Orientarsi e scegliere –> la Passione
Avere e coltivare una passione è certamente un primo passo per capire cosa vi piace fare e quali sono i vostri interessi. Non dico che automaticamente la passione vi possa illuminare sul vostro futuro lavorativo, ma che, se la state coltivando, vi può aiutare a riflettere su di voi, sulle vostre preferenze di valori, sulla vostra capacità di relazionarvi con gli altri, di affrontare le difficoltà, di avere disciplina, di godere del successo e di tollerare l’insuccesso, di applicarvi ad un argomento, di imparare dall’esperienza.
Naturalmente non sempre è così immediato trasformare una passione in un lavoro. Amare il calcio e diventare un giocatore professionista sono un’aspirazione per molti e una realtà per pochi. Tra prendere lezioni di chitarra e diventare membro di un gruppo rock che vende milioni di dischi vi possono essere variabili che oggi è difficile prevedere.
Infatti, come dice Nassim Taleb, le professioni “scalabili”, ossia quelle il cui ritorno economico non è soggetto alla semplice quantità di lavoro svolto (come per un attore, un musicista o un calciatore …) sono buone solo se si ha successo, sono molto competitive, generano disuguaglianze tra le chi le pratica, sono più casuali e caratterizzate da molte disparità tra sforzi e ricompense: pochi si dividono la torta tra i molti che cercano di avere successo. Una passione quindi deve innanzi tutto darvi indicazioni sulle vostre capacità, sui vostri valori, sulla vostra personalità, sul modo in cui avete sino ad oggi affrontato il vostro mondo e anche sul vostro modo di ragionare e affrontare i problemi. Se intendete scegliere un corso di studi che vi consenta di renderla anche un lavoro, fatelo con senso di realtà, informandovi sugli aspetti pratici di quella carriera e sulle condizioni necessarie per poterla esercitare.

