Tesina intellettuali
grandi uomini
Angela, martedì 15 dic ha scritto:
Caro Giano,
la ringrazio per la sua risposta. Avete ragione riguardo al fatto che gli argomenti da me proposti “sono tanti tasselli di un unico puzzle”.Ci ho riflettuto molto e alla fine mi sono chiesta: che cosa significa restare se stessi quando tutto quello che succede cambia?
Mi spiego meglio, nel mondo contemporaneo è più che mai urgente costituirsi come soggetto morale in quanto spesso si va incontro a una forma di conformismo sociale. La nostra società ha si disarticolato i vecchi riferimenti ma ha anche dilatato gli “spazi” di libertà.Eppure diveniamo passivi e non valorizziamo le occasioni di libertà, si parla della fine delle ideologie, non si sa in che cosa credere e per cosa vale la pena spendersi.
Ma come avete affermato,nello spazio dedicato agli ideali, la storia ci insegna che grandi uomini hanno raggiunto mete impossibili perseguendo i loro sogni e ideali. Non so se riuscirò nel mio intento, ma voglio realizzare una tesina in cui presentare le imprese e le riflessioni di uomini che in nome dei propri ideali si sono distaccati dalla massa per guardare il mondo con occhi diversi e proporre soluzioni valide per l’intera umanità,e che hanno rispecchiato anche i “miei” ideali.
Non so se sono stata chiara, ma per meglio farle comprendere ciò che voglio esprimere le scrivo la frase del grande Einstein,fonte dei miei pensieri:
“Lo sviluppo della scienza e, in generale, delle attività creative dello spirito richiede ancora un altro genere di libertà, definito come “ibertà interiore”. Questa libertà dello spirito consiste nell’indipendenza del pensiero dalle limitazioni imposte dai pregiudizi e dall’autorità e in genere dalla meccanica routine e dalle abitudini inveterate”.
Aspetto un suo suggerimento. Grazie.
Cara Angela,
Merita di essere raggiunto dalla sua epoca colui il quale si limita ad anticiparla (L.Wittgenstein)
E’ una frase che credo esrprima il concetto a cui tieni. Sono completamente d’accordo con le tue riflessioni e considerazioni sul mondo moderno e sul ruolo che ognuno ha o dovrebbe avere nella propria vita e nella società. Il consiglio che ti do per la tua tesina è di svilupparle in un contesto più ampio, prendendo anche spunto da alcuni libri a cui puoi fare riferimento, come ad esempio A passo di gambero di Umberto Eco o L’età dell’oblio di Tony Judt. (Di lui, l’editore Laterza ha appena pubblicato una raccolta di saggi scritti dal 1994 in poi che, appunto, hanno per tema la responsabilità sociale degli intellettuali, dal Ventesimo secolo al Ventunesimo).
In pratica, Judt ci offre qui una rilettura personale di autori meritatamente canonizzati (come Primo Levi o Edward Said), meritatamente dimenticati (uno per tutti, Louis Althusser), immeritatamente negletti (come Arthur Koestler o Leszek Kolakowski). Judt guida il lettore in una scorribanda ragionata entro contesti storici variamente istruttivi, dalla Francia del 1940 all’Israele della guerra dei Sei Giorni; dal Vaticano di papa Wojtyla alla Gran Bretagna di Tony Blair: ogni volta, guardando alla specificità del rapporto tra la politica di un’epoca e la sua intellighenzia.
E’ un libro impegnativo ma credo che se hai intenzione e la volontà di fare un lavoro importante, originale e significativo questa potrebbe essere una linea da seguire. Infine ti segnalo anche il bel libro di Corrado Ocone, “Profili riformisti. 15 pensatori liberal per le nostre sfide” anch’esso di recente pubblicazione. In esso l’autore ha costruito un suo particolare pantheon di pensatori utili nell’elaborazione di una cultura politica riformista capace di rispondere alle sfide della realtà attuale. Arendt, Beck, Bobbio, Dahl, Giddens, Habermas, Hirschman, Nozick, Nussbaum, Rawls, Rorty, Sen, Sennett, Vargas Llosa, Walzer: autori la cui “libertà dello spirito consiste nell’indipendenza del pensiero dalle limitazioni imposte dai pregiudizi e dall’autorità e in genere dalla meccanica routine e dalle abitudini inveterate” come ricordavi tu citando Einstein.
Ciao e buon lavoro.
Giano
ideali
Nicola, giovedì 10 giu ha scritto:
vorrei proporre una tesina sulla forza degli ideali, puoi darmi alcuni consigli per eventuali collegamenti?
Caro Nicola,credo che un percorso sull’ “ideale”, in un paese come l’Italia, non possa prescindere da ciò che è stato, nel bene e nel male, il ’68:partirei proprio da questo. Credo che questo sito sia il migliore disponibile sull’argomento, per la ricchezza dei materiali sia testuali che fotografici. In filosofia, a questo punto, la scelta va su Marcuse, e in italiano sulla Neoavanguardia. Questa in particolare mi sembra davvero degna d’interesse: il Gruppo 63 e l’“azione culturale” che esso creò dentro e intorno a sè meriterebbero un’attenzione decisamente maggiore a quella di cui in genere sono oggetto. Ecco un testo molto interessante di Nanni Balestrini, che di quel movimento fu uno dei primi animatori. In latino si accorda molto bene, a questo punto, il collegamento con sant’Agostino: vero continuatore, da teorico e organizzatore di prim’ordine quale fu, di san Paolo. Per le materie scientifiche non è semplice avere lo stesso tipo di “relazione”, ti ricordo che non è necessario collegare tutte le materie, ma se proprio vuoi potresti giocare con il titolo, “La forza degli ideali”: sito 1 e sito 2.
Mi auguro di essere stato d’aiuto. Buon lavoro,
Giano
intellettuale e masse
Nicolò, lunedì 15 giu ha scritto:
Caro Giano, ho letto le tue risposte ai molti ragazzi che chiedono il tuo aiuto e penso che tu possa darmi preziosi e validi consigli. Anche io quest’anno ho l’esame di maturità- frequento il liceo classico- e ho scelto come argomento del mio percorso d’esame il disprezzo dell’intellettuale per la massa. In filosofia ho scelto Freud e Ortega y Gasset, in storia Mussolini, in lett.italiana D’annunzio, ma non so proprio che mettere in lett.inglese,lett. greca e eventualmente (ma so che è molto difficile) in fisica.Spero tu possa aiutarmi, magari in tempi brevi…Un saluto e grazie mille!!
Caro Nicolò,
una forma di distacco dalla massa è soprattutto il dandysmo, che è un fenomeno tipicamente inglese. In letteratura, il dandy per eccellenza è Oscar Wilde. Ti consiglio una bellissima lettura sul dandysmo di Wilde, con tutti i riferimenti del caso: un aricolo che Joyce, sì proprio lui, scrisse sul “Piccolo di Trieste” nel 1909.
Nell’antica, anzi antichissima Grecia, il momento in cui si annullavano le distanze, altrimenti marcate, fra masse e elites, così come ogni differenza, era quello delle feste dionisiache. Potresti vedere come questo elemento comunitario, persista, acconto a quello più formale e aristocratico, in tutta la letteratura greca, scegliendo casomai qualche autore, soprattutto tragico.
Saluti e buona fortuna,
Giano.
intellettuale e potere
paulcezanne, lunedì 22 feb ha scritto:
caro Giano frequento l’ultimo anno di liceo sceintifico…per la mia tesina voleva portare il rapporto tra intellettuali e potere nel ‘900(cioè se l’intellettuale è libero o dipendente, per filosofia ho trovato qualcosa su Marx, Gramsci e Weber, per inglese Orwell e Kipling(il fardello dell’uomo bianco puà andare?), per arte l’architettura fascista(EUR) e l’arte antitotalitaria(Guttuso, Picasso con Gurnica va bene?), per italiano i manifesti degli intellettuali fascisti e antifascisti. volevo chiederti se va bene e come posso affrontare l’argomento in storia e apporfondirlo in italiano??grazie mille…
Inviato il 22/02/2010 alle 18:16:37
ciao Giano sono sempre io…che ne dici di inserire nella mia tesina su intellettuale e potere un frammento de “il grande dittatore”??.grazie
Inviato il 22/02/2010 alle 20:33:50
ciao giano..sono sempre io.mi serve la tua risposta al più presto(doma devo consegnare l’abbozzo del progetto a scuola!!)..grazieeee
Caro Paul Cezanne,
è davvero un onore rispondere ad un così noto artista e per una richiesta così interessante!
L’argomento che hai pensato è davvero nmolto interessante e tocca una questione centrale del pensiero filosofico-politico, ma non solo.
I collegamenti che hai già trovato vanno benissimo, ma ti propongo di prestare attenzione soprattutto alla riflessione di Gramsci e all’idea dell’ “intellettuale organico”. Questi materiali potranno esserti di aiuto: 1, 2, 3.
Credo che Gramsci possa fornirti anche la chiave per risolvere i tuoi problemi per la storia e farlo anche in modo intelligente. In Arte, giustamente vuoi occuparti dell periodo fascista. Come sai Gramsci è tra i fondatori del Partito Comunista d’Italia (1921) e fu incarcerato fra il 1926 e il 1937 dal regime fascista di Mussolini. Potresti descrivere in profondità questo periodo storico e intrecciare anche le vicende personali che hanno segnato la vita di questa importante figura della storia del nostro paese.
Oppure, se vuoi individuare un momento storico che vide il nascere di un vivace dibattito tra forze politiche e centri culturali in Italia, ti consiglio di spostarti tra gli anni 40 e 50 e di occuparti di un’importante rivista “Il politecnico” che fu edita a Milano dal 1945 al 1947 sotto la direzione di Elio Vittorini. La rivista nasceva dalla ferma convinzione che gli intellettuali devono assumersi il compito di esprimere una cultura liberatrice e contribuire all’eliminazione delle sofferenze, dello sfruttamento e della schiavitù. Questo progetto poteva trovare una concreta realizzazione solo se gli intellettuali riuscivano ad organizzarsi politicamente prendendo il potere politico e diventando una forza attiva nella società. Nell’ambito del vivo e fervente dibattito che questo ambiente culturale produsse, ci fu un importantisimo scambio di vedute tra Togliatti, allora segretario del Partito comunista italiano e Elio Vittorini, figura centrale della rivista. Quest’ultimo scrisse, nel 1947, “Lettera a Togliatti”, in cui espresse il suo punto di vista sul rapporto politica-cultura. Poco dopo questo aspro scambio la rivista fu chiusa.
Ma per la letteratura Italiana, potresti occuparti anche di Pier Paolo Pasolini che ha molto riflettuto sul ruolo dell’intelettuale in rapporto alla società di massa. Potresti, in particolare, analizzare una nota raccolta di tutti i suoi interventi politici “Scritti corsari”. Questo sito fa al caso tuo.
Infine, per darti ulteriori materiali, che affrontano il rapporto tra intellettuale e potere fornendone una mappatura storica generale, ti consiglio di leggere questo saggio.
Ti auguro un buon lavoro,
A presto
Giano
Anthony22, mercoledì 10 mar ha scritto:
Ciao Giano,
Frequento l ultimo anno del liceo classico e sto incominciando a pensare quale potesse essere l argomento su cui lavorare per la tesina degli esami.
Ho pensato che innazitutto debba avere come riferimento un argomento che nel corso dell anno mi ha destato più interesse. Partendo da ciò,poichè mi ha suscitato molto interesse il progetto politico di seneca, ho deciso di porre l attenzione sul rapporto fra l intellettuale e il potere.Le materie della tesina sono:Latino,greco,storia dell arte,italiano,filosofia e fisica e geografia astronomica. Per quanto riguarda latino ho intenzione ,come ti ho già detto prima , di illustrare il progetto politico di seneca e di far un accenno alle opere da cui si evince tale progetto,mentre per storia analizzare il periodo fascista però non nella sua generalità,ma soffermandomi soprattutto sulle varie censure attuate dallo stesso.In italiano invece mi piacerebbe analizzare un intellettuale che ha aderito al manifesto fascita( come d Annunzio) e uno che ha aderito al manifesto comunista( Croce o Montale ),proseguendo con filosofia ho deciso di analizzare Nietzsche, collagabile al superuomo d annunziano e all ideologia nazista ,invece per in storia dell arte sono indeciso tra il bauhaus( censurato dall ideologia nazista) e il futurismo.Questi più o meno sono gli argomenti a cui ho pensato.Vorrei chiederti dunque, come ti sembra come ipotetico percorso, e se mi sapresti consigliare l ordino con il quale esporle ed eventuali argomenti per quanto riguarda greco,fisica e geografia astronomica.Aspetto una tua risposta..
Caro Anthony,
bellissimo tema il tuo, molto coeso e trattato attraverso collegamenti pertinenti. In greco potresti collegare, a fare da contraltare a Seneca, la figura dello storico Polibio, analizzando il mondo in cui egli, dopo la definitiva conquista della Grecia da parte di Roma alla metà del II sec. a. C., seppe inserirsi nella vita culturale e politica della nuova potenza dominante: qui potrai trovare alcune informazioni di base su di lui. In generale ti consiglio, per quanto riguarda le materie classiche, la lettura di Carlo Franco, Intellettuali e potere nel mondo greco e romano, Carocci, Roma, 2007. In fisica e geografia astronomica hai due possibilità: guardare al passato, ed analizzare il travagliatissimo rapporto col potere di Galileo Galilei nel sec. XVII; oppure soffermarti sul grande Albert Einstein, che ebbe sempre ben presente il ruolo dirompente che gli scienziati, in una società sempre più largamente tecnocratica come la nostra, possono avere, e dell’uso più o meno strumentale che il potere politico può decidere di farne, mettendo in ballo la loro stessa libertà e onestà intellettuale: ti segnalo questo interessante saggio che si occupa proprio di questo problema, approfondendolo in Einstein e anche in Leonardo Sciascia; sono certo che potrà fornirti molte suggestioni utili. Per quanto riguarda la successione delle materie, potresti presentarle in ordine semplicemente cronologico, il che ti consentirebbe una certà libertà nel presentare le varie connessioni al di là della posizione ideologica del rispettivo autore (in ipotesi: Polibio; Seneca; Galileo; Nietzsche-D’Annunzio-Croce; Bauhaus; Fascismo; Einstein, dove, ovviamente!, va decisa l’alternativa per quanto riguarda le materie scientifiche). Spero di esserti stato utile.
Buon lavoro,
Giano
intellettuali
Maria Felicita, venerdì 17 apr ha scritto:
Caro Giano, mi sei stato consigliato nella lettera di conferma d’ammisione alla Luiss…
ho intenzione di scrivere una tesina sul ruolo dell’intellettuale. L’idea e’ partita dalla mia esperienza personale, in particolare dalle mie passioni. Sono caporedattrice del giornalino scolastico nel quale ho pubblicato interviste all’arcivescovo di Gaeta, al nuovo abate di Montecassino, a Enrico Mentana, Giuliano Ferrara e Giulio Andreotti e mi piacerebbe inserirle all’interno del documento che presentero’ alla commissione.
Inoltre suono il pianoforte, dunque vorrei accompagnare le slides con l’audio di brani suonati da me.
Per quanto riguarda le materie scolastiche, in Italiano trattero’ sicuramente il canto XVII del Paradiso, in cui Dante definisce lo scopo del suo viaggio, e l’ideologia di Gramsci. Del resto anche Sciascia di porrebbe come un esempio interessante, e potrei inserirlo in quanto ho vinto il 5 posto in un concorso di italiano del basso Lazio.
Poi pensavo al De Clementia di Seneca e ai 14 choliambi introduttivi delle satire di Persio per Latino. In Storia mi piacerebbe trattare il ruolo degli intellettuali che hanno firmato il Manifesto della Razza, perche’ ho letto un libro di approfondimento su questo tema. Il professore di Storia dell’Arte mi ha consigliato di ricercare tra le Pagine Corsare di Pasolini.
Per il resto sono ancora in dubbio: mi piacerebbe produrre qualcosa di veramente originale e interessante ma devo ancora trovare degli spunti per i collegamenti con Matematica, Fisica, Filosofia e Greco. Non da ultimo, probabilmente inseriro’ anche le lingue che nella mia scuola sono extracurriculari, perche’ ci tengo a collegarmi alla letteratura Inglese e Francese.
Per favore, dammi una mano, ci tengo davvero a fare del mio meglio!
Grazie in anticipo per la disponibilita’,
Maria Felicita Ferraro
Cara Maria Felicita,
il tema da te scelto può essere declinato in molti modi: io terrei presente e affronterei il problema del rapporto fra l’uomo di cultura e il potere. D’altronde, il termine intellettuale, usato per la prima volta da Gramsci come tu sottolinei, era stato da lui coniato proprio per mettere in luce un nuovo modo di essere degli uomini di cultura, che secondo lui dovevano fare cultura non in modo autonomo ma mettendosi al servizio del partito rivoluzionario o “moderno Principe” e in questo modo contribuire alla “lotta di classe”. E’ la concezione dell’ “intellettuale organico”, che è in totale antitesi con la prospettiva classica dell’autonomia e della libertà della cultura. Questa figura può essere assimilata in qualche modo a quella dell’ “intellettuale impegnato” o engagé, teorizzato, sempre in ambito marxista, da Jean Paul Sartre.
Già Max Weber, in una celebre conferenza tenuta a Monaco nel 1919, su Il lavoro intellettuale come professione, aveva criticato i cosiddetti “socialisti della cattedra” che operavano nelle università tedesche del suo tempo e aveva ribadito che l’uomo di cultura ha una precisa missione o vocazione (il cosiddetto Beruf) da rispettare: non farsi profeta e insegnare cosa si deve fare, ma cercare umilmente di capire la realtà in cui opera.
Al ruolo degli intellettuali ha poi dedicato molte pagine interessanti Norberto Bobbio in Politica e Cultura. Facendo riferimento a Cattaneo, Bobbio delinea l’ideale dell’ “intellettuale civile”, che non è né il “filosofo monastico” avulso dalla realtà e chiuso nella turris eburnea dei suoi studi della tradizione premoderna e scolastica, né l’intellettuale organico Gramsciano che mette i suoi studi al servizio della prassi rivoluzionaria. L’intellettuale per Bobbio deve stare immerso nel suo tempo e occuparsi di politica, ma tenendosi però ad una certa distanza e conservando la sua indipendenza di giudizio. E’ solo in questo modo che egli dà il suo contributo alla società in cui vive. In una linea assimilabile a quella di Bobbio di distinzione fra politica e cultura ti consiglio altri tre libri importanti della cultura del Novecento: Etica e politica di Croce, “Il tradimento dei chierici” di Jules Benda e “L’oppio degli intellettuali” di Raymond Aron non a caso definito l’anti-Sartre della cultura francese.
Un ulteriore consiglio mi sentirei di darti, in conclusione, e concerne la letteratura. Perché non leggi il libro di Sciascia sull’ “Affaire Moro” (Adelphi)? In esso troverai altre notevoli osservazioni sui vari modi di essere “intellettuale impegnato”, con importanti riferimenti alla storia d’Italia più recente.
Aspetto tue nuove.
Saluti e auguri. Giano
Francesca, lunedì 01 giu ha scritto:
Buongiorno, mi chiamo Francesca e vengo da Foggia. Devo diplomarmi al liceo classico e ho impostato la tesina sull’intellettuale impegnato inserendo Seneca e Polibio(latino e greco), Sartre(filosofia), Ungaretti(italiano), Orwell(inglese), Einstein(fisica), Futurismo(arte). Vorrei un consiglio su un’introduzione a questa tesina, per spiegare, in linea generale, il ruolo dell’intellettuale ecc ecc. potresti darmi una mano?? Grazie. Francesca.
Cara Francesca,
il tema da te scelto può essere declinato in molti modi: io terrei presente e affronterei il problema del rapporto fra l’uomo di cultura e il potere. D’altronde, il termine intellettuale, usato per la prima volta da Gramsci come tu sottolinei, era stato da lui coniato proprio per mettere in luce un nuovo modo di essere degli uomini di cultura, che secondo lui dovevano fare cultura non in modo autonomo ma mettendosi al servizio del partito rivoluzionario o “moderno Principe” e in questo modo contribuire alla “lotta di classe”. E’ la concezione dell’ “intellettuale organico”, che è in totale antitesi con la prospettiva classica dell’autonomia e della libertà della cultura. Questa figura può essere assimilata in qualche modo a quella dell’ “intellettuale impegnato” o engagé, teorizzato, sempre in ambito marxista, da Jean Paul Sartre.
Già Max Weber, in una celebre conferenza tenuta a Monaco nel 1919, su “Il lavoro intellettuale” come professione, aveva criticato i cosiddetti “socialisti della cattedra” che operavano nelle università tedesche del suo tempo e aveva ribadito che l’uomo di cultura ha una precisa missione o vocazione (il cosiddetto Beruf) da rispettare: non farsi profeta e insegnare cosa si deve fare, ma cercare umilmente di capire la realtà in cui opera.
Al ruolo degli intellettuali ha poi dedicato molte pagine interessanti Norberto Bobbio in Politica e Cultura. Facendo riferimento a Cattaneo, Bobbio delinea l’ideale dell’ “intellettuale civile”, che non è né il “filosofo monastico” avulso dalla realtà e chiuso nella turris eburnea dei suoi studi della tradizione premoderna e scolastica, né l’intellettuale organico Gramsciano che mette i suoi studi al servizio della prassi rivoluzionaria. L’intellettuale per Bobbio deve stare immerso nel suo tempo e occuparsi di politica, ma tenendosi però ad una certa distanza e conservando la sua indipendenza di giudizio. E’ solo in questo modo che egli dà il suo contributo alla società in cui vive. In una linea assimilabile a quella di Bobbio di distinzione fra politica e cultura ti consiglio altri tre libri importanti della cultura del Novecento: Etica e politica di Croce, Il tradimento dei chierici di Jules Benda e L’oppio degli intellettuali di Raymond Aron non a caso definito l’anti-Sartre della cultura francese.
Un ulteriore consiglio mi sentirei di darti, in conclusione, e concerne la letteratura. Perché non leggi il libro di Sciascia sull’ Affaire Moro(Adelphi)? In esso troverai altre notevoli osservazioni sui vari modi di essere “intellettuale impegnato”, con importanti riferimenti alla storia d’Italia più recente.
Aspetto tue nuove.
Saluti e auguri. Giano
pasolini
Francesca, giovedì 04 feb ha scritto:
Caro Giano,
frequento l’ultimo anno del liceo scientifico ed avevo pensato, come argomento centrale, di portare Pasolini. Mi interessa soprattutto il Pasolini giornalista, ma avrei bisogno di sapere come poterlo collegare (non devo toccare necessariamente tutte le materie) e mi servirebbe anche un pò di bibliografia.
Spero che potrai aiutarmi, grazie mille.
Cara Francesca,
mi fa piacere vedere che un autore centrale del nostro Novecento come Pier Paolo Pasolini non sia del tutto dimenticato. Certamente le letture centrali che ti invito a compiere attengono da un lato al Pasolini narratore (il romanzo “Ragazzi di vita”) e una al Pasolini giornalista-polemista (le due raccolte di articoli “Scritti corsari” e “Lettere luterane”). Ti consiglierei di partire da qui. Ovviamente la sua personalità multiforme ti consente di spaziare nel campo della poesia (per non citare che una sola delle sue raccolte, poetiche, “Le ceneri di Gramsci”), fino al cinema. Ti consiglio di guardare questo ricchissimo sito su di lui, in cui potrai trovare immagini e informazioni utili. Egli fu, per la sinistra, un intellettuale sempre prezioso, mai accomodante, e voce critica importantissima, autore di riflessioni “corsare” e “luterane” (ovvero, in qualche modo, eretiche rispetto a una ortodossia comunista che egli voleva in qualche modo avversare, in nome di una “riforma” che trovasse di nuovo i valori originari e genuini del movimento). In storia, a questo proposito, potresti provare a occuparti del modo in cui Pasolini guardò a quel movimento ideologico, politico e culturale che fu il ’68: eccoti parte di una poesia che egli compose dopo i famosi disordini di Valle Giulia, rivolta agli studenti che ne furono protagonisti.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti.
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da subtopie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di essere stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo
anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
Credo, inoltre, che un modo ottimo per “conoscere” Pasolini sia quello di sentire le sue vive parole. Per esempio, ascolta cosa egli aveva da dire a proposito della televisione e della massificazione della cultura. Per quanto riguarda un possibile collegamento con la storia dell’arte, ti consiglio di guardare questa pagina; senza contare che fu egli stesso anche disegnatore, inoltre, ti offre molteplici spunti attraverso i testi che egli filmò da regista: pensa al “Decameron” di Boccaccio, alla “Medea” di Euripide…
Spero di averti dato, in modo forzatamente rapido, più che altro qualche suggestione. Ora la palla passa a te: hai un bel po’ di capolavori da assaporare. Buon lavoro,
Giano
Anto, venerdì 02 apr ha scritto:
Salve Giano,
frequento l’ultimo anno del liceo scientifico,sono in crisi con la tesina sono decisa soltanto di portare pasolini e collegarmi con vari argomenti di attualità fino ad arrivare ai nostri giorni ad esempio come titolo vorrei incentrarlo sull’omologazione …mi potresti aiutare.
saluti Anto.
ps:sono appena registrata e vorrei sapere dove potro’ vedere la tua risposta.
grazie
Cara Antonietta,
la mia risposta la troverai proprio qui scorrendo il blog fino ad arrivare alla tua domanda che è compresa tra le altre. La rintracci facilmente perché mantiene il mittente e la data.
Per intanto Buona Pasqua.
Giano
Cara Anto,
Pasolini è una figura centralissima del panorama intellettuale italiano e la sua vastissima opera tocca molti temi politici di grande attualità. Un percorso monografico sulla sua figura mi sembra un’ottima idea: devi però dare prova di aver approfondito molto l’argomento. Questi link potranno di certo aiutarti perché ti daranno un’esaustiva panoramica sul pensiero e le opere: A e B.
Per quanto riguarda i temi più politici li trovi nella raccolta “Scritti corsari”.
Sul tema della cultura di massa e dell’omologazione, ti rimando a questo sito.
Puoi inoltre fare collegamenti con alcune materie pur restando all’interno dell’analisi di questo autore. Per esempio analizzando la sua Medea e riferendoti ad Euripide. E in generale all’interpretazione della grecia classica che fu per Pasolini molto centrale.
Credo di averti suggerito molti materiali su cui devi solo lavorare intensamente.
Un caro saluto e a presto,
Giano
sessantotto
andrea.grippo, sabato 13 feb ha scritto:
ciao Giano,
sto pensando alla tesina per gli esami di stato(sono purtroppo uno studente dell’istituto tecnico per geometri,purtoppo perchè mi sono reso conto della scelta errata).
tema trattante è il ‘68,vorrei collegarmi in italiano o con la scuola di francoforte,per la sua forte critica della società industrial avanzata ed essendo stata proprio per la sinistra di allora un punto cardine della critica,o con la beat generation di kerouac,essendo le opere dell’autore impregnate di un rilevante spirito di libertà; in disegno ho pensato ad un architetto socialista(ne è l’esempio il teatro da lui progettato in cui i posti avevano eguale importanza);in estimo e di nuovo in storia Marx;in diritto potrei portare l’espoprio e quindi la propietà. Che ne pensi?credi abbia un filo logico???
spero in una tua illuminazione
Grazia
Caro Andrea,
il filo logico c’è eccome: basta andare con ordine e ragionare. Prima di tutto, la Scuola di Francoforte mi sembra un ottimo collegamento, non in italiano, ovviamente, ma in filosofia. In italiano ti consiglierei di ricollegarti invece a Pier Paolo Pasolini, che in vari scritti giornalistici e polemici, e in una poesia intitolata “Il PCI ai giovani!” , analizzò dal proprio punto di vista di intellettuale coinvolto e insieme lucidamente critico il movimento studentesco della fine degli anni Sessanta, in modo, in un certo senso, “scomodo”. Il collegamento con la “beat generation” in generale e con Jack Kerouac in particolare è perfetto per l’inglese (ma ricorda che il movimento “beat” propriamente detto si situa più che altro negli anni Cinquanta, anche se fu di fondamentale ispirazione per il ‘68). A questo proposito, poi, non posso fare a meno di segnalarti una figura poco conosciuta ma fondamentale del nostro Novecento, la traduttrice e saggista Fernanda Pivano, che fece conoscere per prima all’Italia la cultura “beat”. Buono, poi, il collegamento in diritto, meno quello in storia, per il quale ti consiglierei di approfondire, invece, le radici del famoso “Maggio francese” del 1968, che fu la miccia che accese le proteste operaie e studentesche in varie parti d’Europa, tra cui in italia. Ti invito, fra l’altro, ad ascoltare uno splendido “concept album”, uscito nel 1973, del cantautore Fabrizio De Andrè intitolato “Storia di un impiegato”. Esso, che proprio al ’68 è interamente dedicato, narra della presa di coscienza di un uomo (l’impiegato del titolo) che, vedendo i giovani intorno a lui scendere per strada, si interroga su cosa stia succedendo e sulle ragioni di quella rivolta. Per quanto riguarda l’architetto socialista, a chi ti riferisci? Su questo sito, da cui è tratto il testo di Pasolini che ti segnalavo prima, troverai moltissimi altri materiali e fotografie che potranno senz’altro tornarti utili.
Un caro saluto,
Giano