Terrorismo
attraverso storia, filosofia, scienze, letteratura e cinema
Sono molte le definizioni che sono state proposte di questo fenomeno così attuale eppure anche così antico. Molte si limitano ad affermare che “il terrorismo mira a provocare il terrore”, altre sono più descrittive. Tutte concordano, ovviamente, nel riconoscere che il terrorismo associa obiettivi politici, un ricorso illegale alla violenza e un danno indiscriminato alle popolazioni, ma non tutte le forme di violenza politica (a partire dalla guerra o dalla guerriglia) hanno a che vedere con il terrorismo. Questo fenomeno, poi, cambia volto continuamente, si trasforma nel tempo perché è sempre espressione della più imminente attualità politica, sociale ed economica.
E’ bene però evidenziare, prima di iniziare la nostra analisi, che al di là delle categorie che ci aiutano a fare ordine negli eventi – terrorismo di stato, terrorismo rosso, terrorismo nero, terrorismo dal basso – questo fenomeno non è sempre legato al concetto di rivoluzione e iscritto in un progetto politico di cambiamento che sceglie illegittimamente di trasgredire le regole stesse della guerra, stabilendo asimmetria degli strumenti e dei tempi di lotta. C’è anche un terrorismo che è strettamente connesso ad un pensiero nichilistico che vede nel puro atto di distruggere per seminare terrore l’espressione dell’assoluta mancanza di senso del mondo e della vita. In questo senso la patria originaria del terrorismo è la Russia.
storia:
Per incontrare le forme più antiche di Terrorismo possiamo risalire all’antica Grecia, con l’istituzione delle Kripteia spartana, una polizia segreta che aveva funzioni di controllo della vita privata e della moralità dei cittadini, o al regime del Terrore imposto da Silla ai Romani con l’istituzione delle “liste di proscrizione”. Ma è il Medio Oriente la prima vera patria del terrorismo organizzato. Qui, infatti, nel I secolo d.C., si costituisce la setta ebraica dei Sicari appartenente all’ala politica più estrema del movimento religioso-nazionalistico degli Zeloti che si opponeva ai Romani. Anche oggi il termine “sicario” si riferisce a colui che esegue materialmente un omicidio per conto di un mandante. Ma l’etimologia della parola si riferisce alla “sica”, la tipica spada corta che era celata sotto il mantello di questi primi combattenti organizzati.
Nella modernità ti suggerisco di approfondire il periodo della Rivoluzione Francese del 1789. Proprio in questo contesto, infatti, nasce il termine Terrore, che poi si estenderà al fenomeno del terrorismo contemporaneo. Il ricorso al terrorismo di Stato sotto la direzione del Comitato di salute pubblica capeggiato da Robespierre, significò una brutale repressione di moltissimi civili che furono ghigliottinati pubblicamente.
Un altro importante momento in cui nuove forme di terrorismo si sono affermata sulla scena internazionale attiene ai mutamenti che hanno investito l’Afganistan tra il 1991-1993. Questi anni coincidono con l’esplosione della Jihad, con la partecipazione delle masse islamiche-radicali alle guerre in Bosnia, Cecenia e nel Kashmir. E’ d’altra parte molto complessa la mappa di tutti i luoghi in cui il terrorismo è un evento quasi quotidiano per differenti ragioni. Tra tutti vorrei ricordarti il conflitto che non sembrano trovare mai una soluzione come quello palestinese e israeliano.
C’è poi un terrorismo italiano che ha attraversato la storia del nostro paese a partire dagli anni sessanta assumendo diverse forme. A differenze di altri paesi come l’Irlanda del Nord e i Paesi Baschi, la base ideologico-politica del terrorismo in Italia non ha investito il piano etnico-religioso. Da una fase iniziale definita “strategia della tensione”, si arriva agli anni di piombo degli anni settanta e ottanta in cui le forme di violenza furono più intense e tragiche, traducendosi in una vera e propria lotta armata. La strage di Piazza Fontana del 1969, quella di Gioia Tauro del 1970 e la strage di via Fani a Roma del 16 marzo del 1978 in cui fu rapito l’onorevole Aldo Moro poi assassinato l’8 maggio dello stesso anno, fino ad arrivare alla strage di Bologna del 1980 sono solo alcuni degli eventi drammatici di uno dei periodi più bui e tragici del nostro Paese. Questo sito ti consentirà di ripercorre questa storia.
Ma se vuoi occuparti di un evento molto attuale che ha sconvolto tutti gli equilibri del Pianeta, puoi occuparti dell’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001. Fu un momento tragico che ha scosso profondamente tutti e che ha avuto una grandissima eco mediatici. Per una ricostruzione dettagliata leggi questa pagina. A seguito dell’attentato il Presidente degli Stati Uniti Gorge Bush proclamò la Guerra al terrorismo. Nell’ottobre del 2001, come tutti ricordano, è stato avviato l’intervento contro l’Afghanistan per abbattere il regime talebano, accusato di ospitare il quartier generale di Al-Qa’ida, il gruppo terroristico, capeggiato da Osama Bin Laden. Nel 2002, in un altro celebre discorso, Bush ha introdotto l’espressione “Asse del male”, riferendosi a quei paesi sospettate di sostenere il terrorismo internazionale e di minacciare la pace mondiale: l’Iraq, governato dal dittatore Saddam Hussein, la teocrazia iraniana governata dall’apparato khomeinista e la Corea del Nord governato da un autoritario regime comunista.
La cosa essenziale che potresti mettere in luce analizzando l’attacco alle Torri è che esso ha mostrato con molta evidenza e nelle forme tutte nuove delle nostre società globali il nesso tra terrorismo-paura-sicurezza e il rapporto strettissimo tra evento terroristico e la sua rappresentazione mediatica. Questi aspetti ti consento di trattare questo fenomeno anche dal punto di vista del pensiero filosofico e sociologico più attuale.
filosofia:
Nel 1962, il filosofo e sociologo francese Raymond Aron diceva: “Un’azione violenta viene denominata terrorista quando i suoi effetti psicologici sono sproporzionati ai suoi risultati puramente fisici”. Questa frase trova ancora senso oggi che il terrorismo globale colpisce indiscriminatamente le società civili e alcune contrapposizioni di tipi religioso e culturale si sono progressivamente radicalizzate fino a sconfinare nella violenza diretta. Ma dove, soprattutto, il terrorismo prima ancora di seminare vittime, semina paura e diffonde l’esigenza di sentirsi al sicuro e protetti. Questa richiesta a sua volta genera politiche securitarie e di controllo che sconfina nella vita privata e trasforma i comportamenti delle persone. La violenza terroristica, d’altra parte, come aveva notato Aron, è una violenza riflessiva, che mira ad andare oltre il semplice obbiettivo immediato. Non a caso il terrorismo è un fenomeno che interroga molti sociologi e studiosi dei media e della comunicazione, se è vero che c’è un rapporto strettissimo tra un evento terroristico e la sua rappresentazione mediatici. Basta pensare all’attacco dell’11 settembre e alle immagini delle torri in fiamme che sono rimbalzate per mesi su tutti gli schermi del mondo. Un noto filosofo francese, Jean Baudrillard, ha da sempre molto riflettuto sul rapporto terrorismo e globalizzazione, ma è stato a seguito del drammatico episodio che ha pubblicato uno dei suoi libri migliori, “Lo spirito del terrorismo: requiem per le Torri Gemelle”, nel quale tenta una messa in chiaro delle nuove forme di terrorismo della contemporaneità. Per saperne di più ti consiglio queste pagine riassuntive. Ti consiglio anche, per avere un’idea più chiara di dove si sta orientando il dibattito attuale, di leggere questo saggio del filosofo Danilo Zolo, “Le ragioni del terrorismo globale”. Zolo, si sofferma anche sul rapporto nichilismo-terrorismo a cui ho fatto riferimento all’inizio, in riferimento ai martiri suicidi del terrorismo islamico e al disperato bisogno di redenzione che passa per la violenza che sembrano manifestare.
scienze
La possibilità del terrorismo, nella sua versione più aggiornata di terrorismo globale, suscita interesse e preoccupazione anche nel mondo scientifico. Le moderne armi di distruzione di massa (nucleare, batteriologica, chimica, etc.) sono, infatti, una minaccia concreta alla stessa sopravvivenza del genere umano e possono causare danni ambientali e climatici che riguardano non solo la vita dell’uomo ma anche quella del Pianeta. La loro diffusione, ormai sempre più diffusa, facilita il loro impiego anche in attentati che oltrepassano i contesti di guerra dichiarata. Un caso molto famoso fu l’attentato alla metropolitana di Tokyo del del 20 marzo 1995 che vide l’impiego del sarin, un gas molto nocivo, provocando molte vittime. Per avere maggiori informazioni su questo terribile episodio ti consiglio questo link.Puoi approfondire il tema dell’eco-terrorismo leggendo questo informatissimo saggio. Anche nell’ingegneria informatica si parla molto, da diversi anni, di cyber-terrorismo. Il mondo della rete offre, infatti, non solo la possibilità di compiere azioni illegali (furti di dati sensibili delle aziende, accesso a conti bancari personali, etc.) ma anche veri e propri attentati in grado di mettere in ginocchio i sistemi operativi di intere multinazionali o atti terroristici informatici verso nazioni considerate nemiche. Per saperne di più ti consiglio queste pagine.
letteratura e cinema:
- Nell’ambito cinematografico ti suggerisco di vedere il film di Alain Brigand apparso ad un anno dall’evento 11 settembre 2001 e alla cui realizzazione hanno partecipato 11 registi di cui ti propongo alcune scene. Per il cinema italiano, tra i tanti registi che hanno voluto raccontare gli anni di piombo ti suggerisco Marco Bellocchio con “Buongiorno notte”, film del 2003 e Millo Calopresti, con un film del 1995, “La seconda volta”. Spostandoci su piano più internazionale, ti ricordo anche “Munich”, di Steven Spielberg che prende spunto dall’attentato dei palestinesi alle Olimpiadi di Monaco del 1974.
- Il rapporto nichilismo-terrorismo si esprime innanzitutto nella grande letteratura russa, in particolare, in Dostoevskij come ricorda in una bellissima intervista il filosofo italiano Sergio Givone, che ti consiglio di leggere.
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