Prepariamoci a parlare
Se voglio suonare uno strumento musicale, posso migliorare solo con la pratica. Così è per l’arte di parlare: la mia capacità di parlare in pubblico si può migliorare, con l’esercizio. Ecco alcune regole di base:
Passare dal discorso interiore al discorso esteriore.
Quando studiamo un argomento, spesso ripassiamo sottovoce intere sequenze di date, avvenimenti, regole, dimostrazioni. Parlare sottovoce, o addirittura mentalmente, può essere un buon modo per fissare alcune nozioni, ma è un esercizio che riguarda solo la nostra capacità di discorso interiore. Questo tipo di comunicazione,in cui parliamo con noi stessi, si chiama «endofasica», deve essere affiancata dalla capacità di esprimerci ad alta voce, con un buon ritmo e molta chiarezza, che si definisce comunicazione «esofasica».
Leggere ad alta voce
Sulle prime ti sembrerà strano: non sei una cantante o un attore, no? E invece, per sostenere un buon colloquio d’esame, devi esercitarti per almeno un mese ad ascoltare te stesso: il suono della tua voce deve esserti familiare.
Per «sbloccare» questà capacità, all’inizio prova a leggere ad alta voce un brano di libro, un racconto, o un articolo di giornale. Immagina che lo stai leggendo a qualcuno. Una ventina di minuti al giorno di questo esercizio servono a «tirar fuori» la voce.
Dopo tre giorni di letture sparse, prova a fare la stessa cosa con un libro di testo. Non devi leggere come un cronista di telegiornale, ma neanche sforzarti di «fare simpatia». Cordialità, fermezza e una velocità di lettura media, che ti consenta di capire quello che stai leggendo, e di non incespicare sulle parole. Continua così fino alla fine della prima settimana.
E adesso, parliamo!
Adesso che hai preso un po’ di dimestichezza con il timbro e il volume della tua voce, invece di «ripassare» ad alta voce, abituati a parlare di ciò che stai studiando, come se davanti a te ci fosse un amica o un amico, e tu volessi raccontargli di cosa ti occupi nella vita. Una trentina di minuti al giorno di questo esercizio sono una preparazione formidabile.
Facciamoci ascoltare
Fino ad ora ci siamo esercitati da soli. Adesso, due volte a settimana chiederemo a un compagno di classe di ascoltarci per qualche minuto, mentre esponiamo a voce varie parti del programma, rispondiamo a domande, esprimiamo qualche opinione più personale. E altrettanto faremo con lui / lei.
Questo esercizio è molto utile per mettere a fuoco quello che hai ottenuto esercitandoti col tuo «strumento musicale», la tua voce:
- Si capisce bene quello che dici?
- Vai alla velocità giusta?
- Se racconti un fatto storico o spieghi un concetto, si capisce bene tutto, o vi sono delle parti che rimangono in ombra?
- Quando parli, si vede che fai fatica a ritrovare i ricordi nel magazzino della tua memoria, o parli come se tu avessi il contenuto sotto controllo?
Domanda, e rispondi
Le nozioni che hai già appreso, studiando, sono come un paesaggio interiore. Alcune corrispondono ad immagini, a piccole sequenze animate, a catene di dati e parole, a sensazioni e colori.
Adesso, le nozioni devono diventare consapevolezza critica. Dal piano «endofasico», del discorso interiore, le nozioni devono «venire fuori» con un tocco tutto tuo, di personalità, e di originalità.
Nelle ultime due settimane prima dell’esame, impara a farti tutta una serie di domande: «Secondo Lei, quali sono gli elementi più importanti del Romanticismo?», «Quale fu, inizialmente, l’atteggiamento di Cavour verso Garibaldi?». Prendi qualche istante di tempo, e racconta la tua versione dei fatti.