Giano

Corpo

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attraverso filosofia, scienze, letteratura, cinema e arte

Il corpo è un tema molto attuale e nel contempo consente di attraversare la storia del pensiero filosofico fin dalle sue origini. E’ l’entità biologica grazie alla quale facciamo esperienza di noi stessi, pensiamo la nostra identità, sentiamo, in altri termini, di appartenerci. Ma è anche il luogo delle nostre emozioni e percezioni. Un ponte sempre sospeso sul ‘fuori’ del mondo da cui raccogliamo informazioni, piaceri, dolori.

Potremmo dire che il corpo è quanto di più proprio possiamo immaginare, eppure è altrettanto comune a tutti: tutti hanno un corpo ma nessuno può ‘incarnare’ il corpo di un altro. Questa affermazione, però, è vera solo in parte, perché il corpo è anche il teatro permanente di continui camuffamenti, di maschere, più o meno artificiali, che indossiamo e dismettiamo a seconda dei contesti. Vorrei suggerirti una strada tematica che ti consenta di riflettere sul concetto di corpo come luogo, spazio, nel senso etimologico di topos e che ti guidi all’interno di una riflessione molto contemporanea.

filosofia:

Un filosofo francese molto noto, Michel Foucault, ha dedicato un’intensa riflessione al corpo all’interno di un discorso sugli spazi e i luoghi. Con il termine Eterotopie che Foucault ha coniato ci si riferisce a “quegli spazi che hanno la particolare caratteristica di essere connessi a tutti gli altri spazi, ma in modo tale da sospendere, neutralizzare o invertire l’insieme dei rapporti che essi stessi designano, riflettono o rispecchiano”. Le eterotopie, in altri, termini, sono luoghi aperti su altri luoghi, la cui funzione è proprio quella di far comunicare spazi diversi, al contrario delle utopie che rimandano, invece, a luoghi chiusi e completamente altri rispetto al contesto in cui si inseriscono. Eterotopie sono allora, gli specchi, che permettono di vederci là dove non siamo, il cinema che proietta uno spazio nello spazio, ma è anche il corpo. Esso è – scrive Foucault – “irrimediabilmente qui, ma sempre altrove”. E’ ciò che ci colloca, la sostanza da cui non possiamo liberarci ma anche ciò che ci consente di muoverci, di agire il mondo, di tenere in comunicazione costante la nostra parte spirituale con il mondo esterno. Per avere maggiori dettagli e una descrizione più precisa del pensiero di Foucault ti consiglio di ascoltare questo audio-intervento.

Ma il corpo è anche un luogo sempre attraversato da forze e dai continui e multiformi poteri sociali nei quali siamo immersi. Il corpo, cioè, non è solo qualcosa che ci è dato dalla natura e di cui possiamo sempre liberamente disporre. Esso è sempre anche marcato, guidato, gestito dalle regole sociali, dai discorsi di verità che raccontano il mondo e non per ultimo dalle diverse ‘discipline’ che la società utilizza per ‘educare’ i nostri corpi. L’approccio biopolitico che Foucault adotta consente di guardare il rapporto potere-corpo come un dispositivo che si trasforma continuamente.

Su questo rapporto riflette molto il filosofo e giurista italiano Stefano Rodotà evidenziando le trasformazioni più recenti che articolano il rapporto corpo-controllo sociale-realtà virtuali. Ormai, spiega Rodotà, siamo di fronte a un doppio corpo, uno fisico e uno elettronico, espressione delle nuove frontiere aperte dai saperi informatici. La rete è abitata da milioni di avatar, di profili virtuali, di icone che rappresentano e nel contempo mascherano i corpi che vi stanno dietro. Questo cambia completamente le percezioni sensoriali, le relazioni sociale ma anche il modo attraverso cui il potere entra nei corpi di ognuno. Le nuove tecniche biometriche di controllo, inoltre, violano continuamente i confini tra pubblico e privato, forzando la privacy delle persone e imponendo di ripensare anche dal punto di vista giuridico un nuovo equilibrio.

Il corpo è anche un luogo pubblico, rispetto al quale la società e la giurisprudenza traccia confini e istituisce norme. da molto tempo, ormai, il corpo è al centro del dibattito bioetico. La cronaca ci racconta ogni giorno di scelte difficili che riguardano la vita e la morte, rispetto alle quali si mobilita l’opinione pubblica e il mondo medico-scientifico: chi e come decidere quali tecniche riproduttive possono essere utilizzate, in che modo l’uomo può usare i saperi e le tecniche mediche per prolungare la vita o mettervi termine? Sono queste le domande centrali che ci fanno riflette. Ti consiglio di leggere ancora Stefano Rodotà su questo argomento.

Un altro aspetto che ti consiglio di approfondire è la lettura che del corpo fanno dato le filosofie femministe. Le donne si sono da sempre interrogate sul proprio rapporto al corpo per evidenziare, al di là della retorica dell’uguaglianza neutrale, le differenze, non solo di genere, che lo attraversano. Ti consiglio in particolare di leggere alcune pagine, a tua scelta, di Soggette: corpo, politica, filosofia: percorsi nella differenza di Marisa Forcina che inquadrano bene il problema e ripercorrono dall’interno il pensiero della differenza italiano.

Un altro nodo importante su cui il pensiero femminista si è interrogato è il rapporto tra corpo e immagine che, declinato in un forma molto contemporanea, allude all’uso televisivo e, più in generale, mediatico, del corpo delle donne. L’occultamento del corpo da maschere steriotipate di corpi ipertrofici, modellati dalla chirurgia estetica, abbigliati secondo la logica del ‘piacere agli uomini’ e soprattutto corpi senza voce, senza parola. Ti propongo di guardare questa recente e interessante video-inchiesta di Lorella Zanardo.

Il rapporto corpo-immagine è posto come problema politico dal femminismo e si incrocia con un altro importante aspetto, anche questo politico, legato alla proprietà del corpo e alla possibilità – sempre purtroppo più diffusa – di farne un oggetto si scambio per ricevere favori. Anche di recente, in Italia, si sta parlando molto di prostituzione in riferimento alla carriera politica. Il dibattito ha toccato toni molto accesi quando il deputato del Pdl Giorgio Straquadanio ha usato parole molto offensivo nei riguardi delle donne che lavorano nella politica. Potresti provare ad analizzare questo tema tanto attuale e ad esprimere anche la tua opinione personale.

scienze

Spostandoci sul confine tra filosofia e scienza, sempre nel panorama del femminismo, troviamo un’importantissima filosofa statunitense, Donna Haraway che ha dato un grandissimo contributo al dibattito che riguarda le ibridazioni tra corpo biologico e artefatti e, più, in generale, il rapporto tra corpi, scienza e biotecnologie. La sua opera più importante è “Manifesto Cyborg”. Ti suggerisco di leggere queste due interessanti ‘recensioni’ che ne restituiscono i punti salienti (1, 2).

I problemi che Foucault ha sollevato analizzando il rapporto potere-corpo e introducendo il concetto di biopolitica, può risultarti più chiaro se ci spostiamo sul piano dell’ingegneria genetica, che, fin dalla scoperta del dna,  non ha mai smesso di aprire sempre nuovi confini alla sua manipolazione. E’ il regno delle clonazioni, delle cellule staminali, del corredo genetico che può essere trasformato e riprodotto in laboratorio e che mettono in crisi l’immagine classica del corpo biologico. Ovviamente il dibattito su limiti e possibilità, rischi e minacce dei saperi biotecnologici sta conoscendo un’incredibile intensità. Ti consiglio, per farti un’idea complessiva di questo fenomeno di guardare questo link e di leggere queste pagine.

Infine, la scienza si incrocia con l’estetica e intercetta il bisogno sempre più diffuso di rendere il corpo immortale. Di conservarne e preservarne la giovinezza. La chirurgia estetica ha conosciuto, infatti, nelle nostre società un’espansione rapidissima e l’icona del corpo atletico, sano, virile, fertile e giovane, che non conosce limiti e sa superare la sua finitezza, è protagonista indiscussa di tv e giornali. Puoi trovare tutte le informazioni procedendo ad una rapida ricerca sui giornali on line per descrivere questo fenomeno. Intanto ti consiglio un articolo molto interessante.

cinema, letteratura e arte:

  • Il tema del corpo ha da sempre ispirato scrittori, romanzieri e poeti di tutti i tempi. Tutti i generi letterari, poi, ne hanno offerto un’interpretazione specifica. Questo saggio ti offre una buona panoramica della letteratura a noi più contemporanea. Nella letteratura straniera contemporanea ti segnalo “La melanconia del corpo” di Schelley Jackson, un bellissimo, visionario e intenso romanzo. Da non trascurare, in linea con quanto abbiamo detto finora, la letteratura cyberpunk egli anni ottanta che ha molto interrogato il corpo post-organico sempre esposto a insolite ibridazioni e mutazioni. Tra i suoi autori più famosi William Gibson con un grande classico “Monna Lisa Cyberpunk“.
  • Per l’arte puoi occuparti del grande simbolo del sogno dell’immortalità del corpo,  cioè le mummie egizie e analizzare gli splendori in cui, il corpo del faraone, vero e proprio ponte tra il divino e l’umano,, era immerso per sfidare il tempo. Ma puoi anche occuparti, per restare nel contemporaneo, della Body art, una corrente artistica che utilizza il corpo stesso come supporto artistico, tela su cui esprimersi.
  • Infine il cinema e qui la lista potrebbe essere davvero infinita. Ti segnalo, ad esempio, “The Body”, di Jonas McCord un film piuttosto recente tratto dall’omonimo romanzo di Richard Sapir in cui l’intreccio prende avvio dal ritrovamento di uno scheletro…E anche “La guardia del corpo”, un film del 1992, diretto dal regista Mick Jackson di cui ti segnalo anche la famosa colonna sonora.  Ti consiglio anche di vedere il bellissimo film del 1992 di Robert ZemeckisLa morte ti fa bella” interpretato magistralmente da  Meryl Streep e Isabella Rossellini in cui puoi vedere trasposto nel linguaggio cinematografico il tema dell’ossessione della giovinezza. Per fare un tuffo nelle infinite possibilità mutanti dei corpi non puoi non far riferimento a “Iron Man”, il film del 2008 diretto da Jon Favreau che ha avuto un incredibile e meritato successo. Infine, ti suggerisco anche – se vuoi avere un esempio struggente e nel contempo molto realistico delle ossessioni per il corpo e la sua bellezza che possono sfociare in veri e propri disturbi psichici e alimentari come l’anoressia – “Primo amore” del regista italiano Matteo Garrone.