Giano

Tesina comportamento

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Attesa

sofia, venerdì 26 mar ha scritto:

Caro Giano,
mi chiamo anna e frequento il liceo classico.Quest’anno sono di maturità e il mio obiettivo è quello di portare una tesina che tratti di materie scientifiche collegate però in qualche modo a quelle classiche. Ho pensato di affronatare il tema dell’attesa. Avevo pensato:
Filosofia: Nietzsche;
Storia: Guerra di trincea;
Italiano: Leopardi e Ungaretti;
Greco: Apollonio Rodio;
Latino: Seneca;
Mi mancherebbero come materie Fisica e Geografia Astronomica, per geografia astronomica avevo pensato alla previsione di eventi sismici e vulcanici ma ho saputo che non svolgeremo questo argomento in programma. Qualche idea? E poi cosa ne pensi di questa tesina? Aspettando Sue notizie, La ringrazio anticipatamente.
Sofia

Cara Sofia,
il mio giudizio sulla tua tesina è decisamente positivo: il tema è allo stesso tempo anticonvenzionale e assai stimolante. Complimenti anche per i collegamenti che mi indichi: si vede che domini l’argomento e hai le idee chiare sul modo di trattarlo. Nella materie scientifiche potresti occuparti di quegli eventi astronomici che, fin dai tempi più antichi, sono stati previsti e quindi “attesi” come segni premonitori o comunque come portatori di una qualche influenza sugli uomini: e mi riferisco, ad esempio, alle eclissi e alle comete. E proprio l’attesa di una cometa, in effetti, si ricollega alla data forse più importante del calendario cristiano: la nascita di Gesù.
Ti auguro buono studio,
Giano

giulia de liberis, lunedì 29 mar ha scritto:

ciao Giano,
frequento l’ultimo anno del liceo classico e ora che si stanno avvicinando gli esami sono in crisi per la tesina.Ho pensato a diversi argomenti ma non sò come collegarci le varie materie.Quello che mi stuzzica di più sarebbe il tema dell’attesa intesa come atteggiamento esistenziale.Spiegarti come mi è venuta l’idea sarebbe troppo lungo,comunque mi piacerebbe iniziare da “il deserto dei tartari” di Buzzati e “Aspettendo Godot” di Beckett. Poi vorrei collegarci qualcosa di letteratura italiana inerente al programma di quest’anno,storia o filosofia e lett.greca o latina.Ti prego dammi qualche idea perchè brancolo veramente nel buio.
Grazie aspetto la tua risposta
Giulia

Cara Giulia,
capisco la tua apprensione, ma non devi preoccuparti eccessivamente: il tema che hai scelto è interessantissimo e assai fecondo di collegamenti. Prima di tutto, i lavori di Buzzati e di Beckett che citi sono decisamente perfetti; se volessi includere un’altra opera della nostra letteratura (ma sarebbe un peccato rinunciare a “Il deserto dei Tartari”), ti consiglierei di portare il doloroso racconto pirandelliano “
La camera in attesa”. In storia, poi, potresti occuparti di quella singolare modalità della vita bellica, che tanta parte ha avuto nel Novecento, fino a ad assumere connotati quasi esistenziali, che fu la guerra di trincea, in cui la componente dell’attesa rivestì in effetti un ruolo non secondario. Infine ti invito ad analizzare il concetto di l’attesa in relazione all’idea di tempo presente nel pensiero del filosofo stoico e scrittore latino Seneca, di cui puoi leggere qui. Non dimenticare poi che il “tempo dell’attesa” per antonomasia, il tempo messianico, è concezione fondamentale nella storia del popolo ebreo e del cristianesimo da cui si è generato il concetto di storia. C’è un avvento legato ad una promessa divina, che mantiene sempre la parola data, alla quale deve corrispondere una predisposizione, da parte dell’uomo, perché ci si arrivi preparati. E questa tensione è presente in tutte le grandi ideologie anche moderne come il marxismo.
In greco puoi riflettere sul concetto di “kairòs” che mette insieme da una parte le occasioni che si generano nel tempo che scorre (l’immagine della ruota) e dall’altra l’essere pronti ad afferrarle.
Ti auguro buon lavoro,
Giano

Comportamento umano

Greta, lunedì 14 dic ha scritto:

Caro Giano,
sono una ragazza che frequenta l’ultimo anno del liceo scientifico e anche io mi sto ponendo il problema di che cosa portare all’esame.. mi piacerebbe portare qualcosa legato alla matematica e alla fisica insieme alla biologia.. stavo pensando ai modelli matematici legati all’indagine sul comportamento umano, cercando di dimostrare come il comportamento umano nonostante la complessità sia in qualchemodo deterministico. Ho avuto anche la fortuna di porter partecipare ad una conferenza di un fisico che lavora in questo campo, Mark Buchanan, e mi ha affascinato moltissimo.. il problema è che nn so se questo tipo di argomento sia più adatto ad un liceo psicopedagogico piuttosto che scientifico..
oppure mi piacerebbe parlare del rapporto tra evoluzione e complessità, riagganciandomi alla teoria del caos.. ma proprio non so come impostare il discorso!!
confido nel tuo divino aiuto!
grazie greta

Cara Greta,
per quanto ne so io Mark Buchanan sembra un autore interessante su cui puoi impostare una tesina proprio perchè frequenti un liceo scientifico. L’importante è come imposterai il lavoro. Cercherò di darti alcuni consigli su questo punto.
Credo che il titolo possa essere: Le “leggi” del comportamento umano. Non a caso il termine leggi dovrebbe essere messo tra virgolette. Questo titolo ti permette di contestualizzare storicamente e scientificamente l’argomento trattato dall’ autore di cui mi pare tu voglia farne la parte centrale della tesina.
Da sempre l’uomo si è interrogato e ha cercato di comprendere i meccanismi del suo comportamento e di volta in volta, in accordo al periodo storico in cui ciò avveniva sono state elaborate interpretazioni o teorie a questo riguardo. Oggi grazie agli enormi progressi della scienza e della tecnica l’accento viene posto sulla possibilità di comprenderli attraverso la fisica, la matematica. Trovare cioè dei modelli deterministici (matematico-fisici) che possano farceli capire e prevedere. Non è la prima volta che questo accade, anche se non con questa complessità e questa sofisticazione. Ricorda ad esempio Cesare Lombroso antropologo e criminologo italiano che nel
1876 divulgò la propria teoria antropologica della delinquenza. Egli dedusse che i criminali portavano tratti anti-sociali dalla nascita, per via ereditaria e che quindi era prevedibile un loro comportamento criminoso, cosa che oggi si considera del tutto infondata.
Con questo non voglio dire che Buchanan dica sciocchezze, al contrario tutte le ricerche se sono condotte con onestà, serietà e passione sono stimabili. Soprattutto in questo campo che tratta l’essenza dell’uomo. Ogni nuova teoria che ha a che fare con il determinismo va presa con molta cautela e senza eccessivi entusiasmi, in particolare dopo che esso, anche nelle scienze cosiddette esatte, è stato messo in discussione a partire da Heisemberg con il suo principio di indeterminazione. Heisemberg già all’inizio del secolo scorso affermò che il
determinismo causale dovrebbe cedere il passo a quello dell’ indeterminismo.
Ciò detto ti suggerirei di fare una tesina critica nel senso di partire dalle affermazioni di Buchanan e da qui, come ti ho già detto, contestualizzare l’argomento affrontando il tema del determinismo e della causalità da un punto di vista scientifico, psicologico e sociale.
Spero che queste mie righe di aiutino a riflettere e a elaborare le basi del tuo lavoro di fine anno.
Ciao. Giano

curiosità

Flavia, mart 11 novembre ha scritto:

Ciao Giano!Dopo aver studiato la scultura marmorea del Canova Amore e Psiche me ne sono subito innamorata così ho deciso di incentrare la mia tesina sul tema della curiosità.Il problema però è che non so come collegare le altre materie.Allora ho
pensato di portare a letteratura italiana Leopardi e la sua teoria del piacere intendendo la curiosità come ricerca dell’ignoto,del nuovo.A filosofia sorge un problema perchè posso fare un accenno a Galileo ma dovrei portare un filosofo in programma e non so quale dato che ancora non li ho studiati.Le altre materie poi sono molto critiche.Cosa mi consigli?Oppure posso intitolare la mia tesina “AMORE E PSICHE” ma poi cosa potrei collegare?

Cara Flavia,
immagino tu voglia parlare di curiosità in rapporto al mito di Psiche, che non resiste alla tentazione dia guardare in volto
il suo amante nonostante l’esplicito divieto fattole da questi in merito; le conseguenze di questo gesto si riveleranno devastanti: il Dio, accecato d’ira, abbandonerà la sua mante che solo dopo essersi sottoposta ad ardue prove riuscirà, con l’aiuto infine del suo pentito amante e del padre degli dei, a tornare tra le braccia di chi ha unicamente amato. Questa storia è narrata ne “L’asino d’oro” di Apuleio ed è necessario che tu legga perlomeno la parte dedicata ad amore e psiche e
http://www.latinovivo.com/curiosita/amor.htm . Venendo un po’ più addentro all’argomento puoi scegliere tu come comportarti: soffermarti soltanto sulla curiosità, o analizzare i diversi aspetti della storia -  a partire dai nomi dei protagonisti, Amore appunto e Psiche, ovvero anima. Sula curiosità possono esservi diversi collegamenti. Per greco potresti pensare all’eroe curioso per eccellenza ovvero Ulisse e quindi all’Odissea di Omero. In filosofia vedi se puo’ esserti utile questa recensione su un libro recentemente pubblicato di Michel Foucault. Per le lingue, do per scontato che tu studi inglese e al proposito un esempio a mio avviso proverbiale di curiosità è Gulliver,la più celebre creazione di Jonathan Swift,  con la
sua sconfinata passione per i viaggi che lo conduce a esperienze e incontri perlomeno singolari.

Se invece vuoi sviluppare diversamente l’argomento, pensando ad esempio al tema dell’amore o della bellezza, ti rimando alle voce omonime del mio archivio. Fammi sapere cosa ne pensi!
Un saluto,
Giano

Egoismo

Laura, martedì 02 feb ha scritto:

Caro Giano,
frequento il quinto anno di liceo scientifico con sperimentazione linguistica (spagnolo) e come argomento per la mia tesina ho scelto di trattare “egoismo, presunzione e ricchezza“, concentrandomi quindi su quali siano state le conseguenze di questi nella storia, nella filosofia, nella letteratura e nell’arte. Mi risulta ancora difficile trovare collegamenti adatti con le materie scientifiche (matematica, fisica ed astronomia) e non vorrei comunque che questi risultassero forzati.
Per quanto riguarda storia tratterò della crisi del ‘29, analizzandone le conseguenze e soprattutto le cause: l’egoismo capitalistico e il desiderio di ricchezza facile.
Da ciò mi sorge spontaneo un collegamento con filosofia: Marx, che trattò in maniera per me interessantissima le contraddizioni insite nel sistema capitalistico, tutto legato alla logica del profitto a scapito degli operai.
In arte l’argomento che più si adatta è quello della corrente del vedutismo, una corrente di artisti che, compreso il facile guadagno derivante dalla vendita di vedute, si dedicarono all’arte senza che questa fosse una passione, ma solo servendosene come strumento per far soldi.
Mentre in queste materie mi sono concentrata sull’aspetto economico e più pratico, in letteratura (inglese, italiana e spagnola), vorrei concentrarmi in particolar modo sulla presunzione e l’egoismo.
In primo luogo per inglese Dorian Gray, la sua presunzione di eterna bellezza, la sua assoluta amoralità e il disprezzo per l’altruismo.

Per italiano mi è stato consigliato D’annunzio e il suo superuomo, anche se, non avendolo ancora trattato in classe, non so se è del tutto pertinente al mio discorso.
Su spagnolo ho forti dubbi: per caso conosci qualche personaggio della letteratura che si avvicina per ideali al tema che tratto? O comunque un particolare momento storico e culturale che si adatti?

Ti ringrazio in anticipo per l’aiuto e mi complimento con te per questo spazio.
Laura

Cara Laura,
il tuo tema è davvero molto interessante e si presta bene a molti collegamenti. Quelli che mi indichi vanno benissimo. Vorrei innanzitutto indicarti un importante saggio molto importante di Elena Pulcini che si intitola L’individuo senza passioni: individualismo moderno e perdita del legame sociale, edito per i tipi di Bollati Boringhieri che sono certa ti sarà molto utile. Ti segnalo, inoltre, questa
recensione di un libro molto importante di Nadia Urbinati che è ricco di importanti riflessioni.
Per le scienze umane mi viene in mente che potresti accennare all’importanza della cooperazione e delle collaborazione nella ricerca scientifica, cercando di mettere in luce qualche esempio in cui proprio la sinergia tra diversi scienziati ha permesso di raggiungere risultati importanti.
Per la letteratura italiana potresti analizzare il romanzo “Gli Egoisti”,
l’ultimo romanzo di Federigo Tozzi. La pubblicazione avvenne dopo la sua morte nel 1923. Puoi leggerlo anche on-line a questo sito:
Per lo spagnolo potresti leggere questo interessante
libro che si occupa dei miti e delle figure emblematiche dell’individualismo non solo nella letteratura italiana.
Ti auguro un buon lavoro, a presto
Giano

Libertà

Eliana, venerdì 12 giu ha scritto:

ciao…io avevo pensato di sviluppare la mia tesina per quanto riguarda la capacita dell’uomo di essere padrone del suo destino o meno… il tema e un po complesso, ma mi incuriosisce capire come l’uomo possa affermarsi un’essere capace di autodeterminarsi e poi affidare la maggior parte degli aventi della sua vita al caso…e volevo sviluppare la mia tesina sul confronto di queste due diverse ideologia…avevo pensato in greco all’influenza della tyche dai diversi punti di vista dei vari storiografi, in italiano alla questione della divina provvidenza in manzoni…e per il resto non saprei proprio come continuare…sarebbe possibile avere qualche suggerimento??

attendo con ansia una risposta… grazie in anticipo

Cara Eliana,
l’argomento della tua tesina è interessante. Io lo definirei così: l’uomo fra libertà e caso, fra progetto e eterodeterminazione. In filosofia, piuttosto che il riferimento ad Adorno, che, in verità, non riesco a cogliere fino in fondo, ti suggerirei di portare i capitoli di “essere e tempo” in cui Heidegger definisce l’uomo un “progetto gettato”. Ogni progetto deve fare i conti con il Fato o la Provvidenza: l’uomo non può fare affidamento su stesso, ma può dare ragionevolezza se non proprio razionalità al suo comportamento. In storia, potresti valutare alcuni eventi imprevedibili e inintenzionali nati dall’azione umana: ad esempio la dinamica che ha portato alcune rivoluzioni nate in nome della libertà e dell’emancipazione umana, a cominciare da quella francese, a convertirsi nel loro opposto. In matematica, affronterei il tema del calcolo delle probabilità e quello, connesso, della prevedibilità o imprevedibilità delle azioni umane. Anzi, proprio qui potresti inserire il discorso sulla fisica: le azioni fisiche, come ci insegna la meccanica razionale e tutta la scienza newtoniana, possono essere, al contrario di quelle storiche, previste e riprodotte. In letteratura francese, potresti considerare qualche romanzo di ambito esistenzialista: da “La nausea” di Sartre a “Lo straniero” di Camus. In arte, potresti mettere a tema il progresso: credeva nella capacità dell’uomo di progettare se stesso il realismo socialista; aveva una visione più incerta del progresso l’arte europea, come si evince (è l’esempio classico) dalla rappresentazione dell’angelo che va avanti guardando indietro di Paul Klee (“Angelus Novus”).Saluti e buona fortuna,
Giano

Paralisi

Matteo, mercoledì 29 apr ha scritto:

Caro Giano,
volevo chiederti se potevi aiutarmi a trovare gli argomenti riguardo la tesina che avevo progettato di fare.
Il tema voleva essere quello della “Paralisi
quindi in inglese Joyce “Dabliners”
L’inettitudine di Svevo
e poi?
mi servono assolutamente Filosofia,Latino/Greco e poi di fisica..il principio di inerzia?
Oppure per filosofia può andare bene Filosofia della atura di Hegel il momento della meccanica in cui la materia è soggetta alla legge di inerzia?(non mi arrampico sugli specchi?)..AIUTO TI PREGO MANCA POCOOOO!!!grazie

Caro Matteo,
in filosofia il primo concetto che mi viene in mente è quello della “paralisi della volontà”, di cui discetta Croce nella “Filosofia della pratica”. Ci sono degli individui, dice Croce, che sanno affrontare le questioni nelle più riposte pieghe teoriche ma che poi, quando devono passare all’azione, non riescono in quella “sintesi volitiva” che è proprio degli uomini pratici e della classe dirigente. La paralisi della volontà, o inettitudine, può esserci o per troppa capacità analitica, come nel caso analizzato da Croce, o al crontrario per indifferenza e accidia. Vanno perciò bene i riferimenti a Svevo e Joyce. Per quanto concerne le letterature classiche, io considererei i personaggi del Satyricon di Petronio, inetti per lascivia e corruttela morale, e la letteratura dionisiaca di cui parla Nietzsche ne “La nascita della tragedia”. Tutto sommato anche il riferimento al principio di inerzia in fisica va bene. Non avere paura, dimostri di avere le idee chiare. Comincia a lavorare!
Saluti e auguri,
Giano

Morena, sabato 17 apr ha scritto:

Caro Giano,
sono all’ultimo anno del liceo classico e sto pensando agli argomenti per la mia tesina di maturitá. Avevo pensato al tema della “paralisi“, ed ho visto nell’archivio che hai giá affrontato questo argomento ed i collegamenti proposti erano piú o meno gli stessi che avevo pensato io:
Inglese: Joyce “Dubliners”
Italiano: Svevo e l’inettitudine
Latino: Petronio
Filosofia peró io avevo pensato a Kierkegaard e al suo “dibattersi tra le possibilitá” e alla sua “scheggia tra le carni”.. Croce non l’abbiamo fatto quindi non so bene cosa sia la “paralisi di volontá” di cui parlavi!
Soprattuto peró mi servirebbe un collegamento con storia.. Avevo pensato al periodo tra le due guerre mondiali forse..
Fisica pensavo anch’io al principio di inerzia, non é nel programma di quest’anno peró non vedo altri collegamenti!
E mi rimane fuori anche latino e geografia astronomica e davvero non ne ho la piú pallida idea..
Anche se il piú urgente é storia!
Grazie mille per il consiglio
Morena

Cara Morena,
devo dire che anche l’idea di Kierkegaard è molto buona, e ti invito senz’altro ad approfondirla; in storia potresti portare, poi, la “
grande depressione” del 1929, che segnò davvero una drammatica battuta d’arresto nello sviluppo economico dell’epoca, specialmente nel settore edilizio e dell’industria pesante. In latino confermo anche a te il riferimento agli inetti e corrotti personaggi di Petronio, e nelle materie scientifiche potresti portare i buchi neri, entità capaci di assorbire la luce e, nelle loro vicinanze, di causare una sorta di rallentamento e quindi arresto del tempo.
Ti auguro buono studio,
Giano

Rischio

Daniela M., mercoledì 18 nov ha scritto:

Caro Giano,
anche io come molti miei coetanei sto pensando alla tesina! ^^
Volevo chiederle se era possibile affrontare una tesina sul tema del rischio!
Non ho una mappa concettuale nè un’idea ben definita però mi piacerebbe parlare di un libro che io considero magico: si tratta del libro “Credere nel vuoto” scritto da Philippe Petit.
le riporto un collegamento interessante che riguarda l’autore: http://maurcrispi.blogspot.com/2009/06/linsegnamento-di-philippe-petit-ultra.html
La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità!

Cara Daniela,
perchè un uomo sano di mente, armato solo di una lunga pertica decide di camminare su un filo sospeso in alto tra due edifici, tra due grattacieli, partendo da uno per raggiungere l’altro a rischio della propria vita? Per sfida! Perchè vuole sfidare la forza di gravità, la natura, le forze avverse, il destino, e soprattutto se stesso; perchè vuole dimostrare il suo coraggio, la sua potenza, il disprezzo della vita; perchè vuole vincere conquistare, dominare, innalzarsi. E perchè una folla incredula, incuriosita, affascinata guarda quell’omino (da lontano sembra così piccolo), indifeso e fragile, esposto letteralmente ad ogni soffio di vento che da un momento all’altro può cadere, precipitare nel vuoto?
Perchè trepida ad ogni suo ondeggiamento, ad ogni passo? e sì che il suo cammino è un continuo ondeggiare. La risposta è che quello spettacolo è una potente metafora della vita; della vita di ciascuno di voi, della vostra precarietà, della provvisorietà di umani sul vostro piccolo mondo. Basta un soffio di vento! Ciascuno, consapevolmente, si identifica con quello spericolato. Ognuno sa che cammina ogni giorno su un filo, oscilla ma cerca di andare avanti, passo dopo passo, di sopravvivere, di conquistare, di vincere. E’ la storia dell’uomo. E questa storia Philippe Petit la recita, la rappresenta da grande maestro. Sono convito anch’io come te che “Credere nel vuoto” sia un libro eccezionale perchè il suo autore è eccezionale.
Detto questo non solo è possibile affrontare una tesina sul tema del rischio ma credo che tu non possa non farla dopo aver “incontrato” il tuo eroe Petit (non trovi che sia strano che un uomo cosi grande si chiami Petit?). Anche per questo cercherò di darti una mano.
Il concetto di rischio lo puoi declinare in tanti modi e collegarlo a molte discipline.
Una definizione recita:

Il rischio è la probabilità che si verifichino eventi che producano danni a persone o cose.

-> Quindi la base del rischio è la probabilità. Un evento futuro ed incerto legato al caso. E qui si aprono molte strade e molti collegamenti. La teoria delle probabilità è sicuramente uno dei primi possibili (matematica). Tra i grandi studiosi di questa disciplina figurano Galileo Galilei, Pascal, che usò la speranza matematica (un concetto di questa materia) per scommettere sull’esistenza di Dio, teorizzando che era un rischio “conveniente”.
-> Due secoli dopo vi si cimentò anche un grande economista Keynes, non a caso, poiché l’economia è un’altra disciplina che ha intimamente a che fare con il rischio. Il rischio d’impresa è una delle caratteristiche strutturali che deve assumersi un imprenditore.
-> Caso/necessità è poi un tema filosofico per eccellenza, che si connette con il problema del determinismo e del libero arbitrio (vedi una mia
risposta su questo argomento.
-> E poi letteratura. Quanti libri hanno avuto come contenuto il rischio. Vogliamo partire da Omero? Ulisse è per antonomasia un eroe che rischia. E poi possiamo andare via via fino a Dostojevski con il suo celebre romanzo “Il Giocatore”, per citarne solo due.
-> La Storia poi è tutta una storia di rischi. Pensa solo ad Annibale che valica le Alpi con un esercito e gli elefanti per sconfiggere i Romani.
-> Che altro, scienze? Ormai dalla fine del secolo scorso il determinismo è entrato in crisi. La relatività, la casualità sono i riferimenti forti, pensa alla biologia, alla fisica, all’astronomia…
Ecco credo che ora non ti resti altro che decidere come vuoi impostare la tua tesina e iniziare la ricerca.
E allora buon Lavoro.
Giano

P.S. Non ti ho parlato degli sport estremi, ma sono sicuro che su questo tema tu ne sappia abbastanza e comunque è molto facile trovare materiale.

Gabriele91, venerdì 26 feb ha scritto:

caro Giano,
io frequento la ragioneria indirizzo programmatori, il titolo della mia tesina e sul Rischio…ma nn riesco a formulare i diversi collegamenti con le diverse materie..Principalmente vorrei inizire con matematica e informatica e poi tutte l’altre…un’altra cosa io ho fatto l’iscrizione alla luiss il 14 di aprile ho i test, ho una media di 7.44 quante possibilità ho di passare?
grazie per il tuo immenso aiuto che dai agli studenti attendo una tua risposta.

Caro Gabriele,
il concetto di rischio lo puoi declinare in tanti modi e collegarlo a molte discipline.Una definizione recita
:

Il rischio è la probabilità che si verifichi uno o più eventi che producano danni a persone o cose.

Quindi la base del rischio è la probabilità. Un evento futuro ed incerto legato al caso. E qui si aprono molte strade e molti collegamenti. La teoria delle probabilità è sicuramente uno dei primi possibili (matematica). Tra i grandi studiosi di questa disciplina figurano Galileo Galilei, Pascal, che usò la speranza matematica (un concetto di questa materia) per scommettere sull’esistenza di Dio, teorizzando che era un rischio “conveniente” (filosofia).
Due secoli dopo vi si cimentò anche un grande economista Keynes, non a caso, poiché l’economia è un’altra disciplina che ha intimamente a che fare con il rischio. Il rischio d’impresa è una delle caratteristiche strutturali che deve assumersi un imprenditore. Su questo tema è stato scritto un bel libro “Il gioco del caso” Sellerio editore. Il Dioguardi ingegnere, imprenditore e giocatore-avventuriero del genio e dell’intelletto, si presenta con questo racconto curioso, nato virtualmente in seguito ad una relazione da prepararsi per una tavola rotonda dal tema emblematico: “Una partita fra caso, scienza e invenzione”. Dioguardi non è nuovo a questo tipo di ricerca e di sperimentazione, per le quali le sollecitazioni del caso e l’incedere come per gioco costituiscono rispettivamente matrice e metodo d’indagine: già in altri due libri, l’uno sul giocatore di biribissi Goudar e l’altro sul moralista Graciàn, ha dato prova di gusto e destrezza nel trattare con i giochi del destino e la casualità. In questo terzo itinerario l’intelligenza entra come ulteriore protagonista, e tre personaggi, l’imprenditore creatore, lo scienziato indagatore e l’avventuriero attore, si incontrano e si confrontano, seguendo un percorso in cui si rincorrono intenzioni, citazioni e ipotesi, e in cui caso, fortuna e determinismo si sposano in una felice, e anche divertente, avventura letteraria.
Caso/necessità è poi un tema filosofico per eccellenza, che si connette con il problema del determinismo e del libero arbitrio (vedi una mia risposta su questo argomento).
E poi letteratura. Quanti libri hanno avuto come contenuto il rischio. Vogliamo partire da Omero? Dall’Odissea? Ulisse è per antonomasia un eroe che rischia. E poi possiamo andare via via fino a Dostojevski con il suo celebre romanzo Il Giocatore, per citarne solo due.
La Storia poi è tutta una storia di rischi. Pensa solo ad Annibale che valica le Alpi con un esercito e gli elefanti per sconfiggere i Romani.
Che altro, scienze? Ormai dalla fine del secolo scorso il determinismo è entrato in crisi. La relatività, la casualità sono i riferimenti forti, pensa alla biologia, alla fisica, all’astronomia…
Ecco credo che ora non ti resti altro che decidere come vuoi impostare la tua tesina e iniziare la ricerca.
Infine gli sport che “giocano” sul superamento dei limiti. Su questo tema è facile trovare materiale.

Per quanto riguarda la domanda che mi fai sulla media scolastica ti tranquillizzo: la tua rientra in un range medio-alto. In ogni caso questa, come sai, inciderà solo al 40% sulla graduatoria finale e quindi ai fini dell’ammissione in LUISS conterà molto il risultato del test. Fai un buon lavoro e se non dovessimo sentirci prima in bocca al lupo per il test del 14 aprile,
ciao,
Giano

Vendetta

Franco, domenica 18 apr ha scritto:

Ciao Giano!Sono uno studente dell’ultimo anno del liceo linguistico,e questi ultimi mesi a causa dei vari compiti e tutto il resto,non ho neanche il tempo di respirare,tanto è vero che non riesco mai a trovare uno spazio del mio tempo per elaborare la mia tesina,per di più i miei genitori sono spesso assenti da casa,quindi neanche posso chieder loro aiuto.
Io volevo portare come tema principale “V per vendetta” un film ispirato da un fumetto,conosci?Le materie che avrei voluto collegare sono inglese,italiano,storia,filosofia o al limite storia dell’arte.Hai qualche buon consiglio?
Grazie di cuore,
Franco.

Caro Franco,
per quanto riguarda inglese il primo romanzo che mi viene in mente che abbia ad oggetto la passione e la vendetta è sicuramente “
Cime tempestose” di Emily Bronte. Per italiano penso a “l’Innocente” di d’Annunzio nel quale si consuma una terribile vendetta trasversale. A proposito di storia ti potresti occupare di un conflitto nel quale si sono consumate innumerevoli vendette reciproche e che non sembra avere fine e cioè quello arabo israeliano per il quale ti segnalo questo saggio. Infine in merito a filosofia potresti fare riferimento a Hobbes e alla sua teoria della natura umana (“homo homini lupus” ricordi?) così come la esprime nel “Leviatano”.
Riscrivimi e fammi sapere che ne pensi di questi miei suggerimenti.
Ciao e buon lavoro, Giano.

loris91, lunedì 19 apr ha scritto:

Caro Giano,
frequento l’ultimo anno di liceo classico e pensavo alla maturità di portare come argomento per la tesina “la legittimazione della vendetta“. Mi sto basando principalmente sul saggio di Eva Cantarella “il ritorno della vendetta” e quindi pensavo di collegare greco con la trilogia “Orestea” di Eschilo, filosofia con il “Protagora” di Platone, italiano con “Dei delitti e delle pene” di Beccaria ed inglese parlando della pena di morte in America oggi (su questo punto sono ancora poco informato). I miei professori non sembrano molto convinti ed io sono sempre più indeciso. Pensi che come argomento sia interessante? Potresti consigliarmi qualche lettura in proposito ed eventuali collegamenti alternativi?
Grazie in anticipo.
Loris

Caro Loris,
la mia esperienza mi dice che quando gli insegnanti non sono convinti e lo studente è indeciso, di solito quella tesina non vede la luce. Spesso è un peccato che succeda, soprattutto se quell’argomento è stato scelto per un intresse reale. Io penso che l’argomento sia molto interessante e questa mia opinione trova conferma dai collegamenti che hai individuato, molto appropriati e che possono essere sviluppati in modo positivo.
La decisione di andare avanti dipende da te e solo da te. Ricorda che nella vita ti troverai spesso di fronte ad una scelta simile. Il consiglio che ti do è: se sei davvero convinto, vai avanti. E veniamo al tema. Non affronterò il concetto della legittimazione della vendetta poichè su questo credo che tu abbia trovato tutto nel libro della Cantarella. A me viene in mente subito l’Odissea e la vendetta che ulisse e Telemaco compiono contro i Proci e le ancelle infedeli che impiccano; pagine bellissime e crudeli. Non a caso la Cantarella ha scritto un altro saggio intitolato Itaca che tratta di eroi, donnee potere tra vendetta e diritto. Questo passo mi colpisce sempre particolarmente:

E Telemaco: “Io, no, con morte onesta
Non torrò l’alma da coteste donne,
Che a me sul capo od alla madre, scherni 585
Versaro; e che s’unìan d’amor co’ proci”.

Disse; e di nave alla cerulea prora
Canape, che partìa da un gran pilastro,
Gittò alla torre a tale altezza intorno,
Che le ancelle, per cui gittarlo piacque, 590
Non potesser del piè toccar la terra.
E come incontra che o colombe o torde
Che al verde chiuso d’una selva entraro,
Van con ali spiegate a dar di petto
Nelle pèndule reti, ove ciascuna 595
Trova un letto feral: tali a mirarle
Eran le donne con le teste in fila,
E con avvinto ad ogni collo un laccio,
Di morte infelicissima strumento.

ma mi pare che per greco tu sia già a posto. Io mi riferirei anche alla letteratura e al cinema. Gli esempi sono infiniti. Te ne cito alcuni un po’ alla rinfusa: “Il conte di Montecristo”; la trilogia della vendetta ovvero l’insieme dei tre film del regista sudcoreano Park Chan-wook. Per inglese Amleto, la tragedia nella quale Shakespeare descrive in modo pressoché perfetto il tema della vendetta, aggrappandosi ad una finta follia personificata dal principe di Danimarca. E poi il tema della vendetta in amore. Nietzsche diceva “nella vendetta e nell’amore la donna è più barbarica dell’uomo”. E potrei continuare con il conte Ugolino che consuma la sua vendetta anche all’inferno ecc..
Infine vorrei segnalarti un altro filone di ricerca. Le vendette della mafia. Quelle più odiose cioè quelle trasversali che coinvolgono persone innocenti. Pratica che usarono anche le BR e che usano quasi tutti I regimi totalitari. Per queste non credo ci sia mai alcuna giustificazione.
E mi fermo qui poiché non so se i miei consigli ti serviranno per il tuo lavoro. Quando avrai deciso, se avrai ancora bisogno di me fammelo
sapere. Pensaci bene.
Ciao. Giano

Volontà

giusy, giovedì 01 apr ha scritto:

salve Giano…sono Giusy , e frequento il 5° anno di liceo scientifico tradizionale…come saprà quest’anno ci toccheranno inglese filosofia storia ed italiano esterni. Io ho già pensato ad un possibile argomento e a qualche materia da collegare per il mio percorso;adesso le dico:titolo”La volontà come essenza della realtà“ho scelto questo titolo perchè mi sembra un concetto importante e con cui ogni giorno tutti noi uomini abbiamo a che fare, anche perchè ogni azione , comportamento parte dalla nostra volontà!Poi avevo pensato al razzismo di storia ,incentrandomi un pò di più sulla figura di Hitler. Per quanto riguarda filosofia porterò Schopenhauer con la sua volontà di vivere. In fine di inglese avevo pensato al Ritratto di Dorian Gray quindi Wilde..anche perchè ciò che smosse Dorian alla scelta di stipulare un patto col diavolo fu quell’irrefrenabile voltà di possedere l’eterna giovinezza!!!il problema sorge però per l’italiano e il latino…non so cosa collegare;le sarei tanto grata se potesse darmi una mano e magari mi aiuterebbe con un’introduzione!!!!grazie mille in anticipo per l’aiuto che mi darà!!!

Cara Giusy,
il tuo percorso è interessante, anche se la filosofia del Novecento (penso per esempio a Freud) è critica con l’idea che l’uomo sia veramente padrone della sua volontà, e che spesso più che “agire” è “agito”. Ascolta. Per storia, se credi, al posto del razzismo, che è un tema abusato, potresti collegarti al concetto di volontà generale di Rousseau e alla degenerazione che ha subito con i totalitarismi del Novecento, soprattutto con lo stalinismo, dove in nome del popolo si è costruito un regime autoritario. Vedi la recensione del libro di
Alberoni che tratta questo tema.
Per introdurre la tua tesina potresti trattare del passaggio dal concetto di Volontà di vivere di Shopenhauer a quello della volontà di potenza di Nietzsche, trattandolo appunto come introduzione generale. Per Nietzsche ti consiglio il
sito seguente per approfondire l’argomento.
Per letteratura italiana potresti inserire D’annunzio e i suoi temi del superomismo, del sensualismo, del gusto per il bel gesto, della volontà di vivere intensamente (e pericolosamente), vedi questo
link. Per letteratura latina potresti parlare di un autore stoico come Seneca e del concetto di volontà come adeguazione al cosmo, e metterla in opposizione, per esempio, al superomismo dannunziano. Tieni presente “il senso della famosa metafora stoica che paragona la relazione uomo-Universo a quella di un cane legato ad un carro. Il cane ha due possibilità: seguire armoniosamente la marcia del carro o resisterle. La strada da percorrere sarà la stessa in entrambi i casi; ma se ci si adegua all’andatura del carro, il tragitto sarà armonioso. Se, al contrario, si oppone resistenza, la nostra andatura sarà tortuosa, poiché saremo trascinati dal carro contro la nostra volontà. L’idea centrale di questa metafora è espressa in modo sintetico e preciso da Seneca, quando sostiene: «Ducunt volentem fata, nolentem trahunt» («Il destino guida chi lo accetta, e trascina chi è riluttante»).[7] Su Seneca e lo stoicismo vedi: A e B. Ti saluto e buon lavoro.
Giano

Peppe_1991, mercoledì 14 apr ha scritto:

Caro Giano,
sono Peppe e voleva ricevere un tuo consiglio per collegare al meglio gli argomenti della mia tesina d’esame. Ho deciso di usare come tema la volontà d’azione dell’uomo,e per questo al momento ho 3 collegamenti:
-Filosofia: Fichte
-Inglese: Joyce o Elliot
-Storia: Gli anni di piombo

Sono però in difficoltà per quanto riguarda le materie restanti.Ti chiedo consiglio anche perchè probabilmente non si è mai sentita come tesina e quindi dimmi se può andare ed eventualmente i collegamenti con le altri discipline. Grazie in anticipo. Ciao

Caro Peppe,
il fatto che la tua sia una tesina “inedita” non è un punto di debolezza; potrebbe, anzi, essere il contrario. Credo, però, tu debba spiegarmi meglio la tua idea, poichè non riesco bene a capire a che titolo tu voglia collegare Joyce o gli anni di piombo al tuo percorso: ed è importante, al riguardo, mettere a punto una mappa concettuale che chiarisca, prima a te stesso e poi agli altri, di cosa tu intenda parlare. Per quanto riguarda il collegamento di filosofia, forse sarebbe più indicato, comunque, Schopenhauer. Ti prego dunque di riscrivermi più estesamente la tua idea di tesina, assieme alla lista delle materie che intendi includere nel tuo percorso, e sarò felice di continuare ad aiutarti. Aspetto tue notizie,
Giano