Giano

Cibo

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attraverso  storia, filosofia,scienze, letteratura, cinema e arte

Per nutrirsi il nostro organismo ha bisogno di cibo. Gli alimenti rappresentano la base della vita, il supporto del nostro organismo. Questa è una cosa scontata e ovvia. Meno ovvio è che accanto alla sua funzione prettamente organica, il cibo è da sempre stato fonte di ispirazione poetica e artistica. Elemento simbolico e ‘artefatto’. Frutto della sapiente capacità dell’uomo di manipolare, in modo raffinato e con gusto, i prodotti semplici della natura. Di elaborarli e trasformarli in qualcosa che non si limita a soddisfare i soli bisogni naturale (conservarsi, restare in vita, nutrirsi) ma anche i più sottili piaceri del palato, i desideri più sublimi. “Il cibo dell’anima”, dicono i poeti, per indicare ciò che ispira e sollecita la loro creatività: i sentimenti, la bellezza, l’amore sono metaforicamente gli alimenti della nostra esistenza che oltrepassa sempre i limiti ristretti e finiti del nostro corpo per aprirsi all’infinito, allo spirito. Riflettere sul cibo significa anche pensare al gusto. Un’insolita figura dell’epoca della rivoluzione francese, Anthelme Brillat-Savarin, scrisse un’importante opera rimasta famosa, “Fisiologia del gusto“.A questo link trovi tutte le informazioni e alcune citazioni dell’opera.

Il cibo, però, è anche un aspetto imprescindibile della cultura di un popolo, ne mostra le consuetudini più intime, i costumi più peculiari. Tuttavia, pur essendo un elemento capace di caratterizzare l’anima di un popolo e di tramandarne le tradizioni attraverso un miscela di sapienza pratica e consiglio orale o scritto, il cibo è anche l’espressione del miscelarsi dei popoli, dei loro incontri. Nell’intraprendere questo percorso pluridisciplinare nel mondo della gastronomia, ti consiglio, quindi, di partire proprio dalla storia.

storia:

Ai banchetti dell’antica Grecia erano un momento importantissimo per la  gestione democratica degli affari. Rappresentavano, cioè, un momento collettivo e di grande socialità. Il suo svolgimento era a metà tra un rito festoso e un rito politico-sociale. Nell’inebrianti coppe scorreva vino dolce e le diverse portate cadenzavano lo scorrere del tempo. Ti consiglio di consultare questa breve descrizione. Ma anche gli etruschi riservarono ai pasti una grande attenzione e i banchetti etruschi, la cui rappresentazione costituisce uno dei temi più ricorrenti nella documentazione figurata etrusca e che ci è stata tramandata. Per saperne di più puoi consultare questa scheda.

Facendo un piccolo balzo in vanti, ti segnalo uno dei personaggi storici che amò intensamente la buona cucina: Luigi XIV. Tra panettieri, pasticceri, macellai, cuochi, rosticcieri, cantinieri e ortolani erano oltre 500 le persone addette a soddisfare i suoi desideri culinari.
I convivi della reggia stupivano per l’abbondanza di cibi, frutti e ortaggi esotici. A questo sovrano va riconosciuto il merito di aver diffuso in Europa la ciccolata, trasformata in una moda di corte grazie al contributo della golosa moglie Maria Teresa di Spagna.

filosofia:

Il rapporto tra cibo e filosofia può sembrare a prima vista una forzatura. Invece, molti filosofi hanno dedicato all’’arte del mangiare’ la propria attenzione. Per fornirti un quadro generale ma molto ben documentato ti consiglio di leggere questo bellissimo saggio di Andrea Tagliapietre, La gola del filosofo. Il mangiare come metafora del pensare in cui potrai scoprire cose davvero inaspettate e intersanti. Più di recente, il binomio cucina-filosofia costituisce un vero e proprio tema di riflessione, ma anche di esperimenti pratici. In Italia, da diversi anni un noto filosofo e gourmet,

Tullio Gregory, firma la sezione “cucina filosofica” del “Festivalfilosofia” che si tiene ogni anno a Modena, ideando percorsi gastronomici capaci di coniugare spirito e corpo e di soddisfare i piaceri del palato evocando, con i suoi menu filosofici, i misteri dell’ars culinaria.

scienze:

L’alimentazione è anche al centro dell’interesse scientifico, in questi ultimi anni più che mai, viste le importanti scoperte e applicazioni che sono state operate nel settore alimentare dalle biotecnologie. La produzione degli Ogm (organismi geneticamente modificati) e la loro diffusione sulle nostre tavole ha suscitato vivaci dibattiti. Ti consiglio di ripercorrere brevemente le diverse posizioni che lo animano e magari di esprimere una tua personale opinione sull’argomento. Per aiutarti ti suggerisco di leggere queste pagine.

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Tesina cibo

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aceto balsamico

robina, venerdì 09 apr ha scritto:

ciao giano,
frequento il quinto anno dell’alberghiero di rimini, come titolo della mia tesina avevo pensato all’aceto balsamico di modena perchè è un condimento che si usa molto nella nostra professione e a me piace tanto. alcuni collegamenti sono con alimentazione la produzione dell’aceto con le varie formule, con diritto il mio prof mi ha consigliato il disciplinare di produzione, con egar faccio i consorzi, con gos faccio i prodotti dop di cui l’aceto ne fa parte, di inglese pensavo a una ricetta culinaria con l’aceto balsamico, e purtroppo mi manca italiano e storia e non so proprio come collegarli. con la storia avevo l’idea di quando è nato l’aceto ma siccome è il periodo delle Signorie e non è un argomento che abbiamo mai discusso durante questi 5 anni si scuola per cui ero più propensa a non fare questo collegamento. ti ringrazio in anticipo per la tua futura risposta.
roberta

Cara Robina,
su nell’Olimpo quando si parla di mangiare oltre che dell’ambrosia discutiamo dell’aceto balsamico e di altre leccornie del vostro Bel Paese, che però ormai, purtroppo, ci vengono offerte sempre in misura minore. Forse non siamo più né potenti né di moda tranne che nei film mitologici americani. Naturalmente parlo dell’aceto balsamico tradizionale; per chi non lo sapesse.
L’argomento e i collegamenti sono interessanti e originali, ma io non escluderei, anche se non ne avete mai discusso, la storia di questo…. Nettare divino. Pensi che i tuoi commissari d’esame ti rimprovererebbero se lo facessi? Io credo il contrario.
Questo è tutto, tranne che ti consiglio di citare due libri di cucina e le eventuali ricette che prevedono l’aceto balsamico. Uno lo conosci sicuramente l’“Artusi” che ormai fa parte della letteratura italiana, l’altro è quello che ritengo il più bel libro sui piaceri della tavola. “Fisiologia del Gusto” di Jean-Anthelme Brillat-Savarin
Il grande cuoco Lucien Tendret così descriveva un piatto da lui eseguito sulla base di una ricetta del magistrato gastronomo.

Quando si taglia il cuscino della Bella Aurora, il profumo dei tartufi neri si fonde con quello delle carni e si spande per la sala da pranzo; le fette che cadono sotto il coltello sembrano lastre vivide di mosaico variegato , e sono impregnate di un succo gelatinoso e vinoso color dell’oro; la crosta imbevuta di un miscuglio untuoso di burro fresco e fegatini, è tenera sotto i denti e si scioglie in bocca …

Quel succo gelatinoso e vinoso color dell’oro, sono sicuro conteneva l’aceto di Modena… Un’ultima citazione di questo stesso autore che mi è rimasta impressa nella mente e lo sarà per sempre

si è vero il tartufo puzza di piedi. Ma di piedi divini.

Ciao e buon lavoro
Giano

anoressia

Marta, lunedì 01 feb ha scritto:

Caro Giano! ti ringrazio della risposta sul tema della subacquea. so che ho scelto un tema arduo e che magari è difficile collegare con altre materie, ma vediamo cosa riesco a afare. Ti avevo postato anche un’altra richiesta sul tema dell’anoressia. Se hai qualche idea su questo argomento fammi sapere. Frequento il liceo scientifico, quindi le materie sarebbero:
Italiano/Latino, Filosofia/storia, Francese, Inglese, Arte, Scienze della terra, Matematica/fisica
purtroppo non ho nè educazione fisica, nè biologia.
grazie mille! non hai idea dell’aiuto che mi hai dato per il tema del mare
Marta

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