Metamorfosi
attraverso letteratura, scienze, filosofia, cinema e arte
Metamorfosi è un termine che può riferirsi a diversi contesti, stati, situazioni e indica una trasformazione radicale, non sempre improvvisa né per forza irreversibile, che può essere di natura fisica o morale.
Si tratta di un archetipo vasto ed affascinante, presente nei miti di ogni cultura, che ha fornito agli artisti lo stimolo per spaziare nei meandri delle mutazioni e delle trasformazioni concrete e reali fino a giungere a quelle interiori ed astratte, che coinvolgono quotidianamente l’uomo contemporaneo e la società nella quale vive.Nel bellissimo poema epico che Ovidio dedica a questo fenomeno, si tramandano moltissime storie mitologiche di età greca e romana. Tutti ricordiamo la trasformazione della bella Dafne, primo, passionale amore del dio Apollo trasformata in un albero di alloro, o le sorti che toccarono alla sacerdotessa Io per aver risvegliato la vendetta di Era, gelosa dell’amore che Zeus le rivolgeva e trasformata per sempre in una giovenca. Ma anche se cerchiamo nel mondo delle fiabe più classiche, troviamo l’espediente della metamorfosi come elemento che consente lo sviluppo e la risoluzione della trama narrativa: pensa al brutto rospo che diventa un bellissimo principe! Ma è dalla letteratura che ti consiglio di dare inizio al tuo viaggio, sui confini incerti tra mito, storia e immaginazione.
letteratura
Il mondo della mitologia greca, come abbiamo accennato, è costellato di prodigiose trasformazioni. In epoca alessandrina, il tema delle metamorfosi divenne un vero e proprio genere letterario che si diffuse molto rapidamente. Esso ebbe un carattere eziologico, ovvero molti autori vi si dedicarono cercando di spiegare le cause che si nascondevano dietro a questi incredibili cambiamenti. Primo tra tutto Callimaco e un altro grande protagonista del II secolo a.C., Nicandro di Colofone, che scrisse un’opera in cinque volumi intitolata proprio “Metamorfosi”.
Come dimenticare, poi, “Le metamorfosi” o “L’Asino d’oro” di Apuleio. In epoca più recente, il tema della metamorfosi è anche al centro del bellissimo romanzo dello scrittore ceco di lingua tedesca, Franz Kafka che descrive la mutazione di un uomo comune, Gregor Samsa in uno scarafaggio.
Nella letteratura inglese, saltando a tutt’altro genere quello che potremmo definire di fantascienza, troviamo invece il celebre romanzo dello scrittore scozzese Stevenson, “Lo strano caso del Dottor Jekyll e Mr. Hyde”. Una storia a cui il cinema si è sempre ispirato, tra le tante versioni, ti segnalo quella del 1920 di John Stuart Robertson. In questo caso la trasformazione è violenta, indotta e senza ritorno. Si è puniti perchè si sfidano le leggi della natura e della creazione. La letteratura è piena di opere su questo argomento e molte dei romanzi ha ispirato il cinema: pensa a “Frankenstein” di Mary Shelley e alla sua prima trasposizione cinematografica del 1930 (ne seguiranno molte altre) del regista James Whale, ma anche a “L’isola del dottor Moreau” di Herbert George Wells.
scienze:
Anche in natura assistiamo a continue metamorfosi, alcune impercettibili, che riguardano l’evoluzione di alcune piccole esistenze come quelle delle bachi che diventano farfalle, altre imponenti come i grandi mutamenti del Pianeta che si registrano nelle diverse ere geologiche.
Alcune di queste metamorfosi sono il frutto di evoluzioni che consentono alla vita di adattarsi alle mutate condizioni ambientali, come ci ricorda la Teoria di Lamark – pensa ad esempio al lento allungarsi del collo delle giraffe o della proboscide degli elefanti. Altre hanno la forza di stravolgere repentinamente la conformazione di un paesaggio, come ad esempio i terremoti o le alluvioni. Di recente nel mondo della scienza si parla con grande entusiasmo di un importante esperimento giunto a buon fine e che apre la strada ad una infinita quantità di applicazioni che si riescono ancora del tutto a prevedere. Mi riferisco alla metamorfosi del neutrino, una delle particella più piccole e sfuggenti finora note che riesce a cambiare identità, trasformandosi da un tipo di neutrino in un altro tipo di neutrino.

filosofia:
Tre metamorfosi io vi nomino dello spirito: come lo spirito diventi cammello, e leone il cammello, e fanciullo alla fine il leone.
Si apre così il capitolo delle “Tre metamorfosi” del “Così parlò Zarathustra” del filosofo tedesco Fiedrich Nietzsche. Qui le metamorfosi alludono alla condizione del genere umano attraverso le epoche. Il cammello è l’animale da soma che accetta ciò che gli viene imposto, che viene caricato dei pesi maggiori e inginocchiandosi dinanzi al suo destino. Come l’uomo cristiano, che ha deciso di subordinare la sua vita alla fede e al comando di qualcun altro. Nella prima metamorfosi il cammello diventa leone, l’animale che si caratterizza per il rifiuto continuo ad accettare il mondo così com’è. Ma anche il leone, secondo il filosofo, è troppo legato al passato. Per la fondazione di nuovi valori e l’affermazione della propria volontà di potenza, a cui Nietzsche vuole indirizzare il genere umano occorre ricercare un altro modo di dire “SI”, innocente e nuovo come quello di un fanciullo. Solo il fanciullo può annunciare l’avvento del Super-uomo, colui che si sottrae dal peso della storia e del passato e che al rifiuto accompagna lo spirito creativo e il gioco. Ti consiglio di concentrarti sull’analisi di questa grande opera e di seguire le diverse metamorfosi che Nietzche ci suggerisce.
cinema e arte:
- Per il cinema, oltre ai titoli che ti ho indicato e che sono la trasposizione di grandi classici della letteratura, vorrei indicarti qualcosa di più recente, che stimoli la tua fantasia. E’ soprattutto il cinema di fantascienza che usa le metamorfosi più sconvolgenti, spesso per presentare il personaggio cattivo, il nemico in un’ottica del tutto distaccata dalla realtà degli altri personaggi. Oppure per sviluppare la trama a partire dall’irrefrenabile desiderio dei protagonisti di sfidare le leggi della natura. desiderio che sarà poi punito, esattamente come nella tragedia greca classica, perché segno di hybris.
E’ il caso di “L’esperimento del Dr. K” di Kurt Neumann, un film del 1958 in cui nel corso di un esperimento scientifico il dna umano v iene incrociato con quello di una mosca, dando vita ad un essere re pellento. E’ molto celebre anche il remake di David Cronenberg del 1986, intitolato semplicemente “La mosca”. C’è poi “L’uomo dagli occhi a raggi X” di Corman, datato ’63, in cui lo scienziato fa da cavia a un nuovo preparato in grado di fargli trapassare la materia con lo sguardo.
Questi film risentono anche delle terribili esperienze nucleari che il mondo conobbe nel secondo conflitto mondiale. Molti registi trasferirono sulla pellicola il pericolo che le radiazioni potessero dar vita a orribili mutazioni genetiche. - In “Radiazione B/X” di Jack Arnold, del 1957, il protagonista si trova involontariamente esposto a pericolose radiazioni e rimpicciolisce fino a non essere più riconosciuto, mentre in “I giganti invadono la Terra”, accade esattamente il contrario, e in “Assalto alla Terra” film del 1954 di Bert I. Gordon, le solite agghiaccianti radiazioni inducono una mutazione genetica negli insetti, finendo col creare una specie di formiche gigantesche che attaccano l’uomo.
- Anche nell’arte la Metamorfosi diventano uno strumento per creare mondi immaginifici, costruzioni perfettamente compiute dove oggetti reali, incastrati e collegati tra di loro, danno vita a paesaggi della mente. Come nel caso delle Metamorfosi dell’artista Maurits C. Escher. Ti segnalo anche “The Transformation of Daphne” di Domen Lombergar giovane creativo digitale ed artista sloveno contemporaneo. E, infine, “Metamorfosi di Narciso”, la bellissima opera di Salvador Dalì del 1936.
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