. Scegli qualche episodio: ad esempio, il tradimento di Gluocester nel “Riccardo III”. La storia è piena, ovviamente, di tradimenti e congiure. Fra le congiure novecentesche, potresti considerare quella che va sotto il nome di “Operazione Valchiria”: c’è un film con Tom Cruise appena uscito, una vasta bibliografia e anche un romanzo di Richard Yates (da cui il film è stato tratto). Crea pure il tuo percorso e interpellami quando hai qualche dubbio. Analizza anche il rapporto dei fedeltà che si instaura fra maestro e allievo, per essere vero non può essere rigido ma deve avere un valore spirituale. Ti segnalo, a tal proposito, un passo che ho trovato nell’autobiografia di Altiero Spinelli “Come ho tentato di diventare saggio” (il Mulino). A me ha molto colpito e anche a te, ne sono sicuro, darà molto da riflettere.
Per intanto saluti e auguri.
Giano
“Maestro non significa dispensare consigli. I consigli sono sempre generici e dovrebbero influire su quell’altro complesso di genericità che è il carattere. Fare presa sugli altri si fa non consigliando, ma chiamando a fare qualcosa. Chi è chiamato, può non rispondere, e allora lascialo andare; o rispondere, e in tal caso è questa effettiva azione che lo modifica, forse a sua insaputa, forse in modo differente da quello che avevi pensato, ma lo modifica. Tu, allora, seguilo con occhio sempre critico e freddo, ma con silenziosa comprensione. Con il lavoro hai infatti messo in movimento le forze del suo animo, e lo hai perciò posto nella necessità di padroneggiarle e equilibrarle. Se hai abbastanza comprensione, quando lo vedi vacillare, dàgli discretamente una mano per aggiustargli il peso sulle spalle. Se non riesce a portarlo finirà per rovinarsi. E’ una cosa troppo seria per perdere tempo in consigli. Questa via consiste nel dimenticare se stesso e l’altro nell’opera”.
babi, giovedì 11 giu ha scritto:
caro giano…avevo già letto il consiglio che avevi dato ma nn mi conviceva x come vorrei intendere io il tradimento….io vorrei partire dal significato di tradimento in rapporto di qualsiasi entità ma in modo da trovare un filo logico…vorrei portare in latino la congiura dei pisoni..storia il patto di londra quando l’italia volta pagina alla germania e si schiera cn francia e inghilterra…poi inglese l’amante di lady charter (nn so cm si scrive l’ho sentito solo citare)…filosofia la volontà di potenza, e le pulsioni x freud…poi il resto?geografia?storia dell’arte?matematica e fisica è impossibile collegarli vero? aiutami a trovare un filo logico…aiutami a strutturare un buon percorso testuale..altrimenti sono costretta a cambiare tema..e a quel punto mi butto sul senso della vita…non ho le idee chiare aiutamiiiiii….grazie in anticipo!
Cara Babi,
come ti dicevo il tradimento può essere affrontato da diversi punti di vista: tu hai deciso di parlare di congiure e complotti politici e va benissimo. Francamente, è però impossibile trovare collegamenti fra un elemento del mondo morale e le scienze fisico-matematiche. Diverso il discorso per la storia dell’arte: ci sono tanti dipinti sul tema. A me, ora, ne viene in mente uno, ma è solo un esempio: “La congiura dei Lampugnani” di Francesco Hayez.
Saluti e buona fortuna,
Giano
valori
francesca, sabato 16 gen ha scritto:
ciao giano! sono una ragaza romana e, fra qualche mese, inizierò la faditica e temutissima maturità con indirizzo scientifico. Volevo creare la mia tesina(ancora da definire bene, per ora è solo un’idea) sui valori. Per italiano, storia, latino ed arte ho già trovato degli ottimi colelgamenti, ma mi mancano ancora filosofia, inglese, matematica e fisica! puoi aiutarmi? Grazie mille!
Cara Francesca,
fai bene a muoverti per tempo pensando sin d’ora alla tua tesina di maturità. In effetti il tema dei valori può essere declinato in modi diversi, devi riflettere sulle varie possibilità: si può pensare, ad esempio, ai valori intesi storicamente come complesso dei gusti e dei riferimenti morali condivisi da una società, al loro svolgersi, alla loro crisi (“i valori della società medievale”, “i valori della società borghese ottecentesca”). Oppure si può pensare al problema dei valori in senso assoluto, intesi cioè come criteri di discerimento tra bene e male. In quest’ultima direzione, ad esempio, credo che un riferimento d’obbligo sia alla “filosofia dei valori”, i cui maggiori esponenti furono i pensatori tedeschi riunitisi attorno a Wilhelm Windelband (1848-1915) e alla cosidetta “Scuola di Baden”. Per Windelband la filosofia si configura come vera e propria scienza critica dei valori: nel formulare qualsiasi giudizio o valutazione, ogni essere umano trova, secondo Windelband (che si rifà in questo a una impostazione kantiana) in sé delle regole a priori che si impongono categoricamente al suo intelletto: ovvero dei valori ideali che devono poter determinare ogni scelta relativa al vero e al falso (nel campo della logica), al buono (nel campo dell’etica) e al bello (nel campo dell’estetica), perché tale scelta possa aspirare all’universalità.
In letteratura esiste un genere che si configura come narrazione della ricerca e della costruzione di un sistema di valori: è il “romanzo di formazione”. Nella narrativa di lingua inglese voglio parlarti, allora, di Holden Caulfield, il protagonista del “Giovane Holden” (titolo originale: “The catcher in the rye”) dello scrittore statunitense J. D. Salinger. Il breve romanzo, uscito nel 1951, narra dei tre giorni vissuti “on the road” dal giovane, nei giorni che precedono il Natale del 1949, per le strade di New York, dopo essere stato espulso dalla scuola, prima di decidersi a fare ritorno a casa; la storia del libro è quella, soprattutto, dei suoi incontri e delle sue riflessioni: Holden è in qualche modo l’emblema di una gioventù, che ha sì bisogno di valori (contrariamente a quanto spesso viene detto da qualche vecchio brontolone!) ma non riesce a fare uso proficuo di quelli che gli vengono un po’ pedissequamente proposti dalla società cui appartiene; e che finisce così, ed è un bene, per cercarli autonomamente, seguendo una propria strada interiore, in una ricerca che percorre poco spazio fisico, ma implica grandi rivolgimenti interiori.
Per quanto riguarda le materie scientifiche, cara Francesca, il discorso si complica decisamente, oppure si semplifica, a seconda dei punti di vista: portare di peso un tema così fortemente “umano” come quello dei valori in discipline come la matematica e la fisica potrebbe essere una forzatura: e la commissione potrebbe non apprezzare un collegamento puramente “nominalistico” (per usare una terminologia filosofica), che facesse perno, cioè, sul semplice nome (la fisica come scienza che studia grandezze quantificabili in valori, ad esempio). Dunque, semplifichiamo: ricorda che non è necessario collegare TUTTE le materie al percorso scelto per la tesina (tanto più se, come mi dici, hai già dei buoni collegamenti per italiano, latino, storia, arte). Ciò che conta è la solidità dell’intelligenza, e non la sua capacità di compiere acrobazie. Spero di averti dato una mano: mi faresti piacere riscrivendomi per dirmi come procede la preparazione.
Buono studio, e a presto
Giano
Silvia, giovedì 28 gen ha scritto:
Buonasera, oh Giano.
Mi trovo di nuovo qui a implorare un paio di briciole del tuo sapere, possibilmente sotto forma di suggerimenti per la mia tesina, turbata e scossa come una povera vestale cui abbiano appena bruciato il tempio.
Ti avevo già scritto in precedenza, tuttavia, seguendo il tragico principio secondo cui le disgrazie non vengono mai sole, il mio raggiungere una mappa concettuale minimamente coerente sul tema delle mutazioni/rivoluzioni del nostro tempo partendo da un saggio di Baricco, per la quale mi avevi mirabilmente aiutata, facendo sì che io raggiungessi uno straccio di sicurezza, è stato vanificato dai miei professori, secondo cui l’idea era troppo ampia/scontata/dispersiva. Il nuovo tema propostomi, sempre partendo dal saggio di Baricco, al quale non voglio rinunciare, sarebbe non la mutazione in generale bensì la mutazione dei valori e delle aspirazioni umane, a cosa tende l’uomo insomma e come ciò a cui anela sia cambiato. La mia professoressa di filosofia mi ha consigliato di cominciare con la teoria della storia di Hegel, proseguendo con Nietzsche e il suo Ubermensch, il quale avrà nuovi e migliori principi, per culminare con il saggio di Baricco, il quale rappresenterebbe il mio collegamento di italiano, posto come antitesi all’ottimismo hegeliano. Il grande problema è costituito dalle lingue, avevo già accennato che faccio il linguistico?, in quanto, sebbene non debba collegarle tutte, sarebbe d’uopo ne portassi almeno una.
Attendo speranzosa una risposta, sia essa sotto forma di profezia mistica o di consigli veri e propri.
Ti ringrazio infinitamente.
Silvia.
Cara Silvia,
credo che i suggerimenti che ti hanno dato i tuoi professori siano molto oculati e pertinenti. Questo non deve scoraggiarti, anzi farti acquisire nuova energia e sicurezza. La tua ironia gioca a tuo favore! A partire dal tuo tema ti consiglio di occuparti della letteratura che si è diffusa, ad esempio, in Francia nel periodo della rivoluzione del maggio del 68. E’ questo infatti un momento particolarmente ‘caldo’ in cui si sperimentò, in vario modo e attraverso tutti i linguaggi artistici di cui si disponeva. In queste pagine potrai trovare molte informazioni che ti permetteranno di scegliere liberamente se concentrarti sull’autore che più ti piace. Nella stessa prospettiva farei un riferimento alla beat generation in America con Ferlinghetti, Kerouak e Ginsberg che esprimono nella propria produzione letteraria l’anelito ad un cambiamento radicale dei valori e a una trasformazione totale delle condotte di vita che si può cogliere anche dal linguaggio innovativo delle loro opere. Questo saggio ti fornirà un quadro generale entro cui potrai orientare le tue ricerche.
Spero di averti dato, se non un responso divino, almeno un affettuoso sostegno e aiuto!
Buon lavoro,
Giano
virtù
Marco Piras, sabato 13 giu ha scritto:
Caro Giano,
prima di tutto i miei più grossi complimenti per questa mano d’aiuto che tendete a noi maturandi! Siete veramente geniali e oltre ogni aspettativa competenti !! E non è una “captatio benevolentia” come si potrebbe pensare, ve lo assicuro. ( Colgo anche l’occasione per far uso della mia cultura latina..eheh )
E io più scorro le pagine più mi rendo conto che una mano mi servirebbe davvero!
Ho intenzione di cimentarmi, per la tesina di maturità, in un argomento un pò complesso, ma che trovo abbastanza originale e saggio da giustificare qualche ricerca un pò più impegnativa del solito e qualche ora sacrificata; l’argomento vorrebbe essere: “la virtù della via di mezzo“.
Vorrei esaltare la qualità del punto di incontro fra opposti come motore di sviluppo; vorrei far vedere come il progresso avvenga grazie all’incontro di posizioni differenti che compenetrandosi portano movimento e superamento.
Questo lo spiega in filosofia Hegel, in storia si ha un esempio di incontro di posizioni distanti con gladstone e disraeli nell’Inghilterra vittoriana, e cercando su internet ho trovato che ne parla Blake in alcuni suoi brani ma non son riuscito a capire a quali si riferiscano.
Tutto questo per quanto riguarda le cosiddette materie umanistiche.
Quelle scientifiche invece vorrei collegarle dimostrando come in natura l’ambiente si mantenga in trasformazione grazie al movimento di forze opposte tra loro che tendono all’equilibrio ( Energia Potenziale: nello specifico la corrente elettrica in fisica, e l’isostasia in scienze ), e dimostrare quindi come anche le forze della natura riflettano quello che si dimostra valido come comportamento umano: ossia c’è bisogno essenziale che esistano posizioni differenti perchè senza di esse si resterebbe in condizioni di improduttiva staticità ma c’è bisogno che queste si vengano incontro di volta in volta perchè ci sia il progresso.
Questa è l’idea.
Tuttavia il discorso è molto abbozzato e non sono sicuro che fili, soprattutto per quanto riguarda il collegamento con le scienze a proposito dell’energia potenziale.
Ho trovato anche altri collegamenti, per esempio Seneca dovrebbe parlare della via di mezzo in qualche suo brano, e anche Dante parla della virtù del punto di incontro nel Convivio e credo nel paradiso ( Citazioni: “Amor sementa in voi d’ogni virtute … e ciascuna di queste virtudi ha due inimici collaterali, cioè vizi, uno in troppo e un altro in poco” convivio credo ; ” e come fu creata fu repleta si la sua mente di viva virtute che nella madre lei fece profeta ” paradiso credo, ma qui si parla della virtù in generale quindi forse non va bene ). Cito Dante perchè in Letteratura Italiana gli scrittori presi dalle loro angosce esistenziali non parlano di niente del genere, per quanto ho letto io almeno.
Ungaretti nella sua poesia “Mattina” parla dell’armonia tra infinito e finito, e questo nella letteratura italiana è il tema più aderente a quello che ho intenzione di sviluppare, ma ho tuttavia l’impressione che non sia aderente abbastanza.
Mi resterebbe da collegare la matematica e ho trovato su wikipedia un collegamento tra l’energia potenziale e il calcolo integrale, ma non credo di avere gli strumenti per capire se possa entrare nella mia tesina naturalmente o se possa apparire una forzatura.
E ancora oltre la matematica, il disegno, in cui potrei parlare dell’equilibrio come canone di bellezza, ma non so.
Insomma questa è la situazione ad oggi.
Per quanto puoi fare ti chiedo un aiuto, qualche consiglio, o anche soltanto un parere.
Grazie infinite per l’attenzione!
Marco
Caro Marco,
i tuoi complimenti mi lusingano e mi fanno tanto piacere soprattutto perchè vengono da un giovane studioso, con una gran voglia di capire, di imparare. E poi mi confermano che questo mio lavoro che amo tanto può aiutare chi ha voglia di essere aiutato. Grazie.
Ora, della tua tesina che dire? Bella, complessa, pensata, per la quale posso solo suggerirti due idee.
Anche se alcuni dei collegamenti che citi non ti convincono del tutto non li scartare per cercarne altri. Parlane con i commissari, crea un dialogo in sede di esame, esprimi le tue perplessità, le incertezze, i dubbi. Ricorda che il dubbio è un valore. Brecht ne ha scritto una lode.
La seconda è questa. Non pensi che nella discussione sull’armonia, sull’equilibrio possa entrarci anche un riferimento al proprio equilibrio interiore? So che sei un bravo navigatore e non solo di internet, ciò nonostante ti invio questo link.
Fammi sapere, riscrivimi, e se vuoi, dopo la maturità risentiamoci. Mi farebbe molto piacere leggere la tua tesina.
Ciao. Giano
milly, giovedì 01 apr ha scritto:
ciao Giano! sono milly… frequento l’ultimo anno del liceo classico, vorrei presentare agli esami una tesina interessante… ho pensato al tema della virtù… vorrei un aiuto nel cercare gli argomenti da trattare inerenti al tema scelto! le materie sono: italiano latino greco storia filosofia inglese matematica fisica geografia astronomica… aspetto una tua risposta! grazie mille
Cara Milly,
trovo la tua idea di occuparti del tema della virtù davvero stimolante. Tanto per cominciare, ti suggerisco un’idea: perché non trattare insieme le materie di italiano e filosofia occupandoti della maggiore opera (letteraria e insieme filosofica) del Machiavelli, “Il Principe”? In essa il termine virtù cambia significato rispetto all’accezione comune e corrente. La virtù diviene per Machiavelli l’insieme di competenze che servono al principe per relazionarsi con la fortuna, cioè con gli eventi esterni: la virtù si trasforma quindi da dote morale spesso innata in un insieme connotato anche in senso volontaristico di energia e intelligenza. In conseguenza, approfondirai il periodo storico in cui il Machiavelli visse, e le condizioni culturali e politiche che fecero da humus al suo pensiero. Per quanto riguarda il latino, l’autore che ti consiglio di trattare è senza dubbio Seneca, ed in particolare la sua opera De vita beata, in cui l’autore identifica il sommo bene dell’uomo proprio nella virtus, ossia nell’autodisciplina che l’uomo deve imporre alla propria componente emotiva. In greco ti suggerirei di rileggere alcune delle favole di Esopo, la cui morale è quasi sempre dedicata all’esaltazione delle virtù nel paragone con le miserie morali spesso descritte negli icastici affreschi dell’autore. Per quanto riguarda l’inglese, perché non proporre il romanzo (poco noto, e per questo decisamente originale) “Pamela”, o la virtù premiata (titolo originale “Pamela, or The Virtue Rewarded”) scritto da Samuel Richardson nel 1740? Il romanzo è formato da lettere, la maggior parte delle quali scritte dalla giovane cameriera Pamela, e pagine del diario personale della stessa (si tratta quindi di un romanzo epistolare). Nonostante il genere del romanzo epistolare nel Settecento esistesse già e fosse diffuso soprattutto in Francia, a Richardson si deve il merito di aver elevato questo genere ad alti livelli, ed ogni altro romanzo epistolare inglese si è poi basato sulla sua opera. I collegamenti con le materie scientifiche sono più azzardati; potresti, tuttavia, in matematica, occuparti delle virtù dei numeri perfetti; in fisica realizza invece una breve digressione sulle virtù variabili della struttura atomica, argomento non certo facile ma di grande interesse e attualità.
Fammi sapere come procede il lavoro.
Giano