Giano

Alice nel Paese delle meraviglie

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TITOLO: Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie
AUTORE: Lewis Carroll
EDITORE: Feltrinelli
PAGINE: 199

GENERE: Fantasy

DESCRIZIONE: La storia prende il via il 4 maggio, giorno del compleanno di Alice, una bambina di sette anni annoiata e fiaccata dal caldo primaverile. La piccola Alice vede un Coniglio Bianco, elegantemente vestito che si affretta brontolando come se avesse un appuntamento: “Ohimè, ho fatto tardi!”. Nella sua caccia al coniglio le accadono le più improbabili disavventure: cresce e rimpicciolisce fino a raggiungere dimensioni disumane; rimane intrappolata nella casa di un coniglio; incontra gli animali più strani, bimbi che diventano maiali, e mille altri personaggi singolari; ha un colloquio con il Gatto del Cheshire, che appare e scompare; prende un tè senza fine con il Cappellaio Matto, la Lepre marzolina ed il Ghiro; viene invitata ad una partita di croquet dalla Regina di cuori, per poi trovarsi a testimoniare in un processo contro il Fante di cuori. Infine Alice viene processata e condannata, ma prima che la decapitassero…si sveglia!La curiosità per quella scena insolita la spinge a seguirlo fin dentro la sua tana. Precipita così in un pozzo profondissimo, che la porterà in un mondo sotterraneo fatto di assurdità e di nonsensi. Entra in un paese sconosciuto, abitato da strane creature: il Paese delle Meraviglie.

 LETTURA: “Alice cominciava a sentirsi assai stanca di sedere sul poggetto accanto a sua sorella, senza far niente: aveva una o due volte data un’occhiata al libro che la sorella stava leggendo, ma non v’erano né dialoghi né figure, — e a che serve un libro, pensò Alice, — senza dialoghi né figure?
E si domandava alla meglio, (perché la canicola l’aveva mezza assonnata e istupidita), se per il piacere di fare una ghirlanda di margherite 
mettesse conto di levarsi a raccogliere i fiori, quand’ecco un coniglio bianco dagli occhi rosei passarle accanto, quasi sfiorandola.
Non c’era troppo da meravigliarsene, né Alice pensò che fosse troppo strano sentir parlare il Coniglio, il quale diceva fra se: “Ohimè! ohimè! ho fatto tardi!” (quando in seguito ella se ne ricordò, s’accorse che avrebbe dovuto meravigliarsene, ma allora le sembrò una cosa naturalissima): ma quando il Coniglio trasse un orologio dal taschino della sottoveste e lo consultò, e si mise a scappare, Alice saltò in piedi pensando di non aver mai visto un coniglio con la sottoveste e il taschino, nè con un orologio da cavar fuori, e, ardente di curiosità, traversò il campo correndogli appresso e arrivò appena in tempo per vederlo entrare in una spaziosa conigliera sotto la siepe.
Un istante dopo, Alice scivolava giù correndogli appresso, senza pensare a come avrebbe fatto poi per uscirne.”

 

Fantasia

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alice nel paese delle meraviglie

Simona ha scritto:

Caro Giano,
sono Simona e frequento l’ultimo anno di liceo scientifico.Ho pensato al libro di Carrol “Alice nel paese delle meraviglie” per la mia tesina.Sembrerebbe un argomento infantile e un pò banale ma ho scoperto che in realtà questo romanzo nasconde un’interpretazione molto interessante:la figura del bruco rimanda alle sostanze allucinogene utilizzate da molti artisti del periodo,la concezione del tempo del cappellaio matto e la regina di cuori probabilmente ispirata alla regina d’Inghilterra. Vorrei qualche consiglio su come organizzare queste idee che comunque ho ricavato da diversi siti sul web e dovrei approfondire meglio. Ho intenzione di fare un discorso che abbracci più o meno tutte le materie e che possa coinvolgere i commissari.
Grazie in anticipo,
Simona

Cara Simona,
il tema da te scelto non è affatto infantile. Alice nel paese della meraviglie (del quale si aspetta a breve una nuova trasposizione cinematografica in 3D, e sono certo che Carroll approverebbe!) si presta a molti collegamenti. Iniziamo da quelli con le letterature: rifacendosi al tema della metamorfosi, che nel romanzo di Alice è così presente, in latino non puoi che pensare ad
Apuleio e al suo “Asino d’oro”, racconto di rocambolesche avventure “involontarie” di un giovane a contatto con la magia. In Italiano ti consiglio di approfondire lo scrittore Massimo Bontempelli, esponente di quella corrente letteraria nota, all’inizio del Novecento, come “realismo magico”. In particolare, potresti leggere il suo racconto intitolato “La scacchiera davanti allo specchio”: anche qui è fondamentale il tema dello specchio (come nel secondo romanzo del ciclo di Alice) come frontiera fra due mondi. In storia, poi, potresti senz’altro trattare l’Inghilterra vittoriana, che è oggetto, come tu ricordavi, proprio del corrosivo umorismo di Lewis Carroll. Questo, tra l’altro, non fu l’unico esempio di “fuga” letteraria nella fantasia che quel periodo produsse: pensa anche, ad esempio, a “Peter Pan” di James Matthew Barrie. Non avrai problemi, poi, nelle materie scientifiche, a collegare, in chimica, come suggerivi, l’argomento delle sostanze allucinogene e in fisica, ricollegandoti alla tematica dello specchio, il problema della luce e della riflessione.
Spero di averti dato una mano. Buono studio,
Giano

 

Rebel Princess ha scritto:

ciao giano,
frequento l’ultimo anno del liceo linguistico e per la mia tesina mi piacerebbe sviluppare il tema “alice nel paese delle meraviglie” inteso cm sogno, assurdo, fantasia..
puoi aiutarmi a collegare inglese francese tedesco storia filosofia italiano latino e se possibile fisica.Ho già consultato il tuo archivio ma non ho trovato qualcosa di veramente interessante.
aspetto una tua risposta ciao grazie

Cara Rebel Princess,
senz’altro in inglese devi portare l’opera stessa che dà il titolo alla tua tesina; in tedesco ti consiglio di leggere uno splendido romanzo di Michael Ende, “Momo”, e in italiano il “Pinocchio” di Carlo Collodi, che ha più di un’affinità con l’opera di Carroll. In latino, ancora, ti consiglio vivamente lo studio delle “
Metamorfosi” di Apuleio. In storia potresti portare l’età vittoriana, verso il cui conformismo e rigore la storia di Alice volle essere in qualche modo una risposta, mentre in filosofia è a Freud, indagatore delle pulsioni inconsce della nostra personalità, che devi rivolgerti. In francese, poi, potresti parlare di un’altra figura di giovane donna coinvolta in avventure movimentate e inattese con “Zazie nel metrò” di Raymond Queneau. Per fisica, infine, leggi questo interessantissimo saggio di Giorgio Odifreddi a proposito di Alice.
Ti auguro buono studio,
Giano

fantasia

Gloria ha scritto:

ciao giano,

frequento l’ultimo anno di liceo scientifico e sto pensando alla tesina di maturità pensavo di fare la fantasia e l’immaginazione perchè mi affascina molto l’argomento, pensavo di collegare in inglese james caroll con alice in wonderland, in arte i simbolisti o il surrealismo, in italiano il più logico è leopardi ma dato che non lo amo preferirei un altro autore, in filosofia schopenhauer o sartre ma non so se ci arrivo visto che siamo molto indietro con il programma, poi per latino pensavo alle metamorfosi di apuleio, xò non ho idee per il campo scientifico mate, fisica e astronomia , accetto ogni consiglio e correzione grazie in anticipo

Cara Gloria,
i tuoi collegamenti mi sembrano in generale molto buoni; per italiano, se non vuoi portare Leopardi, ti consiglierei di pensare al grande Italo Calvino (e ti segnalo il
video di un’intervista in cui egli parla proprio di immaginazione), e sopratutto alle sue “Cosmicomiche”, che sono racconti fantastici costruiti a partire da nozioni scientifiche e astronomiche: egli, in sostanza, si rivolge al patrimonio culturale della scienza occidentale trattandolo come un vero e proprio “serbatoio” di immagini poetiche, di situazioni umane ed esistenziali. E’ una lettura che ti consiglio vivamente: da essa potresti trarre, infatti, dei validissimi spunti per i collegamenti con le materie scientifiche. Per quanto riguarda filosofia, poi, potresti dedicarti al tema dell’immaginazione in Immanuel Kant: nella Critica del giudizio, per esempio, Kant pone l’immaginazione tra le facoltà (insieme all’intelletto e alla ragione) che danno luogo all’esperienza estetica del bello e del sublime. Puoi leggere anche questo breve scritto di Maurizio Ferraris che riflette sui rapporti tra immaginazione e arte nel mondo antico e in quello moderno. Spero di averti dato una mano.
Torna a raccontarmi come procede il lavoro,
Giano

 

Esperia ha scritto:

caro Giano,
avrei bisogno di un consiglio per la mia tesina! frequento il liceo scientifico ma avendo una grande passione per il mondo umanistico e soprattutto per la letteratura di genere fantasy vorrei portare qualcosa di originale e che mi rappresenta. Per questo ho pensato a qualcosa tipo : ” La fantasia: rifugio dell’anima e specchio del mondo”. Il messaggio che voglio far trapelare è quello di una letteratura fantasy non basata soltanto su paesaggi e creature inventate, ma uno specchio della realtà o di eventi reali rappresentati in modo “fantastico”. Vorrei basarmi in particolare sulla saga di harry potter, la mia preferita, che si lega a tematiche reali come il terrorismo(da parte dei (mangiamorte) o al regime fascista (il dominio di Voldemort) o alla persecuzuone degli Ebrei (persecuzione dei nati babbani). Ma volevo anche dare l’idea di una letteratura che potesse essere per il lettore un rifugio dai problemi della vita reale( per questo rifugio dell’anima). Che ne pensi? è una tematica troppo bizzarra? come collegamenti avevo pensato di fare inglese: Harry Potter collegato con Alice’s Adventures in wanderland o i viaggi di guliver; latino: virgilio e l’eneide. non so fare altri collegamenti! spero davvero in un tuo consiglio su questa tematica, altrimenti cercherò qualcosa di più “ordinario”. molte grazie!
ps. le materie da portare sono: italiano, latino, storia, filosofia, inglese, giografia astronomica, arte e fisica.

Cara Esperia,
devo dire che il tuo tema mi sembra molto interessante: senza dubbio i racconti fantasy sono al tempo stesso rappresentazione di un mondo inventato ma anche trasfigurazione, come tu notavi, di tematiche e problemi reali; e il caso forse più emblematico è quello del capostipite di tutta la letteratura fantasy, che è J. R. R. Tolkien, autore de “Il Signore degli anelli”. I collegamenti in inglese (soprattutto Alice) e in latino sono buoni; in italiano ti consiglio di concentrarti sul grande Italo Calvino e sulla sua trilogia “I nostri antenati”, composta da “Il visconte dimezzato”, “Il barone rampante”, “Il cavaliere inesistente”: in esse l’autore nasconde, dietro quelle che possono sembrare semplici “fiabe”, tematiche assai profonde (e in effetti uno dei più grandi pregi di Calvino è proprio la possibilità di leggerne le opere a più livelli). In filosofia è senz’altro da approfondire il tema dei racconti utopici, genere letterario praticato dai pensatori tra il XVI e il XVIII secolo per proporre modelli di società ideali alternativi alle realtà statuali contemporanee (pensa a “
La città del sole” di Tommaso Campanella e all’ “Utopia” di Francis Bacon). Per quanto riguarda storia dell’arte, uno dei pittori novecenteschi che ha saputo meglio nascondere in immagini oniriche la crudezza del periodo storico in cui viveva è Marc Chagall; ti consiglio di leggere, al proposito, questo articolo tratto dal Corriere della Sera di qualche anno fa. In storia, poi, potresti riallacciarti, facendo perno sulla riscoperta delle mitologie nordiche e dell’esoterismo da parte degli ideologi del nazismo, proprio a questa terribile pagina del XX secolo europeo. Nelle materie scientifiche, infine, una buona idea potrebbe essere riallacciarsi a quei casi, esistenti in natura e spiegati scientificamente, di “illusioni ottiche”, di cui potrai leggere qui.
Spero di averti dato dei buoni spunti, fammi sapere come procede il lavoro,
Giano

fare mondi

Michele ha scritto:

Caro Giano,
salve sono michele, anch’ io quest’ anno dovrò affrontare l’ esame di maturità. come argomento della tesina avevo pensato all ‘ ultima biennale di venezia, che mi ha colpito molto, e al suo titolo “fare mondi“. tuttavia frquentando un liceo classico non so quanto può essere attinente la tematica e inoltre non riesco a trovare dei collgamenti centrati con altre materie. aspetto consigli utili e ringrazio in anticipo. saluti michele.

Caro Michele,
hai scelto certamente uno spunto di grande suggestione e che può essere declinato nei modi più vari. Mi chiedo, e ti chiedo, chi è che fa il mondo, e come? Potremmo riferirci alle grandi personalità che hanno fatto e che fanno la storia. Oppure riferirci agli scrittori che con la loro fantasia, complice la penna, creano i loro mondi. Per non parlare dei filosofi che “speculando” sul mondo delle idee danno vita a veri e propri sistemi per cui gli esempi potrebbero essere innumerevoli. Io, però, ti inviterei a partire da una riflessione più concreta facendo riferimento all’analisi storica. C’è uno storico francese,
Fernand Braudel, che insieme ad un altro studioso americano, Immanuel Wallerstein, hanno dato vita ad un concetto di grande interesse: quello dell’Economia – Mondo. Nei loro studi essi hanno trovato elementi che porterebbero ad affermare che il capitalismo sarebbe nato tra il XV e il XVI secolo in maniera quasi naturale in un’area non definita dai confini statuali ma da intensi rapporti commerciali per cui questa economia – mondo si sarebbe come fatta da sè estrinsecandosi in rapporti tra centro, periferie e semiperiferie. Il capitalismo come una sorta di parto naturale.
Wallerstein compie, in questo modo, una revisione critica delle teorie marxiste sull’origine del capitalismo (e qui potresti toccare la filosofia). Marx, infatti, si concentrava sul rapporto tra proprietà e mezzi di produzione indicando nella concentrazione di questi ultimi nelle mani di pochi, e nella conseguente necessità per gli altri di vendere il loro lavoro ad essi, il peccato originale che aveva dato vita al sistema capitalistico. Egli diceva che la nascita del capitalismo “
grondava sangue“. Per italiano facendo un salto nel mare della fantasia, mi verrebbe da suggerirti uno dei più grandi scrittori italiani della seconda metà del Novecento: Italo Calvino. Della sua trilogia fantastica ti consiglierei la lettura, se non l’hai già fatta, de “Il Barone Rampante” perchè in esso l’autore dà davvero vita ad un mondo che non esiste: Ombrosa, infatti, è un paese immaginario della riviera ligure. Ma la cosa bella è che il protagonista stesso del racconto, Cosimo, si crea un suo mondo. Si autoesilia sugli alberi per non scenderne più. L’autore e il protagonista creano due mondi che sono una sorta di scatola nella scatola frutto della fantasia dello scrittore. Per quanto riguarda Latino e Greco non si può non pensare all’epica: all’”Eneide” e all’”Odissea”, il mito dell’origine e della rinascita e il mito del viaggio e della scoperta. Enea, lo sconfitto, fonderà un nuovo mondo: quello di Roma. Ulisse, il viaggiatore per antonomasia, andrà alla scoperta del mondo. Pensare, viaggiare, scoprire sono sempre un pò un modo per “fare un mondo”. Torna a scrivermi e fammi sapere come tu avrai deciso di fare il tuo.
A presto e buona ricerca.
Giano

 

Gent ha scritto:

caro giano,
Grazie per aver risposto già una volta al mio quesito, i tuo consigli mi hanno chiarito molti dubbi su come “strutturare il mio mondo”. Nella domanda precedente non mi spiegavo bene su chi fosse a fare i mondi e come, ma la tematica su cui volevo basarmi era proprio incentrata su artisti che con la loro fantasia generano mondi. Ho trovato molto interessanti i collegamenti con Italo Calvino in italiano (ho anche iniziato a leggere il barone rampante, libro molto affascinante) e con l’ epica in latino e greco. Tuttavia ho ancora dei dubbi sul periodo storico e come collegare le materie scientifiche come fisica, matematica. Per qanto riguarda filosofia avevo pensato a Freud perchè mi ha sempre affascinato e perchè penso che abbia scoperto nuovi mondi dentro ognuno di noi. Aspetto ancora una volta i tuoi consigli e ti ringrazio anticipatamente.

Caro Gent,
mi fa molto piacere che tu abbia tratto ispirazione da alcuni dei miei suggerimenti. Per quanto riguarda i tuoi dubbi circa il periodo storico fossi in te punterei a scegliere uno dei momenti che possono essere definiti di “svolta storica” perchè ad essi sono seguiti rivolgimenti tali che hanno cambiato il mondo creando un equilibrio nuovo. Potresti rimanere nell’ambito del Novecento e a tal proposito ti segnalo un ponderoso saggio che è diventato un must: “
Il Secolo breve” dello storico britannico Eric J. Hobsbawm. Egli analizza le svolte storiche del Ventesimo secolo che racchiude nel periodo 1914-1991. Da qui la definizione di secolo breve. Potresti consultare il saggio un pò a volo d’uccello per poi decidere tu stesso quale degli eventi analizzati da Hobsbawm meriti di essere preso in considerazione per la sua portata epocale. Per quanto riguarda matematica e fisica potresti mantenere la logica che ti ho prospettato per quanto riguarda storia e cioè fare una panoramica sulle svolte storiche che hanno riguardato le due discipline oppure prendere ad esempio figure emblematiche che con i loro studi hanno cambiato il corso delle discipline stesse. A proposito di matematica ti rimando a questo articolo del professor Giorgio Israel dal pregnante titolo “Le svolte nella matematica del Novecento”. Per fisica il suggerimento è sin troppo banale: Albert Einstein. Pensando a lui tutti ci ricordiamo della teoria della relatività ma forse non abbiamo piena contezza del fatto che con la sua produzione scientifica ha rivoluzionato il modello di interpretazione del mondo fisico. A riguardo ti segnalo questo incontro con gli studenti delle scuole superiori che si è tenuto all’università di Bologna. Concordo con la scelta di Freud: il nostro inconscio è davvero un mondo tutto da scoprire. Spero di essere riuscito a fornirti un ulteriore aiuto. Torna a scrivermi e fammelo sapere.
Ciao e buon lavoro,
Giano

favola

Alice ha scritto:

Caro Giano..è da un pò che mi ritrovo a seguire le sue discussioni a proposito delle tesine degli imminenti maturandi e ogni volta resto colpita dai suggerimenti che lei propone..Ed è proprio per questo che ho deciso di parlare con lei del mio percorso..Qualche giorno fa ho visto un film del 1997 di Charles Sturridge “Le favole” che parla della visione delle fate da parte di alcune bambine in Gran Bretagna nel 1917 (fatto realmente accaduto a cui si interessarono anche Houdini e A. C. Doyle)..Volevo partire da questo film per poi svolgere il mio percorso dal titolo: “Le favole: Un viaggio alla scoperta del reale e dell’irreale”..ora io a questo titolo volevo aggiungere “attraverso le percezioni del fanciullo” ma così restringerei troppo il campo..lei cosa ne pensa??Può darmi qualche suggerimento sugli argomenti da portare nelle varie materie (italiano, latino, fisica, matematica, scienze, storia dell’arte, inglese, filosofia, storia)..Io ho delle idee però se restringo il campo potrei andare fuori traccia..Spero di avere al più presto sue notizie!Grazie.

Cara Alice,
spero tu sia rimasta piacevolmente colpita dai miei consigli! Tenterò di fare il mio meglio anche questa volta, rispetto al tuo tema sulle favole come “finestra” su un irreale che spesso ci parla della realtà in cui viviamo. Non credo sia necessario restringere il campo: potresti invece trattare proprio della favola come genere letterario che stimola la fantasia, e non solo dei bambini, e che è sempre stato motivo di ispirazione per gli artisti.
Riguardo ai collegamenti interdisciplinari per la tua mappa concettuale: per italiano potresti portare “Le cosmicomiche”, racconti fantastici di Italo Calvino.
Per latino invece vedrei bene le favole di Fedro.
Per filosofia pensavo che potresti dedicarti al tema dell’immaginazione in Immanuel Kant: nella “Critica del giudizio”, per esempio, Kant pone l’immaginazione tra le facoltà (insieme all’intelletto e alla ragione) che danno luogo all’esperienza estetica del bello e del sublime. Oppure potresti approfondire il tema dei racconti utopici, genere letterario praticato dai pensatori tra il XVI e il XVIII secolo per proporre modelli di società ideali alternativi alle realtà statuali contemporanee (pensa a “La città del sole” di Tommaso Campanella e all’“Utopia” di Francis Bacon).
Per inglese, invece, direi che un buon riferimento potrebbe essere ad una favola moderna: “La fattoria degli animali” di George Orwell.
Per storia dell’arte, mi viene in mente la bella illustrazione di Gustave Doré, per la favola “Cappuccetto rosso”.  
In storia, infine, potresti riallacciarti, facendo perno sulla riscoperta delle mitologie nordiche e dell’esoterismo da parte degli ideologi del nazismo, proprio a questa terribile pagina del XX secolo europeo.
Spero che i miei consigli ti siano utili.
In bocca al lupo e buon lavoro per la tua tesina!
Giano

fiabe

Veronica ha scritto:

caro giano,
è la terza volta che ti scrivo enon mi rispondi.per cortesia, gentilmente potrebbe aiutarmi a fare dei collegamenti con lefiabecon scienze della terra, fisica,inglese?
la ringrazio spero mi risponda.

Cara Veronica,
scusami per il ritardo nella risposta ma anche gli dei hanno i loro grattacapi da risolvere. Ma tu pure, e te lo dico senza ombra di malizia, mi hai strattonato da più parti cambiando ogni volta il tema di interesse.
A proposito della tua domanda devo dire che i collegamenti da fare che mi proponi non sono così agevoli. Proverò comunque a darti dei riferimenti sui quali lavorare. Per scienze della terra ti segnalo questo
link che contiene una corposa bibliografia di fiabe sul rapporto tra uomo, terra e natura più in generale. Puoi scegliere quelle che preferisci dalle quali partire. Sul rapporto tra fisica e fiaba ti invito a visitare questo sito di divulgazione nel quale attraverso le fiabe vengono spiegati i concetti di base della fisica.È un modo per unire fisica e fantasia. A proposito di inglese puoi dare un’occhiata a questa pagina per l’appunto dedicata alle fiabe inglesi. In più mi fa piacere indicarti questa raccolta di Flora Ann Steel, una delle autrici più importanti della letteratura inglese per bambini e per ragazzi.
Spero di averti dato qualche utile suggerimento. Torna a scrivermi e fammi sapere come va. La prossima volta, prometto, sarò più celere nella risposta.
Ciao e a presto, Giano.

 

Barbara ha scritto:

Ciao Giano!
Sono una ragazza di 19 anni che frequenta un liceo linguistico in Lombardia (in pratica oltre a materie tipiche di un liceo, studio tre lingue: inglese, francese e tedesco).
Innanzitutto volevo farti i complimenti per questo bellissimo sito, che si rivela essere molto utile per studenti e studentesse che, come me, sono super preoccupati per la maturità e un pò indecisi sulla scelta dell’università. Credo che tu stia facendo un lavoro davvero utile e altruista!
Comunque ti scrivo perché ho qualche problemino con la tesina per l’esame di stato: dopo aver cambiato 5000 argomenti (-.-’) ho deciso di fare una tesina sulle favole (ispirandomi anche ai preziosi consigli che hai già dato ad altri ragazzi). Inizialmente avevo pensato di portare una favola per ogni materia e poi parlare del tema principale di questa favola (ad esempio Anastasia per Storia, avrei parlato dello Zarismo in Russia), ma la prof di francese mi ha bocciato l’idea perché dice che andrei troppo sul generale e alla fine la tesina risulterebbe vuota e priva di significato. Lei mi ha consigliato di dare un taglio più cronologico. Ti spiego: dovrei partire dalle favole di Fedro (LATINO) parlando del significato e della morale che insegnavano, per poi parlare delle favole dei Fratelli Grimm (TEDESCO) e presentarne le caratteristiche; infine arriverei alla mia amata Disney <3, parlando prima della sua nascita e del suo fondatore e poi dovrei concentrarmi sul logo Disney (ARTE). A questo punto sorgono i miei dubbi: come posso continuare?
Potrei andare avanti parlando di altri autori che hanno raccolto o tradotto nella loro lingua una serie di Fiabe (ad esempio mi viene in mente Calvino) oppure sarebbe meglio continuare parlando di altre storie o favole in generale, concludendo che di qualunque tipo di favola si tratti, alla fine l’obiettivo degli scrittor è sempre quello (cioè insegnare qualcosa)?
Tu cosa mi consigli? Grazie in anticipo per l’ascolto. Barbara.

Cara Barbara,
le tue parole mi fanno davvero piacere, e ti ringrazio per la tua gentilezza. In effetti credo che la tua insegnante di francese abbia ragione, e che il taglio per così dire “storico” sia quello più adatto. Ottimi dunque i collegamenti con latino e tedesco. In storia dell’arte il collegamento con la Disney può andar bene, a patto che tu ne discuta con il tuo insegnante: potrebbe avere, infatti, a che ridire, nel caso la sua fosse un’impostazione particolarmente tradizionale. Un unico appunto: effettivamente la Disney ha vantato fior di disegnatori, che hanno dato vita a capolavori dell’animazione… perchè concentrarti proprio sul logo? Quello non mi sembra certo la miglior espressione dello stile e dello spirito della Disney! Infine, mi sembra che Calvino per italiano potrebbe essere davvero la scelta più adatta, senza dimenticare, comunque, uno scrittore come Luigi Capuana, anch’egli autore di una raccolta di favole tratte soprattutto dalla tradizione meridionale. Ho letto che studi anche altre lingue: nel caso dovessi inserire anche francese, è al settecentesco Lafontaine (rielaboratore di favole di Esopo e Fedro) che devi volgere lo sguardo; e potresti concludere in bellezza, in inglese, con una favola moderna: “
La fattoria degli animali” di George Orwell..Ti auguro buon lavoro,
Giano

fumetto

Stefano ha scritto:

Ciao Giano.
Complimenti per gli aiuti che “distribuisci” ogni giorno. Avrei bisogno di un consiglio per la tesina.
Premesso che frequento il liceo scientifico tecnologico, mi è balenata l’idea di portare come argomenti centrale della mia tesina Il fumetto e i supereroi.
Riflettendoci ho stilato una scaletta:
inizierei con una breve presentazione del fumetto e le tecniche di realizzazione (i principi per l’invenzione di un fumetto).
la storia del fumetto (che da quel che so inizia nel 1900 circa) con il ruolo del supereroe nella societa americana.
mentre le differenza fra la marvel e la Dc comics (la prima come continuità e l’altra come “staticismo”).
come collegamenti avevo pensato:
italiano: pirandello potrebbe andare bene?
fisica: stavo pensando sui calcoli della fisica classica per determinare il volo di superman oppure la relatività per riagganciarmi al supereroe Flash.
Storia: visto che la nascita del fumetto o comuqnue il “boom” delle vendite avviene circa con la 2° guerra mondiale una breve parentesi appunto al piu grande conflitto del mondo?

filosofia non ho proprio idee….e mancherebbe pure biologia, pernsavo di prendere Krypton il pianeta di superman e riagganciarmi all’astronomia di scienze ma mi sa che è un collegamento un pò forzato…
grazie della disponibiltà e rimango in attesa di risposta grazie!!!!!
Stefano

Caro Stefano,
il tuo tema è molto originale e interessante, ma effettivamente devi stare attento a non incorrere in collegamenti eccessivi o forzati. La tua scaletta in generale va bene; in filosofia potresti ricollegarti a una famosa battuta presente nel fumetto “Spiderman”, che ha anche il pregio di mettere in luce la componente di umana fragilità che tanto fascino conferisce a questi fumetti: “Grandi poteri comportano una grande responsabilità”: eccoti dunque degli interessanti
materiali sul concetto di “responsabilità” nella filosofia del XX secolo. E questo potrebbe anche fornirti un valido collegamento con storia, non tanto con la seconda guerra mondiale, quanto con la guerra fredda fra USA e URSS (e penso, a questo proposito, a quel capolavoro del genere fumettistico che è “Watchmen” di Alan Moore). Forse l’episodio della storia umana, infatti, in cui il massimo del potere si è dovuto misurare col massimo della responsabilità sono stati i celebri “dieci giorni che fecero tremare il mondo”, in occasione del braccio di ferro fra Kennedy e Krusciov durante la crisi missilistica di Cuba, che fece sfiorare all’umanità intera una guerra nucleare. In letteratura italiana puoi mantenere il collegamento con Pirandello a parte di circoscriverne bene i confini: in questo caso l’affinità con i supereroi potrebbe essere trovata a proposito della “doppia identità” cui molti di questi personaggi (e alcuni personaggi pirandelliani) sono costretti. I collegamenti con le materie scientifiche possono essere accettabili a patto di chiarire in modo ineccepibile le differenze fra la fisica dei supereroi e quella del mondo reale; procedi con cautela e chiarezza e vedrai che non incontrerai problemi.
Spero di esserti stato d’aiuto, buono studio,
Giano

immaginazione

Veronica ha scritto:

Ciao Giano!
Sono ancora io, Veronica.Oltre alla tesina sull’amore di cui ti ho già parlato, e per la quale ti ringrazio moltissimo per le idee che mi hai dato, volevo chiedere un aiuto invece per il tema dell’immaginazione. Sto lavorando un pò su tutte e due perchè voglio capire quale delle due mi possa atirare di più. A differenza della precedente non ho molte idee, anzi quasi niente in realtà, però mi affascinava perchè tutti noi almeno una volta nella vita ci siamo ritrovati a fantasticare su qualcosa, e se siamo ciò che siamo è perchè c’è stato qualcuno che ha avuto il coraggio di usare la sua immaginazione e la cosa più bella è che quel qualcuno continua ad esserci. Quindi partendo da questo presupposto l’astronomia mi aiuta con le costellazioni ( non c’è niente che sia stato creato dall’immaginazione dell’uomo più di queste!), in italiano “L’infinito” di Leopardi penso sia l’esempio emblematico dell’immaginazione. Ma qui casca l’asino.. e poi??? mi mancano idee su latino ( Fedro e le sue favole? oppure è un collegamento tirato per il collo?), inglese, filosofia e francese! Chiedo un super aiuto! Grazie.
Veronica.

Cara Veronica,
il tuo entusiasmo è davvero encomiabile e il fatto che tu ti stia così tanto interrogando e cercando di approfondire e capire mi sembra davvero indice di tanta buona volontà, ma di un interesse vero per il lavoro che stai svolgendo. Innanzitutto mi viene da suggerirti che i due temi su cui stai riflettendo non sono poi tanto lontani tra loro. Potremmo cominciare col dire che non c’è amore senza immaginazione, nel senso ampio e bello del termine e, viceversa, l’immaginazione è segno di un afflato per la vita, per le immense possibilità che ci riserva e che a volte ci tiene segrete. Ma concentriamoci sull’immaginazione che – come capacità di rappresentarsi cose non riferibili immediatamente alle sensazione – è stata fin dai tempi antichi al centro di grandi interrogativi filosofici. In generale essa è vista o come un momento positivamente legato al momento conoscitivo o, al contrario, come un elemento che perturba e offusca la verità. Ad esempio, se pensiamo a due grandi padri della filosofia, Platone e Aristotele, possiamo capire bene il problema che la sensazione pone sul piano conoscitivo. Se per il primo essa può anche essere del tutto sganciata dalla sensazione empirica, per il secondo vi resta essenzialmente intrecciata anzi, è vista come un elemento che ha il potere di sintetizzare e ordinare i dati che ci provengono dalle sensazioni. Nel sei-settecento inglese, invece, il tema dell’immaginazione si intreccia con le poetiche barocche del wit, dell’arguzia e dell’ingegno, ed è significativamente esclusa dalla sfera del vero e del razionale. Per certi versi, possiamo dire che questa parziale o completa espulsione dell’immagianzione, sia alla base del grande legame che essa ‘stringe’ con l’arte, in genere, a cui è da sempre accostata. Basta ricordare che nella “Critica del giudizio”, per esempio,
Kant pone l’immaginazione tra le facoltà (insieme all’intelletto e alla ragione) che danno luogo all’esperienza estetica del bello e del sublime. Puoi leggere anche questo breve scritto di Maurizio Ferraris che riflette sui rapporti tra immaginazione e arte nel mondo antico e in quello moderno.

In un contesto più contemporaneo, non puoi dimenticare una delle prime opere di J.-P. Sartre, L’immaginazione in cui il filosofo francese riflette sul “potere irrelizzante” che l’immaginazione esercita sulle cose e in cui si manifesta la capacità umana di trascendere il mondo dato e, quindi, la sua libertà. Non si può dimenticare – e ce lo ricorda molto bene R. Bodei – quanto l’immaginazione si legata alla paura, e riguardare tutti i sensi: consulta questo link.

Per il latino, Fedro va benissimo e, in generale, devi tenere presente che il mondo dell’immaginazione dei latini è strettamente collegato alle loro credenze mitico-religiose. Per il francese e l’inglese non devi far altro che cercare due opere, poesie, romanzi che ti hanno colpita. Mi viene in mente Keats che come tutti i poeti romantici, crede nel supremo valore dell’immaginazione. E come non pensare al “Malato immaginario” di Molière? Argante può vivere solo a condizione di immaginare: ha bisogno di immaginare la malattia per sfuggire alla vita, sollevandosi da una quotidianità che pullula intorno.
Insomma…è proprio il caso di dire che devi dare voce e forma alla tua immaginazione…

Ciao Giano

 

Sara ha scritto:

Caro Giano,
Mi sono appena iscritta quindi non so bene come funzioni il sito e come riceverò le risposte ma comunque…
Frequento l’ultimo anno di grafica pubblicitaria e sono anche io alle prese con la tesina. Non ho ancora le idee chiare però mi piacerebbe l’argomento dell’immaginazione (anche perchè io ne ho tanta!=)), però non so ancora come collegarlo con le materie. Ho dato un occhiata alle risposte che hai già dato in merito all’argomento però hanno collegamenti con materie che io non faccio. Ti elenco le materie che devo collegare: pianificazione, fotografia, storia dell’arte, psicologia, storia, italiano, inglese. Mi daresti un tuo parere?
Grazie anticipatamente! =)

Cara Sara,
vorrei partire da questa citazione del pubblicitario americano Bill Bernbach:

Lasciare semplicemente che l’immaginazione si sfreni, sognare sogni senza senso, indulgere in acrobazie grafiche e ginnastiche verbali NON vuol dire essere creativi. Il creativo ha imbrigliato la propria immaginazione. L’ha disciplinata in modo che ogni pensiero, ogni idea, ogni parola che scrive, ogni linea che traccia, ogni luce e ombra in ogni foto che scatta, rendano più vivo, più credibile, più persuasivo il tema originale o il vantaggio del prodotto che egli ha deciso di comunicare.

Sulla sua figura e sulla sua rivoluzione creativa ti segnalo questo volume con la relativa presentazione. Per psicologia ti invito alla lettura di questa relazione dal calzante titolo “Immaginazione e immagine”. Per storia dell’arte potresti rifarti all’astrattismo per il quale ti indico questo testo che puoi consultare direttamente on line. A proposito di italiano la prima cosa che mi viene in mente è un gustoso racconto del grande Ennio Flaiano: “Un marziano a Roma”. Ecco qui una sua recensione.
In merito a inglese vorrei fare un’altra citazione: “le melodie udite sono dolci, ma quelle sconosciute lo sono di più”. E’ un passo di una delle più belle poesie di John Keats, “
Ode su un’urna greca , che esemplifica bene la forza dell’immaginazione.
Spero che i miei suggerimenti ti possano essere utili. Riscrivimi e fammi sapere come stai andando avanti.
Ciao e buon lavoro, Giano.

isola che non c’è

Myriam ha scritto:

caro giano, ti prego di aiutarmi!
gli esami si avvicinano sempre di piu e io sto approfittando di queste vacanze per preparare la mia tesina..
una mia professoressa m ha detto che per portare un lavoro originale e sentito potevamo partire dall analisi di un opera qualsiasi come un romanzo,un film,un quadro,una canzone ecc ecc..
l illuminazione mi è venuta proprio il giorno del pranzo con i professori al festeggiamento dei 100giorni agli esami quando tutti insieme , alunni e professori, ci siamo messi a cantare vecchie canzoni.
in particolare avevo pensato a “l’isola che non c è ” di Edoardo Bennato, una canzone che sicuramente i professori ricorderanno bene,molto cara anche a me per il significato del testo:

Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
poi la strada la trovi da te,
porta all’isola che non c’è.

Forse questo ti sembrerà un strano,
ma la ragione ti ha un po’ preso la mano.
Ed ora sei quasi convinto che
non può esistere un’isola che non c’è.

E a pensarci, che pazzia,
è una favola, è solo fantasia
e chi è saggio, chi è maturo lo sa:
non può esistere nella realtà!

Son d’accordo con voi,
non esiste una terra
dove non ci son santi né eroi
e se non ci son ladri,
e se non c’è mai la guerra,
forse è proprio l’isola che non c’è
… che non c’è.

E non è un’invenzione
e neanche un gioco di parole
se ci credi ti basta perché
poi la strada la trovi da te.

Son d’accordo con voi,
niente ladri e gendarmi,
ma che razza di isola è?
Niente odio e violenza,
né soldati, né armi,
forse è proprio l’isola che non c’è
… che non c’è.

Seconda stella a destra
questo è il cammino,
e poi dritto fino al mattino
non ti puoi sbagliare perché
quella è l’isola che non c’è!
E ti prendono in giro
se continui a cercarla,
ma non darti per vinto perché
chi ci ha già rinunciato
e ti ride alle spalle
forse è ancora più pazzo di te!

partendo dal fatto che frequento un liceo scientifico, le materie da collegare sono:
italiano, latino, storia dell’arte, geografia astronomica, inglese, matematica, fisica, storia e filosofia…
i collegamenti di cui sono piu convinta sono con i surrealisti in arte,le stelle(citate nel primo verso) (come punti di riferimento o simbolo dei desideri) in geografia astronomica e in filosofia schopenhauer.
per quanto riguarda le altre materie sono indecisa.
ho letto gia i suggerimenti che hai dato su una tesina concentrata sul tema della fuga dal reale in cui davi per italiano il decadentismo o giudo gozzano,in latino le metamorfosi di apuleio e in inglese oscar wilde..pero sono collegamenti che non mi convincono tanto….avresti qualche idea su dei collegamenti da darmi sul concetto di “isola” o “fantasia”???
infine per storia mi era venuta in mente una lettura fatta in terzo di Thomas More intitolata “utopia”..una citta immaginaria che si presterebbe bene alla mia tesina se non fosse per il fatto che risale al 1516 circa: c è qualcosa di simile di piu recente????????

grazie in anticipo dell’aiuto!
cordiali saluti,
Myriam

Cara Myriam,
pensando alla fantasia e agli scrittori italiani che ne hanno fatto miglior uso non posso non fare riferimento a Italo Calvino e alla sua trilogia di romanzi fantastici e allegorici costituita da “
Il visconte dimezzato“, “Il barone rampante” e “Il cavaliere inesistente“. Per latino mi viene in mente Ovidio e perciò ti invito a compiere questo viaggio interattivo nelle sue “Metamorfosi“. A proposito di inglese l’associazione immediata con “l’isola che non c’è” è legata a Peter Pan che proprio su di essa vive. Come saprai ad inventare il personaggio di Peter Pan è stato lo scrittore scozzese James Matthew Barrie. In merito alla tua suggestione per “Utopia” di More non capisco come avresti legato l’argomento a storia dato che si tratta più che altro di una riflessione filosofico-politica. Se posso suggerirti un tema alternativo potresti prendere in considerazione l’utopia pacifista partendo dalla lettura di questo articolo. Non so. Vedi tu.
Magari torna a scrivermi e fammi sapere che ne pensi.
A presto, Giano.

 

Ginetta ha scritto:

Ciao Giano,
davo un occhiata per quanto riguarda il tema della mia tesina, mi ha colpito molto “l’isola che non c’è” io frequento l’istituto Tecnico Turistico, e le materie sono: italiano, storia, storia dell’arte, inglese, francese, geografia, psicologia. Mi potresti dare una mano per i vari collegamenti? per favore. Grazie mille

Cara Ginetta,
capisco la suggestione per un tema come “l’isola che non c’è” ma cerchiamo di ragionare sul piano pratico. Ho già dato una risposta su questo argomento ma perchè mi era stato offerto un riferimento preciso dal quale partire e cioè la canzone di Edoardo Bennato. Tu mi chiedi di fare lo stesso senza però offrirmi alcuno spunto. Mi basterebbe che tu mi dicessi in quale senso intendi declinare questa locuzione per fare in modo che io possa aiutarti. Ad esempio ti affascina il concetto dell’ideale, dell’utopia oppure più semplicemente sei legata al mondo della fantasia ed è di quello che vuoi parlare? Capisci che questo è un esercizio di interpretazione che spetta a te. Quando lo avrai compiuto torna pure a scrivermi e sarò lieto di aiutarti.
Ciao e buona riflessione, Giano.

pinocchio

Alessia ha scritto:

Ciao Giano
sono Alessia,il liceo che frequento è “scienze sociali” (quindi psicologia,sociologia,doppia lingua inglese e francese..). La mia commissione è composta da esterni:italiano,matematica,inglese mentre interni:biologia e francese.Volevo un tuo consiglio sulla mia tesina da molti definita bizzarra e da pochissimi professori approvata.
Il titolo è “Le aventure di Pinocchio” e trae ispirazione unicamente dal testo di Collodi.
I Collegamenti che ho pensato sono questi:
PSICOLOGIA:linguaggio e scrittura,come si passa dal primo al secondo
STORIA:ambientazione del periodo in cui il libro è stato scritto, quindi le tre guerre d’indipendenza (1848-1866)
LETTERATURA:Verga con “I Malavoglia” poichè paragonavo Pinocchio al ciclo dei vinti
FILOSOFIA:Heidegger con “la voce della coscienza”,che sarebbe il grillo parlante
INGLESE:”Pinocchio and the meaning of life” e quindi un piccolo discorso intorno alla bugia e al senso della vita del burattino
SOCIOLOGIA:la disuguaglianza sociale,essendo il protagonista un dis-adattato.
secondo te potrebbe andare bene?
grazie Alessia

Cara Alessia,
devo dire che alcuni dei tuoi collegamenti suscitano anche in me delle perplessità, anche se trovo interessante l’idea. Prima di tutto, in italiano, il collegamento con Verga mi sembra forzato: ma perchè non portare la stessa opera di Collodi? Buoni i collegamenti di storia e filosofia; un po’ strano, in verità, quello di inglese. Dal titolo che mi segnali, “Pinocchio and the meaning of life” sono riuscito a risalire soltanto a un intervento di tal Brendan Mc Phillips, un blogger che si occupa di spiritualità: in tal caso, la connessione è decisamente inconsistente. Non credo che questo Mc Phillips possa annoverarsi fra gli autori della letteratura anglofona; e non basta portare un qualsiasi testo in inglese, per quanto interessante, per creare un collegamento significativo ai fini del tuo percorso. Perchè non pensi, invece, ad un’opera che mostra più di un’affinità con la storia collodiana, ovvero “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” di Lewis Carroll? In sociologia, infine, il tuo collegamento potrebbe essere migliorato. Perchè non portare, cioè, un panorama della disuguaglianza nella povera società provinciale dell’Italia ottocentesca, che è in pratica quella ricreata da Collodi nel suo romanzo? Pensaci.
Ti auguro buono studio,
Giano

walt disney

Annarita ha scritto:

ciao Giano, sono Annarita e frequento l’ultimo anno del liceo classico.Avrei bisogno di aiuto per la mia tesina!Prendendo spunto anche dal vostro sito avrei pensato di mettere in relazione le storie della Disney con gli argomenti trattati quest’anno. In particolare:

-alice nel paese delle meraviglie con il sogno trattato da Freud(filosofia) -la bella e la bestia con le Metamorfosi di Apuleio(latino) -biancaneve con il ritratto di Dorrian Gray(inglese) -peter pan con la poetica del fanciullino di Pascoli(italiano) e non sono molto convinta se relazionare Dumbo con il razzismo in storia,mentre non ho la minima idea su che cosa fare in greco.Ma la mia vera difficoltà è che non so come impostare il tutto, non so da dove partire,non so che titolo dare.Non vorrei che le storie della disney fungessero solo da cornice,d’abbellimento,ma vorrei che ci fosse un filo conduttore ma non so quale.Ho letto nel sito che qualcuno ha parlato di “crescere fra reltà e fantasia:Walt Disney” ma non mi convince molto e comunque non saprei come impostare.Mi potresti consigliare magari proponendomi anche la lettura di qualche libro?Grazie 1000!

Cara Annarita,
colgo prima di tutto l’occasione per scusarmi del ritardo con cui ti rispondo; ma come sai le vostre richieste sono moltissime, e, seppur con lentezza, stai certa che tutte hanno attenzione. I collegamenti che proponi sono molto interessanti; per quano riguarda le altre materie che mi chiedi, in greco tieni bene a mente quello che forse è il massimo capolavoro del disegnatore di Chicago: Fantasia. Tra i vari episodi ricorda, ad esempio, quello
 incentrato sulla sinfonia n. 6, “Pastorale”, di Beethoven. In quel caso le immagini sono ispirate alla mitologia greca: perchè non collegarvi la “Teogonia di Esiodo? In storia, poi, potresti, partendo da Pocahontas, esporre le vicende della prima colonizzazione degli Stati Uniti e della nascita di quella democrazia attraverso la Rivoluzione del 1776. Un titolo interessante potrebbe essere “Il mondo nello specchio di Walt Disney”: riferimento al tempo stesso allo specchio di Biancaneve, ma anche e soprattutto al fatto che la tua scelta è quella di trattare le varie discipline facendo riferimento, appunto, a vari cartoni animati disneyani. Non preoccuparti eccessivamente di individuare un filo conduttore “oggettivo”: in effetti il fil rouge che unisce le varie materie è il tuo sguardo. Sono certo che la tua tesina riuscirà molto bene, e ti auguro buono studio,

Giano

 

Francesca ha scritto:

Ciao Giano,

mi chiamo Francesca e frequento l’ultimo anno del liceo scientifico…avrei bisogno di un aiuto per la stesura della mia tesina di maturità…il tema centrale è Walt Disney,ma nn come tutti ti stanno chiedendo accostando ad ogni cartone una materia, xkè risulterebbe monotono…la mia tesina è incentrata sul suo personaggio e sul rapporto che ha con il mondo fantastico,visto ke topolino è il suo alter ego…quindi avevo pensato di iniziare con la presentazione del personaggio di Walt e contestualizzare l’inizio del suo debutto storicamente con la crisi del ’29 e quel periodo lì;per filosofia pensavo di portare Marcuse e la scuola francofortese per riprendere come la psicologia di disney si accosti alla voglia di un mondo utopico rappresentato per lui dai cartoni e inserendo in questo modo freud e la sua interpretazione dei sogni;ora il percorso si deve sviluppare seguendo un ordine preciso la costruzione di disneyland,e cosa c’era dietro la sua divisione in settori tra i quali quello del dedicato al progresso,e il pensiero del personaggio…ora il mio problema è inserire le materie di latino,italiano,scienze della terra, inglese e infine arte dove ho l’obbligo della prof di portare il progetto prospettico della casa sulla cascata di Wright…mi aiuteresti a creare dei collegamenti che nn siano banali e scontati?? grazie

Cara Francesca,
mi sembra che un aspetto importante del tuo lavoro riguardi il rapporto col fantastico. A questo proposito per italiano ti consiglio di leggere questo articolo dal calzante titolo “Il fantastico nella letteratura italiana” . Per latino mi viene da pensare al vasto ambito della mitologia romana
 all’interno della quale puoi pescare a piene mani.
Per inglese il riferimento immediato che mi viene da fare è a Tolkien
 e alle sue famosissime opere.Francamente trovare nessi plausibili con scienze della terra mi pare oltremodo difficile e per questo la tratterei a parte.Torna a scrivermi e fammi sapere se i miei consigli ti sono serviti.
Ciao e a presto, Giano.

 

Evasione

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alice nel paese delle meraviglie

Margherita ha scritto:

Eccomi di nuovo, un po’ perplessa dalla mia stessa tesina. L’argomento è “attraverso lo specchio“, prendo spunto da Carroll per parlare dell’altra dimensione, che è uno spazio (-tempo) che noi creiamo, come fa Alice. Vorrei trattare della dimensione fantastica: quando Alice guarda lo specchio vede inizialmente una stanza speculare alla propria, dove tutto è uguale ma alla rovescia, come del resto è il fenomeno della riflessione in fisica. Quando attraversa lo specchio libera la fantasia. Oltrepassa un limite e va al fantastico; mi sembra di ricordare che Luciano in Una Stora Vera oltrepassi le Colonne d’Ercole… Va sulla Luna, e qui vede un pozzo coperto da uno specchio: se ci si cala nello specchio si sente e tutto ciò che accade sulla terra, come fosse un passaggio in un’altra dimensione. In latino non ho trovato nulla di simile però. Ma questo è riconducibile all’astronomia: universi paralleli, ovvero universo a bolle. In italiano Calvino mi pare l! ‘unico che si è interessato di mondi fantastici, ma non so cosa portare: mi hanno consigliato Palomar, che sembra viva in un’altra dimensione – sua mentale – e ha molto a che fare con il cielo e le stelle. Infine, filosofia: Freud parla delle favole, della fantasia come strumento di difesa, ma non abbiamo trattato questo a scuola. E poi c’è la schizofrenia, ma si va sulla psicologia e non so se sia accettabile come filosofia. Non so se ora si capisce il mio percorso di viaggio in un’altra dimensione, credo si notino le mie perplessità. ah, un’altra perplessità è arte, anche se non c’è all’esame… mi puoi aiutare? grazie!

Cara Margherita,

le tue concitate – ma nello stesso tempo estremamente lucide! – parole sono il segno della tua ricchezza di idee e della passione che profondi nella tua tesina. Non temere, lungi dall’essere confuso, il concetto di fondo del tuo percorso mi sembra invece piuttosto chiaro: il viaggio in un’altra dimensione, come tu stessa dici alla fine della tua lettera. In latino, prima di tutto, direi che non puoi non pensare a “L’asino d’oro”, di Apuleio, in cui il protagonista Lucio si trova catapultato in una condizione fisica e in avventure assolutamente inusuali; in questo caso la “porta d’ingresso” verso la dimensione “altra”, verso la trasformazione, sono i riti misterici di matrice orientale, che tanta importanza ebbero nella cultura e nel mondo antico e tardoantico. In filosofia potresti pensare, piuttosto che a Freud, agli “infiniti mondi” di cui parlava (e per cui fu arso sul rogo) Giordano Bruno; in italiano, poi, oltre che “Palomar”, ti consiglio vivamente di leggere, sempre di Calvino, soprattutto le “Città invisibili: sono certo che saranno utilissime per il tuo percorso. In storia dell’arte, infine, darei un’occhiata alle visioni oniriche di un grande pittore romantico come William Blake. Ti auguro buono studio,

Giano

 

Anne ha scritto:

Ciao Giano, frequento il liceo linguistico internazione ad opzione spagnola e mi servirebbe un piccolo aiuto per la tesina. Le materie d’esame sono ITALIANO,INGLESE,FRANCESE,SPAGNOLO,FILOSOFIA, MATEMATICA e volendo anche alcuni collegamenti con arte e storia. Il titolo della tesina non l’ho ancora ben identificato, ma sarei orientata sulALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE (ovviamente dovrei trovare un titolo più “azzeccato”).
Con inglese ho collegato Lewis Carrol e il periodo vittoriano; con filosofia l’interpretazione dei sogni di Freud; con arte la fotografia e Lewis Carrol come fotografo. Per quanto riguarda le altre materie sono ancora un po’ incerta. Ho pensato di collegare al tema del tempo di Alice l’autore francese Proust, ma magari è possibile trovare qualche altro collegamento più adeguato. Grazie in anticipo per l’aiuto!

Continua a leggere…