Il termine creatività indica la capacità di ognuno di cogliere i rapporti fra le cose e le idee in modo nuovo, in qualsiasi campo, dando vita a un’idea o ad un manufatto che prima non esisteva. Il verbo italiano creare, al quale il sostantivo creatività rimanda, deriva dal latino “creare” che condivide con “crescere” la radice KAR. In sanscrito kar-tr è colui che fa dal niente, il creatore. Per iniziare potresti leggere il breve saggio del filosofo Emilio Garroni intitolato, per l’appunto “Creatività” del quale ti segnalo queste recensioni. Inoltre puoi leggere direttamente on line questo testo scritto a più mani da un gruppo di ricerca formato da sociologi e psicologi.
Per gli antichi l’atto del creare è stato a lungo percepito come atto esclusivo della divinità. Ad esempio Platone nel “Timeo” parla della figura del Demiurgo il cui compito è plasmare la materia, fatta di puro caos e necessità, ad immagine e somiglianza delle idee sciogliendo così il dualismo tra mondo della idee stesso e mondo delle cose. Per un primo approfondimento puoi dare un’occhiata a questi due link: A, B. Per Kant l’accordo tra immaginazione e intelletto costituisce il vero motore propulsivo dell’attività razionale. In un certo senso può essere letto come un principio di creatività che offre il suo apporto risolutivo in ogni genere di produzione culturale. In proposito ti segnalo questo estratto dalla “Critica della ragion pura”. Ralph Waldo Emerson riprendendo la concezione degli antichi Greci identifica la creatività con la capacità poetica. Trovi qui un commento alla sua opera “Essere poeta”. Emerson è un filosofo meno conosciuto rispetto ad altri ma proprio per questo potrebbe essere interessante occuparsene cominciando, magari, da questa lettura. Del resto c’è chi lo ha definito “il filosofo della creatività”. Dal punto di vista del linguaggio Noam Chomsky prende spunto dalla linguistica cartesiana per affermare una creatività del linguaggio stesso governata da regole, per la quale vengono continuamente generate nuove frasi da parte di “parlanti” che non le hanno mai udite prima. In questo lavoro ben schematizzato vengono fissati alcuni punti. Da ultimo vorrei segnalarti questa amplia bibliografia sulla creatività all’interno della quale potrai certamente trovare qualche volume stimolante.
Continua a leggere…
artista
Valentina, sabato 20 giu ha scritto:
Ciao Gian…avrei bisogno di un aiutino!!!Frequeto io quinto anno del liceo artisticoe vorrei un consiglio sul mio percorso d’esame!!!il tema è “la libertà di espressione dell’artista“..quindi l’artista ke tramite l’arte riesce ad esprimere il suo lato nascosto,ql + profondo, e grazie a ciò è la persona + libera al MonDo!! ora volevo 1 aiutino per i collegamenti soprattutto x italiano e filosofia:
Porto 1 argomento fuori programma ke è Cy Twombly,un artista contemporaneo ke si lega all’informale
Storia dell’arte:informale o esprssionismo astratto
Storia:dai regimi totalitari (dove viene negata ogni forma di libertà) alla nascita della repubblica italiana
Di italiano visto ke c hanno tolto la materia d’inglese ma il presidente è prof di lingua inglese avevo pensato di fare un confronto tra joYce e l’ermetismo.
Poi di filosofia avevo pensato di parlare di bergson collegato al flusso di coscienza di Joyce!!
Volevo chiederti,quindi, sei erano buoni icollgamenti e se di filosofia potrebbero farmi domande su altri filosofi x quanto riguarda il tema della lbertà!!!
T ringazio x l’attenzione…ciao
Cara Valentina,
mi sembra che la tesi sia impostata abbastanza bene. Cy Twombly è un artista interessante, le cui opere piacciono anche a me: a Roma si è chiusa da poco una retrospettiva su di lui alla Galleria Nazionale di Arte Moderna, molto interessante è il catalogo (che puoi procurarti facilmente) edito da Electa. In filosofia, sceglierei un argomento più diretto al tema e meno teorico. Ti faccio degli esempi: la riflessione della Arendt sul totalitarismo, Spinoza che fugge da teisti di ogni religione….Di martiri del pensiero, o semplicemente di filosofi costretti a dissimulare le loro vere opinioni, ce ne sono stati tanti: una lettura che ti sarà sicuramente utile è “Arte e persecuzione” di Leo Strauss (il quale propone una “ermeneutica del non detto” dai filosofi che si sono autocensurati per non essere perseguiti dal potere).
Saluti e buona fortuna,
Giano.
MarissaSTar, mercoledì 24 mar ha scritto:
Ciao Giano!
Apprezzo molto l’aiuto che dai a noi studenti!
Volevo chiederti un consiglio per quella che serà la mia tesina. Ho mille idee e temi diversi ma alla fine credo che opterò per questo tema: L’insoddisfazione dell’uomo/artista. Il mio problema più grande è che non so ancora bene che indirizzo voglio dare alla tesina e volevo un tuo parere/consiglio. Io pensavo di concentrarmi sulle modalità in cui l’uomo cerca di sanare questa sua insoddisfazione e pensavo a Wilde o Baudelaire con il sogno e poi non saprei.
Io frequento un tecnico linguistico e volevo scegliere tra queste materie:
FILOSOFIA
FRANCESE
STORIA DELL’ARTE
INGLESE
ITALIANO
STORIA
SPAGNOLO. Credo però che sceglierò filosofia francese e storia dell’arte alla fine.
Grazie mille.
Continua a leggere…
creatività
alexdj22, martedì 02 mar ha scritto:
Ciao Giano.Sono Alessandro.
Vorrei trattare il tema della CREATIVITA’ come argomento della tesina. Il concetto di creatività mi affascina moltissimo: riesco a trovare creatività in ogni cosa che l’uomo compie?!
Frequento l’ultimo anno di liceo scientifico. Le materie sono: italiano, storia dell’arte, filosofia, inglese, geografia astronomica, latino, storia. Per storia dell’arte ho pensato a Dalì (e Mirò)…sai sono stato in gita a Barcellona quest’anno!! Per italiano pensavo a Pirandello, Inglese (O. Wilde??),Filosofia (freud o fromm??), geografia astronomica (sole), storia, latino mi mancano.
Sono indeciso su inglese. Mi consigli un buon collegamento tra le materie?
Grazie mille in anticipo
:-)
Caro Alessandro,
complimenti per il bel tema scelto; dunque, tra le connessioni che mi segnali, apprezzo molto quella di storia dell’arte (ma non dimenticare, a questo punto, Gaudì); proviamo a ragionare insieme, invece, sulle altre, partendo dalla definizione stessa di creatività: potremmo definirla come la capacità di ognuno di cogliere i rapporti fra le cose e le idee in modo nuovo, in qualsiasi campo, dando vita a un’idea o a un manufatto che prima non esisteva. Nell’atto del creare, dunque, è insito il concetto del plasmare un materiale preesistente; perchè non pensare, a questo proposito, in filosofia, alla figura del demiurgo platonico, il cui mito è espresso nel “Timeo”? In italiano, poi, potresti pensare, oltre che a Pirandello, anche a Italo Calvino, che in “Se una notte d’inverno un viaggiatore” ha voluto, in qualche modo, con un esperimento riuscitissimo, rendere il lettore stesso partecipe del processo creativo dello scrittore. In latino è Quintiliano che ha dedicato la sua riflessione alla composizione letteraria e dunque anche alla creatività: prova ad approfondire la sua “Institutio oratoria”, che allo stesso tempo esamina la formazione del perfetto oratore e le tecniche compositive che gli sono proprie. In inglese, poi, il pensiero corre a “Ode on a Grecian urn” di John Keats, vero e proprio inno al modo in cui la sensibilità artistica degli antichi può ancora parlare alla nostra creatività. In storia, infine, potresti dedicarti all’esame dI alcune importanti esperienze “creative” dal punto di vista politico e istituzionale che sono alla base del mondo attuale: pensa a quell’incredibile “laboratorio” sociale e politico che furono, alla loro nascita, gli Stati Uniti d’America: qui potrai trovare una interessante cronistoria di quegli eventi; oppure, per venire a fatti più vicini a noi nel tempo e nel dibattito quotidiano, pensa ai lavori dell’Assemblea Costituente che all’indomani della seconda guerra mondiale diede alla luce la nostra Costituzione. A questo proposito ti consiglio di leggere il bel libro del giornalista Gianni Corbi “L’avventurosa nascita della Repubblica”. Torna a raccontarmi come procede il lavoro,
un caro saluto,
Giano
genio
elena, giovedì 14 gen ha scritto:
salve sono elena, studio al liceo scientifico e quest anno dovrò affrontare la maturità…avevo pensato inizialmente di portare il tema “genio e follia“, trattato però in maniera un pò innovativa…a dire il vero il titolo più adatto sarebbe forse “esercizio dell’arte e psiche umana”, ma a quello penserò poi =) la mia idea era quella di concentrarmi sulla mia personale idea di genio, di artista quale una persona che sa distinguersi nella massa e “elevarsi”, secondo l’ideale romantico, in una dimensione sconosciuta alle persone più comuni…e di analizzare poi la malattia psichica, come causa o conseguenza di questo privilegio, utilizzando vari esempi come argomentazioni…pensavo di portare in inglese Edgar Allan Poe, in letteratura Alda Merini(oppure Thomas Mann-la morte a Venezia…) e l’albatros di baudelaire, in arte gli alienati di Gericault e Carlo Zinelli (si tratta di un pittore contemporaneo che si avvicinò all’arte solo dopo essersi ammalato di schizofrenia)…il mio problema è filosofia,pensavo a Freud ma visto che non l’ho ancora affrontato non so se si leghi perfettamente a questo argomento….
potrebbe essere una tesina coinvolgente? per quanto mi riguarda unisce le mie due grandi passioni, la psicologia e l’arte…attendo un suggerimento, grazie in anticipo!!
Continua a leggere…
Cos’è la felicità? Darne una definizione esaustiva è pressoché impossibile così come difficile è anche soltanto parlarne: per dirla con Truffaut “La felicità si racconta male, perché non ha parole”. Allora non resta che viverla e una volta trovato in cosa essa si manifesti, dargli seguito, dedicarvisi anima e corpo come al senso più riposto della propria esistenza: proprio come avviene per quanti la trovano e la vivono nella creatività.
Il Barone magniloquente di Munchhausen
Ecco una rappresentazione delle capacità persuasive del Barone di Munchhausen secondo gli amici della Newton
La figura del Barone di Munchhausen è ispirata a un ufficiale tedesco del ‘700, noto per la sua innata capacità di inventare storie inverosimili, divertenti e bizzarre. E’ divenuto così protagonista di una raccolta di racconti che per la prima volta sono stati pubblicati nel 1781. Oggi è considerato esempio di creatività per antonomasia.
Su Il Barone di Munchhausen:
All’esperienza porgeremo orecchio / quando a noi pure il cuore sia fatto vecchio; / assumeremo un”aria più severa / quando ai denti subentri la dentiera.
Questa è parte della prefazione a Le avventure de barone di Munchhausen nell’edizione di Rudolph E. Raspe
Qualcuno: Lei afferma che una persona puo’ alzare se stesso per i capelli?
Munchhausen: Senz’altro! La persona ragionevole deve fare questo ogni tanto.
Karl Munchhausen: Mai avevo paura di. sembrare ridicolo Non ognuno se lo puo’ permettere.
Karl Munchhausen: Ho capito dove il vostro problema. Siete troppo seri… Tutte le stupidaggini nel mondo si fanno proprio con questa espressione di viso… Sorridete, Signori, sorridete!
Il suo amico: non complicare, Barone, segretamente puoi credere…
Munchhausen: non posso segretamente, posso solo apertamente!
Queste sono solo alcune delle bizzarre battute piene di allusioni e umorismo del film “Lo stesso Munchhausen” del regista Mark Zaharov.
Figura centrale del panorama culturale italiano per più di mezzo secolo, Gabriele D’Annunzio è certo il paradigma di una vita vissuta all’insegna della creatività, già solo per il suo precocissimo ingegno, che lo condusse alle prime notevoli composizioni poetiche già nell’età adolescenziale (continua)
Giuseppe Mazzini (Genova, 22 giugno 1805 – Pisa, 10 marzo 1872) è stato un patriota, politico e filosofo italiano, considerato, insieme a Giuseppe Garibaldi e a Camillo Benso, conte di Cavour, uno dei padri della patria. Le sue idee e la sua azione politica contribuirono in maniera decisiva alla nascita dello Stato unitario italiano, nonostante la polizia lo costrinse alla latitanza fino alla morte. (continua)
Se la tesi vuole che la felicità si costruisca giorno per giorno, la dimostrazione è in Big Fish (2003), diretto da Tim Burton, autore dall’enorme genialità e fantasia. Tratto dall’omonimo romanzo di Daniel Wallace, il film narra le vicende di Edward Bloom , il quale crede fermamente che raccontando sempre delle storie, diventi lui stesso quelle storie. (continua)
Daniel Ezralow
Negli ultimi anni il coreografo Daniel Ezralow (Los Angeles 1959) ha conosciuto il successo anche nel nostro Paese. Egli, spesso presente in una popolare trasmissione italiana, si è fatto notare per la sua tecnica di improvvisazione, che stimola le persone ad esprimersi attraverso il ballo mentre lui suona una particolare tastiera con suoni preregistrati, che consente di cambiare rapidamente tema musicale, portando i ballerini a cambiare sull’istante i passi di danza. (continua)