Alienazione
attraverso storia, letteratura, cinema e arte
Il concetto di alienazione ha acquisito nel corso del tempo vari significati. Nell’ambito giuridico indica la cessione di un bene o di un diritto a titolo oneroso o gratuito. In psicologia Freud definisce l’alienazione come “processo di estraniamento da sé causato dalla separazione tra la dimensione conscia e quella inconscia”. Ma l’accezione principale legata a questo termine è quella che lo connota come un tema prettamente filosofico. Per avere un primo quadro introduttivo di come esso si sia evoluto nel corso del tempo da Rousseau passando per Hegel e giungendo sino a Marx ti invito a consultare la voce “Alienazione” sull’ormai classico “Dizionario di filosofia” di Nicola Abbagnano pubblicato dalla Utet (Torino, Utet, 1980 pp. 14-15 seconda ediz.) e ristampato nel 2006.
Inoltre preliminarmente ti consiglierei la lettura di questo breve saggio di Marx intitolato, appunto, “L’alienazione” attraverso la quale potrai cogliere il passaggio della teoria dell’alienazione dal piano filosofico-speculativo a quello ben più concreto della critica sociale. Successivamente sarebbe interessante intraprendere un percorso a ritroso dal punto di vista della storia della filosofia analizzando i vari autori.
Per quanto riguarda le varie materie, perciò, il mio consiglio è di partire proprio da Filosofia:
Direi di focalizzare l’attenzione sul binomio Hegel-Marx anche in riferimento a ciò a cui accennavo sopra.
Hegel adopera il termine alienazione per indicare l’estraniarsi della coscienza a se stessa, per il quale essa si considera come una cosa. Questo estraniarsi è una fase del processo che va dalla coscienza all’autocoscienza. L’opera nella quale affronta questo argomento è la “Fenomenologia dello Spirito”. Marx va oltre il piano speculativo e utilizza il concetto di alienazione per descrivere la situazione della classe operaia nel regime capitalistico che è fatta di una continua mortificazione di se stessa legata com’è al lavoro come semplice obbligo per la soddisfazione di altri bisogni( vedi scritti giovanili, in particolare i “Manoscritti economico-filosofici” ). Per avere un quadro più ampio sul rapporto Hegel-Marx puoi rifarti a questo articolo.
Inoltre sono da non trascurare altre figure più vicine a noi nel tempo come quella di Herbert Marcuse e il suo “Uomo a una dimensione” che egli vede navigare nell’indistinto tra essere e dover essere schiacciato dalla forza onnipresente della struttura tecnologica della società.
Storia:
Sul piano storico vari possono essere i periodi cui guardare pensando all’alienazione come condizione umana. Il più immediato è certamente quello della Seconda Rivoluzione Industriale che ha sconvolto la vita dell’uomo trasformandolo da libero artigiano in operaio-macchina. Da questo estratto dell’inchiesta sulla situazione della classe operaia in Inghilterra di Engels ben si comprende la drammatica portata di questo cambiamento.
Un altro riferimento può essere quello ai Totalitarismi. Da un lato il Nazismo sul quale hanno scritto autori come Fest, Kershaw, Mosse. I campi di sterminio sono un tragico emblema del tentativo di andare persino oltre lo stato di alienazione avendo come obbiettivo l’annullamento dell’identità non riconoscendo l’uomo in quanto tale e volendo far sì che egli stesso non si riconosca come tale. Dall’altro il regime sovietico che ha trovato nel gulag lo strumento per annullare chiunque venisse individuato come un possibile nemico vero o presunto. In proposito sono terribili nella loro cruda verità “I racconti della Kolyma” di Varlam Salamov, testimone lucido di un’esperienza di internamento a più riprese.
Letteratura:
- Per letteratura greca puoi prendere spunto da alcune figure della tragedia greca come “Medea” di Euripide o quella dello straniero “alienato” nell’”Edipo a Colono” di Sofocle.
- A proposito di letteratura italiana mi vengono in mente due autori come Pirandello e Svevo che nelle loro opere hanno fotografato la crisi dell’uomo “moderno”.
- Per quanto riguarda letteratura inglese un classico come “1984” di George Orwell tratteggia i contorni di una società dove l’opinione è bandita e la verità è imposta e controllata da un apposito Ministero in una sorta di alienazione collettiva rispetto alla realtà.
Arte e cinema:
- In ambito cinematografico non si può non ricordare il capolavoro di Charlie Chaplin “Tempi moderni”. Altra grande opera è “La classe operaia va in paradiso” di Elio Petri che racconta proprio il rapporto alienato degli operai con la macchina.
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- Nel campo della storia dell’arte il riferimento immediato che mi viene da fare è ai “ritratti di alienati” di Theodore Gericault nei quali emerge, pur nella loro compostezza, tutta l’umana sofferenza dei soggetti protagonisti.
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