Giano

Diversità

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attraverso filosofialetteratura, storia, cinema e arte

Non fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te, i loro gusti potrebbero essere diversi.

Questo aforisma di George Bernard Shaw credo esemplifichi bene l’irriducibile diversità che caratterizza ognuno di noi. Ma chi è il diverso? In generale potremmo dire che diverso è chiunque si pone al di fuori del piano sociale e culturale istituito. Per un primo approccio all’argomento ti consiglio di dare un’occhiata a questo sito. Venendo all’attualità nel dibattito pubblico ha assunto grande rilevanza la diversità intesa dal punto di vista etnico-culturale. In questo senso il nostro paese affronta il tema in ritardo rispetto ad altre nazioni europee come Francia e Inghilterra dove da anni ci si confronta sul cosiddetto “multiculturalismo”. Ciò non significa che questi paesi abbiano trovato soluzioni eque ed efficaci al problema della convivenza tra culture differenti (vedi il caso della rivolta delle banlieue in Francia) ma è certamente importante che questo argomento venga affrontato in maniera aperta e senza pregiudizi. In proposito ti consiglio di leggere questo articolo su “la cultura delle differenze” e questa intervista su “che cos’è il multiculturalismo” al sociologo Alessandro Dal Lago.

filosofia:

Rimanendo nell’ambito del dibattito sul multiculturalismo ti consiglio la lettura di questo saggio di Charles Taylor e Jurgen Habermas su “Le lotte per il riconoscimento”. Inoltre puoi farti un’idea sulla figura di Taylor dando un’occhiata a questa sua breve biografia. Passando ai classici non si può non menzionare l’opera di VoltaireTrattato sulla tolleranza”. In essa il riferimento è, in particolare, rispetto alla libertà di credo e, quindi, religiosa ma un autore come Voltaire ha fatto della libertà nella diversità uno dei capisaldi del suo pensiero. Basti pensare alla sua celebre massima: “Io combatto la tua idea, che è diversa dalla mia, ma sono pronto a battermi fino al prezzo della mia vita perchè tu, la tua idea, possa esprimerla liberamente”. Un’altra chiave di lettura può essere quella di guardare alla diversità che dovrà caratterizzare il “Superuomo” secondo Nietzsche. Un uomo che abbandona le ipocrisie della morale comune per imporre i propri valori. Quello che Nietzsche auspica è il ritorno allo spirito dionisiaco, al dominio delle passioni. In questo celebre passo dello “Zarathustra” il filosofo ci presenta la sua idea riguardo alla figura del superuomo. Una prospettiva ulteriore attraverso la quale poter dare un diverso svolgimento al tema può essere quella di rivolgersi ad un autore come Kierkegaard e alla sua idea di verità declinata al singolare. Egli afferma che per ogni persona esiste una propria verità che, pur nella consapevolezza del fatto che non costituisce la verità universale, viene comunicata all’altro come se lo fosse. E’ una verità “prospettica” che esclude il concetto di totalità, di sistema, di universale. In proposito ti consiglio di leggere questa intervista al filosofo Sergio Givone.

letteratura:

Per quanto riguarda il mondo antico potresti occuparti della visione che propone Seneca sul tema degli schiavi nella sua famosa “Lettera”. Egli afferma che anche gli schiavi sono uomini e vanno trattati come tali andando contro il comune sentire del mondo romano. Altrimenti, rimanendo nell’ambito della realtà latina, ci si potrebbe rifare a Tacito e all’idea di “barbaro”. Per i romani tale è la considerazione rispetto agli altri popoli dei quali sanno poco poiché non riconoscono alcun valore alla diversità. Pensando alla letteratura moderna gli autori che si sono occupati nei loro romanzi della diversità sono molteplici. Per l’Italia mi viene in mente Pirandello e il suo “Uno, nessuno e centomila”. La vicenda di Vitangelo Moscarda porta l’autore a concludere che l’unico modo per vivere in ogni istante è vivere attimo per attimo la vita, rinascendo continuamente in modo diverso. Un altro esempio può essere “Rosso Malpelo” di Giovanni Verga. Basta leggere come egli descrive il suo personaggio:

Egli era davvero un brutto ceffo, torvo, ringhioso e selvatico. Al mezzogiorno, mentre tutti gli altri operai della cava si mangiavano in crocchio la loro minestra, e facevano un po’ di ricreazione, egli andava a rincattucciarsi col suo corbello fra le gambe, per rosicchiarsi quel pane di otto giorni, come facevano le bestie sue pari; e ciascuno gli diceva la sua motteggiandolo, e gli tirava dei sassi, finché il soprastante lo rimandava a lavorare con una pedata

E’ la storia di un adolescente condannato dai pregiudizi popolari e dalla violenza della gente all’emarginazione e ad una tragica fine.

Per la poesia puoi fare riferimento a “L’albatro” di Baudelaire nella quale egli si interroga sulla condizione sociale del poeta, “diverso dagli altri”, spesso non integrato nella società, ma capace di vedere più lontano. Da ultimo mi piace ricordare quello che è diventato un romanzo simbolo della diversità: “Frankenstein” di Mary Shelley. La creatura è l’esempio della diversità che in quanto tale suscita paura, terrore.

storia

Dal punto di vista storico vari sono stati i momenti nei quali la diversità è stata al centro di accadimenti tragici o, inversamente, intrisi di un senso di novità e di rinascita per il genere umano. Come esempio negativo non si può non citare la malsana idea di Volkstaat di Adolf Hitler che consiste nel fatto che lo Stato del popolo ha il suo fondamento nella razza. Di qui la necessità di perseguire la sua purezza attraverso l’eliminazione di tutti coloro che possano essere annoverati nella generica categoria dei “diversi”. Per approfondire l’argomento ti consiglio la lettura di questo saggio. In chiave positiva un evento che può definirsi senza dubbio epocale è stato il “Sessantotto”. In generale la contestazione ebbe come nemico comune il principio dell’autorità. Dalle scuole alle fabbriche si diffuse la speranza in un mondo migliore, più aperto alle diversità, con un più ampio spettro di diritti da conquistare e allargare ad un numero sempre più vasto di persone. Si può discutere se questo slancio vitale abbia poi avuto a lungo termine conseguenze positive o negative ma il senso di rinnovamento che si è respirato in quegli anni è innegabile. Per avere un quadro d’insieme sul Sessantotto a livello internazionale puoi consultare questa pagina tematica de L’Espresso ricca di materiali sull’argomento. In merito, nello specifico, alla realtà italiana ti segnalo, invece, questo sito nel quale, oltre a poter leggere un esauriente articolo, trovi svariati link di approfondimento su diversi aspetti particolari che hanno caratterizzato quel periodo in Italia.

cinema e arte:

  • “L’uomo della pioggia” con un grande Dustin Hoffman. Il protagonista è speciale in molti sensi, soprattutto dal punto di vista umano.

  • “Miracolo a Milano” di Vittorio De Sica. Capolavoro sull’amicizia tra un ragazzo orfano e un gruppo di barboni.

  • A proposito di storia dell’arte ogni movimento si è caratterizzato per la sua unicità e diversità. Sul momento mi ispirano i surrealisti con il loro viaggio tra sogno e realtà.