Giano

Olocausto

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attraverso storia, filosofialetteratura, cinema e arte

La stessa etimologia della parola olocausto (dal greco holos “completo” e kaustos “rogo”) è stato introdotto alla fine del XX secolo per indicare uno dei più terribili eventi che ha contrassegnato la storia dell’umanità: il genocidio compiuto dai nazisti tedeschi nel corso del secondo conflitto mondiale nei confronti di tutte le etnie definite ‘impure’ e “indegne”: innanzitutto gli ebrei, ma anche gli zingari e coloro che esprimevano una differenze di genere, come gli omosessuali, religiose, come i pentecostali e i testimoni di Geova, o politica come i dissidenti tedeschi e i comunisti.  C’è una differenza tra la il termine ‘olocausto’ e il termine ‘shoah’ che è bene mettere in evidenza fin da subito, per evitare equivoci e approssimazioni. Il termine Shoah significa “desolazione, catastrofe, disastro” ed è stato usato per la prima volta nel 1939 dalla comunità ebraica in Palestina, in riferimento alla Notte dei lunghi coltelli. Da allora è usato per indicare la specificità e l’unicità del genocidio della popolazione ebraica d’Europa, a differenza di olocausto che indica lo stermini da parte dei tedeschi di comunisti, ebrei, zingari, omosessuali.

Nel 2000 il Governo italiano ha aderito ufficialmente alla proposta internazionale di dichiarare il 27 gennaio come “Giorno della Memoria” commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. A questa ricorrenza questo sito dà la sua partecipazione.  Inoltre, per salvaguardare la memoria del genocidio ebreo, le testimonianze dei sopravvissuti ai lager nazisti, sono state recentemente raccolte su iniziativa del regista Steven Spielberg attraverso la Shoah Foundation da lui stesso creata. Puoi trovare altre informazioni su questa bellissima iniziativa a questo link.ì

storia:

Puoi partire nella tua analisi da una storia del popolo ebraico oppure ripercorrere le tappe più significative del regime nazista e delle leggi razziali tedesche che condussero alla creazione dei campi di concentramento, alle deportazioni e al genocidio di milioni di ebrei.

Puoi anche descrivere nei dettagli l’orribile progetto di Hitler di giungere alla soluzione finale, cioè allo sterminio completo della razza ebrea. A questo sito interattivo troverai la mappa di tutti i lager creati dal regime nazista. Anche in Italia furono creati 3 campi di concentramento, a Bolzano, a Fossoli e alla Risiera di San Sabba.

Il progetto nazista fu pianificato nei minimi dettagli e ha seguito uno sviluppo ispirato ad una razionalità “industriale” agghiacciante. Puoi anche descrivere la forma che questa pianificazione ha assunto partendo dal cosiddetto “Protocollo di Wannsee” che segnò una tappa storica in questa vicenda.

filosofia:

Moltissimi filosofi si sono interrogati sul senso dell’umanità e del pensiero dopo Auschwitz che resta il simbolo di non ritorno dalle forze più disumane che sono mai state espresse. Tra tutti, il filosofo tedesco di origine ebraica Hans Jonas nel saggio “Il concetto di Dio dopo Auschwitz”. Ti suggerisco anche di leggere “La banalità del male” in cui la filosofa Hannah Arendt riflette sulla necessità di pensare il genocidio e il rapporto con gli intellettuali. Infine ti segnalo “Quel che resta di Auschwitz. L’archivio e il testimone”, il bellissimo saggio del filosofo italiano Giorgio Agamben.

letteratura

    • Anche in condizioni disperate gli ebrei hanno tentato di far sentire il loro grido, basta pensare alla rivolta del ghetto di Varsavia da cui Roman Polanski ha tratto “Il pianista”, raccontando le vicende del pianista ebreo Wladek Szpilman nel periodo dell’occupazione nazista.
    • La shoah ha ispirato moltissimi letterati e poeti che si sono sentiti in dovere di narrare, di prendere la parola contro la barbarie che ha condotto alla morte migliaia di uomini, donne e bambini, ma anche di ricordare, di tenere la memoria sempre viva affinché un simile evento non si ripeta mai più. Innanzitutto Primo Levi con il suo bellissimo romanzo autobiografico “Se questo è un uomo” e la poesia con lo stesso titolo,  simboli della disperata consapevolezza dell’impossibilità di superare il male ricevuto. Ma anche “Se non ora quando?” il libro  in cui Levi racconta delle diverse formazioni militari di ebrei, partigiane o aggregate agli eserciti alleati, che hanno combattuto contro i nazifascisti. Sempre di Primo Levi ti ricordo la Inoltre, non puoi certamente dimenticare Anna Frank, la ragazza ebrea che ha raccontato nel suo Diario i giorni di segregazione della sua famiglia che tentava di sfuggire alla morte. Da questa incredibile vicenda biografica finita tragicamente, sono state tratti molti film. Ti ricordo innanzitutto quello del 1959 diretto da George Stevens, ma anche il più recente “Il Diario di Anna Frank” del regista Jon Jones.

      cinema e arte:

      • Anche nel cinema è possibile rintracciare moltissimi titoli su questo argomento. Ti segnalo tra tutti, “Kapò” di Gillo Pontecorvo e “La scelta di Sophie” di Alan Pakula per entrare nell’orrore della vita dei lager. Ma anche il film di Steven Spielberg del 1993 “Schindler’s List”. “La vita è bella” di Roberto Benigni, “La Tregua” di Francesco Rosi. A questo link puoi trovare una lunga lista di film sulla shoah.
      • Moltissimi artisti hanno cercato di interpretare e portare il proprio contributo all’evento più orribile del novecento. ti suggerisco però di analizzare le opere di una giovane ebrea tedesca Charlotte Salomon la cui vicenda biografica è per molti versi simile a quella di Anna Frank e che ha consacrato tutta la sua opera alle vicende che coinvolsero la sua vita negli anni del nazismo.

      Ti segnalo anche un’artista contemporanea Loretta Leso che ha de  dicato moltissimi lavori al dramma della Shoah.

      Questo articolo ripercorre invece i rapporti tra le arti in generale l’olocausto.