Confini
attraverso filosofia, storia, letteratura, cinema e arte
Il termine confine è sicuramente polisemico e spesso è confuso con il termine frontiere. A prima vista, infatti, può sembrare che non ci siano differenze sostanziali tra i due concetti. Tuttavia, basta interrogarsi un momento sul piano filosofico e non solo per scoprire che confine e frontiera sono due concetti molto distanti. Inoltre, è possibile, per schematizzare, distinguere due usi di entrambi i concetti, uno proprio e uno metaforico.
Costruire un percorso che abbracci più discipline a partire da questo rapporto mi sembra una scelta molto originale e, come vedremo, capace di offrire molti spunti di grande attualità.
filosofia:
La geografia politica ci dice che i confini sono linee che dividono aree soggette a un differente controllo politico e una diversa sovranità. Si differenziano, perciò, dalle frontiere propriamente dette che sono invece le zone di confine che si trovano tra due diversi paesi, ma anche tra due diverse zone di uno stesso paese. Si usa il termine frontiera per distinguere, ad esempio, le zone abitate da quelle non abitate di un paese. Le frontiere hanno quindi una loro ampiezza, sono mobili e vantano un proprio territorio, mentre i confini sono linee prive si spessore concreto. Un noto filosofo politico italiano, Carlo Galli, si occupato molto da vicino di questa differenza in un bellissimo saggio che ti suggerisco di leggere “Spazi politici”.
Nel campo della sociologia politica, invece, la riflessione più attuale e interessante su questo tema è S. Sassen che in “Territori, autorità e diritti. Assemblaggi dal Medioevo all’età moderna” si occupa dei nuovi regimi confinari sorti dalle dinamiche della globalizzazione.
Di recente e con sempre maggiore frequenza si parla molto di confini e frontiere anche nel mondo digitale. In questo terreno il dibattito è ancora molto vivo e riguarda la gratuità e l’illimitato accesso alle risorse e ai contenuti della rete come garanzie di libertà e eguaglianza, di contro a chi invece sostiene l’esigenza di costruire recinti ed alzare frontiere per garantire i diritti di proprietà digitale. Ti consiglio di occuparti di questo tema di grande attualità e che guarda il nostro futuro più imminente.
storia
La storia è segnata da accordi internazionali che stabiliscono confini ridisegnando il pianeta a seconda di regole e principi politici che nel tempo si sono trasformati. Potresti occuparti, ad esempio, del processo di definizione dei confini europei, delle cartografie che hanno portato all’attuale configurazione territoriale europea e mettere in luce quello che i confini significano per i flussi migratori e le libertà individuali e collettive. Ti consiglio la lettura di questo interessante saggio di Enrica Rigo, “Europa di confine. Trasformazioni della cittadinanza nell’Unione allargata” che si occupa proprio di questo aspetto.
Inoltre, simbolo della demolizione dei confini, come entità artificiali che servono a garantire e stabilire un certo ordine, è il Muro di Berlino, la cui storia può essere oggetto di un’accurata analisi.
letteratura, cinema e arte:
- “Frontiera” è un film del 1982 diretto da Tony Richardson il cui titolo originale è “The Border” ma è anche il titolo di un famoso film per la tv diretto da Franco Bernini del 2005. Sempre tra i classici della tv ti ricordo “Ai confini della realtà” che si basa su un format molto efficace: la vita di persone normali supera i propri invisibili confini e sfocia in esperienze al di là della comune realtà
- Il film che davvero ti consiglio su questo argomento è “No Land men – terra di nessuno” storia della guerra in Bosnia tra due confini.
- Per la letteratura straniera ti suggerisco la bellissima trilogia della frontiera che comprende “Cavalli selvaggi” (vincitore del National Book Award), “Oltre il confine” e “Città della pianura” dello scrittore statunitense Cormac McCarthy.
- Ti consiglio anche di scegliere tra l’infinita offerta di ‘letteratura migrante’ qualche titolo che cattura di più la tua attenzione. Si tratta molto spesso di romanzi autobiografici o che raccontano le vicende che moltissimi migranti sono costretti a vivere nel tentativo di raggiungere paesi ricchi, o di esiliati politici, apolidi etc. che fanno quotidianamente esperienza esistenziale di frontiere e confini. A questo link troverai un’abbondante bibliografia, con l’indicazione di autori e opere.
- Un altro titolo molto noto che – seppur in modo trasfigurato – narra di linee di separazione, questa volta quella che separa metaforicamente diverse età della vita è il bellissimo romanzo di Joseph Conrad, “La linea d’ombra”. Infine, ti consiglio, sempre seguendo una pista che ti consente di pensare ai confini e alle frontiere come a metafore di passaggi, trasformazioni, diverse sfere che sono connesse eppure separate tra di loro, di prestare attenzione anche alla letteratura di fantascienza e in particolare a Philip Dick.
- Per quanto riguarda l’arte, ti suggerisco di analizzare le opere di un artista bolognese contemporaneo, già molto noto, Alberto Zamboni, che proprio in questi giorni sta dedicando al tema dei confini un’intera mostra, molto affascinante. Infine, ti consiglio anche di guardare le bellissime video-installazione dell’artista californiano Doug Aitken che l’anno scorso ha esposto sull’isola Tiberina di Roma le sue suggestive opere, con il titolo di “Frontier”, sospese tra immaginazione e realtà dove le frontiere sono movimenti e spostamenti al limite del possibile. Eccone un piccolo assaggio.
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