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Lotta di classe

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attraverso filosofia, storialetteratura, cinema e arte

Il concetto di lotta di classe è legato alla teoria marxista. E’ Marx, infatti, che vede nelle classi sociali i soggetti della storia. Il motore della dialettica tra la classe dei proprietari dei mezzi di produzione e la classe proletaria, sfruttata e alienata. Su questa dialettica si fonda, quindi, il sistema capitalistico, come specifico sistema economico e di produzione. Criticando la teoria economica classica, Marx crede che il sistema capitalistico non sia un modello naturale, immutabile e razionale di produzione. Al contrario, il modo di produzione e distribuzione delle ricchezze messo in atto dal capitalismo è destinato ad estinguersi a causa delle stesse contraddizioni interne che i suoi dispositivi producono e a essere progressivamente superato e sostituito dal comunismo. Le disuguaglianze economiche e sociali che il sistema di accumulazione capitalismo produce dividendo la società in classi confliggenti, costituiscono – come vedremo – le cause principali della lotta di classe.

Il mio consiglio è quello di partire da un’attenta analisi del pensiero marxiano, per poi tessere un percorso pluridiscoplinare che passi anche per la storia delle lotte concrete che si sono sviluppate nel corso del novecento e delle trasformazioni che questa categoria politica ha avuto nella nostra contemporaneità.

filosofia:

Per Marx l’economia, ovvero i rapporti di forza materiali, rappresenta la base della società. Secondo la teoria del materialismo storico, che Marx elabora insieme ad Engels, le attività spirituali dell’uomo (dall’arte alla filosofia alla religione) sono determinate in ultima istanza dalla struttura economica delle diverse formazioni sociali. Ma sono anche i modi attraverso cui si esprimono, nella loro forma più consapevole, i contrasti tra le differenti classi sociali. Marx non ha mai rivendicato il fatto di aver scoperto che la società è divisa in classi, ma piuttosto di aver attribuito a questa divisione un significato preciso, legato al rapporto tra capitale e lavoro. In altri termini l’opposizione di classe tra proprietari e lavoratori si sviluppa in lotta di classe politica.

Il tema della classe operaia che nella lotta politica si trasforma progressivamente in classe “in sé”, cioè si unifica e si organizza diventando un vero soggetto politico, compare in maniera esplicita nel “Manifesto del partito comunista” del 1848 scritto da Marx e Engels su incarico della Lega dei comunisti. Riferendosi ai più avanzati movimenti di lotta esistenti in Francia e in Inghilterra, essi vogliono, in questa opera, fornire “l’espressione generalizzata delle condizioni di fatto di una lotta di classe che realmente esiste” e che investe non solo borghesi e proletari ma ogni strato sociale. Queste lotte sono poi descritte criticamente nell’importante opera di Marx “Le lotte di classe in Francia dal 1848 al 1850”. Ti consiglio di analizzare queste due importanti opere per mettere a fuoco il tema della lotta di classe.

Una grande svolta nel concetto di lotta di classe e, in generale, dei principi della teoria marxista è stata il superamento del modello fordista di produzione, egemone dal 1945 fino agli inizi degli anni settanta. Il simbolo del fordismo era la fabbrica con i suoi tempi e metodi di lavoro basato sulla catena i montaggio. In base a queste caratteristiche del lavoro e del rapporto al capitale, la classe operaia organizzava le sue lotte e rivendicava i suoi diritti. Il post fordismo, invece, è un modello sociale in cui il modo di produzione è dominato da forme di accumulazione flessibili, capaci di integrare e di mettere in rete modi, tempi e luoghi di produzione fra loro molto diversi. Queste trasformazioni cambiano radicalmente la conformazione e l’organizzazione delle classi sociali e anche le loro rivendicazioni e le strutture di rappresentanza sndacali. In Italia si occupa molto da vicino di questi cambiamenti Sergio Bologna che ha insegnato storia del movimento operaio e della società industriale in varie università. Ti consiglio di leggere il saggio “Orario di lavoro e post-fordismo” per analizzare le nuove forme del lavoro cognitivo e precario ma soprattutto “Uscire dal vicolo cieco” che è una brillante analisi della nuova conformazione delle classi sociali oggi.

storia:

Ti suggerisco di occuparti anche delle diverse fasi dello sviluppo del movimento operaio quale movimento politico, oltre che sindacale. Si tratta di un fenomeno che si sviluppa inizialmente in Inghilterra a seguito delle trasformazioni prodotte dalla rivoluzione industriale e che si ispira al pensiero socialista inglese di Robert Owen e Claude Henri de Saint-Simon. In Francia il suo sviluppo è legata al nome di Fourier ma soprattutto a quelli di Etienne Cabet e Auguste Blanqui che, per primi, teorizzarono l’abbattimento insurrezionale dello stato borghese e la dittatura del proletariato ripreso da Marx. Ma la vera e propria emersione del proletariato di fabbrica avviene negli anni dal 1850 al 1880, in Francia ma soprattutto in Germania, dove maggiore fu lo sviluppo industriale. Marx svolse inoltre un ruolo attivo nell’organizzazione del movimento operaio, partecipando alla Prima Internazionale del 1864 scontrandosi in particolar modo con gli anarchici e proponendo una collaborazione internazionale del proletariato che portasse al superamento del settarismo.

Le lotte di classe nella storia sono state mediate dalle rappresentanze sindacali. Quella dei sindacati è una storia complessa che segue linee di sviluppo diverse a seconda del Paese che si analizza. Ti sarà molto utile leggere questo profilo storico del sindacato come organo di rappresentanza delle categorie produttive che ti permetterà anche di comprendere l’importante ruolo politico che hanno svolto.

letteratura, cinema e arte:

  • Come grande classico della letteratura francese che si occupa della questione delle disuguaglianze sociali e ambientato durante la prima rivoluzione industriale, ti consiglio “Germinal” di Emile Zola. Nella letteratura italiana, incede, dovresti rivolgerti al neorealismo, il movimento letterario, ma anche cinematografico, che si è sviluppato tra gli anni quaranta e cinquanta del novecento e che ha assunto come tema centrale la Resistenza, ma anche le lotte per le rivendicazioni della classe operaia. Tra i suoi illustri esponenti, ti ricordo Vittorini, Cassola, Moravia, Pratolini, Calvino e per molti aspetti Pasolini. Proprio  di quest’ultimo importante autore ti propongo di leggere il suo primo romanzo: “Il sogno di una cosa” Per darti dei riferimenti più contemporanei ti propongo lo spettacolo teatrale di Ascanio Celestini, “Appunti per un libro sulla lotta di classe” da cui è tratto l’omonimo libro, che riflette sulle nuove forme di lotta politica e i nuovi soggetti sociali che rivendicano una maggiore giustizia sociale e migliori condizioni lavorative.
  • In campo cinematografico ti consiglio “La classe operaia va in paradiso”, di Elio Petri. Film assolutamente unico che descrive le aporie e gli inganni che si annidano nel rapporto lavoratore, classe sociale e produzione capitalistica, soffermandosi sull’aspetto emotivo, relazionale e umano di questo conflitto. A distanza di più di un trentennio, il volto di Gian Maria Volonté che interpreta il protagonista del film, resta l’icona delle lotte operaie. Il grande cinema neorealista italiano offre moltissimi esempi di storie di vita dei soggetti della classe operaia, tra tutti ti segnalo “Ladri di biciclette“, film del 1948 di Vittorio De Sica.  Un film che, invece, mette bene in luce le nuove dinamiche precarie del mondo del lavoro, raccontando le trasformazioni che investono l’intera vita, ti consiglio il recente film di Anna Negri, “Ripredimi” e anche “Tutta la vita davanti” di Paolo Virzì
  • Per l’arte ti ricordo innanzitutto il celebre dipinto realizzato dal pittore Giuseppe Pellizza da Volpedo nel 1901, inizialmente intitolato “Il cammino dei lavoratori” e passato alla storia come  “Il Quarto Stato”. Ma anche le celebri immagini scattate nel 1932 agli operai che penzolavano coraggiosamente dalle travi, a centinaia di metri dal suolo, durante la costruzione del Rockefeller Center di New York negli anni gloriosi che hanno visto lo sviluppo verticale di Manhattan.