Giano

Cinema e psicoanalisi

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Cinepresa

Il cinema e la psicoanalisi nascono entrambi alla fine dell’Ottocento. Nel 1895 a Parigi fu proiettato il primo film dei fratelli Lumière, mentre a Vienna, nello stesso anno, vide la luce il primo libro di argomento psicoanalitico: “Gli studi sull’isteria” di Freud e Breuer.

Bisognerà però aspettare il 1926 per vedere un film il cui soggetto e sceneggiatura faceva direttamente riferimento a quella nuova disciplina. In quell’anno, infatti, Georg Wilhelm Pabst termina “Il mistero dell’anima” (Geheimnisse einer seele) per la cui realizzazione chiese, inutilmente, una consulenza allo stesso Freud. L’opera del regista ceco aveva lo scopo, come dichiarato nel titolo, di rappresentare, con le modalità specifiche della tecnica e del linguaggio cinematograficio il mondo interiore e l’inconscio del protagonista della vicenda, adottando delle metafore visive dello psichico.

Da allora i rapporti fra le due discipline sono stati intensi e frequenti.

Registi diversi per cultura, stile, tematiche e poetiche come Federico Fellini, John Huston, Woody Allen, Luis Buñuel, Nanni Moretti, Ingmar Bergman, e moltissimi altri hanno utilizzato per le loro opere, trame o allusioni alla psicoanalisi creando pellicole che ormai fanno parte della storia del cinema: “Adele H”, “Che fine ha fatto baby Jane”, “Sotto la sabbia”, “Il giardino delle vergini suicide”, “I pugni in tasca”, “Sybil“, “La stanza del figlio”, “La rosa purpurea del Cairo”, “Prendimi l’anima“, “Prime“, “Eyes wide shut” , “La città delle donne”, “Freud: passioni segrete”, “Il cane andaluso”, “Diario di una schizzofrenica”…

Hitchkock, “il maestro del brivido”, è colui che più degli altri ha compiuto questa operazione mescolando sapientemente nei suoi racconti avventura, suspence, intrigo, paura, e disturbi mentali. “Psycho“, “Io ti salverò“, “Marnie“, “La donna che visse due volte” hanno catturato il grande pubblico: sono opere le cui sceneggiature sembrano scritte consultando il manuale della psicoanalisi e che fanno riferimento alla doppia personalità, al senso di colpa, al trauma infantile, all’interpretazione dei sogni, alle tecniche analitiche, rappresentate in storie avvincenti.

Va poi segnalato , come curiosità, che Hollywood è riuscita a coniugare, in alcuni film, psicoanalisi e mafia. Due mondi apparentemente inconciliabili , mettendo insieme, per dirla con il titolo di un divertente film interpretato da Robert De NiroTerapia e pallottole“: spietati boss in crisi esistenziale che si rivolgono allo “strizzacervelli” per guarire dalle loro nevrosi. L’ultimo esempio in ordine di tempo è la serie televisiva de “I soprano“.


Psicoanalisi e… Cinema - Letteratura - Pittura - Cento anni dopo

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Cinema

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attraverso filosofia, letteratura, storia, scienze, arte

Forma d’arte moderna nonché grande fenomeno culturale il CINEMA nasce alla fine del XIX secolo ed è noto anche come la “settima arte”. Tecnicamente può essere definita come la rapida successione di immagini che contengono una ripresa frazionata della medesima azione. Il cinema nasce nel 1895 ad opera dei fratelli Lumiere con l’intento di dare allo spettatore la sensazione del vero. Inizialmente fu pura arte visiva e solo successivamente la tecnologia ha permesso di abbinare alle immagini una colonna sonora sincronizzata con esse. Il passo successivo che ha dato avvio a quella che potremmo definire l’era moderna è stato l’introduzione del colore. Per capire come funziona il cinema e annusare l’aria che si respira sul set non c’è miglior cosa da fare che guardare il capolavoro di François TruffautEffetto notte”. E’, appunto, la narrazione di una produzione cinematografica con tutti i suoi retroscena legati agli attori e al regista. Per andare più a fondo sulla natura del cinema e che cosa esso rappresenti ti consiglio la lettura di questo libro intitolato molto semplicemente “Che cos’è il cinema”.

filosofia:

Per cominciare puoi dare un’occhiata a questo link dove troverai diversi riferimenti bibliografici e contenuti sui quali lavorare. Inoltre puoi leggere questi due articoli, 1 e 2, sul rapporto tra filosofia e cinema. Venendo a filosofi che hanno avuto a che fare in qualche modo con il cinema mi viene in mente Henri Bergson che chiamò “meccanismo cinematografico” il procedimento del pensiero nei riguardi del movimento: il pensiero prenderebbe sul movimento istantanee immobili alle quali aggiungerebbe un movimento artificiale esterno. Su questo procedimento sarebbe fondata “l’illusione meccanistica”. Un autore che si è posto in maniera problematica di fronte a forme d’arte nuove per l’epoca come il cinema è Walter Benjamin. Nel suo “L’opera d’arte nell’era della riproducibilità tecnica” egli ragiona su come, di fronte a questa rivoluzione, il compito del critico consista nel riflettere sul modo in cui il nuovo tipo di riproducibilità dell’opera d’arte finisca per imporre una ridefinizione dello statuto stesso dell’arte nella sua forma tradizionale. Trovi qui un articolo sul saggio di Benjamin. Il filosofo che più si è soffermato, però, sul cinema è sicuramente Gilles Deleuze. Nei suoi due volumi “L’immagine-movimento” e “L’immagine-tempo” emerge un’idea di cinema come campo di riferimento ideale per la filosofia intesa come creazione di concetti. Puoi leggere questo breve articolo introduttivo al tema.

Un altro modo di procedere potrebbe essere quello di partire da un’opera cinematografica dedicata ad un particolare filosofo per poi esporre il suo pensiero. Solo per fare qualche esempio penso al “Giordano Bruno” di Giuliano Montaldo magistralmente interpretato da Gian Maria Volontè. Oppure mi viene in mente il “Socrate” di Roberto Rossellini. O ancora, per venire ad un periodo più recente, “Wittgenstein” di Derek Jarman che è la vera e propria messa in scena del pensiero del filosofo austriaco.

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Lo zoo di Venere

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NOME: Laura Casuscelli

CITTA’: ROMA

SCUOLA:

TITOLO: Lo zoo di Venere

GENERE: Drammatico

REGIA: Peter Greenaway

ATTORI PRINCIPALI: Andréa Ferréol, Brian Deacon, Eric Deacon

RIFLESSIONI: Lo zoo di venere è un film diretto dal pittore e regista visionario di origini britanniche Peter Greenaway.

Attraverso una trama apparentemente superficiale, Peter Greenaway intende mostrare col suo occhio ironico la piccolezza dell’uomo di fronte alla natura, quando usa lo strumento della scienza per sfidarla e per tentare di razionalizzarne i processi.

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Tesina cinema

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arancia meccanica

francesco, lunedì 15 giu ha scritto:

caro giano tra poco dovrò affrontare gli esami di maturità. frequento il liceo classico e la mia tesina è incentrata su uno dei capolavori assoluti di stanley kubrick, arancia meccanica. per quanto riguarda i collegamenti interdisciplinari in filosofia ho affrontato il pensiero di nietzsche incentrandomi soprattutto sulla figura di alex ,il protagonista del film,come freigeist,colui che agisce liberamente ,come un bambino,senza seguire alcun schema. per qnt riguarda greco ho trovato interessante mettere in relazione quella che è una delle scene madri del film,ovvero il momento in cui alex viene sottoposto alla cura ludovico,con uno dei miti piu famosi di platone,il mito della caverna. infatti come gli uomini protagonisti del mito sono costretti inchiodati con le spalle ad un muro a vedere delle immagini che essi ritengono vere e usciti non sono piu in grado di interagire con la quella che credevano fosse la realtà,così alex dopo essersi sottoposto alla cura nn riesce piu a interagire con la realtà e ogni impulso di azione violenta viene stroncato sul nascere dall’effetto della cura. in inglese ho messo in correlazione quella che è la cura ludovico con il condizionamento psicologico della società descritta in brave new world di a.huxley. in storia ho messo gli anni 60-70 del 900 in quanto il film è si ambientato in un futuro non ben definito,ma esso sembra quasi una proiezioni degli anni immediatamenti precedenti e contemporanei all’uscita del film nel 1971.in storia dell’arte ho invece parlato del postmodernismo e della pop art i cui richiami hanno innegabilmente segnato le scelte scenografiche del film. cosa ne pensi?? posso migliorare in qualcosa? credi che possa mettere anche qlcs di latino? grazie mille

Caro Francesco,
hai scelto una tesina originale. Anche io amo molto Stanley Kubrik soprattutto quello fino a “Barry Lindon”.
Per quanto riguarda La tua tesina mi sembra ben congegnata. Gli unici suggerimenti che posso darti sono:
> inserisci qualche scena del film, se fai un lavoro multimediale e/o un brano dal libro di Anthony Burgess al quale Kubrick si è ispirato.
> affronta il tema attuale delle rapine nelle ville compiute da bande che la stampa definisce ormai correntemente “arancia meccanica”.
E’ necessario che tu inserisca latino? Io non ho trovato nulla che sia significativo. Meglio nulla che un collegamento forzato.
Ciao. Auguri per le prove d’esame.
Giano.

asia, lunedì 15 mar ha scritto:

Ciao, frequento l’ultimo anno del liceo linguistico e mi trovo un po’ in difficoltà con la tesina. Ho dato un’occhiata alle risposte che sono già state date e ho anche visto che qualcun’altro ha avuto la mia stessa idea: un percorso sviluppato intorno ad Arancia Meccanica. Il problema è che non ho trovato i collegamenti che per me sono più importanti, cioè le lingue (nel mio caso inglese, tedesco e francese). In particolare avevo in mente di riprendere la tematica della violenza come istinto umano. Mi piacerebbe trovare dei collegamenti con storia, che però non cadano nella banalità come l’antisemitismo (se possibile!), filosofia (anche se mi sono già indirizzata o verso Schopenhauer oppure verso Nietzsche), italiano e perchè no, anche latino!
Grazie in anticipo!
ciao!!!!

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Le nostre proposte

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primavera estate autunno inverno e ancora primavera Starship troopers Elizabeth: the Golden Age
Il gladiatore Spellbound

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Una vita difficile La scuola Master and Commander
The Truman show Cast Away Patch adams

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Big fish L'ultimo samurai Giovanni Falcone
Into the wild The Terminal Little Miss Sunshine

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Le nostre proposte

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Giano ti fa vedere degli spezzoni di film per invogliarti a ragionare sui fatti della vita. Le cose che accadono nel film, a ben vedere, presentano delle situazioni che non sono molto distanti da ciò che capita nella scuola. Come una sorta di flashback proiettato nel futuro dove i fatti della scuola acquistano un altro sapore a contatto con la vita.

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dhgqmzgr_30cnj8k3fk_b dhgqmzgr_34ckxkgsgk_b La classe
Amistad L'attimo fuggente Million dollar baby

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ideali -> Cinema

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L’opera cinematografica che qui proponiamo non è tanto centrata sulla natura specifica di un certo ideale, quanto sulla tenacia nella sua realizzazione, sulle difficoltà della sfide affrontate e sulla buona dose di visionarietà e follia che talvolta serve al fine dell’esito così tormentosamente agognato

FitzcarraldoHerzog – Fitzcarraldo

“Chi sogna puo’ muovere le montagne”. Questa frase puo’ ben dirsi il nocciolo che racchiude lo sviluppo dell’intera opera, Fitzcarraldo, il film che Werner Herzog girò nel 1982 accanto al suo “nemico più caro”, ovvero Klaus Kinski, nel ruolo del protagonista che dà il titolo alla pellicola. Un’affermazione, quella posta all’inizio a mo’ di esergo, che assume una valenza semantica quasi letterale, in considerazione del fatto che Brian Sweeny Fitzgerald “Fitzcarraldo”, per raccogliere caucciù in una zona impervia del Amazzonia e finanziare così la realizzazione del suo sogno di costruire un teatro lirico, si vede costretto e spinto a far passare la nave attraverso una montagna, così motivato da non desistere nemmeno di fronte alle enormi difficoltà che un’impresa del genere rivela. E una tale costanza nelle avversità e impervie condizioni sarà alla fine ripagata. Ma per certi versi questa fedeltà assoluta a un proposito si manifesta anche nella produzione del fil medesimo, date le enormi, inaspettate avversità contro cui il regista dovette far fronte per realizzarlo, dall’improvviso cambio dell’attore protagonista ai rapporti a dir poco conflittuali tra Kinski e gli autoctoni amazzoni. Ma come nel film, anche la sua realizzazione sarà coronata da un indiscusso successo.

evoluzione -> Cinema

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Barry Lyndon

Barry LyndonPer crescita ed evoluzione si puo’ anche intendere la di per sé legittima ambizione a migliorare il proprio status sociale, a scalare posizioni nella scala sociale avvalendosi del proprio talento, delle proprie capacità; quando però una tale ambizione diventa il valore della vita stessa, accade che si ricorra a qualsiasi mezzo pur di raggiungere l’agognata meta., con il rischio che poi la sorte passi a saldare i conti. È quanto avviene nel bellissimo film dei Stanley Kubrick Barry Lindon (1975), tratto dal romanzo di William Makepeace Thackeray Le memorie di Barry Lindon. Redmond Barry è un giovane irlandese, impulsivo e ambizioso, che dopo un duello per motivi passionali è costretto a fuggire dal suo villaggio, deciso a farsi strada nel mondo aristocratico. Una meta esclusiva, che lo conduce a disertare tanto l’esercito inglese quanto poi quello prussiano, ad assistere un elegante baro itinerante fra i più nobili salotti europei fino a sposare la giovane vedova di un anziano nobile inglese, sir Charles Reginald Lyndon, riuscendo così a raggiunge il punto più alto della sua ascesa. Spaventato però dalla prospettiva di poter perdere quanto acquisito, causa l’inimicizia del giovane figlio della sua sposa, tenterà in ogni modo di acquisire un titolo nobiliare dal re in persona. La sua ascesa sociale si rivelerà però non corrispondente a una maturazione del carattere, a un ingentilimento dei costumi, a una maggiore civiltà nei comportamenti: sbertucciato dal suo figliastro, reagirà picchiandolo con inusitata violenza di fronte a una riunione di nobili in casa sua. Di lì in poi, inizierà un’irrimediabile caduta delle sue fortune, culminata con la morte accidentale del suo figlio legittimo, che lo ricondurrà, stanco e mutilato, alla vecchia occupazione del gioco d’azzardo, senza aver più però la necessaria compagnia della buona sorte. Sulle splendide note della Sarabanda di Händel, motivo dominante e timbro dei momenti più intensi, il film presenta una meravigliosa scenografia, nonché una cura maniacale ai costumi e alle movenze della società aristocratica settecentesca, tanto che alcune delle inquadrature sembrano ricordare dipinti di Watteau e Hayez. Una meraviglia e uno spettacolo già soltanto per lo sguardo.


Cast away

Guarda la scheda del film

Robinson Crusoe, il personaggio letterario creato da Defoe, ha influenzato anche le sceneggiature cinematografiche, perciò al cinema ci imbattiamo in protagonisti tenaci e impavidi che per casualità o per scelta personale vivono in solitudine esperienze al di fuori della società civile.

castaway180130Secondo i critici il caso recente più emblematico è quello di Cast Away, film girato nel 2000 negli Stati Uniti da Robert Zemeckis e interpretato magistralmente da Tom Hanks.
Il protagonista Chuck Noland (Tom Hanks) ingegnere per una nota azienda di spedizione merci, viaggia spesso per lavoro. In uno di questi viaggi a causa di un incidente aereo, si ritrova su un’isola disabitata. Scoprendo di essere l’unico sopravvissuto alla sciagura, dovrà affrontare, come Robinson Crusoe, le problematiche di una vita in totale solitudine (l’unico suo “amico” è il pallone “Wilson” trovato tra i pacchi che stava trasportando), dove gli unici aiuti saranno quelli forniti dal suo ingegno e dagli oggetti trovati sulla spiaggia, provenienti dall’aereo. Dopo alcuni tentativi di fuggire dal suo isolamento, riuscirà a tornare a casa mediante una zattera, avvistando, nel suo ultimo e riuscito tentativo, una nave che lo porterà in salvo dopo quattro anni. Tornando alla vita di tutti i giorni, con un equilibrio psicologico intaccato dalla dura esperienza, deve affrontare i cambiamenti avvenuti in sua assenza. Come se l’avventura sull’isola gli avesse fornito gli strumenti per affrontare le “vere” prove della vita.

Alcune citazioni di questa indimenticabile pellicola:

  • Devo continuare a respirare, perché domani il sole sorgerà, e chissà la marea cosa può portare. (Chuck Noland)
  • Non commettiamo il peccato di voltare le spalle al tempo. (Chuck Noland)
  • Scusa Wilson, scusami Wilson, scusami ma non ce la faccio. (Chuck Noland)

Into the wild

Guarda la scheda del film

intothewild180130Giano vi propone anche un film molto significativo, diretto da Sean Penn: Into the wild(2007). La pellicola racconta la vera storia di Christopher McCandless secondo una libera trasposizione del libro di Jon Krakauer Nelle terre estreme. Il protagonista, interpretato da Emile Hirsh, è un giovane benestante che rinuncia a tutte le sue sicurezze materiali per immergersi all’interno della natura selvaggia dell’Alaska.
Soprattutto è una figura tormentata che non viene dipinta né come giovane avventuriero né come idealista ingenuo.
Tutte le persone che Chris incontrerà lungo il suo peregrinare oltre a colmare un vuoto familiare, fonte di profonde sofferenze, amplificano l’idea di un percorso a stadi funzionale a liberarsi da qualsiasi dipendenza da ogni tipo di comfort e privilegio. L’acquisizione della saggezza avviene quasi per osmosi attraverso la spontaneità e la profondità degli incontri fatti. I temi che ricorrono sono: la fuga ma soprattutto quello dell’inseguimento di un qualcosa che conduca alla conoscenza di sé. Pura celebrazione della libertà e della ricerca della libertà, nel lavoro registico, Penn gioca di forti contrasti alternando gli ampi e suggestivi spazi paesaggistici al senso di vuoto del ragazzo che risulta essere una sorta d’estensione dell’enormità della natura. Solo al termine della sua evoluzione comprenderà che non è in solitudine che si trova la felicità ma nella condivisione.

La necessità di partecipare alla vita e di comunicare con gli altri è per l’uomo imprescindibile dalla vita stessa. Probabilmente anche Chuck Noland e Robinson Crusoe hanno costruito dei “compagni” di viaggio per via di questa esigenza fortemente presente nella natura umana.

felicità –> la creatività

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Cos’è la felicità? Darne una definizione esaustiva è pressoché impossibile così come difficile è anche soltanto parlarne: per dirla con Truffaut “La felicità si racconta male, perché non ha parole”. Allora non resta che viverla e una volta trovato in cosa essa si manifesti, dargli seguito, dedicarvisi anima e corpo come al senso più riposto della propria esistenza: proprio come avviene per quanti la trovano e la vivono nella creatività.

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Il Barone magniloquente di Munchhausen

Ecco una rappresentazione delle capacità persuasive del Barone di Munchhausen secondo gli amici della Newton

La figura del Barone di Munchhausen è ispirata a un ufficiale tedesco del ‘700, noto per la sua innata capacità di inventare storie inverosimili, divertenti e bizzarre. E’ divenuto così protagonista di una raccolta di racconti che per la prima volta sono stati pubblicati nel 1781. Oggi è considerato esempio di creatività per antonomasia.

Su Il Barone di Munchhausen:

All’esperienza porgeremo orecchio / quando a noi pure il cuore sia fatto vecchio; / assumeremo un”aria più severa / quando ai denti subentri la dentiera.
Questa è parte della prefazione a Le avventure de barone di Munchhausen nell’edizione di Rudolph E. Raspe

Qualcuno: Lei afferma che una persona puo’ alzare se stesso per i capelli?
Munchhausen: Senz’altro! La persona ragionevole deve fare questo ogni tanto.

Karl Munchhausen: Mai avevo paura di. sembrare ridicolo Non ognuno se lo puo’ permettere.

Karl Munchhausen: Ho capito dove il vostro problema. Siete troppo seri… Tutte le stupidaggini nel mondo si fanno proprio con questa espressione di viso… Sorridete, Signori, sorridete!

Il suo amico: non complicare, Barone, segretamente puoi credere…
Munchhausen: non posso segretamente, posso solo apertamente!

Queste sono solo alcune delle bizzarre battute piene di allusioni e umorismo del film “Lo stesso Munchhausen” del regista Mark Zaharov.

D’Annunzio e “Il piacere

Figura centrale del panorama culturale italiano per più di mezzo secolo, Gabriele D’Annunzio è certo il paradigma di una vita vissuta all’insegna della creatività, già solo per il suo precocissimo ingegno, che lo condusse alle prime notevoli composizioni poetiche già nell’età adolescenziale (continua)

Giuseppe Mazzini

Giuseppe Mazzini (Genova, 22 giugno 1805 – Pisa, 10 marzo 1872) è stato un patriota, politico e filosofo italiano, considerato, insieme a Giuseppe Garibaldi e a Camillo Benso, conte di Cavour, uno dei padri della patria. Le sue idee e la sua azione politica contribuirono in maniera decisiva alla nascita dello Stato unitario italiano, nonostante la polizia lo costrinse alla latitanza fino alla morte. (continua)

Big Fish

Se la tesi vuole che la felicità si costruisca giorno per giorno, la dimostrazione è in Big Fish (2003), diretto da Tim Burton, autore dall’enorme genialità e fantasia. Tratto dall’omonimo romanzo di Daniel Wallace, il film narra le vicende di Edward Bloom , il quale crede fermamente che raccontando sempre delle storie, diventi lui stesso quelle storie. (continua)

Daniel Ezralow

Negli ultimi anni il coreografo Daniel Ezralow (Los Angeles 1959) ha conosciuto il successo anche nel nostro Paese. Egli, spesso presente in una popolare trasmissione italiana, si è fatto notare per la sua tecnica di improvvisazione, che stimola le persone ad esprimersi attraverso il ballo mentre lui suona una particolare tastiera con suoni preregistrati, che consente di cambiare rapidamente tema musicale, portando i ballerini a cambiare sull’istante i passi di danza. (continua)

selezione –> il merito

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Nei diversi ambiti in cui la vita umana ha modo di esercitarsi, in ogni settore della società, è di importanza decisiva che abbia ad attuarsi una selezione, che qualora non venga intorbidata da interferenze allogene puo’ anche prodursi in maniera quasi automatica, nel senso che è il merito a far risaltare quanti di diritto devono emergere e a obbligare a un riconoscimento privo di qualunque titubanza.

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Harry Potter, il mago dell’informatica

Ecco l’interpretazione di Harry Potter alle prese con l’informatica secondo gli amici della Newton

Harry Potter, un giovane mago inesperto ma talentuoso, è entrato a far parte dell’immaginario di milioni di lettori appassionati alla saga dei romanzi fantasy che lo vedono protagonista (Harry Potter e la pietra filosofale, Harry Potter e la camera dei segreti, Harry Potter e l’ordine della fenice). Nelle sue avventure è riuscito a svelare enigmi e vincere più battaglie; ha dimostrato il valore della sua magia, divenendo in breve tempo il migliore tra i maghi-studenti di Hogwarts. La sua ideatrice Joanne Kathleen Rowling ne ha fatto un simbolo di integrità morale, generosità e correttezza.

Su Harry Potter:

“La verità”… sospirò Silente. “È una cosa meravigliosa e terribile, e per questo va trattata con grande cautela”, così Joanne K. Rowling fa esprimere Silente di fronte a Harry Potter ( Harry Potter e la Pietra filosofale)

Era quasi mezzanotte, e Harry era steso sul letto a pancia in giù, le coperte tirate sulla testa come una tenda, una torcia in mano e un grosso libro rilegato in pelle (Storia della magia, di Bathilda Bath) aperto e appoggiato sul cuscino. Fece scorrere la punta della penna d’aquila sulla pagina, aggrottando le sopracciglia, alla ricerca di qualcosa che potesse aiutarlo a scrivere il tema: Perché i roghi di streghe nel Quattordicesimo secolo furono completamente inutili, questo l’incipit che Joanne Kathleen Bowling ha scelto per Harry Potter e il prigioniero di Azkaban

Scigaliovismo

Fedor Dostoevskij

I concetti di merito e uguaglianza andrebbero declinati nella giusta maniera, onde evitare di incorrere in pericolosi fraintendimenti, gravidi di nefaste conseguenze. Il merito infatti è ciò che consente di emergere, fa leva sulle differenze e un malinteso concetto di eguaglianza condurrebbe al livellamento, alla morte del merito: l’eguaglianza nei diritti infatti è ben altra cosa rispetto a un’assimilazione che deprima i talenti, le capacità, le aspirazioni. Una conferma ex negativo di questo proviene da alcune delle più acute pagine dostoevskijane, contenute nel romanzo I Demoni. (continua)

Gianni Stuparich

stuparich-iconaIl merito si riconosce attraverso una selezione accurata, come provano le vicende di molti uomini, come accade nel romanzo “Un anno di scuola” di Giani Stuparich (Trieste 1891- Roma 1961), la cui protagonista è Edda Marty, studentessa modello pronta a tentare l’ingresso in una classe maschile per frequentare l’ultimo anno di liceo classico. I suoi genitori le avevano fatto frequentare un liceo femminile, ma lei non ci si sapeva adattare e così preparò l’esame per una classe maschile che apriva le porte all’università.  (continua)

A Beautiful Mind

a-beautiful-mind-iconaEsistono persone alle quali dobbiamo molto per ciò che il loro genio ha lasciato ai posteri. Un caso emblematico è rappresentato in “A beautiful mind“(2001) di Ron Howard, che ci proietta nella vita del matematico e premio Nobel John Forbes Nash jr. Interpretato da Russel Crowe, il protagonista viene presentato nella sua ossessione di trovare un’idea originale a cui applicare le sue formule.  John riesce nel suo obiettivo: in una tesi di dottorato di sole 27 pagine espone geniali intuizioni fondamentali allo sviluppo della “Teoria dei Giochi”… (continua)

Giuseppe Verdi

verdigiuseppeSe dovessimo conferire il premio a un personaggio della storia italiana per i meriti artistici e polititi non potrebbe sfuggirci Giuseppe Verdi (Roncole Verdi, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901) compositore italiano nonchè autore di melodrammi che fanno parte del repertorio operistico dei teatri di tutto il mondo. (continua)

ideali –> la sfida

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Per quanto inflazionato e spesso scaduto a retorica il tema dell’ideale, se ben inteso, ha una valenza enormemente positiva, come mostrato dalle numerose personalità che si son battute per realizzare quanto portavano in seno come meta. Credervi fermamente significa accettare una sfida costellata di pericoli e frustrazioni, sfida però irrinunciabile e talmente ossessiva da accettare perfino di morire prima di vederne il compimento.

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Don Chisciotte nell’era della PlayStation

Ecco l’interpretazione di un moderno Don Chisciotte secondo gli amici della Newton

Il cavaliere don Chisciotte della Mancia è il protagonista del romanzo spagnolo più conosciuto di Miguel de Cervantes (il titolo originale è El ingenioso hidalgo don Quijote de la Mancha). In un viaggio onirico, Don Chisciotte fa incontri prodotti dalla sua fantasia tenendo sempre fede ai suoi nobili ideali, che ispirano i suoi discorsi e determinano il suo agire. E’ senza dubbio un modello da seguire per la fiducia totale nei valori.

Su Don Chisciotte:

Ricorda, caro mio Sancho, chi vale di più, deve fare di più. (da Don Chisciotte)

La stirpe si eredita, la virtù si acquista; e la virtù vale da sola quello che la stirpe non vale. (da Don Chisciotte)Così Miguel de Cervantes ci presenta l’inossidabile protagonista del suo romanzo.

Ogni autobiografia tratta di due personaggi, un Don Chisciotte, l’Ego, e un Sancho Panza, il Sé. Così si esprime in uno dei suoi aforismi il poeta britannico Auden, Wystan Hugh

Se questo è un uomo

Se questo è un uomo copertinaCredere fortemente in un ideale significa battersi per esso, accettando gli ostacoli come sfide da affrontare in nome dell’ideale stesso. Se analizziamo il Novecento, vediamo un secolo costellato da figure che per le idee hanno messo a repentaglio la propria esistenza. Le guerre (in particolare il secondo conflitto mondiale) e le dittature, hanno posto l’uomo di fronte a una scelta: lottare o desistere. (continua)

Giovanna D’Arco

Giovanna D'ArcoÈ difficile trovare un esempio emblematico quanto la Pulzella D’Orleans quando si pone mente alla fedeltà a un ideale e alle sfide che in nome di esso si è pronti ad affrontare; una figura leggendaria, epica, la cui storia ha dell’incredibile, se si pensa che fu proprio grazie allo spirito combattivo e ispirato di questa adolescente contadina analfabeta che la Francia seppe superare uno dei momenti più tragici della sua storia. (continua)

Fitzcarraldo

Fitzcarraldo“Chi sogna puo’ muovere le montagne”. Questa frase puo’ ben dirsi il nocciolo che racchiude lo sviluppo dell’intera opera, Fitzcarraldo, il film che Werner Herzog girò nel 1982 accanto al suo “nemico più caro”, ovvero Klaus Kinski, nel ruolo del protagonista che dà il titolo alla pellicola. Un’affermazione, quella posta all’inizio a mo’ di esergo, che assume una valenza semantica quasi letterale, in considerazione del fatto che Brian Sweeny Fitzgerald “Fitzcarraldo”, per raccogliere caucciù in una zona impervia del Amazzonia…(continua)

Fabrizio De Andrè

Fabrizio de AndrèPiù volte nei brani di De Andrè è dato trovare cantate le gesta di personaggi dediti a una causa, si tratti di Giovanna D’Arco – liberamente tratta dall’omonima canzone di Leonard Cohen – o dell’impiegato trentenne protagonista del disco del 1973 Storia di un impiegato che sposa la causa dei movimenti studenteschi sessantottini. Non si tratta però di una cieca apologetica, che lasci sullo sfondo l’individuo per far emergere in un’accecante rilevanza, con il rischio della retorica o della propaganda, la causa e l’ideale cui dedica la propria esistenza (continua)

evoluzione –> la crescita

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L’evoluzione che qui proponiamo non è da intendersi come biologica, perché pur centrata sull’individuo non lo considera affatto come organismo vivente, bensì come uomo, come individuo alle prese con la sua esistenza. La declinazione che abbiano scelto è perciò quella di crescita, non in senso ontogenetico, bensì come quella maturazione che l’individuo raggiunge nel corso della propria esistenza e delle esperienze, incontri, influenze che ne costituiscono la trama.

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Robinson Crusoe loves India

Ecco le illuminazioni di Robinson Crusoe nel nuovo millennio secondo gli amici della Newton

Il personaggio di Robinson Crusoe, creato da Daniel Defoe nell’omonimo romanzo, vive un’ esperienza da naufrago su un isola semi-deserta. Grazie alla sua forza di volontà e alla sua lucidità, Robinson Crusoe riesce a sopravvivere, ingegnandosi nella costruzione di tutto ciò che gli è necessario per poter vivere la nuova realtà. Oggi, più che l’imperialismo inglese, rappresenta la crescita interiore per antonomasia.

Su Robinson Crusoe:

“Senza un tavolo non potevo mettermi né a mangiare né a scrivere, né fare varie altre cose con molto piacere: perciò mi misi al lavoro. E qui devo osservare che poiché la ragione è la sostanza e l’origine della matematica, così squadrando e calcolando ogni cosa con la ragione e giudicandone nel modo più razionale, ogni uomo può col tempo diventare padrone di ogni arte meccanica”, Daniel Defoe descrive così uno dei momenti in cui Robinson Crusoe si adopera per costruire un oggetto essenziale (Robinson Crusoe)

E ancora Robinson Crusoe in una delle sue riflessioni: La paura del pericolo è [...] diecimila volte più agghiacciante del pericolo stesso: il peso dell’ansia ci pare più greve del male temuto. (da Robinson Crusoe, 1719, Daniel Defoe)

Il Bildungsroman

Robert MusilIl “Bildungsroman” o romanzo di formazione – la cui denominazione si deve alla sua originaria fioritura in terra tedesca, con la celebre opera di Goethe Gli anni di apprendistato di Wilhelm Meister (1796) – è un genere letterario cui possono essere ricondotti alcuni fra i più grandi capolavori della letteratura mondiale. Ciò che s’intende con questa definizione va ricercato nel termine tedesco “Bildung”, termine che racchiude significati diversi per quanto limitrofi, come cultura, formazione, educazione; inoltre, ed è forse l’aspetto centrale, con esso s’intende tanto la formazione come processo quanto la formazione come risultato acquisito. (continua)

Maria Montessori

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Ci sono numerosi protagonisti della storia che con il loro punto di vista hanno portato innovazione in determinati campi. Si tratta di personalità brillanti come Maria Montessori alla quale dobbiamo una nuova considerazione dell’individuo rispetto all’insegnamento scolastico. E’ stata una pedagogista, filosofa, medico, scienziata, educatrice e volontaria italiana. (continua)

Barry Lyndon

Barry LyndonPer crescita ed evoluzione si puo’ anche intendere la di per sé legittima ambizione a migliorare il proprio status sociale, a scalare posizioni nella scala sociale avvalendosi del proprio talento, delle proprie capacità; quando però una tale ambizione diventa il valore della vita stessa, accade che si ricorra a qualsiasi mezzo pur di raggiungere l’agognata meta., con il rischio che poi la sorte passi a saldare i conti. È quanto avviene nel bellissimo film di Stanley Kubrick Barry Lindon (1975). (continua)

Space Rock

copertina-pink-floydAnche i generi musicali hanno attraversato l’innovazione e l’evoluzione artistica. Tra gli esperimenti musicali degli anni Settanta spicca lo space rock come sottogenere del progressive rock, caratterizzato principalmente da sonorità e testi che suggeriscono atmosfere fantascientifiche. (continua)

comunità –> la responsabilità

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L’appartenenza a una comunità, costituita da e fondata su una comunanza di valori, linguaggi, interessi, tradizioni culturali, è pressoché inevitabile per ciascun individuo, volente o nolente che sia. Qualunque poi sia l’atteggiamento praticato, si ha sempre una responsabilità nei suoi confronti, e lo stesso vale reciprocamente dal versante della comunità medesima. La responsabilità è dunque un aspetto centrale nella vita comunitaria, puo’ certo essere un peso, la cui entità però misura il valore dell’appartenenza, anche qualora i risvolti non siano affatto positivi. 

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Chi tarpa le ali a Peter Pan?

Ecco Peter Pan, studente problematico, secondo gli amici della Newton

Celebre personaggio di fantasia, Peter Pan è il folletto protagonista del romanzo scritto da James Matthew Barrie nel 1904. Sin dalla sua creazione, Peter Pan è stato il simbolo di chi non vuole crescere, ma anche di chi, per evolvere, ha bisogno di “volare” e di esplorare liberamente il mondo. Come evidenzia il video della Newton, la nostra maturità è fortemente influenzata dalla realtà in cui cresciamo, per questo abbiamo bisogno di punti di riferimento affidabili e positivi.

Su Peter Pan

Nel momento stesso in cui dubitate di poter volare, cessate anche di essere in grado di farlo. Così si esprime James Barrie, nel suo romanzo (Le avventure di Peter Pan) Vivere può essere una grandiosa avventura, questo è quanto detto da Peter Pan nella versione cinematografica di Paul J. Hogan (Peter Pan, 2003) Un bambino può insegnare sempre tre cose ad un adulto: a essere contento senza motivo, a essere sempre occupato con qualche cosa, e a pretendere con ogni sua forza quello che desidera. (“Monte Cinque”), così Paulo Coelho descrive quello che è in grado di insegnare un bambino a un adulto e secondo noi di Giano la descrizione evoca degnamente l’immagine di Peter Pan.

La casa in Collina

Cesare PaveseAbbiamo scelto il romanzo  “La casa in collina” perché a nostro avviso si presta a una chiave di lettura in accordo con il nostro tema: ovvero, un cammino verso il senso di responsabilità nei confronti dei membri della propria comunità. Corrado, protagonista e maschera dell’autore, è un quarantenne professore di scienze che narra in prima persona le memorie di una guerra ancora in atto nel tempo in cui egli scrive, il secondo conflitto mondiale, in  particolare il drammatico periodo che incuba e segue alla celebre data dell’ 8 settembre 1943. (continua)

Giovanni Falcone

giovanni_falcone_iconaSeppur presenti in gran parte nei romanzi, gli eroi esistono anche nella quotidiana realtà. Si tratta di coloro che combattono costantemente in nome di una nobile causa, anche quando significa sacrificare la propria vita per l’intera comunità. Considerato un grande eroe italiano, Giovanni Falcone (Palermo, 18 maggio 1939 – 23 maggio 1992) è stato un magistrato italiano, tra i padri della lotta alla mafia. (continua)

Sleepers

SleepersNon sempre il senso di appartenenza  a una comunità ispira azioni lodevoli, non sempre la responsabilità nei confronti degli altri membri si attua in maniera eticamente irreprensibile, dipendendo ciò in buona misura dal genere di comunità di cui si fa parte. Questa sembra essere una delle conclusioni che puo’ trarsi dal film Sleepers del 1996, con  un cast a dir poco eccezionale, che annovera attori del calibro di Brad Pitt, Vittorio Gassman, Dustin Hoffman, Robert De Niro. (continua)

Il Teatro-canzone

Giorgio GaberPersonalità eclettica del panorama musicale e culturale italiano, Giorgio Gaber puo’ dire di aver vissuto una molteplice celebrità: dapprima come cantante di brani collocabili nell’alveo classico della tradizione melodica, poi come autore e presentatore di importanti trasmissioni televisive sulle reti nazionali (le più celebri in coppia con Mina) , infine con quella che è la sua più interessante e notevole invenzione, il Teatro-canzone. (continua)