Dandysmo
attraverso filosofia, storia, letteratura, cinema e arte
Il dandysmo è stato un movimento culturale inglese della fine del XIX secolo. Era una dottrina dell’eleganza, della finezza, e dell’originalità che si legava principalmente al linguaggio e all’abbigliamento. La sua filosofia è riassumibile nel “vivere la vita come fosse un’opera d’arte”. Suoi esponenti sono stati personaggi del calibro di Lord Brummel, Oscar Wilde, Franz Liszt e, in Italia, Gabriele d’Annunzio. Come prima cosa ti consiglio di leggere questa esaustiva mappatura cronologica del dandysmo che ne propone un’inquadratura che giunge sino ai giorni nostri.
filosofia:
Dal punto di vista filosofico il legame con il dandysmo potrebbe essere individuato nell’importanza che la figura del dandy attribuisce al lato estetico della vita. Con il termine Estetica si designa la scienza (filosofica) dell’arte e del bello. Il nome è stato introdotto da Baumgarten verso il 1750 in un libro (Aesthetica) nel quale si sosteneva la tesi che oggetto dell’arte sono le rappresentazioni confuse ma chiare, cioè sensibili ma “perfette”, mentre oggetto della conoscenza razionale sono le rappresentazioni distinte (i concetti). Il nome significa propriamente “dottrina della conoscenza sensibile”; e Kant, che pure parla nella “Critica del giudizio” di un giudizio estetico che è per l’appunto il giudizio sull’arte e sul bello, chiama “Estetica trascendentale” (nella “Critica della Ragion pura”) la dottrina delle forme a priori della conoscenza sensibile. Già per Kant il nome Estetica, riferito all’arte e al bello, ha tuttavia cessato di aver riferimento alla dottrina di Baumgarten; oggi il nome designa qualsiasi analisi, indagine, speculazione che abbia per oggetto l’arte e il bello, a prescindere da ogni dottrina o indirizzo specifico. Per un primo approfondimento dell’”Estetica trascendentale” in Kant puoi dare un’occhiata a questo link.
storia
Per quanto riguarda il periodo storico nel quale il movimento dandy si è sviluppato non si può che fare riferimento all’Epoca vittoriana. Ne trovi qui una concisa ed esauriente definizione all’interno del “Dizionario di storia moderna e contemporanea”. Questo periodo è stato fecondo ma anche ricco di contraddizioni. Ad una accelerazione dello sviluppo dovuto alla rivoluzione industriale si è accompagnato l’inurbamento di una quantità enorme di masse che ha portato a fenomeni di estesa e profonda povertà simboleggiati dai cosiddetti “bassifondi”. Kellow Chesney così li ha descritti nel suo “The Victorian Underworld”:
“Orribili bassifondi, alcuni di questi estesi per ettari, alcuni non più che recessi di miseria oscura, costituiscono una parte notevole della metropoli… In case grandi, un tempo belle, trenta o più persone di tutte le età possono vivere in un’unica stanza.”
Questa sitografia penso possa offrire vari spunti sull’argomento “età vittoriana”. Inoltre ti segnalo questa bibliografia nella quale spicca il nome di Eric. J. Hobsbawn, il famoso storico de “Il secolo breve”. Da ultimo ti consiglio di dare un’occhiata a questo interessante video.
letteratura
A proposito della letteratura antica un riferimento calzante potrebbe essere Petronio, consigliere alla corte di Nerone talmente raffinato ed elegante da essere definito dallo stesso imperatore “arbiter elegantie” (arbitro dell’eleganza). Per quanto riguarda l’ambito italiano una figura simbolo può essere considerata quella di d’Annunzio la cui vita è stata tutta improntata alla ricerca dello stupire basti pensare all’impresa di Fiume. Nel suo romanzo più famoso, “Il piacere” emergono tutti gli elementi tipici del movimento dandy. In proposito puoi leggere questa recensione al libro. In merito alla letteratura straniera sono soprattutto due i personaggi che si stagliano: Charles Baudelaire e Oscar Wilde. Il primo ha scelto ben presto la vita boheme rifiutando a tutti i costi di diventare un “homme utile” ed esemplificando in maniera emblematica la figura del “poeta maledetto”. Il secondo è forse quello che più di tutti può essere definito “il dandy per eccellenza”. La sua vita sopra le righe per l’epoca lo ha portato a subire tutta una serie di processi che hanno avuto una vasta eco. Si può dire che non sia stato da meno rispetto al protagonista del suo capolavoro “il ritratto di Dorian Gray”.
cinema e arte:
- “Lord Brummell” con Elizabeth Taylor, Peter Ustinov e Stewart Granger. In breve potremmo definirla “Ascesa e caduta di un dandy”.

- “il garofano verde” di K.Hughes con Peter Finch nel ruolo di Oscar Wilde.

- “Fuoco fatuo” di Louis Malle. Gli ultimi giorni di vita di un vero dandy

- Per quanto riguarda l’arte mi vengono in mente i Preraffaelliti…
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- e la figura di Henri de Toulouse-Lautrec.
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