Giano

Tesina universo

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Giuseppe, martedì 23 feb ha scritto:

Caro Giano,
scusami se non sono stato abbastanza dettagliato nel mio primo messaggio. Frequento il Liceo Scientifico Sperimentale e per quanto riguarda le materie per il percorso non ho sicuramente problemi per geografia astronomica, piochè “Pandora” è un satellite del pianeta Polyphemus e fa parte del sistema stellare Alfa Centauri, quindi potrei parlare dei satelliti o delle stelle; in fisica avevo pensato al campo magnetico che permette il galleggiamento delle “Montagne Fluttuanti”; in italiano non saprei, avevo pensato o al romanzo di fantascienza o al tema della natura in Leopardi, ma non ne sono sicuro; per filosofia avevo pensato ad una frase del film “Adesso lì fuori è la realtà e questo è il sogno”, magari riprendendo qualche filosofo, però anche qui non saprei; per storia, storia dell’arte, matematica e latino non saprei proprio cosa portare.
Grazie dell’aiuto. Giuseppe

Caro Giuseppe,
ora che mi hai offerto le coordinate per orientarmi sono pronto a darti il mio supporto e a tentare di fugare i tuoi dubbi. Per italiano potresti fare una scelta originale e cimentarti con il romanzo di fantascienza, genere che in Italia può senza dubbio essere definito “di nicchia”. L’esponente più importante cui puoi fare riferimento è lo scrittore Valerio Evangelisti. Ti rimando al suo sito dove troverai tutte le informazioni su di lui e sui suoi cicli di racconti e ti segnalo questa sua intervista.
Considera che ha avuto l’onore di essere pubblicato nella collana Urania della Mondadori che annovera tra i suoi autori personaggi del calibro di James Graham Ballard. Pensando alla suggestione dalla quale tu vuoi partire in filosofia ti suggerirei “Il mondo come volontà e rappresentazione” di Arthur Schopenhauer, opera della quale ti invito a leggere questa introduzione e, in particolare, questo frammento
che mi sembra particolarmente significativo. A proposito di storia considerando che alla base della trama del film c’è una guerra mossa per le risorse energetiche potresti occuparti delle guerre che si sono fatte per il petrolio, tema per il quale ti segnalo questo libro che lo rivisita dagli albori per arrivare sino ai giorni nostri. E per restare all’oggi ecco una serie di articoli della rivista di geopolitica “Limes” che ci ricordano i tanti conflitti di tale matrice in atto nel mondo. In merito a latino potresti fare riferimento alle “Bucoliche” di Virgilio nelle quali il poeta traccia un quadro idealizzato della Natura. Per una visione più ampia del motivo bucolico nella letteratura latina ti rimando a questo articolo. Nell’ambito matematico puoi
cogliere lo spunto dall’uso del 3D e illustrare il concetto di algoritmo magari facendo anche qualche esempio. Da ultimo il collegamento più facile: storia dell’arte. Questo perchè, vedendo il
film, le montagne fluttuanti non possono non far pensare a “La voce dei venti” di Rene Magritte e alle sue sfere che si librano nell’aria. Puoi decidere di fare un’analisi dell’opera oppure parlare del movimento artistico al quale il grande
pittore belga appartiene: il Surrealismo. Sull’argomento troverai qui un saggio della storica dell’arte Marta Ragozzino.
Questi sono i miei suggerimenti che spero ti siano utili. Ora è il momento di dare forma al tuo lavoro. Torna a scrivermi e fammi sapere come va.
Ciao e a presto, Giano.

caos

antoninogalfano, giovedì 25 mar ha scritto:

Ciao giano avrei bisogno d qualke tuo consiglio per i collegamenti del mio percorso d’esame. IL titolo che ho dato è: in ogni ordine c’e’ un caos segreto,dall’ordine al caos…quindi vorrei spiegare attrverso le diverse discipline che tutto cio’ che è ordine e razionalita’ è solo apparenza in quanto dietro c’e’ sempre un caos e un’irrazionalità che viene fuori inaspettatamente pertanto d’italiano vorrei inserire Pirandello, di arte il cubismo, di filosofia Niethsche, di scienze l’origine dell’universo, di storia il fascismo ma nn so cosa inserire d’inglese, fisica, latino…potresti darmi dei consigli su queste materie???? e poi vorrei sapere cosa ne pensi su questo tema!!!!aspetto una tua risposta, grazie anticipatamente!!!!

Caro Antonino,
interessante il tuo tema e la reciprocità, feconda davvero di interessanti sviluppi, che potresti istituire tra ordine e caos (in ogni ordine c’è un caos nascosto, ma forse è vero anche il contrario?). In inglese potresti dunque collegarti a Joyce e alla sua tecnica narrativa (solo apparentemente caotica, ma in realtà espressione a sua volta di una tecnica compositiva “sottostante”, precisa e pianificata) del “flusso di coscienza”, utilizzato per esprimere i monologhi interiori dei personaggi. In fisica, tenendo conto del fatto che, come ti suggerivo prima, in ogni caos forse c’è un ordine latente o semplicemente troppo sottile e raffinato perchè la nostra intelligenza possa afferrarlo con chiarezza, potresti occuparti dei frattali, che tentano di leggere razionalmente le forme presenti in natura, fondando una vera e propria geometria del casuale e del caotico. In latino, infine, è senz’altro a Lucrezio che devi rivolgerti e al suo poema cosmologico “De rerum natura”.
Ti auguro buon lavoro,
Giano

antoninogalfano, mercoledì 07 apr ha scritto:

ciao Giano, grazie per i tuoi consigli, mi sono stati d’ aiuto anche se mi è sorto un nuovo dubbio m chiedevo se il “taglio” che voglio dare al mio percorso risulti incompleto o addirittura forzato; ti ricordo il titolo “in ogno ordine c è un caos segreto: DALL’ORDINE AL CAOS”, come m hai fatto notare tu giustamente può essere che anche un caos celi un ordine segreto…quindi credi se affronto una sola faccia della medaglia il mio percorso sia incompleto???? poi volevo chiederti qualche altro argomento di fisica che si addica al percorso visto che i frattali non li faremo!!! Invece di latino ho pensato oltre a Lucrezio anche Petronio che con il suo romanzo anticonformista ha saputo dimostrare che l’apparente ordine di Roma nascondeva una realtà ben più complessa!!!!! Aspetto una tua risposta, grazie in anticipo!!!

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Caos

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attraverso filosofia,letteratura, scienze, cinema e arte

il termine caos trae origine dalle antiche cosmologie greche che lo indicavano come lo stato di completo disordine anteriore alla formazione del mondo e dal quale tale formazione ha avuto inizio. Nella sua “Teogonia” Esiodo così lo definiva: “Prima di tutti gli esseri ci fu il Caos, poi la Terra dal largo seno”. Nella sua accezione contemporanea il termine viene usato genericamente per sottolineare uno stato di disordine, confusione, trambusto. Nell’ambito della matematica e della fisica, invece, il suo significato specifico sta ad indicare nella teoria dei sistemi complessi la condizione a cui tende un sistema allorchè le sue leggi comportano evoluzioni imprevedibili e irregolari.

filosofia:

Se nell’antichità sono stati i mitologi a narrare come dal caos primigenio si sia poi originato il mondo colui che combattette fermamente questa visione è stato Aristotele. Ammettendo egli l’eternità del mondo nella sua opera “De coelo” e nella “Fisica” fa una descrizione precisa della struttura chiusa ed eterna del mondo stesso. Per farti un’idea del “sistema del mondo” aristotelico ti consiglio di dare un’occhiata a questo link. Chi, invece, si servirà della nozione di caos sarà Kant per indicare lo stato originario della materia dal quale si sono poi originati i mondi. Nella diatriba tra i teologi e la nuova scienza egli si schiera dalla parte di quest’ultima, riflettendo sul fatto che non avesse senso disgiungere la natura dalle leggi che la descrivevano, e che non si capiva perchè l’evoluzione dell’universo secondo principi e regole conoscibili da una situazione di caos iniziale all’ordine attuale, non potesse essere considerata anch’essa espressione di una suprema volontà. E’ nella sua “Storia universale della natura e teoria del cielo” che egli affronta il problema cosmogonico giungendo a conclusioni molto avanzate per l’epoca. Come non citare, poi, il celebre aforisma di Nietzsche: “Bisogna avere un caos dentro di sé per generare una stella danzante”. Se la stella danzante è l’arte sono il tumulto interiore, l’impulso alla vita, “lo spirito dionisiaco” che possono dar forma ad essa. Altrimenti un’idea un po’ diversa potrebbe essere quella di fare riferimento ad un filosofo come Edgar Morin. Definito il “filosofo della complessità” egli sostiene la necessità di una riforma del pensiero che al caos del sapere accumulato in maniera disorganizzata contrapponga “un’attitudine generale a porre e a trattare i problemi; principi organizzatori che permettano di collegare i saperi e di dare loro senso”. In proposito ti segnalo questo suo saggio dall’emblematico titolo “La testa ben fatta”. Ne trovi qui una esaustiva recensione. Continua a leggere…