- Noi vogliamo cantare l’amor del pericolo, l’abitudine all’energia e alla temerità.
- Il coraggio, l’audacia, la ribellione, saranno elementi essenziali della nostra poesia.
- La letteratura esaltò fino ad oggi l’immobilità pensosa, l’estasi ed il sonno. Noi vogliamo esaltare il movimento aggressivo, l’insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno.
- Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova; la bellezza della velocità.
(Incipit del “Manifesto del Futurismo” di Filippo Tommaso Marinetti)
Tra il 1870 e il 1914 l’Europa vive un periodo di notevole crescita economica cui si accompagna un imponente incremento demografico che porta il numero di abitanti a 450 milioni. L’industria galoppa e con essa il numero delle invenzioni: la radio, l’automobile, i primi aeroplani. Per la prima volta nella storia le conquiste sociali, ma soprattutto quelle tecniche e scientifiche, assicurano all’uomo una discreta forza nel controllo degli eventi e della natura. In Italia si passa da 22 milioni a 33 milioni di abitanti e la crescita economica accelera in linea con l’espansione dell’economia mondiale. Durante l’”età giolittiana”, nonostante tensioni politiche e sociali, aumentano i redditi, si ha una maggiore industrializzazione e cresce anche il risparmio. Nel nostro paese, come nel resto d’Europa si diffonde un forte sentimento di orgoglio nazionale, in particolare con l’Associazione nazionalista italiana. Al fervore economico si accompagna anche una notevole vivacità culturale. In tale contesto gli artisti di ogni disciplina si fanno portavoce di un sentimento crescente di potenza ed entusiasmo quasi infantile nei confronti della orgogliosa e vittoriosa supremazia dell’uomo, delle sue macchine, delle sue costruzioni.
I futuristi scelgono i loro soggetti tra gli elementi emergenti della città: strade, edifici ma anche manifestazioni e assembramenti, come si vede per esempio in dipinti come “I funerali dell’anarchico Galli” di Carrà o nella “Città che sale” di Boccioni. Già in queste opere si vede come il soggetto, in realtà, sia il dinamismo e l’attività umana. Tutto questo in una rappresentazione che si sfalda e si scompone. Altri temi centrali sono la velocità e i mezzi di trasporto. Penso a “Ciò che mi ha detto il tram” di Carrà o a “Dinamismo di un’automobile” di Russolo. Non è tanto l’estetica della macchina a colpire i futuristi quanto piuttosto il senso di movimento e la potenza che essa regala all’uomo. Nelle opere di Balla le automobili sono quasi impercettibili, si ha piuttosto la sensazione del loro rapido passaggio. Egli indaga il movimento anche in rapporto al corpo, come avviene in “Dinamismo di un cane al guinzaglio”.
“Io lotto poi con la scultura! Lavoro lavoro lavoro e non so cosa do”.
Umberto Boccioni
Anche nell’ambito della scultura le ricerche dei futuristi si incentrarono sulla rappresentazione di oggetti e figure in movimento o sulla resa della percezione dinamica di corpi fermi. Esemplificativi dei due approcci sono i due bronzi di Boccioni, “Forme uniche nella continuità dello spazio” e “Sviluppo di una bottiglia nello spazio”. Un’altra importante novità della scultura futurista fu il ricorso a materiali diversi in una singola opera: Balla e Depero furono autori di sculture polimateriche. Essi crearono anche strutture mobili anticipando certe soluzioni dell’arte cinetica (vedi il “Complesso plastico colorato motorumorista” di Depero). Quest’ultimo, inoltre, si distinse per la sua produzione di arazzi e fece un’esperienza negli Stati Uniti dove venne scelto dalla Campari come designer della sua celebre bottiglia e ideatore di diversi suoi manifesti pubblicitari.
Antonio Sant’Elia è la figura centrale di quella strana esperienza che fu l’architettura futurista. Strana perché, nonostante l’abbondanza di progetti, non esiste una vera e propria costruzione realizzata. Sant’Elia realizzò soltanto disegni prospettici raffiguranti una sorta di visione ideale della città futurista senza però una vera e propria produzione tecnica necessaria alla costruzione. L’impatto del suo lavoro è stato comunque importante per lo svecchiamento dell’architettura italiana. Per i futuristi l’architettura è uno strumento in grado di soddisfare le esigenze dell’uomo moderno e del suo sentire. La progettazione è concepita in maniera più complessa e articolata e passa attraverso l’utilizzo di nuovi materiali. L’esperienza progettuale futurista si esaurisce nelle figure di Sant’Elia e di Mario Chiattone avendo preferito gli altri artisti dedicarsi all’arredamento e alle arti applicate.
Marinetti ritiene che la sintassi e la punteggiatura vadano distrutte facilitando la comunicazione grazie ai metodi delle “parole in libertà”, componendo la frase con l’ordine secondo cui nascono le idee, e dell’immaginazione senza fili, ricercando continue analogie.
Sotto l’aspetto della poetica il futurismo può inquadrarsi nell’ambito del Decadentismo, trovando vari punti in comune con i simbolisti francesi, come il tema dell’irrazionalismo e il culto della morte. Significativi sono anche i debiti nei confronti di filosofi come Nietzsche e Bergson.
L’opera letterariamente più impegnativa di Marinetti è l’antiromanzo o poema in prosa “Zang tumb tumb” in cui egli riversa la sua esperienza di reporter durante la guerra serbo-bulgara. E’ un’opera più vocale che verbale, fatta per essere declamata.
In poesia Marinetti sviluppò sempre più la parte grafica e visiva. Le sue “Tavole parolibere” possono essere definite composizioni sintetiche verbali-visive, da guardare e percorrere con gli occhi in tutti i sensi.
Probabilmente il momento migliore del futurismo ha coinciso con la collaborazione con la rivista “Lacerba” di Papini e Soffici che in seguito prenderanno le distanze dal movimento.
Trailer dello spettacolo “Zang tumb tumb, cent’anni di Futurismo” – Teatro dell’Osso. Omaggio in occasione del centenario della nascita del movimento futurista.
forza
Roberta, mercoledì 26 maggio
caro Giano in questi giorni ci ho pensato e il tema della tauromachia l’ho impostato come un possibile collegamento. il tema centrale della mia tesina sarà “le varie sfaccettature della forza“ e i possibili collegamenti sono: italiano – la forza della parola di Ungaretti; inglese – William Blake, the tiger + sublime; storia – la seconda rivoluzione industriale; filosofia – Nietzsche; francese – la tauromachia nelle arene di Arles e Nimes; storia dell’arte – Picasso oppure il grido di Munch; geografia astronomica – il vulcanesimo e i sismi. Non saprei il collegamento con matematica e tedesco. Spero mi potresti consigliare e mi piacerebbe ricevere anche un tuo giudizio sui collegamenti già fatti, nel caso sono troppo forzati. Grazie mille e spero di ricevere una tua rapida risposta
Cara Roberta,
intanto complimenti per aver circoscritto il tema dandogli una fisionomia accettabile. Per quanto poi riguarda i collegamenti li giudico pertinenti e mi fa piacere che in così breve tempo tu sia arrivato a un tale buon punto. Soltant , per il tema della forza potresti pensare anche al futurismo italiano e alle sue composizioni pittoriche e scultoree, alla forza dinamica che in esse si esprime, in particolare al tema delle linee-forza come strumento stilistico che serve a dare l’idea del movimento; ti segnalo al proposito questo link: http://www.noemalab.org/sections/specials/tetcm/2003-04/dinamismo_futurismo/mutamento.html.
Per tedesco potrei consigliarti di approfondire la figura di Nietzsche, in particolare il tema dell’amor fati strettamente connesso alla Volontà di potenza come forza plasmatrice di valori di fronte alla caoticità del reale. Un altro Suggerimento puo’ però essere Büchner, in particolare il “Woyzeck”, dove è esplicita la violenza che l’individuo atipico subisce dalla società, oltre a quella che alla fine egli stesso opererà sulla sua amata e proprio perché amata.
Sulla matematica non me la sento di suggerirti nulla, perché temo che qualunque cosa non possa che risultare forzata.
In bocca al lupo!
Giano
futurismo
veronica91, lunedì 01 mar ha scritto:
Ciao Giano,
volevo trattare il tema del futurismo come argomento di italiano e nn come titolo della tesina..le materie sono storia, inglese, francese, economia aziendale,diritto , scienze delle finanze, matematica..per favore mi aiuti a trovare i collegamenti per queste materie e il titolo della tesina!!grazie scrivimi presto!
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1948
Dino, lunedì 08 giu ha scritto:
Ciao Giano,
volevo strutturare un percorso non troppo usuale per la prova orale dell’esame di stato. il tema su cui vertirà è il “1948″, anno di svolta di tutti gli equilibri internazionali, con la nascita dell’ONU e il sorgere di molte tematiche di ordine socio-politico, tuttora di grande attualità.
logicamente questi grandi sconvolgimenti strutturali, sono concatenati con il sentire dell’individuo. qui entrano filosofia e letteratura.
Io frequento il liceo classico e la letteratura sia greca che latina è davvero ricca di spunti (cosmopolitismo. la costituzione ideale, lo stato) quindi non credo di avere problemi inquei settori.
TI SAREI MOLTO GRATO SE SAPESSI SUGGERIRMI QUALCHE SPUNTO DI LAVORO!
GRAZIE IN ANTICIPO!!!
Caro Dino,
come tu hai detto il “1948″ è stato un “anno di svolta di tutti gli equilibri internazionali” e non solo per questi, per cui di spunti di lavoro ce ne sono moltissimi. Quelli che mi vengono in mente per l’italia sono: La Costituzione italiana; i film prodotti in italia in quell’anno (ad esempio “Ladri di biciclette”), la creazione a Parigi del’OECE, per la ripartizione degli aiuti previsti dal Piano Marshall e dunque l’inizio della ricostruzione; Luigi Einaudi eletto presidente della Repubblica. E poi il riconoscimento della Corea del Sud da parte degli USA che innescherà una nuova sanguinosa guerra…, ; le olimpiadi. Da ciascuno di questi eventi puoi prendere spunto per la tua tesina.
Spero che questi miei suggerimenti possano servirti se hai ancora bisogno di me scrivimi.
Ciao e buon lavoro.
Giano
dino, martedì 23 giu ha scritto:
Getilissimo Giano,
mi hai dato dei buoni consigli per quanto riguarda la tematica “1948, anno di svolta per gli equilibri internazionali”.In particolare sono interessato alla tematica della Costituzione Italiana.
mica sapresti individuare dei legami tra quella situazione politico-sociale-culturale e materie come arte, filosofia, latino e greco?
so che non ci sono colegamenti direttissimi, ma spero tu possa comunque aiutarmi.
ti ringrazio
DINO
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Futurismo
Avendo un così alto numero di lavoratori autonomi in Italia, certamente non vi sono solo ragioni di macroeconomia che determinano il fenomeno. Alla base può esserci anche il desiderio di avere un lavoro nel quale si possa decidere da soli, liberi dai vincoli delle gerarchie organizzative.
E’ la scelta che guida il lavoro di molti artigiani, avvocati, consulenti etc… In realtà anche le cosiddette professioni liberali si stanno sempre più evolvendo dandosi forme organizzative strutturate. Commercialisti, revisori dei conti, consulenti aziendali, ingegneri, sono sempre più presenti in studi non solo associati, ma organizzati come vere e proprie imprese, in particolare quelli di matrice o proprietà anglosassone.

Sting
Naturalmente vi sono scelte universitarie che favoriscono l’accesso alle professioni rispetto ad altre. E’ importante capire che ciò che differenzia la scelta che abbiamo chiamato di “specializzazione tecnica” dalla scelta di investire in una carriera da professionista, è proprio il senso della ricerca di autonomia e indipendenza che il lavoro autonomo può dare. Se ritenete che la ricerca di autonomia e indipendenza vi spinge verso una professione, tenete conto però che un’occupazione come lavoratore dipendente, o in un grande studio, è una necessità funzionale di inserimento nel mondo del lavoro e di apprendimento negli stadi iniziali di carriera per quasi tutti. Così come poter trovare “un maestro” che sappia insegnare il “mestiere”. I mestieri e le professioni, infatti, si apprendono sul campo, sperimentando ciò che l’università ha insegnato, meglio se sotto la guida sapiente di un esperto.
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In campo artistico un esempio significativo è quello della scultura di Umberto Boccioni, come dimostra una tra le sue opere più note Forme uniche nella continuità dello spazio, del 1913: l’immagine è tutt’uno con lo spazio circostante, dilatandosi, contraendosi, frammentandosi e accogliendolo in sé stessa. Nelle opere futuriste a prevalere è l’elemento dinamico. Infatti è il movimento a coinvolgere l’oggetto e lo spazio in cui esso si muove, come dimostra la pittura futurista di Giacomo Balla. Tra le opere più popolari dell’artista annoveriamo Velocità d’automobile (1913). |
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Anche nella poesia futurista si ricercavano forme nuove e la sintassi tradizionale decadentista non era di certo adeguabile alla dinamicità di questa nuova avanguardia. A proporre una nuova forma adeguata ai contenuti del futurismo è Marinetti, il quale, pubblicando il “Manifesto Tecnico della Letteratura Futurista”, proclama: « …BISOGNA DISTRUGGERE LA SINTASSI DISPONENDO I SOSTANTIVI A CASO, COME NASCONO… …SI DEVE ABOLIRE L’AGGETTIVO… |
Le innovazioni linguistiche sono riscontrabili nella sua poesia Bombardamento:
ogni 5 secondi cannoni da assedio sventrare spazio con un accordo tam-tuuumb ammutinamento di 500 echi per azzannarlo sminuzzarlo sparpagliarlo
all’infinito
nel centro di quei tam-tuuumb spiaccicati (ampiezza 50 chilometri quadrati) balzare scoppi tali pugni batterie tiro rapido Violenza ferocia regolarità questo basso grave scandere gli strani folli agitatissimi acuti della battaglia Furia affanno
orecchie occhi
narici aperti attenti
forza che gioia vedere udire fiutare tutto tutto tara-tatatata delle mitragliatrici strillare a perdifiato sotto morsi schiaffffi traak-traak frustate pic-pac-pum-tumb bizzzzarrie salti altezza 200 m della fucileria Giù giù in fondo all’orchestra
stagni diguazzare buoi buffali pungoli
carri pluff plaff impennarsi di cavalli
flic flac zing zing sciaaack ilari nitriti iiiiii scalpiccii tintinnii 3 battaglioni bulgari in marcia croooc-craac [LENTO DUE TEMPI] Sciumi Maritza o Karvavena croooc craaac grida degli ufficiali sbataccccchiare come piattttti d’otttttone pan di qua paack di là cing buuum cing ciack [PRESTO] ciaciaciaciaciaak su giù là là in-torno in alto attenzione sulla testa ciaack bello Vampe
vampe
vampe vampe
vampe vampe
vampe ribalta dei forti die-
vampe
vampe
tro quel fumo Sciukri Pascià comunica telefonicamente con 27 forti in turco in tedesco allò Ibrahim Rudolf allô allô attori ruoli
echi suggeritori scenari di fumo
foreste applausi odore di fieno fango sterco non sento più i miei piedi gelati odore di salnitro odore di marcio
Timmmpani flauti clarini dovunque basso alto uccelli cinguettare beatitudine ombrie cip-cip-cip brezza verde mandre don-dan-don-din-béèé tam-tumb-tumb tumb tumb-tumb-tumb-tumb
Orchestra pazzi bastonare
professori d’orchestra questi bastonatissimi suooooonare suooooonare Graaaaandi fragori non cancellare precisare ritttttagliandoli rumori più piccoli minutissssssimi rottami di echi nel teatro ampiezza 300 chilometri quadrati Fiumi Maritza Tungia
sdraiati Monti Ròdopi ritti al-
ture palchi loggione 2000 shrapnels sbracciarsi ed esplo-dere fazzoletti bianchissimi pieni d’oro Tumb-tumb 2000 granate protese strappare con schianti capigliature tenebre zang-tumb-zang-tuuum-tuuumb orchestra dei rumori di guerra gonfiarsi sotto una nota di silenzio
tenuta nell’alto cielo pallone sferico
dorato sorvegliare tiri parco aerostatico Kadi-Keuy