Giano

Crollo dei regimi “nazionalistici”, “guerra fredda” e motivi economici agli inizi del processo di integrazione europea

Crollo dei regimi “nazionalistici”, “guerra fredda” e motivi economici agli inizi del processo di integrazione europea
(Traccia assegnata agli Esami di Stato 2003-2004 )

di Viktor Zaslavski

La prima cosa da fare è riflettere con precisione, enucleandoli, sul significato dei concetti espressi dalla traccia, cioè, nel nostro caso nazionalismo, guerra fredda, Europa unita.
Una tale riflessione ne genera subito altre.

Prima di tutto, non si abbia timore di contestare o correggere la taccia, se si è convinti di quello che si fa. Ad esempio, nel caso in questione, io ritengo, e lo studente se lo ritiene ugualmente dovrebbe farlo presente, che piuttosto che di “crollo dei regimi nazionalistici” sarebbe stato opportuno parlare di “crollo dei regimi totalitari” (anzi dopo la guerra c’è stata una affermazione delle nazionalità: la seconda delle tre “ondate nazionalistiche” che hanno segnato il Novecento: la prima ci fu dopo la prima guerra mondiale, la terza dopo il crollo dell’Impero sovietico dopo il 1989).

La categoria di totalitarismo, davvero centrale, ci aiuta anche a capire meglio eventi successivi alla guerra mondiale come la “guerra fredda” e l’integrazione europea”.
In effetti, la guerra terminò con la caduta di due totalitarismi su tre: il nazismo e il fascismo. Rimase in piedi invece il terzo: il comunismo sovietico.
Ciò ha significato che il mondo scaturito dalla guerra fosse rigidamente bipolare: diviso in “blocchi” organizzati gerarchicamente al loro interno. Al blocco del totalitarismo sovietico, si è affiancato il blocco organizzato dalla NATO attorno agli Stati Uniti. E’ stato all’interno di questo blocco, di ispirazione liberaldemocratica, che è cominciato il processo di integrazione europea. I Padri di questo processo, sia quelli ideali (Spinelli, Monod) sia quelli politici (De Gasperi, Adenauer, De Gaulle) avevano ben presente che un vero processo di integrazione sarebbe avvenuto solo il giorno in cui sarebbe caduto anche il terzo totalitarismo (”l’Europa -diceva Spinelli- va dall’Atlantico agli Urali).
Quando è caduto il comunismo, nel 1989, l’Europa ha cominciato ad integrare i Paesi dell’Est, ma nella coscienza comune occidentale non c’è ancora una coscienza che gli orientali non sono gli “altri” rispetto a noi.

Fatte queste riflessioni, e appuntatele su un pezzo di carta, lo studente, avendo afferrato il nucleo logico della questione, può procedere alla stesura.