L’origine della clownterapia si deve al dottor Hunter Patch Adams e sta ad indicare l’applicazione di un insieme di tecniche derivate dal circo e dal teatro di strada in contesti di disagio sociale o fisico. A proposito della risata e della sua funzione ecco che cosa sostiene il dottor Adams:
Una risata può avere lo stesso effetto di un antidolorifico: entrambi agiscono sul sistema nervoso anestetizzandolo e convincendo il paziente che il dolore non ci sia
Per cominciare ad approfondire l’argomento potresti dare un’occhiata al suo sito per conoscere meglio il personaggio e la sua storia che ha molto a che fare con la sua scelta di intraprendere questo tipo di percorso umano e professionale.
- “Il riso” di Bergson. In questo suo famoso testo dedicato alla comicità la sua filosofia si applica alla letteratura per far emergere come l’osservazione di un comportamento automatico e meccanico in sostituzione di uno spontaneo è alla radice del sentimento del riso, che riflette tanto una dimensione tragica, quanto divertente.
- “Il motto di spirito” di Freud. Questo suo saggio tratta del processo primario, cioè del complesso dei meccanismi comunicativi che contraddistinguono il linguaggio dell’inconscio. Nell’interpretazione freudiana questi fenomeni mentali hanno lo scopo di celare alla coscienza vigile il reale contenuto di un sogno o di un qualsiasi altro evento psichico legato a profonde spinte inconsce come il lapsus e il motto di spirito.
- Il riso in Nietzsche. Per Nietzsche il riso ha una grande forza propulsiva non solo quando è rivolto nei confronti degli altri ma anche nei confronti di noi stessi. L’autoironia è un modo per vincere ogni tentazione di onnipotenza e infallibilità. Ci libera da ogni autoritarismo veritativo e ci apre la possibilità di infinite nuove interpretazioni del mondo che portano ad apprezzarne la sua ricchezza. In proposito ti consiglio di leggere questo articolo.
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burlesque
ste, lunedì 15 feb ha scritto:
Salve Giano.
Frequento il quinto anno del liceo artistico, e sto preparando la tesina per l’esame di maturità. Avevo pensato di basarmi sul tema del “Burlesque“, un genere di spettaccolo che naque in Inghilterra nella seconda metà dell’ottocento. Il Burlesque mi ha da sempre affascinato grazie allo stile spiritoso e provocante, quasi fuori dalle righe considerando il periodo storico in cui è nato. Questo però mi provoca delle perplessità: in primis, non saprei a cosa collegarlo. Ma soprattutto: secondo lei è un argomento troppo azzardato per una tesina d’esame?
Grazie!
Caro (o cara) Ste,
credo che vada fatta prima di tutto una distinzione fra il Burlesque propriamente detto, cui ti riferisci, ovvero una tipologia di spettacolo teatrale di impronta popolare e satirica, anche con venature circensi, e il cosiddetto “New Burlesque”, che dal primo, alla lontana, deriva, che è un tipo di intrattenimento che unisce estetica “vintage” e spettacolo erotico, il tutto condito da una forte dose di ironia. L’argomento, nella sua prima accezione, potrebbe senz’altro costituire una delle tappe (quella, ad esempio, relativa al teatro) all’interno di un percorso più ampio, relativo alla storia e alla cultura dell’Inghilterra vittoriana, su cui ho già risposto in passato. Nel significato più recente, invece, potrebbe costituire uno dei collegamenti in una tesina incentrata, per esempio, sulla rappresentazione dell’erotismo. Che ne pensi? Se uno degli argomenti ti interessa, non esitare a riscrivermi per dirmi quale scegli e quali sono le materie che intendi portare all’esame, e ci ragioneremo volentieri insieme.
A presto,
Giano
ste, domenica 21 feb ha scritto:
Salve Giano,
prima di tutto la ringrazio, perchè grazie alla sua risposta mi sono tolta alcune perplessità!
Ha ragione, è fondamentale fare una distinzione tra il Burlesque e il New Burlesque, e dopo aver analizzato entrambi mi è sembrato più opportuno e interessante basare la mia tesina sul Burlesque dell’età vittoriana. Le materie a cui volevo collegarmi sono senz’altro inglese, quindi l’età vittoriana, poi italiano, dove avevo pensato di collegarmi ai romanzi di Thackeray (come “La fiera delle vanità”). Per storia dell’arte, storia e filosofia non ho ancora trovato collegamenti interessanti, soprattutto in storia, che essendo molto vasta non so proprio da dove partire!
Grazie dell’aiuto, Stefania
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