Giano

Totalitarismo

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attraverso  filosofia,storia,letteratura, cinema e arte

Il secolo che é alla nostre spalle, il Novecento, é stato segnato da conflitti e avvenimenti  storici e politici spesso tragici che hanno prodotto importanti cambiamenti negli equilibri politici internazionali e nella stessa evoluzione delle nostre democrazie occidentali. Tra tutti, la terribile esperienza del totalitarismo che ha riguardato molti paesi europei, tra cui l’Italia.

Il concetto di totalitarismo è stato usato da filosofi politici e storici per indicare, in modo assai generico, i regimi autoritari nati nel XX secolo, che mobilitando intere popolazioni nel nome di un’ideologia o di una nazione, hanno di fatto annientato la libertà individuale e collettiva e compromesso radicalmente i principi e le regole della democrazia.

Ma esistono importanti differenze tra un regime totalitario e un regime autoritario. Tra tutte il fatto che nel primo lo Stato (composto dal partito unico) controlla tutti gli aspetti della vita degli individui con sofisticati mezzi di propaganda, imponendo una precisa ideologia ed escludendo ogni pluralismo sociale o culturale, nel secondo l’esercizio del potere assume limiti più prevedibili che non invadono completamente lo spazio privato degli individui. Se vuoi approfondire la differenza tra sistemi totalitari e regimi autoritari ti consiglio di leggere questo saggio di Juan J. Linz che si dedica minuziosamente a questo tema.

Si parla di regimi totalitari riferendosi al nazismo in Germania; al fascismo in Italia e in Spagna, allo stalinismo russo. Non é un caso né puo’ stupire, quindi, che si utilizzi questo termine al plurale: nel corso della storia, infatti, il totalitarismo come forma di governo, ha assunto caratteristiche peculiari a seconda dei luoghi in cui é emerso e si é radicato. Ti consiglio di leggere questo saggio che ripercorre la polisemanticità del termine.

Ma per mettere a fuoco queste differenze il mio consiglio é di rivolgerti direttamente a chi ha molto riflettuto, dal punto di vista filosofico, sul totalitarismo.

filosofia:

Hannah Arendt è una filosofa e storica tedesca che ha dedicato nel 1951 un importante opera al totalitarismo (“Le origini del totalitarismo”, tr. It. Einaudi),  mettendone in luce le caratteristiche e scavando a fondo sulle sue origini e sulle forme che ha assunto nel corso del Novecento : dall’antisemitismo all’imperialismo.

Molto importante é anche il contributo del filosofo francese Raymond Aron, che ha dato una definizione molto precisa di totalitarismo in rapporto alla democrazia.

storia:

Dal punto di vista storico, per restare circoscritti allo spazio europeo,  il totalitarismo si è manifestato in Italia negli anni del fascismo e in Germania con il nazismo. Ricostruire le tappe più significative di entrambi potrà apportare ulteriori elementi al tuo percorso. Il cinema in questo caso puo essere un utile strumento per descriverne in modo originale i momenti più significativi e per restituire l’atmosfera di questa storia ancora tanto recente.

letteratura, cinema e arte:

  • Due dei più importanti e recenti film dedicati a Mussolini é sicuramente “Vincere” di Bellocchio che mette in luce aspetti della vita privata del Duce, poco battuti ma centrali.
  • Lo stesso si puo’ dire di “La caduta” il bellissimo film diretto da Oliver Hirschbiegel, che ripercorre  agli ultimi anni del potere di Hitler fino alla sua completa disfatta. In entrambi in casi é evidente l’importanza attribuita alla figura carismatica dei leaders che hanno guidato questi momimenti politici autoritari e illiberali. Il duce, come il Fhurer, si sono avvalsi della propaganda per plagiare le menti di tutti i cittadini. Un ruolo fondamentale in tal senso e che non tralascerei è svolto dai mass media.
  • In letteratura potresti occuparti delle risposte degli itellettuali italiani al fascismo, che non fu unanime. Se in infatti, molti si schierarono a favore del regime, diventando addirittura scrittori organici al regime D’Annunzio altri riescono a opporsi solo in virtù del loro particolare prestigio, come il critico e filosofo Croce che scrisse “Il manifesto antifascista” a cui aderirono scrittori come Montale. Ma, in linea generale pochi hanno il coraggio di rifiutare apertamente il fascismo, come Pirandello. Inoltre, ti suggerisco un grande classico Gli indifferenti, il romanzo di esordio di Alberto Moravia e “Il giardino dei Finzi Contini”,il bellissimo romanzo del 1963 di Giorgio Bassani da cui è stato tratto l’omonimo film di Vittorio de Sica.
  • Ma una seconda possibilità che ti si presenta sul piano letterario e che ti consente di restare più fedele al sognificato più generale del Totalitarismo è lo scrittore inglese George Orwell che, nel suo celebre romanzo “1984” (illustra l’ingranaggio e i dispositivi di un regime totalitario. L’azione, come è noto, si svolge in un futuro prossimo del mondo (l’anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati:Oceania, Eurasia ed Estasia.
  • Infine il cinema. Moltissimi registi hanno dedicato a questo tema film indimenticabili. Tra tutti, ti segnalo : “Il grande dittatore” prodotto, diretto e interpretato da Charlie Chaplin del 1940 di cui ti propongo un assaggio emblematico:  e anche “Schindler’s lists”, il bellissimo film del 1993 diretto da Steven Spielberg e interpretato magistralmente da Liam Neeson, Ben Kingsley e Ralph Fiennes, che ti farà toccare con mano l’assurdità del totalitarismo e il coraggio di opporsi al suo regime. Ma non si può certo dimenticare “La Caduta degli dei” di LuchinoVisconti del 1968.
  • In campo artistico, molto incisivo é il legame tra futurismo e fascismo. Il futurismo il cui principlare esponente é Marinetti, è il primo movimento del secolo ad aspirare a un seguito di massa. Non si tratta più di eguagliare vita e arte all’interno di un’ élite ristretta di artisti e intellettuali, ma di trasformare il senso estetico di un’intera società in tutti i campi.